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CULTURE

Alex the Judge, primo album in vista
Conterrà pezzi inediti e alcuni brani già pubblicati come singoli

07 Lanimazione diventa

Alexander Richter, in arte Alex the Judge, è attivo dal 2018 nella scena musicale altoatesina (Beyond Hills, Fruity Sessions) e nel 2023 ha vinto il concorso Euregio UploadSounds, affermandosi come una voce originale della scena locale.

Ora vive a Vienna, dove la scena internazionale e l’opportunità di conoscere molti altri artisti da sempre nuovi stimoli, ma torna spesso a suonare in Alto Adige dove trova sempre un forte senso di comunità e sostegno. Dopo aver scritto a lungo i suoi testi in inglese, sta lavorando ora al suo primo album in tedesco, sperimentando un diverso ritmo, ma anche un diverso modo di sentire e condividere le emozioni che lo fa sentire più esposto.

Come nasce Alex the Judge? Quando e come è nata la tua passione musicale, e come si è sviluppata la tua collaborazione con i Forbidden Fruits?
Alex the Judge è nato circa quattro anni fa. Prima pubblicavo musica in inglese, ma a un certo punto ho sentito il bisogno di trovare una direzione artistica che mi rappresentasse davvero, e così è nato questo progetto La passione per la musica, però, è iniziata molto prima. Da bambino ho iniziato a suonare il violoncello e con il tempo mi sono avvicinato anche ad altri strumenti. Insieme ad alcuni amici ho fondato la band Beyond Hills: è lì che ho iniziato davvero a scrivere canzoni e a capire che la musica sarebbe diventata il mio modo di esprimermi. Per quanto riguarda i Forbidden Fruits, tutto è iniziato lavorando con Fabian Pichler, produttore e chitarrista del progetto. Poi si è unito anche suo fratello Manuel, alla batteria e alla produzione, e poco dopo anche Valentin Gasser. Così, quasi senza rendercene conto, si è formata l’attuale line-up.

I tuoi generi sono rap/hip hop, r&b, indie, soul, neo soul, funk. Come mai questa varietà di generi? Ti ispiri a qualcuno di particolare, anche nelle visual?
Per me i generi sono più un punto di partenza che un limite. Mi piace prendere elementi da mondi diversi: il rap per il modo di scrivere, il soul e il neo soul per il groove, l’indie per le atmosfere e il pop per le melodie. Alla fine cerco semplicemente di fare musica che mi emozioni, senza pensare troppo alle etichette. Ci sono sicuramente artisti che mi hanno influenzato. Mac Miller è stato molto importante per me, ma anche Jungle, Hard Life e, tra gli artisti di lingua tedesca, Bilderbuch.
Per quanto riguarda la parte visiva non credo di avere un’influenza precisa. Molte idee sono nate semplicemente lavorando con fotografi, videomaker e altre persone creative. Ognuno ha lasciato qualcosa e col tempo si è creata un’estetica che oggi sento davvero mia.

I tuoi nuovi singoli, usciti di recente, sono Allesfresser e FIFA16. Cosa raccontano queste canzoni?
Allesfresser è probabilmente il brano che rappresenta meglio tutto il progetto. Parla della tendenza ad assorbire continuamente emozioni, aspettative, informazioni e stimoli, fino a sentirsi quasi sopraffatti. Penso sia una sensazione in cui tante persone possono riconoscersi. FIFA16 invece è una canzone nostalgica. Racconta un periodo in cui tutto sembrava più semplice: le partite a FIFA con gli amici, i pomeriggi passati insieme senza troppe responsabilità. Non è tanto un voler dire che prima fosse tutto migliore, quanto una riflessione su come cambiamo crescendo.

Sta per uscire qualcos’altro?
Sì, arriverà presto altra musica. Entrambi i brani fanno parte del mio primo album, che uscirà a metà ottobre. Prima dell’album pubblicherò ancora un singolo, a settembre.

Il 3 ottobre suonerai con i Forbidden Fruits all’Astra di Bressanone. Puoi dirci qualcosa di più?
Sì, ne sono molto contento. Il concerto fa parte di UploadSounds, un progetto che è stato importante per il mio percorso: vincere l’edizione del 2023 ha dato una bella spinta ad Alex the Judge, quindi è bello tornarci, questa volta come headliner.

Sono in programma altri eventi e concerti in provincia nel prossimo futuro?
Prima di ottobre ci aspettano diversi concerti e festival, il 14 agosto saremo al Botanica Festival a Innsbruck e il giorno dopo suoneremo al Flex di Vienna come opening act dei Nation of Language. Probabilmente si aggiungeranno anche altre date. Per l’autunno e l’inizio del prossimo anno stiamo invece organizzando una serie di concerti legati all’uscita del nuovo album, soprattutto tra Austria e Germania. Speriamo naturalmente di riuscire a tornare a suonare anche in Alto Adige.

[Francesca Proietti Mancini]

 

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