CULTURE

“Deventé” vince l’Ert x Merit Ladin 2026
Christina Runggaldier è la vincitrice della seconda edizione del concorso artistico

02 teatro cristallo

Dopo la prima edizione dell’anno scorso, in cui a vincere era stato il gardenese Gregor Prugger, quest’anno il concorso Ert x Merit Ladin, organizzato dal Südtiroler Künstlerbund in collaborazione con la Direzione Istruzione, Formazione e Cultura ladina, è stato vinto dall’artista Christine Runggaldier, anche lei della Val Gardena, con la particolarità di un progetto non ancora concluso.

Chi è Christine Runggaldier?
Sono nata a Bressanone nel 1988 e cresciuta a Selva di Val Gardena. Già da piccola nutrivo una forte passione per il disegno ed è attraverso il disegno che mi sono avvicinata all’arte. Attualmente vivo e lavoro in Val Gardena, ho un atelier a Ortisei nel quale porto avanti la mia ricerca artistica che è incentrata sulla scultura. Oltre all’attività in atelier ho raccolto delle esperienze in ambito pedagogico come docente di modellato e discipline plastiche al liceo artistico di Ortisei, avendo la possibilità di confrontarmi con giovani menti creative. Mi piace avere il contatto con la natura ed osservare da vicino il paesaggio che mi circonda. Nella mia pratica artistica mi affascina innanzitutto il corpo umano, ma anche gli altri esseri viventi intorno a noi, penso alla sfera vegetale e al mondo degli animali. Mi interessa trovare delle analogie tra le diverse sfere degli esseri viventi e osservare il meccanismo che si cela dietro le cose, per esempio i processi biologici.

Qual è stata la sua formazione artistica?
La passione per il disegno mi ha convinto a iscrivermi al Liceo Artistico Cademia di Ortisei. Dal 2009 ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Venezia e inizialmente ho studiato pittura. In seguito sono passata all’indirizzo di scultura presso la stessa Accademia e mi sono diplomata nel 2015 con una tesi sulla sintesi della forma. L’ambito di ricerca che avevo scelto analizzava due approcci diversi e contrapposti: l’imitazione della realtà fenomenica e l’astrazione, la capacità di creare una sintesi e l’invenzione della forma plastica. Prima di concludere gli studi, nel 2014, ho avuto la possibilità di frequentare l’Università di Arti Applicate di Vienna die Angewandte, nella quale ero iscritta a pittura ma avevo la possibilità di frequentare i laboratori di scultura, potendo così arricchire ulteriormente il mio percorso di studio. Dopodiché ho cercato di sviluppare in modo individuale un tipo di lavoro che prevede una certa dose di sperimentazione e l’uso di materiali diversi, un po’ secondo il principio del learning by doing. In ambito scultoreo l’esperienza è maestra e andando avanti con il lavoro si aprono costantemente nuove possibilità e prospettive. La tradizione della scultura in legno della Val Gardena mi ha colpita sin da piccola e mi ha sicuramente influenzata, tuttavia essendo arrivata alla scultura in un secondo momento, durante il periodo di studi e lontana da casa, ho subito adottato l’idea di lavorare con materiali diversi e di conseguenza non ho approfondito la scultura in legno, tipica della mia zona, in modo specifico. Usando materiali diversi, tra cui anche delle resine trasparenti, posso far in modo che lo sguardo non si fermi alla superficie della scultura ma sia rivolto all’interno. Spesso aspiro ad una certa ambiguità nelle forme che creo, perché mi permette un’apertura a diversi livelli di interpretazione.

Ci può parlare dell’opera che ha presentato al concorso Ert x Merit Ladin 2026?
Ho partecipato con tre proposte: due lavori già finiti e una terza proposta grafica, ovvero dei disegni di un possibile lavoro ad hoc da realizzare in bronzo. La giuria ha scelto questa terza proposta e mi ha fatto molto piacere avere la fiducia per un progetto ancora in divenire, quindi un work in progress. Il lavoro porta il titolo “deventé”, in ladino “divenire”, e consiste in una pianta giovane in fase di crescita, nella quale radici e rami si somigliano e si espandono in diverse direzioni. Da un lato vi è la stabilità delle radici ma soprattutto le diramazioni della pianta che esplorano prospettive per il futuro e producono nuova vita. La riflessione dietro a questo lavoro è riferita all’identità e alla cultura ladina e al potenziale sviluppo futuro. Dal punto di vista dell’immagine mi affascina la struttura morfologica non ancora definita della pianta perché ancora in fase di sviluppo, quindi ho scelto forme che rappresentano una fase iniziale e si ripetono come dei moduli. La scultura prevede delle linee chiare ed essenziali con un carattere tendenzialmente geometrico. Le tappe di lavoro consistono in lavoro iniziale in plastilina, passando poi alla creazione del negativo in silicone, il positivo in cera ed infine la fusione in bronzo. Una volta conclusa, l’opera verrà presentata in occasione del Di dla cultura ladina il 19 settembre, dove verrà onorato il vincitore del premio Merit Ladin 2026 Franz Vittur, ex intendente scolastico ladino scomparso pochi mesi fa.

Progetti per il futuro?
Non so dire con esattezza cosa mi riserverà il futuro, vediamo come si evolvono le cose. Nel futuro prossimo vorrei sperimentare un materiale nuovo, mi piacerebbe scolpire la pietra.

[Bruno Maruca]

 

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