CULTURE

Musica come ponte tra cielo e terra
Il museo “Rudolf Stolz” di Sesto Pusteria riapre con una mostra speciale

15 GLUE

Tre curatori volontari – il medico comunale Karl Mayr, l’architetto Hans Watschinger e l’insegnante Hermann Rogger – hanno risvegliato il museo “Rudolf Stolz” di Sesto Pusteria dal suo lungo sonno ventidue anni fa. Da allora organizzano ogni anno mostre tematiche di alto livello, trasformando il museo in un vivace centro di confronto culturale.

Negli anni il museo è stato ristrutturato e ampliato, creando nuovi spazi destinati sia alle esposizioni sia agli incontri. Il museo si rivolge sia agli ospiti sia alla popolazione locale, a giovani e adulti: oltre alle mostre, vengono regolarmente organizzati progetti di scrittura e arte che coinvolgono attivamente bambini e ragazzi. Nell’occasione dell’apertura estiva del museo, con l’inaugurazione della mostra speciale “Musica, ponte tra cielo e terra”, abbiamo sentito Herman Rogger - uno dei tre curatori - per farci raccontare qualcosa in più sul museo e sull’artista.
Quali sono le opere di Stolz di cui è più orgoglioso il museo? Come lo ricordano i dipinti e che tipo di atmosfera ci raccontano?
Rudolf Stolz, nato a Bolzano nel 1874, è considerato il più importante pittore di affreschi del Tirolo, formando insieme ai fratelli Albert e Ignaz un celebre trio artistico. Figlio di una storica famiglia di pittori bolzanini, caratterizzato da un linguaggio pittorico monumentale e vigoroso, lasciò un’impronta duratura sia nell’arte sacra sia in quella profana dell’Alto Adige. Ritiratosi a Sesto dopo la Prima guerra mondiale, decorò insieme ai fratelli i portici del cimitero e la chiesa di Sesto, come la famosa Danza Macabra della cappella rotonda. La sua famiglia decise di costruirgli un museo inaugurato nel 1969, selezionando una raccolta di schizzi, disegni e acquerelli che testimoniano in modo impressionante la raffinata capacità di osservazione dell’artista.

Cosa ci può dire sulla mostra estiva “Musica, ponte tra cielo e terra” e sul tema scelto?
La musica diventa un ponte che collega i materiali, le forme e la gravità della terra con l’invisibile, con lo spirituale, con il respiro del cielo. Le opere degli artisti selezionati, radicate nella dimensione terrestre, ci sfidano a sollevare lo sguardo dal basso verso l’alto: quanto di ciò che vediamo abbiamo davvero compreso? Quanto di ciò che ascoltiamo resta ancora da scoprire? Cielo e terra non sono mondi separati. Sono come note su sottili pentagrammi, connesse tra loro, ramificate e intrecciate come la musica che le attraversa. L’arte rende questa connessione tangibile. Quando il cielo sfiora la terra, percepiamo i legami con un altrove che supera i limiti della nostra percezione. La mostra ci invita ad ascoltare con consapevolezza, a guardare con attenzione e a sentire con gratitudine: passo dopo passo, nota dopo nota, mentre materia e spirito si incontrano e il visibile e l’invisibile si riflettono in colori e forme.

E questo tema come si collega alla filosofia artistica e religiosa di Rudolf Stolz?
Stolz era una persona profondamente religiosa, il cui credo cristiano e la cui spiritualità influenzarono in modo determinante sia la sua vita sia la sua produzione artistica. Nella sua Danza Macabra non solo elaborò le esperienze traumatiche e gli orrori della Prima guerra mondiale, ma affrontò anche questioni fondamentali legate alla caducità dell’esistenza umana e alla speranza cristiana di una vita dopo la morte. Per Rudolf Stolz l’arte era molto più di una semplice espressione estetica: divenne una testimonianza visibile della sua profonda venerazione per il creato, per la vita umana e per la fede. Proprio nell’unione tra interiorità religiosa, silenziosa umanità e sensibilità artistica risiede la particolare forza espressiva della sua opera.

Cosa, nell’estetica e nella filosofia di Stolz, è ancora attuale per il periodo che stiamo vivendo?
L’arte di Rudolf Stolz si distingue per il suo profondo radicamento regionale, il forte legame con la natura e la viva spiritualità. Proprio in questo risiede ancora oggi la sua particolare attualità. In un presente frenetico e globalizzato, nel quale molte persone sono alla ricerca di quiete, orientamento e stabilità, la sua opera appare come un silenzioso contrappunto. Allo stesso tempo, la sua arte riflette lo stile di vita modesto e semplice che caratterizzò lo stesso Stolz. Nel contesto di un mondo moderno sempre più dominato dall’intelligenza artificiale e dalle immagini generate digitalmente, tecniche artistiche tradizionali come la pittura ad affresco o il disegno a mano libera potrebbero persino acquisire una nuova valorizzazione per la maestria artigianale, l’impronta immediatamente umana e il tempo che tali opere richiedono.

[Francesca Proietti Mancini]

Museo Rudolf Stolz
Via Dolomiti 16/B - Sesto
Date e orari di apertura
28.06.–31.08.2026: mar–dom: ore 14-19
01.09.–04.10.2026: dom, mer, ven: ore 15-18

 

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