Jazzfestival Alto Adige: KABARILA Jazz Ritual - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Per la seconda volta, il format Kabarila, ideato dal nuovo direttore artistico del Südtirol Jazzfestival Alto Adige nel 2023, sarà riproposto al Sudwerk. L'obiettivo è quello di ripetere per 5 anni una performance di 5 ore con lo stesso gruppo di artiste ed artisti. Come l'anno precedente, i musicisti Lukas Kanzelbinder, Delphine Joussein, Johannes Schleiermacher e Julian Sartorius realizzeranno questo speciale rituale jazz insieme ai ballerini Dante Murillo, Daphna Horenczyk, Jaroslav Ondrus e al pubblico.
Artists

Delphine Joussein (FR) - fl, fx
Lukas Kranzelbinder (AT) - db, guembri
Johannes Schleiermacher (DE) - sax, fl
Julian Sartorius (CH) - dr
Daphna Horenczyk (IL) - dancer
Jaroslav Ondruš (CZ) - dancer
Dante Murillo - dancer

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.
  • “Un’orchestra da camera suona una melodia. Piuttosto, descrive una melodia: ma solo come un’ombra può descrivere un oggetto e un’eco può descrivere un suono. L'idea è che la melodia stessa non sia esplicitamente presente, ma piuttosto suggerita, frammentata, o riflessa attraverso variazioni, ritorni e digressioni, con un centro mobile e forse inafferrabile” – così Luciano Berio descrive “Requies” del 1984, dedicato alla moglie deceduta un anno prima, la cantante e compositrice Cathy Berberian. Finalmente libero: nel 1790 muore il datore di lavoro di Haydn, il Principe Nicola I Esterházy. Quando il figlio lo esonera dall’incarico, Haydn, ormai libero professionista, concorda insieme a Johann Peter Salomon l’esecuzione di sei nuove sinfonie per i concerti che l’impresario offre in abbonamento a Londra. La Sinfonia n. 93 nasce nella primavera del 1791 e viene eseguita per la prima volta con grande successo nel febbraio 1792 all’inaugurazione dei “Salomon Concerts”. La serie di concerti termina tre mesi più tardi con la Sinfonia n. 97 di Haydn. Nel Fin de Siècle dell’Europa centrale, il mondo è ancora in ordine: l’austriaco Franz Schreker idea il suo “Intermezzo” attorno al 1900, all'età di 22 anni, partecipando a un concorso di composizione per un “piccolo brano orchestrale caratteristico per strumenti ad arco” e si aggiudica il primo premio – grazie alla conduzione delle parti e all’“armonia ad essa legata”.
  • Gianni Iorio in Concert with Fiorenzo Zeni, Matteo & Marco Facchin (I/BZ) Gianni Iorio: bandoneon Marco Facchin: piano Matteo Facchin: accordion Fiorenzo Zeni: sax Una serata speciale dedicata alla magia del tango e alle contaminazioni musicali. Protagonista sarà Gianni Iorio, pianista, compositore e uno dei più grandi interpreti europei del bandoneon, strumento simbolo del tango argentino. Artista di fama internazionale, Iorio ha calcato i palcoscenici più prestigiosi del mondo e collaborato con musicisti di spicco, portando il bandoneon oltre i confini tradizionali. Per questa occasione, Gianni Iorio sarà affiancato da tre musicisti di grande esperienza e versatilità. Il programma condurrà il pubblico in un viaggio tra le atmosfere del tango, le celebri pagine di Astor Piazzolla e suggestioni che si intrecciano con il mondo classico, come quelle di Antonio Vivaldi, in un dialogo musicale che unisce passione, improvvisazione ed eleganza.

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