50. LANAPHIL
Internationale Sammlerbörse für Ansichtskarten, Briefmarken, Münzen, Briefe, Militaria, Heimatbelege, Aktien, Fotos, Ganzsachen, Heiligenbildchen, Tirolensien, Bücher, Grafik und Zubehör; mit Beratung. Eintritt frei
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Frédéric Chopin Mazurche op. 33, 41, 45, 63 Sonata n. 2 in si bem. min., op.35 Franz Schubert Sonata per pianoforte in si bem. magg. D. 960 In collaborazione con Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni
Ogni anno a luglio si svolge a Chiusa il tradizionale Gaudi Fest – la più grande festa della musica popolare dell'Alto Adige. L'inizio e l'apertura di questo evento ricco di atmosfera sono previsti per sabato alle ore 10.00. I gruppi musicali noti ben oltre i confini regionali, i costumi tradizionali originali e l’atmosfera unica del Giardino dei Cappuccini ai margini della città degli artisti rendono il GAUDI FEST ogni anno un evento davvero speciale, tanto che negli anni si è affermato come la manifestazione più grande del suo genere. PROGRAMMA: dalle ore 16:00: apertura ingresso dalle ore 18:30: Die Grubertaler dallo Zillertal dalle ore 20:30: Die Schürzenjäger Chiusura LIVE: DJ REALIZE Prezzi d’ingresso e biglietti: Biglietto Early Bird fino a fine aprile: € 23 Da fine aprile al 17 luglio 2026: € 25 Cassa serale: € 28 AFTERSHOW PARTY: Fino alle prime ore del mattino: GAUDI FEST 2026 OFFICIAL AFTERSHOWPARTY > BADHAUS14 - Chiusa!
Tanzcamp 2026 Con il team della Community Dance Academy Cari genitori, cari appassionati di danza, In nome del Collettivo Danza Alto Adige siete invitati al Tanzcamp 2026, una settimana estiva speciale all’insegna del movimento, della creatività e dell’ispirazione con il team della Community Dance Academy. Cosa ci aspetta? Varietà di stili – I partecipanti potranno cimentarsi in diversi stili di danza: balletto classico, danza contemporanea espressiva ed energico hip-hop. In questo modo si apriranno nuovi mondi di danza e molteplici fonti di ispirazione per i giovani. Lavoro creativo e sviluppo di scene – Insieme esploreremo come il movimento creativo possa raccontare storie. I partecipanti lavorano con creatività allo sviluppo delle proprie scene e imparano a utilizzare la danza come mezzo di espressione. Uno spettacolo teatrale originale – Il momento clou sarà la realizzazione di uno spettacolo di teatro-danza collettivo dal titolo Zwischen Welten – Incontro di mondi, che come di consueto verrà presentato alla fine della settimana: un’esperienza che metterà in luce sia i vari stili di danza sia la ricchezza di idee e la creatività del gruppo. Per chi è? Per tutte e tutti coloro tra i 9 e i 19 anni che abbiamo voglia di mettersi in gioco e di sperimentare con il movimento del corpo sul palco. Non è obbligatorio avere già frequentato corsi di danza. I numero di partecipanti è limitato a un massimo di 20, al fine di consentire un’esperienza personalizzata e una collaborazione tra tutti/e. Termine per l’iscrizione (fino ad esaurimento posti, posti limitati) La partecipazione sarà confermata con l’avvenuto pagamento della quota di iscrizione a favore di Collettivo Danza Alto Adige
Skymarathon Catinaccio Sciliar – long, hard, fantastic Lo Skymarathon Catinaccio Sciliar attraversa uno dei paesaggi più spettacolari del Patrimonio Mondiale UNESCO Dolomiti. Da San Cipriano si sale lungo sentieri stretti, ghiaioni ripidi, creste panoramiche e passaggi d’alta montagna come il Passo Principe, a 2.630 metri. Tutti e tre i percorsi richiedono resistenza, passo sicuro e la voglia di superare i propri limiti. L’unione di salite lunghe e dure, tratti tecnici e viste grandiose rende questa gara un’esperienza indimenticabile. Chi partecipa vive le Dolomiti nella loro forma più intensa: selvagge, impegnative e semplicemente fantastiche. I percorsi: • 46 km | ca. 3.000 m D+ Il giro completo su Catinaccio e Sciliar: un percorso lungo e tecnico, con ripide salite, passaggi impegnativi e panorami d’alta quota mozzafiato. • 36 km | ca. 2.000 m D+ Un percorso più compatto attorno al Catinaccio. Sentieri vari, scorci rocciosi impressionanti e tutta l’atmosfera autentica delle Dolomiti. • 16 km | ca. 800 m D+ (nuovo dal 2026) La variante corta che attraversa la Val Ciamin. Veloce, ripida e intensa – perfetta per chi cerca un percorso breve ma comunque esigente.
Il noto cantautore e multiinstrumentalista Francesco Gabbani ospite al Trento Summer Festival Prevendita biglietti: dal 5 marzo ore 12 in tutte le librerie Athesia e online su www.ticketone.it Trento: Radio Dolomiti, Promoevent FRANCESCO GABBANI L’estate 2026 regala ai fan di Francesco Gabbani un evento straordinario: il celebre cantautore sarà protagonista di un concerto unico a Trento, portando sul palco tutta la sua energia contagiosa e una scaletta ricca dei brani che hanno segnato la sua carriera. Dalla vittoria tra le Nuove Proposte al Festival di Sanremo 2016 con Amen fino al trionfo tra i Big nel 2017 con Occidentali’s Karma, Gabbani ha conquistato il cuore del pubblico italiano e internazionale con canzoni che uniscono leggerezza, ironia e profondità emotiva. La sua abilità da polistrumentista e la capacità di creare spettacoli coinvolgenti rendono ogni concerto un’esperienza indimenticabile, capace di emozionare e far ballare allo stesso tempo. Il live a Trento sarà un’occasione imperdibile per rivivere i grandi successi e scoprire le hit più recenti. I fan potranno ascoltare dal vivo i brani che hanno definito la sua carriera, arricchiti da arrangiamenti speciali, in un’atmosfera unica che trasformerà Piazza Fiera in un vero palcoscenico di emozioni. Un evento che promette di essere memorabile, un momento di musica e passione da condividere insieme a uno degli artisti italiani più amati degli ultimi dieci anni.
Fiorella Mannoia a Trento come ospite del tanto atteso Trento Summer Festival Prevendita biglietti: da giovedí 5 marzo 2026 ore 12 in tutte le librerie Athesia e online su www.ticketone.it Trento: Promoevent, Radio Dolomiti FIORELLA MANNOIA CANTA FABRIZIO E IVANO ANIME SALVE La cantante italiana Fiorella Mannoia invita nuovamente i suoi fan a un viaggio musicale unico. Con “Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve” interpreta le più belle canzoni di Fabrizio De André e Ivano Fossati in modo inconfondibile ed emozionante – un omaggio a due delle voci più grandi della storia della musica italiana. Un tour nell’anno del trentesimo anniversario La tournée coincide con il trentesimo anniversario di “Anime Salve”, l’ultimo lascito creativo di De André, pubblicato nel 1996 insieme a Fossati. Dai brani indimenticabili di questo album – premiato con la Targa Tenco – ai più grandi successi ormai fusi con il repertorio di Fiorella, fino a nuove interpretazioni dei capolavori di entrambi gli artisti: “Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve” è più di un concerto – è un omaggio sentito a un patrimonio artistico e culturale che ancora oggi emoziona generazioni di appassionati di musica. Una serata di emozioni, ricordi e magia musicale attende il pubblico.
La pop-rock band italiana arriva a Trento Suonano live in Piazza Fiera – al popolare Festival a Trento Da un’idea di Gaetano Curreri, cuore e anima degli Stadio, nasce Io Sono Le Mie Canzoni: uno spettacolo che racconta una vita di musica attraverso le canzoni che hanno segnato intere generazioni. Sul palco con lui Roberto Drovandi e Andrea Fornili, storici componenti degli Stadio e compagni di un percorso artistico lungo oltre quarant’anni. Io Sono Le Mie Canzoni è uno spettacolo emotivo, potente, pieno di energia. Prevendita biglietti: da giovedí 5 marzo 2026 ore 12 in tutte le librerie Athesia e online su www.ticketone.it Trento: Promoevent, Radio Dolomiti
"A run through magical nature" MOUNTAIN TRAIL - 17,7 KM / 950 M Ti piace correre e vorresti per una volta competere con gli altri? Il Ratschings Mountain Trail è un evento podistico per tutti. Con una lunghezza di 17,7 chilometri e un dislivello di 950 metri, il percorso può essere affrontato da tutti gli atleti ragionevolmente preparati. Anche tu puoi partecipare! MOUNTAIN TRAIL STAFFEL - 8 KM / 9,7 KM Sei un giocatore di squadra a cui piace correre in gruppo? Naturalmente c’è anche la possibilità di completare la distanza del Ratschings Mountain Trail come staffetta di due persone. Preparatevi insieme e partecipate come una squadra! SKY TRAIL - 27,0 KM / 1.610 M Se cercate una sfida, il Ratschings Sky Trail è quello che fa per voi. Il Ratschings Sky Trail è lungo 27 chilometri e comporta non solo 1610 metri di salita e 1050 metri di discesa, ma anche l’attraversamento del passo Jaufen.
La Casa della Solidarietà (CdS) di Bressanone invita il 13 e 14 giugno 2026, sotto il motto “Make Hope Loud!”, al Zugluftfest – un festival solidale aperto, colorato e pensato come beneficio per visitatori e visitatrici di tutte le età. Si festeggia davanti alla Jakob-Steiner-Haus a Millan, dove musica, gastronomia, creatività e incontro creano un’atmosfera viva e variegata. Il Zugluftfest rappresenta ogni anno un momento speciale per l’CdS. Il lavoro con persone in situazioni di difficoltà si compone di molti piccoli passi, spesso invisibili; progressi decisivi e momenti di svolta restano per lo più sullo sfondo. Il Zugluftfest è un’occasione per fermarsi e festeggiare insieme: rendere visibile la gioia dell’impegno verso gli altri e l’impegno per una società più solidale. Invita persone da Bressanone e oltre a vivere una convivenza rispettosa e a portare nella società il sentimento di autoefficacia e di felicità che nasce dall’impegno attivo, soprattutto in tempi di crisi. Entrate a scopo benefico Da oltre 20 anni il Zugluftfest riunisce persone di origini diverse. Tutte le entrate sono destinate al lavoro sociale dell’HdS, che dalla sua fondazione ha accompagnato e sostenuto più di 1.600 persone in situazioni di difficoltà. Il programma Sono attese 12 live band di diversi generi musicali, cucina interculturale, un variegato programma per bambini e momenti culturali per grandi e piccoli. SATURDAY 13.06.2026 Music starts at 17:00 MAIN STAGE - Jimi Henndreck – Progressiv psychedelische Stubnmusig - ANGER – Alternative/Indie - CLUB99 – Ska, Rocksteady - Rebel Musig – Mundart Reggae & Ska SMALL STAGE - DanDeLion – Rock,Reggae,Folk - Kiuppo & Athomos – Dub/Reggae/Soundsystem - Wicked and Bonny’s Echo Syndicate – Dub other Highlights - 15:00 Hula-Hoop-Workshop con Evelyn Fink - 15:00 –18:00 Postazione Festival Styling: tatuaggi all’henné e glitter SUNDAY 14.06.2026 MAIN STAGE - Janka – Indie - Peppi und die Haislraggler – Mundart Toilet Pop - TurboTrööT – Balkanian Punkjazz SMALL STAGE - Gasubi – Ladinische Ursprungsmusik - Ben Schlesier – Acoustic Folk Rock other Highlights - 10:00 Morning Yoga Flow con Renate Breitenberger - dalle 10:00 Laboratori creativi con Verein Faunus - 14:00 spettacolo di magia “simsalaBUM” - 14:30 – 15:30 Jodel-Workshop presso la CdS - 16:00 ImproTheater del TPZ Brixen - 15:00 – 18:00 Truccabimbi con Lisa & Lena del VKE Forum di incontri Il Zugluftfest si propone come spazio di scambio, diversità e umanità vissuta. Qui persone, storie e culture si incontrano in modo aperto, rispettoso e alla pari. Focus sulla sostenibilità Anche nel 2026 il festival punta sulla sostenibilità: - arrivo con mezzi pubblici o in bicicletta - rinuncia alla plastica monouso - utilizzo di prodotti regionali e del commercio equo Un ricordo di Luis Lintner Il Zugluftfest è anche un momento di memoria dedicato a Luis Lintner, il cui impegno per la giustizia sociale continua a ispirare – e allo stesso tempo uno sguardo verso il futuro: una società in cui la solidarietà è vissuta concretamente. Il Zugluftfest 2026: festeggiare insieme, aiutare e far risuonare la speranza.
Il trio Other:M:other, composto da Judith Schwarz, Arthur Fussy e Jul Dillier, fonde suoni acustici ed elettronici in una originale e avvincente alchimia sonora. Schwarz è una delle voci percussive più distintive del panorama austriaco, Fussy è un ricercatore di suoni al sintetizzatore modulare e Dillier è un pianista versatile dell’improvvisazione proveniente dalla Svizzera. Da pattern percussivi, esperimenti timbrici e improvvisazioni libere nasce una musica che a tratti richiama il jazz sperimentale e a tratti i beat da club. Con un organico inusuale, grande gioia nel suonare e apertura mentale, la band attraversa generi e stili diversi, sviluppando un linguaggio sonoro inconfondibile, grezzo, energico e pieno di sorprese. Arthur Fussy: Modularsynthesizer Jul Dillier: präpariertes Klavier Judith Schwarz: erweitertes Schlagzeug
DURATA: 2 H Tra musica e sapori d’Albania, nella cornice della mostra > >, una festa per concludere assieme la quinta edizione di Quo vadis? Festival delle culture e delle lingue.
Benvenuti alla serata finale del Bolzano Animated Movie Days Bozen, un momento speciale in cui celebriamo la creatività, il talento e la magia dei mondi animati. Dopo 3 giorni di proiezioni, incontri e scoperte, siamo arrivati all’appuntamento più atteso: quello in cui rendiamo omaggio alle opere che ci hanno emozionato, fatto sorridere e sognare! Avremo l’onore di premiare i migliori lavori e di condividere questo momento con ospiti d’eccezione nel campo del cinema e protagonisti del panorama dell’animazione contemporanea: Martina Sandonà - SFX (Mercoledì Adams, Mission: Impossible) Valter Casotto- Vincitore David di Donatello (Harry Potter, Trono di spade, X-Men) Francesca Vettori - Doppiatrice (South Park, The Charlie Brown, La Pimpa) Andrea De Nisco - Doppiatore (Naruto, Dragonball, Turtles Ninja, I Cavalieri dello Zodiaco) Florian Geiser – Project Manager & Post Production Coordinator PFX Umberto Rigotti - Illustratore Editrice Erickson, Mondadori Presentano la serata Judith Paone e Alberto Scerbo. Vi aspettiamo per ringraziarvi nell'aver contribuito a rendere questo Festival un’esperienza così viva e indimenticabile! Seguirà brindisi finale offerto dalla prestigiosa "Cantina di Bolzano"
DIVERTIMENTO E GIOCHI D'AVVENTURA ALLA FESTA DEI BAMBINI La festa dei bambini a Merano 2000 invita le famiglie a trascorrere una giornata ricca di esperienze nella natura. Attraverso diverse stazioni, impostate insieme al Jugenddienst Bozen Land, i bambini scoprono l’ambiente in modo giocoso, svolgono piccoli compiti e raccolgono timbri. Una volta completata la tessera, li aspetta una piccola sorpresa finale. Una giornata all’aria aperta, piena di divertimento per tutta la famiglia! Non è richiesta l'iscrizione. Evento adatto a bambini di tutte le età
CON ENSEMBLE POPOLARE DI CANTI E DANZE “ISUF MYZYRI” – ELBASAN, ALBANIA Con il sostegno dell’associazione panalbanese Arbëria I balli folkloristici albanesi rappresentano una delle espressioni più vive e coinvolgenti della tradizione culturale del Paese delle Aquile. Tramandati di generazione in generazione, questi balli raccontano la storia, le emozioni e l’identità delle diverse regioni dell’Albania. Caratterizzati da movimenti energici, ritmi incalzanti e una forte componente collettiva, i balli si svolgono spesso in cerchio o in fila, simboleggiando unità e comunità. Durante la serata saranno messe in scena danze tradizionali provenienti da diverse zone dell’Albania, alternando coreografie eleganti e misurate ad altre più dinamiche e complesse. Il tutto accompagnato da canzoni popolari fortemente evocative. I costumi tradizionali, ricchi di colori e decorazioni, aggiungono valore scenico e raccontano l’appartenenza regionale dei danzatori. Un’occasione per scoprire un simbolo di orgoglio culturale, capace di unire passato e presente attraverso il linguaggio universale della danza e della musica. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. L’Ensemble di Canti e Danze Popolari “Isuf Myzyri” è stato fondato nell’ottobre del 1979 dall’Artista del Popolo Isuf Myzyri, creatore del folk popolare, che pose le basi della tradizione della musica popolare di Elbasan, cittadina dell’Albania centrale, conferendole originalità e uno stile unico. L’Ensemble negli anni ha vinto numerosi premi e si è esibita nei maggiori festival albanesi e balcanici, e possiede oggi un repertorio ampio e variegato, comprendendo canzoni cittadine elbasanesi, canti dell’Albania centrale e, più recentemente, anche canti di Dibra e danze dell’Albania centrale, del Sud e del Nord.
Frauenensemble Raindrops
Un viaggio emozionante nelle profondità dell’oceano, dove musica, coraggio e identità si intrecciano in una straordinaria avventura animata. Diretto da Reza Memari, è un film d’animazione fantasy! Avremo il privilegio in sala di ospitare i creatori del film!
Lasciati trasportare dall'emozione del primo bacio! Questo famosissimo corto cattura gioia, nostalgia, sorpresa e meraviglia sul tema del primo bacio. Vincitore "Premio Oscar 2025" come miglior corto animato
Il capolavoro in PELLICOLA del 1969, completamente restaurato! Il famoso lungometraggio anime prodotto dalla Toei Doga.Diretto da Kimio Yabuki, presenta il protagonista Pero (Biagio nel doppiaggio italiano) un gatto intelligente che aiuta il giovane Pierre nelle sue avventure.
Lasciati trasportare dalle emozioni Questa selezione di film d’animazione cattura gioia, nostalgia, sorpresa e meraviglia in ogni scena, storie che toccano il cuore, personaggi che rimangono con noi e mondi animati capaci di evocare gioia, nostalgia e sorpresa.
Quando animazione e musica si incontrano nasce una magia visiva unica! Vieni a conoscere i videoclip animati selezionati per questa categoria, suoni e ritmi si trasformano in colori, forme e movimenti straordinari.
Preparatevi a un’esplosione di ritmo ed effetti speciali! Questa sezione raccoglie produzioni animate che pulsano di energia, tra inseguimenti mozzafiato, acrobazie incredibili e avventure senza respiro.
Scopri il lato ombroso dell’animazione! In questa sezione dei film selezionati al Bolzano Animated Movie Days Bozen 2026, le storie si addentrano in atmosfere misteriose e noir, tra tensione, suspense e emozioni intense.
Un’avventura animata intensa e poetica, capace di far riflettere e emozionare! In un mondo dove l’attività umana ha quasi cancellato tutte le foreste, l’ultima sopravvissuta è protetta da misteriosi abitanti..
Ein Raum, eine Frau, ein paar Discokugelscherben. Sonja Pikart hat seit 4 Uhr früh meditiert, trainiert und Tofu geräuchert und fragt sich nun, ob Wellness-Apps vielleicht schon Weltkriege mitverursacht haben. Draußen wankt die Welt zwischen Apokalypse, NGOs und Faultierbabys, drinnen gedeiht das Kimchi. HALB MENSCH ist eine komische Sci-Fi-Reise in eine verschlimmbesserte Gegenwart, eine U- und Dystopie über Menschlichkeit, Selbstoptimierung und die Frage, was uns eigentlich noch menschlich macht. „Ebenso kluges wie komisches Kabarett der obersten Spielklasse“ – Falter Vorspiel: Annalena Kluge
Cosa significa oggi essere un animatore? Quali competenze servono per trasformare idee in immagini in movimento? L'animatore, un mestiere in continua evoluzione che unisce creatività, storytelling e innovazione tecnologica.
DURATA: 1 H In collaborazione con il Centro Audiovisivi, Amt für Film und Medien e Associazione panalbanese Arbëria All’interno della rassegna “Storie di migrazione” Un documentario di Erald Dika che raccoglie i racconti in prima persona dei primi immigrati albanesi arrivati in Alto Adige nel 1991, dopo il crollo del totalitarismo, e di alcuni giovani appartenenti alla seconda generazione. Dai settecento che furono accolti dalla Provincia, oggi la comunità albanese è tra le comunità straniere più numerose, con oltre seimila persone. Il film, che fa un resoconto degli ultimi trent’anni di integrazione in Alto Adige, sarà presentato dalle associazioni interculturali del territorio e terminerà con un dibattito finale. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite.
Il nostro viaggio inizia qui. Scopri la nostra attività e cosa facciamo. Ci impegniamo per offrire qualità e un ottimo servizio. Unisciti a noi per crescita e successo! Siamo felici che tu voglia far parte della nostra storia.
Questa selezione di film d’animazione affronta con sensibilità e creatività le grandi sfide della nostra società. Dalle diversità culturali ai diritti umani, dall’ambiente alla convivenza, ogni storia invita a riflettere e a guardare il mondo con occhi nuovi
Questa selezione di film d’animazione ci porta tra stelle, pianeti e galassie lontane, dove l’avventura non ha confini. Dall’esplorazione dello spazio profondo alle incredibili missioni interstellari.
Un evento unico dedicato all’incontro tra intelligenza artificiale, animazione e mondo del cartone animato: un viaggio affascinante tra innovazione tecnologica e arte visiva, dove immaginazione e algoritmi si fondono per ridefinire i confini della narrazione.
Oltre/Përtej. Antologia bilingue dei poeti albanesi DURATA: 1 H CON EDOARDO OLMI, GENTIANA MINGA, JOANA PREZA In collaborazione con Nuova Libreria Cappelli Un incontro dedicato alla presentazione della prima antologia bilingue che raccoglie le voci dei poeti albanesi in Italia, protagonisti di una generazione transnazionale nata dalle migrazioni degli anni Novanta. Il percorso poetico tra lingua e identità si è intrecciato in questa raccolta al panorama della poesia contemporanea. La lettura dei testi, in italiano e in albanese, da parte di alcuni degli autori presenti nella raccolta, offrirà al pubblico un’occasione per attraversare esperienze, memorie e visioni collocate tra le due culture. L’evento si svolgerà presso il bar bistrò Oda, parola che in albanese indica la stanza più importante di una casa, dove l’ospite riceve accoglienza, cura e presenza nell’ascolto. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Edoardo Olmi è nato a Firenze nel 1984. Ha pubblicato tre libri di poesia e la raccolta antologica Poesie scelte (2003-2021). Suoi testi sono apparsi su antologie e riviste nazionali e internazionali e sono stati tradotti in varie lingue. Gentiana Minga è nata nel 1971 a Durazzo, Albania. Ha pubblicato: Autopsia del disastro, 1993; La signora di Scutari, 2003; Ciao mamma, un saluto da Bolzano, 2017; Tempi che sono…/Zeiten wie diese…/Kohë që janë…, 2021. È co-autore in varie antologie tra cui: Literatur sichten, 2021, Viena; Aerea – Pais remoto, Cile; Lichtungen- Zeitschrift fur Literatur Kunst und Zeitkritik, ed. Lichtungen, Graz, 2019; Madri e figlie nella poesia italiana dagli anni Sessanta a oggi. Joana Preza è un’artista visiva e poeta nata a Shijak, in Albania nel 1995. Si forma come illustratrice presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e Firenze. Sperimenta diversi linguaggi, coltivando un forte interesse per il Libro in tutte le sue declinazioni. La sua ricerca parte soprattutto dall’accoglienza dell’invisibile che ci orbita attorno, indagando pratiche di attenzione spontanea e conseguente trasmutazione. Ha partecipato alla residenza di poesia “Arimo” presso la Casa degli Artisti (Milano), ed è presente tra le voci poetiche dell’antologia Poesie scelte, edita da Specchio Mondadori.
Un capolavoro intenso e suggestivo! La storia segue una giovane coppia costretta a lasciare la propria casa, impotente di fronte alla pressione di uno Stato repressivo. Vincitore del "premio Oscar 2025"
Un capolavoro visivo dell’animazione ungherese! Ispirato al celebre poema drammatico del XIX secolo di Mihály Vörösmarty, Csongor és Tünde. La storia segue Csongor, giovane determinato a ritrovare il suo vero amore accompagnato dall’inseparabile amico Balga.
Il Questo laboratorio GRATUITO offre l’opportunità di scoprire da vicino come nasce un’animazione: dall’idea iniziale alla realizzazione delle prime sequenze, attraverso esercizi guidati e sperimentazione diretta.
The Dolphin Boy, è la storia di un ragazzo speciale, cresciuto tra i delfini, che scoprirà il valore dell’amicizia, del coraggio e di ciò che significa davvero trovare il proprio posto nel mondo, tra colori spettacolari, creature marine affascinanti e momenti divertenti che cambieranno la vita dei protagonisti.
Benvenuti nel lato più bizzarro dell’animazione! Questa sezione dei film selezionati al Bolzano Animated Movie Days Bozen 2026 raccoglie produzioni animate che sfidano le regole, giocano con la realtà e trasformano l’assurdo in arte.
Preparati a ridere a più non posso! Questa lista di corti animati selezionati al Bolzano Animated Movie Days Bozen ci catapulta in universi colorati dove il divertimento è il vero protagonista.
Bolzano Animated Movie Days Bozen è un festival del cinema d'animazione dedicato a un pubblico eterogeneo: bambini, ragazzi e famiglie. L'obiettivo è promuovere la cultura cinematografica, 'educazione all'immagine e la creatività, attraverso la visione di cortometraggi e film animati provenienti da tutto il mondo, incontri con professionisti e laboratori creativi aperti a scuole e famiglie. location - Bolzano Centro Trevi Cineplexx Cinemuseum Tutti gli eventi e le proiezioni sono a INGRESSO GRATUITO
Concerto di una banda musicale locale nel parco manifestazioni o - in caso di maltempo - presso la Casa di Cultura. Ingresso libero.
Wieder geht ein Jubiläumsjahr zu Ende - 30 Jahre Carambolage! Dieses kleine, feine Theater ist für die Improspieler*innen längst Heimat: Millionen Wörter und Musiknoten hängen in den Wänden, es wurde gelacht, geweint, gejubelt. Erinnern Sie sich? Bevor Sie also Ihre Strandsandalen einpacken und dem Seepferdchen die Sporen geben, checken Sie ein im Million Story Hotel. Geben Sie Ihre Sorgen an der Rezeption ab, werfen Sie Ihre Sommerträume in den Pool – Improtheater taucht davon die schönsten Perlen an die Oberfläche! Und nicht vergessen: vom Million Story Hotel aus sieht man immer weiter als bis zum Horizont!
Die mit Spannung erwartete Fortsetzung des Phänomens von 2006: Miranda, Andy, Emily und Nigel sind zurück! Mit Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci u.a. USA 2026, David Frankel, 113 Min. Ab 14 Jahren Rund 20 Jahre ist es her, dass Andrea "Andy" Sachs und Emily Charlton als Assistentinnen der Modemagazin-Chefin Miranda Priestley unter deren rigorosen Führung litten. Inzwischen haben die beiden Frauen eigene Karrieren eingeschlagen, Emily ist erfolgreiche Managerin einer Luxus-Marke und verfügt über ein großes Werbebudget. Dieses Geld könnte auch Miranda Priestley gut gebrauchen, denn ihre Zeitschrift Runway verkauft sich immer schlechter. So kreuzen sich die Wege von Miranda, Andy und Emily wieder …
Orchestra giovanile sinfonica Matteo Goffriller Evelyn Kerschbaumer / pianoforte direzione: Stephen Lloyd Wolfgang Amadeus Mozart Concerto per pianoforte e orchestra Modest P. Mussorgski Quadri di una esposizione In ambito di kultur.raum. dopo il concerto (21.00 H): tavola rotonda
io.co show Die io.co show ist eine frisch-freche, unverblümt-direkte Comedy-Talk-Show. Durch den Abend führt Moderator und Comedian Gianluca Iocolano, an seiner Seite ist die reizende Assistentin Patrizia Solaro. L’accompagnamento musicale è affidato al Maestro Roberto Tubaro, che dirige gli Ossoboogie. Freut euch auf die neue Ausgabe der dekadenten Antwort auf das klassische Late Night-Format! Con ospiti elettrizzanti, commenti ironici, giochi assurdi e chiacchierate profonde, lo show cult attraversa ancora una volta la pancia della società altoatesina. Mit Gianluca Iocolano und Patrizia Solaro Ausstattung und musikalische Leitung: Roberto Tubaro Band: Matteo Cuzzolin, Matteo Dallapé, Roberto Tubaro Kostüme: Sieglinde Michaeler und Walter Granuzzo
DURATA: 1 H CON ANILDA IBRAHIMI MODERA ROBERTA CATANIA Il tema della donna è centrale nelle opere di Anilda Ibrahimi, scrittrice albanese che ormai da anni vive e lavora a Roma, e viene sviluppato in modo molto sfaccettato, mai ridotto a un’unica prospettiva. Più che raccontare le donne, Anilda Ibrahimi mostra nelle sue opere come esse vivono all’interno di sistemi sociali rigidi e come li sfidano, li subiscono o li trasformano. Donne che resistono, non in modo plateale o eroico, ma in modo silenzioso, mostrandosi solidali tra generazioni e capaci di reinventarsi. È attraverso il loro punto di vista che scorre la storia dell’Albania nel suo romanzo d’esordio, Rosso come una sposa, che l’ha resa nota al grande pubblico. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Anilda Ibrahimi è nata a Valona nel 1972. Ha studiato letteratura a Tirana. Nel 1994 ha lasciato l’Albania, trasferendosi prima in Svizzera e poi, dal 1997, in Italia. Il suo primo romanzo Rosso come una sposa è uscito presso Einaudi nel 2008 e ha vinto i premi Edoardo Kihlgren – Città di Milano, Corrado Alvaro, Città di Penne, Giuseppe Antonio Arena. Per Einaudi ha pubblicato anche il suo secondo romanzo L’amore e gli stracci del tempo (2009 e 2011, di cui sono stati opzionati i diritti cinematografici, premio Paralup della Fondazione Nuto Revelli). Nel 2012 ha pubblicato, sempre per Einaudi Non c’è dolcezza e, nel 2017 Il tuo nome è una promessa premio Rapallo 2017. L’ultimo romanzo Volevo essere Madame Bovary (Einaudi), uscito nel 2022, ha vinto il premio Acerbi. I suoi romanzi sono tradotti in sei Paesi. Vive e lavora a Roma.
Il più grande evento ippico dell’Alto Adige Di torneo in torneo: Attraversare a cavallo il medioevo questo è da molto tempo il leitmotiv primaverile della regione dolomitica Alpe di Siusi. In seguito alla partenza da Castel Forte il gioco continua con le sue quattro tappe: sul Colle a Castelrotto viene svolto il passaggi degli anelli. Il secondo torneo, il labirinto viene eseguito a Matzlbödele a Siusi. Al Laghetto di Fiè i team dei cavalieri mettono alla prova la loro bravura durante il galoppo ad ostacoli. Il torneo termina con il torneo delle porte presso Castel Prösels. VENERDI , 29 MAGGIO 17:30 Cerimonia di apertura della festa a Castelrotto 18:00 Estrazione dei numeri di partenza 20:00 Musica dal vivo SABATO , 30 MAGGIO 14:30 Grande sfi lata a Castelrotto: con le 36 squadre, bande musicali, sbandieratori, personaggi teatrali, cavalieri e giocolieri nei costumi tradizionali, spettacoli e carri allegorici, carrozze con gli ospiti d‘onore e tanto altro ... 15:30 Cerimonia d‘apertura ed inizio della festa 17:00 Concerto della banda musicale 17:30 S. Messa per cavalieri 20:00 Musica dal vivo DOMENICA , 31 MAGGIO 7:00 Partenza della 41a Cavalcata Oswald von Wolkenstein dal castello medievale Trostburg a Ponte Gardena 9:30 1° torneo “Passaggio degli anelli” al Colle di Castelrotto 11:00 2° torneo “Labirinto“ al „ Matzlbödele” a Siusi 12:40 3° torneo “Galoppo con ostacoli” al Laghetto di Fiè 14:20 4° torneo “Passaggio fra le porte” dedicato a Heinz „Bummi“ Tschugguel a Castel Prösels con premiazione e festa I biglietti per le partite del torneo di domenica sono disponibili agli ingressi delle partite. A partire dai 14 anni, i biglietti costano 15 €.
TECNICHE DI SALITA E DISCESA DAI PROFESSIONISTI Allenati per due giorni insieme al professionista del trail running Andreas Reiterer, ricevi preziosi consigli di prima mano e migliora la tua tecnica, resistenza e strategia di corsa in ambiente alpino. Oltre a sessioni di allenamento varie e coinvolgenti, ti aspettano healthy power snack, interessanti approfondimenti sul trail running e tanta motivazione di gruppo. Il pernottamento è previsto presso l’accogliente Kirchsteiger Alm, nella parte posteriore di Meran 2000, immersi in uno scenario montano mozzafiato. ISCRIVITI ORA
Concerto di una banda musicale locale presso la Casa di Cultura o - tempo permettendo - nel parco manifestazioni. Entrata libera.
Um/Welt è il nuovo progetto del contrabbassista e compositore veneziano Marco Centasso, ispirato al concetto di Umwelt del biologo Jakob von Uexküll: ogni essere vivente crea il proprio mondo percependolo e trasformandolo. Il quartetto unisce suoni acustici ed elettronici – contrabbasso, sax e clarinetto basso, voce e oud si fondono con l’elettronica live in un paesaggio sonoro in continua evoluzione. Testi in inglese, arabo e lingue inventate evocano immagini poetiche: pianeti in collisione, deserti animati, ninne nanne di mondi postumani. La musica attinge a jazz, elettronica e influenze mediterranee, e dal vivo si trasforma in un’esperienza immersiva e visionaria. L’album di debutto è uscito a maggio 2025 per Parco della Musica Records. Marco Centasso: Kontrabass, Komposition Sarra Douik: Gesang, Oud Manuel Caliumi: Saxofon, Bassklarinette Riccardo Sellan: Live-Elektronik Foto: Damiano Andreotti
A completamento delle tradizioni patrimonio degli arbëreshë che verranno illustrate nella conferenza di martedì 26 maggio al Centro Trevi-TreviLab, non può mancare quella gastronomica. Questa tradizione è fatta di piatti che raccontano l’incontro tra le radici albanesi e il territorio italiano che ospita questa comunità da più di cinquecento anni, prevalentemente nel Meridione, con Sicilia e Calabria in testa. Ma, di cucina, parlare non basta: è doveroso assaporare. Il bar bistrò Oda ci regala la possibilità di scoprire alcuni dei piatti tipici di questa cultura, in una serata speciale in cui sarà protagonista un menù tipico arbëresh, composto sia di piatti vegetariani che a base di carne. Un’occasione unica per una tradizione culinaria difficile da provare al di fuori dei suoi luoghi di origine. * è necessaria la prenotazione allo 3890079599, posti limitati.
“Tempi che sono”: presentazione della raccolta di poesie DURATA: 1 H CON GENTIANA MINGA Un incontro in biblioteca per entrare nel mondo poetico di Gentiana Minga: l’autrice albanese parlerà della sua ultima raccolta di poesie in tre lingue, Tempi che sono…/Zeiten wie diese…/Kohë që janë…, e leggerà alcuni brani. Tra memorie e migrazioni, i versi raccontano come canti antichi i sentimenti quotidiani, le assenze e le presenze di terre lontane. Attraverso un gioco di sguardi riflessi entreremo in una visione intima sull’Albania e sulle connessioni tra culture, ascoltando, emozionandoci e riflettendo assieme. * la partecipazione agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Gentiana Minga è nata nel 1971 a Durazzo, Albania. Ha pubblicato: Autopsia del disastro, 1993; La signora di Scutari, 2003; Ciao mamma, un saluto da Bolzano, 2017; Tempi che sono…/Zeiten wie diese…/Kohë që janë…, 2021. È co-autore in varie antologie tra cui: Literatur sichten, 2021, Viena; Aerea – Pais remoto, Cile; Lichtungen- Zeitschrift fur Literatur Kunst und Zeitkritik, ed. Lichtungen, Graz, 2019; Madri e figlie nella poesia italiana dagli anni Sessanta a oggi.
Una vita in prima linea, sempre: senza sconti, senza omertà, senza mai chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie o turarsi il naso. Alexander Langer, italiano sudtirolese di lingua tedesca ma di cultura cocciutamente mista, è stato il grande simbolo del ponte fra le culture, le etnie, i popoli, con la magnifica consapevolezza che solo il dialogo e l’abbattimento dei confini è la soluzione dei problemi che attanagliano il mondo: analista lucido e profetico, i suoi scritti restano un faro nella notte. Amico di don Milani e di padre Balducci, in prima linea nella sua terra di confine, e al tempo stesso impegnato in Italia e in Europa, Alexander Langer – detto Alex per sua scelta, per essere a cavallo tra le due lingue madri della sua vita – è una spina nel fianco. Ci ricorda colpe e responsabilità, sempre intrecciando i problemi più diversi e apparentemente lontani: terzo mondo, crisi idrica, ambiente, sfruttamento del pianeta, intreccio delle culture, diritti, pace e convivenza. Bolzano, Sala Danza, dal 28 al 31 maggio ore 18:00 ALEX Vita e morte di Alexander Langer di Francesco Niccolini con Dimitri Frosali regia Francesco Niccolini
DURATA: 1 H CON ANILDA IBRAHIMI MODERA ROBERTA CATANIA Attraverso il suo sguardo e quello delle donne protagoniste dei suoi romanzi, la scrittrice albanese Anilda Ibrahimi – ormai da molti anni residente in Italia – offre un ritratto dell’Albania del Novecento: una terra di forte memoria culturale, segnata dall’emigrazione ma capace di lasciare un profondo senso di appartenenza in chi se ne va. Tra tutti i suoi personaggi, sono le donne a spiccare: protagoniste della società con le loro storie, le loro scelte, la loro forza, la loro resistenza. Donne non vittime ma protagoniste silenziose, complesse, contraddittorie e profondamente umane. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Anilda Ibrahimi è nata a Valona nel 1972. Ha studiato letteratura a Tirana. Nel 1994 ha lasciato l’Albania, trasferendosi prima in Svizzera e poi, dal 1997, in Italia. Il suo primo romanzo Rosso come una sposa è uscito presso Einaudi nel 2008 e ha vinto i premi Edoardo Kihlgren – Città di Milano, Corrado Alvaro, Città di Penne, Giuseppe Antonio Arena. Per Einaudi ha pubblicato anche il suo secondo romanzo L’amore e gli stracci del tempo (2009 e 2011, di cui sono stati opzionati i diritti cinematografici, premio Paralup della Fondazione Nuto Revelli). Nel 2012 ha pubblicato, sempre per Einaudi Non c’è dolcezza e, nel 2017 Il tuo nome è una promessa premio Rapallo 2017. L’ultimo romanzo Volevo essere Madame Bovary (Einaudi), uscito nel 2022, ha vinto il premio Acerbi. I suoi romanzi sono tradotti in sei Paesi. Vive e lavora a Roma.
DURATA: 1 H CON GIUSEPPINA TURANO Sull’altra sponda dell’Adriatico, l’Albania è un paese di frontiera nei Balcani, sintesi feconda tra il mondo occidentale e orientale. Punto di incontro di civiltà diverse, da quella romana a quella greca e più tardi a quella asiatica, l’Albania ha custodito per secoli una tradizione intrisa di orgoglio e memoria. Tra le aspre montagne dei Balcani e il mare Adriatico, l’Albania ha attraversato guerre, dittature e rinascite. Questo incontro sarà un viaggio nel tempo e nello spazio, tra modernità e tradizione, durante il quale verranno esplorati temi universali quali identità, libertà ed esilio. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Giuseppina Turano, professoressa associata di Lingua e Letteratura Albanese all’Università Ca’ Foscari Venezia, si occupa di linguistica albanese e di dialettologia arbëreshe. È autrice di monografie e articoli che indagano le strutture morfosintattiche dell’albanese e dei dialetti italo-albanesi, di studi comparativi che riguardano la linguistica del contatto e del bilinguismo e plurilinguismo in area italo-albanese, i fenomeni di interferenza e i riflessi dei contatti dell’italiano sulle strutture sintattiche delle varietà arbëreshe. Oltre che nel campo della sintassi albanese e arbëreshe, l’attività di ricerca spazia in altri ambiti che includono analisi di tipo filologico, studi sulle metodologie di traduzione di testi letterari albanesi in lingua italiana, studi di taglio culturale, con specifica focalizzazione sui rapporti tra la cultura arbëreshe e quella italiana nell’area romanza e studi letterari.
Theatergruppe Dementiis Tirolensis Weingut Klaus Lentsch Peter Wöth war ein großer, kräftiger Mann und zudem wohlhabend – es fehlte ihm an nichts. Doch er war auch trinkfest, kaltblütig und von unberechenbarer Aggressivität. Selbst der Pfarrer machte stets einen weiten Bogen um ihn und zuckte merklich zusammen, wenn jemand den „wilden Mann“ erwähnte. Wie viele wissen, wurde im Montiggler Wald ein Hügel nach Peter Wöth benannt. Doch wie es dazu kam und welche Geschichte sich dahinter verbirgt, wissen nur die wenigsten. Mit: Norbert Knollseisen, Markus Knollseisen. Ingemar Vienna & Martin Nicolussi | Musikalische Leitung: Gretl Pohl | Regie: Martin Nicolussi
Jetzt wird‘s grantig. Und ziemlich unterhaltsam. Grantler Unlimited, der Barfuss-Podcast, geht live – mit Wolfgang Mayr und Hans Heiss, zwei „Alte weiße Männer“, die kein Thema unangespitzt stehen lassen. Mayr, Ex-Chefredakteur von RAI Südtirol, wirft seinen messerscharfen Blick auf Politik und Gesellschaft und trifft stets genau da, wo’s weh tut. Heiss, Historiker, Autor und Ex-Landesrat der Grünen, gräbt sich durch Archive und Hintergründe und pflückt dabei jedes Argument auseinander, bis nur noch die nackte Wahrheit übrig bleibt. Neu: In jeder Live-Show holen sie sich einen Gast dazu. Mal jemanden, der mitgrantelt. Mal eine, die widerspricht. Oder einfach einen, der sich fragt, wie er hier eigentlich gelandet ist. Klar ist: Kein Thema bleibt verschont. Kein Argument kommt ungeschoren davon. Live, ungeschnitten und garantiert scharf serviert. Granteln war noch nie so präzise – und jetzt gibt’s das ganze Spektakel endlich auf der Bühne. Bühne: Katharina Volgger
Gli arbëreshë: una diaspora tra assimilazione e integrazione DURATA: 1 H CON GIUSEPPINA TURANO La diaspora albanese in Italia, formatasi a partire dalla metà del XV secolo, rappresenta un tassello unico nel mosaico culturale italiano, per la sua etnogenesi e la sua tradizione linguistica, religiosa e letteraria. Attraverso un’analisi multidisciplinare che spazia dalla storia alla linguistica, verrà illustrato come questo gruppo sia riuscito a preservare un’identità distinta pur integrando il proprio destino in quello italiano. I principali “marcatori identitari” individuati sono la lingua arbëresh, la tradizione religiosa bizantina, una produzione letteraria che dai temi sacri si è evoluta verso la celebrazione del mito patriottico di Skanderbeg e il ricco patrimonio orale (canti, fiabe e rapsodie) come strumento di consapevolezza storica. Gli Arbëreshë rappresentano un modello unico di “sintesi tra tradizione e contaminazione”, capaci di difendere la propria alterità culturale in un dialogo costante tra passato e modernità. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Giuseppina Turano, professoressa associata di Lingua e Letteratura Albanese all’Università Ca’ Foscari Venezia, si occupa di linguistica albanese e di dialettologia arbëreshe. È autrice di monografie e articoli che indagano le strutture morfosintattiche dell’albanese e dei dialetti italo-albanesi, di studi comparativi che riguardano la linguistica del contatto e del bilinguismo e plurilinguismo in area italo-albanese, i fenomeni di interferenza e i riflessi dei contatti dell’italiano sulle strutture sintattiche delle varietà arbëreshe. Oltre che nel campo della sintassi albanese e arbëreshe, l’attività di ricerca spazia in altri ambiti che includono analisi di tipo filologico, studi sulle metodologie di traduzione di testi letterari albanesi in lingua italiana, studi di taglio culturale, con specifica focalizzazione sui rapporti tra la cultura arbëreshe e quella italiana nell’area romanza e studi letterari.
Dopo Il giorno più bello e La prima volta, il Teatro Stabile di Bolzano torna nelle Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della Città e della provincia di Bolzano con nuovi ricordi, esperienze ed emozioni, ispirati ad una domanda molto semplice e allo stesso tempo molto efficace: Quanto ti è costato? Ogni conquista comporta una rinuncia. Ogni direzione presa implica la perdita di altre possibilità. In questo senso la vita non è un accumulo, ma una sottrazione: diventiamo ciò che siamo anche attraverso ciò che perdiamo. Le interviste della giornalista del quotidiano Alto Adige Maddalena Ansaloni e le illustrazioni della vignettista Valentina Stecchi trasformano le storie dei residenti delle RSA in un racconto teatrale portato in scena da Giacomo Anderle e Alessio Kogoj della Compagnia I Teatri Soffiati. Accompagna lo spettacolo anche un video che narra il progetto Lo spettacolo, presentato nelle residenze di Bolzano e provincia è aperto a ingresso gratuito alla cittadinanza. di I Teatri Soffiati dalle storie di Maddalena Ansaloni con Giacomo Anderle e Alessio Kogoj video Alessio Kogoj costumi e oggetti di scena Piccola Bottega de I Teatri Soffiati disegni Valentina Stecchi produzione Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con il quotidiano Alto Adige Il racconto è ispirato alle parole raccolte nelle interviste curate da Maddalena Ansaloni presso alcune Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della città di Bolzano
SE 1992, 72' mit: Greta Havneskøld, Linn Gloppestad, Martin Andersson „Dazu bist du noch zu klein” – ein Satz, den die kleine Lotta immer wieder hören muss, obwohl sie bereits fast fünf ist und beinahe alles kann. Radfahren zum Beispiel, auch wenn ihr das niemand glaubt. Zu ihrem Geburtstag wünscht sie sich nichts sehnlicher, als ein richtiges Fahrrad, aber die Eltern sind anderer Meinung. Und so muss Lotta sie überzeugen, dass sie eben nicht zu klein ist – am besten dadurch, dass sie sich Tante Bergs großes Rad ausleiht und damit die Krachmacherstraße hinunter saust. Aber es kommt nicht ganz so, wie Lotta sich das vorgestellt hat ...
Concerto di una banda musicale locale nel parco manifestazioni o - in caso di maltempo - presso la Casa di Cultura. Ingresso libero.
Con l'Alps Brass Festival nasce a Bolzano un nuovo progetto musicale di respiro internazionale, con l'obiettivo di trasformare l'Alto Adige in un punto d'incontro per la scena delle Brass Band dell'arco alpino. L'edizione inaugurale, nel 2026, prende la forma di un fine settimana concertistico con la Brass Band Bozen Überetsch e la Cory Band del Galles, una delle formazioni di ottoni più celebrate e titolate al mondo. Sabato sera entrambi gli ensemble presentano ciascuno il proprio programma, per poi condividere il palco in un gran finale congiunto. La domenica mattina è invece in programma un Concerto Aperitivo, che offre un'ulteriore occasione per ascoltare dal vivo entrambe le formazioni. Il repertorio spazia da brani di grande impatto a momenti lirici ed evocativi, mostrando l'intera tavolozza sonora di una Brass Band. L'incontro ha anche una valenza agonistica: agli European Brass Band Championships di aprile 2026 a Linz, la Brass Band Bozen Überetsch debutterà per la prima volta nella Championship Section – la stessa in cui gareggia la Cory Band. Il festival rappresenta quindi una rara opportunità per ascoltare dal vivo due ensemble che, di lì a poco, si ritroveranno a competere sul palcoscenico del campionato europeo. Quello che quest'anno si presenta come un incontro tra due ensemble è destinato a crescere: nei prossimi anni l'Alps Brass Festival punta a diventare un festival internazionale con più compagini e un proprio concorso. Il programma 2026 Sabato 23 maggio 2026 – Concerto di Gala Il sabato sera, sia la Cory Band che la Brass Band Bozen Überetsch presenteranno i rispettivi programmi concertistici. Il culmine della serata sarà il gran finale musicale, che vedrà entrambi gli ensemble condividere il palcoscenico per un'esibizione congiunta. Domenica 24 maggio 2026 Concerto Aperitivo La domenica mattina seguirà un ulteriore appuntamento concertistico con le due formazioni, offrendo al pubblico una nuova occasione per ascoltare dal vivo entrambi i gruppi.
La serata musicale con DJ e Band 10 locali, 1 ingresso L'evento, già affermato da diversi anni nel sud della Germania, torna a Vipiteno dopo il successo ottenuto in primavera 2025! Sabato 23 maggio 2026 si terrà a Vipiteno la serata musicale “Vipiteno balla!”. Vari DJ dei generi anni '80, '90 e 2000, techno, techno melodica, trance, house, oldies but goldies, charts, après-ski e party hits e una band dal vivo si esibiranno in vari locali di Vipiteno dalle 21.00 all'2.00. L'ingresso è previsto a partire dalle 20.00. L’Aftershowparty ufficiale dopo lo spettacolo si terrà al Derby a partire dall'02.00. L'ingresso è gratuito con il braccialetto d'ingresso. Il marchio di eventi Nighttain di Brunico, insieme alla Cooperativa turistica Vipiteno, Val di Vizze, Campo di Trens vuole offrire un programma a prezzi equi e presentare un interessante progra
Markus Schönholzer (CH) Schweizer Preisträger Salzburger Stier 2026 Markus Schönholzer bringt das Leben auf den Punkt – klug, humorvoll und tief berührend. In seinem aktuellen Programm «Die Schönholzers» besingt er Mutterliebe, väterliche Erwartungen und die kleinen Tragikomödien des Alltags. Seine Lieder berühren, ohne sentimental zu sein, sie sind klug und voller Blödeleien, sind überspitzt und überdreht und doch so nah dran am Alltag, am Leben. Der in Amerika geborene und in der Schweiz aufgewachsene Musiker und Kabarettist schreibt Hits – für eigene Programme ebenso wie für Musicals («Die Schweizermacher», «Coco – das Transgender-Musical», «Gotthelf») und Künstler*innen wie Ursus & Nadeschkin, Judith Bach oder Anet Corti. Für den Salzburger Stier hat Markus Schönholzer vier seiner Mundartlieder ins Hochdeutsche übersetzt – damit auch jenseits des Röstigrabens alle mitsingen können. Weil seine Texte witzig, weise und wunderbar menschlich sind, wird Markus Schönholzer 2026 mit dem Salzburger Stier ausgezeichnet. Sonja Pikart (A) Österreichische Preisträgerin Salzburger Stier 2026 Die gebürtige Deutsche und Wahlwienerin Sonja Pikart ist vieles: Schauspielerin, Kabarettistin, Biologin im früheren Leben – und vor allem eine scharfsinnige Beobachterin menschlicher (und unmenschlicher) Eigenheiten. Nach einem Studium der Humanbiologie zieht sie nach Wien, studiert Schauspiel und entdeckt bald ihre Liebe zum Kabarett. Mit ihrem Debüt «Gluten Abend!» startet sie 2015 durch, gewinnt den Neulingsnagel und etabliert sich als vielseitige Bühnenkünstlerin mit Hirn, Herz und Haltung. In ihren Programmen verbindet Sonja Pikart klugen Witz mit philosophischer Tiefe. Ihr aktuelles Solo «Halb Mensch» – ausgezeichnet mit dem Österreichischen Kabarettpreis 2024 – führt das Publikum in eine Zukunft, in der KIs die Weltherrschaft übernommen haben. Dystopie trifft Disco, Science-Fiction trifft Selbstironie. Pikart stellt die grossen Fragen: Was macht uns menschlich? Sind wir ersetzbar – oder gerade in unserer Unvollkommenheit einzigartig? Dabei bleibt sie immer charmant, blitzgescheit und verdammt lustig. Bodo Wartke (D) Deutscher Preisträger Salzburger Stier 2026 Reimkultur mit Hirn, Herz und Humor. Besuchte Antigone Barbaras Rhabarberbar? Waren falsche Pferde in der Arche? Man weiß es nicht – aber im Kosmos von Bodo Wartke ist alles möglich. Der 1977 geborene Chansonnier, Pianist und Schauspieler verbindet virtuoses Klavierspiel mit messerscharfen Reimen, Sprachwitz und musikalischer Raffinesse. Seit fast 30 Jahren begeistert er mit seinen Programmen «in Reimkultur» – mal verspielt, mal politisch, immer charmant. Wartke dichtet, singt und spielt sich durch Liebeslieder, Alltagsgrotesken und antike Tragödien – seine modernen Bühnenfassungen von «König Ödipus» und «Antigone» sind längst Kult. Jüngst widmet er sich den Zungenbrechern: Über 50 davon hat er bereits veröffentlicht. Sein Reim-Feuerwerk „Barbaras Rhabarberbar“ ist längst zum Kulthit rund um den Erdball geworden und 2025 erschien sogar sein Buch voller verdrehter Wortakrobatik. Ein Künstler, der beweist: Sprachwitz kann sowohl Kopf als auch Herz zum Klingen bringen.
Die Pixar-Magie ist zurück: kurzweiliges Animations-Abenteuer mit Bibern, in gewohnt starker visueller Gestaltung und einer sympathischen Naturschutz-Botschaft. USA 2026, Daniel Chong, 105 Min. Ab 6 Jahren Für Mabel Tanaka ist die Natur untrennbar mit denen verbunden, die sie liebt. Besonders am Herzen liegt ihr eine Waldlichtung, zu der sie oft ihre Großmutter mitgenommen hat. Doch mit dieser Idylle soll nun bald Schluss sein: Eine Autobahn soll quer durch den Wald gebaut werden und dabei auch Mabels geliebter Lichtung den Garaus machen. Um dem einen Strich durch die Rechnung zu machen, fasst Mabel einen kühnen Plan …
La mostra offre uno sguardo sorprendente su numerose collezioni private altoatesine e presenta, attraverso una selezione di esempi significativi, opere di artiste e artisti locali e internazionali, che spaziano dalla prima Età moderna fino all’epoca contemporanea. Al centro dell’esposizione vi sono le collezioniste e i collezionisti stessi: la loro motivazione, il loro impegno nel sostegno alla cultura, il loro mecenatismo e il rapporto privilegiato, talvolta profondamente personale, con determinati artisti e artiste.
CURIOSUM è un mercato dedicato agli oggetti ricchi di storia e a ogni sorta di cose belle. Questo fine settimana, al Leonburg si riuniscono espositori con oggetti particolari, design e artigianato contemporaneo provenienti dalla regione e da ogni parte del mondo. Un luogo curato dedicato al bello e al duraturo. Un food pop-up accompagna l'evento con prelibatezze. Chi lo desidera può passeggiare tra le opere esposte di Jakob Brandis e poi soffermarsi sul prato del Leonburg per un bicchierino sull'erba, mentre i bambini fanno un giro sui pony. Si svolge con qualsiasi condizione meteorologica Parcheggi disponibili in loco Un food pop-up accompagna l'evento con prelibatezze Programma per bambini con passeggiate sui pony e altro
Gioielli forgiati a mano, pantofole tradizionali in feltro, cosmetici naturali, dolci fatti in casa e accessori insoliti: SelberGMOCHT è sinonimo di tutti i tipi di prodotti creativi made in Alto Adige - fatti con amore, unici e speciali e verranno presentati davanti alla splendida cornice della Piazza Duomo di Bressanone. Le graziose idee regalo, i prodotti artigianali e le specialità provenienti direttamente dai produttori sono solitamente disponibili tramite il negozio online SelberGMOCHT. In diverse date durante l’anno, gli artisti, gli artigiani e i commercianti diretti allestiscono le loro bancarelle per presentare i loro prodotti e metterli in vendita.
GALAABEND mit Florian Scheuba, Thomas Maurer, Robert Palfrader Der Eröffnungs- oder Galaabend leitet das Stier-Wochenende ein und präsentiert dem Publikum im Saal und an den Radios ein abendfüllendes Kabarett-Programm, das diesmal drei namhafte “Staatskünstler” bestreiten. Man kann das Trio als eine Art Supergroup des österreichischen Kabaretts bezeichnen: Florian Scheuba, Thomas Maurer und Robert Palfrader. Als Solisten fixe Größen und privat gut befreundet schlossen sie sich 2010 zusammen, um gemeinsam mit einer originären Mischung aus harter Satire, aktueller investigativer Recherche, lustvollem Schauspiel und Freude am höheren Blödsinn auf die Bühne zu gehen. Alles begann mit einer Fernsehshow im ORF, die mittlerweile nicht mehr produziert wird. Ein Grund mehr, das Trio einmal live zu erleben. Für die Stier-Gala am 22. Mai 2026 in Meran haben die Staatskünstler ein eigenes exklusives Programm zusammengestellt und österreichische Grenzen gesprengt. Schließlich wird der Abend aus dem Kurhaus Meran in vier Ländern und 10 Sendegebieten gehört, von Wien bis Basel, von Bozen bis Berlin.
Der Salzburger Stier ist einer der renommiertesten Kabarettpreise im deutschen Sprachraum. Der Salzburger Stier ist mit 6.000 Euro dotiert und wird an herausragende Künstler:Innen dieses Genres von den öffentlich-rechtlichen Radio-Sendern der Schweiz, Deutschlands, Österreichs und Südtirol vergeben. Die Preisträger 2026 heißen Matthias Schönholzer (CH), Sonja Pikart (A) und Bodo Wartke (D). PROGRAMM SALZBURGER STIER Freitag, 22. Mai 2026 – 19.30 Uhr Galaabend „WIR STAATSKÜNSTLER“ mit Florian Scheuba, Thomas Maurer, Robert Palfrader Samstag, 23. Mai 2026 – 19.30 Uhr Preisträgerabend mit Markus Schönholzer (CH), Sonja Pikart (A), Bodo Wartke (D)
a cura di Francesca Verga e Zasha Colah Il 21 maggio 2026 Ar/Ge Kunst inaugura Solastalgia, mostra di Sofia Melluso e Gianluca Concialdi, che prende forma intorno alle trasformazioni dei luoghi sotto la pressione del turismo globale. A partire da Palermo e in risonanza con il contesto di Bolzano, il progetto si articola in una friggitoria-bar intesa come dispositivo ambiguo, sospeso tra costruzione artificiale e immaginario vernacolare, dove sculture, testi e installazioni attivano una riflessione sulle economie della valorizzazione e sulle loro ricadute materiali e simboliche. Tra seduzione e sfruttamento, folklore e branding, la mostra si muove nello spazio della “solastalgia”: quel sentimento di perdita che si produce mentre si resta, quando i luoghi continuano a esistere ma smettono lentamente di coincidere con sé stessi. Sofia Melluso (Palermo,1992) è un’artista visiva la cui pratica attraversa diversi linguaggi, muovendosi tra ceramica, disegno, scrittura e fotografia. La sua ricerca si sviluppa anche in ambito collettivo, processuale e transdisciplinare, interrogando sistemi di potere e dinamiche di rappresentazione che influenzano soggettività, linguaggi e territori. Fa parte del collettivo ৺ ෴ ර ∇ ❃ ̅ ̅, fondato nel 2020, con cui gestisce uno spazio indipendente a Palermo. Gianluca Concialdi (Palermo, 1981) vive e lavora a Palermo, indaga soprattutto pittura astratta e materiali sperimentali. La sua pratica intreccia pittura, scrittura e installazione: realizza pitture doppie su carta, dense di collage, gouache e spray, in cui storie urbane, erranze, derive e ironia si sovrappongono in un linguaggio visivo che sfida la contemplazione. La doppiezza è implicita nell’opera stessa — un lato nascosto, un lato visibile — e nei titoli degli interventi, spesso poetici e paradossali.
Macchine da scrivere per bambini e altri giocattoli di latta di epoche passate.
Il programma spazia dal tradizionale repertorio di musica bandistica, con marce, polke e valzer, a brani di musica sinfonica originale, fino a ricercate composizioni moderne. Entrata libera.
Musica e gastronomia albanese si incontrano CON BUZHALA SKENDER, SEFERI NUSRET, NDRECA SIMON Seconda serata del connubio musica e sapori, tra i suoni degli strumenti e delle melodie tradizionali e i piatti tipici della cucina albanese proposti dal bar bistrò Oda. Tre musicisti, due çifteli, uno strumento a corde tipico del nord dell’Albania, e una sharki, strumento a più corde diffuso nelle regioni del sud, accompagneranno la cena con intermezzi musicali coinvolgenti, per un’immersione nella cultura albanese. Menù alla carta. * è necessaria la prenotazione al numero 389 007 9599, posti limitati. Skender, Nusret e Simon suonano per passione e con passione nei momenti di festa della comunità e nel tempo libero strumenti tradizionali albanesi come la çifteli e la sharki, la cui tecnica hanno appreso sin da piccoli in Albania.
Quando è veramente necessario un esame diagnostico? E quali soni i principali programmi di screening in atto? A queste e altre domande risponderanno in questa occasione gli esperti dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige. Al centro dell’attenzione vi saranno in particolare i programmi di prevenzione, che mirano a individuare precocemente le malattie e a migliorare sensibilmente le possibilità di trattamento. “Esami diagnostici: quando sono necessari?”, una serata informativa con - Patrizia Corazza, Coordinatrice dell’Unità Aziendale per la Sorveglianza Epidemiologica; - Dott. Martin Karner, Primario del Servizio di Radiodiagnostica a Brunico; - Dott.ssa Dagmar Regele, Primaria del Dipartimento di Prevenzione.
a cura di Francesca Verga e Zasha Colah Il 21 maggio 2026 Ar/Ge Kunst inaugura Solastalgia, mostra di Sofia Melluso e Gianluca Concialdi, che prende forma intorno alle trasformazioni dei luoghi sotto la pressione del turismo globale. A partire da Palermo e in risonanza con il contesto di Bolzano, il progetto si articola in una friggitoria-bar intesa come dispositivo ambiguo, sospeso tra costruzione artificiale e immaginario vernacolare, dove sculture, testi e installazioni attivano una riflessione sulle economie della valorizzazione e sulle loro ricadute materiali e simboliche. Tra seduzione e sfruttamento, folklore e branding, la mostra si muove nello spazio della “solastalgia”: quel sentimento di perdita che si produce mentre si resta, quando i luoghi continuano a esistere ma smettono lentamente di coincidere con sé stessi. Sofia Melluso (Palermo,1992) è un’artista visiva la cui pratica attraversa diversi linguaggi, muovendosi tra ceramica, disegno, scrittura e fotografia. La sua ricerca si sviluppa anche in ambito collettivo, processuale e transdisciplinare, interrogando sistemi di potere e dinamiche di rappresentazione che influenzano soggettività, linguaggi e territori. Fa parte del collettivo ৺ ෴ ර ∇ ❃ ̅ ̅, fondato nel 2020, con cui gestisce uno spazio indipendente a Palermo. Gianluca Concialdi (Palermo, 1981) vive e lavora a Palermo, indaga soprattutto pittura astratta e materiali sperimentali. La sua pratica intreccia pittura, scrittura e installazione: realizza pitture doppie su carta, dense di collage, gouache e spray, in cui storie urbane, erranze, derive e ironia si sovrappongono in un linguaggio visivo che sfida la contemplazione. La doppiezza è implicita nell’opera stessa — un lato nascosto, un lato visibile — e nei titoli degli interventi, spesso poetici e paradossali.
L’albanese tra identità e storia: il racconto di un popolo europeo DURATA: 1 H CON LEDI SHAMKU-SHKRELI Dalle radici più remote fino alle voci del presente: chi sono gli albanesi e quale storia racconta la loro lingua? La conferenza invita il pubblico a scoprire un patrimonio linguistico e culturale unico, capace di attraversare epoche e confini. La lingua albanese sarà osservata nella sua doppia dimensione: testimone di un passato profondo e strumento vivo di comunicazione globale. Attraverso esempi concreti e riflessioni accessibili, verranno messi in luce i tratti distintivi che la rendono speciale e il suo posto tra le lingue affini. Inoltre, si esplorerà la geografia attuale dei parlanti, tra territori storici e nuove comunità nel mondo. Un percorso chiaro e suggestivo, pensato per avvicinare il pubblico alla ricchezza e alla vitalità dell’identità albanese. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Ledi Shamku-Shkreli è linguista e docente presso l’Università di Bologna, dove ha insegnato e continua a insegnare sia Sociolinguistica e sia Lingua e Cultura albanese. Formata presso l’Università di Tirana, ha conseguito un dottorato con una ricerca sull’usus dell’albanese contemporaneo e ha svolto attività di ricerca anche a Bologna nell’ambito della sociolinguistica. È ricercatrice presso l’Istituto di Antropologia (Accademia delle Scienze d’Albania), dove dirige il Laboratorio di Antropologia Linguistica. I suoi interessi scientifici comprendono sociolinguistica, etnolinguistica e didattica della lingua, con particolare attenzione alla variazione linguistica e al rapporto tra standard e patrimonio linguistico. È autrice di numerose monografie e studi sulla lingua albanese e ha partecipato a diversi progetti di ricerca nazionali e internazionali.
Die Südtiroler Social-Media-Sensation bringt mit seiner exklusiven Debüt-Comedy-Show „DORFLIFE“ die Bühne zum Beben! Seit dreieinhalb Jahren begeistert Buono sein Publikum als Influencer, Komiker und Entertainer. Mit seinem Kanal „Buonomemes“ hat er sich eine treue Fangemeinde von über 500.000 Followern (Stand: 09/2024) auf Instagram, TikTok, YouTube und Facebook aufgebaut. Nun betritt der Südtiroler die Bühne und präsentiert sein Stand-up-Comedy Programm live im Rahmen einer exklusiven Debüt-Comedy Show. Als gelernter Bade- und Saunameister begann Buono während der Corona-Pandemie, Videos zu drehen, in denen er verschiedene Rollen verkörperte. Seine Hauptfiguren, Opa Walter und Oma Moidl, nehmen die Südtiroler Kultur und Dorfklischees humorvoll aufs Korn und verwandeln diese in witzige Comedy-Sketches. In seiner Stand-up-Comedy erzählt er humorvolle Episoden aus seinem Leben und sorgt für zahlreiche Gags. Kein Thema aus dem Dorfleben bleibt unberührt – hier trifft die moderne Social-Media-Welt auf alte Dorfklischees. Konflikte und Lacher sind da vorprogrammiert!
Albanese: una lingua antica per una cultura in movimento DURATA: 1 H CON LEDI SHAMKU-SHKRELI Chi sono davvero gli albanesi e quale filo li unisce attraverso i secoli? Questa conferenza propone un viaggio affascinante dalle tracce più antiche fino all’identità contemporanea, intrecciando storia, lingua e cultura. Al centro dell’attenzione vi è la lingua albanese: un unicum nel panorama indoeuropeo, capace di conservare antiche stratificazioni e, al tempo stesso, di rinnovarsi nei contesti moderni. Verranno esplorate le sue peculiarità strutturali, la sua posizione nello spazio linguistico europeo e il suo sviluppo nel tempo. Uno sguardo particolare sarà rivolto anche alla diffusione attuale dell’albanese, parlato non solo nei territori balcanici, ma anche nelle numerose comunità della diaspora. Un racconto dinamico e coinvolgente che restituisce il profilo di un popolo e della sua lingua come realtà vive, in continuo dialogo con la storia. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Ledi Shamku-Shkreli è linguista e docente presso l’Università di Bologna, dove ha insegnato e continua a insegnare sia Sociolinguistica e sia Lingua e Cultura albanese. Formata presso l’Università di Tirana, ha conseguito un dottorato con una ricerca sull’usus dell’albanese contemporaneo e ha svolto attività di ricerca anche a Bologna nell’ambito della sociolinguistica. È ricercatrice presso l’Istituto di Antropologia (Accademia delle Scienze d’Albania), dove dirige il Laboratorio di Antropologia Linguistica. I suoi interessi scientifici comprendono sociolinguistica, etnolinguistica e didattica della lingua, con particolare attenzione alla variazione linguistica e al rapporto tra standard e patrimonio linguistico. È autrice di numerose monografie e studi sulla lingua albanese e ha partecipato a diversi progetti di ricerca nazionali e internazionali.
DURATA: 3 H CON SIDEWALK BOLZANO Ospitato negli spazi della mostra Mirë se vini - Mirë se ju gjeta, Open Mic è un evento di espressione libera, dove chiunque può salire sul palco e, per cinque minuti, esprimersi come preferisce. Attraverso poesia, musica, teatro, stand-up comedy e molto altro, negli spazi della sala espositiva di Laives si crea un ambiente di totale inclusività e spontaneità. A cura di Sidewalk Bolzano, questo evento offre uno spazio aperto di ascolto, cura e relazione attraverso la libera espressione. Evento gratuito (è previsto un free drink per i performers volontari). Le iscrizioni per i performers sono libere e aperte il giorno dell’evento dalle 18:00 alle 18:30 o nei giorni precedenti tramite: Instagram sidewalk_tn 3762480955 * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite.
Albania oltre il mainstream: il valore dello slow tourism tra natura, comunità e territori DURATA: 1 H CON ARBER AGALLIU La conferenza accenderà i riflettori su un’Albania meno conosciuta e ancora poco rappresentata nei media mainstream: quella dei paesaggi interni, delle aree rurali, dei villaggi di montagna e delle esperienze di viaggio legate alla sostenibilità e al contatto diretto con le comunità locali. In contrapposizione a una narrazione spesso limitata al turismo balneare e alle destinazioni più note del sud del Paese, l’incontro proporrà lo slow tourism come chiave per raccontare e valorizzare un’Albania più autentica, profonda e contemporanea. Attraverso esempi concreti di percorsi per hiking e cicloturismo tra le montagne del nord, l’entroterra e le aree meridionali, metterà al centro un modello di turismo capace di coniugare scoperta, rispetto dei luoghi e sviluppo sostenibile. Un focus particolare sarà dedicato al fiume Vjosa, ultimo grande fiume selvaggio d’Europa, e al suo straordinario valore ambientale e simbolico, come asse naturale di un possibile turismo esperienziale, naturalistico e responsabile. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Arbër Agalliu è un autore e collaboratore di testate ed emittenti italiane e albanesi, da anni impegnato nella promozione dell’Albania in Italia attraverso reportage, interviste, approfondimenti e iniziative culturali. Nel corso del suo percorso ha raccontato il Paese delle Aquile mettendone in luce il patrimonio storico, artistico e territoriale, contribuendo a rafforzarne l’immagine presso il pubblico italiano. Ha collaborato con realtà editoriali e televisive come ToscanaTV, AlbaniaNews Euronews, LaRepubblica e FrontiereNews, dedicando particolare attenzione al legame tra Albania e Italia, alle comunità albanesi presenti nel nostro Paese e al patrimonio arbëresh come ponte storico e culturale tra le due sponde dell’Adriatico. Il suo lavoro unisce promozione culturale, racconto del territorio e valorizzazione di un’Albania autentica, contemporanea e sempre più centrale nel panorama turistico e culturale del Mediterraneo. È inoltre autore del progetto documentaristico UDHA, dedicato alla riscoperta delle comunità arbëreshe del sud Italia e del profondo legame storico tra Albania e Italia.
Dopo Il giorno più bello e La prima volta, il Teatro Stabile di Bolzano torna nelle Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della Città e della provincia di Bolzano con nuovi ricordi, esperienze ed emozioni, ispirati ad una domanda molto semplice e allo stesso tempo molto efficace: Quanto ti è costato? Ogni conquista comporta una rinuncia. Ogni direzione presa implica la perdita di altre possibilità. In questo senso la vita non è un accumulo, ma una sottrazione: diventiamo ciò che siamo anche attraverso ciò che perdiamo. Le interviste della giornalista del quotidiano Alto Adige Maddalena Ansaloni e le illustrazioni della vignettista Valentina Stecchi trasformano le storie dei residenti delle RSA in un racconto teatrale portato in scena da Giacomo Anderle e Alessio Kogoj della Compagnia I Teatri Soffiati. Accompagna lo spettacolo anche un video che narra il progetto Lo spettacolo, presentato nelle residenze di Bolzano e provincia è aperto a ingresso gratuito alla cittadinanza. di I Teatri Soffiati dalle storie di Maddalena Ansaloni con Giacomo Anderle e Alessio Kogoj video Alessio Kogoj costumi e oggetti di scena Piccola Bottega de I Teatri Soffiati disegni Valentina Stecchi produzione Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con il quotidiano Alto Adige Il racconto è ispirato alle parole raccolte nelle interviste curate da Maddalena Ansaloni presso alcune Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della città di Bolzano
Uno spettacolo per l’inclusione sociale, un fumetto teatrale E voi che ci guardate, come ci vedete? SUPERABILE parla del mondo, di quel mondo che non si ferma alla prima occhiata, ma supera lo stereotipo della definizione. Racconta la disabilità, partendo dalla conoscenza intima delle persone, tutte così diverse e complesse. Un fumetto teatrale dove un regista disegnatore dotato di lavagna luminosa crea per il pubblico un mondo fatto di segni all’interno del quale gli attori sono immersi come in una sorta di fumetto vivente. “E voi che ci guardate, come ci vedete?” chiedono i cinque attori, di cui due in carrozzina, che si raccontano, portando idealmente nel viaggio lo spettatore. Il loro quotidiano è lo spazio che racchiude i sogni, le gioie, ma anche gli sguardi degli altri, la necessità di essere accompagnati, la mancanza di intimità, la perdita di autonomia che è quindi la perdita di un privato. Si sorride e ci si commuove, con leggerezza e ironia, grazie alla possibilità data da questi ragazzi di fare entrare gli spettatori nelle loro vite, di aprire al loro mondo, con uno sguardo capace anche di irridere l’asprezza della realtà. E sono, i loro, piedi di vento e di acqua, di sole e di sguardi, che ci fanno volare via legati alle vele che gonfieranno per noi. Perchè gli attori speciali hanno un sogno speciale. Superabile è stato premiato con l’EOLO AWARD 2018 come migliore novità del teatro per l’infanzia e la gioventù 2017 “per la capacità che hanno i suoi protagonisti in carrozzella e non, di mettere in scena, semplicemente, con naturalezza e grande forza espressiva la loro quotidianetà, con i loro sogni, le loro difficoltà nel muoversi, ma soprattutto le necessità di non poter mai essere autonomi, di non poter essere mai capaci di vivere una propria sana intimità, dove, sempre, sempre, gli sguardi degli altri risultano pieni, zeppi di pregiudizi e di stereotipi. Il tutto viene accompagnato dalle illustrazioni create dal vivo da Michele Eynard della compagnia Luna e Gnac, anche regista dello spettacolo, dentro le quali gli attori si muovono coerentemente a loro piacimento con assoluta perizia interpretativa”. SUPERABILE è anche un libro illustrato edito da Edizioni alpha beta Verlag Di: Michele Eynard Con: Mathias Dallinger, Melanie Goldner, Paolo Grossi, Jason De Majo Rumorista: Rocco Ventura Assistenza artistica: Paola Guerra Foto di scena: Carlo Lastrucci, Andrea Rizza, Toni Virgadamo, Ronny Lorenzoni Produzione: Teatro la Ribalta – Kunst der Vielfalt In collaborazione con: Lebenshilfe Südtirol Con il sostegno di: Ripartizione Politiche Sociali della Provincia Autonoma di Bolzano
Le antiche mura di un castello, l'aria mite della primavera e le note fresche di artisti altoatesini emergenti: una combinazione vincente - che si propone nella stessa forma in tre diversi ambienti. Castel Tirolo, Castel Fontana e Castel Auer fanno da cornice a tre concerti dal vivo che dimostrano tutta la qualità e il potenziale della "giovane" scena musicale altoatesina. Prenotazione online o prevendita biglietti presso l'Associazione Turistica. Il pagamento dei biglietti prenotati viene effettuato alla cassa serale. Biglietti acquistati non sono rimborsabili. Servizio navetta gratuito dalle ore 19.30 dall'Associazione Turistica Tirolo al castello.
Dopo Il giorno più bello e La prima volta, il Teatro Stabile di Bolzano torna nelle Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della Città e della provincia di Bolzano con nuovi ricordi, esperienze ed emozioni, ispirati ad una domanda molto semplice e allo stesso tempo molto efficace: Quanto ti è costato? Ogni conquista comporta una rinuncia. Ogni direzione presa implica la perdita di altre possibilità. In questo senso la vita non è un accumulo, ma una sottrazione: diventiamo ciò che siamo anche attraverso ciò che perdiamo. Le interviste della giornalista del quotidiano Alto Adige Maddalena Ansaloni e le illustrazioni della vignettista Valentina Stecchi trasformano le storie dei residenti delle RSA in un racconto teatrale portato in scena da Giacomo Anderle e Alessio Kogoj della Compagnia I Teatri Soffiati. Accompagna lo spettacolo anche un video che narra il progetto Lo spettacolo, presentato nelle residenze di Bolzano e provincia è aperto a ingresso gratuito alla cittadinanza. di I Teatri Soffiati dalle storie di Maddalena Ansaloni con Giacomo Anderle e Alessio Kogoj video Alessio Kogoj costumi e oggetti di scena Piccola Bottega de I Teatri Soffiati disegni Valentina Stecchi produzione Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con il quotidiano Alto Adige Il racconto è ispirato alle parole raccolte nelle interviste curate da Maddalena Ansaloni presso alcune Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della città di Bolzano
Eine berührende Geschichte über Vergessen und Erinnern, über Liebe und Freundschaft, über das Älterwerden und Jungbleiben. Mit Dagmar Manzel, Harald Krassnitzer, August Zirner u.a. D 2026, Welf Reinhart, 102 Min. Ab 14 Jahren Die Künstlerin Hanne und der pensionierte Pfarrer Bernd führen eine glückliche, nach Jahren etwas eingefahrene Ehe, als wie aus dem Nichts Hannes früherer Ehemann Kurt vor ihrer Tür steht. Durch seine Demenzerkrankung kann sich Kurt nicht mehr erinnern, dass er und Hanne bereits seit 20 Jahren geschieden sind. Als das Paar ihn vorübergehend bei sich aufnimmt, kehrt eine verloren geglaubte Leichtigkeit in ihre Ehe zurück. Doch mit der Zeit gerät ihr gemeinsames Leben immer mehr aus den Fugen …
Un viaggio nel cuore del vino. La terza edizione di Vinaltum, frutto della straordinaria collaborazione tra Danilo D’Ambra e Luciano Rappo, nasce con l’intento di offrire un’esperienza enologica unica, combinando innovazione e tradizione per deliziare gli appassionati di vini di qualità e favorire il dialogo con i professionisti del settore. Danilo D’Ambra, Presidente FISAR per Bolzano e la Bassa Atesina, e Luciano Rappo, Senior Consultant che ha fatto la storia dell’enologia, hanno ideato questa terza edizione con l’obiettivo di creare un ponte tra produttori, buyer e clienti finali, in collaborazione con Pietro Cormaci, Brand Ambassador, e Rinaldo Hauser, sommelier di grande esperienza e “Custode del gusto”. La terza edizione di VINALTUM si svolgerà nella splendida cornice di Castel Mareccio, nel pieno centro storico di Bolzano, il 17 e 18 maggio 2026. Una location di rara bellezza che unisce il fascino di un maniero medievale all’eleganza di una residenza rinascimentale. Circondato da suggestivi vigneti, il castello offre un’atmosfera sospesa nel tempo, pur essendo strategicamente posizionato a pochi passi dal centro storico. Un tempo dimora di nobili famiglie, oggi è un luogo esclusivo per eventi di lusso e cerimonie indimenticabili. Gli ospiti potranno godere di un servizio impeccabile, immersi in ambienti eleganti che evocano i fasti di una tradizione ancora viva nel territorio. Con il sostegno dei Main Partner – tra cui Franz Kraler, Arco Spedizioni, Banca Trentino Alto Adige, Rothoblaas e molti altri – e in collaborazione con FISAR Alto Adige, l’evento promette un’esperienza unica per gli amanti del vino e i cultori di prodotti d’eccellenza. Vinaltum rappresenta un’opportunità imperdibile per scoprire eccellenze enologiche in un contesto di rara bellezza e charme.
La Giornata internazionale dei musei 2026 in Alto Adige si tiene domenica 17 maggio 2026. Oltre 50 musei, collezioni e luoghi espositivi dell'Alto Adige offriranno un programma speciale a ingresso libero a tema oppure una giornata delle porte aperte. Nata nel 1977, la Giornata internazionale dei musei è promossa a livello mondiale da ICOM, il Consiglio internazionale dei musei, per valorizzare il ruolo sociale e culturale e la varietà dei musei presso un ampio pubblico. A livello internazionale è collegata alla data del 18 maggio, ma in provincia di Bolzano, così come in alcuni altri Paesi europei, si svolge la domenica più vicina a questa data per facilitare la partecipazione. Il tema 2026: "I musei uniscono un mondo diviso" Il tema scelto da ICOM per questa edizione è “I musei uniscono un mondo diviso” (“Museums uniting a divided world”). Esso evidenzia il potenziale di musei, collezioni e luoghi espositivi a fungere da ponti tra le divisioni culturali, sociali e geopolitiche, promuovendo il dialogo, la comprensione e la pace all'interno e tra le comunità di tutto il mondo. I musei sono spazi pubblici affidabili dove le persone incontrano storie, oggetti e altre persone. In tempi di frammentazione sociale, polarizzazione e accesso ineguale alla conoscenza e alla cultura, i musei aiutano a ricostruire i legami tra generazioni, comunità e paesi. Non cancellano le differenze, ma creano le condizioni affinché queste possano essere comprese e gestite con rispetto: salvaguardando il patrimonio e la memoria, offrendo apprendimento e riflessione e fornendo spazi accoglienti dove possono essere ascoltate voci diverse.
Una ragazza, il suo cellulare. Tutto il mondo ci passa attraverso. Interfaccia unica – quella digitale – in cui sensazioni, ricordi, sentimenti si scompongono e ricompongono in byte d’informazione. Un mosaico digitale che va lentamente a ricostruire l’esperienza di un corpo abusato. Una ragazza, il suo cellulare, uno stupro di gruppo che non si riesce a ricordare, che emerge come un glitch telematico, che scava e interrompe la linearità del tempo. 30 milligrammi di Ulipristal è il testo di Benedetta Pigoni vincitore del 15° Premio Riccione Pier Vittorio Tondelli. Attraverso frammenti di chat Pigoni, nata nel 2000 a Reggio Emilia, conduce un’indagine che ricostruisce un evento drammatico: una violenza subita dalla protagonista, una violenza rimasta sepolta fino a quel momento. «Nella ricerca ansiosa di ricostruzione della verità aleggia costantemente il dubbio, l’incredulità che dà corpo a una scrittura chiaroscurale» dichiara la giuria del Premio Riccione. «Potente e sensibile, il testo di Pigoni non esonda, non dilaga, ma indaga». 30 milligrammi di Ulipristal sussurra un sospetto, lavora sul rimosso, taglia clinicamente il presente in lame sottilissime di “come è possibile?!” «La tecnologia è lo schermo lucido, il filtro che protegge dal male fisico che ci fanno gli altri. Si può raccontarlo in scena senza luminosità, le app eteree, le dita che scorrono» afferma la regista Paola Rota. «Possono cinque attrici e attori, cinque corpi vivi, agire la sostanza oltre la notifica? Possono restituire il mistero, l’intimità che il mondotelefono rappresenta? La realtà oltre il sogno attaccato alla presa con un caricatore? Possiamo superare il filtro che, se da un lato ci protegge, dall’altro impedisce un vero contatto con le cose?». testo Benedetta Pigoni regia Paola Rota con (o.a.) Eny Cassia Corvo, Lorenzo Fochesato, Sara Mafodda, Martina Massaro, Val Wandja scene e luci Nicolas Bovey montaggio e disegno sonoro Angelo Elle assitente alla drammaturgia Gianmarco Pignatello assistente alla regia Giacomo Cremaschi produzione Teatro Stabile di Bolzano, Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale, Premio Riccione per il Teatro
CONCERTO VOCALE con il CORO CIMA TOSA delle Valli Giudicarie. Offerta libera.
Concerto della Banda Giovanile di Tirolo presso la Casa di Cultura o al parco manifestazioni. Ingresso libero.
Singspiel in drei Akten frei nach dem Lustspiel von Oskar Blumenthal und Gustav Kadelburg von Hans Müller und Erik Charell Gesangstexte von Robert Gilbert Musik von Ralph Benatzky mit sechs musikalischen Einlagen von Robert Gilbert, Bruno Granichstaedten und Robert Stolz con soprattitoli in italiano Willkommen im Weißen Rössl! Dem berühmten Hotel am idyllischen Wolfgangsee. Hier geht es hoch her. Wirrungen und Irrungen sind hier an der Tagesordnung: Der charmant chaotische Oberkellner Leopold ist heimlich in seine Chefin, die Wirtin Josepha, verliebt. Die allerdings schwärmt für den Stammgast Dr. Siedler. Der wiederum interessiert sich für Ottilie, die Tochter des grantigen Fabrikanten Giesecke, der einen Streit mit seinem Konkurrenten Sigismund Sülzheimer austrägt. Und dann sind da noch Karlchen, der mit seinem Charme Schwung in die Szenerie bringt und dabei Sigismund den Kopf verdreht und Piccolo, der dafür sorgt, dass die Herzen zueinanderfinden. Als dann auch noch der Kaiser höchstpersönlich seinen Besuch ankündigt, ist das Chaos perfekt. Die bekannte österreichische Schauspielerin und Regisseurin Ruth Brauer-Kvam und ihr Team widmen sich diesem fulminanten Werk an den Vereinigten Bühnen Bozen mit viel Esprit, Witz und vor allem Liebe, die natürlich auch durch den Magen geht.
„Der wahre Künstler ist ein erstaunlicher, leuchtender Brunnen." — Bruce Nauman Für Kineret Haya Max ist das fließende Wasser nur der sichtbare Rand eines tieferen Mechanismus, der unter der Oberfläche wirkt: eine unterirdische Strömung aus Gefühlen und Erfahrungen, die im Stillen an Kraft gewinnt, bevor sie hervorbricht. Der Brunnen ist nicht nur Wasser – er ist Licht, Reflexion und sichtbar gewordene Emotion. Die Performance entsteht aus einer kurzen Residency im öffentlichen Raum von Lana sowie in den unterirdischen Räumen des Raiffeisenhauses. Zu dieser Arbeitsphase reist die Künstlerin aus ihrer Heimat Israel an – einem Land, das vom Krieg geprägt ist. Das sind die Wasser, die sie mit sich trägt: Erinnerungen, Spannungen sowie historische und emotionale Schichten, die durch ihren Körper und ihr Bewusstsein fließen. Aus diesem Brunnen erhebt sich eine Frage: Welches Licht spiegelt sich in diesen Wassern? Welches Licht ist in Lana gegenwärtig? Und was entsteht aus der Begegnung zwischen einer ruhigen Marktgemeinde in Südtirol und einer gelebten Realität, die von permanentem Überleben und Konflikt geprägt ist?
DURATA: 2 H CON JOANA PREZA Un pomeriggio per scoprire l’incanto degli albi illustrati. Bambine e bambini, aprite gli occhi e spalancate le orecchie per tutte le lingue: tra colori, disegni e parole prendono vita mondi immaginari da esplorare. Una lettura condivisa, dove le storie si fanno viaggio, e ogni pagina diventa occasione per ascoltare, immaginare e conoscersi meglio. Siete pronti a entrare nei racconti e a perdervi tra le illustrazioni? Seguirà un breve laboratorio creativo. * la partecipazione agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Joana Preza è un’artista visiva e poeta nata a Shijak, in Albania nel 1995. Si forma come illustratrice presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e Firenze. Sperimenta diversi linguaggi, coltivando un forte interesse per il Libro in tutte le sue declinazioni. La sua ricerca parte soprattutto dall’accoglienza dell’invisibile che ci orbita attorno, indagando pratiche di attenzione spontanea e conseguente trasmutazione. Ha partecipato alla residenza di poesia “Arimo” presso la Casa degli Artisti (Milano), ed è presente tra le voci poetiche dell’antologia Poesie scelte, edita da Specchio Mondadori.
Vivete il Medioevo da vicino alla Festa dei Castelli di Appiano per famiglie! Al Castello di Rocca di Appiano, i Cavalieri di Andriano vi incanteranno con affascinanti danze medievali, impressionanti dimostrazioni di armature cavalleresche, avvincenti duelli con la spada e un emozionante torneo cavalleresco. Per i piccoli visitatori ci sono postazioni interattive dove possono creare le proprie borse di pelle e dimostrare il loro coraggio in un torneo per bambini. Immergetevi in questo mondo unico e vivete una giornata ricca di fascino medievale!
Sabato 16 e domenica 17 maggio si terrà presso il Parco Pompei la quarta edizione dell'iniziativa "Roen Urban Party", promossa dal Consiglio di Quartiere Gries-S.Quirino, che punta a valorizzare e riscoprire gli spazi del Quartiere, restituendone e riscoprendone l'identità e ricreando rapporti sociali di vicinato. La festa avrà inizio entrambi i giorni in mattinata e proseguirà fino a tarda serata. Prevede un ampio programma, tra cui musica live con numerosi artisti e band locali, intrattenimento per bambini e famiglie, somministrazione di cibo e bevande, e prevede la partecipazione di diverse associazioni e commercianti di quartiere, come Sagapò Aps, il chiosco TimeOut, il Gruppo Alpini Gries e molti altri.
Am 16. und 17. Mai 2026 lädt der Südtiroler Theaterverband in die Messe Bozen zum großen Theaterfestival „Akt 75“ ein. Anlass ist das 75-jährige Bestehen des Verbandes, das mit einem bunten, generationsübergreifenden Fest der Theaterkunst gefeiert wird. Unter dem Motto „Viele Stimmen aller Generationen in einem Akt“ kommen Theatergruppen aus ganz Südtirol zusammen, um ihre Arbeit, ihre Kreativität und ihre Leidenschaft für das Theater zu präsentieren. Theater für alle Generationen Über 40 von insgesamt 216 Mitgliedsbühnen des STV zeigen am Festivalwochenende ihr Talent und präsentieren ein breites Spektrum an Theaterproduktionen – poetisch, lustig, spannend, skurril oder dramatisch. - Vier Bühnen laufen zeitversetzt: Während zwei Bühnen spielen, bauen die anderen auf oder ab. - Dauer der Aufführungen: 30–60 Minuten plus 15 Minuten für Aufbau und Abbau. - Formate: Ausschnitte aus Stücken, einzelne Akte oder „Best-Off“-Präsentationen. - Präsentiert wird Erwachsenentheater, Kinder- und Jugendtheater, Seniorentheater, Inklusives Theater und Puppentheater. - Ziel ist ein festliches Miteinander aller Generationen und Theaterformen und ein sichtbares Signal für die Lebendigkeit der Südtiroler Theaterlandschaft. Festakt & Musikprogramm Der Jubiläumsanlass wird auch musikalisch und feierlich begangen: - Samstag, 16. Mai, 20 - 21.30 Uhr: Festakt „75 Jahre STV“ mit Moderation von Christine Rabanser (Radio Tirol). Danach sorgt die Partyband „The Snoops“ für ausgelassene Stimmung von 22:00 bis 01:00 Uhr. - Sonntag: Auftritt der bekannten Folkgruppe Titlà aus dem Pustertal von 12:00 bis 14:00 Uhr. Kulinarik Für ein kulinarisches Erlebnis ist gesorgt: - Food-Trucks mit Südtiroler Schmankerln, Pizza, asiatischen Spezialitäten und BBQ-Klassikern. - Kuchentheke für süße Momente. - Am 16. Mai Mitternacht: klassischer 24-Uhr-Snack. Jubiläumsmuseum Zum 75-jährigen Bestehen kuratiert der STV ein Museum zur Geschichte des Südtiroler Theaters, das die Vielfalt, Kreativität und Tradition des Amateurtheaters erlebbar macht: - Lebendiger Erinnerungsraum mit Fotos, Plakaten, Programmen, Eintrittskarten, Requisiten und Kostümen. - Gestaltung durch Sieglinde Michaeler und Walter Granuzzo, die die Theatergeschichte stilvoll und zeitgemäß präsentieren. - Eine Filmdokumentation über 75 Jahre STV wird während des Festivals gezeigt und später auf Rai Südtirol ausgestrahlt. - Eine Festschrift beleuchtet die Geschichte des Verbandes und die Vielfalt der Theaterlandschaft. Rahmenprogramm für Kinder & Jugendliche Auch die jungen Besucher*innen kommen nicht zu kurz: - Schminken unter Leitung von Veronika Fliri. - Kostümwerkstatt - Leseecke - Kooperation mit Kinder- und Jugendtheatergruppen sorgt für spielerische, kreative Erfahrungen. - Zudem gibt es Aufführungen von Kinder- und Jugendgruppen an beiden Tagen. Preise & Tickets - Tagesticket: 15€ (Samstag ab 19.00 Uhr 10€) - Festivalticket für beide Tage: 20€ - Kinder bis 14 Jahren haben freien Eintritt - STV-Mitglieder: kostenloser Eintritt nach Anmeldung - Ticketverkauf vor Ort - Einlass Samstag: ab 09:00 Uhr bis 01:00 Uhr, Sonntag 09:00 Uhr bis 18:00 Uhr Das Festival richtet sich an alle Theaterinteressierten, von jung bis alt, von erfahrenen Spieler*innen bis zu neugierigen Besucher*innen. Die Botschaft von „Akt 75“ „Akt 75“ ist ein lebendiges Jubiläumsfestival, das die Theaterszene in Südtirol feiert und zugleich die Mitgliedsbühnen und ihr langjähriges Engagement würdigt. Es lädt Besucher*innen jeden Alters dazu ein, Theater zu sehen, zu hören und gemeinsam zu feiern. Mit vier Bühnen, einem Museum, kreativen Workshops, vielfältigem kulinarischem Angebot und einem abwechslungsreichen Musikprogramm wird das Festival zu einem unvergesslichen Erlebnis für alle Generationen. Das genaue Programm mit allen Spielzeiten und Aufführungen wird noch bekannt gegeben.
Anmeldung innerhalb Dienstag 12.05.2026 Der Malworkshop FREUDE, geleitet von der Lananer Künstlerin Karin Mittersteiner und der Prana-Begleiterin Anita Kröss, legt den Fokus nicht auf das ästhetische Ergebnis, sondern auf den Prozess des Malens. Intuitives Malen ermöglicht es den Teilnehmenden, Farben, Formen und Bewegungen als Ausdruck des eigenen inneren Zustands zu nutzen. Freude wird dabei nicht dargestellt, sondern gelebt und ausgedrückt – das Malen wird zur unmittelbare Sprache der Emotion. Einführende Tanz- und Bewegungsübungen fördern die bewusste Körperwahrnehmung und schaffen Raum für Leichtigkeit und Offenheit – Voraussetzungen, um Freude authentisch zu empfinden.
Essere Benessere durata:80' Essere Benessere, sembra di ricordare le parole di Amleto ‘essere non essere’, però non si tratta del Teatro Elisabettiano ma di sentimenti contemporanei. Una conferenza-spettacolo dedicata alle emozioni del presente, alla nostra relazione con le loro sollecitazioni, al desiderio di stare bene. Tutto ci influenza, per esempio la geopolitica che pervade il nostro presente facendoci intuire che siamo sempre più parte di un tutto. Un ‘tutto’ in cui si può partecipare ispirati dalla volontà di creare un benessere comune, che è frutto dell’assommarsi del benessere individuale. In questa conferenza spettacolo si cercherà di scoprire quali sono le strategie che ci permettono, investendo sulla nostra salute mentale, di affrontare i piccoli e grandi momenti di crisi; e soprattutto di verificare quanto sia utile avere riguardo per il prossimo, ampliando il nostro grado di gentilezza, empatia e spiritualità. Andreas Conca, dal 2009 ha l’incarico come Direttore del Servizio Psichiatrico del Comprensorio Sanitario di Bolzano. Luigi Basso medico psichiatra, ha lavorato presso il Servizio Psichiatrico del Comprensorio Sanitario di Bolzano. TU CHIAMALE SE VUOI EMOZIONI con Andreas Conca e Luigi Basso performance a cura di compagnia teatroBlu
The Bugfix (Lukas Mariacher und Philip Unterholzner)
Museion presenta Mo num en ts (2025), un film dell’artista thailandese Som Supaparinya, sviluppato nell’ambito del programma Han Nefkens Foundation Southeast Asian Video Art Production Grant 2024. Da oltre vent’anni, lavorando all’intersezione tra ricerca storica e indagine sul campo, Supaparinya esplora i paesaggi del Sud-Est asiatico come luoghi plasmati da ideologie politiche, trasformazioni ecologiche e memorie collettive. In Mo num en ts, l’artista rivolge la propria attenzione all’impatto a lungo termine delle infrastrutture della Guerra Fredda nella regione del Mekong. Dighe, strade e reti elettriche emergono non solo come segni di modernizzazione, ma come strutture durature che continuano a modellare territori, comunità e ambienti. Presentata come installazione video monocanale, l’opera intreccia materiali di nuova produzione con filmati d’archivio provenienti dai media e dalla propaganda della Guerra Fredda. Attraverso un linguaggio visivo stratificato e frammentario, il film mette in relazione temporalità e prospettive molteplici, sottraendosi a una narrazione lineare per proporre una lettura della storia più complessa e aperta. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con istituzioni partner internazionali, tra cui il Jim Thompson Art Center (Bangkok), The Outpost (Hanoi), l’Hiroshima City Museum of Contemporary Art, la Kunsthal Charlottenborg (Copenaghen) e il Rockbund Art Museum (Shanghai). Dopo essere stato presentato in queste sedi, il lavoro entrerà a far parte della collezione Museion. Con Mo num en ts, Supaparinya considera il paesaggio come un archivio vivente, in cui decisioni politiche, processi ecologici ed esperienze umane rimangono iscritti nel tempo.
Le Giornate Altoatesine del Pinot Nero sono un evento unico e ricco di tradizione. Il loro degno scenario sono i borghi del Pinot Nero di Egna e Montagna, dove fin dalla metà del XIX secolo questa nobile varietà viene coltivata con grande successo. Da quasi trent’anni, le Giornate del Pinot Nero contribuiscono in modo significativo alla valorizzazione del Pinot Nero in Italia e godono di grande popolarità, sia tra gli esperti sia tra gli appassionati.
Una straordinaria rassegna d’arte con le opere degli artisti: JOSEPH BEUYS PETER FELLIN HERMANN NITSCH KARL PLATTNER MARIO SCHIFANO WILLY VALIER VICTOR VASARELY LUIGI VERONESI VANNI VIVIANI
Der Musicalclub Brixen geht in die zweite Runde und freut sich dieses Jahr das Stück Pino zu präsentieren. 18 engagierte Jugendliche haben über das gesamte Schuljahr gesungen, getanzt und geprobt. Erleben Sie die abenteuerliche Geschichte einer Holzpuppe, die von List, Lügen und inneren Ängsten geprägt ist – und doch nur ein guter Mensch werden möchte. Unter der Regie von Barbara Rottensteiner Comploi und der musikalischen Leitung von Marion Palfrader. von Barbara Rotteinsteiner Comploi nach der Geschichte Pinocchios Abenteuer von Carlo Collodi
Concerto di una banda musicale locale presso la Casa di Cultura o - tempo permettendo - nel parco manifestazioni. Entrata libera.
Musica e gastronomia albanese si incontrano – con Erjon Zeqo CON ERJON ZEQO Per una sera, la cucina tipica albanese proposta dall’accogliente bar bistrò Oda sarà accompagnata da sonorità musicali tradizionali suonate e cantate dal vivo, per un coinvolgente viaggio di suoni e sapori. Il programma musicale proporrà una rilettura contemporanea di brani della tradizione e della canzone albanese. Si tratta di canzoni profondamente radicate nella memoria collettiva, conosciute e condivise dalla comunità albanese nel mondo, qui riproposte in una chiave intima ed essenziale, tra voce, chitarra e strumenti tradizionali. Gli interventi musicali, distribuiti nel corso della serata, accompagneranno la cena creando un’atmosfera evocativa e coinvolgente. Menù alla carta. * è necessaria la prenotazione al numero 389 007 9599, posti limitati. Erjon Zeqo è un ricercatore, musicista e interprete di origine albanese, attivo da molti anni a Bolzano, dove ha sviluppato un percorso artistico incentrato sul dialogo tra culture attraverso la musica. La sua ricerca si muove tra tradizione e contemporaneità, con un’attenzione particolare alle musiche dei Balcani e alle loro connessioni con il Mediterraneo e oltre. È ideatore e leader del progetto musicale Zio Cantante, una formazione multiculturale che riunisce musicisti di diverse provenienze e propone un repertorio che attraversa linguaggi e geografie sonore: dalla musica popolare balcanica al klezmer, dalle sonorità gitane a quelle latinoamericane. Il gruppo si distingue per un approccio acustico e per arrangiamenti che fondono tradizione e sensibilità contemporanea.
Der Vortrag entwickelt sieben Thesen zum Verhältnis von Politik und Gefühl. Dabei stimmt er nicht in den Chor der Emotionskritiker ein, sondern zeigt auf, wie sich dieses Verhältnis historisch und kontextuell entwickelt hat – und wo wir heute stehen. Ute Frevert ist Historikerin und Direktorin am Max Planck Institut für Bildungsforschung, unter anderem hat sie an der Yale University gelehrt. Ihr Forschungsschwerpunkt ist die Geschichte der Emotionen.
Manege frei für das Restaurant Verde - Brokkoli und das Menü der Gefühle Im verrückten Restaurant Verde gibt es einen ganz besonderen Protagonisten: Brokkoli! Er führt durch eine Achterbahn der Gefühle. Denn was die einen anekelt, ist für andere ein großer Wunsch. Was manche cool finden, kann andere traurig machen – und Wut, Stress und Hoffnung können starke treibende Kräfte sein. Mit Einrad, Luftakrobatik, Seiltanz, Jonglage und weiteren Zirkusdisziplinen schaffen junge Artist*innen eine fantasievolle Zirkusshow voller Bewegung, Humor und Emotionen.
DURATA: 2 H A LEZIONE CON MIRANDA ALTERZIU Un minicorso di albanese per avvicinarsi a questa lingua piena di consonanti e strane vocali, come la ë, sconosciuta anche ai germanofoni. In quattro incontri, le partecipanti e i partecipanti impareranno a comunicare nelle situazioni quotidiane: salutare, presentarsi, fare domande semplici, e comprendere le espressioni presenti nelle più comuni dinamiche di viaggio. Il corso introdurrà anche elementi di pronuncia e vocabolario essenziale. L’evento ha un costo di € 15,00 e sono previsti un massimo di 12 partecipanti. Info e iscrizioni all’indirizzo info@quovadisfestival.it. Miranda Alterziu nasce in Albania ma dopo il conseguimento del diploma si trasferisce in Italia dove continua il suo percorso di studi e di formazione. Nel corso degli anni si è impegnata in diversi progetti dedicati ai minori non accompagnati e ha maturato una solida esperienza nel campo della mediazione interculturale. Da molti anni insegna lingua e cultura albanese, contribuendo alla diffusione e alla valorizzazione della cultura albanese.
Bobbys Mitmach-Musiktheater Sing- und Tanzspass mit Zirkusäffchen Bobby und seinen Freunden Verena Huber & Robert Benedetti - ein musikalisches Mitmach-Musiktheater für die ganze Familie. Verena Huber & Robert Benedetti (Südtirol) Für die ganze Familie Dauer: ca. 50 Minuten
Dopo Il giorno più bello e La prima volta, il Teatro Stabile di Bolzano torna nelle Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della Città e della provincia di Bolzano con nuovi ricordi, esperienze ed emozioni, ispirati ad una domanda molto semplice e allo stesso tempo molto efficace: Quanto ti è costato? Ogni conquista comporta una rinuncia. Ogni direzione presa implica la perdita di altre possibilità. In questo senso la vita non è un accumulo, ma una sottrazione: diventiamo ciò che siamo anche attraverso ciò che perdiamo. Le interviste della giornalista del quotidiano Alto Adige Maddalena Ansaloni e le illustrazioni della vignettista Valentina Stecchi trasformano le storie dei residenti delle RSA in un racconto teatrale portato in scena da Giacomo Anderle e Alessio Kogoj della Compagnia I Teatri Soffiati. Accompagna lo spettacolo anche un video che narra il progetto Lo spettacolo, presentato nelle residenze di Bolzano e provincia è aperto a ingresso gratuito alla cittadinanza. di I Teatri Soffiati dalle storie di Maddalena Ansaloni con Giacomo Anderle e Alessio Kogoj video Alessio Kogoj costumi e oggetti di scena Piccola Bottega de I Teatri Soffiati disegni Valentina Stecchi produzione Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con il quotidiano Alto Adige Il racconto è ispirato alle parole raccolte nelle interviste curate da Maddalena Ansaloni presso alcune Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della città di Bolzano
Human Design introductory workshop with Giulia Manzato Waag event / Waag +3 Prenotazione obbligatoria: office@waaghaus.eu Lo Human Design è uno strumento di auto-conoscenza che unisce elementi di diverse tradizioni (astrologia, I Ching, sistema dei chakra e scienza moderna) per offrire una mappa unica del proprio modo di funzionare. Durante l’incontro verranno introdotti i principi di base dello Human Design esplorando come questa mappa possa diventare uno strumento concreto di auto-osservazione e orientamento nella vita quotidiana. Verrà anche spiegato in cosa consiste una lettura individuale.
Ein traditionsreicher Keller, ein gutes Glas Girlaner Wein und eine Gesellschaft, in der niemand ganz unschuldig wirkt: Das Girlaner Krimidinner Mord im Keller, verfasst von Sigrid Mahlknecht Ebner, lädt zu einem genussvollen Abend voller Spannung, Humor und überraschender Wendungen ein. Im historischen Vineumkeller treffen die Gäste auf Bauer Sepp, den stolzen Besitzer eines schönen Hofes mit Keller in Girlan, auf seine verliebte Tochter Marialuise, den ehrgeizigen Klauber Pjotr, die treue Seele Nandl und den geschäftstüchtigen Bozner Immobilienmakler Oberer. Was als gemütlicher Abend beginnt, entwickelt sich rasch zu einem rätselhaften Verbrechen – und plötzlich steht jeder unter Verdacht. Während köstliche Häppchen und traditionelle Krapfen serviert werden, sind die Besucher selbst gefragt: Wer hat Sepp ermordet, und welches Motiv steckt dahinter? Unter allen richtigen Ermittlern wird eine Flasche Girlaner Wein verlost. Ein Abend für alle, die Genuss, Lokalkolorit und kriminalistische Spannung lieben. Anmeldung NUR über Whatsapp unter: +39 331 6476167
Der Horrorfilm "It Follows" (2014) von David Robert Mitchell lässt sich nicht nur als spannender Genrefilm lesen, sondern auch als eindringliche Auseinandersetzung mit Gefühlen wie Angst, Unsicherheit und Verletzlichkeit. Im Mittelpunkt steht eine junge Frau, die nach einer scheinbar harmlosen Begegnung von einer unaufhaltsamen Bedrohung verfolgt wird. Diese ständige Verfolgung wird im Film zu einem intensiven Bild für Gefühle, die sich nicht einfach abschütteln lassen: das diffuse Gefühl, dass etwas Unheilvolles näher kommt. Der Film macht spürbar, wie stark Gefühle – vor allem Angst – unsere Wahrnehmung prägen und wie wir versuchen, mit ihnen umzugehen.
Dance workshop by Swing on Südtirol Waag event / Waag -1 Unisciti a noi per una travolgente Swing Night! Partecipa a un workshop di Swing Dance divertente e aperto a tutt*, guidato da Swing On Südtirol: imparerai i tuoi primi passi e ti lascerai andare ai ritmi irresistibili dello swing. Goditi una serata vibrante con ottima musica, atmosfera positiva e tanto divertimento. Non serve un partner né esperienza — vieni e lasciati conquistare dallo swing!
DURATA: 1 H CON ERJON ZEQO Un incontro che propone un percorso di scoperta della cultura albanese attraverso la sua musica. A partire da esempi significativi del repertorio tradizionale e moderno, verranno presentati strumenti tipici, contesti storici e sociali e modalità espressive caratteristiche. La narrazione sarà accompagnata da esecuzioni dal vivo e ascolti guidati, in un dialogo continuo tra teoria e performance. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Erjon Zeqo è un ricercatore, musicista e interprete di origine albanese, attivo da molti anni a Bolzano, dove ha sviluppato un percorso artistico incentrato sul dialogo tra culture attraverso la musica. La sua ricerca si muove tra tradizione e contemporaneità, con un’attenzione particolare alle musiche dei Balcani e alle loro connessioni con il Mediterraneo e oltre. È ideatore e leader del progetto musicale Zio Cantante, una formazione multiculturale che riunisce musicisti di diverse provenienze e propone un repertorio che attraversa linguaggi e geografie sonore: dalla musica popolare balcanica al klezmer, dalle sonorità gitane a quelle latinoamericane. Il gruppo si distingue per un approccio acustico e per arrangiamenti che fondono tradizione e sensibilità contemporanea.
Wir alle sind vernetzt, doch was macht die Vernetzung mit uns? Dieser Abend widmet sich der emotionalen Seite der Digitalisierung. Es geht um die Macht der Bilder, die Psychologie sozialer Netzwerke und die Frage, warum uns das Smartphone oft nicht mehr loslässt. Wir werfen einen Blick auf die sozialen Lebenswelten von heute und diskutieren, wie wir uns vor emotionaler Manipulation schützen können, ohne den Anschluss an die digitale Moderne zu verlieren. Es referiert Manuel Oberkalmsteiner, Sozialpädagoge und Fachliche Leitung Digitale Lebenswelten im Forum Prävention.
Gli albi illustrati bilingui: due voci per la stessa storia DURATA: 1 H CON JOANA PREZA Il laboratorio, pensato per bambine e bambini dai 5 ai 10 anni, propone un’esperienza immersiva fatta di parole e immagini. Attraverso albi illustrati letti in albanese e italiano, le piccole e i piccoli partecipanti saranno accompagnati in un percorso che stimola l’ascolto, la comprensione e l’espressione personale, favorendo un approccio naturale e ludico verso altre lingue o quella d’origine. Al termine della lettura è previsto un breve laboratorio manuale. * la partecipazione del pubblico agli eventi è gratuita ma è necessaria la prenotazione sulla piattaforma Eventbrite. Joana Preza è un’artista visiva e poeta nata a Shijak, in Albania nel 1995. Si forma come illustratrice presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e Firenze. Sperimenta diversi linguaggi, coltivando un forte interesse per il Libro in tutte le sue declinazioni. La sua ricerca parte soprattutto dall’accoglienza dell’invisibile che ci orbita attorno, indagando pratiche di attenzione spontanea e conseguente trasmutazione. Ha partecipato alla residenza di poesia “Arimo” presso la Casa degli Artisti (Milano), ed è presente tra le voci poetiche dell’antologia Poesie scelte, edita da Specchio Mondadori.
Artiste: Daria Akimenko, Joana Preza, Stefania Rossi A cura di Margherita Cestari e Samira Mosca Una mostra che nasce dal desiderio di aprire uno spazio di riflessione sull’Albania attraverso storie, incontri e sguardi condivisi. Un progetto che prende forma dal dialogo con persone di origini albanesi, con chi ha attraversato il Paese durante un viaggio e con chi appartiene alla seconda generazione cresciuta tra più culture. Dalle conversazioni, dalle porte di casa aperte e dai racconti di un passato ancora vicino emergono memorie personali, frammenti di vita quotidiana e ricordi che continuano a circolare tra le generazioni. La comunità albanese in Trentino-Alto Adige vive accanto a noi ogni giorno, eppure le sue storie restano spesso inudite. A Laives, attraverso una serie di interviste, saranno le persone stesse a raccontarsi: le loro storie di partenza e di arrivo, di appartenenza e di trasformazione, in un dialogo autentico che restituisce voce e presenza a chi spesso rimane sullo sfondo. La mostra Mirë se vini - Mirë se ju gjeta è un luogo di incontro tra prospettive e culture, uno spazio in cui il racconto individuale si trasforma in occasione di dialogo e di scoperta reciproca.
DURATA: 3 H CON MARINGLEN ISLAMI E VERA LOKA In Albania mangiare è prima di tutto condivisione. È con questo spirito che Geni e Vera, del bar bistrò Oda di Bolzano, accompagneranno le partecipanti e i partecipanti alla scoperta delle ricette tradizionali della cucina albanese e della cultura che ruota attorno allo stare a tavola. Una cucina autentica e familiare, un affascinante mix di influenze mediterranee e balcaniche con tocchi della tradizione ottomana, che, in piatti come il byrek, sa portarci tra i profumi delle strade del Paese delle Aquile. L’evento ha un costo di € 15,00 e sono previsti un massimo di 12 partecipanti a serata. Info e iscrizioni all’indirizzo info@quovadisfestival.it. Maringlen Islami nasce a Bulqizë, una piccola città al nord ovest dell’Albania. A soli 18 anni lascia il suo paese per trasferirsi in Italia. Studia a Parma, dove si laurea in economia, e per diversi anni lavora in questo settore costruendo la sua esperienza professionale. A un certo punto decide però di seguire una strada diversa: con coraggio lascia il percorso tradizionale per investire in un progetto tutto suo. Nasce così Oda Bar Bistrò, un luogo che riflette le sue radici e le sue passioni. Qui Maringlen unisce l’amore per la cucina, la storia e la cultura albanese, creando a Bolzano un piccolo angolo che racconta tradizioni, sapori e ospitalità della sua terra. Vera Loka nasce a Prezë nel 1963. Fin da bambina coltiva una grande passione per la cucina. Cresciuta in una famiglia numerosa, passava molto tempo ai fornelli e già a soli 10 anni stupì tutto il quartiere preparando il suo primo baklava, uno dei dolci albanesi più elaborati e amati. Per molti anni ha lavorato nel ristorante di suo fratello, situato nello storico castello di Prezë, dove ha continuato a sviluppare la sua esperienza e il suo amore per la cucina tradizionale. Nel 2020 si trasferisce a Bolzano. Dopo alcuni anni decide di tornare alla sua vera passione: cucinare. Oggi è di nuovo ai fornelli nel bistrò di suo genero, dove porta i sapori della sua storia e della tradizione con dedizione e cuore.
The 12 Tenors in Alto Adige con: Songs Of Eternity Dodici voci straordinarie, uno spettacolo indimenticabile e la magia senza tempo della musica. The 12 Tenors in tour in Alto Adige con: Songs Of Eternity Da oltre 15 anni, THE 12 TENORS figurano tra le formazioni di tenori di maggior successo a livello mondiale. Con voci potenti, coreografie impressionanti, uno show coinvolgente e un intrattenimento pieno di charme, entusiasmano il loro pubblico sui palcoscenici internazionali – dall’Europa all’Asia. Con il loro nuovo tour “SONGS OF ETERNITY”, i dodici cantanti d’eccezione portano il loro pubblico in un viaggio musicale attraverso lo spazio e il tempo. Lo spettacolo celebra canzoni indimenticabili che hanno segnato intere generazioni – dai classici pop alle ballate emozionanti fino agli inni potenti. Accompagnati da una live band di altissimo livello e da uno spettacolo scenico spettacolare, ogni brano diventa un’esperienza emozionale. Che si tratti di un momento da brividi o di un vero e proprio fuoco d’artificio musicale – SONGS OF ETERNITY è un omaggio alla forza senza tempo della musica. Una serata che rimane. Un concerto che emoziona. Lasciatevi incantare dall’eternità della musica e siate presenti dal vivo quando risuonerà ancora una volta: «Ladies and Gentlemen, please welcome live to the stage THE 12 TENORS!»
Una riflessione sulle solitudini e i non detti nelle relazioni familiari, tratto dal romanzo “Siracusa” di Delia Ephron. Con Con Stefano Accorsi, Miriam Leone, Claudio Santamaria. In italiano. Italia 2025, Gabriele Muccino, 112 min. Da 14 anni Carlo ed Elisa, coppia affermata ma emotivamente stanca, partono insieme agli amici Anna e Paolo e la loro figlia Vittoria per il Marocco in cerca di una pausa che somigli a un nuovo inizio. Il viaggio porta a galla silenzi, desideri inespressi e verità sospese. L’arrivo di Blu, studentessa di Carlo, introduce una tensione inattesa: la sua presenza rompe le maschere, mette in crisi le certezze degli adulti e accende un doppio triangolo affettivo che trascina tutti verso un punto di non ritorno.
Giullaume de Machaut Kyrie (La Messe de Nostre Dame) Arvo Pärt Prayer to the Holy Trinity (1976) Missa syllabica Peace upon you, Jerusalem (2002) Which Was the Son of ... (2000) Nunc dimittis (2001) And I Heard a Voice … (2017) Helena Tulve Gloria (2023) In collaborazione con Listening Closely
Ingresso libero "Di passaggio per salutare" è il nuovo spettacolo musical-teatrale di Stefano Mascheroni, un viaggio tra musica d’autore, teatro e narrazione che ripercorre quarant’anni di vita artistica. "Di passaggio per salutare" attraversa quarant’anni di percorso artistico di Stefano Mascheroni, cantautore, autore e producer. Dalla prima cassettina consegnata alla Ricordi di Milano agli anni di formazione al CET di Mogol, fino alle collaborazioni con figure come Bruno Lauzi, Mario Lavezzi, Cheope, Gianni Bella, lo spettacolo racconta una vita vissuta dentro la musica. Sul palco, Mascheroni alterna brani originali, aneddoti, momenti recitati e ricordi personali, accompagnato da una compagnia di attori e figuranti che trasformano il concerto in un’esperienza teatrale. Ogni canzone è arricchita da un videoclip originale proiettato sul fondale, realizzato dallo stesso artista. Uno spettacolo che parla di sogni, incontri, emozioni e strade percorse, capace di coinvolgere pubblici di ogni età. CAST ARTISTICO •Stefano Mascheroni – voce, chitarra, pianoforte •Maria Abram – attrice •Luca Peterle – attore/cantante •Lucrezia Verdi – attrice/ballerina •Luca Brentegani – ballerino
va in scena il musical Pirati dei Caraibi, organizzato da Motus Dance&Fun: i bambini da 0 a 5 anni potranno accedere senza biglietto ma non avranno un posto a sedere assegnato e andranno tenuti in braccio.
A cura di Joost Pantelmann e Andreas Wieser In collaborazione con unibz Imprinted by Light – Techniques of Cameraless Photography è dedicata alla fotografia astratta e sperimentale realizzata senza l’ausilio della fotocamera in senso classico. Oltre a un progetto didattico della Libera Università di Bolzano, che presenta molteplici esperimenti fotografici analogici e digitali, l’esposizione offre una panoramica delle tecniche fotografiche cameraless. La mostra, curata da Joost Pantelmann e Andreas Wieser, espone i risultati del seminario This Is Not a Photograph!, tenutosi nel semestre invernale 24/25 sotto la guida dell’allora professore a contratto Thomas Mayfried. Al centro della ricerca vi era l’indagine su come le immagini fotografiche generino significato. A tal proposito, Mayfried riflette: “Concentriamoci sulla lettura delle immagini. Le immagini chiare e concrete non fanno più presa, quindi proviamoci con immagini vaghe, confuse – astratte. Immaginiamo ora di produrre una fotografia senza macchina fotografica, un fotogramma, ‘l’assoluta peculiarità della fotografia’ (László Moholy-Nagy, 1927). In quanto produttori di immagini dotati di strumenti semiotici, siamo interessati – oggi più che mai – alla possibilità sperimentale di giocare con le convenzioni della rappresentazione e di mettere così in discussione la costruzione del significato.” Il cuore della mostra è il risultato del progetto: una pubblicazione che raccoglie interpretazioni astratte di eventi significativi del XX secolo. Poiché le immagini, prese singolarmente, suscitano spesso associazioni ambivalenti, esse sono accompagnate da testi precisi che guidano il processo percettivo. Essendo la maggior parte dei partecipanti nata nel XXI secolo, la loro selezione offre uno sguardo affascinante sulle prospettive storiche di una nuova generazione. Inoltre, l’esposizione offre una panoramica tecnica su fotogrammi, cianotipie e scannogrammi, illustrati attraverso stampe originali e ingrandimenti. Presso una stazione interattiva, i visitatori sono invitati a sperimentare in prima persona la tecnica dello scannogramma. Con opere di: Argentina Carrino, Matteo Dal Pra, Marianna Franceschi, Adisa Habibovic, Nikolaos Mavropoulos, Joost Pantelmann, Sonja Sieder, Teti Vismara, Andreas Wieser.
Concerto di una banda musicale locale nel parco manifestazioni o - in caso di maltempo - presso la Casa di Cultura. Ingresso libero.
FR/BE 2025, 77' Endlich Ferien! Die 9-jährige Lucie fährt allein aufs Land – zu ihrer Mutter Caro, die in ihrem Heimatdorf eine spannende Ausgrabung leitet. Doch zwischen Hügeln, Wäldern und einer echten Burgruine entdeckt Lucie mehr als frische Landluft: Ein altes Familiengeheimnis wartet auf sie! Gemeinsam mit ihrem neuen Freund Yann, der frechen Gans Zerbinette und zwei plaudernden Blaumeisen stürzt sie sich kopfüber in ein aufregendes Abenteuer. Vom dunklen Burgkeller bis zu einem verlassenen Wohnwagen am Waldrand steckt ihre Schatzsuche voller Rätsel und Überraschungen. Wunderschön animiert, mit viel Witz und Gefühlt erzählt und voller süßer Tiere. Auch schon für kleine Kinder ein Erlebnis.
Foto Forum celebra, con un festival, l’arte a cui, da 35 anni, dedica la sua programmazione espositiva: la fotografia. Lo fa nel bicentenario della sua “invenzione”. 200 anni fa, infatti, nel 1826, Joseph Nicéphore Niépce realizzò Veduta dalla finestra a Le Gras, la prima immagine fissata in maniera permanente. Nel corso del festival, che si terrà dal 10 maggio al 27 giugno a Bolzano, approfondiamo lo sviluppo tecnico e artistico del medium e ne raccontiamo il rapporto indissolubile con la società. Lo facciamo attraverso sette incontri con autori/autrici anche di fama internazionale, tre workshop per adulti, due per bambini, una mostra temporanea e una colazione creativa. Il programma si propone di raccontare la fotografia da prospettive storiche, concettuali, tecniche, filosofiche e sociali diverse e trasforma Foto Forum in uno spazio aperto al dialogo, alla sperimentazione e al fare rete. Sono numerose, infatti, le collaborazioni con altre associazioni, spazi culturali ed espositivi come Weigh Station, Südtiroler Kulturinstitut, Lumen Museum, Zelig e la Libera Università di Bolzano-Bozen.
The 12 Tenors in Alto Adige con: Songs Of Eternity Dodici voci straordinarie, uno spettacolo indimenticabile e la magia senza tempo della musica. The 12 Tenors in tour in Alto Adige con: Songs Of Eternity Da oltre 15 anni, THE 12 TENORS figurano tra le formazioni di tenori di maggior successo a livello mondiale. Con voci potenti, coreografie impressionanti, uno show coinvolgente e un intrattenimento pieno di charme, entusiasmano il loro pubblico sui palcoscenici internazionali – dall’Europa all’Asia. Con il loro nuovo tour “SONGS OF ETERNITY”, i dodici cantanti d’eccezione portano il loro pubblico in un viaggio musicale attraverso lo spazio e il tempo. Lo spettacolo celebra canzoni indimenticabili che hanno segnato intere generazioni – dai classici pop alle ballate emozionanti fino agli inni potenti. Accompagnati da una live band di altissimo livello e da uno spettacolo scenico spettacolare, ogni brano diventa un’esperienza emozionale. Che si tratti di un momento da brividi o di un vero e proprio fuoco d’artificio musicale – SONGS OF ETERNITY è un omaggio alla forza senza tempo della musica. Una serata che rimane. Un concerto che emoziona. Lasciatevi incantare dall’eternità della musica e siate presenti dal vivo quando risuonerà ancora una volta: «Ladies and Gentlemen, please welcome live to the stage THE 12 TENORS!»
Theater-Eigenproduktion Komödie von Leo Meier - eine Koproduktion mit dem Schauspielhaus Salzburg Zwei Herren begegnen sich im Wald. Beide sind Profifußballer bei Real Madrid – der eine spielt im Mittelfeld, der andere im Sturm. Auf dem Spielfeld sind sie nicht weit voneinander entfernt, aber weit genug, um sich noch nicht wirklich zu kennen. Doch diese erste Begegnung ist charmant, feinfühlig und vielversprechend. Die zwei finden sich sympathisch und kommen sich näher. Natürlich entgeht auch der Öffentlichkeit diese ungewöhnliche Beziehung nicht. Der junge Dramatiker Leo Meier kreiert mit seiner ersten Komödie eine Gegenwelt, die mit Rollenbildern bricht und mit feinem Humor ein Tabuthema behandelt – und das in der gnadenlosen Umgebung des Profifußballs als eine der männlichsten Sportarten, die es gibt. Mit Olivier Günter | Ludwig Wendelin Weißenberger | Markus Weitschacher | Christiane Warnecke | Karoline Breschar Regie Alexander Kratzer | Bühne Thomas Garvie | Kostüme Katia Bottegal | Dramaturgie Julia Thym | Licht Jan Gasperi & Marcel Busà | Regieassistenz Marko Sonkin
A cura di Joost Pantelmann e Andreas Wieser In collaborazione con unibz Imprinted by Light – Techniques of Cameraless Photography è dedicata alla fotografia astratta e sperimentale realizzata senza l’ausilio della fotocamera in senso classico. Oltre a un progetto didattico della Libera Università di Bolzano, che presenta molteplici esperimenti fotografici analogici e digitali, l’esposizione offre una panoramica delle tecniche fotografiche cameraless. La mostra, curata da Joost Pantelmann e Andreas Wieser, espone i risultati del seminario This Is Not a Photograph!, tenutosi nel semestre invernale 24/25 sotto la guida dell’allora professore a contratto Thomas Mayfried. Al centro della ricerca vi era l’indagine su come le immagini fotografiche generino significato. A tal proposito, Mayfried riflette: “Concentriamoci sulla lettura delle immagini. Le immagini chiare e concrete non fanno più presa, quindi proviamoci con immagini vaghe, confuse – astratte. Immaginiamo ora di produrre una fotografia senza macchina fotografica, un fotogramma, ‘l’assoluta peculiarità della fotografia’ (László Moholy-Nagy, 1927). In quanto produttori di immagini dotati di strumenti semiotici, siamo interessati – oggi più che mai – alla possibilità sperimentale di giocare con le convenzioni della rappresentazione e di mettere così in discussione la costruzione del significato.” Il cuore della mostra è il risultato del progetto: una pubblicazione che raccoglie interpretazioni astratte di eventi significativi del XX secolo. Poiché le immagini, prese singolarmente, suscitano spesso associazioni ambivalenti, esse sono accompagnate da testi precisi che guidano il processo percettivo. Essendo la maggior parte dei partecipanti nata nel XXI secolo, la loro selezione offre uno sguardo affascinante sulle prospettive storiche di una nuova generazione. Inoltre, l’esposizione offre una panoramica tecnica su fotogrammi, cianotipie e scannogrammi, illustrati attraverso stampe originali e ingrandimenti. Presso una stazione interattiva, i visitatori sono invitati a sperimentare in prima persona la tecnica dello scannogramma. Con opere di: Argentina Carrino, Matteo Dal Pra, Marianna Franceschi, Adisa Habibovic, Nikolaos Mavropoulos, Joost Pantelmann, Sonja Sieder, Teti Vismara, Andreas Wieser.
Nel “ventre culturale” di Lana, ovvero la casa "Raiffeisen" (ex Casa della Cultura) progettata da Willy Gutweniger e inaugurata nel 1973, nel bel mezzo di LanaLive, è tempo di mostre. Poco prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, Hannes Egger e Annika Terwey curano qui un’esperienza espositiva olistica che intreccia arti visive, video, musica e performance. I visitatori hanno la possibilità di attraversare gli spazi del dietro le quinte, quei luoghi dove le maschere cadono e i sentimenti reali riaffiorano dopo essere stati celati e artefatti sul palco. In un percorso suggestivo e immersivo tra spogliatoi, bagni e magazzini, la mostra si snoda come attraverso le cavità intricate di un ventre. Tra paura, vergogna, gioia, disgusto e tristezza si sprigiona un multiforme alternarsi di emozioni. Le opere d’arte non diventano solo visibili, ma fisicamente e sensorialmente esperibili. Artisti internazionali e locali si dedicano nelle loro opere a stati emotivi e sociali: un video sull'affetto profondo per un cane defunto, l'odore di uomini paranoici, progetti partecipativi sulla vergogna e fotografie di protesta tra rabbia e speranza. Le installazioni rendono tangibili il disgusto e il dolore, mentre un’installazione giocosa celebra la gioia di vivere. Artisti*e: Laurin Böhm, Franziska Egger, Mariam Giunashvili, En Kitane, Amanda SRGE Lindsay, Sabrina Mandelli, Sofia Margesin, Mahsa Naraghipour, Hyunjin Park, Nadia Tamanini, Mona Lisa Tina, Sissel Tolaas, Cass Yao.
Nel “ventre culturale” di Lana, ovvero la casa "Raiffeisen" (ex Casa della Cultura) progettata da Willy Gutweniger e inaugurata nel 1973, nel bel mezzo di LanaLive, è tempo di mostre. Poco prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, Hannes Egger e Annika Terwey curano qui un’esperienza espositiva olistica che intreccia arti visive, video, musica e performance. I visitatori hanno la possibilità di attraversare gli spazi del dietro le quinte, quei luoghi dove le maschere cadono e i sentimenti reali riaffiorano dopo essere stati celati e artefatti sul palco. In un percorso suggestivo e immersivo tra spogliatoi, bagni e magazzini, la mostra si snoda come attraverso le cavità intricate di un ventre. Tra paura, vergogna, gioia, disgusto e tristezza si sprigiona un multiforme alternarsi di emozioni. Le opere d’arte non diventano solo visibili, ma fisicamente e sensorialmente esperibili. Artisti internazionali e locali si dedicano nelle loro opere a stati emotivi e sociali: un video sull'affetto profondo per un cane defunto, l'odore di uomini paranoici, progetti partecipativi sulla vergogna e fotografie di protesta tra rabbia e speranza. Le installazioni rendono tangibili il disgusto e il dolore, mentre un’installazione giocosa celebra la gioia di vivere. Artisti*e: Laurin Böhm, Franziska Egger, Mariam Giunashvili, En Kitane, Amanda SRGE Lindsay, Sabrina Mandelli, Sofia Margesin, Mahsa Naraghipour, Hyunjin Park, Nadia Tamanini, Mona Lisa Tina, Sissel Tolaas, Cass Yao.
Artiste: Daria Akimenko, Joana Preza, Stefania Rossi A cura di Margherita Cestari e Samira Mosca Una mostra che nasce dal desiderio di aprire uno spazio di riflessione sull’Albania attraverso storie, incontri e sguardi condivisi. Un progetto che prende forma dal dialogo con persone di origini albanesi, con chi ha attraversato il Paese durante un viaggio e con chi appartiene alla seconda generazione cresciuta tra più culture. Dalle conversazioni, dalle porte di casa aperte e dai racconti di un passato ancora vicino emergono memorie personali, frammenti di vita quotidiana e ricordi che continuano a circolare tra le generazioni. La comunità albanese in Trentino-Alto Adige vive accanto a noi ogni giorno, eppure le sue storie restano spesso inudite. A Laives, attraverso una serie di interviste, saranno le persone stesse a raccontarsi: le loro storie di partenza e di arrivo, di appartenenza e di trasformazione, in un dialogo autentico che restituisce voce e presenza a chi spesso rimane sullo sfondo. La mostra Mirë se vini - Mirë se ju gjeta è un luogo di incontro tra prospettive e culture, uno spazio in cui il racconto individuale si trasforma in occasione di dialogo e di scoperta reciproca.
Artista: Edson Luli A cura di Nicolò Faccenda I don’t see any nouns, I see only verbs presenta una serie di opere installative dell’artista Edson Luli (Scutari, 1989). Nel lavoro di Luli, il linguaggio diventa uno strumento per interrogarsi su come l’essere umano percepisce e interpreta la realtà che lo circonda: qual è il rapporto tra i nostri pensieri e il mondo in cui viviamo? L’artista ci invita ad acquisire una più profonda consapevolezza del modo in cui vengono create le cornici di senso, nell’urgenza di individuare modi alternativi di intendere il rapporto con la sfera sociale e ambientale.
In einem Wechsel aus Bewegung, Sprache und Stille entsteht eine dichte Atmosphäre, in der Nähe und Distanz, Kontrolle und Kontrollverlust spürbar werden. Inhaltlich knüpft das Stück, bei welchem sich das Publikum in der Mitte befindet, direkt an das Festivalthema „Topographie des Fühlens“ an. Gefühle werden dabei nicht als individuelle, innere Zustände verstanden, sondern als etwas, das im Zwischenraum entsteht – zwischen Körpern, Blicken, Bewegungen und sozialen Konstellationen.
La parola femminista durata: 80' LEA MELANDRI e VANESSA ROGHI IN DIALOGO monologo di e con Vanessa Roghi La parola “femminista” non conosce mezze misure: la ami o la odi, la dici o la bruci. E ancora dopo anni da quando è stata usata per la prima volta continua a evocare una grande varietà di significati, immagini e letture. Un viaggio tra personale e collettivo attraverso la storia della parola “femminista”, voci di donne di ieri e di oggi che parlano di sessualità, famiglia, maternità, aborto, violenza, educazione. Una storia a tratti drammatica a tratti esilarante che mette in scena qualcosa che tutte sanno ma troppo poco viene condiviso. CORPI ERETICI -Teatro la Ribalta - Kunst der Vielfalt EVERYDAY WOMEN'S DAY - Teatro Cristallo col sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, Consultori Kolbe e Aied e ITAS Mutua
Ein kabarettistischer Höllentrip 3.0 von Peter Schorn Mit Eva Kuen, Laura Masten, Frederick Redavid, Peter Schorn und Daniel Pupp Regie: Eva Kuen und Peter Schorn Musikalische Leitung: Daniel Pupp Bühne und Kostüme: Andrea Kerner Konzept und Texte: Peter Schorn Licht und Technik: Julian Geier Foto: Tiberio Sorvillo Zum 30. Jubiläum beschenken wir unser Publikum und uns selbst mit einer aberwitzigen Kabarett-Eigenproduktion aus der Feder von Peter Schorn. Anton A. Lighieri, Literaturstudent im Fernstudium und Danteliebhaber, ist vom rechten Weg abgekommen. Abgedrängt von einer Wölfin, einem Waldluchs und einer invasiven marmorierten Baumwanze (oder war es ein Goldschakal?) findet er sich just an seinem 30. Geburtstag – nel mezzo del cammin – in einer obskuren Apfelplantage irgendwo zwischen Gargazon und Burgstall wieder. Schnell wird klar: Anton muss in die Höllenkreise des Internet hinabsteigen, um das Betriebssystem zu hacken und zu retten, was zu retten ist. Folgen Sie Anton auf eine rasante Heldenreise mitten ins Herz des Systems, einen Fiebertraum ganz ohne Schutzmacht, bei dem kein Auge trocken bleibt. Nehmen Sie es auf mit verführerischen russischen Trollen, verfahrenen Südtiroler Trampeln und versoffenen Tresen-Wahrheiten. Aber Vorsicht: am Ende kommen Dinge ans Licht, die Sie die Welt vielleicht mit völlig neuen Augen sehen lassen… Seit 30 Jahren streckt die Carambolage mit ihrer Programmgestaltung die Antennen und Fühler aus, um den jeweiligen Zeitgeist einzufangen, kritisch Bilanz zu ziehen und zum Denken – und Lachen – anzuregen. Fast genau so lange ist es her, dass eine Handvoll visionärer Techno-Hippies auf der anderen Seite der Erde ins Internet aufbrach. Heute, 30 Jahre später, fragen wir uns beim Blick auf die (digitale) Welt: ist das noch der Stoff, aus dem die Träume sind? Ein kabarettistischer Höllentrip 3.0 von Peter Schorn Mit Eva Kuen, Laura Masten, Frederick Redavid, Peter Schorn und Daniel Pupp Regie: Eva Kuen und Peter Schorn Musikalische Leitung: Daniel Pupp Bühne und Kostüme: Andrea Kerner Konzept und Texte: Peter Schorn Licht und Technik: Julian Geier Foto: Tiberio Sorvillo Zum 30. Jubiläum beschenken wir unser Publikum und uns selbst mit einer aberwitzigen Kabarett-Eigenproduktion aus der Feder von Peter Schorn. Anton A. Lighieri, Literaturstudent im Fernstudium und Danteliebhaber, ist vom rechten Weg abgekommen. Abgedrängt von einer Wölfin, einem Waldluchs und einer invasiven marmorierten Baumwanze (oder war es ein Goldschakal?) findet er sich just an seinem 30. Geburtstag – nel mezzo del cammin – in einer obskuren Apfelplantage irgendwo zwischen Gargazon und Burgstall wieder. Schnell wird klar: Anton muss in die Höllenkreise des Internet hinabsteigen, um das Betriebssystem zu hacken und zu retten, was zu retten ist. Folgen Sie Anton auf eine rasante Heldenreise mitten ins Herz des Systems, einen Fiebertraum ganz ohne Schutzmacht, bei dem kein Auge trocken bleibt. Nehmen Sie es auf mit verführerischen russischen Trollen, verfahrenen Südtiroler Trampeln und versoffenen Tresen-Wahrheiten. Aber Vorsicht: am Ende kommen Dinge ans Licht, die Sie die Welt vielleicht mit völlig neuen Augen sehen lassen… Seit 30 Jahren streckt die Carambolage mit ihrer Programmgestaltung die Antennen und Fühler aus, um den jeweiligen Zeitgeist einzufangen, kritisch Bilanz zu ziehen und zum Denken – und Lachen – anzuregen. Fast genau so lange ist es her, dass eine Handvoll visionärer Techno-Hippies auf der anderen Seite der Erde ins Internet aufbrach. Heute, 30 Jahre später, fragen wir uns beim Blick auf die (digitale) Welt: ist das noch der Stoff, aus dem die Träume sind? *Aufwatzen [ˈaʊ̯vat͡sn̩]: schwaches Verb (ugs.), intransitiv. Südtirolerisch für “sich empören”, auch: “Unruhe stiften” oder “eskalieren”. Gebrauch: “Ett lång auwatzn zakkane!”
Eine Integrationsshow Nach der beliebten Kabarettshow „Drei Schaßtrommeln für Südtirol“ leben die beiden Österreicherinnen Christa und Margit nun schon ihr halbes Leben in Südtirol. Sie haben es zur Spargelkönigin und zur E-Mountainbike-Guidin gebracht, aber haben sie sich wirklich integriert in das Land des oberflächlichen Lächelns? Haben sie sich der Angepasstheit angepasst, sind sie dem Konformismus konform geworden und haben sie die Formel begriffen: „Des hot men heint assou, des tian olle!“ Der Wiener AMS-Beamte und selbsternannte Südtirol-Experte Reiner wird dies in einer glanzvollen Integrationsshow prüfen, an deren Ende entschieden wird, welche der beiden bleiben darf. Eine tragikomische über Existenz, Identität, Anpassung und Individualität. von Dietmar Gamper, Christina Khuen, Margot Mayrhofer mit Christina Khuen, Margot Mayrhofer, Reinhardt Winter Regie und Bühne: Dietmar Gamper Musik: Simon Gamper
Nick Wilder und Christine Mayn begeistern mit szenischer Lesung Die beiden Darsteller – seit 24 Jahren auch privat ein Paar – lassen die fiktiven Eheleute Lore und Harry mit spielerischer Leichtigkeit lebendig werden. Zwischen pointierten Dialogen, augenzwinkernden Seitenhieben und nachdenklichen Momenten entwickelt sich ein humorvolles Panorama einer Partnerschaft, die nach vier gemeinsamen Jahrzehnten ebenso knarzt wie funkelt. Viele Zuhörerinnen und Zuhörer sehen sich dabei sichtbar schmunzelnd selbst auf der Bühne. Wilder, bekannt als Schiffsarzt Doktor Sander beim ZDF-„Traumschiff“, und Mayn, unter anderem bekannt aus „Die Stadtklinik“ und zahlreichen ARD-Produktionen, überzeugen sowohl mit feiner Charakterzeichnung als auch mit authentischer Nähe zum Publikum Einlass ab 18.30 Uhr | Beginn um 20 Uhr 25,00€
The 12 Tenors in Alto Adige con: Songs Of Eternity Dodici voci straordinarie, uno spettacolo indimenticabile e la magia senza tempo della musica. The 12 Tenors in tour in Alto Adige con: Songs Of Eternity Da oltre 15 anni, THE 12 TENORS figurano tra le formazioni di tenori di maggior successo a livello mondiale. Con voci potenti, coreografie impressionanti, uno show coinvolgente e un intrattenimento pieno di charme, entusiasmano il loro pubblico sui palcoscenici internazionali – dall’Europa all’Asia. Con il loro nuovo tour “SONGS OF ETERNITY”, i dodici cantanti d’eccezione portano il loro pubblico in un viaggio musicale attraverso lo spazio e il tempo. Lo spettacolo celebra canzoni indimenticabili che hanno segnato intere generazioni – dai classici pop alle ballate emozionanti fino agli inni potenti. Accompagnati da una live band di altissimo livello e da uno spettacolo scenico spettacolare, ogni brano diventa un’esperienza emozionale. Che si tratti di un momento da brividi o di un vero e proprio fuoco d’artificio musicale – SONGS OF ETERNITY è un omaggio alla forza senza tempo della musica. Una serata che rimane. Un concerto che emoziona. Lasciatevi incantare dall’eternità della musica e siate presenti dal vivo quando risuonerà ancora una volta: «Ladies and Gentlemen, please welcome live to the stage THE 12 TENORS!»
Nighttain & l’Associazione Turistica Silandro-Lasa presentano “Silandro balla” – La notte della musica con DJ 8 location, 1 ingresso L’evento, già affermato da alcuni anni in Germania meridionale, a Lienz, Brunico e Vipiteno, arriva finalmente a Silandro! Venerdì 8 maggio 2026 si terrà a Silandro la notte della musica “Silandro balla!”. DJ di diversi generi – anni ‘80, ‘90 e 2000, techno, house, oldies, charts, mash-up, reggae, rock fino all’hip-hop – si esibiranno dalle ore 20.00 alle 02.00 in diversi locali di Silandro. L’etichetta di eventi Nighttain, originaria di Brunico, insieme all’Associazione Turistica Silandro-Lasa, punta a offrire un programma culturale a prezzi accessibili e a presentare un’attraente proposta musicale serale. La musica sarà adatta sia a un pubblico giovane che meno giovane. Partecipa anche tu e preparati a vivere una notte unica, quando DJ provenienti da Italia, Germania, Svizzera e Austria trasformeranno Silandro in una vera città della festa!
Artista: Edson Luli A cura di Nicolò Faccenda I don’t see any nouns, I see only verbs presenta una serie di opere installative dell’artista Edson Luli (Scutari, 1989). Nel lavoro di Luli, il linguaggio diventa uno strumento per interrogarsi su come l’essere umano percepisce e interpreta la realtà che lo circonda: qual è il rapporto tra i nostri pensieri e il mondo in cui viviamo? L’artista ci invita ad acquisire una più profonda consapevolezza del modo in cui vengono create le cornici di senso, nell’urgenza di individuare modi alternativi di intendere il rapporto con la sfera sociale e ambientale.
Per il festival culturale LanaLive, il comune di Lana e i suoi dintorni diventano oggetto di ricerca. Il festival esplora la regione attraverso mezzi artistici e culturali per comprenderla meglio – e per riconsiderare, attraverso di essa, il mondo stesso. L’edizione 2026 volge lo sguardo verso l’invisibile, ciò che tuttavia permea ogni cosa: le emozioni. LanaLive si chiede: che cosa – e come – sente Lana e i suoi dintorni? In che modo le emozioni si manifestano nella memoria collettiva di un luogo, nella sua architettura, nelle sue narrazioni e nei gesti quotidiani? Quali sentimenti vengono mostrati pubblicamente – e quali rimangono inespressi, nascosti, privati? LanaLive 2026 indaga queste domande attraverso musica, arti visive, performance, conferenze e workshop – su piccola e grande scala. Come influenzano gli stati emotivi globali la vita a Lana? Quali emozioni definiscono il clima sociale di una regione che oscilla tra tradizione e cambiamento, tra vicinanza e distanza? E in che misura l’arte stessa può essere un mezzo che non solo esprime, ma anche genera, condivide e trasforma le emozioni?
Il programma spazia dal tradizionale repertorio di musica bandistica, con marce, polke e valzer, a brani di musica sinfonica originale, fino a ricercate composizioni moderne. Entrata libera.
di Flora Sarrubbo con: Brigitte Knapp, Diletta La Rosa, Johanna Porcheddu, Roland Selva, Paolo Tosin, Simeon von Aulock regia: Flora Sarrubbo Nel 1965, sullo sfondo del nascente terrorismo sudtirolese, si muovono due famiglie, una italiana a Roma e una di madrelingua tedesca in una località nelle vicinanze di Bolzano. Due famiglie lontane, ma entrambe pedine di un gioco altro, che le rende, in diverso modo, vittime di strategie condotte dagli alti piani della politica nazionale e internazionale. Tra loro si muovono gli intrecci di un agente segreto, che farà da ponte tra Alto Adige e Roma, e le figure storiche reali - da Andreotti a Gehlen, da Federico Umberto D’Amato ad alcuni esponenti tirolesi legati a movimenti neonazisti - che, attraverso una messa in scena che si sposta dal realismo al grottesco, riveleranno giochi molto più grandi del semplice "noi" e "voi". Lo spettacolo, una collaborazione tra Theater in der Altstadt e Contro Tempo Teatro di Bolzano, è il proseguimento ideale della ricerca sulla storia del Novecento e del rapporto tra la storia dell’Alto Adige e quella nazionale, iniziata nel 2023 con lo spettacolo L’Armadio. Die Schande. [IN LINGUA ITALIANA E TEDESCA]
Die Gespenster im Schloss haben es zu Berühmtheit gebracht. Die Besucher kommen in Scharen. Der Kasperl wird für die mitternächtlichen Schlossführungen mit Gespenstershow eingestellt. Die Hexe mit ihrem Erlebniswald beklagt Geschäftsrückgang. Sie beschließt die Gespenster zu rauben. Und wäre der Kasperl nicht, wäre es womöglich gelungen. Gerti und Maximilian Tröbinger Für Kinder ab 4 Jahren Dauer: ca. 45 Minuten
Dopo Il giorno più bello e La prima volta, il Teatro Stabile di Bolzano torna nelle Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della Città e della provincia di Bolzano con nuovi ricordi, esperienze ed emozioni, ispirati ad una domanda molto semplice e allo stesso tempo molto efficace: Quanto ti è costato? Ogni conquista comporta una rinuncia. Ogni direzione presa implica la perdita di altre possibilità. In questo senso la vita non è un accumulo, ma una sottrazione: diventiamo ciò che siamo anche attraverso ciò che perdiamo. Le interviste della giornalista del quotidiano Alto Adige Maddalena Ansaloni e le illustrazioni della vignettista Valentina Stecchi trasformano le storie dei residenti delle RSA in un racconto teatrale portato in scena da Giacomo Anderle e Alessio Kogoj della Compagnia I Teatri Soffiati. Accompagna lo spettacolo anche un video che narra il progetto Lo spettacolo, presentato nelle residenze di Bolzano e provincia è aperto a ingresso gratuito alla cittadinanza. di I Teatri Soffiati dalle storie di Maddalena Ansaloni con Giacomo Anderle e Alessio Kogoj video Alessio Kogoj costumi e oggetti di scena Piccola Bottega de I Teatri Soffiati disegni Valentina Stecchi produzione Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con il quotidiano Alto Adige Il racconto è ispirato alle parole raccolte nelle interviste curate da Maddalena Ansaloni presso alcune Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della città di Bolzano
Live performance with Sara Quatela Waag event / Aquarium Ad ogni inizio mese, l’artista Sara Quatela illustrerà dal vivo le vetrate principali di Waag, trasformandole in un giardino temporaneo dove si intrecciano fiori, foglie e parole delicate. I vetri si faranno tela e accoglieranno rami sottili, boccioli leggeri e poesie. Ogni mese una nuova illustrazione realizzata a mano libera fiorirà sulla superficie trasparente di questo spazio che cambierà seguendo il ritmo delle stagioni. Sarà un rito mensile di linee e cromie che si trasformano nel cuore della città.
Lo spettacolo musicale più spettacolare di tutti i tempi – con oltre 3 milioni di spettatori e le star della scena musical internazionale. Prevendita biglietti: in tutte le librerie Athesia e online su www.ticketone.it Torna The Night of Musicals! Dopo lo straordinario successo del 2025, la popolare rassegna musicale torna nel 2026 con ben sette date in Alto Adige e Trento! In uno spettacolo dal vivo di oltre due ore, The Night of Musicals porterà il pubblico in un viaggio affascinante attraverso il mondo dei musical di successo internazionale. Cocktail musicale di altissimo livello: musical internazionali di successo, hit attuali e grandi classici intramontabili! Le star delle produzioni originali portano in scena una selezione dei momenti più emozionanti tratti da musical celebri in tutto il mondo, come Moulin Rouge, The Greatest Showman, Frozen, Il Re Leone, Mamma Mia, Tanz der Vampire, Cats, Il Fantasma dell’Opera, Grease, Elisabeth e molti altri. Canzoni travolgenti, acrobazie di danza spettacolari, costumi ricercati e un moderno concept di luci e suoni creano un’esperienza dal vivo davvero indimenticabile. Oltre 3 milioni di spettatori hanno già assistito con entusiasmo allo spettacolo, conservandone un ricordo straordinario. In occasione del 25º anniversario del tour, The Night of Musicals torna ad affascinare il pubblico con un cocktail musicale di altissimo livello – vario, coinvolgente e unico come mai prima d’ora.
Simone Olivetti live and acoustic Waag event in collaboration with NOISE POLLUTION – Supermarket / Aquarium Simone Olivetti è un cantautore e produttore di Bolzano. In questo concerto presenta Artem Disco, il suo EP di debutto interamente autoprodotto. Il live propone i brani in una veste acustica ed essenziale: un set chitarra e voce che spoglia le canzoni dagli arrangiamenti elettronici per metterne in risalto la struttura compositiva e l’interpretazione.
Ein Gastspiel des Maxim Gorki Theaters, Berlin Mutter Fatma und Sohn Dinçer bewegen sich noch einmal durch ihr gemeinsames Leben, ihr Deutschlandmärchen, das kein Märchen war. Zwei Generationen kämpfen sich auf der Suche nach Identität, Sprache und dem eigenen Platz durch unerbittliche Verhältnisse, mal miteinander, mal gegeneinander. Beide sind ungeheuer starke Menschen auf dem Weg zu unerreichbaren Heimaten. Es ist ein Erinnern in tiefer Zuneigung und wütender Abrechnung. Dinçer Güçyeter, geboren 1979 in Nettetal, erhielt für sein Romandebüt „Unser Deutschlandmärchen“ 2023 den Preis der Leipziger Buchmesse. Er verwebt darin Motive seiner eigenen Lebensgeschichte und der seiner Mutter, die in den 1960er Jahren als Gastarbeiterin aus der Türkei nach Deutschland kam. Regisseur Hakan Savaş Mican erzählt diese ungewöhnlich offene und berührende Familiengeschichte als lustvolle musikalische Reise, in der jede Generation ihre eigene Musik hat. Es sind zwei Leben voller Sehnsüchte, geplatzter Träume, Wut und Liebe. Die Uraufführung von Hakan Savaş Mican überzeugte Publikum wie Presse. „Ein ebenso witziges wie hoch emotionalisierendes Bühnenereignis“, urteilte etwa Elena Philipp für nachtkritik.de. Die Inszenierung wurde zum 62. Berliner Theatertreffen 2025 eingeladen.
L'International Youth Theatre Meeting SAPPERLOT è prima di tutto una festa. Invitiamo compagnie teatrali da tutto il mondo a unirsi a noi per celebrare il teatro giovanile. Siamo felici quando l'Incontro Internazionale di Teatro Giovanile SAPPERLOT riesce a superare le barriere linguistiche, culturali e di altro tipo e a comunicare attraverso il linguaggio del teatro, quando impariamo cose nuove e mettiamo in discussione ciò che abbiamo imparato in passato, quando riceviamo nuova ispirazione e, soprattutto, quando stringiamo nuove amicizie. Sul palco ci sono giovani tra i 15 e i 25 anni che sono aperti a riflettere sul proprio lavoro e su altre forme di teatro. I workshop e le altre attività daranno ai partecipanti l'opportunità di entrare in contatto con altri giovani, scambiare idee e imparare gli uni dagli altri, e ci saranno molte attività per farlo. SAPPERLOT è organizzato dai giovani membri dei gruppi teatrali del TPZ Brixen: in questo senso, è un vero e proprio festival giovanile. L'atmosfera speciale di SAPPERLOT è creata dal fatto che tutti i gruppi partecipanti lavorano insieme per renderlo indimenticabile.
Le antiche mura di un castello, l'aria mite della primavera e le note fresche di artisti altoatesini emergenti: una combinazione vincente - che si propone nella stessa forma in tre diversi ambienti. Castel Tirolo, Castel Fontana e Castel Auer fanno da cornice a tre concerti dal vivo che dimostrano tutta la qualità e il potenziale della "giovane" scena musicale altoatesina. Prenotazione online o prevendita biglietti presso l'Associazione Turistica. Il pagamento dei biglietti prenotati viene effettuato alla cassa serale. Biglietti acquistati non sono rimborsabili. In caso di maltempo il concerto si terrà a Castel Tirolo.
Lo spettacolo musicale più spettacolare di tutti i tempi – con oltre 3 milioni di spettatori e le star della scena musical internazionale. Prevendita biglietti: in tutte le librerie Athesia e online su www.ticketone.it Torna The Night of Musicals! Dopo lo straordinario successo del 2025, la popolare rassegna musicale torna nel 2026 con ben sette date in Alto Adige e Trento! In uno spettacolo dal vivo di oltre due ore, The Night of Musicals porterà il pubblico in un viaggio affascinante attraverso il mondo dei musical di successo internazionale. Cocktail musicale di altissimo livello: musical internazionali di successo, hit attuali e grandi classici intramontabili! Le star delle produzioni originali portano in scena una selezione dei momenti più emozionanti tratti da musical celebri in tutto il mondo, come Moulin Rouge, The Greatest Showman, Frozen, Il Re Leone, Mamma Mia, Tanz der Vampire, Cats, Il Fantasma dell’Opera, Grease, Elisabeth e molti altri. Canzoni travolgenti, acrobazie di danza spettacolari, costumi ricercati e un moderno concept di luci e suoni creano un’esperienza dal vivo davvero indimenticabile. Oltre 3 milioni di spettatori hanno già assistito con entusiasmo allo spettacolo, conservandone un ricordo straordinario. In occasione del 25º anniversario del tour, The Night of Musicals torna ad affascinare il pubblico con un cocktail musicale di altissimo livello – vario, coinvolgente e unico come mai prima d’ora.
HELGE SCHNEIDER Ob als „Klimperhelge“, als poetischer Geschichtenerzähler oder als Virtuose auf gleich mehreren Instrumenten – Helge Schneider erntet seit Jahrzehnten Begeisterung, Lachen und stehende Ovationen. Mit unverwechselbarem Esprit führt er sein Publikum durch einen Abend, der so skurril wie hinreißend ist. TOURNEE 26/27: ELLEBOGEN VOM TICH! Helge Schneider, der unvergleichliche Meister musikalischer Überraschungen, präsentiert sich mit Trompete, Saxophon, Klavier und einer Vielzahl weiterer Instrumente – stets bereit, die Grenzen der Ernsthaftigkeit mit einem Augenzwinkern zu überschreiten. Ein Abend, an dem Humor, Improvisation und musikalisches Können Hand in Hand gehen. Zwischen jazzigen Klängen, schrägen Einfällen und einem Sammelsurium unerwarteter Töne entfaltet sich ein Feuerwerk der Unterhaltung. Unterstützt von seinen kongenialen Mitstreitern – Sandro Giampietro (Gitarre), Leo Richartz (Bass) und Luis Vargas (Percussion) – entsteht ein musikalisches Spektakel, das irgendwo zwischen Kabarett, Konzert und Komödie beheimatet ist.
Dopo Il giorno più bello e La prima volta, il Teatro Stabile di Bolzano torna nelle Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della Città e della provincia di Bolzano con nuovi ricordi, esperienze ed emozioni, ispirati ad una domanda molto semplice e allo stesso tempo molto efficace: Quanto ti è costato? Ogni conquista comporta una rinuncia. Ogni direzione presa implica la perdita di altre possibilità. In questo senso la vita non è un accumulo, ma una sottrazione: diventiamo ciò che siamo anche attraverso ciò che perdiamo. Le interviste della giornalista del quotidiano Alto Adige Maddalena Ansaloni e le illustrazioni della vignettista Valentina Stecchi trasformano le storie dei residenti delle RSA in un racconto teatrale portato in scena da Giacomo Anderle e Alessio Kogoj della Compagnia I Teatri Soffiati. Accompagna lo spettacolo anche un video che narra il progetto Lo spettacolo, presentato nelle residenze di Bolzano e provincia è aperto a ingresso gratuito alla cittadinanza. di I Teatri Soffiati dalle storie di Maddalena Ansaloni con Giacomo Anderle e Alessio Kogoj video Alessio Kogoj costumi e oggetti di scena Piccola Bottega de I Teatri Soffiati disegni Valentina Stecchi produzione Teatro Stabile di Bolzano in collaborazione con il quotidiano Alto Adige Il racconto è ispirato alle parole raccolte nelle interviste curate da Maddalena Ansaloni presso alcune Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della città di Bolzano
Lo spettacolo musicale più spettacolare di tutti i tempi – con oltre 3 milioni di spettatori e le star della scena musical internazionale. Prevendita biglietti: in tutte le librerie Athesia e online su www.ticketone.it Torna The Night of Musicals! Dopo lo straordinario successo del 2025, la popolare rassegna musicale torna nel 2026 con ben sette date in Alto Adige e Trento! In uno spettacolo dal vivo di oltre due ore, The Night of Musicals porterà il pubblico in un viaggio affascinante attraverso il mondo dei musical di successo internazionale. Cocktail musicale di altissimo livello: musical internazionali di successo, hit attuali e grandi classici intramontabili! Le star delle produzioni originali portano in scena una selezione dei momenti più emozionanti tratti da musical celebri in tutto il mondo, come Moulin Rouge, The Greatest Showman, Frozen, Il Re Leone, Mamma Mia, Tanz der Vampire, Cats, Il Fantasma dell’Opera, Grease, Elisabeth e molti altri. Canzoni travolgenti, acrobazie di danza spettacolari, costumi ricercati e un moderno concept di luci e suoni creano un’esperienza dal vivo davvero indimenticabile. Oltre 3 milioni di spettatori hanno già assistito con entusiasmo allo spettacolo, conservandone un ricordo straordinario. In occasione del 25º anniversario del tour, The Night of Musicals torna ad affascinare il pubblico con un cocktail musicale di altissimo livello – vario, coinvolgente e unico come mai prima d’ora.
Concerto di una banda musicale locale nel parco manifestazioni o - in caso di maltempo - presso la Casa di Cultura. Ingresso libero.
In der Romantikkomödie trifft ein Rentner seine ehemalige große Liebe aus Jugendzeiten wieder. Mit Heiner Lauterbach, Iris Berben, Jonathan Perleth u.a. D 2026, Marc Rothemund, 105 Min. Ab 14 Jahren Der eigenwillige Witwer Walter vertreibt sich die Zeit mit Restaurantbewertungen. Zufällig trifft er seine Jugendliebe Alice wieder. Vor 40 Jahren hat er ihr einen Heiratsantrag gemacht, erfolglos. Jetztwill er es besser machen. Die lebensfrohe Kunstprofessorin stellt eine Bedingung: Wenn er Interesse an ihrer Welt zeigt, könnte es vielleicht eine zweite Chance geben. Um sie für sich zu gewinnen, schreibt sich Walter in ihrem Seminar ein. Eine Herausforderung, und: Rostet alte Liebe wirklich nicht?
UpCon Festival 2026 & 5 anni REX: workshops, market, food, music and more. La Upcycling Convention (UpCon) è un festival aperto alla comunità che rende visibile il riuso creativo e gli stili di vita sostenibili in Alto Adige. L’obiettivo è promuovere l’upcycling come risposta concreta allo spreco di risorse e sensibilizzare a un uso più consapevole dei materiali. Workshop, un mercato con iniziative locali, momenti conviviali e musica creano un contesto vivace di incontro, apprendimento e ispirazione – aperto a persone di tutte le età.
VIAGGIO NEL TEMPO NEL MEDIOEVO Da molti anni la festa medievale di Castel Tirolo incanta grandi e piccini con la sua simpatica confusione. Questo fine settimana sarà più che mai dedicato al Medioevo al Museo provinciale di Castel Tirolo: combattimenti tra cavalieri (i Cavalieri di Andriano), giochi medievali in legno in formato XXL, musicisti (Medieval Minstrels) e bancarelle offriranno uno spaccato della vita medievale. Braciere Medievale servirà delizie gastronomiche come la zuppa del cavaliere o specialità alla griglia. Il tutto accompagnato da vino speziato e da una pinta di birra fresca della Brasseria della Palude. Anche quest’anno il fortilizio antemurale sarà trasformato in un grande parco giochi con giochi medievali in legno in formato XXL che uniranno con entusiasmo grandi e piccini. La festa medievale sarà accompagnata dalla musica medievale dei Medieval Minstrels. Il momento clou resterà comunque lo spettacolare combattimento di spade tra i Cavalieri di Andriano. La festa medievale sarà un’esperienza indimenticabile per tutti e offrirà anche la possibilità di visitare l’intero castello. L’evento si svolgerà in qualsiasi condizione atmosferica. Ingresso: 10 Euro a persona Biglietto famiglia: 20 Euro (2 adulti con bambini sotto i 16 anni) Biglietto famiglia "mini": 10 Euro (1 adulto o adulta con bambini sotto i 16 anni)
DE 2025, 96' mit: Silas John, Annika Benzin, Tobias Resch, Max Reinwald, Ben Winkler Der 12-jährige Karli zieht mit seiner Familie in die Alpen, wo sich seine Eltern endlich den Traum vom eigenen Hotel erfüllen. Bei seinen Streifzügen durch das ehemalige Grandhotel entdeckt er, dass er in einem alten Lastenaufzug in der Zeit reisen kann – und landet im Jahr 1938! Karli freundet sich dort mit dem jüdischen Gästemädchen Hannah und dem jungen Schuhputzer Georg an. Gemeinsam versuchen sie, den seltsamen Dingen im Hotel auf die Spur zu kommen und einen Diebstahl aufzuklären. Gewinner zahlreicher Jugendkinofestivals und Kinderjurypreise.
Di Michael Kofler. Ospiti in sala il regista, gli interpreti Thomas Prenn e Francesco Acquaroli. Interviene la scrittrice Alto Adige, 1961. La regione del Nord Italia è scossa da una serie di attentati separatisti, e Anton combatte senza compromessi per la tutela della minoranza di lingua tedesca.
E se gli arcobaleni fossero in realtà... dei viaggiatori spaziotemporali? Arco ha dieci anni e viene da un lontanissimo futuro. Durante il suo primo viaggio nella sua tuta arcobaleno, perde il controllo e precipita nel suo passato, che è un futuro a noi prossimo. Iris, una ragazza della sua stessa età, lo vede cadere dal cielo. Farà tutto il possibile per aiutarlo a tornare a casa. Una colorata avventura per tutta la famiglia, tra Spielberg e Miyazaki, un’emozionante storia di amicizia premiata ad Annecy e candidata agli Oscar 2026 come Miglior Film d’Animazione.
Il 1° maggio, il parco manifestazioni di Tirolo si trasforma in una piazza dei sapori. La primavera fa da cornice a un evento in cui i produttori locali invitano a degustare, acquistare e assaporare le loro specialità. Lo stand gastronomico è allestito dall'associazione HGV di Tirolo.
Ride the Future: FSA Bike Festival 2026 è coinvolgimento, innovazione e responsabilità ambientale Riva del Garda tornerà ad essere, dal primo al 3 maggio 2026, il punto di riferimento della comunità off-road internazionale. Nuove experience, un ricco programma di eventi e un traguardo importante nella gestione sostenibile dei trail. Con i primi giorni di primavera, tutto attorno al Lago di Garda iniziano a prendere vita e a popolarsi i sentieri e le strade sterrate disegnati sulle montagne che si affacciano sul grande specchio d’acqua. FSA Bike Festival segna così l’inizio della stagione: tre giorni di adrenalina e divertimento, immersi in una delle destinazioni ciclistiche più attraenti d’Europa. E nel 2026, lo sguardo si amplia ancora di più: oltre le gare e l’expo, si guarda al futuro del ciclismo. Pedalare con responsabilità e inclusione Garda Trentino è da decenni riconosciuta per i suoi trail di “alta gamma”, dai percorsi che scorrono lungo il lago a quelli più in quota. Quest’anno la regione raggiunge anche un importante traguardo internazionale: è la prima destinazione al mondo a raggiungere la fase finale della certificazione “International Trail Rating System” (ITRS), che si occupa di fornire ai rider informazioni chiare, semplici e trasparenti sui livelli di difficoltà, esposizione e sulle caratteristiche del percorso. Per le destinazioni come Garda Trentino, questa certificazione permette di migliorare la pianificazione strategica nello sviluppo dei trail, garantendo allo stesso tempo una manutenzione sostenibile e migliorando nel complesso l’esperienza dei visitatori. Come sempre, grande attenzione all’inclusione: oltre alla tradizionale classificazione per colori, il grado di difficoltà sarà indicato anche da punti pieni e vuoti, un modo per andare incontro anche gli utenti con daltonismo. Il sistema di segnaletica MTB, che Garda Trentino testa dal 2022, da quest’anno potrà essere visto in funzione dai visitatori su tutti i sentieri. ITRS live: dalla teoria al trail E per condividere la propria esperienza territoriale, giovedì 30 aprile si terrà un evento B2B esclusivo con i manager ITRS Mischa Crumbach ed Edoardo Melchiori: al centro del confronto non ci sarà soltanto la presentazione dei livelli di certificazione (Bronzo, Argento, Oro), ma soprattutto il contesto di riferimento e i vantaggi concreti per le destinazioni nell’adozione di questo sistema informativo. Seguirà una sessione on-bike al Monte Brione, occasione per una dimostrazione dal vivo della segnaletica installata. Sabato 2 maggio anche i visitatori del Festival potranno scoprire queste novità con un tour guidato. Bike Festival Award 2026: il futuro al centro Lo sguardo al futuro caratterizza anche la nuova edizione del Bike Festival Award. Oltre alle tradizionali categorie mountain bike, eMTB e gravel, nel 2026 saranno introdotti tre nuovi premi: Innovation Award per prodotti innovativi nel mondo bike Sustainability Award per l’iniziativa più sostenibile Start-Up Award per le aziende con meno di due anni di presenza sul mercato Il termine per la candidatura è stato prorogato al 15 marzo. A presiedere la giuria internazionale sarà Uli Stanciu, fondatore del Bike Festival e figura chiave della scena mountain bike europea. A supportarlo, esperti di design e innovazione come Giampaolo Allocco, Fiorenza Baratti, Marco Menin, Michael Rieder e Sandra Schuberth. Future Summit: l’IA incontra l’outdoor Giovedì 30 aprile torna anche il Bike Festival Future Summit, con un focus su uno dei temi più discussi del nostro tempo: “AI & Outdoor: come cambia l’esperienza dei biker”. All’Hotel Du Lac et Du Parc, i principali esperti del settore discuteranno di come l’intelligenza artificiale stia cambiando la pianificazione dei percorsi, i comportamenti degli utenti e la gestione delle destinazioni. Il format B2B è pensato per coinvolgere i professionisti dell’industria e del turismo, coloro che contribuiscono attivamente allo sviluppo del settore bike e outdoor. «Il Bike Festival Future Summit è una piattaforma strategica che riunisce leader, innovatori e stakeholder dell’industria, del turismo e dell’outdoor per progettare insieme il futuro - sottolinea Oskar Schwazer, General Manager di Garda Trentino - Azienda per il turismo S.p.A. – e l’intelligenza artificiale rappresenta una leva centrale, non solo per l’industria, ma anche per le destinazioni turistiche. Per una DMO come Garda Dolomiti l’IA, infatti, permette di gestire i flussi di visitatori, le loro esperienze e una enorme quantità di dati, migliorando così la pianificazione, la sostenibilità e la qualità dell’esperienza dei visitatori». Una nuova location per la serata espositori Oltre ai trail, ai talk e agli altri eventi collaterali, FSA Bike Festival è prima di tutto connessione: la serata espositori è confermata per giovedì 30 aprile alle 19:00, in una location del tutto nuova. L’evento riunirà espositori, rappresentanti del settore, media e partner in un’atmosfera rilassata e informale, perfetta per dare il via al festival. Novità 2026: Special Press Preview Per la prima volta nella storia del Bike Festival, il giorno di apertura l’Area Expo sarà aperta dalle 9 alle 11 in anteprima per media e professionisti della comunicazione che potranno così scoprire le principali novità, scambiare idee e approfondire i contatti. Il punto d’incontro per i media che intendono partecipare è, alle ore 9:00, nella Press Room. Tre giorni, un’esperienza completa FSA Bike Festival 2026 non è solo racing, expo e test-bike. È un approccio completo all’off-road, in cui esperienza diretta, innovazione e responsabilità ambientale vanno di pari passo, rendendo il Bike Festival e tutto il Garda Trentino punto di riferimento per una cultura bike sostenibile.
Concerto di una banda musicale locale presso la Casa di Cultura o - tempo permettendo - nel parco manifestazioni. Entrata libera.
Con l’album Resilience, il Niklouds 4tet, guidato dal sassofonista e compositore Nikolaus Holler, porta una ventata di novità nel jazz contemporaneo. Il sound si muove tra melodia ed esplorazione, passaggi improvvisati, beat lo-fi ispirati all’hip hop e strutture composte, dando vita a una musica virtuosistica, energica e al tempo stesso ricca di colori ed emozioni. Dopo una fortunata carriera solista nel campo del lo-fi/hip hop – con oltre dodici milioni di ascolti in streaming – Holler ha sentito il bisogno di tornare a suonare in una band. Insieme a Simon Raab, Tobias Vedovelli e Matheus Jardim ha fondato un quartetto che ha sviluppato un linguaggio tutto suo. L’ORF ha definito Resilience «un album jazz libero, convincente per versatilità e profondità», mentre il sassofonista Jure Pukl ha affermato: «Nik è un sassofonista e compositore da tenere d’occhio, pieno di colori, emozioni ed energia trascinante». Nikolaus Holler: Komposition, Holzblasinstrumente Simon Raab: Piano Matheus Jardim: Schlagzeug Tobias Vedovelli: Kontrabass
Was passiert, wenn ein Auftragskiller auf einen Mann trifft, der wirklich niemanden in Ruhe lassen kann? Francis Vebers Komödie „Die Nervensäge“ liefert die Antwort – pointiert, rasant und zum Brüllen komisch. Mit Thomas Hochkofler, Karin Verdorfer, Lukas Lobis und Georg Kaser stehen vier Publikumslieblinge auf der Bühne, die sich mit sichtlicher Spielfreude dem temporeichen Stück widmen. „Der Reiz liegt im Tempo“, sagt Thomas Hochkofler, „wenn die Pointen nur so fliegen, darf man sich keine Sekunde ausruhen.“ Auch Karin Verdorfer betont den feinen Humor des Stücks: „Hinter all dem Humor steckt viel Menschlichkeit. Gerade das macht die Geschichte so zeitlos.“ Und Lukas Lobis sieht in der Figur des Pignon mehr als nur eine Nervensäge: „Er ist ja kein Bösewicht. Er ist einfach einsam – und das macht ihn gleichzeitig tragisch und unglaublich komisch.“ Georg Kaser ergänzt: „Diese Begegnung der Extreme – eiskalte Professionalität und grenzenlose Bedürftigkeit – sorgt für Funkenflug.“ Regisseur Chris Mair, der bereits die zweite Tournee von „Theater in Tschiro“ realisiert, setzt auf Präzision und Rhythmus: „Diese Form von Theater funktioniert nur mit absoluter Genauigkeit .“ „Die Nervensäge“ ist also mehr als eine klassische Verwechslungskomödie: Es geht um Einsamkeit, um Freundschaft wider Willen und um den verzweifelten Wunsch nach Nähe, verpackt in rasantes, brillantes Entertainment. Das irrwitzige Katz-und-Maus-Spiel voller Missverständnisse und absurder Situationen ist ab 6. März durch Südtirol auf Tour. Zum Inhalt Der eiskalte Profikiller Ralph Milan hat nur ein Ziel: unauffällig bleiben und einen Mord perfekt vorbereiten. Doch sein sorgfältig geplanter Aufenthalt im Hotel wird jäh gestört, als ihm der gutmütige, redselige und grenzenlos aufdringliche François Pignon über den Weg läuft. Pignon, frisch von seiner Frau verlassen und verzweifelt auf der Suche nach Anschluss, klammert sich an Milan – ohne zu ahnen, dass er es mit einem Killer zu tun hat. Was folgt, ist ein irrwitziges Katz-und-Maus-Spiel voller Missverständnisse, absurder Situationen und messerscharfer Dialoge. Während Milan alles daransetzt, Pignon loszuwerden (oder Schlimmeres), wächst zwischen den beiden eine ebenso unfreiwillige wie explosive Zweckgemeinschaft. „Die Nervensäge“ ist eine rasante Boulevardkomödie über Einsamkeit, Freundschaft wider Willen und den verzweifelten Wunsch nach Nähe – brillant konstruiert, hochkomisch und zeitlos aktuell. Ein Theaterabend, bei dem kein Auge trocken bleibt und man danach froh ist, nicht im Nachbarzimmer zu wohnen.
DE 2026, 121' mit: Valerie Pachner, Robert Stadlober, Stefanie Reinsperger Barbara und Heli leben als professionelle Clowns mit ihren Kindern Fini und Thimo den Traum eines alternativen, von Freude erfüllten Lebens – und können auch über das lachen, was misslingt. Als Barbara eines Tages durch einen Unfall ihre Familie verliert, bricht eine Welt für sie zusammen. Der Verlust stellt ihren Glauben an das Clownsein, an Hoffnung und an Menschlichkeit auf die härteste Probe. Doch Barbara stellt sich ihrem Schicksal. Mutig und unkonventionell findet sie ihren ganz eigenen Weg, mit der Trauer umzugehen. Und so erkennt sie Schritt für Schritt, dass das Leben trotz allem weitergehen kann, wenn man es wagt, ihm neu zu begegnen. Ein Film über Liebe, Verlust und Hoffnung sowie die Möglichkeiten und Grenzen der Kunst – basierend auf wahren Begebenheiten und dem gleichnamigen SPIEGEL-Bestseller von Barbara Pachl-Eberhart. Ausgezeichnet mit Europa Cinemas Label, 2. Platz beim Panorama Publikumspreis Berlinale 2026
a cura della dott.ssa Zangirolami Patrizia L’atto dello scrivere o del fare immagini appartengono entrambi ad un mondo “magico”, che spesso si incontra o scontra in una infinita possibilità di risultati: cercare di capire e riflettere su questo scambio tra arte e immagini apre orizzonti infiniti. Fare arte con le parole ci stimola a conoscere il potenziale visivo dei testi scritti così come la creazione di immagini ci invita a riflettere su come tradurre in parole la potenza delle emozioni e dei sensi. E’ un percorso nella nostra storia dell’arte per immergerci nella bellezza del suono e del segno delle parole diventate immagini universali anche grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi strumenti di comunicazione. Ingresso libero e gratuito
Dalle storiche edizioni in Piazza delle Erbe e Via Argentieri, la Festa dei Fiori è diventata ormai un appuntamento fisso in Piazza Walther, "salotto buono" della città, che per l'occasione si trasforma in un vero e proprio giardino fiorito. L'edizione di quest'anno promette di essere ancora più ricca: l'evento abbraccerà anche Viale Stazione che ospiterà stand di artigiani, laboratori per bambini, musica dal vivo, performance acrobatiche e tanto altro. L’inizio ufficiale della manifestazione è ancora oggi segnato dal tradizionale suono dei campanelli di coccio. Dal 30 aprile al 1° maggio i visitatori potranno apprezzare un ricco e variegato programma. La Festa dei Fiori vi aspetta!
Dal 29 aprile al 16 maggio 2026, il centro storico di Bressanone si trasforma in un palco vivo di luce, suono e arte: torna il Water Light Festival ©, una delle manifestazioni di light art più attese d'Europa, che quest'anno propone un programma straordinario di oltre venti installazioni e performance sparse in tutto il territorio della città. Un'edizione speciale, perché per la prima volta il festival fa parte di un progetto europeo dedicato alla pace: Imagine Peace. 23 tra artiste, artisti e collettivi provenienti da 13 nazioni daranno vita a installazioni, proiezioni e opere immersive che dialogano con l’architettura, i corsi d’acqua e lo spazio urbano. La città diventa così un laboratorio a cielo aperto, dove la luce non è solo materia estetica, ma linguaggio, esperienza condivisa, occasione di incontro. L'acqua è vita, la luce è arte — e quest'anno, la luce diventa anche lingua della pace. Il tema della pace attraversa l'intera edizione del festival come mai prima: dalle sculture interattive che invitano a superare l'ego fino alle proiezioni che raccontano le storie di resistenza e memoria, ogni installazione è un invito a fermarsi, a guardare, a riflettere. Il festival non è mai stato solo uno spettacolo: è sempre stato un luogo di incontro, di dialogo, di connessione tra persone e comunità.
Dal 29 aprile al 16 maggio 2026, il centro storico di Bressanone si trasforma in un palco vivo di luce, suono e arte: torna il Water Light Festival ©, una delle manifestazioni di light art più attese d'Europa, che quest'anno propone un programma straordinario di oltre venti installazioni e performance sparse in tutto il territorio della città. Un'edizione speciale, perché per la prima volta il festival fa parte di un progetto europeo dedicato alla pace: Imagine Peace. 23 tra artiste, artisti e collettivi provenienti da 13 nazioni daranno vita a installazioni, proiezioni e opere immersive che dialogano con l’architettura, i corsi d’acqua e lo spazio urbano. La città diventa così un laboratorio a cielo aperto, dove la luce non è solo materia estetica, ma linguaggio, esperienza condivisa, occasione di incontro. L'acqua è vita, la luce è arte — e quest'anno, la luce diventa anche lingua della pace. Il tema della pace attraversa l'intera edizione del festival come mai prima: dalle sculture interattive che invitano a superare l'ego fino alle proiezioni che raccontano le storie di resistenza e memoria, ogni installazione è un invito a fermarsi, a guardare, a riflettere. Il festival non è mai stato solo uno spettacolo: è sempre stato un luogo di incontro, di dialogo, di connessione tra persone e comunità.
Un Futuro che omaggia Philip Dick: una ragazza su un tavolo operatorio vende pezzi del proprio corpo per pagarsi gli studi. Sono destinati ad androidi che li comprano per sostituire parti robotiche del loro. Per ogni pezzo organico venduto, la ragazza riceve soldi e un sostituto robotico del pezzo mancante. Il movimento è reciproco (e paradossale): mentre gli esseri umani si smontano, si impoveriscono, sostituiscono organi con protesi artificiali, gli androidi si ricompongono e acquistano statuto biologico. L’affascinante testo di Chiara Arrigoni, vincitore del Premio Nazionale di Drammaturgia Omissis 2025 viene indagato dalla regista Ivonne Capece in un reading performativo perturbante in cui la sala operatoria diventa un centro di gravità. Tutto accade lì: la dissezione del corpo e la proliferazione dei ricordi. Il corpo umano è fermo, anestetizzato, ma la sua mente continua a produrre immagini, dialoghi domestici, voci pubblicitarie, conversazioni, ricordi, monologhi interiori. Il tempo dell’intervento diventa la cornice dentro cui scorrono i flash della vita. Più il corpo viene smontato, più la memoria si accende. Uno slittamento che ricorda una delle intuizioni più affascinanti della fantascienza contemporanea, quella formulata da Philip K. Dick nel romanzo Do Androids Dream of Electric Sheep? e portata sullo schermo da Ridley Scott in Blade Runner. L' idea che la vera frontiera tra umano e artificiale non sia biologica ma emotiva, sociale, economica. In Dick gli androidi desiderano esperienze umane, memoria, empatia. In Segmentarsi il desiderio prende una forma ancora più radicale: gli androidi acquistano il corpo umano, gli umani acquistano il futuro vendendo se stessi. La domanda di Dick "Cosa significa essere umani?" è diventata più brutale: quanto vale esserlo? Il risultato è un rito contemporaneo a metà tra chirurgia e sacrificio, una fiaba tecnologica collegata al valore. Bolzano, Sala Danza, dal 29 aprile al 2 maggio ore 18:00 SEG MEN TAR SI Dis-integrazione dell’umano drammaturgia Chiara Arrigoni regia Ivonne Capece interpreti Stefano Carenza, Silvia Di Cesare, Ion Donà, Pasquale Montemurro curatela del progetto Maddalena Massafra Menzione speciale Franco Quadri al Premio Riccione per il Teatro 2025 Testo vincitore del PREMIO NAZIONALE DI DRAMMATURGIA OMISSIS 2025 con il supporto di Theatron 2.0
Christoph Hinterhuber & Monomono Maurizio Nardo, Ekehardt Rainalter Curatore: Leander Schwazer
Le opere di Niklas Jäger sembrano frammenti di ricordi passati – motivi arcaici trasportati nel presente. Presentano forme e segni essenziali, il cui significato sfugge volutamente a una definizione chiara. Il momento in cui Jäger prende la matita e incide linee sulla superficie richiama il gesto dell’uomo preistorico che impugna il proprio strumento per lasciare tracce di sé. L’unica differenza è che oggi questo gesto si compie in un mondo moderno, sempre più dominato da regole e divieti. Niklas Jäger è nato nel 1993 in Belgio ed è cresciuto in Francia. Dopo un lungo soggiorno in India e Nepal, si è dedicato alla scultura in legno. In un primo momento ha frequentato una scuola di intaglio in Francia, poi nel 2020 è arrivato in Val Gardena per seguire il corso di specializzazione in scultura lignea. Dopo i tre anni di formazione è rimasto nel paese di Ortisei, per affetto verso il territorio, stringendo numerosi contatti e trovando buoni amici.
Museion ha il piacere di presentare la prima mostra personale istituzionale in Italia di Evelyn Taocheng Wang (n. 1981, Chengdu). Attraverso una pratica artistica che spazia fra diversi media – tra cui pittura, scrittura, installazione, performance e moda – l’artista, che vive e lavora a Rotterdam, ha sviluppato un linguaggio visivo unico, intriso di poesia, umorismo sottile e profondità critica. Intrecciando tradizioni provenienti dalla storia dell’arte, frammenti di memoria personale e forme artistiche di autofiction, Wang mette in discussione l’idea di autenticità e indaga i modi in cui la cultura viene rappresentata, performata e incarnata. Il repertorio pittorico di Wang attinge a quella che l’artista spiritosamente descrive come la sua “makeup palette di storia dell’arte”, che mescola riferimenti alla sua formazione iniziale in pittura a inchiostro e calligrafia cinesi con le scuole delle arti e delle letterature occidentali, che l’artista ha incontrato dopo essersi trasferita in Europa. Nei suoi lavori affronta temi quali la migrazione, l’assimilazione culturale, l’espressione di genere e l’appartenenza di classe, e li filtra attraverso la sua esperienza di vita, soffermandosi spesso sulla complessità della percezione di sé in rapporto alle narrative imposte dall’esterno. L’attenzione dell’artista per la natura fluida dell’identità e dell’ibridazione culturale trova particolare risonanza in Alto Adige, dove convergono lingue e tradizioni diverse. Per la mostra, Wang ha ideato una scenografia con numerosi nuovi dipinti su media diversi, ispirati a partire dalle sue opere precedenti e dalle impressioni di Bolzano raccolte durante una serie di visite alla città. Una delle sue fonti di ispirazione è stata Piazza delle Erbe, con le sue coloratissime esposizioni di frutta e verdura biologica fresca, che richiamano dei paesaggi in miniatura. Queste composizioni di diversi colori, consistenze e forme – caratteristica che l’artista ha ritrovato negli affreschi medievali di Castel Roncolo e nella Chiesa dei domenicani – trovano un’eco nella sua personale narrazione artistica. Infondendo nei suoi lavori rimandi alle specificità visive di Bolzano e alla sua percezione della cultura italiana, Wang si inserisce nel panorama con umorismo, sensibilità e sfumature poetiche. La capacità di mutare forma, di reimmaginarsi in paesaggi culturali e visivi differenti o nei panni di diverse figure storiche o fittizie, è sempre stata centrale nella pratica artistica di Wang. Questo è particolarmente chiaro nei cinque nuclei principali di opere su cui l’artista ha lavorato per questa mostra. Oltre all’introduzione di riferimenti site-specific nelle sue note imitazioni delle celebri tele a griglia di Agnes Martin, l’artista integra motivi regionali in pitture su seta e capi di abbigliamento del proprio guardaroba. Anche la fiaba dei fratelli Grimm “Il principe ranocchio” continua a essere una fonte di ispirazione per Wang: questa volta inserisce il personaggio ricorrente della Principessa Ranocchio in un paesaggio urbano che ricorda un dipinto di August Macke. Inoltre, amplia la sua serie di quadri basati sul motivo della finestra. Integrando questi dipinti in un’installazione architettonica che mette in equilibrio prospettive interne ed esterne, Wang trasforma il secondo piano del museo in uno “sweet landscape”. L’espressione apparentemente innocente suscitata da un paesaggio gradevole, come suggerisce il titolo della mostra, fornisce lo sfondo su cui gradualmente l’artista sviluppa una sua riflessione più profonda sull’idea di luogo. I suoi lavori sono ricchi di metafore e giochi linguistici e invitano spettatori e spettatrici a un’attenta esperienza di lettura, nella quale i diversi livelli di significato si svelano lentamente. Il titolo rispecchia anche l’indagine svolta dall’artista sui punti di intersezione e divergenza tra le idee occidentali e orientali di pittura paesaggistica. La tradizione letteraria cinese dello “scrivere il paesaggio”, utilizzando pennello calligrafico e inchiostro, è profondamente collegata ai principi taoisti di equilibrio e armonia. Piuttosto che mirare all’imitazione della natura, questa pratica affonda le radici in un approccio caratterizzato da autoriflessione, guarigione e forme di allontanamento dalle strutture del potere politico. A livello filosofico ed estetico, la mostra di Wang invita a compiere una riflessione sul rapporto tra primo piano e sfondo, tra visibile e invisibile, e a percepire i rimandi tra mondo esterno e stati interiori, tra paesaggi esterni e interni. È con questo spirito che l’artista spiega: “Penso alla mia mostra come a un grembo materno immaginario: uno spazio del divenire che mi permette di reagire alla storia di questo luogo”.
Esther Stocker presenta, nell’ultimo livello del mastio, accanto a diverse opere, un’installazione a grandezza naturale appositamente concepita per lo spazio espositivo, che riprende il tema della figura mitica di Atlante intento a sorreggere il globo terrestre.
Aree di Studio, Antoinette Bader, Roland Baldi, Othmar Barth, Patrizia Bertolini, Walter Blaas, Luca Boscardin, Das Ganze Leben, Debiasi Sandri, Marco Dessí, Dissegna, Diyr.dev/unibz, Draw Studio, Robert Engl, Elisabeth Frei, Karolina Gacke, Martino Gamper, Elisa Grezzani, Alexander Gufler, Beatrice Harb, Insalata-mista Studio, Kira Kessler, Katharina Theresa Mayr, Ignacio Merino, Sissa Micheli, Christian Mittendorfer, Neue Serie Handdruck, Niva Design, Elisabeth Oberrauch, Miriam Pardeller, Patternhouse.org, Plank, Reinhard Plank, Kuno Prey, Othmar Prenner, Anuschka Prossliner, Paula Prugger, Patrick Rampelotto, Alessio Ramundo, Andreas Rier, Ruralurban, Sagaría, Dunja Scannavini, Ursula Schnitzer, Barbara Schweitzer, Giorgio Seppi, Luis Seiwald, Benno Simma, Judith Sotriffer, Sabine Steinmair, Reinhold Stoll, Laurenz Stockner, Ursula Tavella, Harry Thaler, Tiefenbacher Lehmann, Veronika Thurin, Paul Thuile, Ariel Trettel, Ùtol Ceramica, Gabi Veit, Vetroricerca, Cristina Vignocchi, Lucas Zanotto, Christian Zanzotti, Katherina Zoeggeler, Zilla Nel nuovo spazio progettuale SKB LAB del Südtiroler Künstlerbund prende forma CASA SCISCIORÉ, un progetto espositivo e di ricerca a cura di Anna Quinz. Il progetto esplora il design alpino attraverso la lente del gioco, muovendosi tra tradizione e contemporaneità, materia e immaginazione. Riunisce lavori di designer e artisti del Trentino-Alto Adige che intrecciano radici artigianali, cultura dei materiali e visioni contemporanee. All’interno dello SKB LAB, CASA SCISCIORÉ si configura come uno spazio abitabile: arredi, lampade, tessili e oggetti entrano in dialogo creando un ambiente immersivo e stratificato. Oltre 60 designer e artisti danno forma a una “casa” installativa che invita a scoprire materiali, forme e narrazioni, e a ripensare l’abitare come uno spazio aperto, fluido e profondamente giocoso.
Storia di un legame vincente I cani sono importanti compagni di caccia, amici fedeli e aiutanti versatili. Il loro istinto e le loro capacità ne fanno partner impareggiabili dell’essere umano. La mostra aiuta a comprendere questo complesso legame, che oltre alla caccia ha influenzato la cultura. Pone al centro il cane da caccia, il suo legame con l’uomo e i diversi ambiti in cui è impiegato.
Klaus Rungger Ein neues Wort für Zeichnung Per Klaus Rungger il disegno è al centro della sua pratica artistica. Le sue opere nascono nel confronto diretto con un modello e generalmente non vengono rielaborate in seguito. In questo momento immediato l’artista cerca di cogliere espressione, forma, colore e linea, percependo la persona al di là di categorie come età o genere. Il disegno diventa così uno spazio tra precisione e libertà, tra osservazione e interpretazione. Le opere di Rungger aprono uno sguardo sensibile sulla percezione e sull’identità e invitano a soffermarsi su linee, dettagli e sfumature. Solo da vicino diventano visibili le sottili tracce del disegno, che rendono percepibile il processo diretto e immediato della loro creazione. Klaus Rungger, nato nel 1969, vive e lavora in Val Gardena. Dopo aver concluso la Scuola d’Arte di Ortisei e aver frequentato l’Istituto di Design Issam di Modena, ha proseguito l’attività di famiglia come maestro meccanico nel settore automobilistico. Il disegno e l’arte hanno sempre rappresentato una parte centrale della sua vita. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre in Italia e all’estero; nel 2018 ha ottenuto il primo premio al concorso artistico “Kunst unter den Sternen” a Rio di Pusteria e nel 2020 è stato finalista del Premio d’arte Artig a Kempten.
Urban Grünfelder Kein schöner Land in dieser Zeit Il lavoro artistico di Urban Grünfelder ruota attorno a questioni fondamentali legate all’essere umano, all’identità e agli sviluppi della società. Partendo da eventi attuali, osservazioni della vita quotidiana e impressioni tratte dalla natura, nascono immagini che invitano a riflettere sulle esperienze individuali e collettive. Grünfelder lavora con pittura, scultura e disegno, unendo nelle sue opere la percezione personale con questioni sociali. Le sue opere offrono meno risposte e pongono piuttosto domande sul senso, sul significato e sull’orientamento in un mondo sempre più complesso. L’artista intende l’arte come uno specchio per l’osservatore: uno spazio in cui possono ritrovarsi pensieri, esperienze e prospettive personali. Le opere invitano a soffermarsi e a riflettere sul proprio ruolo all’interno delle dinamiche sociali. Urban Grünfelder, nato nel 1967 a Bressanone, ha completato la sua formazione presso la Scuola d’Arte di Ortisei e ha successivamente studiato all’Accademia di Belle Arti di Vienna. La sua attività artistica è caratterizzata da una solida formazione accademica e da un costante confronto con le questioni contemporanee.
La pratica artistica di Wolfgang Zingerle è caratterizzata da processi lunghi e sperimentali e da dispositivi di prova, la cui apertura e struttura metodologica ricordano la ricerca scientifica. Al centro del suo interesse si trova il “fluido”: stati della materia che, sotto l’influenza di forze esterne, vengono continuamente trasformati e acquisiscono stabilità solo nel corso della loro processualità. Zingerle rende visibili dinamiche descrivibili scientificamente e le traduce in una logica visiva autonoma, in cui controllo e caso, così come intenzione e le leggi intrinseche del materiale, si intrecciano. Sebbene la pittura costituisca il punto di partenza formale, essa viene coerentemente ampliata, mentre i concetti tradizionali di immagine vengono consapevolmente dissolti e messi in discussione. Le opere sviluppano una presenza sensoriale immediata e affrontano la percezione come un processo instabile e legato al tempo, segnando al contempo i limiti del rappresentabile. Possono essere lette come indagini sulla trasformazione, la materialità e le condizioni della visibilità, in cui esperienza estetica e questioni epistemologiche si intrecciano in modo inseparabile. Wolfgang Zingerle, nato a Brunico, ha studiato in Val Gardena, Vienna e Berlino e nel 2000 ha conseguito il diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua pratica artistica si distingue per una grande varietà di media – dalla pittura e arte del vetro fino a lavori scultorei, graffiti, land art e progetti in ambito sociale.
Le metropoli di Vienna e, in particolare, di Monaco di Baviera hanno lasciato la loro impronta nell’architettura dell’Alto Adige. A ciò ha dato un contributo fondamentale il turismo. Infatti, i vacanzieri e i loro architetti portavano con sé le nuove tendenze nel campo dell’edilizia, che si concretizzavano in ville, palazzi residenziali e alberghi. Sfaccettata eredità del turismo della Belle Époque, molte di queste costruzioni sono oggi tutelate dal vincolo delle Belle Arti. Nel 1906 l’industriale Friedrich Wannieck diede incarico agli architetti di Monaco Alois e Gustav Ludwig di progettare Villa Sangart, a Merano. Di lì a poco, i due fratelli aprirono a Bolzano una filiale del loro studio di architettura. Oltre alla villa e a svariati grand hotel , i Ludwig progettarono edifici commerciali e palazzi culturali. Nel 2022 alcune planimetrie dei fratelli Ludwig furono riscoperte a Merano e donate al Touriseum. Attualmente, il Museo provinciale del turismo sta conducendo, assieme all’Università di Innsbruck, un progetto di ricerca su vita e opere dei due architetti. Per la prima volta, in questa mostra, parte del materiale di ricerca è esposto al pubblico.
Quando la primavera avvolge la Regione Lana con un mare di fiori bianchi e rosa, la natura si risveglia e con lei prende vita anche la rassegna di eventi “Lana in fiore”. Dal 1° al 30 aprile 2026, Lana e i paesi vicini celebrano la stagione della fioritura con un ricco programma che unisce natura, tradizione e piaceri gastronomici. Fiori di melo e erbe spontanee diventano i protagonisti di numerose iniziative che invitano a scoprire il territorio con tutti i sensi. Il programma propone escursioni dedicate alle erbe selvatiche, workshop creativi, momenti di incontro e esperienze culinarie ispirate ai sapori della primavera. È un invito a rallentare, osservare da vicino la natura che rinasce e lasciarsi sorprendere dai piccoli dettagli della stagione. Tra gli appuntamenti più attesi c’è l’Apple Blossom Golf Tournament, in programma sabato 11 aprile: una giornata di golf immersa nel paesaggio primaverile, accompagnata da un menu stagionale servito direttamente sul green. Un altro momento imperdibile è la “Bäuerliche Genussmeile” di sabato 18 aprile. Oltre 50 contadini e produttori altoatesini animano il centro di Lana con specialità locali, prodotti agricoli e sapori autentici. La rassegna si conclude domenica 26 aprile con la tradizionale “Festa dei masi in fiore” (Blütenhöfefest). Antichi masi e residenze storiche aprono le loro porte e offrono uno sguardo sulla vita contadina, accompagnato da piatti tipici della cucina rurale. “Lana in fiore” è un invito a vivere la primavera nella Regione Lana con tutti i sensi: tra profumi di fiori, incontri autentici e momenti di piacere condiviso
Museion è lieto di presentare una grande mostra dedicata a Franco Vaccari (Modena, 1936–2025), una delle voci più innovative dell’arte del secondo dopoguerra e dell’arte concettuale in Italia. Riunendo opere fotografiche, video, libri d’artista e materiali d’archivio, la mostra propone per la prima volta un’estesa esplorazione degli ambienti come nucleo centrale della sua pratica artistica. Ideata in occasione di quello che sarebbe stato il novantesimo compleanno dell’artista, l’esposizione rappresenta la prima ampia presentazione istituzionale del suo lavoro in Italia dopo oltre un decennio e lo colloca all’interno di un più ampio discorso internazionale sulla partecipazione del pubblico, che mette in primo piano il ruolo attivo dei visitatori e delle visitatrici nella costruzione stessa dell’opera. Formatosi come fisico prima di dedicarsi all’arte alla fine degli anni Sessanta, Franco Vaccari ha sviluppato una pratica che ha costantemente messo in discussione l’idea dell’opera d’arte come oggetto statico. Piuttosto che produrre opere autonome e compiute, ha concepito i suoi progetti come esposizioni in tempo reale, in cui l’opera si sviluppa nel tempo ed è modellata dalla presenza e dalle azioni del pubblico. Questo approccio attraversa oltre cinquant’anni di produzione artistica, riunendo lavori realizzati con media diversi – dalla fotografia e dal cinema al suono, al video e ai primi progetti basati su internet. Per Vaccari, la tecnologia svolge un ruolo centrale nel modo in cui la realtà viene percepita, ricordata e condivisa. Nel saggio fondamentale Fotografia e inconscio tecnologico (1979), Vaccari ha descritto questo approccio artistico come un “occultamento dell’autore”. Anziché presentare un’opera finita, egli crea le condizioni affinché il significato emerga attraverso l’interazione, il caso e la presenza collettiva. Il pubblico non è quindi un osservatore passivo, ma una componente essenziale dell’opera stessa. Questo principio trova la sua espressione più compiuta negli ambienti di Vaccari: architetture spesso temporanee che trasformano gli spazi espositivi in luoghi di esperienza. Realizzati senza un intento progettuale o architettonico specifico, ma spesso costruiti con materiali di uso quotidiano o di recupero, questi lavori restano aperti all’imprevedibilità, privilegiando ciò che accade al loro interno rispetto alla loro struttura fisica. La mostra è suddivisa in nuclei tematici e si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti e altre opere che esplorano aspetti chiave della pratica di Vaccari. Temi come le tracce lasciate dalle persone, l’inconscio collettivo e la formazione della memoria guidano sia la lettura delle opere sia il progetto espositivo, realizzato da Fosbury Architecture. Il percorso si apre con progetti incentrati sull’oscurità come modalità di avvicinamento all’inconscio e al mondo del sogno, invitando il pubblico a una “discesa” interiore, al tempo stesso metaforica e reale. In questo contesto attenuato, la percezione rallenta e le modalità abituali di visione lasciano spazio a un’esperienza più attenta e sensoriale. Ambienti come La Scultura Buia (1968), Esposizione in tempo reale n. 19, Codemondo (1980) ed Esposizione in tempo reale n. 20, Ambiente grigio multiuso, scatola per sondare lo spazio vicino e lontano (1987) creano situazioni in cui l’esperienza personale diventa parte di uno spazio condiviso. La mostra prosegue con ambienti che affrontano l’interesse di Vaccari per le tracce della presenza umana negli spazi pubblici urbani e per le dinamiche sociali delle comunità temporanee. Accanto al progetto iconico Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentato alla Biennale di Venezia del 1972, e al suo sviluppo Photomatic d’Italia (1972–75), ambizioso progetto realizzato attraverso cabine fotografiche installate in spazi pubblici in tutta Italia, la mostra presenta anche Esposizione in tempo reale n. 21, Bar Code – Code Bar (1993) e Mini cinema (2003). Queste opere esplorano l’interazione sociale, i comportamenti collettivi e i momenti di incontro spontaneo. Nel corso dell’esposizione, gli ambienti di Vaccari non sono presentati come ricostruzioni statiche, ma come situazioni riattivate, fedeli alle intenzioni originarie dell’artista e capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. La collezione di Museion comprende circa venti opere di Franco Vaccari, per la maggior parte provenienti dall’Archivio di Nuova Scrittura donato al museo nel 2020. Questo nucleo include alcuni dei primi lavori verbo-visivi che segnano gli esordi di Vaccari come poeta visivo e che già prefigurano il suo interesse costante per il linguaggio, le tracce e la presenza umana. L’inclusione di alcune di queste opere in mostra sottolinea la continuità tra la sua ricerca iniziale e il patrimonio stesso del museo. Franco Vaccari Franco Vaccari nasce a Modena il 18 giugno 1936 e riceve una formazione scientifica, laureandosi in fisica. Dopo aver avviato la sua carriera artistica come poeta visivo, nel 1969 realizza la prima Esposizione in tempo reale, introducendo il concetto che diventerà centrale nella sua pratica. La sua pratica si articola attraverso diversi approcci, ma è frequentemente interpretata nell’ambito del realismo concettuale. Tra le sue opere più celebri figura Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentata in una sala personale all’interno del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia nel 1972; Vaccari tornerà alla Biennale con sale personali anche nel 1980 e nel 1993. Accanto alla produzione artistica, Vaccari ha sviluppato un’importante attività teorica, pubblicando testi fondamentali come Duchamp e l’occultamento del lavoro (1978) e Fotografia e inconscio tecnologico (1979). Il suo lavoro è stato presentato a livello internazionale in mostre e istituzioni di primo piano, tra cui la Biennale di Gwangju in Corea del Sud, la Kunsthalle Basel, il Musée de l’Elysée di Losanna, Mostyn in Galles, la Fondazione Morra Greco di Napoli e la Triennale di Milano, tra le altre. Franco Vaccari è scomparso nel 2025.
In mostra le opere di tre artiste contemporanee differenti tra di loro ma che dialogano perfettamente insieme in questa esposizione dedicata al tema dell’essere persona, fulcro della loro ricerca artistica. Visita guidata con Prof. Marina Manfredi Sartor sabato 11.4.2026, ore 16 Il loro linguaggio espressivo molto diverso sarà analizzato dalla storica dell’arte Marina Manfredi Sartor che effettuerà una visita guidata focalizzando l’attenzione sul percorso espressivo che parte dal figurativo dei disegni della Demetz, per passare agli originali assemblage della Grisi, fino a giungere alle opere astratte realizzate su vetro dalla Mayr. OTTAVIA DEMETZ Risiede e lavora ad Ortisei. Policromatrice di sculture, ha frequentato innumerevoli corsi di pittura e disegno, principalmente ad acquerello. Insegna pittura e disegno. Nel tempo libero ama fare escursioni in solitaria in montagna per disegnare e dipingere. Questo è il suo mondo. Frequenta regolarmente le sessioni serali di disegno dal vero. È proprio dal disegno dal vero che hanno origine le sue opere. Un processo lunghissimo, lavorando sullo stesso foglio di carta per settimane. ANNAMARIA GRISI Risiede e lavora ad Azzago di Grezzana presso Verona. Le sue opere raccontano volti, ricordi e frammenti di vita quotidiana, realizzati con una tecnica polimaterica che unisce pittura e materiali tessili. In esse, la semplicità si fonde con contenuti profondi. Alcuni paesaggi si trasformano in figure, diventando metafora dell’uomo e del suo rapporto con la natura. La sua arte è un invito a riscoprire la memoria e a vivere in armonia con l’ambiente, restituendo valore al tempo e alla materia. ANNA MARIA MAYR Risiede e lavora a Brunico. In riferimento alle opere che espone in questa mostra, l’artista scrive: “Le composizioni astratte delle mie opere su vetro ove predomina il colore, intendono interpretare il tema ‘essere persona’ invitando chi le guarda a confrontarsi direttamente e senza filtri. Poiché i dipinti non hanno alcun titolo, il fruitore interagisce liberamente con essi, ritrovando sé stesso nelle emozioni suscitate dai colori”.
Fotografie, Illustrazioni e Progetti: Beatrice Citterio, Francesco Marinelli (Dolomiti Contemporanee), Jonathan Coen, Laboratorio OffTopic, Leonhard Angerer, Manuel Riz, Marco Gasparic (Broken Window Theory), Rob Hornstra, studentesse e studenti dei seminari di fotografia Bauer Anatomia e Dinamica di un Territorio in collaborazione con Dolomiti Contemporanee e TeSAF (UniPa), Teresa de Toni (Dolomiti Contemporanee), Till Aufschlanger (Broken Window Theory), Voci di Cortina. - Nella realtà climatica attuale, in cui l’innalzamento delle temperature colpisce le aree montane alpine il doppio rispetto alle pianure e la copertura nevosa è in continua diminuzione, i giochi olimpici invernali “più diffusi e sostenibili di sempre” stanno interessando un’area di circa 22.000 km², attraversando contesti ed ecosistemi profondamente diversi tra loro: da Milano a Cortina d’Ampezzo, da Bormio e Livigno alla Val di Fiemme, fino ad Anterselva e Verona, per un investimento pubblico di oltre 6 miliardi di euro. Ma cosa implica un evento di questa portata per i territori che lo ospitano? E soprattutto, è possibile parlare di sostenibilità sociale, economica e ambientale? Attraverso un’analisi visiva delle criticità del modello olimpico invernale e della sua legacy, Arcipelago Verticale ne mette in discussione pratiche e immaginari, evidenziandone la dipendenza strutturale dallo sfruttamento delle risorse locali, in particolare naturali e culturali. Ne emerge, primo tra tutti, un arcipelago idrico indispensabile alla sopravvivenza del modello economico, che si espande di anno in anno a monte dei versanti sciabili per consentirne l’innevamento, verticalizzando risorse e fondi pubblici su pochi nodi puntuali sparpagliati sulle Alpi e nelle Dolomiti, per le quali il ciclo insulare è iniziato milioni di anni fa. Il proliferare di queste infrastrutture produce una geografia frammentata, composta da superfici tecniche e aree di iper-sfruttamento tra loro connesse ma territorialmente discontinue. Sono isole i bacini artificiali – tre dei quali costruiti per i giochi olimpici invernali – come sono isole le centinaia di cantieri disseminati lungo l’arco alpino, a diverse altitudini: in corso, conclusi o in progettazione. Per alcuni, la data di consegna è fissata al 2032. L’arcipelago rappresenta infine anche la distanza politica tra i centri decisionali e la popolazione civile, resa insormontabile dall’urgenza del modello olimpico che ha impedito alle comunità locali di confrontarsi con chi ha preso decisioni cruciali sul proprio territorio. Questo ha vanificato sia l’opportunità di orientare investimenti consistenti verso strutture e modelli che notoriamente ne avrebbero avuto necessità, sia il sacrosanto diritto della popolazione di informarsi ed esprimersi sulle trasformazioni che la riguardano. Beatrice Citterio
La Cooperativa Sociale GSH, in collaborazione con il Mart di Rovereto, presenta “Lascia che tutto ti accada”, una mostra dedicata al tema della disabilità attraverso lo sguardo dell’arte. Pittura, scultura e fotografia si intrecciano per raccontare il limite, la fragilità, la forza e il percorso di chi affronta ogni giorno ostacoli spesso invisibili. L’esposizione, curata da Giosuè Ceresato, trova spazio nelle sale storiche del Palazzo Assessorile di Cles. Un dialogo tra opere di artisti contemporanei e lavori provenienti dalle collezioni del Mart, che rende omaggio a chi ha trasformato la propria condizione in un racconto creativo, profondo e libero. Tomaso Marcolla espone l'opera dal titolo “Superman”. “La disabilità non va più vista come una semplice limitazione individuale ma come il risultato dell’interazione tra le caratteristiche della persona e gli ostacoli presenti nell’ambiente sociale, culturale e fisico. Può diventare una risorsa che promuove l’inclusione trasformando una condizione di svantaggio in un’occasione di crescita per la società”. Nel 2026, anno dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina, questo tema assume un significato particolare. Mentre gli atleti competono per superare limiti e record, a Cles l’attenzione si sposta su chi parte con uno svantaggio e trova comunque un modo per avanzare, per resistere, per esprimersi.
Credits A cura di Campomarzio, Margherita de Pilati, Gabriele Lorenzoni. La mostra si concentra sulla produzione culturale trentina degli anni Ottanta. Analizzati oggi, a quarant’anni di distanza, arte, architettura e design raccontano un decennio ricco di contraddizioni, caratterizzato da un dialogo trans-disciplinare vivace e produttivo. Sottotesto della mostra sono le spinte culturali e sociali che si muovono e si intersecano in città. Nel panorama degli anni Ottanta si assiste a una ridefinizione profonda del rapporto tra immagine, oggetto e spazio, in un clima segnato dal superamento sia delle pratiche concettuali sia di quelle analitiche e dalla crisi delle grandi narrazioni ideologiche che hanno caratterizzato i decenni precedenti. In mostra i lavori di una pluralità di autori e autrici che restituiscono la complessità di un contesto in piena trasformazione. Fra gli artisti: Sergio Bernardi, Mauro Cappelletti, Silvio Cattani, Maurizio Corradi, Elena Fia Fozzer, Annamaria Gelmi, Diego Mazzonelli, Lorenzo Menguzzato, Michelangelo Perghem Gelmi, Maurizio Postal, Paolo Tait, Rolando Trenti. Sul versante del design, l’esposizione mette in luce il ruolo centrale del trentino Marco Zaini all’interno di Memphis Milano, gruppo che annovera i più influenti architetti e designer del momento; mentre sul fronte architettonico ad interpretare il gusto e le tensioni del decennio spiccano i progetti di Mario Basso, Giulio Cristofolini, Sergio Giovanazzi e Gian Leo Salvotti de Bindis.
A cura del Gruppo Museion Passage in collaborazione con l’artista Eduard Habicher Museion Passage inaugura il suo programma 2026 con Eduard Habicher. Memory in Motion (20 febbraio 2026 – 31 gennaio 2027), un percorso espositivo che trasforma il museo in uno spazio dove le sculture dialogano con l’architettura e lo spazio circostante. Eduard Habicher è una figura di riferimento della scultura contemporanea altoatesina, con una presenza consolidata a livello internazionale. È noto soprattutto per le sue opere di grande formato in spazi pubblici, caratterizzate da una forte presenza nello spazio e da un dialogo sensibile con l’ambiente circostante. Le sue opere sono permanentemente esposte in numerose sedi, tra cui le Terme di Merano, la Fundación Pablo Atchugarry in Uruguay, e in diversi luoghi di Berlino, Italia e Austria. Per Museion Passage, Habicher ha realizzato quattro sculture monumentali: Hommage, Passage, Geöffnet–aperto e Pro-tetto. Le opere sono composte da profili industriali e acciaio inox, materiali tradizionalmente associati a razionalità, stabilità e funzionalità. Grazie a una lavorazione precisa, i materiali vengono piegati, aperti e riequilibrati, dando vita a linee scultoree che trasmettono una sorprendente leggerezza nonostante la loro massa. Elemento centrale del lavoro di Habicher è l’uso distintivo del rosso. Questa “linea rossa” attraversa anche le sculture di Passage, estendendosi nello spazio, definendolo e collegando visivamente le singole opere. Collocate direttamente nello spazio, senza piedistalli, le sculture dialogano con i visitatori, integrandosi nell’ambiente e nel percorso quotidiano che lo attraversa. Movimento, apertura ed esperienza dello spazio sono al centro di Memory in Motion. Museion Passage, aperto e liberamente accessibile, invita a un incontro con l’arte senza barriere: visitatori e visitatrici possono muoversi tra le sculture o soffermarsi ad ammirarle con attenzione. Con questa mostra, Museion inaugura anche la prima iniziativa della campagna regionale Museiopolis. Ispirata all’idea della polis come spazio urbano condiviso, Museiopolis si propone come invito a integrare arte e cultura nella vita quotidiana della città e della regione: aperta, accessibile e in dialogo continuo con la società. Eduard Habicher Nato a Malles (Val Venosta) nel 1956, Eduard Habicher si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Vive e lavora a Riffiano (BZ). Habicher ha realizzato mostre personali in numerosi musei e gallerie italiane, tra cui la Galleria Civica di Trento (1993), la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Arezzo (1993), il Museo della Scultura Contemporanea di Matera (2006), e la Galleria d’Arte Moderna G. Carandente a Palazzo Collicola di Spoleto (2024). Nel 2025 ha avuto una mostra personale nella prestigiosa collezione privata Dolezal, nell’ambito di viennacontemporary. Le sue sculture monumentali sono esposte permanentemente sia in spazi pubblici sia in istituzioni private, come le Terme di Merano e la Fundación Pablo Atchugarry in Uruguay. Altre installazioni si trovano a Berlino, lungo le rive della Sprea, nel cortile di Wallstrasse 16, e al Campus del Centro Europeo per le Energie Alternative (EUREF); in Italia, al Museo della Cultura e Storia Provinciale dell’Alto Adige a Castello di Tirolo, in Piazza Vittoria a Spoleto, nel Museo Diffuso all’aperto di Albisola e a Laives; in Austria, a Feldbach, in Gleichenbergerstrasse, e al centro culturale Kugelmühle. Nel 2017 ha realizzato un’opera di grande formato nella Cattedrale di Bolzano in memoria dell’antifascista J. Mayr-Nusser. Nel 2016 Habicher ha ricevuto il primo premio per la scultura Misurare lo spazio al Palazzo Ducale di Gubbio, e nel 2018 ha vinto il concorso per la realizzazione di una scultura in Piazza Castello all’interno del Palazzo Ducale di Mantova. Nel 2023 è stato eletto Accademico Nazionale dell’Accademia di San Luca a Roma.
Un mondo nascosto I funghi sono tra i protagonisti più antichi e al tempo stesso più invisibili della vita sulla Terra. La mostra temporanea FUNGA invita a scoprire questo regno autonomo andando oltre i corpi fruttiferi e l’idea dei funghi come semplice alimento. L’esposizione racconta come i funghi, attraverso reti di micelio, guidino i cicli ecologici, costruiscano i suoli e rendano possibili simbiosi fondamentali per la vita terrestre. Dalle loro origini remotissime alla loro influenza sull’evoluzione degli ecosistemi, il percorso mette in luce il ruolo chiave dei funghi nella natura e il loro stretto legame con l’essere umano, dal microbioma della pelle e dell’intestino fino alla salute e alla malattia. Accanto all’approccio scientifico, FUNGA apre anche a prospettive culturali: i funghi come rimedi tradizionali, elementi di rituali e miti, ma anche come potenti simboli nell’arte e nella cultura pop contemporanea. Le più recenti ricerche su materiali sostenibili e applicazioni biotecnologiche conducono infine lo sguardo verso il futuro. FUNGA è un invito a osservare il mondo da una nuova prospettiva: interconnessa, complessa e sorprendentemente viva.
Con la nascita dei miei nipoti ho scoperto nuovi, intensi sentimenti. Non essendo figli miei, posso mantenere una certa distanza e chiarezza. L’età ci aiuta a riscoprire il valore della vita, rendendoci grati. Una nuova esistenza non è controllabile: ciò che si manifesta in questo caso ci colma di umiltà. Vivere la crescita di un bambino suscita un profondo senso di attaccamento. Le persone possono dare la vita in molti modi. Anche le opere d’arte, i progetti e i movimenti sociali hanno un padre, una madre e un percorso di nascita: crescono, si allontanano e diventano adulti. Ciò che rimane sono stupore e amore. Sentimenti profondi, commoventi, eterni. Nato nel 1959 a Bressanone, Guido Senoner Tinderla vive a Ortisei. Dopo gli studi artistici a Vienna e Urbino, dal 1984 al 2024, ha insegnato presso il Liceo Artistico e la Scuola Media di Ortisei. Non ha mai abbandonato la sua attività di artista e, dal 2024, espone in Alto Adige.
L’archeologia racconta la storia – ma a volte diventa essa stessa parte della storia. Tra il 1920 e il 1972, in Alto Adige, i diversi regimi politici utilizzarono ritrovamenti e scavi archeologici per legittimare le proprie ideologie. Così, mentre gli scienziati italiani di stampo fascista presentavano le testimonianze romane come prova delle radici latine della regione, i ricercatori nazionalsocialisti interpretavano i ritrovamenti preistorici come conferma di un presunto passato “germanico”. La scienza finì così nel vortice della politica: gli oggetti furono sovra interpretati in chiave ideologica, gli scavi trasformati in strumento di propaganda e la ricerca privata della sua autonomia. Le conseguenze di questo conflitto culturale si fecero sentire anche dopo la fine della seconda guerra mondiale. La mostra temporanea UNDER PROPAGANDA palesa questo complesso e controverso capitolo della storia dell’archeologia altoatesina. Per la prima volta numerosi reperti degli anni 1920–1972 vengono presentati al pubblico, riletti in chiave critica con criteri scientifici aggiornati. I documenti d’archivio e le postazioni interattive raccontano accanto ai reperti le pratiche di ricerca del passato. Per i più giovani è previsto un percorso “underground”: un’avventura che svela in oggetti appositamente selezionati storie inattese. Un’occasione per riflettere su come il passato sia stato strumentalizzato e per guardare con occhi nuovi le testimonianze archeologiche che ancora oggi hanno molto da raccontare. La mostra invita a riscoprire l’importanza di una ricerca libera e indipendente ricordandoci quanto possa essere stimolante osservare i reperti archeologici con occhi critici e consapevoli. Un ricco programma di attività e iniziative collaterali per adulti e bambini offre diversi modi di avvicinarsi alla mostra, pensati per differenti tipi di pubblico. La mostra si rivolge sia a un pubblico specializzato e interessato, sia al grande pubblico, ed è aperta da martedì 25 novembre 2025 fino a domenica 8 novembre 2026.
Osterie e Guerra dei contadini, 1525 Nel 1525, la guerra dei contadini sconvolse la Germania, la Svizzera e il Tirolo. La mostra dà voce e volto a quel periodo turbolento ma ricco di fascino mettendo in primo piano non il campo di battaglia bensì l’osteria in quanto crocevia di classi sociali e crogiolo di chiacchiere e opinioni.
Credits Da un’idea di Vittorio Sgarbi. A cura di Denis Isaia A vent’anni dalla sua scomparsa, il Mart rende omaggio a Luigi Ferro, appassionato collezionista che con la moglie Carla Riboni ha dato vita a un’eccezionale raccolta di capolavori del ’900 italiano, in deposito al Mart dal 2006. Circa 50 opere, da Boccioni a de Chirico, da Savinio a Sironi, da Morandi fino a Fontana, testimoniano il gusto e la vita di un collezionista selettivo e scrupoloso. Curata da Denis Isaia, la mostra cerca di illustrare la biografia sentimentale di Luigi Ferro, un uomo nato in un ambiente umile e che appoggiandosi alla concretezza, alla caparbietà e all’intelligenza è riuscito a costruire una vita di successi imprenditoriali e, parallelamente, di fine collezionista. Storia di L.F. mette in scena i principali nuclei che hanno mosso i sentimenti e le passioni del collezionista. Dal racconto del mondo rurale ancora di impronta ottocentesca legato alla sua umile infanzia nei sobborghi veronesi, al ruolo che nella sua vita hanno avuto le donne – in primis la moglie Carla Riboni – alla scoperta della modernità fatta di macchinismi, stile e velocità (in mostra ci saranno anche due automobili appartenute a Ferro), fino alla meditazione più ermetica raccolta nella profonda attenzione che Luigi Ferro ha dedicato a Giorgio de Chirico.
Credits A cura di Alessandra Tiddia. La mostra presenta una selezione di opere, carte, dipinti e sculture, provenienti dalla collezione di arte moderna e arte primitiva di Vincenzo Paolillo, mecenate che ha deciso di donare la sua collezione di arte moderna europea e di arte extraeuropea al Mart. La sua ricerca di appassionato collezionista esplora i mondi del Futurismo con opere di Balla, Boccioni, Severini, dell’Astrattismo, del Dadaismo con Picabia e Man Ray, del Novecento italiano con Sironi, Martini, De Pisis, ma anche della stagione Informale (Morlotti), fino ad arrivare alle opere di Tobey, Bacon e Sutherland. Particolare rilievo per unicità e consistenza assume all’interno della collezione un nucleo di opere legate all’Espressionismo tedesco, da Grosz a Hubbuch, da Dix a Radziwill, che arricchiranno le collezioni del Mart di un segmento dell’arte contemporanea ancora scarsamente rappresentato, nonostante la prossimità geografica del museo con il mondo tedesco. L’interesse e la passione di Vincenzo Paolillo non sono rivolti solo al mondo dell’arte ma anche all’etnografia e alla natura: valente fotografo, in mostra vengono presentati anche alcuni suoi lavori fotografici riferiti alle tante campagne esplorative nei mari del Nord e del Sud e nelle regioni più autentiche del Centro Africa e della Papuasia, in molti dei quali si riflette lo stesso amore per forme e colori che ritroviamo nei quadri della sua collezione.
Il castello, completamente ammobiliato e in ottimo stato di conservazione, ospita un’interessante collezione di oggetti di arredo e opere d’arte dal XII sec. agli inizi del XVII sec. Particolarmente preziosi sono gli affreschi della cappella realizzati da Friedrich Pacher.
Residenza dinastica dei conti del Tirolo, il castello ha dato il nome all'intera regione. La sua realizzazione risale alla seconda metà dell'XI secolo. Il percorso museale è incentrato sulla storia del Tirolo dai primordi ai giorni nostri. Nel palazzo meridionale si trovano i due portali romanici, mentre nella cappella del castello, intitolata a San Pancrazio ed edificata su due piani, notevoli pitture murali gotiche. Nel mastio è possibile ripercorrere la storia dell’Alto Adige nel XX secolo.
Castel Presule, un tempo residenza dinastica dei signori Völs-Colonna, ospita, accanto a dipinti e disegni del XIX e XX sec. della raccolta “Cà de Bezzi”, una collezione d’armi del XIX secolo, dipinti della Donazione Lotte Copi e la mostra permanente di ritrovamenti archeologici "finff Majolica Schaln".
Il castello risale al 1140. Il percorso propone gli affreschi del “Ciclo di Ivano” (XIII sec.), primissima testimonianza della cultura profana e cavalleresca di area tedesca, la sala nuziale e la cappella riccamente dipinte, l’ampia biblioteca e una raccolta di dipinti, stemmi e armi.
Castel Roncolo risale al XIII sec. Oltre al celebre ciclo di affreschi profani risalenti al Medioevo e a oggetti dalla vecchia armeria, si possono periodicamente ammirare mostre temporanee su temi di storia culturale.
A chi lo visita, Capriz, il caseificio da vivere, permette di immergersi con tutti i sensi nel mondo della produzione di formaggio di capra. Negli ambienti espositivi a pianterreno e nel piano interrato è rappresentato l’intero processo, dalla capra che fornisce la materia prima, passando per il latte come prodotto di partenza fino alla forma di formaggio finita e al suo adeguato stoccaggio. Un ruolo speciale lo giocano elementi interattivi.
La Casa di via Bari 11 è uno dei pochi esempi ancora esistenti a Bolzano delle centinaia di case “semirurali” costruite alla fine degli anni Trenta e demolite a partire dagli anni Ottanta del Novecento per far posto a costruzioni a maggiore intensità abitativa. Da parte degli abitanti del quartiere delle Semirurali non è mai venuta meno la richiesta di conservarne la memoria. Il percorso espositivo, aperto al pubblico nel 2015, propone un viaggio nella storia di questo luogo attraverso fotografie, filmati, mappe, modellini tridimensionali e la suggestiva narrazione di storie di vita quotidiana.
Le rovine di Castel Giovo documentano, accanto alla storia del castello, anche temi legati al territorio, come il Tribunale della Val Passiria, gli “Schildhöfe” e gli interessanti affreschi rinascimentali del 1538 di Bartlme Dill Riemenschneider.
Castel Monteleone è una fortificazione del XIII secolo, ampliata nei secoli XVI, XVII e XVIII. Un percorso storico-artistico che si snoda attraverso giardini, cortili e sale offre un viaggio nei secoli, dal medioevo al periodo del rococò.
La Cappella di Santo Stefano nei pressi delle rovine di Castel Montani di Sopra (val Martello), gestita da Castel Tirolo, custodisce uno dei più ampi patrimoni di pitture murali gotiche del Tirolo. Apertura straordinaria per gruppi su prenotazione al tel. +39 0473 220221.
La residenza medievale Kränzel è circondata dai propri vigneti e dai "7 Giardini", cornice per un ampio programma culturale ed espositivo.
Abbazia tra le più importanti del Tirolo, ospita la chiesa barocca, un chiostro affrescato, la biblioteca con preziosi manoscritti, la pinacoteca con la sua notevole raccolta di tavole dipinte, mirabili opere della pittura gotica e un giardino storico.
Orologi a muro, opere in legno intagliato, maschere, tappi di bottiglia, cavatappi, pipe, macinini per il caffè e utensili da cucina, oggetti religiosi, oldtimer e motociclette, come ad esempio diversi modelli di Vespa: fanno tutti parte della collezione privata della famiglia Trebo. Gli oggetti raccontano storie vecchie anche di 150 anni e sono disseminati nei diversi locali dell’hotel. Un paradiso per i nostalgici!
L’Archeoparc Velturno testimonia una storia insediativa che, a partire dal neolitico, abbraccia tutte le più importanti epoche e culture. Sepolture e resti di attività di produzione della ceramica parlano di coltivatori e allevatori le cui storie risalgono fino al 5000 a.C.
Plunacker è un importante sito archeologico con tracce di insediamenti dal mesolitico al neolitico e dall’età del bronzo all’età romana. I resti delle costruzioni romane e medievali sono l’attrazione principale dell’Archeoparc.
La mostra Archimod presenta una cinquantina di modelli architettonici della Provincia Autonoma di Bolzano (piazze, scuole, palazzi per uffici, musei, complessi residenziali, ospedali, strade, gallerie, ponti), realizzati nell’arco degli ultimi 25 anni o in fase di progettazione o costruzione. Archimod è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (treno, autobus) e ben visibile grazie alla grande scritta sulla facciata.
Il percorso espositivo "BZ '18–'45. Un monumento, una città, due dittature", aperto al pubblico nel luglio del 2014, illustra la storia del Monumento alla Vittoria, eretto a Bolzano dal regime fascista tra il 1926 e il 1928 su progetto di Marcello Piacentini. Vengono ripercorse le vicende storiche locali, nazionali e internazionali degli anni compresi tra le due guerre mondiali (1918–1945), legate in particolare modo all’avvicendarsi di due dittature (quella fascista e quella nazionalsocialista) e vengono illustrati i radicali mutamenti urbanistici operati nella città di Bolzano, a partire dalla fine degli anni Venti. Il percorso espositivo affronta, infine, il difficile rapporto di convivenza di una così ingombrante eredità dell’epoca fascista con il territorio, nel mutato quadro politico e sociale della seconda metà del Novecento fino ai giorni nostri.
“Nessuno ha il diritto di obbedire”: da fine 2017 questa citazione della filosofa politica e scrittrice Hannah Arendt (1906-1975) spicca, in italiano, tedesco e ladino, sull’edificio degli Uffici finanziari di piazza del Tribunale a Bolzano. Esso si contrappone al carattere autoritario del monumento fascista e al suo motto “Credere, obbedire, combattere”. Integrata da esaurienti spiegazioni realizzate da una commissione di storici poste su stand informativi sulla piazza, la scritta progettata da Arnold Holzknecht e Michele Bernardi intende dare nuovo significato al bassorilievo monumentale dell’artista di Chiusa Hans Piffrader (1888-1950), rendendolo un’occasione educativa.
Sito in un ex bunker dell'epoca fascista, poi utilizzato dalla NATO durante la Guerra Fredda, il Bunker Museum tematizza in primo luogo la struttura stessa e il suo retroscena storico. Sotto la lente è posta anche la storia segreta della Guerra Fredda. Il museo espone prevalentemente oggetti che un tempo facevano parte dell'equipaggiamento del bunker, come impianti radio, telefoni da campo, armi, razioni alimentari, ecc. In futuro tuttavia l'esposizione si focalizzerà non tanto sull'aspetto militare, ma sul tema dei confini.
Il palazzo del XVI secolo fu fino al 1803 residenza estiva dei principi vescovi di Bressanone. Particolari attrazioni sono i preziosi arredi rinascimentali (pannelli lignei, stufe, affreschi) e una collezione di opere d’arte risalenti ai secoli XV–XX. La struttura è gestita da Castel Tirolo.
Il Castello Principesco è situato ai piedi del Monte Benedetto, nel cuore della città. Il Castello, completamente ricostruito dall’arciduca Sigismondo d’Austria intorno al 1470, venne in seguito utilizzato dai Principi del Tirolo come alloggio durante la loro permanenza a Merano. A partire dal 1875, dopo un provvidenziale intervento di salvaguardia che ne impedì l’abbattimento, questa storica residenza fu sottoposta ad un ampio restauro. Oggi il Castello Principesco offre una preziosa occasione per studiare abitudini e modi di vita del tardo Medioevo: arredi di uso quotidiano, utensili da cucina, una delle più antiche stufe di maiolica giunte fino a noi, ritratti, strumenti musicali e armi consentono di toccare con mano un passato ormai remoto.
Il Castello di Castelbello risale al XIII sec. Le sue proposte culturali includono una mostra permanente sulla Via Claudia Augusta e due mostre temporanee d’arte contemporanea all’anno.
Il Centro di documentazione "Culten" tematizza l'insediamento dell'età del bronzo e del ferro (1400-600 a.C.) - poi trasformato in luogo per olocausti - sul "Kirchbichl" a Santa Valpurga/Ultimo, presentando la storia insediativa della valle e reperti di diverse epoche.
Il Centro visite del Parco naturale di Fanes-Senes-Braies fornisce in vetrine espositive e pannelli informazioni sulla formazione delle Dolomiti, sui fossili, sull’alpicoltura e sull’orso delle Conturines.
Il castello di Scena (XIV–XVIII sec.) fu residenza dall’arciduca Giovanni d’Asburgo. Custodisce collezioni su storia, cultura e arte tirolesi, armi storiche, arredi originali e dipinti. Nel sottostante mausoleo neogotico si trova la tomba dell’arciduca.
Il Centro visite racconta i forti contrasti e la varietà di ambienti che contraddistinguono questo parco. Qui si sperimenta in piccolo il mondo del parco. Lo stagno, gli aquari, il canale di irrigazione tipico, detto "Waal", pietre, preparati di animali, pannelli verticali e box per esperienze tattili invitano a scoprire la natura.
Il Centro visite “Lahner Säge” del Parco Nazionale dello Stelvio illustra quanto sia essenziale l’ecosistema “bosco” per l’uomo e la natura. Nell’antica segheria ad acqua alla veneziana, ora restaurata, i tronchi vengono trasformati in tavole, mentre la macina trasforma i chicchi di grano in farina.
Il Centro visite è ospitato in un vecchio mulino elettrico ristrutturato. L’esterno del Centro comprende un’area con la tipica vegetazione su substrato calcareo e porfirico e dispone di uno stagno per anfibi, di un orto con erbe medicinali e di un piccolo campo di grano.
Il Centro visite è dedicato alla geologia delle Dolomiti e all’alpinismo di Reinhold Messner. Nell’area "Meraviglie della natura" è possibile scoprire animali e erbe, pellicce di animali, uova di volatili, penne, dentature e corna.
Il Centro visite ha sede nella “Steger Säge”, edificio vecchio di 400 anni utilizzato in passato come segheria azionata da un mulino ad acqua e ora nuovamente funzionante. Anche la parte adibita a abitazione, con stube, cucina e camera da letto, è stata ristrutturata.
Il Centro visite, situato nell'ex-Grand Hotel di Dobbiaco, spiega i paesaggi naturali e culturali dell'area protetta, l'attività alpinistica e turistica sviluppatasi in questo territorio e gli avvenimenti bellici avvenuti lungo il fronte dolomitico. La mostra permanente dedicata alle Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO illustra per quale motivo ampie aree delle Dolomiti sono state dichiarate Patrimonio mondiale dell'UNESCO ed evidenzia le particolerietà geologiche e i fantastici scenari paesaggistici del Parco naturale.
Tema centrale del Centro visite è “I confini della natura e i confini degli uomini”. Vi si presentano le forze trasformatrici dei ghiacciai e dell’acqua, la varietà geologica, la vegetazione, il mondo dei minerali e vari aspetti culturali e etnografici.
Il Centro visite del Parco nazionale “aquaprad” è un’istituzione didattica dedicata all’ambiente. Visitatori e visitatrici possono conoscere il mondo poco noto dei pesci locali e di altre forme di vita acquatiche.
Parole e immagini degli abitanti della valle presentano le sue specificità. Destini personali che parlano di amore per la propria terra, ma anche della dura vita dei contadini di montagna.
Il Centro visite del Parco nazionale "naturatrafoi" fornisce informazioni sull’area protetta, sui suoi sentieri e sulle manifestazioni. Offre inoltre una panoramica sull’ambiente naturale dell’Ortles.
Nel visitare Certosa l’impianto dell’antico convento è ancora riconoscibile. Davanti al chiostro un film della durata di 9 minuti racconta con immagini poetiche le alterne vicende storiche della certosa. Arte nella Certosa: Ogni anno, circa dalla metà di luglio alla fine di agosto, il chiostro ospita una mostra di artiste e artisti altoatesini.
Il museo espone tecnologia cinematografica e televisiva: macchine di proiezione di varie epoche, telecamere, moviole, banchi di montaggio, videoproiettori, pellicole film, ecc., nonché documenti storici, manifesti, documentari e altre testimonianze della storia del cinema nella regione. Propone rassegne cinematografiche, conferenze, attività di mediazione e didattiche e restauro film.
La collezione comprende quattro presepi panoramici di carattere classico-orientale e diversi presepi tirolesi, realizzati su schizzi originali dei Luoghi Santi da Anton Stabinger, originario di Sesto, dopo un pellegrinaggio in Palestina nel 1906.
Nella torre romanica dell’antico castello di Gries, oggi annesso al convento, si può ammirare una piccola collezione di presepi – antichi e più recenti – e di raffigurazioni della Natività e della Passione.
Il Museo Dolomythos introduce nel mondo delle Dolomiti Patrimonio naturale dell’umanità Unesco, delle quali illustra la genesi, ed esplora, presentandole, le specificità geologiche e il mondo vegetale e animale dei “monti pallidi”. Per mezzo di ricostruzioni, rappresenta inoltre i dinosauri come antichi abitanti delle Dolomiti. Ulteriori temi sono i miti e le leggende sulle Dolomiti e il mondo delle erbe. In un apposito percorso, i bambini possono intraprendere una caccia al tesoro e cercare fossili, cristalli e oro.
La mostra all'aperto Fossilia mostra i più bei reperti della zona di Meltina e testimonia i complessi fenomeni geologici avvenuti nel corso di milioni di anni. Particolarmente interessanti sono i resti fossili di alberi. Testi esplicativi e una stazione audio permettono di scoprire la mostra anche autonomamente. Visite guidate di gruppo su richiesta contattando l'Ufficio turistico di Meltina
La Fondazione Antonio Dalle Nogare nasce per promuovere l’arte contemporanea, intesa come linguaggio per leggere i cambiamenti della società, come strumento di dialogo tra arte, architettura, innovazione e ricerca artistica. Il connubio di arte e architettura è evidente anche nella sede progettata dagli architetti Walter Angonese e Andrea Marastoni. La Fondazione espone periodicamente parti della collezione di arte astratta e concettuale del suo fondatore e ospita mostre temporanee. Organizza attività didattiche e visite guidate, promuove residenze d'artista ed aderisce a manifestazioni intermuseali.
Con la sua imponente struttura e il labirinto di stanze, corridoi e scale, il Forte di Fortezza è considerato una delle più interessanti fortificazioni dell’area alpina e un capolavoro dell’architettura bellica austriaca. Edificato tra il 1833 e il 1838, ha vissuto alterne vicende, finché nel 2008 non è stato aperto al pubblico. Da allora ospita mostre d’arte e di architettura di portata regionale e internazionale e diverse manifestazioni. La mostra permanente "Cattedrale nel deserto" offre sguardi nella realizzazione del Forte e negli effetti che questa ha avuto sulla zona circostante. Al suo areale appartiene anche il Bunker n. 3, che si nasconde sotto un fitto strato di vegetazione in un tratto di bosco sul suo perimetro orientale e si può visitare su prenotazione.
Il GEOMuseo di Redagno, allestito nell’edificio "Peter Rosegger", situato nei pressi della chiesa di Redagno di Sopra, espone i più importanti reperti fossili provenienti dal GEOPARC Bletterbach e le sue caratteristiche rocce.
Il GEOPARC Bletterbach rientra nelle Dolomiti Patrimonio Mondiale Unesco e si estende su una superficie complessiva di 818 ettari. Nel suo paesaggio unico si trovano fossili di piante e orme di sauri. Nell’areale e nel centro visitatori sono illustrate questa particolare geologia e geomorfologia.
La Galleria Civica, situata su due piani, occupa una piccola porzione dell’antico convento dei frati Domenicani. Gestita dalla Ripartizione Servizi culturali del Comune di Bolzano, ospita esposizioni dedicate all’arte e alla cultura non solo cittadina.
La galleria foto-forum s’intende come piattaforma per la fotografia. Attraverso mostre e altre attività vengono presentate posizioni comunicative, creative e artistiche in ambito fotografico.
Dal 2007 la galleria Le Carceri presenta ogni anno negli spazi storici delle ex carceri di Caldaro varie esposizioni d’arte contemporanea. Per ogni mostra un/a artista dell’Alto Adige viene invitato/a a creare in dialogo con le opere di un/a collega.
SKB Artes si propone come luogo in cui l’arte contemporanea viene presentata, mediata e discussa. Attraverso il suo programma, che abbraccia l'arte contemporanea, la letteratura, la musica e l'architettura in tutte le sue forme espressive, SKB Artes intende rendere accessibile lo spettro dell'arte sudtirolese. SKB Artes si considera un ponte di scambio tra artisti, curatori, esperti d'arte di tutte le discipline e un pubblico diversificato. Come luogo artistico non commerciale, SKB Artes esplora le correnti artistiche contemporanee e mette in contatto i suoi membri con artisti di altre discipline e paesi. Grazie ai suoi legami internazionali con istituzioni artistiche e reti simili, SKB Artes promuove la sofisticata promozione di nuove forme d'arte e il dialogo con il pubblico dentro e fuori dall'Alto Adige. I locali storici offrono spazio per ampie esposizioni collettive come anche per esposizioni individuali dei membri. Allo stesso tempo, vengono presentate iniziative nel campo della letteratura, della composizione musicale e dell'architettura, creando così interconnessioni. Viene esplorato lo sviluppo e i progetti di una concezione estesa dell'arte al fine di contribuire e promuovere una scena culturale vivace, sia attraverso i suoi membri che oltre. SKB Artes si trova a Bolzano, non lontano dal centro storico. Gli spazi storici generosi nel Deutschhaus in via Weggenstein si suddividono in un'area espositiva di circa 400 m2, che può essere utilizzata in modo integrato o modulare, e una biblioteca che contiene un vasto assortimento di opere letterarie di autori sudtirolesi, monografie di artisti e opere collettive. SKB Artes inaugura nel 2024, assumendo così l'eredità della Galleria Prisma (1989 - 2023). Grazie alla lunga storia del Südtiroler Künstlerbund (fondato nel 1946) e alla sua consolidata collaborazione, SKB Artes può contare fin dall'inizio non solo sui suoi 450 membri, ma anche su una vasta rete di partner nel settore artistico, nella gestione delle mostre, nell'economia e nella scienza.
Realizzato nel 1940-41 dal regime fascista per scopi difensivi, il bunker è un’impressionante fortificazione sotterranea su più piani costituita da una lunga rete di gallerie che collegano postazioni di tiro e ampi spazi interni. Nella parte iniziale è allestita una galleria espositiva di immagini (Gampen Gallery), mentre l’interno ospita tra l’altro un’esclusiva collezione di minerali.
Il Giardino di sculture di Sieglinde Tatz Borgogno all'interno di un piccolo terreno boschivo a Pochi di Salorno è il risultato di una lunga e intensa fase creativa dell'artista. Vi si possono ammirare e toccare centinaia di figure femminili e alcune figure maschili, fatte prevalentemente di bronzo e di dimensioni diverse, alcune molto piccole, altre molto grandi, sedute, sdraiate, in piedi. Il giardino inoltre regala un panorama stupendo sulla sottostante Val d'Adige. Ulteriori informazioni presso l'Ufficio turistico Castelfeder.
Il museo mostra principalmente attrezzi tipici dell’artigianato, della viticoltura, dell’agricoltura, della conduzione della casa e del maso della Bassa Atesina, ma tematizza anche il corteo “Egetmann” di Termeno e il nuovo argomento centrale “Vivere tra Nord e Sud”.
Il Kunstforum Unterland - Galleria della Comunità Comprensoriale Oltradige/Bassa Atesina presenta, nei suoi spazi medievali sotto i portici di Egna, mostre d'arte contemporanea di caratura sia locale che internazionale. Diverse posizioni artistiche vengono presentate attraverso sei appuntamenti annuali. La galleria è diventata un punto d'incontro e di riferimento per gli operatori e amanti del settore.
Questo museo a 2.275 metri di altitudine, in cima al Plan de Corones nei pressi di Brunico, nelle Dolomiti, è dedicato alla fotografia di montagna. Il percorso si snoda su 1.800 metri quadrati e quattro piani, alla scoperta della storia della fotografia di montagna dagli inizi ad oggi, e propone opere artistiche di fotografi e fotografe da tutto il mondo, fotografie storiche, innovazioni digitali, mostre temporanee e allestimenti scenografici.
La residenza storica del Lanserhaus è un centro culturale dal 2005. È costituita da vari edifici che ospitano mostre d’arte, concerti, seminari e altre iniziative culturali.
Sito nei locali della parrocchia di Lappago, il museo permette di conoscere l’acqua con tutte le sue qualità e i suoi segreti e richiama l’attenzione su ciò che è casuale e marginale, ovvero sulle piccole cose che si incontrano nella natura.
Guide con una formazione specifica sul tema del marmo presentano curiosità e informazioni interessanti sulla genesi, la storia, la pericolosa estrazione e la lavorazione dell’“oro bianco”, il pregiato marmo di Lasa. Tutti i giorni diverse visite guidate partono direttamente dalla stazione ferroviaria di Lasa.
Aperta tutto l'anno, Merano Arte presenta nei suoi 500 mq di superficie espositiva, distribuita su tre piani, le ricerche contemporanee più attuali in ambito di arte figurativa, architettura, letteratura, musica, fotografia e nuovi media. La struttura è gestita dall'associazione culturale Merano Arte che in collaborazione con istituzioni pubbliche e partner privati ne organizza la programmazione.
Situato sul Plan de Corones (2275 m), al margine del più spettacolare altopiano panoramico dell’Alto Adige, il MMM Corones è dedicato all’alpinismo tradizionale, disciplina che ha plasmato ed è stata plasmata in maniera decisiva da Reinhold Messner. La vista mozzafiato sulle Alpi, che si gode dall’inconfondibile edificio progettato da Zaha Hadid, è parte integrante dell'esperienza museale: lo sguardo spazia in tutte e quattro le direzioni cardinali, anche oltre i confini provinciali, dalle Dolomiti di Lienz a est fino all’Ortles a ovest, dalla Marmolada a sud fino alle Alpi della Zillertal a nord.
Il cuore del circuito museale ideato da Reinhold Messner trova spazio tra le antica mura di Castel Firmiano, rese accessibili da una struttura moderna in vetro e acciaio. Il percorso espositivo si snoda tra le torri, le sale e i cortili della rocca, offrendo al visitatore una visione d'insieme dell'universo montagna. Opere, quadri, cimeli e reperti naturali raccontano lo stretto rapporto che unisce l'uomo alla montagna, l'orogenesi delle catene montuose ed il loro disfacimento, il legame tra montagna e religione, la maestosità delle vette più famose del mondo, la storia dell'alpinismo dagli inizi fino all'odierno turismo alpino.
Arroccato su un'altura nella splendida val Venosta, Castel Juval ospita il museo che Reinhold Messner ha voluto dedicare al “mito” della montagna. Per molti popoli in tutto il mondo la montagna è sacra, dall'Olimpio all'Ararat, dal Sinai al Kailash, dal Fujiama in Giappone all'Ayers Rock in Australia. Il museo custodisce una raccolta di dipinti con vedute delle grandi montagne sacre, una preziosa collezione di cimeli tibetani e di maschere provenienti dai cinque continenti, la stanza del Tantra e, nei sotteranei, le attrezzature usate da Reinhold Messner nelle sue spedizioni. Nei pressi del museo, bello ed emozionante, si possono visitare i vigneti in pendenza dell'azienda agricola Unterortl e la trattoria Schlosswirt Juval che serve piatti tipici.
Dedicato al tema del ghiaccio e allestito in una moderna struttura sotterranea, il museo è situato a Solda, a 1900 metri di quota, ai piedi dalla vedretta dell'Ortles, che la famosa carta del Tirolo disegnata nel 1774 da Peter Anich indicava come la “Fine del mondo”. Nel MMM Ortles incontriamo il terrore del ghiaccio e dell'oscurità, i miti dell'uomo delle nevi e del leone delle nevi, il white out e il terzo polo, in un viaggio attraverso due secoli di storia degli attrezzi da ghiaccio, dello sci, dell'arrampicata su ghiaccio e delle spedizioni ai poli. MMM Ortles espone la più vasta collezione di dipinti con vedute dell'Ortles. La trattoria Yak&Yeti, situata accanto al museo, propone specialità delle montagne sudtirolesi e himalayane.
Nel Castello di Brunico, situato sulla collina a sud del capoluogo della val Pusteria, Reinhold Messner ha allestito il penultimo dei suoi sei musei dedicati alla montagna. Circondato da masi contadini, il castello ospita il museo dei popoli di montagna. Dal museo MMM Ripa (in lingua tibetana “ri” sta per montagna e “pa” per uomo) si gode una splendida vista su Plan de Corones, luogo di forte richiamo turistico, sul paesaggio rurale della valle Aurina e sulle Alpi della valle di Zillertal. Il moderno alpinismo è nato 250 anni fa, ma è da più di 10.000 anni che l'uomo abita e frequenta i rilievi montuosi. Da principio ci si recava per cacciare, poi per condurre mandrie e greggi di pascolo in pascolo, quindi vi si stabilì per lavorare la terra e allevare bestiame. Stabilitisi tra i fondali delle valli e i pascoli estivi, i popoli di montagna hanno saputo sviluppare una propria arte della sopravvivenza, una cultura che, al contrario della cultura urbana, si basa sulla responsabilità personale, sulla rinuncia al consumo, sul mutuo aiuto. È a questo modo di vivere, che solo all'osservatore superficiale può apparire diverso da luogo a luogo, che Reinhold Messner dedica il museo MMM Ripa.
Nel medioevo la miniera di Villandro era annoverata tra le aree di estrazione del minerale più significative del Tirolo. Dopo la sua chiusura all’inizio del XX secolo cadde nell’oblio. Con un faticoso lavoro, l’Associazione culturale e museale di Villandro l’ha resa nuovamente accessibile al pubblico. È possibile visitare diverse gallerie nell’ambito di visite guidate.
Con i suoi circa 20.000 pezzi, Mondo Treno è una delle più ampie collezioni private di modellini di treno d’Europa. Occupa una parte del percorso “L’Alto Adige in miniatura”.
Il Mondo del Loden presenta ai visitatori l’intero processo che dalla pecora porta al capo di abbigliamento finito. Utensili storici raccontano la storia della produzione delle stoffe, l’attività di filatura delle donne, i viaggi dei venditori ambulanti di panni e la follatura del Loden.
La zona di Aldino era un tempo sede di innumerevoli mulini, brillatoi e pestini, poiché la coltivazione dei cereali rappresentava la più importante fonte di sostentamento. Lungo il rio Thal ora alcuni di essi, riattivati, sono accessibili al pubblico.
Nell’ex edificio rurale dell’abbazia benedettina è ospitato un museo che offre uno sguardo sulla storia del convento e sulla vita quotidiana dei suoi monaci. Il museo propone inoltre mostre temporanee.
Il museo racconta la storia dell’allagamento e della ricostruzione dei paesi di Curon e Resia. Integrano la collezione oggetti e figure sacre dalle antiche chiese dei due paesi.
Il Museo Asburgico è una collezione privata di Hermann Pegger, che per anni ha raccolto oggetti storici relativi alla Monarchia austro-ungarica e alle guerre di liberazione del 1809.
A Bagni Egart, il più antico centro termale del Tirolo, oggi ristorante, è possibile ammirare un’ampia collezione privata sulle tradizioni locali e numerose curiosità sulla monarchia asburgica “imperialregia” (“K.u.K.”), raccolte da Karl Platino.
Originariamente torre residenza fortificata medioevale, Castel Moos propone arredi e affreschi del 1400 e parte della collezione di dipinti di artisti e artiste tirolesi della prima metà del XX secolo di Walter Amonn.
Il più antico museo dell’Alto Adige offre una preziosa raccolta di reperti archeologici, testimonianze dell’arte medioevale, gotica e barocca e una pregevole esposizione di costumi del XIX sec. e oggetti tradizionali della cultura popolare tirolese.
Il museo presenta parte della collezione storico-artistica dell’antico Museo Civico di Brunico con importanti esempi di arte tardogotica. Grande rilievo viene dato inoltre a un programma di mostre di artisti moderni e contemporanei.
Nel 2017 il magistrato, imprenditore e collezionista bolzanino Josef Kreuzer donò alla Provincia di Bolzano la sua collezione di oltre 1.500 opere di circa 300 artisti del Tirolo, dell’Alto Adige e del Trentino, insieme al palazzo che la ospita in pieno centro storico a Bolzano, a condizione di farne un museo accessibile al pubblico. A pianterreno è stato ricavato un ambiente per mostre temporanee d’arte, lo Spazio Eccel Kreuzer.
Il Museo Mansio Sebatum è dedicato all’insediamento romano di San Lorenzo. I reperti esposti offrono una panoramica della vita nell’antica stazione di sosta di “Sebatum”, con le sue terme, il suo mercato e i suoi scambi, oltre che dei riti funebri e del mondo delle divinità dei Romani.
L’antico ospizio e l'Antica Commenda dell’Ordine Teutonico sono un'importante testimonianza della storia europea dell'Ordine. Vi sono conservate le tavole delle portelle dell’altare maggiore tardogotico (1456) dipinto da Hans Multscher di Ulma e altri documenti significativi.
Il museo espone schizzi e bozzetti dei numerosi affreschi, oltre a studi, acquerelli e lavori di grafica del famoso pittore sudtirolese Rudolf Stolz (1874–1960), nonché dipinti del fratello Albert Stolz e propone ogni anno mostre temporanee con opere di artisti prevalentemente di area tirolese.
Situato accanto alla celebre chiesa di San Procolo, il museo sotterraneo ne illustra la storia, assieme a quella di Naturno, dal tardo-antico all’alto medioevo fino al gotico e alla peste del XVII sec.
Il museo Uomo nel tempo ripercorre la vita dell’uomo in Alto Adige dall’età della pietra fino al recente passato. Le diverse epoche sono rappresentate attraverso innumerevoli oggetti originali, esperimenti e animazioni. Mostre temporanee a cadenza annuale offrono sguardi nell’ampia collezione.
Il museo illustra la storia naturale e culturale della Val Gardena: nascita delle Dolomiti, antiche testimonianze archeologiche, una collezione di sculture lignee gardenesi, vita e opere di Luis Trenker, regista e attore di film di montagna, la tela quaresimale di San Giacomo e la camera da letto “Bierjun” del tardo Medioevo.
Castel Fontana ospita un museo agricolo incentrato sul tema “vita in pendio”, una fattoria con razze rare di animali domestici, un centro studi internazionale e il memoriale del poeta Ezra Pound.
Nell’antica casa colonica, risalente a 500 anni fa, una ricca collezione di macchinari, attrezzi e oggetti d’uso quotidiano e di devozione documenta la vita della civiltà contadina.
Il museo espone una grande varietà di attrezzi agricoli e di uso quotidiano che testimoniano la vita contadina dell’età preindustriale.
Il Museo degli elmi dei pompieri espone circa 700 elmi da tutto il mondo e di diverse epoche (tra essi anche elmi francesi in metallo con pennacchio), scuri, sciabole e uniformi rare.
Edificato nel XII e ampliato nei sec. XIV e XV, il castello è caratterizzato da interventi architettonici rinascimentali. Il percorso offre anche l‘opportunità di ammirare un‘ottantina di plastici di castelli sudtirolesi realizzati da Ludwig Mitterdorfer (1885–1963).
Sito al secondo piano della Residenza Lächler, sopra l'associazione turistica, il museo intende essere un centro di ricerca, documentazione e informazione sul costume tradizionale ("Tracht") di Castelrotto e sulla sua storia. Espone costumi tradizionali del XVIII, XIX e XX sec. e parti di essi nonché una ricca raccolta di immagini storiche. Ospita mostre temporanee, organizza visite guidate, conferenze e corsi e collabora con associazioni del settore.
Il museo mostra la storia dell’intaglio e del presepe natalizio in Valle Aurina, esponendo presepi popolari tirolesi, orientali e moderni.
In questo museo privato della famiglia Schmid, attrezzi e utensili illustrano lo sviluppo della viticoltura e della lavorazione del vino, della lotta antiparassitaria e dell’agricoltura nel Burgraviato, nonché la tradizione della produzione dello speck.
Sulla scorta di varie attrezzature per la produzione del miele, il museo sito presso il Maso Plattner illustra la storia e lo sviluppo dell’apicoltura in Alto Adige. L’area esterna al maso ospita vecchi apiari e un percorso didattico.
Nel museo della Collegiata l’arte sacra della chiesa, il tesoro del Duomo, i libri risalenti ai sec. XV–XVIII e una significativa raccolta di manoscritti sono testimonianza dell’attività intellettuale e spirituale della più antica Collegiata del Tirolo. Nella seconda sede, ovvero nel Convento dei Francescani (via P.-P.-Rainer 15, 39038 San Candido) invece sono esposti numerosi reperti archeologici di San Candido risalenti ai secoli dell’Impero romano e una collezione di oggetti folkloristici.
Il museo conduce in un viaggio nel passato all’interno di un’abitazione dell’antica borghesia brissinese con i suoi sontuosi rivestimenti lignei, gli affreschi unici e le originali stufe ad olle. Nella sede della Farmacia Peer si è conservato un prezioso tesoro fatto di rari oggetti, che narrano con la loro molteplicità e fantasia «l'arte di curare». Allo stesso tempo questo piccolo gioiello museale rappresenta una perla di rara bellezza per gli amanti dell’architettura e dell’arte moderna.
Il Museo della Scuola di Bolzano è stato concepito come museo aperto. Gli oggetti esposti (materiali didattici, fotografie, documenti, arredi, cartelloni) rispecchiano la storia delle tre culture di questa terra, in un incontro tra esperienze personali e vicende collettive.
Nell’ex scuola elementare dell’isolata località di Tagusa è narrata la storia della scuola e dei suoi alunni, provenienti dai masi circostanti, dal periodo fascista agli anni ‘90.
Nel 1963 è stato allestito un museo nell’antico edificio scolastico. Offre una panoramica dello sviluppo dell’arte popolare e della cultura contadina della Val d’Ultimo.
Nella residenza medievale Larchgut numerosi oggetti e pannelli documentano lo sviluppo della viticoltura dal medioevo a oggi, dalle diverse forme di coltura, alle varietà di frutta antiche e nuove, fino all’irrigazione e alla lotta antiparassitaria.
Attraverso abiti, accessori, oggetti di uso quotidiano e curiosi, il Museo delle Donne descrive la storia della donna e il suo ruolo sociale ieri e oggi. Ogni anno organizza mostre temporanee su temi che riguardano le donne e manifestazioni correlate.
Prendendo le mosse dalle invenzioni di Peter Mitterhofer, originario di Parcines, un’ampia collezione illustra la storia della macchina da scrivere dal XIX sec. agli anni ’80.
Con la sua ampia collezione di attrezzi, opere di arte locale sacra e profana e oggetti della quotidianità domestica, il museo documenta la vita contadina e vari mestieri artigiani ormai dimenticati.
Situato nell’antica residenza urbana e sede degli uffici amministrativi dell’imperatore Massimiliano I, il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige illustra la storia naturale e paesaggistica dell’Alto Adige, uno dei territori più multiformi d’Europa. Su una superficie espositiva di circa 1.000 mq, il museo consente di scoprire – in una sorta di viaggio nel tempo scandito da plastici, diorami e postazioni sperimentali e multimediali – i momenti più importanti delle origini della terra e della nascita e dello sviluppo dei vari ambienti naturali. Il piano terra ospita regolarmente mostre temporanee. Il museo gestisce anche il Planetario "Alto Adige" di San Valentino in Campo (Cornedo all'Isarco), vero e proprio simulatore stellare il cui sistema tecnologico permette di ricreare il moto dei pianeti e delle stelle sfruttando la tecnologia 3D.
Ubicato in una delle ultime case a portico di Egna, il museo espone oggetti d’arredamento e d’uso quotidiano tipici dell’abitazione borghese del XIX e XX sec., disposti nel loro ambiente come se la casa fosse ancora abitata.
Nel museo allestito nell’edificio della sinagoga, documenti e oggetti offrono testimonianze della comunità ebraica formatasi a Merano tra fine ‘800 e inizio ‘900 e accompagnata fino agli anni ’30 da un fiorente turismo ebraico.
Il Museo locale espone opere di arte sacra che rispecchiano le forme di devozione religiosa e artistiche del barocco e del rococò. Un gioiello particolare è il tesoro del maso Thal. Il museo conserva anche dipinti, sculture lignee, monete e medaglie provenienti da collezioni private.
Il Museo locale è alloggiato nella storica “ Pfleghaus”. Espone su quattro piani utensili dalla quotidianità contadina, artigianale e domestica e oggetti di arte popolare profana e religiosa.
Il fienile della parrocchia di Laudes ospita un piccolo museo di storia e cultura locale con oggetti d’uso quotidiano e attrezzi da lavoro agricolo provenienti dai dintorni, raccolti da Norbert Schuster.
Nell’antica sede del Magistrato Mercantile i preziosi oggetti d’arredo del XVIII sec., i dipinti di pittori barocchi e i documenti originali testimoniano la tradizione delle fiere di Bolzano, centro mercantile di fama internazionale.
Il museo è il risultato di un impegnativo lavoro di ricerca e raccolta durato diversi decenni nelle Alpi di Ziller (Aurine) e negli Alti Tauri ed espone circa 1.000 esemplari di minerali. Oltre ai più grossi quarzi affumicati trovati nella nostra regione, merita particolare attenzione un rarissimo cristallo di rocca “ritorto”, tra i più belli venuti alla luce finora e ritrovato nella miniera di Predoi. La sezione multimediale presenta la nascita dei minerali, la loro ricerca e il faticoso recupero, infine l’azione terapeutica di molti di essi.
Il museo, ampliato di recente, custodisce la collezione mineralogica composta dai famosi geodi di Tiso, cristalli di rocca e altri minerali della zona alpina, raccolti dal collezionista Paul Fischnaller. Le famiglie possono cercare geodi insieme al collezionista.
La Torre Bianca, uno dei simboli di Bressanone, ospita un museo che, a partire da vari modelli, racconta il suo significato di torre cittadina e campanaria. Propone inoltre campane in miniatura, l’interno dell’originale globo del campanile e il ruolo dei guardiani del campanile.
Il museo allestito in quella che fu la casa natale del Principe Vescovo Johannes Zwerger documenta la vita e le opere del più noto cittadino di Anterivo. Conserva documenti dalla sua vita e oggetti della sua quotidianità.
Dal 2000 la chiesa di San Michele è un museo che custodisce opere d’arte sacra provenienti dalle vicine chiese di Tubre.
Il museo propone una cinquantina di opere di arte sacra, allestite con cura. Le statue, i dipinti e gli altri tesori esposti conducono attraverso oltre 700 anni di storia regionale. Dal 1984 il museo parrocchiale è ospitato nel granaio gotico, nell’angolo nord-est del giardino della canonica. Sopra il portone d’entrata è incisa la cifra 1559, data di ristrutturazione dell’edificio.
Nell’antica cappella cimiteriale di San Michele è possibile ammirare arte sacra tardo-gotica proveniente dalle chiese del circondario. Al pianterreno si trova il Museo archeologico con ritrovamenti dalla zona di Peterbühel che vanno dalla preistoria al tardo-antico al medioevo.
Il museo, situato a pianterreno della vecchia scuola elementare, racconta la storia del territorio dell’Ortles, l’impulso dato al turismo dalla prima scalata dell’Ortles, il fronte della Prima Guerra Mondiale e espone reperti minerali.
L’attività mineraria ha caratterizzato per secoli e fino ai nostri giorni non solo il paesaggio, ma anche la vita degli abitanti delle Alpi centrali. Nell’antico Granaio di Cadipietra le mostre temporanee raccontano ai visitatori i loro volti e le loro storie. Attraverso immagini di minatori al lavoro nei secoli passati nelle miniere di Ridanna/Monteneve e di Predoi la mostra in corso “Ritratti. Gente di miniera” presenta i loro ritratti e racconta con brevi biografie la loro vita. Immagini, testi, registrazioni audio e diversi oggetti personali permettono di ridare un volto e una voce a imprenditori minerari e minatori, ma anche alle donne impiegate nella miniera.
A Predoi dal 1996 è possibile effettuare, a bordo di un trenino, una suggestiva visita guidata vestiti con elmetto e cerata alla galleria “ Sant’Ignazio”, lunga oltre 1 km. Da essa ancora oggi si estrae rame di cementazione: il particolare impianto è visibile e perfettamente funzionante. All’interno comincia l’avventuroso percorso guidato di 350 m, disseminato di rappresentazioni di scene lavorative. Il centro climatico si trova a ca. 1.100 m nel cuore della montagna e si presenta come luogo di quiete, distensione e rigenerazione.
La sede di Ridanna fu costruita 150 anni fa ed è una testimonianza unica del periodo della rivoluzione industriale. Nell’impianto di arricchimento del minerale a Masseria, dotato delle tecnologie più moderne per l’epoca, i visitatori possono toccare con mano l’intero processo di produzione grazie a macchinari funzionanti. Il più lungo sistema di trasporto minerario al mondo, composto di piani inclinati e binari per il traino con i cavalli che si estendono dal distretto in alta montagna alle gallerie di Monteneve, ma anche i grandi bacini di flottazione e i potenti macchinari fanno intuire sia le dimensioni impressionanti sia le difficoltà dell'attività estrattiva e invitano il visitatore ad un viaggio nel tempo tornando alla rivoluzione industriale in campo minerario.
Il Museo degli usi e costumi di Teodone illustra la vita della società rurale in epoca preindustriale, dal nobile al contadino fino al bracciante. Al centro si trova la residenza barocca Mair am Hof (costruita alla fine del XVII secolo) con le sale padronali e le collezioni etnografiche. Nell’area all’aperto di oltre tre ettari, i masi contadini originali, le officine degli artigiani, gli orti agricoli e gli animali domestici raccontano la vita quotidiana di una volta.
Il Museo provinciale del vino si trova nel centro di Caldaro, in quello che fu l’edificio amministrativo della signoria Caldaro-Laimburg. Il museo offre uno sguardo sulla storia della viticoltura in Alto Adige: dagli attrezzi storici che accompagnavano l’annata lavorativa del viticoltore, fino alle rappresentazioni religiose che illustrano il rapporto tra vino e religione. Nel piccolo vigneto del museo si coltivano oltre 30 vitigni diversi le cui uve si possono assaggiare in autunno.
Nella torre di Castel Thurn (XIII sec.), antica sede giudiziaria e attuale municipio, è possibile ammirare una preziosa collezione di opere d’arte religiosa – pale d’altare, dipinti e statue di santi del primo barocco – e atti di consacrazione.
Il bunker è un residuato degli anni '40 scavato nella roccia. Ospita una mostra sulla storia della valle dall’epoca glaciale al XX sec. e presenta, come punto informativo del Parco naturale del Gruppo di Tessa, le specificità naturali della zona. Il museo, fondato nell'aprile del 2010, da gennaio 2017 viene gestito dalla neocostituita associazione MuseumHinterPasseier.
La struttura museale Timmel_Transit è stata inaugurata nel 2018 in una ex caserma sul valico del Rombo. Essa intende integrare il Museo del Passo, che si trova in territorio austriaco, e completare il percorso dell’“Esperienza Passo Rombo” – sei piccole stazioni museali lungo la strada alpina del Passo Rombo. Attraverso immagini, pannelli e filmati con interviste a testimoni d’epoca, la mostra permanente tematizza la storia della costruzione della strada del Passo Rombo sul versante altoatesino. Timmel_Transit include anche un archivio digitale con quasi 3.000 documenti e immagini relative alla realizzazione della strada del Passo Rombo, conservato al Bunker Mooseum e in parte ancora in elaborazione.
Ospitato nel maso Sand, il museo racconta in forma viva e avvincente la storia di Andreas Hofer, l’eroe popolare tirolese. La mostra permanente “Eroi & Noi” riflette su eroi odierni. Il museo all’aperto illustra la vita contadina.
Ciastel de Tor, famoso per la sua caratteristica torre e nel XIII secolo sede del giudizio “Thurn an der Gader”, è luogo di riferimento della cultura degli oltre 30.000 ladini, uniti nella loro identità da due elementi essenziali: la lingua derivata dal latino volgare e lo straordinario paesaggio montuoso delle Dolomiti. Dal 2001 il ?iastel ospita il Museo provinciale ladino. Esso fornisce preziose informazioni sulla geologia, archeologia, storia, lingua, sul turismo e artigianato artistico delle cinque valli ladine.
Il museo è dedicato all’orso preistorico delle caverne di 40.000 anni fa e alla geologia delle Dolomiti. Illustrano gli aspetti dell’”Ursus ladinicus” e del suo habitat numerosi reperti originali – ossa, denti, crani – e installazioni video. Nel piano interrato si trova la ricostruzione della grotta delle Conturines, luogo di ritrovamento dell’Ursus ladinicus, con una ricostruzione dell’orso delle caverne in letargo e dell’orso bruno M12 (Mico).
In occasione della costruzione del centro anziani sono venute alla luce straordinarie testimonianze di epoca romana: un edificio riccamente affrescato con sala colonnata e una massiccia struttura, probabilmente la base di un tempio o di un monumento. Ad oggi sono i resti archeologici più importanti di Pons Drusi, la Bolzano di epoca romana.
Dal 2015 il Palais Mamming Museum – che presenta le collezioni del Museo Civico di Merano – è ospitato nella nuova sede di piazza Duomo, in un palazzo barocco ristrutturato recentemente. La collezione fornisce una panoramica sull'evoluzione storica della città. Il percorso, a sviluppo circolare, ha inizio dalla preistoria e protostoria, toccando via via tutti gli ambiti, fino all’arte del XX secolo. Ciò che contraddistingue il fascino particolare di questa collezione sono anche alcuni pezzi “esotici” e curiosi, tra cui una mummia egizia, la collezione d’armi sudanesi di Slatin Pascha, una macchina da scrivere di Peter Mitterhofer e una maschera funebre di Napoleone.
Il Piccolo Museo di Lana ospita la collezione privata di Alexander Schwabl dedicata alle due guerre mondiali. Pezzi forti sono le uniformi, i documenti e le foto del fronte sud-occidentale.
Promosso dall’Autostrada del Brennero spa, il Plessi Museum è il primo spazio museale in autostrada in Italia. È segnato dalla presenza dell’installazione che l’artista Fabrizio Plessi aveva realizzato nel 2000, in occasione dell’Expo di Hannover, pensata per celebrare l’Euregio. È una scultura che unisce tre composizioni rappresentanti le province di Trento, Bolzano e Innsbruck. Il percorso espositivo raccoglie installazioni video, sculture e presenze grafico-pittoriche.
Il complesso, di cui fa parte la chiesa dedicata a San Nicola Taumaturgo consacrata nel 1897, è sorto grazie al lascito della signora moscovita Nadezhda Ivanovna Borodina. La raccolta espone icone, oggetti di culto, documenti, libri e testimonianze della comunità russo-ortodossa che visse a Merano sin dalla fine dell’Ottocento.
Il “Rohrerhaus”, menzionato già nel 1280 e uno dei maggiori masi della valle, è un luogo di incontro a carattere museale. Oltre a stube, cucina e un’altra piccola stube fanno parte del complesso anche il forno e il mulino.
La "serra III" di fine anni '50 della Floricoltura Schullian è l'ultima di questo tipo in Alto Adige. Al suo interno, l'artista Paul Thuile ha ideato una mostra permanente. Oggetti e fotografie d’epoca, testi, filmati e interviste presentano la storia dell’ortofrutticoltura, le vicende delle dieci più importanti ditte e famiglie che hanno fondato il settore in Alto Adige nonché ritratti dei maggiori protagonisti del suo sviluppo in questa terra negli ultimi 60 anni. Tra essi, spicca il fondatore della floricoltura che ospita l'esposizione, Franz Schullian.
Lo Speckworld Moser è situato in un edificio costruito in stile architettonico alpino e mostra la storia dello Speck. Si possono ammirare la tradizionale cucina, l’affumicatoio, l’originale mangiatoia per i maiali, l’antica siringa per le salsicce, un’antica bilancia e molti altri i utensili originali utilizzati nella produzione dello Speck. Diverse stazioni interattive e tavole informative illustrano l’antica e moderna produzione artigianale dello Speck, elargendo consigli per conservare al meglio il prodotto, per affettarlo in modo ideale e molto altro ancora. Immagini e ricette di piatti a base di Speck svelano inoltre le sue possibilità di utilizzo.
Il tesoro del Duomo di Bolzano è da annoverare fra le più ricche raccolte di arredi sacri di età barocca dell’area tirolese. Vi si trovano preziosi paramenti liturgici, gonfaloni e pregiati prodotti di oreficeria del XVIII secolo.
La Torre della chiesa (detta anche Torre di Tubre) ospita dal 2011 la mostra permanente “Paul Flora – Vita e opera”, dedicata all’artista di Glorenza. Vi si possono ammirare 60 opere di Flora e immagini che documentano la sua vita.
All’interno della Torre di Porta Sluderno, su due piani, sono illustrate le "Tappe di una piccola città". Temi centrali sono il commercio, la difesa, il mercato, le professioni nonché la ricostruzione e fortificazione della città di Glorenza nel XVI sec.
Un tempo residenza estiva dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, meglio nota come Sissi, Castel Trauttmansdorff oggi ospita il Touriseum, il Museo provinciale del Turismo, il primo in tutto l’arco alpino specializzato nella storia del turismo. Il Touriseum, circondato dallo spettacolare orto botanico di Castel Trauttmansdorff, offre un emozionante viaggio nel tempo alla scoperta dei 200 anni di tradizione turistica del Tirolo, attraverso un percorso arricchito di pannelli illustrati. Il visitatore, proiettato nel passato, rivive l’atmosfera del tempo sia dal punto di vista dei villeggianti sia da quello della popolazione locale.
Il museo è dedicato alle specificità della Val Venosta, come il sistema di irrigazione con i canali detti “Waale”, l’archeologia nel “magico triangolo retico” (siti del Ganglegg e del Tartscher Bühel) e il tema degli “Schwabenkinder” (bambini costretti a lavorare in Germania meridionale).
Nel 1905 Franz Fromm, commerciante di origini tedesche, si trasferì a Merano, dove diversi anni dopo acquistò Villa Freischütz. Essa divenne per Fromm il definitivo approdo per sé e la sua famiglia e il forziere per la sua collezione di tesori artistici raccolti con passione. È grazia a sua nipote Rosamaria Navarini (1926-2013) se questa collezione si è potuta conservare fino ai giorni nostri. Nel suo testamento, dispose che questi tesori diventassero fruibili al pubblico nella villa. Costruita nel 1909, Villa Freischütz rappresenta un significativo esempio di edificio dell’"età dell’oro" della città di cura e custodisce una varia e preziosa collezione di opere d’arte e d’arte applicata. L’intreccio degli oggetti e delle singole storie presentati nella mostra traccia un ritratto di una tipica famiglia borghese dell’epoca.
L'ar/ge kunst è il Kunstverein (Associazione artistica) di Bolzano. Il nome – un’abbreviazione di Arbeitsgemeinschaft, comunità di lavoro - indica l’obiettivo di promuovere un’idea di lavoro collettivo intorno ai linguaggi dell’arte contemporanea e alla loro relazione con discipline quali l’architettura, il design, le arti performative e il cinema. L’istituzione produce e presenta pratiche artistiche regionali, nazionali ed internazionali e, attraverso esse, conduce una ricerca critica sul ruolo dell’arte in rapporto alla sfera sociale e politica. Negli ultimi anni ar/ge kunst ha rivolto la propria indagine sull’idea di mostra come medium e ha sviluppato workshop, residenze, lecture e performance.
Il parco-museo didattico vicino al luogo di ritrovamento di Ötzi spiega come fu trovato l’Uomo venuto dal ghiaccio e come viveva 5300 anni fa. Nelle mostre spiccano le ricostruzioni delle capanne neolitiche e dell’equipaggiamento di Ötzi. A famiglie e amanti di tecniche artigianali antiche è consigliata la visita dei percorsi 2 e 3 (area laboratori, pontile canoa monossile e area tiro con l’arco).
Visita del castello Castel Mareccio è principalmente un centro eventi, che può essere affittato per diversi occasioni come congressi, mostre, concerti, matrimoni... Però è anche uno dei gioielli storico-artistici di Bolzano da non perdere! E può essere visitato nei giorni nei quali NON ci sono manifestazioni. Come tanti castelli medievali, anche Castel Mareccio venne ampliato nel corso del 1500. Oggi si possono vedere le sale affrescate e salendo nella torre si può ammirare il panorama a 360°. Prezzo d'ingresso: 5€ Orario per le visite: ore 9-12.45 (ultimo ingresso 12) e 14-17 (ultimo ingresso 16.15) Contattateci per maggiori informazioni: (+39) 0471 976615 oppure mareccio@mareccio.info
Arroccato su un’erta parete rocciosa sopra il comune di Appiano sulla Strada del Vino, troneggia maestoso Castel d’Appiano. Da qui, a 636 m s.l.m., lo sguardo spazia libero sull’intera Val d’Adige, l’Oltradige e la conca di Bolzano, posandosi su un idilliaco panorama in cui spiccano gli incantevoli vigneti – tratto distintivo di questo angolo dell’Alto Adige –, il profilo delle Alpi dell’Ötztal e le pallide vette delle Dolomiti. Castel d’Appiano ha alle spalle una lunga e interessante storia. Costruito nel 1130 dal conte Ulrico II, divenne presto una delle fortezze più significative e delle dimore più prestigiose della regione. Tutt’oggi, chi da vicino o da lontano osserva il castello prova un senso di soggezione alla vista del mastio pentagonale, che con i suoi 23 m di altezza si eleva verso il cielo. Nel suo nuovo ruolo di meta escursionistica distante poco meno di un’ora a piedi da Missiano, Castel d’Appiano ha moltissimo da offrire a giovani e anziani, amanti della natura e della buona tavola: dalla taverna, in cui si servono deliziosi piatti tipici, alla cappella, massima espressione della ricchezza culturale del maniero, fino al percorso per tiro con l’arco nei boschi circostanti alla rocca. Il Castello Hocheppan è aperto ogni giorno dalle ore 10.00 alle 18.00 (mercoledì giorno di riposo, ad ottobre nessun giorno di riposo). Visite guidate in italiano, tedesco e inglese da luglio ad agosto dal giovedì alla domenica, a settembre tutti i giorni tranne il mercoledì e ad ottobre fino all’8 novembre tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 16.00. In caso di pioggia le visite guidate potrebbero essere sospese! Per maggiori informazioni sulle visite guidate, si prega di contattare l’Associazione Turistica Appiano scrivendo all’indirizzo di posta elettronica info@eppan.com o telefonando al numero +39 0471 662206.
Sulle orme dei signori del castello in Alto Adige Il Castel Tasso a Campo di Trens presso Vipiteno è uno dei castelli medioevali meglio conservati dell'Alto Adige. È ben protetto su una collina ed è accessibile tramite un breve sentiero. Il castello fu menzionato per la prima volta in documenti scritti nel 1100, fino alla metà del 13° secolo risiedeva il vescovo ministeriale che gestiva da lì la zona circostante. Nel 1469 è entrato in possesso dei Cavalieri Teutonici, fino al 1809. A seguito il castello è stato lasciato alla famiglia Thurn e Taxis, che è ancora proprietaria ed è tenuto in ottime condizioni. Particolarmente degne di nota all'interno del Castello Tasso sono la stanza di fumo, i dormitori dei soldati e dei servi, la stanza verde, le cui pareti sono decorate con bellissimi affreschi, la stanza delle torture, una prigione sotterranea e la vicina chiesetta di San Zeno. Visite guidate: Il castello può essere visitato solo nell'ambito di una visita guidata. Visitabile tramite audioguida, proprio smartphone(codice QR) o informazione scritta. - Costo del biglietto: bambini fino ai 6 gratuito, dai 6 anni 7 euro, adulti 9€ - Per gruppi con più di 15 persone richiediamo una prenotazione telefonica - Durata della visita: 1 ora circa - Sabato giorno di riposo, escluso la settimana di Ferragosto - Chiuso il 1 novembre Visite guidate alta stagione: 16 luglio - 10 settembre lun, mar, mer, gio, ven, dom 09:00 - 18:00
Il Castello di Monguelfo o Welsperg è il complesso fortificato più antico tra Brunico e Lienz e si trova a pochi minuti a piedi dalla località di Monguelfo, in cima ad una collina soleggiata. Il castello fu fatto costruire nel 1140 dai fratelli Schwikher e Otto von Welsperg. La signoria Von Welsperg fu una stirpe nobiliare potente ed influente, soprattutto con il Barone Guidobold Von Welsberg, che ricevette il titolo di conte da Leopoldo I. Dal Castello di Monguelfo i Signori Von Welsperg amministravano un ampio feudo. Per quanto riguarda il castello invece, il maschio antico e molto alto risale agli anni 1126-1140 ed è senza dubbio la parte più antica del castello – era perfetto per vedere in lontananza e osservare bene il territorio circostante. Solo poco tempo dopo furono costruiti la piccola cappella romanica, un fabbricato per la servitù e il palazzo. Tra il XV e il XVI secolo l'intero complesso fu ristrutturato e ampliato più volte. Purtroppo nel 1765 un incendio ha danneggiato gravemente il castello e ne ha distrutto alcune parti. Nonostante i restauri che seguirono, in seguito il castello non fu più abitato. Oggi il Curatorio del Castello di Monguelfo si occupa del complesso ed organizza ogni estate numerosi concerti, mostre e altri eventi.
La piazza della cultura è il luogo d'incontro per antonomasia fra diversi linguaggi e culture. Il Centro Trevi rappresenta questa piazza nella provincia di Bolzano, piazza di passaggio di tutta la ricchezza e varietà del nostro territorio. Una piazza coperta in cui la parola possa fluire libera e dare inizio alla discussione. La piazza della cultura dell'Alto Adige è un luogo unico dove la Ripartizione Cultura italiana della Provincia autonoma di Bolzano può lavorare creando sinergie e nuovo interesse per l'intera cittadinanza. L'avvicinamento alla cultura, tramite l'incontro di diversi sguardi, va a formare una discussione costruttiva attorno a qualsiasi tema relativo ad arte, cinema, lingue, teatro, danza, musica. Tuttavia il Centro Trevi non è da pensare solamente come luogo fisico, ma anche virtuale, in quanto si impegna nell'avvicinamento alla cultura tramite i canali social. Per questo motivo, anche l'attività online - su Facebook, Instagram, Spotify e Medium - diventa parte integrante dell'esperienza collettiva.
TidA – Il Theater in der Altstadt di Merano Dalla sperimentazione all’istituzione La storia del Theater in der Altstadt ha inizio nel secolo scorso ed è nata dal sogno di uno studente di ritorno da Vienna e dal suo incontro con un gruppo di irriverenti e coraggiosi teatranti amatoriali. Erano tempi di cambiamenti sociali e di forti tensioni artistiche e creative. Furono inizi pieni di entusiasmo e di uno spirito innovatore. La strada è stata lunga e a volte impervia, ma il risultato è ragguardevole…
La nostra associazione, nata alla fine degli anni settanta, attualmente gestisce un cinema a 3 sale a Bolzano, con programmazione giornaliera. L’offerta cinematografica si concentra principalmente sui film d’essai, presentati in lingua italiana, tedesca e nella versione originale con sottotitoli.
Per un lungo periodo il gruppo della "Kleinkunstszene” di Bolzano ha cercato una nuova sede adeguata alle proprie esigenze. Aveva già organizzato con grande successo numerose produzioni teatrali come "Wilhelm Tell” e "Frank und Stein”, così come cinque edizioni del Festival Cabarena nel cortile del Museo d’arte moderna. Vi era quindi il desiderio di trovare un luogo adeguato alle proprie esigenze. Ed in effetti, dopo lunghe ricerche, venne trovato un luogo adatto. Si trattava della cantina a volta di un magazzino di ferramenta in via Argentieri, 19 nel cuore della città vecchia. Il 10 maggio del 1996 il Piccolo Teatro Carambolage venne ufficialmente inaugurato. I membri fondatori sono Gabi Veit (presidente dal 1996 al 2008), Erwin Egger, Günther Gramm e Manfred Schweigkofler. Sin dall’inizio si sono avvicendate sul palcoscenico del Carambolage rappresentazioni teatrali di cabarettisti di fama internazionale e di artisti locali. Un programma musicale selezionato, l’accogliente atmosfera e la buona acustica del Piccolo Teatro hanno fatto il resto ed avvicinato al Carambolage anche un pubblico di lingua italiana. Il Piccolo Teatro Carambolage organizza circa 100 rappresentazioni ogni stagione ed offre al proprio pubblico un programma ricco e molto diversificato. Ogni anno sono circa 8.000 gli spettatori che frequentano il Piccolo Teatro e fruiscono di questa offerta culturale così variegata: cabaret, concerti, rappresentazioni teatrali, mostre e serate letterarie.
Cosa facciamo? Facciamo tutto ciò che le fiere hanno sempre fatto e che devono fare anche in futuro: facciamo convergere domanda e offerta di un settore produttivo. Tutto qui. Ma per quanto semplice possa sembrare, in realtà è un compito assai complesso, poiché occorre fare in modo che gli espositori giusti incontrino i visitatori giusti, creando un’atmosfera che favorisca lo scambio di idee ed elaborando un programma di informazione che dia valore aggiunto al settore e proponga modi nuovi per affrontare problemi condivisi. Ogni anno alle nostre rassegne oltre 3.000 espositori incontrano più di 230.000 visitatori! Come tutti i compiti difficili, non sempre riesce alla perfezione ma ogni volta lo affrontiamo con tutta la nostra passione per l’attività fieristica e ponendo in primo piano le esigenze dei clienti con correttezza e tempestività, e "last but not least" con simpatia. Siamo un’impresa amministrata in base ai criteri di gestione di un’azienda privata, ma tenendo ben presenti gli obiettivi dei nostri azionisti principali. Ci consideriamo quindi un’impresa di proprietà pubblica, non ispirata a mere finalità di lucro, ma consapevole di essere parte integrante dell’infrastruttura economica del proprio territorio e di doverla promuovere. Da diversi decenni siamo punto d’incontro e interlocutori essenziali per le imprese altoatesine e ci adoperiamo per fornire un contributo attivo allo sviluppo di nuovi settori di competenza per il tessuto produttivo del territorio. Abbiamo una spiccata sensibilità per le nuove tendenze e i mercati che ne possono scaturire: le nostre fiere e i nostri congressi vertono infatti sulle punte di diamante dell'economia locale, che contribuiamo a far crescere. Due esempi per tutti: la melicoltura o l’edilizia sostenibile. Come Fiera Bolzano siamo gli eredi di una tradizione di scambio di beni e di idee nell'arco alpino antica di secoli, se non di millenni. Oggi diamo continuità a questa tradizione nel contesto bilingue e biculturale dell’Alto Adige, a cavallo delle aree economiche e produttive germanofone e italiane, creando opportunità concrete per diffondere conoscenze e professionalità fra il Nord e il Sud dell’Europa. Nelle rassegne fieristiche che organizziamo fuori provincia – in Italia centrale e meridionale così come in Cina – diventiamo ambasciatori dell’Alto Adige, comunicando all'esterno le nostre competenze d’eccellenza.