CULTURE

Cinque bizzarri semi di senape
Estate ricca di concerti per la brass band “Die seltsamen Senfsamen”

07 Lanimazione diventa

Reduce lo scorso mese dal bagno di folla della Volksfesta di Radio Tandem a Bolzano, la brass band bolzanina Die seltsamen Senfsamen potrà essere apprezzata in tante altre occasioni e un po’ ovunque in Alto Adige anche nel prosieguo di questa estate.

Il 2 luglio a Lana alle ore 19.30, il 3 in Val d’Ega alle 21 presso la centrale di teleriscaldamento, il 18 all’Eishof in Val di Fosse, il 29 alle 21 a Solda. In un agosto fitto d’ingaggi per eventi privati, il quintetto suonerà in pubblico a Campo Tures il giorno 11 dalle ore 18 per il trentennale della cucina in strada e, infine, il 19 dalle ore 19 a Burgusio dove sarà ospitato per la quarta volta.
Due cd, Black & Yellow del 2022 e 10 del 2025 - un semplice numero a ricordare gli anni di vita del gruppo e per dare a ognuno la possibilità di pronunciarlo nella lingua che preferisce - sono disponibili in vinile, cd e formato digitale, sulle migliori piattaforme e ai concerti. Per presentare il loro concetto di musica - un jazz fatto di composizioni proprie e cover, molto accogliente verso il funk, il pop e la dance - abbiamo sentito il loro portavoce, il trombettista Lorenz Delle Donne.

Il vostro repertorio sembra studiato sulla falsariga di quello delle street band o delle marching band statunitensi: anche voi un quintetto itinerante?
Di solito stiamo su un palco e non ci muoviamo, limitati dal fatto che utilizziamo l’impianto e siamo microfonati, ma spesso arriviamo in scena marciando se c’è qualche organizzatore cui piace l’idea. Essendo in cinque con una batteria non è difficile farlo, ma comunque rimane sempre un piccolo diversivo per attirare il pubblico all’evento principale che è il concerto.

Più che un teatro o una sala da concerto, il vostro ambito espressivo naturale sono comunque le piazze e le feste di paese: è per quello che rivisitate anche voi in chiave jazz brani pop cari al grande pubblico?
Sì, è vero che abbiamo degli elementi in comune con le orchestre itineranti della tradizione jazz americana, specie per la varietà di generi musicali che rivisitiamo nei nostri concerti. Per esempio, alla Nacht der Keller di Settequerce il mese scorso le prime due ore abbiamo suonato jazz e blues perché la gente mangiava e beveva in un’atmosfera tranquilla, poi un po’ alla volta siamo passati al funk, al pop anni Novanta-Duemila e alla fine anche alla dance per far muovere il pubblico. Abbiamo sempre in scaletta un medley dei successi del noto dj italiano Gigi D’Agostino...

Avete mai pensato di inserire una voce per qualche occasione speciale?
Non l’abbiamo mai fatto, forse perché vogliamo restare fedeli al nostro originario progetto di gruppo. C’è poi il fatto che uno dei nostri punti di forza è proprio quello di restituire con soli quattro fiati e una batteria l’energia che avrebbe una band con voce, chitarre e altri strumenti elettrici.

Tra le tante, c’è una brass band che vi ha ispirati in modo particolare?
Senz’altro i newyorchesi Lucky Chops, più grandi di noi perché contano su otto o nove componenti e possono raddoppiare i soli, mentre nella nostra brass band è sempre lo stesso musicista a suonare un determinato strumento. Poi sentiamo molto la Youngblood Brass Band che viene dal Wisconsin e della quale facciamo un paio di cover, mentre tra i miei trombettisti di riferimento ci sono Dizzy Gillespie e Winton Marsalis.

Presentiamo il gruppo...
Oltre a me che suono la tromba ci sono Michael Marth alla batteria, Matthias Targa alla tuba, Gabriel Höller al trombone, Valentin Gasser al sassofono tenore. Veniamo tutti dalla banda musicale di Gries e l’universo bandistico ci ha ispirato molto agli inizi della nostra avventura, ma tuttora tre di noi, me compreso, insistono a suonarci. Tutti i nostri pezzi originali sono composti da Valentin Gasser che ha studiato composizione jazz al Conservatorio di Vienna. Le cover le arrangiamo insieme normalmente, salvo proposte di qualcuno di noi, ma non meno importanti sono le improvvisazioni solistiche che rendono sempre diversi i nostri concerti.

Da dove è saltato fuori il nome Die seltsamen Senfsamen, che potremmo tradurre in italiano come “I bizzarri semi di senape”?
(ride ndr) La domanda ci viene posta spesso ma non c’è nulla di così spettacolare nella risposta. Avevamo un altro nome quando ci siamo formati, al preciso scopo di esibirci in due diverse occasioni alla Altstadtfest di Bolzano nel 2015, dopo le quali abbiamo deciso di continuare ma ci siamo accorti che esisteva un’altra band che aveva lo stesso nome: Die 3 Lustigen 4 (nel frattempo ce ne sono due, una rock band germanica e un quartetto di Volksmusik austriaco ndr). Il tutto è capitato poche ore prima di un concerto e c’era l’urgenza di far saltare fuori un altro nome con cui presentarci, così fatte ognuno le sue proposte in un brainstorming su WhatsApp, io ho tirato fuori questa rima bizzarra che nulla ha a che fare con la logica ma è talmente singolare da poter restare nella testa delle persone.

Parliamo un po’ del vostro ultimo lavoro: 10.
Ci teniamo molto perché assommando composizioni proprie a cover di brani molto ballabili riassume bene quello che succede in un nostro concerto tipico. I primi cinque pezzi sono i nostri, in stile blues e jazz, mentre la seconda parte del disco si compone delle cover pop più ballabili. È registrato e prodotto da Simon Öggl che fa parte del collettivo viennese Drahthaus, noi siamo molto contenti del risultato.

[Daniele Barina]

 

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