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Utente : martin_inside

Eventi di : martin_inside

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Exhibitions
Giovedì, 26 Nov 2020 10:00-12:00 |
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Gio 31 Dic 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi

La mostra archeologica permanente TESORI RITROVATI - Alla scoperta archeologica di Appiano è di nuovo aperta durante i normali orari di apertura: Martedì ore 10.00 - 12.00 & ore 15.00 - 17.00 Mercoledì e giovedì ore 10.00 - 12.00 Apertura speciale su prenotazione Ingresso libero Si prega di seguire le istruzioni di sicurezza durante la Vostra visita. È possibile visitare l'esposizione anche virtualmente: www.appiano.eu/tour-virtuale

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Exhibitions
Sabato, 28 Nov 2020 14:00-18:00 |
ogni settimana fino a Mar 01 Dic 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Sabato

Lo sapevate che solo in bocca sono presenti più di 20 «siti di accettazione» per le sostanze amare, denominati «recettori»? Nell’ambito della nostra serie biennale riguardante le erbe e spezie ormai siamo arrivati alla sesta parte col titolo «Che amaro sia!». La nuova esposizione temporanea si dedica proprio a questo gruppo di sostanze, che secondo le attuali conoscenze hanno grande importanza sia per la salute che per l’arte culinaria. Nel caso che vogliate sapere di più sullo slogan «Bitter is the new sweet», venite a trovarci nel Museo della Farmacia!

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Art & Culture
Sabato, 28 Nov 2020 15:30-16:20 |
ogni settimana fino a Dom 27 Dic 2020 nei giorni di: Sabato Domenica

Rivolte ai genitori con bambini tra i 6 e gli 11 anni, queste visite rappresentano un’occasione particolare per scoprire il mondo dell’Uomo venuto dal ghiaccio. Attraverso un approccio ludico e coinvolgente, i piccoli visitatori impareranno a conoscere la vita quotidiana nell’età del Rame, come pure i materiali e la funzione dei vari oggetti e indumenti ritrovati con Ötzi. Prenotazione direttamente alla biglietteria del Museo. Quota di partecipazione: 2,50 Euro a persona (oltre al costo del biglietto d’ingresso).

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Art & Culture
Sabato, 28 Nov 2020 11:00-11:50 |
ogni settimana fino a Dom 27 Dic 2020 nei giorni di: Sabato Domenica

Bei den Familienführungen erfahren Eltern und Kinder von 6 bis 11 Jahren auf spannende und spielerische Weise mehr über das Leben des berühmten Mannes aus dem Eis. Die Kinder entdecken den Alltag in der Kupferzeit, Materialien und die Funktion von Ötzis Werkzeugen, Gerätschaften und Kleidern selbst. Reservierung nicht nötig, Anmeldung direkt am Ticketschalter des Museums. Teilnahmegebühr: 2,50 Euro pro Person (zusätzlich zum Eintrittspreis)

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Formation
Giovedì, 26 Nov 2020 19:30
Giovedì 26 Nov 2020

Inhalt Zwangsstörungen sind – oft über viele Jahre – mit großen psychischen Belastungen verbunden und werden von Betroffenen geheim gehalten. Verschiedene Formen der Zwangsstörung, ihre Entstehung und besonderen Merkmale und wirksame psychotherapeutische Hilfe im Umgang mit Zwängen werden im Vortrag dargestellt. Dabei spielt die Konfrontation mit angstbesetzten Situationen eine zentrale Rolle. Ein zweiter wichtiger Zugang ist die Lebensgeschichte und die entstandenen strengen Einstellungen und Haltungen von Betroffenen, die in der Therapie bearbeitet werden. Ein wichtiges Ziel ist der Aufbau von mehr Toleranz für Unsicherheit, die für Betroffenen oft kaum auszuhalten ist. Referent | PD Dr. Horst Mitmansgruber PD Dr. Horst Mitmansgruber ist leitender Psychologe an der Ambulanz der Universitätsklinik für Medizinische Psychologie an der Medizinischen Universität Innsbruck. Als Verhaltenstherapeut, Lehrtherapeut und Ausbildungsleitung der AVM (staatl. anerkannte Ausbildungsinstitution in Verhaltenstherapie in Österreich) arbeitet er seit vielen Jahren psychotherapeutisch mit Menschen, die an Zwängen leiden.

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Others
Venerdì, 12 Mar 2021 10:00-19:00 |
ogni giorno fino a Dom 14 Mar 2021

Il Festival del Formaggio ormai e’ diventato una fissa dimensione a Campo Tures: a intervalli di due anni, attira gli amanti del formaggio da tutta Europa. Nel mese di marzo, numerosi produttori propongono i loro speciali e deliziosi formaggi per degustazione e vendita. Ma l’eccezionalità di questo festival in realtà è l'ampia varietà di prelibatezze di ogni tipo - da ogni dove ... cioccolato, caffè, olio di vari frutti, miele, pane, tartufo, thé, vino, prosciutto, yogurt e tant’altro ... un fonte inesauribile per intenditori!

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Exhibitions
Martedì, 01 Dic 2020 10:00-16:00 |
ogni settimana fino a Dom 25 Apr 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Un progetto fotografico di Stefano Torrione Aprirà al pubblico sabato 19 settembre 2020 la mostra “AlpiMagia: riti, leggende e misteri dei popoli alpini”, promossa e organizzata dalla sezione di Bolzano del CAI, con l’intento di festeggiare – con questa ed altre importanti iniziative – i 100 anni dalla sua costituzione che ricorre nel 2021. Le fotografie esposte nel Museo Civico di Bolzano testimoniano l’esperienza del fotografo valdostano Stefano Torrione, che indaga a fondo per immagini, riti, leggende e tradizioni popolari delle genti alpine, tra passato e presente. L’esposizione, curata da Augusto Golin, presenta 78 fotografie di grande formato che mettono in mostra più di settanta eventi, tra Liguria e Friuli, documentati dall’autore nei cinque anni di lavoro dedicati al progetto. La conferenza stampa di presentazione della mostra si terrà martedì 15 settembre 2020 alle ore 10.30 presso il Museo Civico di Bolzano, via Cassa di Risparmio 14. Il fotografo Stefano Torrione sarà presente. Interverranno inoltre Stefan Demetz, Direttore del Museo Civico, Anna Vittorio, Direttrice della Ripartizione Cultura del Comune di Bolzano, Juri Andriollo del Comune di Bolzano, Antonio Lampis, Direttore della Ripartizione Cultura Italiana della Provincia Autonoma di Bolzano, Riccardo Cristofoletti Presidente della sezione di Bolzano del CAI, Maurizio Veronese, referente per le attività culturali del CAI, Augusto Golin curatore della mostra.

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Exhibitions
Giovedì, 26 Nov 2020 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 10 Gen 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Negli affreschi di Castel Roncolo è illustrata la caccia al cervo, al cinghiale, all’orso, al camoscio e allo stambecco; anche in altri castelli, residenze nobiliari e masi del Tirolo storico troviamo dei cicli pittorici dedicati al tema della caccia. Si tratta di opere d’arte importantissime per comprendere le tecniche venatorie usate in passato. Partendo dalla Preistoria, fino all'Età moderna, la mostra affronta il tema della caccia in tutte le sue forme.

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Music
Mercoledì, 30 Dic 2020 21:00
Mercoledì 30 Dic 2020

Viel Neues gibt es von The Doors Experience, Europas erfolgreichster Doors-Tribute-Band zu berichten. Ihre Konzerte, bei denen das international gefragte Quartett aus Österreich die Musik von Jim Morrison & The Doors authentisch auf die Bühne bringen, sind legendär. Frontman Jason Boiler gilt als extrem überzeugender Jim-Morrison-Interpret, seine Bandkollegen René Galik (Gitarre), Gerhard Tscherwizek (Drums) und Klaus Bergmaier (Organ, Piano, Keyboard Bass, Backing Vocals) arbeiten mit Originalinstrumenten bzw. Originalsounds und verstehen ihr Handwerk. Bedingt durch die Coronakrise wurden auch zahlreiche Konzerte von The Doors Experience abgesagt oder verschoben. Besetzung: Jason Boiler - lead vocals Klaus Bergmaier - organ, piano, keyboard bass, backing vocals René Galik - guitar Gerhard Tscherwizek - drums

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Exhibitions
Martedì, 01 Dic 2020 10:00-18:00 |
ogni settimana fino a Dom 17 Gen 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

La mostra a Kunst Meran Merano Arte propone, per la prima volta, una riesamina esaustiva dell’eredità artistica di Lisa Ponti (1922-2019), artista, scrittrice e per molti anni redattrice della rivista “Domus”. Nonostante abbia sempre disegnato, Lisa Ponti ha realizzato la sua prima personale soltanto all’età di 70 anni, nel 1992. Le sue opere su carta, con linee decise e dinamiche, sono caratterizzate da chiarezza e immediatezza, nonché da una meravigliosa dimensione poetica, da un umorismo raffinato e da una sobria eleganza. A Kunst Meran Merano Arte sarà proposta un’ampia selezione di queste opere eccezionali, sempre realizzate su fogli A4. L’artista aveva affermato: “È un bene usare un foglio sempre uguale, cosi il disegno sa dove atterrare”. I suoi disegni sembrano infatti dei voli del pensiero, fissati su carta in pochi minuti, combinando semplici tratti a matita, talvolta colorata, con acquarelli, collage minimali o sperimentando colorazioni su carta bruciata. La sua vita è stata plasmata dalle sue diverse attività. Tra il 1940 e il 1979, lavorò molto anche assieme al padre, il noto architetto e designer Gio Ponti, prima nella redazione della rivista “Stile” e quindi come caporedattrice di “Domus”, di cui ha curato anche le pagine dedicate all’arte fino al 1986. Ha scritto inoltre numerosi saggi e interviste dedicati all’arte, all’architettura e al design e ha realizzato libri per bambini. Le opere di Lisa Ponti sono state esposte in diverse mostre in Italia e all’estero, tra cui si possono ricordare quelle alla Galleria Franco Toselli, Milano (1992), alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma (2005), alla Victor Saavedra Gallery di Barcellona (2009), alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto (2011), alla galleria Milano di Carla Pellegrini (2011) e alla Galleria Federico Vavassori di Milano (2017).

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Exhibitions
Martedì, 01 Dic 2020 10:00-18:00 |
ogni settimana fino a Dom 17 Gen 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Artista/i: Olafur Eliasson, Sebastian Behmann a cura di: Christiane Rekade Partner di progetto: Barth Innenausbau, Talking Waters Societyin cooperation with Pichler, Frener & Reifer Studio Other Spaces è uno studio d’arte e di architettura fondato ne 2014 dall’artista OLAFUR ELIASSON e dall’architetto SEBASTIAN BEHMANN. Appendice dello studio Olafur Eliasson, SOS è nato dalla collaborazione tra l’artista e l’architetto. Studio Other Spaces persegue un approccio sperimentale nei confronti dello sviluppo dello spazio ed esplora i limiti e i confini dell’architettura. La mostra da Kunst Meran Merano Arte sarà la prima in uno spazio istituzionale, a livello internazionale, dedicata a questo studio e offrirà una panoramica completa relativa ai suoi progetti e alla sua ricerca che spazierà dalle prime realizzazioni, ad esempio con la Fjordenhus a Vejle, in Danimarca, fino ai lavori più recenti come il Meles Zenawi Memorial Park ad Addis Abeba. La particolarità del lavoro dello studio impone un ripensamento delle modalità espositive classicamente dedicate all’architettura: come si possono presentare i processi di ricerca di forme e sviluppi digitali o le discussioni tra i vari soggetti coinvolti, che caratterizzano questi progetti? Per questa occasione espositiva SOS proporrà una nuova forma, sostenibile e contemporanea, di presentazione del suo lavoro.

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Exhibitions
Giovedì, 26 Nov 2020 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 17 Gen 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Nel suo lavoro Sonia Leimer (Merano, 1977) si interroga sui fondamenti della nostra percezione, che si basano su modelli di esperienza individuali, storici e mediali. Le sue sculture, video e installazioni si muovono tra luoghi reali, contesti immaginari dell’industria cinematografica e dimensioni indefinite come quelle galassie cosmiche, così lontane da assumere dimensioni virtuali. Oggetto della sua personale a Museion, sono, tra l’altro, i rifiuti spaziali – tema a cui Leimer si è dedicata ripetutamente nelle sue ricerche. In mostra ci saranno quindi delle sculture di metallo, create come detriti spaziali precipitati sulla terra e che l’artista ha ricostruito dettagliatamente. A cura di Letizia Ragaglia e Frida Carazzato

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Art & Culture
Giovedì, 26 Nov 2020 19:00-20:00 |
L'evento si terrà oggi e ogni settimana fino a Gio 17 Dic 2020 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi

Sicuro – semplice – efficiente! Seguendo questo motto, il Caffè delle lingue nelle prossime settimane verrà offerto in versione virtuale! Accedi semplicemente DA CASA a tutte le 8 lingue! Basta iscriversi e collegarsi attraverso internet ai seguenti appuntamenti per partecipare, come al solito, gratuitamente. Gli incontri si terranno sempre da lunedì a giovedì nel periodo dal 9 novembre fino al 17 dicembre 2020. Quindi cosa devo fare? Per saperne di più basta iscriversi alla newsletter gratuita del Caffè delle lingue che viene inviata una volta la settimana. Manda una mail a caffedellelingue@papperla.net Per ogni incontro sarà accettato un massimo di 8 partecipanti. L´iscrizione è sempre possibile per la rispettiva settimana a venire. Il moderatore/la moderatrice seguirà come al solito la conversazione del tavolo virtuale. Deutsch martedì, ore 19.00 – 20.00 English martedì, ore 19.00 – 20.00 giovedì, ore 19.00 – 20.00 Español martedì, ore 19.00 – 20.00 Français mercoledì, ore 19.00 – 20.00 Italiano mercoledì, ore 19.00 – 20.00 Ladin lunedì, ore 19.00 – 20.00 Português lunedì, ore 19.00 – 20.00 Südtirolerisch (ogni 15 giorni!) giovedì, ore 19.00 – 20.00

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Exhibitions
Giovedì, 26 Nov 2020 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 14 Feb 2021 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Museion presenta per la prima volta in Italia la collezione di Erling Kagge. Il celebre esploratore norvegese, noto per le sue imprese estreme, è infatti anche un appassionato collezionista d’arte contemporanea – che dice di collezionare con lo stesso spirito d’avventura che ha da esploratore. La curiosità è quindi il filo conduttore della mostra, che guiderà il pubblico attraverso un percorso di figure artistiche più o meno note della creatività del Nord Europa, con particolare attenzione alla pittura. Una sezione della mostra è inoltre dedicata a Raymond Pettibon con opere dalle Collezioni Kagge e Museion. Mercoledì 16 settembre dalle ore 14 :00 alle ore 18:00 e giovedì 17 settembre dalle ore 10:00 alle ore 22:00 la mostra “Walking. Movements North of Bolzano” sará chiusa al pubblico a causa dello svolgimento di Transart.

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Kids
Venerdì, 27 Nov 2020 16:00
L'evento si terrà domani e ogni settimana fino a Sab 28 Nov 2020 nei giorni di: Venerdi Sabato Domenica

Uraufführung von Anah Filou Theaterstück für alle ab 7 Jahren In Zusammenarbeit mit dem UFO Bruneck Da war Eis oben. Eis oben? Die Katze erinnert sich nicht mehr genau, was der Nachbar, der Detektiv, letzte Nacht über die Entdeckung der Gletschermumie Ötzi erzählt hat. Sie war im Schoß ihrer Freundin, der Schauspielerin, eingeschlafen und hatte von einem super süßen Schokokuchen mit viel Eis oben geträumt. Sie mag es, mit der Schauspielerin viel Quatsch zu machen. Quatsch liebt sie wie Schokokuchen mit Eis oben. Wenn der schrullige Nachbar, der Detektiv, an seiner experimentellen Archäologie sitzt, etwas von Kupferbeil und Klimawandel in seinen Bart murmelt, versteht die Katze manchmal nur Miau! Sie sitzt darum viel lieber mit den Kindern im Theater, bewundert ihre Freundin, die Schauspielerin, wie sie im Licht der Scheinwerfer wundersame Geschichten über die Menschen erzählt. Eines Tages wandern die Schauspielerin, die Katze und der Nachbar, der Detektiv, hoch bis zum Gletscher, bis zum Eis oben am Berg, dorthin, wo Ötzi mehrere tausend Jahre lag. Die Dramatikerin Anah Filou führt die jungen Zuschauer*innen sprachverspielt und liebevoll heran an wichtige Themen unserer Gegenwart. Sie spannt den Bogen von der Kupferzeit ins Heute und blickt mit Kinderaugen auf unsere sich verändernde Natur und Lebenswelt. Ihr Stück „Am Hafen mit Vogel“ wurde für den Mülheimer KinderStückPreis 2020 nominiert. Anah Filou *1989, lebt in Wien. Hat Philosophie und Kunstwissenschaft in Linz und Szenisches Schreiben in Graz studiert. Beständige Zusammenarbeit mit der Regisseurin Anna Laner als 3000THEATER. Uraufführungen am Theater Drachengasse Wien, am Hessischen Landestheater Marburg und am Kosmos Theater Wien. Mit „Am Hafen mit Vogel“ (Regie: Carola Unser) nominiert für den KinderStückePreis der Mülheimer Theatertage 2020. „Ötzi“ (Arbeitstitel) ist ihre erste Zusammenarbeit mit den Vereinigten Bühnen Bozen.

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Kids
Lunedì, 30 Nov 2020 16:00
Lunedì 30 Nov 2020

Uraufführung von Anah Filou Theaterstück für alle ab 7 Jahren In Zusammenarbeit mit dem UFO Bruneck Da war Eis oben. Eis oben? Die Katze erinnert sich nicht mehr genau, was der Nachbar, der Detektiv, letzte Nacht über die Entdeckung der Gletschermumie Ötzi erzählt hat. Sie war im Schoß ihrer Freundin, der Schauspielerin, eingeschlafen und hatte von einem super süßen Schokokuchen mit viel Eis oben geträumt. Sie mag es, mit der Schauspielerin viel Quatsch zu machen. Quatsch liebt sie wie Schokokuchen mit Eis oben. Wenn der schrullige Nachbar, der Detektiv, an seiner experimentellen Archäologie sitzt, etwas von Kupferbeil und Klimawandel in seinen Bart murmelt, versteht die Katze manchmal nur Miau! Sie sitzt darum viel lieber mit den Kindern im Theater, bewundert ihre Freundin, die Schauspielerin, wie sie im Licht der Scheinwerfer wundersame Geschichten über die Menschen erzählt. Eines Tages wandern die Schauspielerin, die Katze und der Nachbar, der Detektiv, hoch bis zum Gletscher, bis zum Eis oben am Berg, dorthin, wo Ötzi mehrere tausend Jahre lag. Die Dramatikerin Anah Filou führt die jungen Zuschauer*innen sprachverspielt und liebevoll heran an wichtige Themen unserer Gegenwart. Sie spannt den Bogen von der Kupferzeit ins Heute und blickt mit Kinderaugen auf unsere sich verändernde Natur und Lebenswelt. Ihr Stück „Am Hafen mit Vogel“ wurde für den Mülheimer KinderStückPreis 2020 nominiert. Anah Filou *1989, lebt in Wien. Hat Philosophie und Kunstwissenschaft in Linz und Szenisches Schreiben in Graz studiert. Beständige Zusammenarbeit mit der Regisseurin Anna Laner als 3000THEATER. Uraufführungen am Theater Drachengasse Wien, am Hessischen Landestheater Marburg und am Kosmos Theater Wien. Mit „Am Hafen mit Vogel“ (Regie: Carola Unser) nominiert für den KinderStückePreis der Mülheimer Theatertage 2020. „Ötzi“ (Arbeitstitel) ist ihre erste Zusammenarbeit mit den Vereinigten Bühnen Bozen.

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Mercoledì, 02 Dic 2020 16:00
Mercoledì 02 Dic 2020

Uraufführung von Anah Filou Theaterstück für alle ab 7 Jahren In Zusammenarbeit mit dem UFO Bruneck Da war Eis oben. Eis oben? Die Katze erinnert sich nicht mehr genau, was der Nachbar, der Detektiv, letzte Nacht über die Entdeckung der Gletschermumie Ötzi erzählt hat. Sie war im Schoß ihrer Freundin, der Schauspielerin, eingeschlafen und hatte von einem super süßen Schokokuchen mit viel Eis oben geträumt. Sie mag es, mit der Schauspielerin viel Quatsch zu machen. Quatsch liebt sie wie Schokokuchen mit Eis oben. Wenn der schrullige Nachbar, der Detektiv, an seiner experimentellen Archäologie sitzt, etwas von Kupferbeil und Klimawandel in seinen Bart murmelt, versteht die Katze manchmal nur Miau! Sie sitzt darum viel lieber mit den Kindern im Theater, bewundert ihre Freundin, die Schauspielerin, wie sie im Licht der Scheinwerfer wundersame Geschichten über die Menschen erzählt. Eines Tages wandern die Schauspielerin, die Katze und der Nachbar, der Detektiv, hoch bis zum Gletscher, bis zum Eis oben am Berg, dorthin, wo Ötzi mehrere tausend Jahre lag. Die Dramatikerin Anah Filou führt die jungen Zuschauer*innen sprachverspielt und liebevoll heran an wichtige Themen unserer Gegenwart. Sie spannt den Bogen von der Kupferzeit ins Heute und blickt mit Kinderaugen auf unsere sich verändernde Natur und Lebenswelt. Ihr Stück „Am Hafen mit Vogel“ wurde für den Mülheimer KinderStückPreis 2020 nominiert. Anah Filou *1989, lebt in Wien. Hat Philosophie und Kunstwissenschaft in Linz und Szenisches Schreiben in Graz studiert. Beständige Zusammenarbeit mit der Regisseurin Anna Laner als 3000THEATER. Uraufführungen am Theater Drachengasse Wien, am Hessischen Landestheater Marburg und am Kosmos Theater Wien. Mit „Am Hafen mit Vogel“ (Regie: Carola Unser) nominiert für den KinderStückePreis der Mülheimer Theatertage 2020. „Ötzi“ (Arbeitstitel) ist ihre erste Zusammenarbeit mit den Vereinigten Bühnen Bozen.

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Theatre
Venerdì, 01 Gen 2021 18:00
Venerdì 01 Gen 2021

Blasmusikoper von Thomas Doss nach dem Roman von Vea Kaiser Libretto von Silke Dörner Uraufführung Auftragswerk anlässlich des 200–Jahr–Jubiläums der Bürgerkapelle Gries Koproduktion mit der Bürgerkapelle Gries „Blasmusikpop“ erzählt mit viel Witz und Ironie die Geschichte dreier Generationen im abgeschiedenen Bergdorf St. Peter am Anger. Der junge Johannes A. Irrwein will nicht Fußball spielen, sondern forschen und die Welt entdecken, um in die Fußstapfen seines Großvaters Johannes Gerlitzen zu treten, dem ersten Doktor des Dorfes. Wissensdurstig nach der Welt hinter den Bergen geht er aufs Gymnasium, wo er die klassische Bildung mit allen Mitteln verteidigt. Als er unerwartet durch die Matura rasselt, folgt er dem Ruf seines Lieblingsautors Herodot, dem Vater der Geschichtsschreibung, und beginnt die Chroniken seines Heimatdorfes aufzuschreiben. Neugierig beobachtet er die Traditionen und Eigenheiten der St. Petrianer, folgt der Mütterrunde auf ihren Nordic Walking Touren und schwingt sein Notizheft bei jedem Dorffest, bis er auf seine ganz persönliche Göttin Aphrodite trifft. Von seinem Freund Peppi zum Schriftführer des Fußballvereins verdonnert, verursacht er schließlich das größte Ereignis in der Geschichte St. Peters, das das Bergdorf für immer verändern wird. Silke Dörner hat den Roman von Vea Kaiser in ein sprachlich dichtes, sehr humorvolles Libretto verwandelt. Die Bürgerkapelle Gries wird bei diesem einmaligen Opernprojekt zur Musikkapelle von St. Peter und gleichzeitig schlüpfen die Musiker*innen in die Rollen der Dorfbewohner*innen. Der Komponist Thomas Doss hat den Figuren die Melodien „auf den Leib geschrieben“, ohne dabei weder auf Blasmusik noch auf Pop zu verzichten. Thomas Doss studierte in Linz, Wien, Salzburg, Maastricht und Los Angeles und ist weltweit als Dirigent, Komponist und Juror tätig. Sein Debüt als Dirigent gab er 1988 am Wiener Konzerthaus mit dem Wiener Kammerorchester. 1991 war er Chefdirigent des Staatlichen Sinfonieorchesters Quedlinburg. Er unterrichtete an der MUK in Wien, am Konservatorium in Bozen und seit 1991 am Oberösterreichischen Landesmusikschulwerk. Thomas Doss erhielt zahlreiche Preise und Auszeichnungen, zuletzt den internationalen „BUMA Music Award“ (Verlag: Hal Leonard - De Haske).

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Theatre
Sabato, 02 Gen 2021 18:00
ogni settimana fino a Sab 09 Gen 2021 nei giorni di: Sabato Domenica

Blasmusikoper von Thomas Doss nach dem Roman von Vea Kaiser Libretto von Silke Dörner Uraufführung Auftragswerk anlässlich des 200–Jahr–Jubiläums der Bürgerkapelle Gries Koproduktion mit der Bürgerkapelle Gries „Blasmusikpop“ erzählt mit viel Witz und Ironie die Geschichte dreier Generationen im abgeschiedenen Bergdorf St. Peter am Anger. Der junge Johannes A. Irrwein will nicht Fußball spielen, sondern forschen und die Welt entdecken, um in die Fußstapfen seines Großvaters Johannes Gerlitzen zu treten, dem ersten Doktor des Dorfes. Wissensdurstig nach der Welt hinter den Bergen geht er aufs Gymnasium, wo er die klassische Bildung mit allen Mitteln verteidigt. Als er unerwartet durch die Matura rasselt, folgt er dem Ruf seines Lieblingsautors Herodot, dem Vater der Geschichtsschreibung, und beginnt die Chroniken seines Heimatdorfes aufzuschreiben. Neugierig beobachtet er die Traditionen und Eigenheiten der St. Petrianer, folgt der Mütterrunde auf ihren Nordic Walking Touren und schwingt sein Notizheft bei jedem Dorffest, bis er auf seine ganz persönliche Göttin Aphrodite trifft. Von seinem Freund Peppi zum Schriftführer des Fußballvereins verdonnert, verursacht er schließlich das größte Ereignis in der Geschichte St. Peters, das das Bergdorf für immer verändern wird. Silke Dörner hat den Roman von Vea Kaiser in ein sprachlich dichtes, sehr humorvolles Libretto verwandelt. Die Bürgerkapelle Gries wird bei diesem einmaligen Opernprojekt zur Musikkapelle von St. Peter und gleichzeitig schlüpfen die Musiker*innen in die Rollen der Dorfbewohner*innen. Der Komponist Thomas Doss hat den Figuren die Melodien „auf den Leib geschrieben“, ohne dabei weder auf Blasmusik noch auf Pop zu verzichten. Thomas Doss studierte in Linz, Wien, Salzburg, Maastricht und Los Angeles und ist weltweit als Dirigent, Komponist und Juror tätig. Sein Debüt als Dirigent gab er 1988 am Wiener Konzerthaus mit dem Wiener Kammerorchester. 1991 war er Chefdirigent des Staatlichen Sinfonieorchesters Quedlinburg. Er unterrichtete an der MUK in Wien, am Konservatorium in Bozen und seit 1991 am Oberösterreichischen Landesmusikschulwerk. Thomas Doss erhielt zahlreiche Preise und Auszeichnungen, zuletzt den internationalen „BUMA Music Award“ (Verlag: Hal Leonard - De Haske).

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Theatre
Giovedì, 07 Gen 2021 20:00
ogni giorno fino a Ven 08 Gen 2021

Blasmusikoper von Thomas Doss nach dem Roman von Vea Kaiser Libretto von Silke Dörner Uraufführung Auftragswerk anlässlich des 200–Jahr–Jubiläums der Bürgerkapelle Gries Koproduktion mit der Bürgerkapelle Gries „Blasmusikpop“ erzählt mit viel Witz und Ironie die Geschichte dreier Generationen im abgeschiedenen Bergdorf St. Peter am Anger. Der junge Johannes A. Irrwein will nicht Fußball spielen, sondern forschen und die Welt entdecken, um in die Fußstapfen seines Großvaters Johannes Gerlitzen zu treten, dem ersten Doktor des Dorfes. Wissensdurstig nach der Welt hinter den Bergen geht er aufs Gymnasium, wo er die klassische Bildung mit allen Mitteln verteidigt. Als er unerwartet durch die Matura rasselt, folgt er dem Ruf seines Lieblingsautors Herodot, dem Vater der Geschichtsschreibung, und beginnt die Chroniken seines Heimatdorfes aufzuschreiben. Neugierig beobachtet er die Traditionen und Eigenheiten der St. Petrianer, folgt der Mütterrunde auf ihren Nordic Walking Touren und schwingt sein Notizheft bei jedem Dorffest, bis er auf seine ganz persönliche Göttin Aphrodite trifft. Von seinem Freund Peppi zum Schriftführer des Fußballvereins verdonnert, verursacht er schließlich das größte Ereignis in der Geschichte St. Peters, das das Bergdorf für immer verändern wird. Silke Dörner hat den Roman von Vea Kaiser in ein sprachlich dichtes, sehr humorvolles Libretto verwandelt. Die Bürgerkapelle Gries wird bei diesem einmaligen Opernprojekt zur Musikkapelle von St. Peter und gleichzeitig schlüpfen die Musiker*innen in die Rollen der Dorfbewohner*innen. Der Komponist Thomas Doss hat den Figuren die Melodien „auf den Leib geschrieben“, ohne dabei weder auf Blasmusik noch auf Pop zu verzichten. Thomas Doss studierte in Linz, Wien, Salzburg, Maastricht und Los Angeles und ist weltweit als Dirigent, Komponist und Juror tätig. Sein Debüt als Dirigent gab er 1988 am Wiener Konzerthaus mit dem Wiener Kammerorchester. 1991 war er Chefdirigent des Staatlichen Sinfonieorchesters Quedlinburg. Er unterrichtete an der MUK in Wien, am Konservatorium in Bozen und seit 1991 am Oberösterreichischen Landesmusikschulwerk. Thomas Doss erhielt zahlreiche Preise und Auszeichnungen, zuletzt den internationalen „BUMA Music Award“ (Verlag: Hal Leonard - De Haske).

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Theatre
Giovedì, 14 Gen 2021 20:00
Giovedì 14 Gen 2021

von Ferdinand von Schirach Koproduktion mit dem Theater an der Effingerstrasse Bern Wem gehört unser Leben? Und wem gehört unser Sterben? Der Ethikrat tagt, um über den Fall des 78-jährigen Richard Gärtner abzustimmen. Er sucht ärztliche Hilfe, um sich selbst zu töten. Er hat weder Schmerzen, noch ist er unheilbar krank, doch der Tod seiner Frau vor drei Jahren hat für ihn alles verändert. Richard Gärtner will schlicht und einfach nicht mehr leben. Er könnte Hand an sich legen, doch er möchte, dass sein Tod selbstbestimmt und friedlich ist und niemanden erschreckt. Soll ein Arzt oder eine Ärztin einem Menschen dabei helfen, sich selbst zu töten? Das im September 2019 gefällte Urteil des italienischen Verfassungsgerichts erklärt Beihilfe zum Suizid in einigen bestimmten Fällen für straffrei. Damit ist zumindest die rechtliche Frage, ob er*sie es darf, geklärt. Nach wie vor fehlt jedoch in Italien seitens der Politik eine umfassende Regelung zu diesem Thema, umso mehr rückt damit die ethische Frage in den Fokus. Ferdinand von Schirach holt mit „Gott“ einen seit langem in Europa divers und emotional geführten Diskurs ins Theater. Er verhandelt Fragen der menschlichen Autonomie und Selbstbestimmung inmitten des Spannungsfeldes von persönlicher Moral, christlichem Glauben und Politik. Im Stück fallen die Stellungnahmen der Expert*innen aus Recht und Medizin sowie des Bischofs Thiel deutlich aus – doch am Ende müssen Sie selbst zu einem Urteil kommen. Ferdinand von Schirach *1964 in München, arbeitete 20 Jahre als Strafverteidiger. Mit 45 Jahren veröffentlichte er sein erstes Buch. Es folgten zahlreiche Erzählungen, Romane und Essays, die als internationale Bestseller in mehr als 35 Ländern erschienen. Sein Theaterstück „Terror“ (2015) wurde ein großer Erfolg und wie weitere seiner Werke verfilmt. Schirach erhielt mehrere – auch internationale – Literaturpreise, u.a. den Kleist-Preis.

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Theatre
Domenica, 17 Gen 2021 18:00
ogni settimana fino a Dom 24 Gen 2021 nei giorni di: Domenica

von Ferdinand von Schirach Koproduktion mit dem Theater an der Effingerstrasse Bern Wem gehört unser Leben? Und wem gehört unser Sterben? Der Ethikrat tagt, um über den Fall des 78-jährigen Richard Gärtner abzustimmen. Er sucht ärztliche Hilfe, um sich selbst zu töten. Er hat weder Schmerzen, noch ist er unheilbar krank, doch der Tod seiner Frau vor drei Jahren hat für ihn alles verändert. Richard Gärtner will schlicht und einfach nicht mehr leben. Er könnte Hand an sich legen, doch er möchte, dass sein Tod selbstbestimmt und friedlich ist und niemanden erschreckt. Soll ein Arzt oder eine Ärztin einem Menschen dabei helfen, sich selbst zu töten? Das im September 2019 gefällte Urteil des italienischen Verfassungsgerichts erklärt Beihilfe zum Suizid in einigen bestimmten Fällen für straffrei. Damit ist zumindest die rechtliche Frage, ob er*sie es darf, geklärt. Nach wie vor fehlt jedoch in Italien seitens der Politik eine umfassende Regelung zu diesem Thema, umso mehr rückt damit die ethische Frage in den Fokus. Ferdinand von Schirach holt mit „Gott“ einen seit langem in Europa divers und emotional geführten Diskurs ins Theater. Er verhandelt Fragen der menschlichen Autonomie und Selbstbestimmung inmitten des Spannungsfeldes von persönlicher Moral, christlichem Glauben und Politik. Im Stück fallen die Stellungnahmen der Expert*innen aus Recht und Medizin sowie des Bischofs Thiel deutlich aus – doch am Ende müssen Sie selbst zu einem Urteil kommen. Ferdinand von Schirach *1964 in München, arbeitete 20 Jahre als Strafverteidiger. Mit 45 Jahren veröffentlichte er sein erstes Buch. Es folgten zahlreiche Erzählungen, Romane und Essays, die als internationale Bestseller in mehr als 35 Ländern erschienen. Sein Theaterstück „Terror“ (2015) wurde ein großer Erfolg und wie weitere seiner Werke verfilmt. Schirach erhielt mehrere – auch internationale – Literaturpreise, u.a. den Kleist-Preis.

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Theatre
Sabato, 16 Gen 2021 20:00
ogni settimana fino a Sab 30 Gen 2021 nei giorni di: Giovedi Venerdi Sabato Domenica

von Ferdinand von Schirach Koproduktion mit dem Theater an der Effingerstrasse Bern Wem gehört unser Leben? Und wem gehört unser Sterben? Der Ethikrat tagt, um über den Fall des 78-jährigen Richard Gärtner abzustimmen. Er sucht ärztliche Hilfe, um sich selbst zu töten. Er hat weder Schmerzen, noch ist er unheilbar krank, doch der Tod seiner Frau vor drei Jahren hat für ihn alles verändert. Richard Gärtner will schlicht und einfach nicht mehr leben. Er könnte Hand an sich legen, doch er möchte, dass sein Tod selbstbestimmt und friedlich ist und niemanden erschreckt. Soll ein Arzt oder eine Ärztin einem Menschen dabei helfen, sich selbst zu töten? Das im September 2019 gefällte Urteil des italienischen Verfassungsgerichts erklärt Beihilfe zum Suizid in einigen bestimmten Fällen für straffrei. Damit ist zumindest die rechtliche Frage, ob er*sie es darf, geklärt. Nach wie vor fehlt jedoch in Italien seitens der Politik eine umfassende Regelung zu diesem Thema, umso mehr rückt damit die ethische Frage in den Fokus. Ferdinand von Schirach holt mit „Gott“ einen seit langem in Europa divers und emotional geführten Diskurs ins Theater. Er verhandelt Fragen der menschlichen Autonomie und Selbstbestimmung inmitten des Spannungsfeldes von persönlicher Moral, christlichem Glauben und Politik. Im Stück fallen die Stellungnahmen der Expert*innen aus Recht und Medizin sowie des Bischofs Thiel deutlich aus – doch am Ende müssen Sie selbst zu einem Urteil kommen. Ferdinand von Schirach *1964 in München, arbeitete 20 Jahre als Strafverteidiger. Mit 45 Jahren veröffentlichte er sein erstes Buch. Es folgten zahlreiche Erzählungen, Romane und Essays, die als internationale Bestseller in mehr als 35 Ländern erschienen. Sein Theaterstück „Terror“ (2015) wurde ein großer Erfolg und wie weitere seiner Werke verfilmt. Schirach erhielt mehrere – auch internationale – Literaturpreise, u.a. den Kleist-Preis.

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Exhibitions
Sabato, 28 Nov 2020 10:00-18:00 |
ogni settimana fino a Sab 05 Giu 2021 nei giorni di: Sabato

La mostra personale di Robert Breer (Detroit, Michigan, USA, 1926 – Tucson, Arizona, USA, 2011) – dal titolo Time Out – ne ripercorre i sessant’anni di carriera e riunisce per la prima volta in Italia un’ampia selezione di dipinti, film sperimentali e sculture che l’artista ha realizzato dai primi anni Cinquanta del secolo scorso fino al 2011, anno della sua scomparsa. La mostra è curata da Vincenzo de Bellis e Micola Brambilla. Pioniere nelle tecniche di animazione, Robert Breer è stato uno dei fondatori dell’avanguardia americana ed è oggi considerato uno degli autori più innovativi nel cinema sperimentale. Lungo tutta la sua carriera l’artista ha eluso etichette formali, stilistiche e concettuali, focalizzandosi su una ricerca libera, ma allo stesso tempo estremamente coerente, espandendo la ricerca visiva ben oltre gli ambiti linguistici tradizionali. Ha portato avanti sperimentazioni diverse, dalla pittura astratta, al cinema strutturale, dal Fluxus al Pop al Minimalismo, senza però mai legarsi definitivamente ad alcuno di questi movimenti. Attraverso la selezione di più di settanta opere, la mostra alla Fondazione Antonio Dalle Nogare esplora i principali temi che percorrono l’arte di Robert Breer, partendo dalla pratica pittorica, muovendosi poi in quella filmica, per poi dare spazio a una corposa selezione di disegni e sculture. In questo modo la mostra esplora l’approccio formale e concettuale con cui Breer si è confrontato per oltre sessant’anni, celebrando l’eterogeneità che caratterizza la sua ricerca. La tensione che emerge tra immagine in movimento e immagine statica rivela una costante riflessione sulla possibilità di catturare il tempo, confondendo i confini tra rappresentazione astratta e figurata, movimento e staticità, oggetto e soggetto, nell’intento di mettere alla prova i limiti della nostra percezione. Una selezione di numerosi disegni racconta lo studio attento e meticoloso che l’artista dedica alla composizione e alla creazione di un sistema di associazioni nella fase che precede la realizzazione di film e sculture. I disegni offrono così allo spettatore la possibilità di esplorare ogni possibile interazione tra forme e colori e di soffermarsi a osservare quei dettagli che nei film scorrono troppo veloci per essere colti. Le diverse anime che compongono l’opera di Robert Breer sono raccolte in mostra con l’intento di celebrare la profondità e la complessità di una ricerca visionaria e di raccontare un’indagine costante sul concetto di tempo che – come suggerisce il titolo della mostra – vive sospeso, al limite tra il reale e l’astratto, tra la fissità e il movimento, tra la magia del fenomeno e l’assoluto. Robert Breer (Detroit, Michigan, USA, 1926 - Tucson, Arizona, USA, 2011), figlio di un ingegnere della Chrysler Corporation, inizialmente studia ingegneria per passare poco dopo alla facoltà di arte della Stanford University (California) di cui è uno dei primi studenti. Trascorre gli anni Cinquanta a Parigi, dove sviluppa una geometria visiva ispirata al neo-plasticismo di Piet Mondrian (1872-1944), ma allo stesso tempo profondamente innovativa e orientata all’idea di uno “spazio elastico”. I dipinti esposti, tra cui Time Out (1953) – da cui è tratto il titolo della mostra – Three Stage Elevator (1955) e Composition aux trois lignes (1950), rivelano un’interpretazione dell’astrazione che si distanzia dalla purezza formale di Mondrian, a favore di elementi irregolari e linee fluttuanti che alludono al movimento. Poco dopo l’esordio come pittore Breer elabora – a partire dal suo primo film From Phases I (1952) – l'idea di un cinema che consista in una sequenza di molteplici immagini, estranee l'una dall'altra, diretta conseguenza dell’idea di movimento presente nei suoi dipinti. Attraverso la sperimentazione con varie tecniche di animazione tra cui i flipbook (di cui cinque esemplari sono esposti in mostra), Breer realizza il desiderio di dare fisicità al movimento in modo che questo sia vissuto in tempo reale dallo spettatore. In film come Recreation (1956), A Man and His Dog Out for Air (1957), 69 (1968), Fuji (1974) e Swiss Army Knife With Rats and Pigeons (1980), lo spettatore è bombardato da oscillazioni di linee, colori, lettere, forme astratte e immagini che saltano e lampeggiano, appaiono e scompaiono, creando quella che Breer definiva “un’aggressione della retina” [“assault and battery on the retina”]. Con l’iniziale aiuto di Jean Tinguely (1925 - 1991) Breer comincia a realizzare negli anni Cinquanta una serie di “pre-cinematic objects” [oggetti precursori del cinema]. Espone prima a Parigi, poi a New York negli anni Sessanta, i Mutoscopes [Mutoscopi]. Questi dispositivi cinematografici rudimentali presentano una sequenza di singole immagini disposte su un rullo e – fatti scorrere alla velocità desiderata – mostrano allo spettatore la fenomenologia del movimento che si rivela nella sua origine e nel suo sviluppo. A partire dagli anni Sessanta Breer inizia la produzione di un altro importante corpus di opere, i Floats, sculture di diverse dimensioni, materiali e forme, che come descritto nel titolo della serie, fluttuano nello spazio. Esse sono la rappresentazione tridimensionale delle forme astratte e anti-narrative che caratterizzano la sua precedente ricerca pittorica e soprattutto cinematografica. Queste forme semplici – che sembrano alludere con ironia al Minimalismo – si muovono liberamente nello spazio, a una velocità quasi impercettibile e cambiano traiettoria in caso di collisione. L’ambiente circostante si aggiorna e si modifica continuamente, mentre le forme si scontrano e cambiano direzione. Opere come Switz (1965), Borne (1967), Porcupine (1967), Float (1970) e Tambour (1972), circondano lo spettatore, come fossero presenze animate e, rivelando gradualmente il proprio movimento, agiscono sulla percezione dell’istante e della presenza dei nostri corpi nello spazio fisico che ci circonda.

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Exhibitions
Giovedì, 26 Nov 2020 08:00-12:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Ven 08 Gen 2021 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi

“Redigere un testo per una mostra mi ricorda la mia prima volta, a 17 anni, dalla parrucchiera, che mi disse: ‘Vedrai che andrà tutto bene! Per lavarti i capelli devi solo chinarti…’ Così, passando davanti a un paio di signore anziane, presi posto a un lavandino dalla forma strana. Tutte nel salone cominciarono a ridere. Quando, rosso in volto, chiesi se ci fosse qualcosa che non andava, una delle signore mi spiegò che non dovevo sedermi con il mento rivolto al lavandino, ma al contrario. Per questa ragione, preferirei evitare di scrivere un testo, lasciando che a parlare siano i quadri in acrilico, i disegni, la grafica e gli oggetti. Un breve viaggio analogo attraverso intuizioni, visioni e prospettive individuali, nella speranza che non risultino così goffe come la mia prima volta dalla parrucchiera“. Jochen Gasser, nato a Bressanone nel 1981, vive e lavora tra Vienna e l’Alto Adige; tra le varie cose, ha illustrato pubblicazioni su Andreas Hofer, Michael Gaismair e l’Imperatrice Elisabetta, un progetto scaturito dalla collaborazione con Norbert Parschalk.

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Theatre
Sabato, 28 Nov 2020 20:30
ogni giorno fino a Dom 29 Nov 2020

È un filosofo tra i cabarettisti, un acrobata del cervello sotto il cui incantesimo il pubblico gode del piacere di pensare. Artista e spettatori si perdono letteralmente in un mondo di pensiero in cui tutto è permesso, se Gunkl non l’ha proibito. Gunkl si pone subito le grandi domande decisive. Amplia gli orizzonti in modo estremamente divertente, molto apprezzato dal pubblico e dalla critica in tutto il mondo di lingua tedesca.

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Music
Lunedì, 30 Nov 2020 20:0022:00
Lunedì 30 Nov 2020

Stefano Bagnoli: drums, electronics, effects Giuseppe Vitale: piano, keyboards, Fender Rhodes Stefano Zambon: doublebass, electronics, effects Scoprendo un naturale istinto da talent scout, Stefano Bagnoli vale a dire uno dei più creativi batteristi italiani contemporanei, forma il suo primo We Kids Trio nel 2011, line up che mantiene stabile negli anni con l’intento di promuovere alcuni tra i talenti delle generazioni emergenti. Bagnoli rinnova il trio nel 2016 coinvolgendo i due attuali giovani fuoriclasse Giuseppe Vitale e Stefano Zambon. Con “Dalì", recentemente pubblicato dalla T?k Music di Paolo Fresu, prosegue nell’intento di dedicare nuova musica ai geni dell’arte. Dopo Arthur Rimbaud ecco dunque l’omaggio a Salvador Dalì, verificato come quell'irritante ed affascinante uomo che altro non è se non un mix di pazzia premeditata e recitata, un ego eccessivo supportato da una sapienza artistica eccelsa. Nel disco e in concerto, l’intento di Bagnoli & Co. è quello di dare forma a piccole colonne sonore ricche di bozzetti stratificati che possano trasmettere il senso della vita del grande artista catalano di Figueres allo stesso modo in cui la sua pittura balza rapidamente da un pentagramma all’altro senza tregua. Un grande tentativo di “pittura musicale".

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Theatre
Giovedì, 26 Nov 2020 17:3018:30
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Mer 06 Gen 2021

Nuovo esclusivo show di luci e musica accende il Natale a Bressanone, dal 26 novembre 2020 al 6 gennaio 2021 A Bressanone non è Natale senza il tradizionale spettacolo multimediale. Dopo il grande successo degli anni scorsi, dal 26 novembre al 6 gennaio Bressanone Turismo presenta un nuovo light musical show nella suggestiva cornice della Hofburg, il Palazzo Vescovile. In una nuova fiaba invernale, Liora, Tick Tack e altri personaggi incanteranno i visitatori con immagini multicolori, nuova musica originale e canti dal vivo e li condurranno in un viaggio straordinario. Ogni anno, quando la neve soffiava sulle montagne e sopravanzava l'inverno, nella Hofburg i fuochi ardevano scoppiettanti e la gioia per l'attesa della festa che si avvicinava faceva brillare gli occhi alla gente. Tutti si divertivano. Per paura di perdere la gioia a poco a poco riposero in pesanti casse i ricordi belli, i sorrisi e il divertimento e li chiusero in cantina. Ben presto sul mondo calò una coltre di grigiore e la gioia sparì dai volti dei grandi come quella dei bambini. Quando anche Liora, la protagonista, si trovò a vivere un momento buio si imbatté in uno strano personaggio, Monsieur TickTack, che aiuterà la ragazza a ritrovare la perduta felicità. Scoprite con noi il valore del tempo e lasciatevi incantare dai 25 minuti di scintillante Light Musical Show!

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Exhibitions
Giovedì, 26 Nov 2020 10:00-20:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Mar 15 Dic 2020 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Per celebrare il cinquecentenario della scomparsa di uno degli artisti più ammirati di tutti i tempi, l'Ufficio Cultura della Provincia autonoma di Bolzano - Alto Adige ha confermato per l’autunno “RAFFAELLO Capolavori tessuti”, un evento speciale dedicato al “divin pittore” di Urbino. L’esposizione rimarrà aperta fino al 15.12.2020 con orario: da lunedì a venerdì ore 9 - 20 sabato ore 15 - 18 In mostra sarà esposto l’arazzo “La pesca miracolosa”, un capolavoro di grandi dimensioni realizzato in filo di seta, eseguito da copia di cartoni di Raffaello per papa Leone X. Prestito dalla Galleria Nazionale delle Marche. Una mostra che svela la diffusione del linguaggio artistico di Raffaello anche attraverso preziose stampe dalle sue opere.

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Music
Sabato, 19 Dic 2020 20:00
Sabato 19 Dic 2020

L'orchestra di ottoni Symphonic Winds, sotto la direzione artistica di Alexander Veit, sarà ascoltata quest'anno sui palchi dei concerti dell'Alto Adige insieme alla pianista tedesca Katharina Königsfeld. Grazie alla sua tecnologia mozzafiato e alle sue interpretazioni carismatiche, Katharina Köngisfeld è considerata una delle più grandi artiste femminili della sua generazione. La pianista Katharina Königsfeld è la nuova speranza classica della Germania! Katharina Königsfeld scoprì la propria passione per il pianoforte e l’organo già alla tenera età di 6 anni. Ha frequentato gli studi per entrambi gli strumenti presso l‘università delle arti Folkwang di Essen, con i professori A. von Arnim e Prof. R. M. Stangier. L’artista può vantare sul proprio curriculum molte esibizioni in sale e luoghi importanti, come la Philharmonie Essen, l’Auditorium di Dortmund e la Jahrhunderthalle di Bochum, dove si esibì in occasione del rinomato concorso per pianoforte di Ruhr, nonché anche presso l’Oratorio S. Caterina a Cervo, in Italia. Esibizioni da solista con musicisti dei Bamberger Symphoniker e la partecipazione alla serata finale del Ruhr. 2010, oltre a varie e regolari esibizioni sulla MS Europa 2 stanno a indicare il successo che Königsfeld ha nel suo campo. Nel 2008 è partita la collaborazione di Königsberg con la soprano Meike Albers che ha portato alla creazione di numerosi progetti ed esibizioni, ai quali hanno partecipato come ospiti maestri come Justus Zeyen, Jan Philip Schulze, Christoph Eschenbach e Matthias Goerne. È membro del trio `Klassik3.0` con la violinista Claudine Papadopoulos e il cellista Alexandre Vay. Dal 2017 collabora con il produttore Bill Sathrum, con il quale ha composto anche la colonna sonora per il film `HOAM`. Con il produttore e percussionista Affe Maria sonda nuovi terreni musicali, il loro spettacolo `Piano Fantasy` è ben visto e accetto sui palchi internazionali. Dal 2018 è Direttore artistico dell’accademia internazionale per organi di Kitzbühel. Dal 2014 Katharina Königsfeld è sotto contratto in esclusiva con Sony Classical. Jakob Spahn é vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali. Al concorso ARD 2010 a Monaco di Baviera, è stato insignito del premio speciale della "Fondazione Alice Rosner". In qualità di borsista del Concorso musicale tedesco, è stato selezionato per partecipare ai "Concerti di giovani artisti". La “Studienstiftung des Deutschen Volkes” e l'associazione “Yehudi Menuhin Live Music Now” sono tra i suoi sostenitori. Dopo due anni alla "Karajan Academy" con la Filarmonica di Berlino, è stato ingaggiato nel 2011 come violoncellista solista alla Staatsoper di Monaco di Baviera. Tour di concerti lo hanno portato in Europa, Asia, Nord e Sud America. Come musicista da camera si è esibito con lo Scharoun Ensemble e con artisti rinomati come Leonidas Kavakos, Heinz Holliger, Mitsuko Uchida e Lang Lang. Da solista ha tenuto concerti con il Wiener Konzertverein, la Sinfonia Iuventus Warsaw, la Russian Chamber Philharmonic di San Pietroburgo, la Bavarian State Orchestra e molti altri. Oggi è professore presso l'Università di Musica di Norimberga e tiene regolarmente corsi di perfezionamento in festival come l'“Academie Internationale de Nice”, l'Accademia musicale estiva di Amburgo e l'Accademia di violoncello a Rutesheim

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Music
Domenica, 20 Dic 2020 20:00
Domenica 20 Dic 2020

L'orchestra di ottoni Symphonic Winds, sotto la direzione artistica di Alexander Veit, sarà ascoltata quest'anno sui palchi dei concerti dell'Alto Adige insieme alla pianista tedesca Katharina Königsfeld. Grazie alla sua tecnologia mozzafiato e alle sue interpretazioni carismatiche, Katharina Köngisfeld è considerata una delle più grandi artiste femminili della sua generazione. La pianista Katharina Königsfeld è la nuova speranza classica della Germania! Katharina Königsfeld scoprì la propria passione per il pianoforte e l’organo già alla tenera età di 6 anni. Ha frequentato gli studi per entrambi gli strumenti presso l‘università delle arti Folkwang di Essen, con i professori A. von Arnim e Prof. R. M. Stangier. L’artista può vantare sul proprio curriculum molte esibizioni in sale e luoghi importanti, come la Philharmonie Essen, l’Auditorium di Dortmund e la Jahrhunderthalle di Bochum, dove si esibì in occasione del rinomato concorso per pianoforte di Ruhr, nonché anche presso l’Oratorio S. Caterina a Cervo, in Italia. Esibizioni da solista con musicisti dei Bamberger Symphoniker e la partecipazione alla serata finale del Ruhr. 2010, oltre a varie e regolari esibizioni sulla MS Europa 2 stanno a indicare il successo che Königsfeld ha nel suo campo. Nel 2008 è partita la collaborazione di Königsberg con la soprano Meike Albers che ha portato alla creazione di numerosi progetti ed esibizioni, ai quali hanno partecipato come ospiti maestri come Justus Zeyen, Jan Philip Schulze, Christoph Eschenbach e Matthias Goerne. È membro del trio `Klassik3.0` con la violinista Claudine Papadopoulos e il cellista Alexandre Vay. Dal 2017 collabora con il produttore Bill Sathrum, con il quale ha composto anche la colonna sonora per il film `HOAM`. Con il produttore e percussionista Affe Maria sonda nuovi terreni musicali, il loro spettacolo `Piano Fantasy` è ben visto e accetto sui palchi internazionali. Dal 2018 è Direttore artistico dell’accademia internazionale per organi di Kitzbühel. Dal 2014 Katharina Königsfeld è sotto contratto in esclusiva con Sony Classical. Jakob Spahn é vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali. Al concorso ARD 2010 a Monaco di Baviera, è stato insignito del premio speciale della "Fondazione Alice Rosner". In qualità di borsista del Concorso musicale tedesco, è stato selezionato per partecipare ai "Concerti di giovani artisti". La “Studienstiftung des Deutschen Volkes” e l'associazione “Yehudi Menuhin Live Music Now” sono tra i suoi sostenitori. Dopo due anni alla "Karajan Academy" con la Filarmonica di Berlino, è stato ingaggiato nel 2011 come violoncellista solista alla Staatsoper di Monaco di Baviera. Tour di concerti lo hanno portato in Europa, Asia, Nord e Sud America. Come musicista da camera si è esibito con lo Scharoun Ensemble e con artisti rinomati come Leonidas Kavakos, Heinz Holliger, Mitsuko Uchida e Lang Lang. Da solista ha tenuto concerti con il Wiener Konzertverein, la Sinfonia Iuventus Warsaw, la Russian Chamber Philharmonic di San Pietroburgo, la Bavarian State Orchestra e molti altri. Oggi è professore presso l'Università di Musica di Norimberga e tiene regolarmente corsi di perfezionamento in festival come l'“Academie Internationale de Nice”, l'Accademia musicale estiva di Amburgo e l'Accademia di violoncello a Rutesheim

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Music
Sabato, 26 Dic 2020 20:00
Sabato 26 Dic 2020

L'orchestra di ottoni Symphonic Winds, sotto la direzione artistica di Alexander Veit, sarà ascoltata quest'anno sui palchi dei concerti dell'Alto Adige insieme alla pianista tedesca Katharina Königsfeld. Grazie alla sua tecnologia mozzafiato e alle sue interpretazioni carismatiche, Katharina Köngisfeld è considerata una delle più grandi artiste femminili della sua generazione. La pianista Katharina Königsfeld è la nuova speranza classica della Germania! Katharina Königsfeld scoprì la propria passione per il pianoforte e l’organo già alla tenera età di 6 anni. Ha frequentato gli studi per entrambi gli strumenti presso l‘università delle arti Folkwang di Essen, con i professori A. von Arnim e Prof. R. M. Stangier. L’artista può vantare sul proprio curriculum molte esibizioni in sale e luoghi importanti, come la Philharmonie Essen, l’Auditorium di Dortmund e la Jahrhunderthalle di Bochum, dove si esibì in occasione del rinomato concorso per pianoforte di Ruhr, nonché anche presso l’Oratorio S. Caterina a Cervo, in Italia. Esibizioni da solista con musicisti dei Bamberger Symphoniker e la partecipazione alla serata finale del Ruhr. 2010, oltre a varie e regolari esibizioni sulla MS Europa 2 stanno a indicare il successo che Königsfeld ha nel suo campo. Nel 2008 è partita la collaborazione di Königsberg con la soprano Meike Albers che ha portato alla creazione di numerosi progetti ed esibizioni, ai quali hanno partecipato come ospiti maestri come Justus Zeyen, Jan Philip Schulze, Christoph Eschenbach e Matthias Goerne. È membro del trio `Klassik3.0` con la violinista Claudine Papadopoulos e il cellista Alexandre Vay. Dal 2017 collabora con il produttore Bill Sathrum, con il quale ha composto anche la colonna sonora per il film `HOAM`. Con il produttore e percussionista Affe Maria sonda nuovi terreni musicali, il loro spettacolo `Piano Fantasy` è ben visto e accetto sui palchi internazionali. Dal 2018 è Direttore artistico dell’accademia internazionale per organi di Kitzbühel. Dal 2014 Katharina Königsfeld è sotto contratto in esclusiva con Sony Classical. Jakob Spahn é vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali. Al concorso ARD 2010 a Monaco di Baviera, è stato insignito del premio speciale della "Fondazione Alice Rosner". In qualità di borsista del Concorso musicale tedesco, è stato selezionato per partecipare ai "Concerti di giovani artisti". La “Studienstiftung des Deutschen Volkes” e l'associazione “Yehudi Menuhin Live Music Now” sono tra i suoi sostenitori. Dopo due anni alla "Karajan Academy" con la Filarmonica di Berlino, è stato ingaggiato nel 2011 come violoncellista solista alla Staatsoper di Monaco di Baviera. Tour di concerti lo hanno portato in Europa, Asia, Nord e Sud America. Come musicista da camera si è esibito con lo Scharoun Ensemble e con artisti rinomati come Leonidas Kavakos, Heinz Holliger, Mitsuko Uchida e Lang Lang. Da solista ha tenuto concerti con il Wiener Konzertverein, la Sinfonia Iuventus Warsaw, la Russian Chamber Philharmonic di San Pietroburgo, la Bavarian State Orchestra e molti altri. Oggi è professore presso l'Università di Musica di Norimberga e tiene regolarmente corsi di perfezionamento in festival come l'“Academie Internationale de Nice”, l'Accademia musicale estiva di Amburgo e l'Accademia di violoncello a Rutesheim

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Formation
Sabato, 12 Dic 2020 09:00-12:00 |
Sabato 12 Dic 2020

Sie lieben Weihnachten und freuen sich bereits Ihre Lieben mit leckeren Speisen unter dem Weihnachtsbaum zu verwöhnen? Dann ist dieses Webinar genau das Richtige für Sie. Gemeinsam mit Tina Marcelli, Küchenchefin im Nature Family Resort „Feuerstein“ entdecken Sie die Weihnachtsküche neu. Sie tauchen ein in eine Welt der Gewürze und der Produkte, welche diese besondere Zeit zu bieten hat, interpretieren das Menü aber schließlich untypisch und dafür umso spannender. Während die Referentin in der Manufaktur, im Herzstück des Gustelier, an einem der Kochblöcke arbeiten wird, können Sie sich das ganze online ansehen, die Abläufe mitverfolgen und gemeinsam Schritt für Schritt sich Ihr eigenes Weihnachtsmenü gut geplant entspannt genießen. Inklusivleistungen: - Kreatives Webinar mit erfahrener Referentin - Teilnehmer/innen kochen von zu Hause aus - Rezepte zum Nachmachen - Zutatenliste (diese wird vorab per E-Mail zugeschickt) Da es sich um einen Online-Kochkurs handelt, erhalten Sie von uns nach der Buchung, eine E-Mail mit allen relevanten Informationen, den Link und dem Rezept. 33 € Tina Marcelli, Küchenchefin im Feuerstein Nature Family Resort, Pflersch/Brenner Weitere Infos & Anmeldung online: https://bit.ly/3kUsvxg

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Formation
Venerdì, 04 Dic 2020 18:00-20:00 |
Venerdì 04 Dic 2020

Il panettone e la colomba sono una grande tradizione popolare in Italia ormai diffusa anche tra amatori e appassionati. Visto che la produzione del panettone richiede un certo tempo di lievitazione, il corso non è un vero e proprio corso di cucina, ma si tratta soprattutto di un corso di accompagnamento professionale. Il workshop è diviso in una prima parte teorica, durante la quale lo chef Alessandro Bellingeri del Osteria Acquarol ed esperto di lievitazione vi racconterà perché ha iniziato a produrre grandi lievitati e spiegherà come creare il vostro primo panettone. Parlerà delle tempistiche, delle temperature, delle farine e di tanto altro di modo di riuscire a realizzare il Vostro primo panettone fatto in casa, chiaramente c’è abbastanza tempo per porre tutte le Vostre domande in merito. La settimana dopo il corso si concluderà con un’ora di feedback, durante la quale si discuterà il vostro risultato. Dettagli: Teoria: Venerdì, 4 dicembre 2020, ore 18.00 – 20.00 Feedback: Venerdì, 11 dicembre 2020, ore 18.00 – 19.00 Corso di due ore di teoria con ulteriore ora di feedback inclusa 130,00 € a persona Alessandro Bellingeri, ristoratore e chef all’Osteria Acquarol, Appiano Ulteriori informazioni ed iscrizione online: https://bit.ly/3659z8Z

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Theatre
Giovedì, 03 Dic 2020 20:30
ogni giorno fino a Sab 05 Dic 2020

UNA CANZONE D'AMORE di Babilonia Teatri da William Shakespeare disegno luci Babilonia Teatri / Luca Scotton con Paola Gassman, Ugo Pagliai, Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Francesco Scimemi e Luca Scotton TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO, ESTATE TEATRALE VERONESE Ugo Pagliai e Paola Gassman sono i protagonisti di Romeo e Giulietta di William Shakespeare riscritto dalla compagnia Babilonia Teatri. Lo sguardo profondo e irriverente che caratterizza la compagnia veronese ha inquadrato il grande classico di Shakespeare con un radicale ribaltamento di prospettiva rendendo protagonista assoluta dello spettacolo una coppia inossidabile come quella formata da Pagliai e Gassman. Questa nuova versione di Romeo e Giulietta si concentra completamente sui protagonisti della vicenda, mette da parte tutto il contorno: la guerra tra le rispettive famiglie, gli amici di Romeo, i genitori di Giulietta e il frate. Ci interroga su quanto questa storia sia anche nostra, su quanto sia quella degli attori che la interpretano, su quanto a lungo possa ancora sopravvivere a se stessa dopo averci accompagnati. «Quando abbiamo deciso di mettere in scena Romeo e Giulietta avevamo chiare due scelte: gli unici personaggi di Shakespeare presenti nello spettacolo sarebbero stati Romeo e Giulietta e ad interpretarli sarebbero stati due attori anziani» affermano i Babilonia. «Le scene in cui Romeo e Giulietta si incontrano e dialogano, isolate dal resto del testo, assurgono a vere e proprie icone di un amore totale e impossibile. Il fatto che a pronunciarle siano Paola Gassman e Ugo Pagliai, coppia da più di cinquant’anni, le rende commoventi e profonde. Le rende concrete e per quanto poetiche non suonano mai auliche. I continui riferimenti alla morte, alla fine, alla notte e alla tomba di cui Shakespeare punteggia l’intero testo assumono qui una veridicità che sconvolge ed emoziona spingendoci ad empatizzare con gli attori sulla scena». L’età di Romeo e Giulietta cambia, ma il binomio Amore e Morte su cui si basa il capolavoro di Shakespeare rimane presente.

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Theatre
Domenica, 06 Dic 2020 16:00
Domenica 06 Dic 2020

UNA CANZONE D'AMORE di Babilonia Teatri da William Shakespeare disegno luci Babilonia Teatri / Luca Scotton con Paola Gassman, Ugo Pagliai, Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Francesco Scimemi e Luca Scotton TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO, ESTATE TEATRALE VERONESE Ugo Pagliai e Paola Gassman sono i protagonisti di Romeo e Giulietta di William Shakespeare riscritto dalla compagnia Babilonia Teatri. Lo sguardo profondo e irriverente che caratterizza la compagnia veronese ha inquadrato il grande classico di Shakespeare con un radicale ribaltamento di prospettiva rendendo protagonista assoluta dello spettacolo una coppia inossidabile come quella formata da Pagliai e Gassman. Questa nuova versione di Romeo e Giulietta si concentra completamente sui protagonisti della vicenda, mette da parte tutto il contorno: la guerra tra le rispettive famiglie, gli amici di Romeo, i genitori di Giulietta e il frate. Ci interroga su quanto questa storia sia anche nostra, su quanto sia quella degli attori che la interpretano, su quanto a lungo possa ancora sopravvivere a se stessa dopo averci accompagnati. «Quando abbiamo deciso di mettere in scena Romeo e Giulietta avevamo chiare due scelte: gli unici personaggi di Shakespeare presenti nello spettacolo sarebbero stati Romeo e Giulietta e ad interpretarli sarebbero stati due attori anziani» affermano i Babilonia. «Le scene in cui Romeo e Giulietta si incontrano e dialogano, isolate dal resto del testo, assurgono a vere e proprie icone di un amore totale e impossibile. Il fatto che a pronunciarle siano Paola Gassman e Ugo Pagliai, coppia da più di cinquant’anni, le rende commoventi e profonde. Le rende concrete e per quanto poetiche non suonano mai auliche. I continui riferimenti alla morte, alla fine, alla notte e alla tomba di cui Shakespeare punteggia l’intero testo assumono qui una veridicità che sconvolge ed emoziona spingendoci ad empatizzare con gli attori sulla scena». L’età di Romeo e Giulietta cambia, ma il binomio Amore e Morte su cui si basa il capolavoro di Shakespeare rimane presente.

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Theatre
Mercoledì, 16 Dic 2020 20:30
Mercoledì 16 Dic 2020

UNA CANZONE D'AMORE di Babilonia Teatri da William Shakespeare disegno luci Babilonia Teatri / Luca Scotton con Paola Gassman, Ugo Pagliai, Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Francesco Scimemi e Luca Scotton TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO, ESTATE TEATRALE VERONESE Ugo Pagliai e Paola Gassman sono i protagonisti di Romeo e Giulietta di William Shakespeare riscritto dalla compagnia Babilonia Teatri. Lo sguardo profondo e irriverente che caratterizza la compagnia veronese ha inquadrato il grande classico di Shakespeare con un radicale ribaltamento di prospettiva rendendo protagonista assoluta dello spettacolo una coppia inossidabile come quella formata da Pagliai e Gassman. Questa nuova versione di Romeo e Giulietta si concentra completamente sui protagonisti della vicenda, mette da parte tutto il contorno: la guerra tra le rispettive famiglie, gli amici di Romeo, i genitori di Giulietta e il frate. Ci interroga su quanto questa storia sia anche nostra, su quanto sia quella degli attori che la interpretano, su quanto a lungo possa ancora sopravvivere a se stessa dopo averci accompagnati. «Quando abbiamo deciso di mettere in scena Romeo e Giulietta avevamo chiare due scelte: gli unici personaggi di Shakespeare presenti nello spettacolo sarebbero stati Romeo e Giulietta e ad interpretarli sarebbero stati due attori anziani» affermano i Babilonia. «Le scene in cui Romeo e Giulietta si incontrano e dialogano, isolate dal resto del testo, assurgono a vere e proprie icone di un amore totale e impossibile. Il fatto che a pronunciarle siano Paola Gassman e Ugo Pagliai, coppia da più di cinquant’anni, le rende commoventi e profonde. Le rende concrete e per quanto poetiche non suonano mai auliche. I continui riferimenti alla morte, alla fine, alla notte e alla tomba di cui Shakespeare punteggia l’intero testo assumono qui una veridicità che sconvolge ed emoziona spingendoci ad empatizzare con gli attori sulla scena». L’età di Romeo e Giulietta cambia, ma il binomio Amore e Morte su cui si basa il capolavoro di Shakespeare rimane presente.

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Giovedì, 17 Dic 2020 20:30
Giovedì 17 Dic 2020

UNA CANZONE D'AMORE di Babilonia Teatri da William Shakespeare disegno luci Babilonia Teatri / Luca Scotton con Paola Gassman, Ugo Pagliai, Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Francesco Scimemi e Luca Scotton TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO, ESTATE TEATRALE VERONESE Ugo Pagliai e Paola Gassman sono i protagonisti di Romeo e Giulietta di William Shakespeare riscritto dalla compagnia Babilonia Teatri. Lo sguardo profondo e irriverente che caratterizza la compagnia veronese ha inquadrato il grande classico di Shakespeare con un radicale ribaltamento di prospettiva rendendo protagonista assoluta dello spettacolo una coppia inossidabile come quella formata da Pagliai e Gassman. Questa nuova versione di Romeo e Giulietta si concentra completamente sui protagonisti della vicenda, mette da parte tutto il contorno: la guerra tra le rispettive famiglie, gli amici di Romeo, i genitori di Giulietta e il frate. Ci interroga su quanto questa storia sia anche nostra, su quanto sia quella degli attori che la interpretano, su quanto a lungo possa ancora sopravvivere a se stessa dopo averci accompagnati. «Quando abbiamo deciso di mettere in scena Romeo e Giulietta avevamo chiare due scelte: gli unici personaggi di Shakespeare presenti nello spettacolo sarebbero stati Romeo e Giulietta e ad interpretarli sarebbero stati due attori anziani» affermano i Babilonia. «Le scene in cui Romeo e Giulietta si incontrano e dialogano, isolate dal resto del testo, assurgono a vere e proprie icone di un amore totale e impossibile. Il fatto che a pronunciarle siano Paola Gassman e Ugo Pagliai, coppia da più di cinquant’anni, le rende commoventi e profonde. Le rende concrete e per quanto poetiche non suonano mai auliche. I continui riferimenti alla morte, alla fine, alla notte e alla tomba di cui Shakespeare punteggia l’intero testo assumono qui una veridicità che sconvolge ed emoziona spingendoci ad empatizzare con gli attori sulla scena». L’età di Romeo e Giulietta cambia, ma il binomio Amore e Morte su cui si basa il capolavoro di Shakespeare rimane presente.

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Venerdì, 18 Dic 2020 20:30
Venerdì 18 Dic 2020

UNA CANZONE D'AMORE di Babilonia Teatri da William Shakespeare disegno luci Babilonia Teatri / Luca Scotton con Paola Gassman, Ugo Pagliai, Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Francesco Scimemi e Luca Scotton TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO, ESTATE TEATRALE VERONESE Ugo Pagliai e Paola Gassman sono i protagonisti di Romeo e Giulietta di William Shakespeare riscritto dalla compagnia Babilonia Teatri. Lo sguardo profondo e irriverente che caratterizza la compagnia veronese ha inquadrato il grande classico di Shakespeare con un radicale ribaltamento di prospettiva rendendo protagonista assoluta dello spettacolo una coppia inossidabile come quella formata da Pagliai e Gassman. Questa nuova versione di Romeo e Giulietta si concentra completamente sui protagonisti della vicenda, mette da parte tutto il contorno: la guerra tra le rispettive famiglie, gli amici di Romeo, i genitori di Giulietta e il frate. Ci interroga su quanto questa storia sia anche nostra, su quanto sia quella degli attori che la interpretano, su quanto a lungo possa ancora sopravvivere a se stessa dopo averci accompagnati. «Quando abbiamo deciso di mettere in scena Romeo e Giulietta avevamo chiare due scelte: gli unici personaggi di Shakespeare presenti nello spettacolo sarebbero stati Romeo e Giulietta e ad interpretarli sarebbero stati due attori anziani» affermano i Babilonia. «Le scene in cui Romeo e Giulietta si incontrano e dialogano, isolate dal resto del testo, assurgono a vere e proprie icone di un amore totale e impossibile. Il fatto che a pronunciarle siano Paola Gassman e Ugo Pagliai, coppia da più di cinquant’anni, le rende commoventi e profonde. Le rende concrete e per quanto poetiche non suonano mai auliche. I continui riferimenti alla morte, alla fine, alla notte e alla tomba di cui Shakespeare punteggia l’intero testo assumono qui una veridicità che sconvolge ed emoziona spingendoci ad empatizzare con gli attori sulla scena». L’età di Romeo e Giulietta cambia, ma il binomio Amore e Morte su cui si basa il capolavoro di Shakespeare rimane presente.

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Sabato, 19 Dic 2020 20:30
Sabato 19 Dic 2020

UNA CANZONE D'AMORE di Babilonia Teatri da William Shakespeare disegno luci Babilonia Teatri / Luca Scotton con Paola Gassman, Ugo Pagliai, Enrico Castellani, Valeria Raimondi, Francesco Scimemi e Luca Scotton TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO, ESTATE TEATRALE VERONESE Ugo Pagliai e Paola Gassman sono i protagonisti di Romeo e Giulietta di William Shakespeare riscritto dalla compagnia Babilonia Teatri. Lo sguardo profondo e irriverente che caratterizza la compagnia veronese ha inquadrato il grande classico di Shakespeare con un radicale ribaltamento di prospettiva rendendo protagonista assoluta dello spettacolo una coppia inossidabile come quella formata da Pagliai e Gassman. Questa nuova versione di Romeo e Giulietta si concentra completamente sui protagonisti della vicenda, mette da parte tutto il contorno: la guerra tra le rispettive famiglie, gli amici di Romeo, i genitori di Giulietta e il frate. Ci interroga su quanto questa storia sia anche nostra, su quanto sia quella degli attori che la interpretano, su quanto a lungo possa ancora sopravvivere a se stessa dopo averci accompagnati. «Quando abbiamo deciso di mettere in scena Romeo e Giulietta avevamo chiare due scelte: gli unici personaggi di Shakespeare presenti nello spettacolo sarebbero stati Romeo e Giulietta e ad interpretarli sarebbero stati due attori anziani» affermano i Babilonia. «Le scene in cui Romeo e Giulietta si incontrano e dialogano, isolate dal resto del testo, assurgono a vere e proprie icone di un amore totale e impossibile. Il fatto che a pronunciarle siano Paola Gassman e Ugo Pagliai, coppia da più di cinquant’anni, le rende commoventi e profonde. Le rende concrete e per quanto poetiche non suonano mai auliche. I continui riferimenti alla morte, alla fine, alla notte e alla tomba di cui Shakespeare punteggia l’intero testo assumono qui una veridicità che sconvolge ed emoziona spingendoci ad empatizzare con gli attori sulla scena». L’età di Romeo e Giulietta cambia, ma il binomio Amore e Morte su cui si basa il capolavoro di Shakespeare rimane presente.

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Giovedì, 14 Gen 2021 20:30
ogni giorno fino a Sab 16 Gen 2021

DOVE INIZIA LA NOTTE di Stefano Massini regia Mauro Avogadro musiche Gioacchino Balistreri con Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO Già richiesto nei teatri di tutto il mondo, il testo è un atto unico di squassante semplicità, un’intervista della filosofa, scrittrice e politologa Hannah Arendt a colui che più di tutti incarna la traduzione della violenza in calcolo, in disegno, in schema effettivo. Nel 1960 viene arrestato in Argentina Adolf Eichmann, il gerarca nazista responsabile di aver pianificato, strutturato e dunque reso possibile lo sterminio di milioni di ebrei. Dai verbali degli interrogatori a Gerusalemme, dagli atti del processo, dalla storiografia tedesca ed ebraica oltre che dai saggi di Arendt, Stefano Massini trae questo dialogo teatrale di feroce, inaudita potenza. Alla loro prima collaborazione, Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon sono gli straordinari interpreti che danno anima e corpo a questo dialogo di agghiacciante intensità diretto da Mauro Avogadro. Eichmann ricostruisce tutti i passaggi della sua carriera travolgente con Hitler e Himmler raccontati come mai prima. Da una promozione all’altra, in un crescendo di prestigio e stipendio, si compone lentamente il quadro della Soluzione Finale, qui descritta nel suo aspetto più elementare di immane macchina organizzativa: come si sperimentò il gas? Quando fu deciso l’inizio dello sterminio? Come si gestiva in concreto l’orrore di Auschwitz? Ed ecco prendere forma, passo dopo passo, una prospettiva spiazzante: Eichmann non è affatto un mostro, bensì un uomo spaventosamente normale, capace di stupire più per la bassezza che per il genio. Incalzato dalle domande della filosofa tedesca, egli si rivela il ritratto squallidissimo dell’arrivismo, della finzione, del più bieco interesse personale, ma niente di più. Uno qualunque, altro che monumento criminale. È mai possibile che l’uomo più temuto da milioni di deportati, fosse un essere così vicino all’uomo medio? Ma è proprio qui, in fondo, che prende forma il male: nella più comune e insospettabile piccolezza umana.

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Domenica, 17 Gen 2021 16:00
Domenica 17 Gen 2021

DOVE INIZIA LA NOTTE di Stefano Massini regia Mauro Avogadro musiche Gioacchino Balistreri con Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO Già richiesto nei teatri di tutto il mondo, il testo è un atto unico di squassante semplicità, un’intervista della filosofa, scrittrice e politologa Hannah Arendt a colui che più di tutti incarna la traduzione della violenza in calcolo, in disegno, in schema effettivo. Nel 1960 viene arrestato in Argentina Adolf Eichmann, il gerarca nazista responsabile di aver pianificato, strutturato e dunque reso possibile lo sterminio di milioni di ebrei. Dai verbali degli interrogatori a Gerusalemme, dagli atti del processo, dalla storiografia tedesca ed ebraica oltre che dai saggi di Arendt, Stefano Massini trae questo dialogo teatrale di feroce, inaudita potenza. Alla loro prima collaborazione, Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon sono gli straordinari interpreti che danno anima e corpo a questo dialogo di agghiacciante intensità diretto da Mauro Avogadro. Eichmann ricostruisce tutti i passaggi della sua carriera travolgente con Hitler e Himmler raccontati come mai prima. Da una promozione all’altra, in un crescendo di prestigio e stipendio, si compone lentamente il quadro della Soluzione Finale, qui descritta nel suo aspetto più elementare di immane macchina organizzativa: come si sperimentò il gas? Quando fu deciso l’inizio dello sterminio? Come si gestiva in concreto l’orrore di Auschwitz? Ed ecco prendere forma, passo dopo passo, una prospettiva spiazzante: Eichmann non è affatto un mostro, bensì un uomo spaventosamente normale, capace di stupire più per la bassezza che per il genio. Incalzato dalle domande della filosofa tedesca, egli si rivela il ritratto squallidissimo dell’arrivismo, della finzione, del più bieco interesse personale, ma niente di più. Uno qualunque, altro che monumento criminale. È mai possibile che l’uomo più temuto da milioni di deportati, fosse un essere così vicino all’uomo medio? Ma è proprio qui, in fondo, che prende forma il male: nella più comune e insospettabile piccolezza umana.

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Lunedì, 18 Gen 2021 20:30
Lunedì 18 Gen 2021

DOVE INIZIA LA NOTTE di Stefano Massini regia Mauro Avogadro musiche Gioacchino Balistreri con Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO Già richiesto nei teatri di tutto il mondo, il testo è un atto unico di squassante semplicità, un’intervista della filosofa, scrittrice e politologa Hannah Arendt a colui che più di tutti incarna la traduzione della violenza in calcolo, in disegno, in schema effettivo. Nel 1960 viene arrestato in Argentina Adolf Eichmann, il gerarca nazista responsabile di aver pianificato, strutturato e dunque reso possibile lo sterminio di milioni di ebrei. Dai verbali degli interrogatori a Gerusalemme, dagli atti del processo, dalla storiografia tedesca ed ebraica oltre che dai saggi di Arendt, Stefano Massini trae questo dialogo teatrale di feroce, inaudita potenza. Alla loro prima collaborazione, Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon sono gli straordinari interpreti che danno anima e corpo a questo dialogo di agghiacciante intensità diretto da Mauro Avogadro. Eichmann ricostruisce tutti i passaggi della sua carriera travolgente con Hitler e Himmler raccontati come mai prima. Da una promozione all’altra, in un crescendo di prestigio e stipendio, si compone lentamente il quadro della Soluzione Finale, qui descritta nel suo aspetto più elementare di immane macchina organizzativa: come si sperimentò il gas? Quando fu deciso l’inizio dello sterminio? Come si gestiva in concreto l’orrore di Auschwitz? Ed ecco prendere forma, passo dopo passo, una prospettiva spiazzante: Eichmann non è affatto un mostro, bensì un uomo spaventosamente normale, capace di stupire più per la bassezza che per il genio. Incalzato dalle domande della filosofa tedesca, egli si rivela il ritratto squallidissimo dell’arrivismo, della finzione, del più bieco interesse personale, ma niente di più. Uno qualunque, altro che monumento criminale. È mai possibile che l’uomo più temuto da milioni di deportati, fosse un essere così vicino all’uomo medio? Ma è proprio qui, in fondo, che prende forma il male: nella più comune e insospettabile piccolezza umana.

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Mercoledì, 20 Gen 2021 20:30
Mercoledì 20 Gen 2021

DOVE INIZIA LA NOTTE di Stefano Massini regia Mauro Avogadro musiche Gioacchino Balistreri con Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO Già richiesto nei teatri di tutto il mondo, il testo è un atto unico di squassante semplicità, un’intervista della filosofa, scrittrice e politologa Hannah Arendt a colui che più di tutti incarna la traduzione della violenza in calcolo, in disegno, in schema effettivo. Nel 1960 viene arrestato in Argentina Adolf Eichmann, il gerarca nazista responsabile di aver pianificato, strutturato e dunque reso possibile lo sterminio di milioni di ebrei. Dai verbali degli interrogatori a Gerusalemme, dagli atti del processo, dalla storiografia tedesca ed ebraica oltre che dai saggi di Arendt, Stefano Massini trae questo dialogo teatrale di feroce, inaudita potenza. Alla loro prima collaborazione, Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon sono gli straordinari interpreti che danno anima e corpo a questo dialogo di agghiacciante intensità diretto da Mauro Avogadro. Eichmann ricostruisce tutti i passaggi della sua carriera travolgente con Hitler e Himmler raccontati come mai prima. Da una promozione all’altra, in un crescendo di prestigio e stipendio, si compone lentamente il quadro della Soluzione Finale, qui descritta nel suo aspetto più elementare di immane macchina organizzativa: come si sperimentò il gas? Quando fu deciso l’inizio dello sterminio? Come si gestiva in concreto l’orrore di Auschwitz? Ed ecco prendere forma, passo dopo passo, una prospettiva spiazzante: Eichmann non è affatto un mostro, bensì un uomo spaventosamente normale, capace di stupire più per la bassezza che per il genio. Incalzato dalle domande della filosofa tedesca, egli si rivela il ritratto squallidissimo dell’arrivismo, della finzione, del più bieco interesse personale, ma niente di più. Uno qualunque, altro che monumento criminale. È mai possibile che l’uomo più temuto da milioni di deportati, fosse un essere così vicino all’uomo medio? Ma è proprio qui, in fondo, che prende forma il male: nella più comune e insospettabile piccolezza umana.

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Venerdì, 22 Gen 2021 20:30
Venerdì 22 Gen 2021

DOVE INIZIA LA NOTTE di Stefano Massini regia Mauro Avogadro musiche Gioacchino Balistreri con Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO Già richiesto nei teatri di tutto il mondo, il testo è un atto unico di squassante semplicità, un’intervista della filosofa, scrittrice e politologa Hannah Arendt a colui che più di tutti incarna la traduzione della violenza in calcolo, in disegno, in schema effettivo. Nel 1960 viene arrestato in Argentina Adolf Eichmann, il gerarca nazista responsabile di aver pianificato, strutturato e dunque reso possibile lo sterminio di milioni di ebrei. Dai verbali degli interrogatori a Gerusalemme, dagli atti del processo, dalla storiografia tedesca ed ebraica oltre che dai saggi di Arendt, Stefano Massini trae questo dialogo teatrale di feroce, inaudita potenza. Alla loro prima collaborazione, Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon sono gli straordinari interpreti che danno anima e corpo a questo dialogo di agghiacciante intensità diretto da Mauro Avogadro. Eichmann ricostruisce tutti i passaggi della sua carriera travolgente con Hitler e Himmler raccontati come mai prima. Da una promozione all’altra, in un crescendo di prestigio e stipendio, si compone lentamente il quadro della Soluzione Finale, qui descritta nel suo aspetto più elementare di immane macchina organizzativa: come si sperimentò il gas? Quando fu deciso l’inizio dello sterminio? Come si gestiva in concreto l’orrore di Auschwitz? Ed ecco prendere forma, passo dopo passo, una prospettiva spiazzante: Eichmann non è affatto un mostro, bensì un uomo spaventosamente normale, capace di stupire più per la bassezza che per il genio. Incalzato dalle domande della filosofa tedesca, egli si rivela il ritratto squallidissimo dell’arrivismo, della finzione, del più bieco interesse personale, ma niente di più. Uno qualunque, altro che monumento criminale. È mai possibile che l’uomo più temuto da milioni di deportati, fosse un essere così vicino all’uomo medio? Ma è proprio qui, in fondo, che prende forma il male: nella più comune e insospettabile piccolezza umana.

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Sabato, 23 Gen 2021 20:30
Sabato 23 Gen 2021

DOVE INIZIA LA NOTTE di Stefano Massini regia Mauro Avogadro musiche Gioacchino Balistreri con Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon TEATRO STABILE DI BOLZANO, TEATRO STABILE DEL VENETO Già richiesto nei teatri di tutto il mondo, il testo è un atto unico di squassante semplicità, un’intervista della filosofa, scrittrice e politologa Hannah Arendt a colui che più di tutti incarna la traduzione della violenza in calcolo, in disegno, in schema effettivo. Nel 1960 viene arrestato in Argentina Adolf Eichmann, il gerarca nazista responsabile di aver pianificato, strutturato e dunque reso possibile lo sterminio di milioni di ebrei. Dai verbali degli interrogatori a Gerusalemme, dagli atti del processo, dalla storiografia tedesca ed ebraica oltre che dai saggi di Arendt, Stefano Massini trae questo dialogo teatrale di feroce, inaudita potenza. Alla loro prima collaborazione, Ottavia Piccolo e Paolo Pierobon sono gli straordinari interpreti che danno anima e corpo a questo dialogo di agghiacciante intensità diretto da Mauro Avogadro. Eichmann ricostruisce tutti i passaggi della sua carriera travolgente con Hitler e Himmler raccontati come mai prima. Da una promozione all’altra, in un crescendo di prestigio e stipendio, si compone lentamente il quadro della Soluzione Finale, qui descritta nel suo aspetto più elementare di immane macchina organizzativa: come si sperimentò il gas? Quando fu deciso l’inizio dello sterminio? Come si gestiva in concreto l’orrore di Auschwitz? Ed ecco prendere forma, passo dopo passo, una prospettiva spiazzante: Eichmann non è affatto un mostro, bensì un uomo spaventosamente normale, capace di stupire più per la bassezza che per il genio. Incalzato dalle domande della filosofa tedesca, egli si rivela il ritratto squallidissimo dell’arrivismo, della finzione, del più bieco interesse personale, ma niente di più. Uno qualunque, altro che monumento criminale. È mai possibile che l’uomo più temuto da milioni di deportati, fosse un essere così vicino all’uomo medio? Ma è proprio qui, in fondo, che prende forma il male: nella più comune e insospettabile piccolezza umana.

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Lunedì, 11 Gen 2021 20:30
Lunedì 11 Gen 2021

Le mie storie per questo tempo uno spettacolo di e con Marco Paolini regia di Marco Paolini con l’accompagnamento musicale di Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi luciaio Michele Mescalchin fonica Piero Chinello produzione MICHELA SIGNORI, JOLEFILM "A me sembra importante far stare bene le persone in questi tempi difficili, fare in modo che il metro si accorci e che i minuti si allunghino, far sì che dopo lo spettacolo chi vuole si fermi ancora e si continui così per un po’ a farsi domande e raccontare storie" afferma Marco Paolini nel presentare lo spettacolo Teatro fra parentesi. Teatro fra parentesi nasce da una necessità: quella di immaginare un ruolo per lo spettacolo dal vivo che sia a tutto campo. Le categorie non bastano più, parole come Arte e Cultura usate in difesa di una forma viva e mutevole suonano rinunciatarie. Circostanze straordinarie esigono sforzi straordinari. Con queste premesse è nata l’idea di Teatro fra parentesi. Lo spettacolo pensato durante l’isolamento è andato in scena durante l’estate per pochi spettatori alla volta, distanziati. Fondato su un canovaccio autobiografico che cuce insieme storie vecchie e nuove, si è arricchito via via con canzoni e musiche. Insieme a Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi, Marco Paolini lo ha plasmato come un concerto dedicato al mestiere, anzi ai mestieri del “fare teatro”. Si racconta di organizzatori, di artisti, di tecnici, di amministratori, di spettatori e di fans… Si narra in modo intimo e personale, condividendo preoccupazioni, speranze e progetti coinvolgenti. Lo spettacolo, senza forzature nei proclami, indica in modo concreto un ruolo possibile per lo spettacolo dal vivo di questi tempi, fondato anche sull’ascoltare e non solo sul trasmettere. Per queste ragioni si è scelto di proporlo come spettacolo principale di questa stagione. "Ci sarà tempo per gli altri titoli, sia per il repertorio che per i lavori nuovi pensati e provati prima della pandemia che ha cambia le priorità, che muta il quadro, il contesto, il tempo. Questo per noi è un tempo di Teatro fra parentesi".

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Martedì, 12 Gen 2021 20:30
Martedì 12 Gen 2021

Le mie storie per questo tempo uno spettacolo di e con Marco Paolini regia di Marco Paolini con l’accompagnamento musicale di Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi luciaio Michele Mescalchin fonica Piero Chinello produzione MICHELA SIGNORI, JOLEFILM "A me sembra importante far stare bene le persone in questi tempi difficili, fare in modo che il metro si accorci e che i minuti si allunghino, far sì che dopo lo spettacolo chi vuole si fermi ancora e si continui così per un po’ a farsi domande e raccontare storie" afferma Marco Paolini nel presentare lo spettacolo Teatro fra parentesi. Teatro fra parentesi nasce da una necessità: quella di immaginare un ruolo per lo spettacolo dal vivo che sia a tutto campo. Le categorie non bastano più, parole come Arte e Cultura usate in difesa di una forma viva e mutevole suonano rinunciatarie. Circostanze straordinarie esigono sforzi straordinari. Con queste premesse è nata l’idea di Teatro fra parentesi. Lo spettacolo pensato durante l’isolamento è andato in scena durante l’estate per pochi spettatori alla volta, distanziati. Fondato su un canovaccio autobiografico che cuce insieme storie vecchie e nuove, si è arricchito via via con canzoni e musiche. Insieme a Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi, Marco Paolini lo ha plasmato come un concerto dedicato al mestiere, anzi ai mestieri del “fare teatro”. Si racconta di organizzatori, di artisti, di tecnici, di amministratori, di spettatori e di fans… Si narra in modo intimo e personale, condividendo preoccupazioni, speranze e progetti coinvolgenti. Lo spettacolo, senza forzature nei proclami, indica in modo concreto un ruolo possibile per lo spettacolo dal vivo di questi tempi, fondato anche sull’ascoltare e non solo sul trasmettere. Per queste ragioni si è scelto di proporlo come spettacolo principale di questa stagione. "Ci sarà tempo per gli altri titoli, sia per il repertorio che per i lavori nuovi pensati e provati prima della pandemia che ha cambia le priorità, che muta il quadro, il contesto, il tempo. Questo per noi è un tempo di Teatro fra parentesi".

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Giovedì, 14 Gen 2021 20:30
Giovedì 14 Gen 2021

Le mie storie per questo tempo uno spettacolo di e con Marco Paolini regia di Marco Paolini con l’accompagnamento musicale di Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi luciaio Michele Mescalchin fonica Piero Chinello produzione MICHELA SIGNORI, JOLEFILM "A me sembra importante far stare bene le persone in questi tempi difficili, fare in modo che il metro si accorci e che i minuti si allunghino, far sì che dopo lo spettacolo chi vuole si fermi ancora e si continui così per un po’ a farsi domande e raccontare storie" afferma Marco Paolini nel presentare lo spettacolo Teatro fra parentesi. Teatro fra parentesi nasce da una necessità: quella di immaginare un ruolo per lo spettacolo dal vivo che sia a tutto campo. Le categorie non bastano più, parole come Arte e Cultura usate in difesa di una forma viva e mutevole suonano rinunciatarie. Circostanze straordinarie esigono sforzi straordinari. Con queste premesse è nata l’idea di Teatro fra parentesi. Lo spettacolo pensato durante l’isolamento è andato in scena durante l’estate per pochi spettatori alla volta, distanziati. Fondato su un canovaccio autobiografico che cuce insieme storie vecchie e nuove, si è arricchito via via con canzoni e musiche. Insieme a Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi, Marco Paolini lo ha plasmato come un concerto dedicato al mestiere, anzi ai mestieri del “fare teatro”. Si racconta di organizzatori, di artisti, di tecnici, di amministratori, di spettatori e di fans… Si narra in modo intimo e personale, condividendo preoccupazioni, speranze e progetti coinvolgenti. Lo spettacolo, senza forzature nei proclami, indica in modo concreto un ruolo possibile per lo spettacolo dal vivo di questi tempi, fondato anche sull’ascoltare e non solo sul trasmettere. Per queste ragioni si è scelto di proporlo come spettacolo principale di questa stagione. "Ci sarà tempo per gli altri titoli, sia per il repertorio che per i lavori nuovi pensati e provati prima della pandemia che ha cambia le priorità, che muta il quadro, il contesto, il tempo. Questo per noi è un tempo di Teatro fra parentesi".

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Venerdì, 15 Gen 2021 21:00
Venerdì 15 Gen 2021

Le mie storie per questo tempo uno spettacolo di e con Marco Paolini regia di Marco Paolini con l’accompagnamento musicale di Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi luciaio Michele Mescalchin fonica Piero Chinello produzione MICHELA SIGNORI, JOLEFILM "A me sembra importante far stare bene le persone in questi tempi difficili, fare in modo che il metro si accorci e che i minuti si allunghino, far sì che dopo lo spettacolo chi vuole si fermi ancora e si continui così per un po’ a farsi domande e raccontare storie" afferma Marco Paolini nel presentare lo spettacolo Teatro fra parentesi. Teatro fra parentesi nasce da una necessità: quella di immaginare un ruolo per lo spettacolo dal vivo che sia a tutto campo. Le categorie non bastano più, parole come Arte e Cultura usate in difesa di una forma viva e mutevole suonano rinunciatarie. Circostanze straordinarie esigono sforzi straordinari. Con queste premesse è nata l’idea di Teatro fra parentesi. Lo spettacolo pensato durante l’isolamento è andato in scena durante l’estate per pochi spettatori alla volta, distanziati. Fondato su un canovaccio autobiografico che cuce insieme storie vecchie e nuove, si è arricchito via via con canzoni e musiche. Insieme a Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi, Marco Paolini lo ha plasmato come un concerto dedicato al mestiere, anzi ai mestieri del “fare teatro”. Si racconta di organizzatori, di artisti, di tecnici, di amministratori, di spettatori e di fans… Si narra in modo intimo e personale, condividendo preoccupazioni, speranze e progetti coinvolgenti. Lo spettacolo, senza forzature nei proclami, indica in modo concreto un ruolo possibile per lo spettacolo dal vivo di questi tempi, fondato anche sull’ascoltare e non solo sul trasmettere. Per queste ragioni si è scelto di proporlo come spettacolo principale di questa stagione. "Ci sarà tempo per gli altri titoli, sia per il repertorio che per i lavori nuovi pensati e provati prima della pandemia che ha cambia le priorità, che muta il quadro, il contesto, il tempo. Questo per noi è un tempo di Teatro fra parentesi".

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Sabato, 16 Gen 2021 20:30
Sabato 16 Gen 2021

Le mie storie per questo tempo uno spettacolo di e con Marco Paolini regia di Marco Paolini con l’accompagnamento musicale di Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi luciaio Michele Mescalchin fonica Piero Chinello produzione MICHELA SIGNORI, JOLEFILM "A me sembra importante far stare bene le persone in questi tempi difficili, fare in modo che il metro si accorci e che i minuti si allunghino, far sì che dopo lo spettacolo chi vuole si fermi ancora e si continui così per un po’ a farsi domande e raccontare storie" afferma Marco Paolini nel presentare lo spettacolo Teatro fra parentesi. Teatro fra parentesi nasce da una necessità: quella di immaginare un ruolo per lo spettacolo dal vivo che sia a tutto campo. Le categorie non bastano più, parole come Arte e Cultura usate in difesa di una forma viva e mutevole suonano rinunciatarie. Circostanze straordinarie esigono sforzi straordinari. Con queste premesse è nata l’idea di Teatro fra parentesi. Lo spettacolo pensato durante l’isolamento è andato in scena durante l’estate per pochi spettatori alla volta, distanziati. Fondato su un canovaccio autobiografico che cuce insieme storie vecchie e nuove, si è arricchito via via con canzoni e musiche. Insieme a Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi, Marco Paolini lo ha plasmato come un concerto dedicato al mestiere, anzi ai mestieri del “fare teatro”. Si racconta di organizzatori, di artisti, di tecnici, di amministratori, di spettatori e di fans… Si narra in modo intimo e personale, condividendo preoccupazioni, speranze e progetti coinvolgenti. Lo spettacolo, senza forzature nei proclami, indica in modo concreto un ruolo possibile per lo spettacolo dal vivo di questi tempi, fondato anche sull’ascoltare e non solo sul trasmettere. Per queste ragioni si è scelto di proporlo come spettacolo principale di questa stagione. "Ci sarà tempo per gli altri titoli, sia per il repertorio che per i lavori nuovi pensati e provati prima della pandemia che ha cambia le priorità, che muta il quadro, il contesto, il tempo. Questo per noi è un tempo di Teatro fra parentesi".

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Giovedì, 21 Gen 2021 20:30
ogni giorno fino a Sab 23 Gen 2021

di Giorgio Gaber e Sandro Luporini rielaborazione drammaturgica e regia Giorgio Gallione scene e costumi Guido Fiorato arrangiamenti musicali Paolo Silvestri con Elio TEATRO NAZIONALE DI GENOVA Il Grigio è la più importante opera di prosa scritta da Giorgio Gaber e Sandro Luporini nel 1988. Racconta di un uomo di cinquant’anni in crisi da una vita e di una casa in campagna dove vorrebbe starsene in pace a riflettere sui propri problemi esistenziali...se non fosse per un misterioso topo, Il Grigio per l'appunto. « Per me Il Grigio fu una esperienza intensissima. Un mix geniale di astrazione e immedesimazione. Quando ho deciso di metterlo in scena mi sono convinto che i temi, i sentimenti, le situazioni presenti ne Il Grigio fossero poi stati perfezionati da molte canzoni nate dopo quella esperienza» sostiene il regista Giorgio Gallione. In questa lotta senza quartiere, epica e grottesca, chi è davvero il nemico? Il topo non è forse la proiezione di quei mostri che tutti noi abbiamo dentro? Con entusiasmo ed incanto Gallione rilegge e ricrea uno spettacolo che scava dentro l’animo umano e lo cuce addosso al protagonista: l’eretico ed eccentrico Elio nelle vesti di un nuovo Signor G, un personaggio che sa e può ancora parlare potentemente e spietatamente al nostro oggi. «Gaber e Luporini sono profetici e Il Grigio ci racconta con incredibile preveggenza ciò che sta accadendo proprio oggi fuori e dentro di noi» afferma Elio. «Ho deciso di portarlo in scena perché esprime il mio pensiero con parole migliori di quelle che avrei potuto trovare io».

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Domenica, 24 Gen 2021 16:00
Domenica 24 Gen 2021

di Giorgio Gaber e Sandro Luporini rielaborazione drammaturgica e regia Giorgio Gallione scene e costumi Guido Fiorato arrangiamenti musicali Paolo Silvestri con Elio TEATRO NAZIONALE DI GENOVA Il Grigio è la più importante opera di prosa scritta da Giorgio Gaber e Sandro Luporini nel 1988. Racconta di un uomo di cinquant’anni in crisi da una vita e di una casa in campagna dove vorrebbe starsene in pace a riflettere sui propri problemi esistenziali...se non fosse per un misterioso topo, Il Grigio per l'appunto. « Per me Il Grigio fu una esperienza intensissima. Un mix geniale di astrazione e immedesimazione. Quando ho deciso di metterlo in scena mi sono convinto che i temi, i sentimenti, le situazioni presenti ne Il Grigio fossero poi stati perfezionati da molte canzoni nate dopo quella esperienza» sostiene il regista Giorgio Gallione. In questa lotta senza quartiere, epica e grottesca, chi è davvero il nemico? Il topo non è forse la proiezione di quei mostri che tutti noi abbiamo dentro? Con entusiasmo ed incanto Gallione rilegge e ricrea uno spettacolo che scava dentro l’animo umano e lo cuce addosso al protagonista: l’eretico ed eccentrico Elio nelle vesti di un nuovo Signor G, un personaggio che sa e può ancora parlare potentemente e spietatamente al nostro oggi. «Gaber e Luporini sono profetici e Il Grigio ci racconta con incredibile preveggenza ciò che sta accadendo proprio oggi fuori e dentro di noi» afferma Elio. «Ho deciso di portarlo in scena perché esprime il mio pensiero con parole migliori di quelle che avrei potuto trovare io».

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Formation
Venerdì, 27 Nov 2020 19:30
Venerdì 27 Nov 2020

Di cosa si tratta? Parlare è il primo passo verso una migliore convivenza. Agire preventivamente, dare consigli, osservare, offrire aiuto, rompere i tabù. Un pool di esperti informa, sensibilizza ed offre una formazione ai cittadini interessati dei comuni partecipanti, che siano giovani o anziani, che siano lavoratori o studiosi, affinché essi diventino a loro volta moltiplicatori. Moltiplicatori come TU & IO, che ci mettiamo in ascolto e osserviamo, semplicemente persone che sono qui gli uni per gli altri, consapevolmente. Come funziona? Workshop informativi nei singoli comuni su argomenti attuali ed importanti (è possibile registrarsi tramite sul sito www-infopoint.bz). In questo modo, i cittadini vengono formati come moltiplicatori che a loro volta trasmettono attivamente e applicano le loro conoscenze. Il team che si occupa di questo progetto ha elaborato 13 tematiche. Sul sitowww.infopoint.bz sono state descritte e approfondite. Per ogni tematica sono elencati i contatti. Partendo da eccessive pressioni, conflitti e burnout, a depressione, suicidio, dipendenze e violenza, fino ad arrivare agli estremismi, vengono affrontati vari argomenti tabù. Con slogan come “Non ce la faccio più…”, “Mi dà la nausea” oppure “Farmi male (non) aiuta” vogliamo, in un certo senso, scuotere la popolazione, rompere i tabù e condividere informazioni utili nella vita di tutti i giorni. Gli organizzatori “Red mor amol driber – Parliamoci” è un progetto dello Jugenddienst di Merano; sostenuto anche dagli Jugenddienst di Lana-Tisens e Naturno, dagli assessorati alle politiche giovanili dei comuni partecipanti e dai distretti di Merano e Naturno. I nostri incontri si terranno online, il periodo ce lo richiede, le persone ne hanno bisogno! Le serate avranno una durata di circa 1,5 h ciascuna, e combineranno momenti “pratici” e altri di approfondimento delle tematiche contenute inhttps://infopoint.bz/it/parliamoci/ (vi invito a dare un’occhiata al sito). Vi chiederei di iscrivervi il prima possibile (agli incontri (A) oppure agli incontri (B)) mandando una mail a marco@jugenddienstmeran.it.

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Venerdì, 22 Gen 2021 21:00
Venerdì 22 Gen 2021

di Sergio Pierattini regia Filippo Dini scene Laura Benzi costumi Alessandro Lai luci Pasquale Mari musiche Arturo Annecchino con Gigio Alberti, Barbora Bobulova, Antonio Catania, Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Valeria Angelozzi, Filippo Dini LA PIRANDELLIANA, TEATRO DELLA TOSCANA-TEATRO NAZIONALE Una compagnia di fuoriclasse interpreta Anfitrione, una commedia che ha appassionato tutte le epoche. Una storia torbida, in cui si consuma il più ambiguo e il più perfido dei tradimenti, quello inconsapevole di una moglie, che si concede alle braccia di una divinità, quanto mai consapevole di goderne le grazie e i piaceri. Il grande Giove desidera essere amato come la meravigliosa Alcmena ama suo marito Anfitrione, vuole quel genere di amore, quello assoluto e incondizionato. Nella riscrittura di Sergio Pierattini l’Anfitrione di questo spettacolo è un arrembante politico che ha appena sbaragliato gli avversari con un sorprendente e inatteso plebiscito. Il suo servo Sosia si è trasformato in un autista portaborse, mentre la bella Alcmena, moglie del trionfatore delle elezioni e prossima First Lady, è divenuta insegnante di scuola media di una piccola città di provincia. Ma come si sono trasformati in questa contemporanea riscrittura di uno tra i più conosciuti classici della comicità, Giove e Mercurio? La risposta sta nel meccanismo perfetto di una vicenda drammaturgica che, affinandosi, ha attraversato i secoli, da Plauto fino a Giraudoux, passando da Molière, Kleist e molti altri. L’altalenarsi tra verità e inganno, intesi e malintesi, genera situazioni comiche, bizzarre e spiazzanti che fanno da specchio alle sempre più grottesche e disorientanti vicende del nostro presente.

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Giovedì, 28 Gen 2021 20:30
ogni giorno fino a Dom 31 Gen 2021

da Alessandro Manzoni regia e adattamento di Daniele Salvo con Eros Pagni CENTRO TEATRALE BRESCIANO E TEATRO DEGLI INCAMMINATI Eros Pagni dà corpo e voce a una delle figure più significative dei Promessi Sposi, l’Innominato e interpreta le pagine del dramma manzoniano dedicate all’arrivo di Lucia al suo castello e alla notte tormentata in cui la giovane, preda della disperazione, pronuncia il voto di verginità alla Madonna, mentre l’uomo vive l’angoscia e i rimorsi, assillato da scrupoli mai provati. «Oh la notte! No, no! La notte!» il grido dell’Innominato lacera una notte densa e impenetrabile di rimorsi, incubi, pentimenti, visioni oniriche, ansie irrimediabili. Notte infinita, interminabile, indecifrabile mala notte. I protagonisti di questo straordinario viaggio mentale, ideato dal Manzoni nel suo capolavoro e riscritto oggi per la scena, si muovono in questa notte che sembra perenne. Una notte in cui si può cogliere il percorso che compie la coscienza dell’uomo, prima verso il basso, in un’atmosfera di incubo e di prostrazione, e poi di risalita verso la liberazione dal tormento: «La vertiginosa e tormentata parabola notturna dell’Innominato - scrive il regista Daniele Salvo nelle note di regia - ha le caratteristiche dell’allucinazione gotica, della fiaba nera: e dunque la realtà scenica dello spettacolo sarà regolata dalle leggi del sogno. Poiché nella notte tutto può accadere: si imboccano vie sconosciute e tortuose, ed è facilissimo ritrovarsi in situazioni illogiche ed impossibili».

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Lunedì, 01 Feb 2021 20:30
Lunedì 01 Feb 2021

da Alessandro Manzoni regia e adattamento di Daniele Salvo con Eros Pagni CENTRO TEATRALE BRESCIANO E TEATRO DEGLI INCAMMINATI Eros Pagni dà corpo e voce a una delle figure più significative dei Promessi Sposi, l’Innominato e interpreta le pagine del dramma manzoniano dedicate all’arrivo di Lucia al suo castello e alla notte tormentata in cui la giovane, preda della disperazione, pronuncia il voto di verginità alla Madonna, mentre l’uomo vive l’angoscia e i rimorsi, assillato da scrupoli mai provati. «Oh la notte! No, no! La notte!» il grido dell’Innominato lacera una notte densa e impenetrabile di rimorsi, incubi, pentimenti, visioni oniriche, ansie irrimediabili. Notte infinita, interminabile, indecifrabile mala notte. I protagonisti di questo straordinario viaggio mentale, ideato dal Manzoni nel suo capolavoro e riscritto oggi per la scena, si muovono in questa notte che sembra perenne. Una notte in cui si può cogliere il percorso che compie la coscienza dell’uomo, prima verso il basso, in un’atmosfera di incubo e di prostrazione, e poi di risalita verso la liberazione dal tormento: «La vertiginosa e tormentata parabola notturna dell’Innominato - scrive il regista Daniele Salvo nelle note di regia - ha le caratteristiche dell’allucinazione gotica, della fiaba nera: e dunque la realtà scenica dello spettacolo sarà regolata dalle leggi del sogno. Poiché nella notte tutto può accadere: si imboccano vie sconosciute e tortuose, ed è facilissimo ritrovarsi in situazioni illogiche ed impossibili».

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Martedì, 02 Feb 2021 20:30
Martedì 02 Feb 2021

dal romanzo di Heinrich Böll adattamento Letizia Russo regia Franco Però scene Domenico Franchi luci Pasquale Mari con Elena Radonicich, Peppino Mazzotta e con Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana,Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, TEATRO STABILE DI NAPOLI - TEATRO NAZIONALE, TEATRO STABILE DI CATANIA L’irreprensibile segretaria Katharina Blum incontra a un ballo di carnevale Ludwig Götten, un piccolo criminale, sospetto terrorista. Trascorre la notte con lui e l’indomani, non del tutto consapevole della situazione, ne facilita la fuga. Katharina viene brutalmente interrogata dalla polizia con la quale collabora solo in parte. Nel frattempo la stampa scandalistica, attraverso lo spietato giornalista Werner Tötges, violando ripetutamente la privacy di Katharina e manipolando le informazioni raccolte, ne fa prima una complice del bandito e poi una vera e propria estremista. La vita della donna ne è sconvolta: riceve minacce e offese, i suoi conoscenti vengono emarginati, il suo onore viene definitivamente compromesso. Sopraffatta dalla disperazione, Katharina Blum compirà un atto estremo. Il tema è drammatico, ma la struttura costruita dal premio Nobel per la letteratura Heinrich Böll è lieve, piena di simpatia per il personaggio ed ironica. Lo scrittore, con straordinaria abilità, non fa che parodiare il linguaggio della stampa scandalistica, con i suoi luoghi comuni e le moralizzazioni spicciole. Böll scrisse il romanzo negli anni Settanta, ma la sua critica è perfetta per la deriva dell’attuale mondo della comunicazione. La forma del romanzo è quella del giallo: parte dal fatto già avvenuto e si snoda a ritroso per rendere appieno l’incubo mediatico che avvolge la protagonista, con le menzogne che ne distruggono le relazioni e la conducono al gesto irreparabile. Protagonisti dello spettacolo - dopo le loro felici esperienze cinematografiche e televisive - i bravissimi Peppino Mazzotta ed Elena Radonicich diretti da Franco Però.

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Mercoledì, 03 Feb 2021 20:30
Mercoledì 03 Feb 2021

dal romanzo di Heinrich Böll adattamento Letizia Russo regia Franco Però scene Domenico Franchi luci Pasquale Mari con Elena Radonicich, Peppino Mazzotta e con Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana,Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, TEATRO STABILE DI NAPOLI - TEATRO NAZIONALE, TEATRO STABILE DI CATANIA L’irreprensibile segretaria Katharina Blum incontra a un ballo di carnevale Ludwig Götten, un piccolo criminale, sospetto terrorista. Trascorre la notte con lui e l’indomani, non del tutto consapevole della situazione, ne facilita la fuga. Katharina viene brutalmente interrogata dalla polizia con la quale collabora solo in parte. Nel frattempo la stampa scandalistica, attraverso lo spietato giornalista Werner Tötges, violando ripetutamente la privacy di Katharina e manipolando le informazioni raccolte, ne fa prima una complice del bandito e poi una vera e propria estremista. La vita della donna ne è sconvolta: riceve minacce e offese, i suoi conoscenti vengono emarginati, il suo onore viene definitivamente compromesso. Sopraffatta dalla disperazione, Katharina Blum compirà un atto estremo. Il tema è drammatico, ma la struttura costruita dal premio Nobel per la letteratura Heinrich Böll è lieve, piena di simpatia per il personaggio ed ironica. Lo scrittore, con straordinaria abilità, non fa che parodiare il linguaggio della stampa scandalistica, con i suoi luoghi comuni e le moralizzazioni spicciole. Böll scrisse il romanzo negli anni Settanta, ma la sua critica è perfetta per la deriva dell’attuale mondo della comunicazione. La forma del romanzo è quella del giallo: parte dal fatto già avvenuto e si snoda a ritroso per rendere appieno l’incubo mediatico che avvolge la protagonista, con le menzogne che ne distruggono le relazioni e la conducono al gesto irreparabile. Protagonisti dello spettacolo - dopo le loro felici esperienze cinematografiche e televisive - i bravissimi Peppino Mazzotta ed Elena Radonicich diretti da Franco Però.

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Giovedì, 04 Feb 2021 21:00
Giovedì 04 Feb 2021

dal romanzo di Heinrich Böll adattamento Letizia Russo regia Franco Però scene Domenico Franchi luci Pasquale Mari con Elena Radonicich, Peppino Mazzotta e con Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Riccardo Maranzana,Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA, TEATRO STABILE DI NAPOLI - TEATRO NAZIONALE, TEATRO STABILE DI CATANIA L’irreprensibile segretaria Katharina Blum incontra a un ballo di carnevale Ludwig Götten, un piccolo criminale, sospetto terrorista. Trascorre la notte con lui e l’indomani, non del tutto consapevole della situazione, ne facilita la fuga. Katharina viene brutalmente interrogata dalla polizia con la quale collabora solo in parte. Nel frattempo la stampa scandalistica, attraverso lo spietato giornalista Werner Tötges, violando ripetutamente la privacy di Katharina e manipolando le informazioni raccolte, ne fa prima una complice del bandito e poi una vera e propria estremista. La vita della donna ne è sconvolta: riceve minacce e offese, i suoi conoscenti vengono emarginati, il suo onore viene definitivamente compromesso. Sopraffatta dalla disperazione, Katharina Blum compirà un atto estremo. Il tema è drammatico, ma la struttura costruita dal premio Nobel per la letteratura Heinrich Böll è lieve, piena di simpatia per il personaggio ed ironica. Lo scrittore, con straordinaria abilità, non fa che parodiare il linguaggio della stampa scandalistica, con i suoi luoghi comuni e le moralizzazioni spicciole. Böll scrisse il romanzo negli anni Settanta, ma la sua critica è perfetta per la deriva dell’attuale mondo della comunicazione. La forma del romanzo è quella del giallo: parte dal fatto già avvenuto e si snoda a ritroso per rendere appieno l’incubo mediatico che avvolge la protagonista, con le menzogne che ne distruggono le relazioni e la conducono al gesto irreparabile. Protagonisti dello spettacolo - dopo le loro felici esperienze cinematografiche e televisive - i bravissimi Peppino Mazzotta ed Elena Radonicich diretti da Franco Però.

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Giovedì, 11 Feb 2021 20:30
ogni giorno fino a Sab 13 Feb 2021

da Francesco Piccolo con Claudio Bisio e tre musicisti regia Giorgio Gallione scene Guido Fiorato musiche Paolo Silvestri TEATRO NAZIONALE DI GENOVA Claudio Bisio è il funambolico interprete di La mia vita raccontata male, un monologo in bilico tra romanzo di formazione, biografia divertita e pensosa, catalogo degli inciampi e dell’allegria del vivere; il testo mette in luce che se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo indietro la strada è ben segnalata da una scia di scelte, intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli, spesso tragicomici o paradossali. Lo spettacolo attinge dall’enorme e variegato patrimonio letterario di Francesco Piccolo, tra i più brillanti autori della sua generazione, vincitore del Premio Strega nel 2014 con il romanzo-confessione Il desiderio di essere come tutti, sceneggiatore dei film di Nanni Moretti, Paolo Virzì, Silvio Soldini e Francesca Archibugi oltre che della serie tv L’amica Geniale tratta da Elena Ferrante. La narrazione si dipana in un’eccentrica sequenza di racconti e situazioni che inesorabilmente e giocosamente costruiscono una vita che si specchia in quella di tutti. Dalla prima fidanzata alle gemelle Kessler, dai mondiali di calcio all’impegno politico, dall’educazione sentimentale alla famiglia, dall’Italia spensierata di ieri a quella sbalestrata di oggi, fino alle scelte professionali e artistiche che inciampano in Bertolt Brecht o si intrecciano con Mara Venier, lo spettacolo, montato in un continuo perfido e divertentissimo ping-pong tra vita pubblica e privata, reale e romanzata, racconta “male”, in musica e parole, tutto ciò che per scelta o per caso concorre a fare di noi quello che siamo. «Perché quello che ho capito è che alla fine ognuno di noi è fatto di un equilibrio finissimo di tutte le cose, belle o brutte.» afferma Piccolo «Ho imparato che, come i bastoncini dello shangai, se tirassi via la cosa che meno mi piace della vita, se ne verrebbe via per sempre anche quella che mi piace di più.»

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Domenica, 14 Feb 2021 16:00
Domenica 14 Feb 2021

da Francesco Piccolo con Claudio Bisio e tre musicisti regia Giorgio Gallione scene Guido Fiorato musiche Paolo Silvestri TEATRO NAZIONALE DI GENOVA Claudio Bisio è il funambolico interprete di La mia vita raccontata male, un monologo in bilico tra romanzo di formazione, biografia divertita e pensosa, catalogo degli inciampi e dell’allegria del vivere; il testo mette in luce che se è vero che ci mettiamo una vita intera a diventare noi stessi, quando guardiamo indietro la strada è ben segnalata da una scia di scelte, intuizioni, attimi, folgorazioni e sbagli, spesso tragicomici o paradossali. Lo spettacolo attinge dall’enorme e variegato patrimonio letterario di Francesco Piccolo, tra i più brillanti autori della sua generazione, vincitore del Premio Strega nel 2014 con il romanzo-confessione Il desiderio di essere come tutti, sceneggiatore dei film di Nanni Moretti, Paolo Virzì, Silvio Soldini e Francesca Archibugi oltre che della serie tv L’amica Geniale tratta da Elena Ferrante. La narrazione si dipana in un’eccentrica sequenza di racconti e situazioni che inesorabilmente e giocosamente costruiscono una vita che si specchia in quella di tutti. Dalla prima fidanzata alle gemelle Kessler, dai mondiali di calcio all’impegno politico, dall’educazione sentimentale alla famiglia, dall’Italia spensierata di ieri a quella sbalestrata di oggi, fino alle scelte professionali e artistiche che inciampano in Bertolt Brecht o si intrecciano con Mara Venier, lo spettacolo, montato in un continuo perfido e divertentissimo ping-pong tra vita pubblica e privata, reale e romanzata, racconta “male”, in musica e parole, tutto ciò che per scelta o per caso concorre a fare di noi quello che siamo. «Perché quello che ho capito è che alla fine ognuno di noi è fatto di un equilibrio finissimo di tutte le cose, belle o brutte.» afferma Piccolo «Ho imparato che, come i bastoncini dello shangai, se tirassi via la cosa che meno mi piace della vita, se ne verrebbe via per sempre anche quella che mi piace di più.»

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Mercoledì, 17 Feb 2021 21:00
Mercoledì 17 Feb 2021

di Francesco Niccolini liberamente ispirato al romanzo di Herman Melville regia Emanuele Gamba con Leo Gullotta e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci ARCA AZZURRA PRODUZIONI Il silenzio inspiegabile di Bartleby - interpretato in questo rilettura teatrale da un intenso Leo Gullotta - ci turba e ci accompagna dal 1853, da quando Melville pubblicò il racconto Bartleby the Scrivener: a Story of Wall Street. Abituati all’idea di sviluppo senza limite con la quale siamo cresciuti, la figura di questo scrivano ci lascia spiazzati: in lui nessuna aspirazione alla grandezza, solo rinuncia. «Bartleby, per favore, vuoi essere un po’ ragionevole?» «Avrei preferenza a non essere un po’ ragionevole.» Un ufficio, a Wall Street o in qualunque altra parte del mondo. Uno studio di un avvocato in cui ogni giorno scorre identico, noioso e paziente, secondo le regole di un moto perpetuo beatamente burocratico, meccanico e insensato. In questo ufficio un giorno viene assunto un nuovo scrivano. Ed è come se in quel posto sempre uguale a se stesso da chissà quanto tempo, fosse entrato un vento inatteso, che manda all’aria il senso normale delle cose e della vita. Si chiama Bartleby e copia e compila diligentemente le carte che il suo padrone gli passa. Finché un po’ di sabbia finisce nell’ingranaggio e tutto si blocca. Senza una ragione. Senza un perché. Un giorno Bartleby decide di rispondere a qualsiasi richiesta, dalla più semplice alla più normale in ambito lavorativo, con una frase che è rimasta nella storia: «Avrei preferenza di no». Solo quattro parole, dette sottovoce, senza violenza e senza senso, ma tanto basta. Un gentile rifiuto che paralizza il lavoro e la logica, una sorta di inattesa turbolenza atmosferica che sconvolge tanto l’ufficio che la vita intima del datore di lavoro. Bartleby si spegne. Sta inerte alla scrivania, poi in piedi per ore a guardare verso la finestra; smette di uscire durante le pause, non beve, non mangia, arriverà a dormire di nascosto nell’ufficio. Il fatto è che Bartleby, semplicemente, ha deciso di negarsi. Perché?

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Giovedì, 18 Feb 2021 20:30
Giovedì 18 Feb 2021

di Francesco Niccolini liberamente ispirato al romanzo di Herman Melville regia Emanuele Gamba con Leo Gullotta e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci ARCA AZZURRA PRODUZIONI Il silenzio inspiegabile di Bartleby - interpretato in questo rilettura teatrale da un intenso Leo Gullotta - ci turba e ci accompagna dal 1853, da quando Melville pubblicò il racconto Bartleby the Scrivener: a Story of Wall Street. Abituati all’idea di sviluppo senza limite con la quale siamo cresciuti, la figura di questo scrivano ci lascia spiazzati: in lui nessuna aspirazione alla grandezza, solo rinuncia. «Bartleby, per favore, vuoi essere un po’ ragionevole?» «Avrei preferenza a non essere un po’ ragionevole.» Un ufficio, a Wall Street o in qualunque altra parte del mondo. Uno studio di un avvocato in cui ogni giorno scorre identico, noioso e paziente, secondo le regole di un moto perpetuo beatamente burocratico, meccanico e insensato. In questo ufficio un giorno viene assunto un nuovo scrivano. Ed è come se in quel posto sempre uguale a se stesso da chissà quanto tempo, fosse entrato un vento inatteso, che manda all’aria il senso normale delle cose e della vita. Si chiama Bartleby e copia e compila diligentemente le carte che il suo padrone gli passa. Finché un po’ di sabbia finisce nell’ingranaggio e tutto si blocca. Senza una ragione. Senza un perché. Un giorno Bartleby decide di rispondere a qualsiasi richiesta, dalla più semplice alla più normale in ambito lavorativo, con una frase che è rimasta nella storia: «Avrei preferenza di no». Solo quattro parole, dette sottovoce, senza violenza e senza senso, ma tanto basta. Un gentile rifiuto che paralizza il lavoro e la logica, una sorta di inattesa turbolenza atmosferica che sconvolge tanto l’ufficio che la vita intima del datore di lavoro. Bartleby si spegne. Sta inerte alla scrivania, poi in piedi per ore a guardare verso la finestra; smette di uscire durante le pause, non beve, non mangia, arriverà a dormire di nascosto nell’ufficio. Il fatto è che Bartleby, semplicemente, ha deciso di negarsi. Perché?

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Venerdì, 19 Feb 2021 20:30
Venerdì 19 Feb 2021

di Francesco Niccolini liberamente ispirato al romanzo di Herman Melville regia Emanuele Gamba con Leo Gullotta e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci ARCA AZZURRA PRODUZIONI Il silenzio inspiegabile di Bartleby - interpretato in questo rilettura teatrale da un intenso Leo Gullotta - ci turba e ci accompagna dal 1853, da quando Melville pubblicò il racconto Bartleby the Scrivener: a Story of Wall Street. Abituati all’idea di sviluppo senza limite con la quale siamo cresciuti, la figura di questo scrivano ci lascia spiazzati: in lui nessuna aspirazione alla grandezza, solo rinuncia. «Bartleby, per favore, vuoi essere un po’ ragionevole?» «Avrei preferenza a non essere un po’ ragionevole.» Un ufficio, a Wall Street o in qualunque altra parte del mondo. Uno studio di un avvocato in cui ogni giorno scorre identico, noioso e paziente, secondo le regole di un moto perpetuo beatamente burocratico, meccanico e insensato. In questo ufficio un giorno viene assunto un nuovo scrivano. Ed è come se in quel posto sempre uguale a se stesso da chissà quanto tempo, fosse entrato un vento inatteso, che manda all’aria il senso normale delle cose e della vita. Si chiama Bartleby e copia e compila diligentemente le carte che il suo padrone gli passa. Finché un po’ di sabbia finisce nell’ingranaggio e tutto si blocca. Senza una ragione. Senza un perché. Un giorno Bartleby decide di rispondere a qualsiasi richiesta, dalla più semplice alla più normale in ambito lavorativo, con una frase che è rimasta nella storia: «Avrei preferenza di no». Solo quattro parole, dette sottovoce, senza violenza e senza senso, ma tanto basta. Un gentile rifiuto che paralizza il lavoro e la logica, una sorta di inattesa turbolenza atmosferica che sconvolge tanto l’ufficio che la vita intima del datore di lavoro. Bartleby si spegne. Sta inerte alla scrivania, poi in piedi per ore a guardare verso la finestra; smette di uscire durante le pause, non beve, non mangia, arriverà a dormire di nascosto nell’ufficio. Il fatto è che Bartleby, semplicemente, ha deciso di negarsi. Perché?

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Sabato, 20 Feb 2021 20:30
Sabato 20 Feb 2021

di Francesco Niccolini liberamente ispirato al romanzo di Herman Melville regia Emanuele Gamba con Leo Gullotta e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci ARCA AZZURRA PRODUZIONI Il silenzio inspiegabile di Bartleby - interpretato in questo rilettura teatrale da un intenso Leo Gullotta - ci turba e ci accompagna dal 1853, da quando Melville pubblicò il racconto Bartleby the Scrivener: a Story of Wall Street. Abituati all’idea di sviluppo senza limite con la quale siamo cresciuti, la figura di questo scrivano ci lascia spiazzati: in lui nessuna aspirazione alla grandezza, solo rinuncia. «Bartleby, per favore, vuoi essere un po’ ragionevole?» «Avrei preferenza a non essere un po’ ragionevole.» Un ufficio, a Wall Street o in qualunque altra parte del mondo. Uno studio di un avvocato in cui ogni giorno scorre identico, noioso e paziente, secondo le regole di un moto perpetuo beatamente burocratico, meccanico e insensato. In questo ufficio un giorno viene assunto un nuovo scrivano. Ed è come se in quel posto sempre uguale a se stesso da chissà quanto tempo, fosse entrato un vento inatteso, che manda all’aria il senso normale delle cose e della vita. Si chiama Bartleby e copia e compila diligentemente le carte che il suo padrone gli passa. Finché un po’ di sabbia finisce nell’ingranaggio e tutto si blocca. Senza una ragione. Senza un perché. Un giorno Bartleby decide di rispondere a qualsiasi richiesta, dalla più semplice alla più normale in ambito lavorativo, con una frase che è rimasta nella storia: «Avrei preferenza di no». Solo quattro parole, dette sottovoce, senza violenza e senza senso, ma tanto basta. Un gentile rifiuto che paralizza il lavoro e la logica, una sorta di inattesa turbolenza atmosferica che sconvolge tanto l’ufficio che la vita intima del datore di lavoro. Bartleby si spegne. Sta inerte alla scrivania, poi in piedi per ore a guardare verso la finestra; smette di uscire durante le pause, non beve, non mangia, arriverà a dormire di nascosto nell’ufficio. Il fatto è che Bartleby, semplicemente, ha deciso di negarsi. Perché?

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Giovedì, 18 Feb 2021 20:30
ogni giorno fino a Sab 20 Feb 2021

uno spettacolo di Pippo Delbono composizioni floreali Thierry Boutemy musiche Pippo Delbono, Antoine Bataille, Nicola Toscano e autori vari luci Orlando Bolognesi costumi Elena Giampaoli suono Pietro Tirella/Giulio Antognini con Compagnia Delbono: Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Zakria Safi, Grazia Spinella e con la voce di Bobò EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE Coproduzione THÉÂTRE DE LIÈGE, LE MANÈGE MAUBEUGE - SCÈNE NATIONAL La gioia di Pippo Delbono è uno spettacolo sul sentimento più bello e misterioso, frutto di una circostanza unica e di un viaggio attraverso i sentimenti più estremi come l’angoscia, il dolore, la felicità, l’entusiasmo. Un vortice di suoni, immagini, movimenti, balli si fondono con la magia del circo, i colori dei clown e la malinconia del tango, in una girandola caleidoscopica di maschere, storie personali e stati d’animo. Dopo il vuoto lasciato dalla scomparsa di Bobò, fedele compagno di scena di Delbono a partire dal primo incontro nel 1995 nel manicomio di Aversa, questa creazione diventa un nuovo percorso verso la “gioia”. Protagonista di molti spettacoli, icona poetica, Bobò continuerà ad essere una presenza-assenza dentro e fuori la scena in questo nuovo viaggio verso “l’inno alla gioia”.

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Domenica, 21 Feb 2021 16:00
Domenica 21 Feb 2021

uno spettacolo di Pippo Delbono composizioni floreali Thierry Boutemy musiche Pippo Delbono, Antoine Bataille, Nicola Toscano e autori vari luci Orlando Bolognesi costumi Elena Giampaoli suono Pietro Tirella/Giulio Antognini con Compagnia Delbono: Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Margherita Clemente, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Zakria Safi, Grazia Spinella e con la voce di Bobò EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE Coproduzione THÉÂTRE DE LIÈGE, LE MANÈGE MAUBEUGE - SCÈNE NATIONAL La gioia di Pippo Delbono è uno spettacolo sul sentimento più bello e misterioso, frutto di una circostanza unica e di un viaggio attraverso i sentimenti più estremi come l’angoscia, il dolore, la felicità, l’entusiasmo. Un vortice di suoni, immagini, movimenti, balli si fondono con la magia del circo, i colori dei clown e la malinconia del tango, in una girandola caleidoscopica di maschere, storie personali e stati d’animo. Dopo il vuoto lasciato dalla scomparsa di Bobò, fedele compagno di scena di Delbono a partire dal primo incontro nel 1995 nel manicomio di Aversa, questa creazione diventa un nuovo percorso verso la “gioia”. Protagonista di molti spettacoli, icona poetica, Bobò continuerà ad essere una presenza-assenza dentro e fuori la scena in questo nuovo viaggio verso “l’inno alla gioia”.

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Theatre
Domenica, 07 Mar 2021 21:00
Domenica 07 Mar 2021

uno spettacolo di Mario Perrotta consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati con Mario Perrotta e Paola Roscioli TEATRO STABILE DI BOLZANO - LA PICCIONAIA CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE Dopo aver indagato la figura evanescente dei padri contemporanei, il secondo capitolo della trilogia In nome del padre, della madre, dei figli sposta la lente di ingrandimento sulla figura materna. Una figura che - nonostante l’evoluzione del ruolo materno degli ultimi decenni - ha mantenuto costante nel tempo una sorta di sacralità e onniscienza che la rende ingiudicabile, al di sopra del bene e del male. Ed è così compresa nel suo ruolo che rischia di diventare soffocante nei confronti dei figli e escludente nei confronti di quei pochi padri che vorrebbero interpretare a pieno titolo il proprio ruolo.

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Theatre
Lunedì, 08 Mar 2021 20:30
Lunedì 08 Mar 2021

uno spettacolo di Mario Perrotta consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati con Mario Perrotta e Paola Roscioli TEATRO STABILE DI BOLZANO - LA PICCIONAIA CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE Dopo aver indagato la figura evanescente dei padri contemporanei, il secondo capitolo della trilogia In nome del padre, della madre, dei figli sposta la lente di ingrandimento sulla figura materna. Una figura che - nonostante l’evoluzione del ruolo materno degli ultimi decenni - ha mantenuto costante nel tempo una sorta di sacralità e onniscienza che la rende ingiudicabile, al di sopra del bene e del male. Ed è così compresa nel suo ruolo che rischia di diventare soffocante nei confronti dei figli e escludente nei confronti di quei pochi padri che vorrebbero interpretare a pieno titolo il proprio ruolo.

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Theatre
Lunedì, 08 Mar 2021 20:30
Lunedì 08 Mar 2021

uno spettacolo di Mario Perrotta consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati con Mario Perrotta e Paola Roscioli TEATRO STABILE DI BOLZANO - LA PICCIONAIA CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE Dopo aver indagato la figura evanescente dei padri contemporanei, il secondo capitolo della trilogia In nome del padre, della madre, dei figli sposta la lente di ingrandimento sulla figura materna. Una figura che - nonostante l’evoluzione del ruolo materno degli ultimi decenni - ha mantenuto costante nel tempo una sorta di sacralità e onniscienza che la rende ingiudicabile, al di sopra del bene e del male. Ed è così compresa nel suo ruolo che rischia di diventare soffocante nei confronti dei figli e escludente nei confronti di quei pochi padri che vorrebbero interpretare a pieno titolo il proprio ruolo.

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Theatre
Mercoledì, 10 Mar 2021 20:30
Mercoledì 10 Mar 2021

uno spettacolo di Mario Perrotta consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati con Mario Perrotta e Paola Roscioli TEATRO STABILE DI BOLZANO - LA PICCIONAIA CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE Dopo aver indagato la figura evanescente dei padri contemporanei, il secondo capitolo della trilogia In nome del padre, della madre, dei figli sposta la lente di ingrandimento sulla figura materna. Una figura che - nonostante l’evoluzione del ruolo materno degli ultimi decenni - ha mantenuto costante nel tempo una sorta di sacralità e onniscienza che la rende ingiudicabile, al di sopra del bene e del male. Ed è così compresa nel suo ruolo che rischia di diventare soffocante nei confronti dei figli e escludente nei confronti di quei pochi padri che vorrebbero interpretare a pieno titolo il proprio ruolo.

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Theatre
Giovedì, 11 Mar 2021 20:30
Giovedì 11 Mar 2021

uno spettacolo di Mario Perrotta consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati con Mario Perrotta e Paola Roscioli TEATRO STABILE DI BOLZANO - LA PICCIONAIA CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE Dopo aver indagato la figura evanescente dei padri contemporanei, il secondo capitolo della trilogia In nome del padre, della madre, dei figli sposta la lente di ingrandimento sulla figura materna. Una figura che - nonostante l’evoluzione del ruolo materno degli ultimi decenni - ha mantenuto costante nel tempo una sorta di sacralità e onniscienza che la rende ingiudicabile, al di sopra del bene e del male. Ed è così compresa nel suo ruolo che rischia di diventare soffocante nei confronti dei figli e escludente nei confronti di quei pochi padri che vorrebbero interpretare a pieno titolo il proprio ruolo.

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Theatre
Venerdì, 27 Nov 2020 20:00
Venerdì 27 Nov 2020

Uraufführung von Barbara Plagg Hans flieht aus seiner Heimat Südtirol nach München, weil er Angst vor der italienischen Polizei hat. Sein Freund Bernhard war als Mitglied des separatistischen Befreiungsschuss Südtirols verhaftet worden. Davon hat Hans nichts gewusst. In München trifft er auf einen jungen Italiener, Aurelio, der zu seinem besten Freund wird. Während in Südtirol Strommasten fliegen und Hans dort zum Fahnenflüchtling wird, weil er seinen Militärdienst nicht antritt, werden der Südtiroler und der Italiener zu Verbündeten im Ausland. Drei Jahre später kehrt Aurelio nach Italien zurück und die Freunde schwören auf ein baldiges Wiedersehen. Doch Hans‘ Briefe an den Freund bleiben unbeantwortet, Aurelios Spur verliert sich in Mailand. Während Hans vergeblich versucht seinen Freund wiederzufinden, stößt er Jahre später in den politischen Relikten der Südtirolfrage auf Aurelios dunkles Geheimnis. Die Geschichte von Hans und Bernhard beruht auf einer wahren Begebenheit. Aus der Perspektive der Gegenwart schaut Hans auf sein Leben in den Sechzigern. Stück für Stück erinnert er sich an seine Flucht, an Bernhards Tod und an seine Freundschaft zu Aurelio. Es spielt: Peter Mitterrutzner Regie: Ulrike Lasta Bühnenbild: Klaus Gasperi Licht: Jan Gasperi

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Theatre
Domenica, 29 Nov 2020 20:00
Domenica 29 Nov 2020

Uraufführung von Barbara Plagg Hans flieht aus seiner Heimat Südtirol nach München, weil er Angst vor der italienischen Polizei hat. Sein Freund Bernhard war als Mitglied des separatistischen Befreiungsschuss Südtirols verhaftet worden. Davon hat Hans nichts gewusst. In München trifft er auf einen jungen Italiener, Aurelio, der zu seinem besten Freund wird. Während in Südtirol Strommasten fliegen und Hans dort zum Fahnenflüchtling wird, weil er seinen Militärdienst nicht antritt, werden der Südtiroler und der Italiener zu Verbündeten im Ausland. Drei Jahre später kehrt Aurelio nach Italien zurück und die Freunde schwören auf ein baldiges Wiedersehen. Doch Hans‘ Briefe an den Freund bleiben unbeantwortet, Aurelios Spur verliert sich in Mailand. Während Hans vergeblich versucht seinen Freund wiederzufinden, stößt er Jahre später in den politischen Relikten der Südtirolfrage auf Aurelios dunkles Geheimnis. Die Geschichte von Hans und Bernhard beruht auf einer wahren Begebenheit. Aus der Perspektive der Gegenwart schaut Hans auf sein Leben in den Sechzigern. Stück für Stück erinnert er sich an seine Flucht, an Bernhards Tod und an seine Freundschaft zu Aurelio. Es spielt: Peter Mitterrutzner Regie: Ulrike Lasta Bühnenbild: Klaus Gasperi Licht: Jan Gasperi

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Theatre
Sabato, 28 Nov 2020 20:30
Sabato 28 Nov 2020

Das Fest der Liebe? Gut! Kay Ray lebt nach dem Motto: „Lieber Schwanzgierige als ganz Schwierige!“. Damit steht das Niveau des Abends schon mal fest. Aber ist das noch Liebe oder schon Gier? Nichts ist mehr das, wonach es aussieht: Kameras, Betonpfeiler und Polizei? Ein Weihnachtsmarkt. Volle Suppenküchen, einsame alte Menschen und erfrorene Obdachlose? Weihnachtszeit! Du kannst dich auf nichts mehr verlassen! Frei nach dem Motto: Im Fernsehen Vollplayback, im Wein Frostschutz, an der Wursttheke Formfleisch - und du in mir, obwohl du gar nicht schwul bist. Das Chaos ist perfekt! Auch wenn der Schokoweihnachtsmann ein Vorleben als Hase hatte, lassen wir uns die Stimmung nicht vermiesen. Zu „The Power of Love“ die Feuerzeuge hoch, der political correctness in den Hintern getreten wird sich benommen wie auf der Weihnachtsfeier des Lebens. Außer „Last Christmas“..., das lassen wir weg. Kaum einer im deutschen Kabarettzirkus schillert und polarisiert zugleich so wie Kay Ray. Nun ist er endlich wieder bei uns zu Gast!

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Theatre
Domenica, 29 Nov 2020 18:00
Domenica 29 Nov 2020

Das Fest der Liebe? Gut! Kay Ray lebt nach dem Motto: „Lieber Schwanzgierige als ganz Schwierige!“. Damit steht das Niveau des Abends schon mal fest. Aber ist das noch Liebe oder schon Gier? Nichts ist mehr das, wonach es aussieht: Kameras, Betonpfeiler und Polizei? Ein Weihnachtsmarkt. Volle Suppenküchen, einsame alte Menschen und erfrorene Obdachlose? Weihnachtszeit! Du kannst dich auf nichts mehr verlassen! Frei nach dem Motto: Im Fernsehen Vollplayback, im Wein Frostschutz, an der Wursttheke Formfleisch - und du in mir, obwohl du gar nicht schwul bist. Das Chaos ist perfekt! Auch wenn der Schokoweihnachtsmann ein Vorleben als Hase hatte, lassen wir uns die Stimmung nicht vermiesen. Zu „The Power of Love“ die Feuerzeuge hoch, der political correctness in den Hintern getreten wird sich benommen wie auf der Weihnachtsfeier des Lebens. Außer „Last Christmas“..., das lassen wir weg. Kaum einer im deutschen Kabarettzirkus schillert und polarisiert zugleich so wie Kay Ray. Nun ist er endlich wieder bei uns zu Gast!

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Theatre
Giovedì, 26 Nov 2020 20:00
Giovedì 26 Nov 2020

von Joël Pommerat Die Liebe, eine Achterbahnfahrt In fast zwanzig schnell aufeinanderfolgenden Szenen kämpfen 27 Frauen und 24 Männer um ihre Liebe, um ihr Glück: Hochzeiten geraten ins Wanken, Prostituierte werden enttäuscht, geschenkte Seelen zurückverlangt; lange verschwiegene Wahrheiten kommen ans Licht, Freundschaften verlieren den Boden, Menschen trösten einander, beteuern ihre Liebe, trennen sich; weil es keine Liebe gibt, weil die Liebe nicht mehr reicht, weil zu lieben nicht genügt. Joël Pommerat erforscht in seinem Stück die unerklärliche Kraft der Liebe in all ihren Facetten des Zusammenseins, der Trennung, des Glücks und des Unglücks, der schieren Unmöglichkeit. Er erzählt mal konkret, mal mit tragischer Poesie, mal absurd-surreal, immer scharf beobachtend und oft mit stiller Komik. Wohlbekannte Alltagssituationen geraten mit einem Wimpernschlag aus den Fugen, unerwartete Wendungen stellen die herkömmlichen Vorstellungen von Liebe auf den Kopf. Aber vielleicht entsteht gerade im vermeintlichen Scheitern die Kraft und Entschlossenheit zum Aufbruch in die Utopie. „Es war, als wenn Nordkorea und Südkorea seine Grenzen öffnen und sich wiedervereinigen würden.“ Wer träumt nicht von so einer Liebe? Das Metropoltheater wurde von der Zeitschrift „Die Deutsche Bühne“ in der Saison 2019/20 bereits zum vierten Mal als „Bestes freies Theater im deutschsprachigen Raum“ auserkoren. Ein Gastspiel des Metropoltheaters, München Deutsch von Isabelle Rivoal Regie: Jochen Schölch Bühne: Thomas Flach Kostüme: Sanna Dembowski Dramaturgie: Katharina Schöfl Mit: Butz Buse Vanessa Eckart Paul Kaiser Nikola Norgauer Hubert Schedlbauer Thomas Schrimm Dascha von Waberer Eli Wasserscheid Lucca Züchner

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Theatre
Venerdì, 27 Nov 2020 20:00
Venerdì 27 Nov 2020

von Joël Pommerat Die Liebe, eine Achterbahnfahrt In fast zwanzig schnell aufeinanderfolgenden Szenen kämpfen 27 Frauen und 24 Männer um ihre Liebe, um ihr Glück: Hochzeiten geraten ins Wanken, Prostituierte werden enttäuscht, geschenkte Seelen zurückverlangt; lange verschwiegene Wahrheiten kommen ans Licht, Freundschaften verlieren den Boden, Menschen trösten einander, beteuern ihre Liebe, trennen sich; weil es keine Liebe gibt, weil die Liebe nicht mehr reicht, weil zu lieben nicht genügt. Joël Pommerat erforscht in seinem Stück die unerklärliche Kraft der Liebe in all ihren Facetten des Zusammenseins, der Trennung, des Glücks und des Unglücks, der schieren Unmöglichkeit. Er erzählt mal konkret, mal mit tragischer Poesie, mal absurd-surreal, immer scharf beobachtend und oft mit stiller Komik. Wohlbekannte Alltagssituationen geraten mit einem Wimpernschlag aus den Fugen, unerwartete Wendungen stellen die herkömmlichen Vorstellungen von Liebe auf den Kopf. Aber vielleicht entsteht gerade im vermeintlichen Scheitern die Kraft und Entschlossenheit zum Aufbruch in die Utopie. „Es war, als wenn Nordkorea und Südkorea seine Grenzen öffnen und sich wiedervereinigen würden.“ Wer träumt nicht von so einer Liebe? Das Metropoltheater wurde von der Zeitschrift „Die Deutsche Bühne“ in der Saison 2019/20 bereits zum vierten Mal als „Bestes freies Theater im deutschsprachigen Raum“ auserkoren. Ein Gastspiel des Metropoltheaters, München Deutsch von Isabelle Rivoal Regie: Jochen Schölch Bühne: Thomas Flach Kostüme: Sanna Dembowski Dramaturgie: Katharina Schöfl Mit: Butz Buse Vanessa Eckart Paul Kaiser Nikola Norgauer Hubert Schedlbauer Thomas Schrimm Dascha von Waberer Eli Wasserscheid Lucca Züchner

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Music
Venerdì, 27 Nov 2020 21:00
Venerdì 27 Nov 2020

Durata: 75' Alice, nome d’arte di Carla Bissi, è una delle cantautrici italiane più note e amate dal grande pubblico. La canzone “Per Elisa”, scritta insieme a Franco Battiato e al violinista compositore Giusto Pio, con cui vinse il Festival di Sanremo nel 1981 si impose nelle hit parade nazionale e internazionale. Il sodalizio artistico con Battiato ha caratterizzato una parte importante del percorso musicale e professionale di Alice che oggi presenta il nuovo live tour “Alice canta Battiato”. In questo viaggio è accompagnata al pianoforte dal maestro Carlo Guaitoli, da tanti anni collaboratore di Battiato in qualità di pianista e direttore d’orchestra. Alice riesce a omaggiare l’artista siciliano con autenticità ed eleganza, sia perché sua amica e collaboratrice dagli esordi, ma soprattutto per quell’affinità artistica che da sempre li lega e che la rendono un’interprete unica della musica di Franco Battiato. Associazione L'Obiettivo – Racconti di Musica Biglietto intero: 23 € / Cristallo card: 20 € Per l'acquisto online, clicca qui: http://midaweb06.midaticket.it/MidaTicket/AOL/AOL_Default.aspx?Negozio=28&IDEvento=757

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Kids
Sabato, 28 Nov 2020 16:30
Sabato 28 Nov 2020

teatro d'attore e mimo Compagnia dei Somari con Klaus e Nicolò Saccardo voce fuoricampo Soledad Rivas costumi Giacomo Sega scene Studio Quadrilumi (Michele Giovanazzi e Cristina Scardovi) tecnica Federica Rigon Iacopo Candela di Natascia Belsito regia Klaus Saccardo Un clown bambino si ritrova un giorno da solo, in una sperduta campagna. Trova rifugio a casa di un contadino, anche lui solo, ma assai poco incline alle relazioni, soprattutto quelle con i bambini. I due devono imparare a conoscersi e a comprendere le esigenze l’uno dell’altro. Interpretato da un attore professionista insieme al figlio di sette anni (dal sorprendente talento), lo spettacolo non utilizza parole ma un concerto di gesti per trasportarci in un mondo di emozioni, indagando sulla relazione padre / figlio, adulto / bambino in un modo del tutto inedito. Il teatro è dei bambini - compagnia teatroBlu Biglietti Adulti € 8 Ridotto €7 Bimbi €5 Dal 2° figlio €3 I biglietti per questo spettacolo si possono acquistare online qui http://midaweb06.midaticket.it/MidaTicket/AOL/AOL_Default.aspx?Negozio=28

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Theatre
Lunedì, 30 Nov 2020 20:30
Lunedì 30 Nov 2020

A volte la vita ti casca addosso e ti obbliga a cambiare forma. Entra nella tua struttura consueta e la rivoluziona. Ti allarghi, ti stringi, ti pieghi. Ti spalmi e ti ritrai. Cambi continuamente, nello sforzo di reggere l’impatto che continua a sconvolgerti. Che ti potrebbe rompere e frantumare. Ma tu continui ad adattarti a quella forza d’urto. Non lo sapevi che potevi assumere nuove forme, modificare i contorni e i confini della tua sagoma. O meglio, non lo sapevi perché non ci avevi mai provato. Non era mai successo nulla, prima, che ti obbligasse a inventare nuove forme di te. Tutto questo si chiama resilienza. E il dato di fatto è che a molti di noi, nell’emergenza che la pandemia da COVID-19 ha messo nelle nostre vite, è proprio successo questo: siamo diventati più forti. E forse anche un po’ migliori. Perché è successo? Come è successo? Cosa è successo realmente? E soprattutto cosa abbiamo appreso e dobbiamo imparare a tenere con noi anche nei tempi di quiete, perché ci rende migliori? Ciò che ha sconvolto il mondo ha cambiato anche il nostro modo di essere famiglia. E probabilmente ci ha reso anche più forti. Il rischio potrebbe essere, dopo una grande fatica, di cancellarne la memoria, rimuoverla da noi e ributtarsi in ciò che eravamo prima di viverla. Ma così facendo staremmo solo in un territorio vuoto e deserto, che non sa far tesoro dell’esperienza che ci è data per elaborarne significati e contenuti. Occorre invece partire proprio da quel tesoro. Da ciò che l’emergenza COVID-19 ci ha lasciato. E che non deve essere più dimenticato. Ma integrato nelle nostre storie di vita, nei nostri rapporti più intimi, nelle nostre relazioni familiari. Ingresso gratuito. I biglietti vanno ritirati in cassa a partire da una settimana prima dell'evento.

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Exhibitions
Giovedì, 26 Nov 2020 15:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 06 Dic 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

In occasione dei 100 anni dalla nascita di Willy Valier il museo Civico di Brunico dedica una personale a questo grande artista. La mostra è curata da Eva Gratl e da Carl Kraus e ha come focus il suo lavoro nel contesto socio-politico e artistico degli anni Sessanta.

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Others
Martedì, 22 Dic 2020 19:00-22:00 |
ogni mese fino a Mar 27 Apr 2021 la quarta settimana nei giorni di: Martedì

Cosa fate con le cose difettose? Buttarli via? Per noi è fuori questione! Dalla fine di ottobre, ogni ultimo martedì del mese, dalle 19:00 alle 22:00, a BASIS Vinschgau Venosta tutto ruota intorno alla riparazione. Nel Salotto e nel laboratorio aperto, diversi artigiani volontari sono a disposizione per aiutare per un'offerta libera in ogni tipo di riparazione: elettricisti, falegnami, meccanici di biciclette, sarti e tuttofare; Tutto ciò che non funziona più, che è rotto o danneggiato può essere portato con sé. Gli esperti del Repair Cafè cercheranno di trovare una soluzione! Il Repair Cafè è anche pensato per ridurre la montagna di rifiuti e per lavorare insieme. Nella società odierna troppo spesso, dopo un breve periodo di utilizzo, beni di uso quotidiano vengono semplicemente buttati via. In particolare oggetti senza problemi che potrebbero essere ri-utilizzati a pieno dopo una semplice riparazione. Con il Repair Cafè vogliamo cambiare le cose insieme all’ ass. tutela ambiente Val Venosta. Il concetto è stato sviluppato nel 2009 ad Amsterdam. È un'iniziativa di Martine Postma, allora giornalista e pubblicista. Nel 2010 ha fondato la fondazione "Stichting Repair Café" (vedi Repaircafe.org/it). Questa fondazione sostiene gruppi locali in tutto il mondo, tra cui il nostro Repair Cafè a BASIS Vinschgau Venosta. Non è necessaria la registrazione! All'interno di questo formato si svolgeranno ripetutamente conferenze a tema e piccoli eventi.

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Art & Culture
Giovedì, 26 Nov 2020 19:00
Giovedì 26 Nov 2020

Dibattito dal titolo "Contesti migratori e processi di trasformazione" con Adel Jabbar, Fernando Biague, Sissi Prader, Mauro Cereghini, Diaby Bassamba. Seguirà la proiezione del lungometraggio "Tant qu' on vit" e del cortometraggio "Icyasha". Entrata libera

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Cinema
Venerdì, 27 Nov 2020 20:30
Venerdì 27 Nov 2020

Il Club presenta le novità dei propri soci. Il S8&Video Club Merano presenta le sue novità in fatto di cinema non professionale con un viaggio virtuale che segue le tracce di una coppia che passa gli inverni sul passo Rombo, di un personaggio eclettico venostano, facendo tappa a Merano e a Bolzano, dove la velocità è protagonista, per fare un salto in Egitto e terminare con le Canarie dove si sverna al caldo. Entrata libera

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Cinema
Venerdì, 27 Nov 2020 15:30
Venerdì 27 Nov 2020

DE 2019, 96 Min. Regie: Jörg Adolph Der Förster Peter Wohlleben veröffentlichte 2015 sein Buch "Das geheime Leben der Bäume", das zum Bestseller avancierte. Darin beschreibt er, wie die Bäume einander Schutz geben, miteinander kommunizieren und wie wichtig der Wald für das Leben der Menschen ist. Er reist nach Schweden zum ältesten Baum der Erde, besucht Betriebe in Kanada, die einen neuen Ansatz im Umgang mit dem Wald suchen und unterstützt die Demonstranten im Hambacher Forst. Geschickt verbindet Regisseur Jörg Adolph die opulente Naturdoku mit einem spannenden Porträt des engagierten Öko-Försters aus der Eifel. 30 Jahre nach dem großen Waldsterben findet so das Interesse an ökologischen Zusammenhängen, an einem schonenden Umgang mit Ressourcen und natürlichen Kreisläufen den Weg auf die Leinwand.

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Cinema
Mercoledì, 16 Dic 2020 20:00
Mercoledì 16 Dic 2020

(A Hidden Life) USA/DE 2019, 173 Min. Regie: Terrence Malick mit: August Diehl, Valerie Pachner, Maria Simon, Bruno Ganz, Karl Markovics, Tobias Moretti Das junge Ehepaar Franz und Franziska lebt Ende der 1930er-Jahre in einem oberösterreichischen Dorf. Als die Nazis in Österreich einmarschieren, nimmt das Schicksal seinen Lauf. Franz lehnt den Einberufungsbefehl aus religiöser Überzeugung ab. Im Dorf wird er von allen Seiten als Verräter verspottet, einzig seine Frau steht hinter ihm. In atmosphärischen Bildern erzählt Terrence Malick ein Drama über Gut und Böse, Religion und Vernunft, Glaube und Hoffnung. Eindrucksvoll verkörpert August Diehl den wahren Helden Jägerstätter. Film wurde großteils in Südtirol gedreht.

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Formation
Venerdì, 27 Nov 2020 08:30-10:00 |
L'evento si terrà domani e ogni settimana fino a Ven 18 Dic 2020 nei giorni di: Venerdi

Imparare una lingua serve per comunicare e arricchirsi. Per chi ha voglia di imparare una nuova lingua il 13 novembre partirà un nuovo corso di tedesco per principianti. Il corso sarà tenuto da un'insegnante madrelingua in modalità on line sulla piattaforma zoom. Durante il corso sarà utilizzato il testo: Deutsch als Fremdsprache-Grammatik kurz & buendig -PONS Per info e iscrizioni: Mail: lorenza.faccin@officinevispa.com Cell: 3462239272

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Kids
Martedì, 08 Dic 2020 16:30
ogni settimana fino a Mer 23 Dic 2020 nei giorni di: Martedi Mercoledi

Mimi mag den Winter nicht so gern - da ist es ihr immer zu kalt! Aber auf das bevorstehende Weihnachtsfest, darauf freut sie sich. Beim Gedanken an Weihnachten wird es auch dem Herbert ganz warm ums Herz. Es gibt aber noch viel zu tun! Weihnachtslieder proben, Kekse backen, Geschenke finden, die Krippe herrichten. Dass bei den Vorbereitungen auf das große Fest einiges schief geht, versteht sich bei dem schusseligen Clown-Duo ganz von selbst. Und manchmal schauen die beiden so dumm aus der Wäsche wie die beiden Tiere in der Weihnachtskrippe - wie Ochs und Esel. Für Kinder ab 3 Jahren Dauer: ca. 50 Minuten

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Theatre
Mercoledì, 16 Dic 2020 20:00
Mercoledì 16 Dic 2020

Die schönste Zeit des Jahres: Weihnachten. Das Fest der Liebe. Das Fest der Besinnung. Uli Brée, Autor der VORSTADTWEIBER und Markus Linder, der Herr Pfarrer aus VIER FRAUEN UND EIN TODESFALL, laden zur besinnlichsten Weihnachtsfeier des Jahres ein. Vergessen Sie alle Betriebsfeiern, die Sie je zu Weihnachten durchlitten haben: Hier kommt ZIMT-STERN-HAGEL-VOLL 2020 Uli Brée liest. Markus Linder singt. Eine wirklich schöne Bescherung! Unerbittlich besinnlich! Unerbittlich schön! Unerbittlich berührend! Sie werden besinnungslos weinen vor Besinnlichkeit. Sie werden gerührt sein vor Rührung. Sie werden viele Taschentücher brauchen. So nah, so herzergreifend, so ungeschminkt, so billig und so schnell haben Sie ihren ganzen verdammten Weihnachtsstress noch nie hinter sich gelassen. Einen Abend lang dürfen Sie den gottlosen Konsumwahn in die Ecke stellen. Hier dürfen Sie Glück, Punsch und Liebe tanken. Einen Abend lang im Weihrauch versinken. Mit gutartigen und bösartigen Texten vom „high“-ligen Herrn Brée, mit typischen und eher untypischen Weihnachtsliedern, himmlisch interpretiert vom Herrn Fernsehpfarrer Linder. Bis dass uns der Kopf weihraucht... ZIMT-STERN-HAGEL-VOLL 2020 Besinnungslos Besinnlich!

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Formation
Venerdì, 11 Dic 2020 09:30-12:00 | 13:30 - 16:00
Venerdì 11 Dic 2020

Rhetorik und Präsentationstechniken Ziel und Inhalt: Der Weg hinaus auf die Bühne, zur Rede, zur Präsentation ist nicht immer einfach. Um Ihnen diesen Weg zu erleichtern, gibt es grundsätzliche Regeln und Übungen, die Sie erlernen können. Für Ihren Auftritt ist nicht nur der richtige Inhalt entscheidend, sondern auch eine gute, sichere Stimme, verständliche Aussprache, die richtige Atmung und Körperhaltung. In diesem Online Seminar werden Sie auf angenehme Art und Weise vieles über Atmung und ihren Zusammenhang mit Lampenfieber und Sprechen erfahren, Ihre eigene Stimme entdecken, manches über richtige Körperhaltung hören, die Schritte zu einer guten Rede kennen lernen und den Weg hinaus erproben. Sie erhalten Übungen zur Gelassenheit, die Sie unterstützen, mit Lampenfieber umzugehen. Es wird das Videokonferenzprogramm zoom verwendet. Zielgruppe: Mitarbeiter/innen der Kinder-, Jugend-, Sozial- und Kulturarbeit sowie der Erwachsenenbildung, Erzieher/innen, Lehrpersonen, Gruppenleiter/innen, Vorsitzende und Mitarbeiter/innen von Vereinen und alle Interessierten, die in ihrem Berufs- oder Privatleben viel reden und präsentieren Teilnehmerzahl: 6 – 8 Beitrag: 80,00 Euro Referentin: Minu Ghedina, Innsbruck. Sprech- und Rhetoriktrainerin, Schauspielstudium und Studium der Bildhauerei, Dozentin und freischaffende Künstlerin Anmeldeschluss: Montag, 7. Dezember

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Formation
Martedì, 15 Dic 2020 09:30-12:00 |
ogni settimana fino a Gio 17 Dic 2020 nei giorni di: Martedi Giovedi

Mehr Zeit fürs Wesentliche Ziel und Inhalt: „Ich bin nicht das Produkt meiner Umstände. Ich bin das Produkt meiner Entscheidungen.“ Stephen R. Covey Wir werden heute zunehmend mit E-Mails und Anfragen überschwemmt und haben oft das Gefühl, die Zeit läuft uns davon. Sich im Alltag nicht zu verlieren, bedeutet, klare Entscheidungen zu treffen und innezuhalten. Es gibt wichtige und unwichtige Aufgaben. Mit einem bewussten und aktiven Entscheidungsmanagement lernen Sie, Prioritäten zu setzen und sinnvoll mit Ihrer Zeit umzugehen. Inhalte: - Das Wichtige machen, nicht auf das Dringende reagieren - Ihr Handlungsschema: “Zeit-Matrix” - “Pro-Aktivität” by Stephen R. Covey - “Brain at work“: Wie gut setzen Sie ihr Gehirn ein? - Agieren vs. reagieren – Neurowissenschaftliche Erkenntnisse - Entlastungskarte unter Druck - Strukturieren Sie Ihre Wochenplanung neu - Produktivität erhöhen und Stress reduzieren - Zusammenarbeit im Team verbessern Es wird das Videokonferenzprogramm zoom verwendet. Zielgruppe: Mitarbeiter/innen der Jugend-, Sozial- und Kulturarbeit sowie Erwachsenenbildung, (Sozial)Pädagog/innen, Erzieher/innen, Eltern, Lehrpersonen und alle persönlich Interessierten Teilnehmerzahl: 8 – 12 Beitrag: 135,00 Euro Referentin: Helga Niederstätter, Bozen. Akademisch geprüfte Erwachsenenbildnerin. Seit über 20 Jahren selbständige Trainerin und Organisationsberaterin, Gestaltpädagogin, Gesundheits- und Mentaltrainerin, Kontextualcoach nach Prof. Warschawski; Mitglied der Akademie für neurowissenschaftliches Bildungsmanagement Anmeldeschluss: Donnerstag, 10. Dezember 20

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Others
Lunedì, 30 Nov 2020 08:30
ogni giorno fino a Mer 06 Gen 2021

Installazioni, luci e tradizioni per un Avvento intimo e suggestivo In questo anno particolare, la magia del Natale avvolgerà la città di Bolzano in un abbraccio avvincente e intimo. A partire dai primi di dicembre e fino al 6 gennaio, le tradizioni dell’Avvento prenderanno forma in varie location della città. A partire dalla grande corona d’Avvento nel centro di piazza Walther che dal cuore della città scandirà l’avvicinarsi del Natale. Intorno alla statua del Walther, sarà allestita un’esposizione di presepi e decorazioni natalizie tradizionali e non, mentre davanti all’edificio della Cassa di Risparmio sarà installata la grande stella cometa. Per l’occasione le vetrine dell’Hotel Città si trasformeranno in “Wunderkammer” ideate dal designer Marius Romen e realizzate in collaborazione con diverse associazioni, artigiani e con la Fondazione Thun. In piazza Municipio, piazza Erbe e piazza Università, rivivranno, grazie a tre differenti installazioni, le tradizioni di San Nicolò, della Frau Holle e di Santa Barbara. Ad attrarre soprattutto i più piccoli, sempre in piazza Municipio, sarà la casetta di Hänsel&Gretel. Non è Natale senza le luci. Quest’anno si illumineranno, oltre alle facciate di piazza Walther, anche la Casa delle Semirurali, la scuola Dante Alighieri a Oltrisarco e l’ex teatro di Gries, ora sede della SSV, in via Fago. La Casa della Pesa e il Museo Civico saranno invece protagonisti di un progetto di luci e musica tutto da scoprire. Sotto i Portici e in via Streiter, musica e profumi dell’Avvento accompagneranno i momenti di shopping in città, mentre in diversi angoli del centro storico si potrà respirare l’atmosfera natalizia anche grazie a 100 alberi messi a disposizione da Heiner Oberrauch. Alla scoperta della città. Torna con la seconda edizione ma con una veste tutta digitale il gioco a premi nei musei di Bolzano “Find&Win”. Basterà visitare i setti musei partecipanti, trovare il medaglione di legno, scansionare il Qr-Code e rispondere al quiz per partecipare. Primo premio: un weekend per una famiglia in uno dei 25 Familienhotels Südtirol. Vince chi visita più musei e risponde correttamente a più domande. Da non perdere neanche la Christmas Walk alla scoperta di location suggestive e particolari in tutta la città. In palio c’è la tazzina del Mercatino. Sabato 5, 12 e 19 dicembre in programma le visite guidate al Duomo con la natività. Online. L’Azienda di Soggiorno e turismo di Bolzano ha messo a punto un calendario d’Avvento particolare, da scoprire online e sui canali social “Bolzano Bozen”, nel quale il territorio incontrerà la musica e le tradizioni. Un progetto nato in collaborazione con il Jazz Festival e coordinato da Greta Marcolongo. Duplice la finalità: portare l’atmosfera natalizia nelle case dei bolzanini e degli ospiti che non potranno quest’anno raggiungere la nostra città e dare sostegno a uno dei settori più colpiti dalla crisi, quello della musica e della cultura. Sempre sui canali social dell’Azienda saranno pubblicate pillole video dedicate all’Avvento. I progetti di “Un magico Natale a Bolzano” sono stati finanziati da Comune, Provincia Autonoma di Bolzano e Azienda di Soggiorno e Turismo di Bolzano.

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Art & Culture
Lunedì, 21 Dic 2020 17:00-20:00 |
Lunedì 21 Dic 2020

Dipinti ad olio di piccolo formato Si vede che soprattutto nelle sue ultime tele Jette Christiansen è capace di creare con la natura morta un’atmosfera rarefatta, magica, estraniante: “natura morta” qui è l’espressione adatta, perché si tratta infatti di una realtà estratta dalla natura, di una messa in scena di oggetti combinati per contrastarsi o sovrapporsi come concetti, o rafforzarsi tra di loro. Il messaggio che ci viene trasmesso è dunque quello della transitorietà, proprio in senso barocco – simbologia perenne e ben chiara a tutti, che soltanto cerchiamo di bandire dal nostro immaginario attuale. È questa la chiave di lettura delle composizioni sapienti della pittrice che sembrano così facili da capire: simbolica, ad effetto surreale. Paul Klee : “L’arte non riproduce il visibile, ma rende visibile”. Edith Moroder

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Exhibitions
Martedì, 22 Dic 2020 10:00-12:00 | 16:00 - 19:00
ogni settimana fino a Mer 06 Gen 2021 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Dipinti ad olio di piccolo formato Si vede che soprattutto nelle sue ultime tele Jette Christiansen è capace di creare con la natura morta un’atmosfera rarefatta, magica, estraniante: “natura morta” qui è l’espressione adatta, perché si tratta infatti di una realtà estratta dalla natura, di una messa in scena di oggetti combinati per contrastarsi o sovrapporsi come concetti, o rafforzarsi tra di loro. Il messaggio che ci viene trasmesso è dunque quello della transitorietà, proprio in senso barocco – simbologia perenne e ben chiara a tutti, che soltanto cerchiamo di bandire dal nostro immaginario attuale. È questa la chiave di lettura delle composizioni sapienti della pittrice che sembrano così facili da capire: simbolica, ad effetto surreale. Paul Klee : “L’arte non riproduce il visibile, ma rende visibile”. Edith Moroder

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Theatre
Mercoledì, 02 Dic 2020 18:0020:30
ogni giorno fino a Gio 03 Dic 2020

Il tedesco Wolfram von Bodecker e il francese Alexander Neander si sono incontrati più di 20 anni fa durante i loro studi con Marcel Marceau a Parigi. Da allora sono in viaggio come duo e hanno deliziato il pubblico e la stampa in oltre 30 paesi. La loro arte non si attiene ai confini di genere. Presentano un teatro da cinema muto pieno di magia, con umorismo di prim’ordine e illusioni ottiche. Le loro storie sono a volte allegre e divertenti, a volte contemplative o tragiche. Lo spettacolo di pantomima "Déjà-vu?" non solo deve catturare l'attenzione - deve! - ma raggiungere il cuore e il diaframma. Completamente senza parole e quasi senza oggetti di scena, smuovono il loro pubblico. Lacrime da risata ed emozioni raramente sono così vicine.

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Music
Lunedì, 07 Dic 2020 20:00
Lunedì 07 Dic 2020

Evi Mair * GiRo Trio * feat. Georg Malfertheiner: “Waiting for Christmas” Evi Mair: vocals Georg Malfertheiner: vibra Michele Giro: piano Marco Stagni: bass Roman Hinteregger: drums La cantante Evi Mair presenta nel suo concerto le più amate canzoni natalizie, prevalentemente classici americani riarrangiati. Sarà accompagnata dal GiRo Trio composto dai noti musicisti locali Michele Giro, Marco Stagni e Roman Hinteregger. Ospite d’eccezione è il vibrafonista Georg Malfertheiner. I musicisti stanno registrando un nuovo album e sono entusiasti di poter presentare il loro progetto al Carambolage.

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Art & Culture
Giovedì, 10 Dic 2020 20:00
Giovedì 10 Dic 2020

Evi Mair * GiRo Trio * feat. Georg Malfertheiner: “Waiting for Christmas” Evi Mair: vocals Georg Malfertheiner: vibra Michele Giro: piano Marco Stagni: bass Roman Hinteregger: drums La cantante Evi Mair presenta nel suo concerto le più amate canzoni natalizie, prevalentemente classici americani riarrangiati. Sarà accompagnata dal GiRo Trio composto dai noti musicisti locali Michele Giro, Marco Stagni e Roman Hinteregger. Ospite d’eccezione è il vibrafonista Georg Malfertheiner. I musicisti stanno registrando un nuovo album e sono entusiasti di poter presentare il loro progetto al Carambolage.

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Theatre
Venerdì, 11 Dic 2020 18:0020:30
ogni giorno fino a Sab 12 Dic 2020

NON MOLLIAMO UN... BOZ! CABABOZ, lo spettacolo di puro cabaret unico e inimitabile torna in scena con cabarettisti disinfettati, vaccinati, tamponati, mascherati e a tratti anche sterilizzati! Nello spettacolo di Natale si parlerà di mascherine, distanze sociali, gel igienizzanti, pandemie, ma non di Coronavirus. Ovviamente i testi satirici e dissacranti, accompagnati da musiche frivole e sbarazzine, sono inediti. Inediti e irripetibili come tutti gli spettacoli di CABABOZ! Mostriamo i denti alla pandemia: rafforziamo con una risata il sistema immunitario!

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Music
Lunedì, 14 Dic 2020 20:00
Lunedì 14 Dic 2020

Georg Clementi: text, voice Bojana Popovicki: accordion Ossy Pardeller: guitar 21 luglio 1969... Neil Armstrong si avventurò sulla luna e Georg Clementi sulla terra, dove ha emesso il primo vagito alla clinica Santa Maria di Bolzano. Per il suo cinquantesimo compleanno, Clementi ha creato uno spettacolo musicale speciale, un Best Of, che ha intitolato "Das Beste seit der Mondlandung", il meglio dallo sbarco sulla luna. Clementi ha scritto le sue prime canzoni all'età di 16 anni sulle cotte adolescenziali divenendo uno dei giovani talenti dell'Alto Adige. Tuttavia, ha deciso di intraprendere la carriera di attore e si è fatto un nome anche a Salisburgo come regista e direttore di teatro di strada. Ma la musica è rimasta il grande amore di Clementi. Otto anni fa, ha attirato l'attenzione con straordinarie chansons, le sue Zeitlieder. "Canzoni così belle che il tempo si ferma", come ha scritto un critico, e che hanno ricevuto diversi premi. "Das Beste seit der Mondlandung" è un variegato mix delle canzoni preferite di Clementi, canzoni che lo hanno accompagnato per molti anni, canzoni che gli permettono di attraversare un arco biografico e di raccontare la sua vita in modo divertente e toccante. Con Ossy Pardeller alla chitarra e Bojana Popovicki alla fisarmonica, Clementi è affiancato da musicisti virtuosi. Il trio sorprende con arrangiamenti originali, un accompagnamento di chitarra dal groove non convenzionale e un canto a cappella a tre voci.

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Theatre
Martedì, 15 Dic 2020 20:00
Martedì 15 Dic 2020

Qualunque cosa accada, Gesù bambino non può essere fermato! Praticamente sta già nascendo ed è in attesa di un felice Natale con squillanti storie natalizie, come possono essere raccontate solo sotto l'albero dell'improvvisazione. E chi pensa che per questo Natale non ci sia nulla da ridere si sbaglia. Indossate la mascherina, gettate in incognito il vostro augurio di Natale sul palco e lasciate che i vostri muscoli della risata si liberino del guinzaglio. All’Impro Carambolage tutto è possibile!

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Art & Culture
Lunedì, 30 Nov 2020 18:00-20:00 |
Lunedì 30 Nov 2020

DRIN*FORMA ospita: LIFE AS A CONTENT CREATOR: due chiacchiere con Petra Cola Mentre il 2020 ci ha costretti in massa a rinchiuderci fra le quattro mura, tra vita quotidiana e lavoro, c'è chi il proprio lavoro lo ha reinventato nella natura. Coniugare un lavoro digitale con le meraviglie dell'aria aperta potrebbe sembrare un'utopia, eppure qualcuno ce la fa. Ma come si fa a fare dei social network il proprio lavoro grazie alla passione per la montagna e per la fotografia? All'interno del ciclo di appuntamenti DRIN*FORMA avremo l'onore di fare due chiacchiere con Petra, nata e cresciuta in Alto Adige e che lavora come content creator, che ha esteso il suo ufficio alla montagna dando vita a veri e propri progetti fotografici per promuovere campagne pubblicitarie a tema outdoor sport e natura, collaborando con i migliori brand del settore tra cui The North Face. Come sempre sarà possibile interagire con il nostro ospite ponendogli domande sia sulla chat che telefonandoci in diretta

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Formation
Lunedì, 30 Nov 2020 18:00
Lunedì 30 Nov 2020

con Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta modera Annalisa Pasini A volte la vita ti casca addosso e ti obbliga a cambiare forma. Entra nella tua struttura consueta e la rivoluziona. Ti allarghi, ti stringi, ti pieghi. Ti spalmi e ti ritrai. Cambi continuamente, nello sforzo di reggere l’impatto che continua a sconvolgerti. Che ti potrebbe rompere e frantumare. Ma tu continui ad adattarti a quella forza d’urto. Non lo sapevi che potevi assumere nuove forme, modificare i contorni e i confini della tua sagoma. O meglio, non lo sapevi perché non ci avevi mai provato. Non era mai successo nulla, prima, che ti obbligasse a inventare nuove forme di te. Tutto questo si chiama resilienza. E il dato di fatto è che a molti di noi, nell’emergenza che la pandemia da COVID-19 ha messo nelle nostre vite, è proprio successo questo: siamo diventati più forti. E forse anche un po’ migliori. Perché è successo? Come è successo? Cosa è successo realmente? E soprattutto cosa abbiamo appreso e dobbiamo imparare a tenere con noi anche nei tempi di quiete, perché ci rende migliori? Ciò che ha sconvolto il mondo ha cambiato anche il nostro modo di essere famiglia. E probabilmente ci ha reso anche più forti. Il rischio potrebbe essere, dopo una grande fatica, di cancellarne la memoria, rimuoverla da noi e ributtarsi in ciò che eravamo prima di viverla. Ma così facendo staremmo solo in un territorio vuoto e deserto, che non sa far tesoro dell’esperienza che ci è data per elaborarne significati e contenuti. Occorre invece partire proprio da quel tesoro. Da ciò che l’emergenza COVID-19 ci ha lasciato. E che non deve essere più dimenticato. Ma integrato nelle nostre storie di vita, nei nostri rapporti più intimi, nelle nostre relazioni familiari. Educare alla Giustizia - Teatro Cristallo, ANM - Associazione Nazionale Magistrati sezione Trentino Alto Adige

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Art & Culture
Lunedì, 07 Dic 2020 18:00
Lunedì 07 Dic 2020

Si parlerà di teatro con l'attore e scrittore Moni Ovadia, che intende riflettere sull'importanza del teatro come elemento fondamentale del vivere: “Il teatro – ha scritto recentemente Ovadia - è sinonimo di abnegazione, passione, sacrificio, fatica, dedizione. Il teatro è stato rappresentato anche in tempo di guerra, nei ghetti occupati dai nazisti, nei lager, nei gulag. Tutti dovrebbero sperimentare il teatro anche se amatoriale, per capire. Dovrebbe essere materia d’obbligo sin dai primi gradi della scuola. Perché il teatro è vita”.

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Formation
Venerdì, 04 Dic 2020 17:00-19:00 |
ogni settimana fino a Ven 18 Dic 2020 nei giorni di: Venerdi

Brain Gym® Online Seminar Ziel und Inhalt: Kennst Du das Gefühl, total blockiert zu sein nach einem langen Arbeitstag vor dem Computer? Wie geht es Deinen Kindern mit dem Online-Unterricht? Fällt das Konzentrieren und Lernen schwer? Unter Stress ist es schwieriger, neue Informationen zu verarbeiten und sie in unsere Erfahrungen einzubinden, was uns oft frustriert, blockiert oder irritiert. Unser Körper / Geist schaltet auf “Überlebensmodus”, und wir reagieren impulsiv anstatt der Situation angemessen. Die 26 Brain Gym® Übungen aus dem Edu-Kinästhetik Programm können hier helfen, diese Blockaden zu überwinden. In diesem Online Seminar werden wir einige der Bewegungsübungen kennenlernen und ausprobieren, um uns einen kleinen “Erste Hilfe Koffer” zu gestalten. Dessen Inhalt können wir jederzeit leicht im Alltag anwenden, um: - uns besser zu konzentrieren, - Lernblockaden zu überwinden, - emotional ausgeglichener zu sein, - besser und klarer kommunizieren zu können, - die beiden Gehirnhälften anzuregen, - unser Erinnerungsvermögen zu stärken, - mehr Gleichgewicht in unseren Alltag zu bringen. Dieses Seminar ist praxisorientiert und richtet sich nach den Bedürfnissen der Teilnehmer. Es wird das Videokonferenzprogramm zoom verwendet. Zielgruppe: Mitarbeiter/innen der Jugend-, Sozial- und Kulturarbeit sowie Erwachsenenbildung, (Sozial)Pädagog/innen, Erzieher/innen, Eltern, Lehrpersonen und alle persönlich Interessierten Teilnehmerzahl: 8 – 12 Beitrag: 80,00 Euro Referentin: Sigrid Loos, Rapallo. Dipl. Pädagogin mit dem Schwerpunkt Erwachsenenbildung; Coach und Brain Gym® Instruktorin. Beschäftigt sich seit vielen Jahren damit, ihren Klienten und Kursteilnehmern das Lernen und den damit oft verbundenen Stress durch Bewegung und Spiel leichter zu machen. Sie lebt in Ligurien und ist Autorin mehrerer Spielebücher in italienischer und englischer Sprache Anmeldeschluss: Mittwoch, 2. Dezember 20

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Formation
Venerdì, 11 Dic 2020 19:00-20:00 |
Venerdì 11 Dic 2020

Ziel und Inhalt: Füße zeigen nicht nur Charakter, Verhaltensmuster, Belastungen und Stress, sondern auch die Kraft der Organe, der Fließkräfte und Versorgungsbahnen. Das Wesentliche in der Fußanalyse ist der Zustand der Zelle. Formen, Farben, Linien deuten die Leistungsfähigkeit der Zellen. Somit erklären Deutungsfelder einerseits die aktuelle körperliche und emotionale Verfassung, andererseits stellen sie auch Entwicklungen der Vergangenheit dar. Deshalb sehen Füße jeden Tag unterschiedlich aus, verändern sich im Laufe des Lebens und machen sowohl innere Kräfte als auch Mängel ablesbar. Dieses Prinzip ähnelt jenem Baumstamm, an dessen Jahresringen die „guten und schlechten Zeiten“ für immer erkennbar sind. Am Vortragsende werden Blitzfußanalysen der eingesandten Fotos angeboten. Es wird das Videokonferenzprogramm zoom verwendet. Teilnehmerzahl: Ab 8 Beitrag: 10,00 Euro Referentin: Birgit Seissl, Laas / Vinschgau. Ganzheitliche Körperarbeit mit Fußanalyse nach der Grinberg Methode und Conversiologie Besonderheit: Interessierte Teilnehmer/innen können bis zum 30. November zwei Fotos (Tageslicht) an bildung@jukas.net senden - eines mit den beiden Fußsohlen - eines mit den beiden Fußrücken. Die Fotos sollten mit Spitznamen und Alter der Person als Speichertitel gekennzeichnet sein. Je nach Zeitplan werden 5 - 10 Fotos in ein paar Sätzen während des Vortrags besprochen. Anmeldeschluss: Mittwoch, 9. Dezember 20

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Formation
Giovedì, 26 Nov 2020 17:30
Giovedì 26 Nov 2020

Referente: Marco Facchinelli Ora: giovedì, 26.11. ore 17:30 - 18:30 Luogo: online su zoom Iscrizione e agenda: https://zoom.us/webinar/register/9016062110634/WN_r4JvGo01TLmp1Jfg9OATnw Tipologia evento: webinar gratuito Agenda: 17:30 – 18:10 Benvenuto e intervento di Marco Facchinelli, esperto previdenziale Pensplan Centrum - deducibilità dei versamenti - lavoratori di prima iscrizione post 2007 - soggetti fiscalmente a carico - contributi da welfare aziendale - premi di produttività 18:10 – 18:30 Domande e risposte

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Formation
Martedì, 01 Dic 2020 17:30
Martedì 01 Dic 2020

Der Dezember ist traditionell ein Monat, in dem Dinge noch erledigt werden. Das trifft auch auf das Zusatzrentensparen zu. In unserem nächsten Webinar Anfang Dezember wird unser Rentenexperte Thomas Walder deshalb über die Steuervorteile bei der Beitragszahlung in einen Zusatzrentenfonds sprechen und wie Sie beim Aufbau Ihrer eigenen Zusatzrente oder von jemandem aus Ihrer Familie noch bis Jahresende die maximale Steuerersparnis erzielen können. Dienstag, den 1. Dezember / 17:30-18:30 Uhr Programm 17:30 – 18:10 Uhr Begrüßung und Vortrag von Thomas Walder, Rentenexperte beim Pensplan Centrum Steuerliche Abziehbarkeit der Beiträge Steuerlich zulasten lebende Familienmitglieder Produktivitätsprämien 18:10 – 18:30 Fragen und Antworten

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Others
Martedì, 01 Dic 2020 18:00
Martedì 01 Dic 2020

Wir feiern den Advent - bequem von zu Hause aus! Die inzwischen traditionelle Jugendrorate in Klausen darf auch in Zeiten von #weihnachtenmalanders nicht fehlen. Die Mitfeiernden erwartet eine besondere Rorate von Jugendlichen für Jugendliche. Geleitet wird die Jugendrorate von Dekan Georg Johann Martin und dem Jugenddienst Unteres Eisacktal . Für musikalische Gänsehautmomente sorgt Christa Le . Feiere mit! Du bist herzlich eingeladen!

Location di : martin_inside

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