Dj Ena, la virtuosa del remix
La vipitenese Verena Senn è sempre più richiesta a cavallo del Brennero

Nemmeno si trattasse di un nuovo genere musicale, questa ragazza si propone di creare sempre atmosfera nei numerosi luoghi che la invitano a mixare, in prevalenza all’aperto.
Ena (al secolo Verena Senn), è una dj vipitenese che raggiunta la soglia dei trent’anni sta godendo di una certa popolarità, al di qua e al di là del Brennero, frutto evidente del suo saper entrare nei contesti più diversi con gusto e sensibilità. La base rimane elettronica, le voci e le variazioni strumentali a impreziosirla, un chiaro rimando alla decade della sua nascita che però non sa mai di antichità e suona invece come perfettamente contemporanea. Le sue composizioni originali sono reperibili in Rete ma non su disco e sembrano pronte a decollare verso mete più ambiziose. Per sentirla dal vivo si può andare il 5 novembre a Innsbruck al “Das Schindler”, il 12 dicembre al Winter Opening di Brixental Kitzbűhel sempre in Austria, il 26 alla Gitschberg Jochtal di Rio Pusteria e il 31 in piazza Duomo a Bressanone dove ha un ruolo attivo nell’organizzazione del Capodanno che quest’anno si aprirà alle ore 21 con un programma Kids & Family dove Ena mostrerà come si suona a un bambino, prima dell’entrata in scena di tanti dj nel resto della notte. Noi per non sbagliare ci siamo mossi in anticipo e l’abbiamo raggiunta.
Come ti sei avvicinata al mixing?
A sei anni ho cominciato a suonare il piano e la batteria, poi verso i diciotto mi sono appassionata all’elettronica anche andando un paio di volte al Tomorrowland, il festival belga dell’elettronica da ballo che ha 17 palchi ed è il più grande del mondo.
Quali sono i tuoi modelli di riferimento in ambito techno, house ed electronic?
Mi piacciono specialmente le dj donne. Le belghe Charlotte De Witte e Amelie Lens, la nippo-americana Marie Vaunt insieme alla quale ho suonato quest’anno al Club Max di Bressanone, lei partita da L.A., inoltre apprezzo molto la germanica Anna Reusch che è una pioniera della musica techno.
Per i tuoi set adoperi una strumentazione digitale: mixi anche il vinile?
Preferisco suonare con i Pioneer che comunque sono quelli standard che ti fanno trovare in tutte le location. Ho provato anche con i dischi ma è più facile lavorare con le stick che contengono migliaia di canzoni e ti evitano la scelta dovuta al fatto di poterne portare solo una ventina nell’altro formato. Ecco che così facendo dispongo sempre della musica più adatta da utilizzare al momento, a seconda delle circostanze.
Hai mai dato alle stampe un cd?
Non ho cd all’attivo ma ho un paio di release su Spotify, YouTube e Soundcloud, come Move in the Fire che è del luglio scorso.
Come giudichi la situazione della musica dance in provincia quanto a locali e possibilità per il pubblico?
Negli ultimi cinque anni le cose sono un po’ cambiate, perché prima c’erano le discoteche piene e la gente aveva voglia di uscire la notte, ora tanti preferiscono dei day rave che sono feste o eventi che si svolgono durante il giorno, a volte anche nelle località sciistiche. C’è un nuovo format cui partecipo chiamato Solosole e che prevede di montare su una barca a Malcesine per navigare sul Lago di Garda assistendo a bordo alle performance dei dj: l’ultimo appuntamento, complice il bel tempo, si è tenuto il 25 ottobre scorso.
Per quanto riguarda la tua proposta, hai cambiato qualcosa negli otto anni che sei in consolle?
All’inizio andava molto la techno, poi ho notato che il pubblico ha bisogno di canzoni e così mi sono dedicata ai remix e a stili diversi dal mio per incontrarne i favori con pezzi che la gente conosce. Sono tanto diversa dalla House o dalla Tech-house, mi propongo di fare divertire la gente e di rendere bella una festa, suonando quello che mi pare giusto in quel momento.
[Daniele Barina]





























































































































































