CULTURE

Un laboratorio chiamato Cristallo
Intervista a Gaia Carroli, direttrice del teatro di via Dalmazia

02 teatro cristallo

Negli ultimi anni il Teatro Cristallo di via Dalmazia, a Bolzano, ha consolidato il proprio ruolo come una delle realtà culturali più dinamiche del panorama altoatesino. Un teatro radicato nel suo quartiere ma capace di parlare all’intera città, che ha saputo intrecciare programmazione artistica, residenze artistiche, progettualità sociale e attenzione alle nuove generazioni.

Ne parliamo con la direttrice Gaia Carroli, che da anni ne guida il percorso e che rappresenta una delle poche figure femminili al vertice di una grande istituzione culturale del territorio.

Se ti fermassi un momento a guardare indietro, al Teatro Cristallo di qualche anno fa e a quello di oggi, quali sono le trasformazioni che ti colpiscono maggiormente? C’è stato un momento preciso in cui hai avuto la sensazione che il teatro stesse “cambiando pelle”?
Il Cristallo è nato nel 2005 come un teatro rivolto essenzialmente al quartiere Europa-Novacella e la prima stagione era stata costruita sulla base di una ricerca sociale condotta prima della riapertura, in cui venivano sondate anche le aspettative del pubblico. In questi 21 anni ha compiuto una trasformazione enorme, è diventato una vera e propria istituzione culturale.
Il momento in cui io ho percepito questo salto è stato nel 2015, quando abbiamo avviato la stagione In scena – all’epoca si chiamava Comedy Show – la prima in collaborazione con lo Stabile di Bolzano. Già al primo spettacolo ho davvero percepito la sensazione che le cose sarebbero sicuramente cambiate.

Il Cristallo è riuscito a diventare un punto di riferimento non soltanto per il quartiere nel quale è inserito, ma per tutta Bolzano. Quanto è stato importante mantenere un forte radicamento territoriale senza rinunciare ad ambizioni più ampie?
È stato fondamentale, perché un’istituzione culturale che vive proiettata solo al di fuori del contesto in cui ha sede ha una vita meno feconda rispetto a un’istituzione che riesce a dialogare sia con il proprio territorio, sia con la complessità della società tutta in cui viviamo. Questo mi riporta alla prima immagine sul comunicato stampa della riapertura del Teatro Cristallo, ideata dal mio collega dell’epoca, Denis Isaia, attualmente curatore del Mart: un faro e uno specchio.Ill Teatro Cristallo doveva rispecchiare il territorio, ma anche proiettare la sua luce oltre. Io credo che quella metafora si sia in qualche modo realizzata.

Teatro come “presidio culturale”: cosa significa oggi, concretamente, essere un presidio culturale?
Soprattutto per una persona come me, che non è nata a Bolzano ma ci è arrivata a 24 anni, essere “presidio culturale” significa proporre punti di vista diversi su varie tematiche, che possono poi essere assorbite e riparametrate dalla comunità in base al contesto sociale e culturale dell’Alto Adige, una terra in cui nascono e crescono comunità diverse. La speranza è che il nostro lavoro vada a beneficio di tutti, non solo della comunità di madrelingua italiana.

Uno degli aspetti che colpiscono, osservando il lavoro del Cristallo, è la capacità di tenere insieme linguaggi, pubblici e attività molto diversi, percorsi che coinvolgono il sociale e l’ambito culturale a 360°…
è stata una scelta determinata da una precisa visione culturale; questa pluralità di proposte è nata dalla grandissima capacità e disponibilità a dialogare di Pio Fontana, primo presidente del Cristallo. Sotto la sua guida abbiamo iniziato a lavorare innanzitutto con diversi partner del territorio, intessendo fin da subito una rete di relazioni, ma anche cercando di intercettare le istanze più forti che venivano dalla cittadinanza, dal nostro potenziale pubblico. Abbiamo così cominciato a strutturare una pluralità di voci e di tematiche declinate in percorsi differenti che vanno a costruire il nostro libretto di stagione. Ovviamente c’è più di un filo rosso che lega i nostri percorsi, teatrali e di approfondimento, così come ci sono tematiche che ritornano e che ogni anno vengono approfondite sotto un punto di vista diverso.

In questi anni il Cristallo ha saputo dialogare con diversi partner culturali. Quanto è stata importante questa attitudine al confronto e alla collaborazione?
Il Cristallo ha fin da subito costruito la propria storia culturale sul valore del “far rete”. Noi possiamo apportare alcune competenze, ma altri enti partner possono portare le loro su differenti aspetti, anche di uno stesso tema. È per noi importante continuare a collaborare con le altre istituzioni culturali della città, ma anche con realtà che si occupano di formazione, come l’Università di Bolzano o alcune associazioni di categoria che con noi hanno sempre intrecciato un dialogo molto forte (ad esempio l’associazione Nazionale Magistrati nella sua sezione del Trentino-Alto Adige, con cui collaboriamo sulle tematiche della legalità).

Tra queste relazioni ce n’è una particolarmente significativa, quella con il Teatro Stabile di Bolzano. Durante gli anni della direzione di Walter Zambaldi si è sviluppato un dialogo costante tra le due istituzioni. Quali sono stati, secondo te, gli aspetti più fecondi di quel rapporto?
Questo fortissimo rapporto di collaborazione è nato con l’arrivo di Walter Zambaldi. Ci siamo subito trovati d’accordo sul fatto che Cristallo e Stabile non dovessero mai e per nessuna ragione entrare in un’ottica concorrenziale. Questa scelta si è rivelata vincente non solo per il Cristallo, che è comunque un’istituzione molto più piccola, ma anche per il TSB, perché la collaborazione e le promozioni riservate agli abbonati delle due realtà culturali hanno portato ad un ampliamento dei pubblici di entrambe.

Oggi si apre una nuova fase con l’arrivo di Andrea Cerri alla direzione del Teatro Stabile. Cerri porta con sé un’esperienza molto particolare, caratterizzata da una forte attenzione ai territori, alle comunità e ai processi partecipativi. Quali elementi della sua visione ti sembrano particolarmente interessanti e dove immagini possano nascere nuove opportunità di collaborazione?
L’arrivo di Andrea Cerri a Bolzano è un arrivo davvero gradito. Il suo percorso è diverso da quello di Zambaldi e altrettanto interessante. Cerri ha una sensibilità forte nei confronti delle tematiche della fragilità e della diversità. È un’ottica che a noi piace molto e che abbiamo sviluppato nel corso di questi anni sia nei percorsi culturali di approfondimento, sia attraverso il coinvolgimento, nella nostra stagione, del Teatro La Ribalta di Antonio Viganò. Con Cerri nasceranno sicuramente nuove idee condivise e verrà ampliata la collaborazione già in atto, con particolare attenzione all’ambito della pedagogia teatrale e del coinvolgimento del mondo giovanile: è uno degli obiettivi che ci siamo già dati.

Sei una delle poche donne alla guida di una grande istituzione culturale in Alto Adige e, più in generale, nel panorama teatrale italiano. Guardando alla tua esperienza professionale, hai avuto la sensazione che essere donna abbia comportato aspettative, ostacoli o forme di giudizio differenti rispetto a quelle riservate ai colleghi uomini?
È un tema molto complesso. Io trovo che il mondo della cultura abbia ancora molta strada da fare nell’ambito della parità di genere. L’ambito teatrale non è dissimile a tutti gli altri ambiti della società, in cui vige ancora una politica molto maschile, quando non smaccatamente maschilista. Nella mia esperienza professionale essere donna è stato tanto un vincolo quanto un’opportunità. Ho certamente notato differenti metri di misura nel valutare e giudicare il mio operato in quanto donna, però talvolta è stata anche un’opportunità: spesso le donne vengono sottovalutate, quindi possiamo continuare a fare il nostro lavoro di accrescimento silenzioso, puntare ai nostri obiettivi senza venire troppo disturbate. Ecco, forse anche questo ha permesso al Cristallo di crescere poco alla volta, senza clamore, e di arrivare dove è arrivato.

Se dovessi descrivere il Teatro Cristallo con una parola oggi, quale sceglieresti?
Sicuramente la parola “laboratorio”. Il Cristallo è un laboratorio in cui accadono cose, in cui ci si deve “sporcare le mani”; sia da un punto di vista operativo nostro, sia dal punto di vista del pubblico: quando le persone vengono da noi “si sporcano le mani”, si “sporcano le idee”, perché permettono a differenti punti di vista di entrare e incrinare un po’ le proprie convinzioni, spingendo la capacità di immaginazione e di pensiero oltre quello che sono abituate a fare e a vedere.

Dopo tanti anni di impegno, di progettazione, di relazioni costruite giorno dopo giorno, qual è la convinzione che continua a guidarti? Che cosa ti fa pensare – ogni volta che si apre il sipario o che una nuova stagione prende forma – che questo lavoro sia ancora necessario?
La convinzione che continua a guidarmi è che portare sul territorio sguardi differenti dal nostro, soprattutto in una terra come l’Alto Adige che è fortemente autocentrata, sia fondamentale per costruire una comunità più solida, più accogliente, più giusta, più visionaria, anche e ogni volta che si apre il sipario.

[Alessandra Limetti]

 

Inserisci i tuoi eventi sul primo e più amato calendario di eventi dell'Alto Adige!

HAI GIÀ UN ACCOUNT?

ACCEDI

NON HAI ANCORA UN ACCOUNT?

Non perderti i migliori eventi in Alto Adige!

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER SETTIMANALE

Vuoi vedere i tuoi eventi pubblicati sul nostro magazine?

RICEVI UN AVVISO AL MESE PER LA CHIUSURA REDAZIONALE

Vuoi promuovere i tuoi eventi o la tua attività? Siamo il tuo partner ideale e possiamo proporti soluzioni e pacchetti su misura per tutte le tue esigenze.

VAI ALLA SEZIONE PUBBLICITÀ

CONTATTACI DIRETTAMENTE

INSIDE EVENTS & CULTURE

Magazine mensile gratuito di cultura, eventi e manifestazioni in Alto Adige-Südtirol, Trentino e Tirolo.
Testata iscritta al registro stampe del Tribunale di Bolzano al n. 25/2002 del 09.12.2002 | Iscrizione al R.O.C. al n. 12.446.
Editore: InSide Società Cooperativa Sociale ETS | Via Louis Braille, 4 | 39100 Bolzano | 0471 052121 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..