Ideensalon - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Che cos´é Ideensalon?

L’Ideensalon è uno spazio aperto per chi vuole immaginare e costruire, insieme ad altri, una società più giusta e partecipata, dal 2018.

In un clima conviviale e informale – tra dialoghi autentici, una zuppa calda e un bicchiere di vino – idee, persone e visioni per il bene comune si incontrano e prendono forma.

L’iniziativa, ideata e curata da blufink, invita chi ha un’idea o esperienze da condividere a partecipare a un processo di collaborazione, co-progettazione e crescita collettiva.
Ogni Ideensalon nasce dal desiderio di rispondere a bisogni reali della comunità e di trasformare piccole intuizioni in progetti concreti per il bene comune.
L’incontro del 6 novembre 2025 alla Biblioteca Provinciale Italiana “Claudia Augusta” di Bolzano sarà dedicato a tre idee che con il vostro supporto diventeranno progetti che fanno la differenza.

1 Accesso per tutti, non per caso – Per una vita indipendente delle persone con disabilità.
2 Obiettivo 14+ – Un’alleanza tra genitori per un uso consapevole dello smartphone.
3 Un chiosco comunitario per Gries – Un’idea per trasformare un luogo vuoto in uno spazio condiviso.

Idea 1 - Accesso per tutti, non per caso

Idealista: Anton van Gerven

Come può la comunicazione rendere visibile e accessibile la personale assistenza per persone con disabilità?
Questa idea nasce dal desiderio di promuovere un vivere autodeterminato, dove ogni persona possa scegliere e organizzare la propria vita.
La proposta si ispira ad esperienze già attive in Tirolo e in altri territori, per costruire anche qui un servizio completo e inclusivo: un pool di assistenza, azioni di sensibilizzazione, peer work, reti di collaborazione e una piattaforma informativa accessibile. Tutto viene progettato insieme alle persone direttamente coinvolte, perché l’inclusione diventa reale solo quando è co-creata.

Idea 2 - Obiettivo 14+ – Rete genitori per un uso consapevole dello smartphone

Idealista: Mariajosé Moschella

Quando è giusto dare ai figli il primo smartphone?
Molti genitori si trovano davanti a questa domanda e vogliono fare scelte consapevoli.
“Obiettivo 14+” nasce per creare una rete di genitori che condividono l’impegno di dire “sì allo smartphone, ma non prima dei 14 anni”, per proteggere il benessere dei bambini e favorire un uso più sano della tecnologia.
L’Ideensalon diventa il luogo dove confrontarsi sui bisogni reali dei ragazzi, immaginare spazi di gioco e relazione liberi dagli schermi, e costruire accordi familiari e comunitari che sostengano questa scelta.
Perché cambiare il quando significa anche cambiare il come.

Idea 3 - Un chiosco comunitario per Gries

Idealista: Michele Mosca

Il piccolo chiosco tra via della Libertà e via Armando Diaz è vuoto e attende una nuova vita.
Come trasformarlo in uno spazio al servizio del quartiere e del bene comune?
Questa idea invita cittadine e cittadini, associazioni e gruppi locali a immaginare insieme un nuovo punto d’incontro: un luogo che unisce, ispira e invita a fermarsi.
Un chiosco che possa diventare un simbolo di collaborazione e creatività urbana, dove la comunità stessa costruisce il proprio spazio condiviso.

- Un invito alla collaborazione e alla co-progettazione

L’Ideensalon di blufink nasce dalla convinzione che il bene comune cresce quando le persone si incontrano, entrano in dialogo ed iniziano a collaborare.
È uno spazio dove ognuno può proporre un’idea o un progetto, ascoltare o sostenere le idee di altre persone.
Un laboratorio di pensieri e relazioni che aiuta a trasformare idee in azione concreta.

Contatti :

Date e orari evento :

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  • A cura di Leonie Radine Opening: 24.04.2026, 19:00 Museion ha il piacere di presentare la prima mostra personale istituzionale in Italia di Evelyn Taocheng Wang (n. 1981, Chengdu). Attraverso una pratica artistica che spazia fra diversi media – tra cui pittura, scrittura, installazione, performance e moda – l’artista, che vive e lavora a Rotterdam, ha sviluppato un linguaggio visivo unico, intriso di poesia, umorismo sottile e profondità critica. Intrecciando tradizioni provenienti dalla storia dell’arte, frammenti di memoria personale e forme artistiche di autofiction, Wang mette in discussione l’idea di autenticità e indaga i modi in cui la cultura viene rappresentata, performata e incarnata. Il repertorio pittorico di Wang attinge a quella che l’artista spiritosamente descrive come la sua “makeup palette di storia dell’arte”, che mescola riferimenti alla sua formazione iniziale in pittura a inchiostro e calligrafia cinesi con le scuole delle arti e delle letterature occidentali, che l’artista ha incontrato dopo essersi trasferita in Europa. Nei suoi lavori affronta temi quali la migrazione, l’assimilazione culturale, l’espressione di genere e l’appartenenza di classe, e li filtra attraverso la sua esperienza di vita, soffermandosi spesso sulla complessità della percezione di sé in rapporto alle narrative imposte dall’esterno. L’attenzione dell’artista per la natura fluida dell’identità e dell’ibridazione culturale trova particolare risonanza in Alto Adige, dove convergono lingue e tradizioni diverse. Per la mostra, Wang ha ideato una scenografia con numerosi nuovi dipinti su media diversi, ispirati a partire dalle sue opere precedenti e dalle impressioni di Bolzano raccolte durante una serie di visite alla città. Una delle sue fonti di ispirazione è stata Piazza delle Erbe, con le sue coloratissime esposizioni di frutta e verdura biologica fresca, che richiamano dei paesaggi in miniatura. Queste composizioni di diversi colori, consistenze e forme – caratteristica che l’artista ha ritrovato negli affreschi medievali di Castel Roncolo e nella Chiesa dei domenicani – trovano un’eco nella sua personale narrazione artistica. Infondendo nei suoi lavori rimandi alle specificità visive di Bolzano e alla sua percezione della cultura italiana, Wang si inserisce nel panorama con umorismo, sensibilità e sfumature poetiche. La capacità di mutare forma, di reimmaginarsi in paesaggi culturali e visivi differenti o nei panni di diverse figure storiche o fittizie, è sempre stata centrale nella pratica artistica di Wang. Questo è particolarmente chiaro nei cinque nuclei principali di opere su cui l’artista ha lavorato per questa mostra. Oltre all’introduzione di riferimenti site-specific nelle sue note imitazioni delle celebri tele a griglia di Agnes Martin, l’artista integra motivi regionali in pitture su seta e capi di abbigliamento del proprio guardaroba. Anche la fiaba dei fratelli Grimm “Il principe ranocchio” continua a essere una fonte di ispirazione per Wang: questa volta inserisce il personaggio ricorrente della Principessa Ranocchio in un paesaggio urbano che ricorda un dipinto di August Macke. Inoltre, amplia la sua serie di quadri basati sul motivo della finestra. Integrando questi dipinti in un’installazione architettonica che mette in equilibrio prospettive interne ed esterne, Wang trasforma il secondo piano del museo in uno “sweet landscape”. L’espressione apparentemente innocente suscitata da un paesaggio gradevole, come suggerisce il titolo della mostra, fornisce lo sfondo su cui gradualmente l’artista sviluppa una sua riflessione più profonda sull’idea di luogo. I suoi lavori sono ricchi di metafore e giochi linguistici e invitano spettatori e spettatrici a un’attenta esperienza di lettura, nella quale i diversi livelli di significato si svelano lentamente. Il titolo rispecchia anche l’indagine svolta dall’artista sui punti di intersezione e divergenza tra le idee occidentali e orientali di pittura paesaggistica. La tradizione letteraria cinese dello “scrivere il paesaggio”, utilizzando pennello calligrafico e inchiostro, è profondamente collegata ai principi taoisti di equilibrio e armonia. Piuttosto che mirare all’imitazione della natura, questa pratica affonda le radici in un approccio caratterizzato da autoriflessione, guarigione e forme di allontanamento dalle strutture del potere politico. A livello filosofico ed estetico, la mostra di Wang invita a compiere una riflessione sul rapporto tra primo piano e sfondo, tra visibile e invisibile, e a percepire i rimandi tra mondo esterno e stati interiori, tra paesaggi esterni e interni. È con questo spirito che l’artista spiega: “Penso alla mia mostra come a un grembo materno immaginario: uno spazio del divenire che mi permette di reagire alla storia di questo luogo”.
  • La strage degli operai. Storia di un eccidio a guerra finita Bruno Bovo e Andrea Cavattoni sono sopravvissuti con un groviglio di pallottole in corpo. Vittorio Luise si è salvato perché l’orologio a cipolla sul panciotto ha deviato il proiettile. Toni Peretto ha diviso pane e salame prima di essere ucciso. Walter Saudo ha provato a far ragionare i tedeschi prima di essere falciato dalla raffica. Ottorino Bovo ha raccolto morti e feriti. Carolina Zenoni ha visto uccidere il suo ragazzo con un colpo di pistola alla testa... Luca Fregona guida alla riscoperta dei luoghi della strage del 3 maggio 1945. In occasione dell’ottantunesimo anniversario, accompagna i partecipanti lungo un percorso nella Zona industriale di Bolzano, dove diciotto operai furono rastrellati dai tedeschi in ritirata verso la Germania, in seguito a scontri con i partigiani. Il cammino si conclude davanti al muro dell’ex stabilimento Lancia, in via Volta, luogo dell’eccidio: qui i diciotto operai vennero condotti e falciati da due raffiche di mitragliatrice sparate da un’autoblindo di paracadutisti. Dieci di loro morirono sul colpo o per le ferite riportate. Gli otto sopravvissuti, pur scampati alla morte, portarono per tutta la vita le conseguenze fisiche e psicologiche di quella brutale violenza IN OCCASIONE DELLA FESTA DELLA LIBERAZIONE > presentazione itinerante del libro «Italiani kaputt». La strage degli operai. Storia di un eccidio a guerra finita di Luca Fregona (Athesia, 2025) TUTTA TUA LA CITTÀ Luogo LUOGO DI RITROVO incrocio via Pacinotti/ via Siemens Partecipazione gratuita
  • L'evento si tiene dal 01 Mag 2026 al 31 Ott 2026
    Camminare tra ripide pareti rocciose, passare per cascate impetuose e strati rocciosi colorati, scoprire resti di piante fossili, orme di sauri fossilizzati e tracce di minerali: una visita guidata al GEOPARC Bletterbach è un'esperienza speciale sulle tracce della storia della terra. Camminare nel Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO Esplorare insieme delle piante fossilizzate ed orme di sauri Scoprire la storia e la geologia della terra Conoscere il paese e la sua popolazione

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