La passione per l’arte non conosce confini
Thessa Longobardi è cantante, filmmaker, attrice, tecnico del suono...

Nome d’arte: Thessa Longobardi. Solo 22 anni, cantante, cantautrice, film-maker ed attrice, non si è certo fermata ad una sola arte.
Ci racconta con entusiasmo la sua crescita e i suoi studi in giro per il mondo, le sue ispirazioni tra sport, amici, primi amori ma anche cinema vintage, passando a Marylin Monroe fino ad arrivare a Lana del Rey e Marina and the Diamonds. Una giovane anima antica che quello che “vuole fare da grande” è l’arte… tutta l’arte.
Parlaci di tei e racconta come sei arrivata a decidere di diventare artista a tutto tondo?
Mi chiamo Theresa e il mio nome da cantante è Thessa Longobardi. Un “cognome d’arte” italiano perché sono nata e cresciuta in Italia e amo la cultura italiana… anche se non parlo ancora benissimo l’italiano (ma lo sto perfezionando). Il nome Thessa l’ha scelto una mia amica quasi per gioco, dal nome del personaggio di un film in cui mi rivedeva. Sono una cantante ma vorrei imparare a fare anche sound technician: sto studiando da autodidatta e da non professionista, ma a casa per le mie canzoni faccio tutto da sola, dalla registrazione all’arrangiamento, il demo, il video, le fotografie, i costumi. Sto studiando anche piano e chitarra acustica per poter eseguire le mie performance senza dover trovare altri musicisti: qualche volta è difficile trovare una persona con la mia sintonia, il mio stile… e anche i miei orari! I miei compagni di scuola sono andati all’estero, o hanno smesso con la musica.
Sei musicista ma hai studiato da filmmaker...
Sentivo di non poter studiare il sentimento dietro la musica, solo la tecnica… Ho scelto film making per poter combinare le due cose. Non mi sento una musicista o una cantante ‘normale’, ho un approccio differente e non ho iniziato con uno strumento. Ho deciso di espandermi a più arti possibile. Sono andata a studiare a Monaco e poi a Los Angeles, perché… un po’ mi vergognavo, lo ammetto. Mi dicevo che in Alto Adige le persone mi conoscevano, e non volevo pubblicare le mie canzoni. Poi è scattato qualcosa in me. Forse la maturità, forse l’essere andata fuori dall’Italia, mi ha resa più indipendente. Ora sono tornata e sento di amare di più l’Alto Adige, la natura, le montagne…
Com’è iniziato tutto quanto?
Dopo la maturità volevo fare qualcosa di creativo, anche se non sapevo esattamente cosa. Nel mio tempo libero ho sempre scritto canzoni, con la mia videocamera ho fatto video musicali, con amici o da sola. Ho iniziato a prendere lezioni di canto da piccola, a 11-12 anni. Già allora è iniziata la mia passione, anche se ero un po’ timida. Scrivevo delle mie esperienze, ma poi arruolavo i miei amici per cercare di capire cosa ne pensassero ed aiutarmi a scoprire il mio stile. Poi ho scelto di studiare a Los Angeles, semplicemente perché avrei voluto fare un anno di scambio studentesco durante il liceo, ma con il Covid non è stato possibile.
A livello di ispirazione, sia per la musica che per i film, quali sono i tuoi modelli? Qual è il tuo genere preferito?
Non mi piace il ‘presente’, sono affascinata tantissimo dagli anni ‘60. Mi piace la nostalgia. Anche se non era tutto perfetto… Amo il vintage e sicuramente anche quello stile, non so bene perché, mi sembra che la vita allora fosse più semplice, le persone si parlassero di più… Forse mi interessa proprio perché è un mondo in cui io non c’ero. Ho guardato tantissime volte Casablanca e adoro i film con Marylin Monroe come Gli Uomini preferiscono le bionde. Sono film anche divertenti, ma c’era un tipo di umorismo diverso, un po’ triste e malinconico. È questo passato ad ispirare il mio stile. Non vorrei però romanticizzare la tristezza: all’inizio scrivevo tantissime canzoni tristi, ma ora mi sto focalizzando su altri sentimenti e vorrei raggiungere una gamma più ampia. Quindi definirei il mio stile retro-pop e indie. Dei contemporanei adoro Lana del Rey, i miei amici mi dicono anche che ci somiglio un po’... Lei è un’ispirazione per me e anche lei, del resto, si ispira moltissimo alla vecchia Hollywood.
Ti reputi una persona all’antica: cosa fai allora per farti conoscere?
Non amo i social, ma pubblico su tutti (un po’ malvolentieri): instagram, facebook e tiktok. Non so quello che preferiscono le persone, quindi li ho scelti tutti, mi piacerebbe farmi conoscere da quante più persone possibile. Uso soprattutto instagram però, anche se ho iniziato a fare Tiktok per i video. Mi piace di meno, non amo i reel, è un po’ una droga. È difficile essere up to date con i social, ed è un altro motivo per cui preferisco gli anni ‘60, anche se sicuramente i ‘giovani’ di allora venivano comunque criticati per altre cose. Sicuramente non pubblico niente di personale ma solo la mia arte, però, come ho detto prima, è così difficile separare le due cose.
Cosa vorresti fare da grande?
Ho sempre avuto hobby creativi, ma non pensavo di trasformarli in un lavoro. Avevo timore di non riuscire a costruirci una carriera, penso fosse normale ai tempi della scuola. Con gli anni però ho capito quanto per me sia importante rimanere fedele a me stessa e seguire il mio sogno, anche quando non è sempre facile restare sulla mia strada. Quando penso alle mie passioni, sento che sono parte di me e che non riuscirei a immaginarmi altrove. Tanti mi hanno detto “il mondo non funziona così”, che con la creatività è difficile avere successo e costruire una carriera. Ma penso, anzi ho scoperto, che la cosa più importante è fare qualcosa con gioia e passione: quando ti piace davvero quello che fai, puoi arrivare molto lontano. Sto proseguendo i miei studi e le mie esperienze, e oltre alla musica mi piacerebbe molto lavorare anche nelle produzioni cinematografiche. Mi sento fortunata ad avere una famiglia che mi sostiene, anche se quando ho iniziato mi sentivo “quella strana”, ma riuscire a dimostrare ciò che sapevo fare mi ha dato molta sicurezza.
[Francesca Proietti Mancini]




















































