BZ Danza - Louise Lecavalier - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Danses Vagabondes

Un assolo magnetico e potente: Louise Lecavalier trascina il pubblico in un viaggio fisico e visionario, dove la danza diventa energia pura, libertà e trasformazione. Uno schermo grigio diventa bianco. Lo spettacolo ha inizio. Una figura appare: il corpo è teso, attraversato da un’energia febbrile, in un rituale che è insieme invocazione e vertigine. Da qui si apre un viaggio nel movimento, nel tempo e nella memoria, dove il corpo si fa archivio vivo di emozioni, tracce e tensioni.
Icona della scena contemporanea, Louise Lecavalier attraversa il palco guidata da un desiderio profondo di libertà. Non segue regole, se non quelle che emergono dal suo stesso movimento. Questa tensione si traduce in un’energia luminosa, in continua trasformazione, capace di coinvolgere lo spettatore in modo diretto e quasi ipnotico. Si crea così uno spazio condiviso, in cui i percorsi interiori di chi guarda entrano in risonanza con quelli della performer.
Ispirato a Écrits Vagabonds di Carlo Rovelli, lo spettacolo intreccia frammenti del passato con nuove spinte creative. Ogni gesto nasce dall’incontro tra istinto e precisione, tra abbandono e controllo. La danza diventa ricerca, attraversamento, scoperta. Nel silenzio e nel suono, Lecavalier si muove come una forza viva, dando forma a storie che non chiedono di essere spiegate, ma semplicemente vissute.

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  • L'evento si tiene dal 26 Set 2026 al 11 Ott 2026
    nach dem Roman „Eva dorme“ von Francesca Melandri Theaterfassung von Anita Buchart und Ivan Fauri in deutscher und italienischer Sprache mit Übertiteln Als Eva einen Anruf bekommt, fährt sie mit dem Zug 1397 km von Südtirol nach Süditalien, um Vito noch ein Mal wiederzusehen, jenen Mann, der sie als Kind eine Zeitlang liebevoll „sisiduzza“ (Fünkchen) genannt hatte. Die Reise quer durch Italien wird zugleich eine Reise in die Vergangenheit. Eva taucht ein in die Geschichte ihrer Heimat Südtirol, die von Grenzen erzählt zwischen zwei Ländern, zwei Sprachen und zwei Kulturen. 1919 geht ein Riss durch das Land und langsam auch durch die Menschen, die wie Evas Großvater Hermann plötzlich ihrer Sprache beraubt den Boden unter den Füßen verlieren. Widerstand macht sich breit und spaltet Familien und Sprachgruppen. Evas Mutter Gerda geht emanzipiert ihren eigenen Weg, kämpft dabei wie ihre Heimat um Autonomie und ringt um eine Liebe unabhängig von Herkunft und Sprache. Geblieben ist eine große Sehnsucht, die Mutter und Tochter verbindet und die einen Wunsch in sich birgt: Grenzen zu öffnen. Mit dem Roman „Eva schläft“ gelang der beliebten italienischen Autorin Francesca Melandri ein vielschichtiges Porträt Südtirols und seiner bewegenden Geschichte, die sich über Generationen in die Menschen eingeschrieben hat. Die renommierte Regisseurin und Künstlerische Leiterin des TEATA in der Gumpendorfer Straße in Wien Sara Ostertag versteht das Theater als Ort der Vielsprachigkeit und Multidisziplinarität. Mit einem feinen Gespür für Poesie inszeniert sie die Geschichte über Identitätssuche mehrsprachig, mit Musik, choreografischen Elementen und eindrücklichen Bildern. mit Andressa Miyazato Patrizia Pfeifer Brit Purwin Peter Schorn Paolo Tosin Regie Sara Ostertag
  • Irresistible Revolution Un’esplosione di energia, ritmo e corpi in movimento, una festa travolgente che trasforma la scena in un vortice collettivo di gioia, libertà e resistenza. Dodici danzatori danno vita a un intreccio di danze festose ed esuberanti, lasciandosi trascinare in un flusso continuo di energia. Con la sua ultima creazione Irresistible Revolution, che ha debuttato ad aprile a Bruxelles con grande successo di pubblico e critica, Ayelen Parolin si ispira all’atmosfera del carnevale di Buenos Aires e alle tradizioni del corso latinoamericano per costruire un paesaggio coreografico vibrante e in trasformazione. Rielaborando elementi della murga e della cumbia, la coreografa immagina uno spazio in cui il movimento si espande senza limiti, dando forma a un’utopia collettiva fatta di eccesso, vitalità e condivisione. I corpi si intrecciano, si sostengono e si lasciano andare a un caos organico che rompe i confini della scena. Il lavoro dialoga con il pensiero di Adrienne Maree Brown, portando in primo piano un’idea di piacere come forza politica e generativa. Il gioco diventa così motore creativo, capace di aprire a possibilità impreviste. La musica ritmica di Benoist Bouvot e i costumi di Alexandra Sebbag amplificano l’energia del gruppo, mentre la drammaturgia di Olivier Hespel accompagna questa esplosione collettiva. Un’ode alla forza dello stare insieme, dove il movimento diventa linguaggio condiviso e possibilità di relazione.
  • L'evento si tiene dal 24 Lug 2026 al 13 Ago 2026
    nach Johann Nestroy, bearbeitet von Elke Hartmann Zur Handlung Johann Nepomuk Nestroys wortgewandte Posse ist auf lustvolle Weise, mit subversivem Witz vielschichtige Sozialkritik, die sich nicht einseitig gegen eine Klasse richtet. Vielmehr zeigt er eine Gesellschaft, in der Reiche wie Arme gleichermaßen unzufrieden sind – allerdings aus unterschiedlichen, doch miteinander verknüpften Gründen. Der wohlhabende Herr von Lips verkörpert den Überdruss des Besitzenden: materiell abgesichert, leidet er an Sinnleere, Langeweile und emotionaler Abstumpfung, Depression. Reichtum erscheint nicht als Lösung, sondern als Ursache existenzieller Leere. Dem gegenüber stehen die ärmeren Figuren, die von ökonomischem Druck, Abhängigkeit und sozialer Unsicherheit geprägt sind. Ihre Not entspringt nicht dem Zuviel, sondern dem Zuwenig. So entlarvt das Stück eine Gesellschaftsordnung, in der Reiche wie Arme gleichermaßen frustriert und unglücklich sind. Regie: Elke Hartmann Auf der Bühne: René Dalla Costa, Patrizia Pfeifer, Viktoria Obermarzoner, Roland Selva, Werner Hohenegger, Maria Theresia Fata, Cornelia Brugger, Josef Niederstätter Bühnenbild: Sara Burchia Kostüme: Andrea Kerner Musik: Markus Mac Maya Lichtdesign: Julian Marmsoler Technik: Hannes Tammerle Maske: Brigitte Novak, Catja Monteleoni Regieassistenz: Theresa Prey

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