Nuovo album per Carmen Sciullo
In ottobre due concerti: il 7 al Waag di Bolzano e il 10 al Basis di Silandro

Avvertita l’urgenza di uccidere la ragazza di provincia - “Kill the Small-Town Girl” s’intitolava infatti il suo primo cd che fu preludio e frutto di un lungo soggiorno berlinese - la cantautrice altoatesina Carmen Sciullo (in arte solo Carmen) è rientrata in provincia e ha pubblicato in settembre su tutte le piattaforme il primo singolo del nuovo album.
La canzone, cui a cadenze mensili se ne aggiungeranno altre, è Tiny Drop of Water che, senza alterare la formula con cui la ventitreenne cantante e pianista s’è imposta all’attenzione già nel 2024, lascia intuire nuove potenzialità date dall’ingresso stabile in studio e dal vivo di altri musicisti al suo fianco, quali Mattia Mochen alla batteria, Simone Brolis al basso e David Altieri alla chitarra. È dunque con un vero e proprio gruppo che vedremo esibirsi Carmen in due date ottobrine, il giorno 7 al Waag di Bolzano e il 10 al Basis di Silandro, come lei stessa ci racconta.
Di cosa parla la tua nuova canzone Tiny Drop of Water (Minuscola goccia d’acqua)?
Racconta di quel momento in cui ci si sente minuscoli dentro qualcosa di molto più grande: una relazione, una città, uno stato emotivo, il mondo stesso. Tra una stazione in cui l’autobus non arriva, luci accese sui balconi e persone che passano senza vederci, al centro emerge un’immagine semplice: siamo contemporaneamente la goccia e l’acqua, individui e parte di qualcosa che ci supera.
La sorpresa sta nell’avvalersi di musicisti, la costante è che componi in inglese e arrangi tutto tu?
Mi piace andare in gruppo, abbiamo fatto un paio di concerti davvero belli e ci siamo divertiti, per cui il fatto nuovo è proprio quello di avere una band di super musicisti e amici. Io, a dispetto del cognome abruzzese, sono di madrelingua tedesca come entrambe i miei genitori, mentre l’inglese l’ho imparato a scuola e l’ho praticato molto anche a Berlino dov’è parlato un po’ ovunque. Stavolta nel disco ci sarà anche una canzone in italiano che si chiama Libera e che a mio avviso sarà vincente. La novità in musica è rappresentata dal fatto che per tutte le canzoni del progetto abbiamo utilizzato strumenti acustici e dovrebbe percepirsi anche uno sviluppo di personalità da parte mia. I pezzi del disco d’esordio li avevo scritti tra i quindici e i vent’anni, mentre questi partono da quel momento in avanti. C’è senz’altro un’altra intensità rispetto a prima che si coglierà meglio ancora con le prossime anticipazioni in uscita, emerge una maggiore intimità anche a livello di scrittura perché prima dello scorso anno non avevo mai scritto d’amore. Come ho cominciato a farlo, però, così smetterò perché in effetti mi sono già un po’ stufata.
Raccontaci il tuo modo di comporre: nasce prima l’uovo o la gallina, le parole o la musica?
Potrebbe esserci qualcosa che mi muove tanto ma di cui non sono molto abituata a parlare con le persone che mi stanno accanto, perché so che a raccontare per mezz’ora le tue piccolezze gli interlocutori si annoiano. Quindi quelle cose le scrivo come se la scrittura e la composizione fossero i miei amici che mi ascoltano. Spesso parole e musica nascono contemporaneamente, dipende da canzone a canzone, anche se devo dire che in prevalenza parto dai testi senza pensare alla musica. In qualche modo le liriche le riesci sempre a mettere nella melodia anche se tra una riga e l’altra che hai scritto ci fosse una differenza di molte sillabe. Spaziando poi tra rock, pop, jazz e cose più indefinibili, è certo che anche la scrittura muti in relazione a quel miscuglio di generi che pratico, anche come semplice ascoltatrice.
Cosa ti è piaciuto recentemente?
Gli Hiatus Kaiyote, australiani davvero “fuori”, la cantautrice britannica Lola Young, la nippo-statunitense Mitski e l’americana Willow che è la figlia di Will Smith. Poi ci sono i miei classici riferimenti come i Radiohead..
Farsi conoscere è oggi la cosa più dura del mestiere di musicista?
Per promuovere la canzone vai sulle piattaforme, stai sui social, provi a entrare nelle playlist che non sono fatte con l’algoritmo ma da persone, poi devi cercare date per i concerti: alcuni si trovano un collaboratore a pagamento pur di non occuparsene….
[Daniele Barina]





































































































































