senza di voi non funziona nulla - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Performance sonora di Tobias Tavella in piazza del Duomo alle 17 e alle 20

Leonora Prugger
Leander Schwazer
Barbara Tavella
Tobias Tavella

A cura di Karin Pernegger per il Südtiroler Künstlerbund su incarico del Comune di Bressanone.

La Galleria Civica di Bressanone diventa, con la mostra "senza di voi non funziona nulla", un laboratorio artistico per riflettere sulle esperienze e le condizioni di lavoro durante la pandemia e la conseguente chiusura con un ri-inzio comune. Gli artisti altoatesini invitati Leonora Prugger, Leander Schwazer, Barbara Tavella e Tobias Tavella sperimentano lo spazio espositivo esponendolo a continui cambiamenti durante il periodo espositivo. L'esperienza formativa degli ultimi mesi è stata, oltre alla sofferenza umana, l'esposizione di strutture temporali e spazi d'azione familiari. Una circostanza che è intervenuta massicciamente nella nostra vita privata e professionale. Per questo motivo, il laboratorio della mostra si considera un esperimento in due atti, il secondo atto verrà inaugurato giovedì 17 settembre, con il titolo "Enfatisti". Le due mostre si susseguono, fluiscono l'una nell'altra e cercano di trovare una spiegazione alla situazione attuale dal punto di vista degli/delle artisti/e. Non c'è cultura senza dialogo. Senza persone non c'è arte. Così la mostra chiede anche: chi è la persona senza la quale nulla avrebbe più funzionato nulla negli ultimi mesi per noi e invita tutti a immortalare questa persona su uno dei due pannelli a parete forniti. Inoltre, sotto l'accattivante titolo "ohne Euch geht nichts nichts" ("senza di voi non funziona nulla"), vengono offerte varie manifestazioni culturali alle quali ognuno è invitato/a ad acquistare un braccialetto con il titolo della mostra per entrare a far parte del nuovo inizio della cultura a Bressanone.

Inoltre, il giorno 4.9. ci sarà una visita guidata in bicicletta di un giorno intero negli atelier di artisti Brissinesi. Altri progetti saranno pubblicati a settembre per il 2° atto della serie di mostre. È in preparazione una collaborazione con lo studio d'architettura Bergmeisterwolf di Bressanone, per indagare con l'architettura la situazione di base dell'esposizione durante una situazione di quarantena. In autunno, gli artisti invitati collaboreranno con alcuni commercianti di Bressanone e disegneranno buste della spesa che segneranno un nuovo inizio positivo in senso artistico ed economico, perché senza di voi nulla funziona.

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  • Con opere di Alice Ahad, Jasmine Deporta, Jörg Hofer e Lois Weinberger, nonché con un’intervista di Alexander Kluge e oggetti provenienti dalla collezione della Hofburg di Bressanone. A cura di Michaela Stolte (curatrice presso il Museo Civico e Museo Multscher di Vipiteno e dramaturga freelance). La polvere è la nostra compagna costante. Con guanti e stracci cerchiamo di combatterla – eppure è tanto ricca e multiforme quanto la vita stessa. La Galleria Civica di Bressanone dedica ora una mostra a questo elemento di disturbo, che sarà inaugurata giovedì 4 giugno 2026 alle ore 19. L’esposizione riunisce posizioni artistiche contemporanee nelle quali la polvere si manifesta nella sua capacità di trasformazione quasi infinita: come materiale che oltrepassa i confini, conserva tracce e genera qualcosa di nuovo. La polvere nasce sempre e ovunque. Durante la costruzione, l’aratura o la guida di un’auto, così come in natura: vulcani, deserti, piante e oceani producono incessantemente minuscole particelle. Spesso è indesiderata e rappresenta un problema igienico, sanitario e non da ultimo estetico. Ma la polvere è anche una materia fondamentale: rende il cielo azzurro e permette la formazione delle nuvole. In ogni goccia di pioggia si nasconde una minuscola particella. La polvere racconta storie della vita quotidiana così come dell’origine dell’universo. Nella mostra, le fotografie dell’artista altoatesina Jasmine Deporta affrontano il fenomeno della luce, che diventa visibile solo attraverso la diffusione sulle particelle più minute. Qui la polvere non appare direttamente, ma si rende percepibile in modo atmosferico. Nel “Mobile Garden” di Lois Weinberger, le piante crescono da una terra apparentemente priva di vita. L’opera rimanda al potenziale di germinazione e trasformazione – e alla polvere come origine di nuova vita. Da sempre, inoltre, la polvere fa parte della pratica artistica: come pigmento costituisce la base del colore e della pittura. Jörg Hofer conferisce alle sue opere una struttura inconfondibile grazie alla polvere di marmo prodotta durante l’estrazione del marmo di Lasa. Nelle opere di Alice Ahad, la polvere domestica diventa portatrice di tempo e memoria. Come “collettivo di frammenti”, raccoglie e conserva tracce, trasformandosi in una struttura attiva di storia, identità e trasformazione. La mostra affronta inoltre la dimensione religiosa della polvere e presenta oggetti provenienti dalla collezione della Hofburg di Bressanone.
  • “Spazi intermedi“ riunisce opere dello scultore altoatesino Hermann Josef Runggaldier, che si sviluppano nel campo di tensione tra uomo e natura. Le sue figure ridotte e le opere fortemente legate al materiale si collocano in una dimensione intermedia: tra vicinanza e distanza, visibilità e nascondimento, corpo e spazio. Le opere di Runggaldier aprono spazi di percezione che si rivelano pienamente solo attraverso il movimento e il mutare dei punti di vista. La scultura diventa così uno spazio esperienziale – un luogo in cui l’esistenza umana si manifesta nel dialogo con i processi naturali.
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