Fondamenta zero (BZ/I): “Resterò per sempre nella foto di uno sconosciuto”
Con Oscar Bettini, Claudia Manuelli, Paolo Tosin
Ideazione e Regia: Claudia Manuelli
Drammaturgia: Elisa Emilia Scatigno
È un progetto teatrale tra memoria e assenza, tra ciò che resta e ciò che se ne va, tra la nostra paura di scomparire e la voglia di lasciare un segno. Protagonisti sono gli oggetti, inizialmente chiusi dentro delle scatole, ognuna delle quali racconta una storia – soggetta a cambiamento di replica in replica. Sopra ogni scatola è indicato un nome, probabilmente la persona a cui erano appartenuti gli oggetti: ciò che è rimasto di lui o di lei dopo la sua morte.
Una serata straordinaria tra emozione, divertimento e creatività — da non perdere se desiderate vivere un’esperienza teatrale un po’ diversa dal solito!
STUDIO TEATRALE ISPIRATO A “THE TEMPEST” DI W. SHAKESPEARE
Attenzione posti limitati: pubblico sul palco
durata: 80'
In quell’esilio forzato a cui sono costretti i personaggi di Shakespeare sull’Isola, per vivere si inventano un mondo tutto loro, un teatro nel teatro, dove la finzione è esplicita e i trucchi teatrali esposti allo sguardo dello spettatore. Su quest’Isola Prospero è il drammaturgo, è il regista, che fa vivere e muove situazioni e personaggi a suo piacere, un padre e un tiranno; Ariel è un attore padrone molto capace, sicuro dei suoi strumenti, è mimo, cantante, affabulatore; Calibano, prigioniero del ruolo che gli è stato affidato da Prospero, lotta con tutte le sue forze, quelle naturali e quelle che lo stesso Prospero gli ha insegnato, per riprendersi la sua libertà, per diventare uomo libero.
Tutti i personaggi sembra che siano in cerca di una vita diversa da quella che stanno vivendo.
L’Isola (il palcoscenico) è piena di suoni, rumori e musiche che costruiscono un tappeto sonoro fatto per sorprendere, incantare e stupire. C’è del magico in tutto questo.
- scene e regia Antonio Viganò
- coreografie Eleonora Chiocchini
- colonna sonora a cura di Paola Guerra
- collaborazione drammaturgia e formazione Paolo Grossi e Paola Guerra
- una produzione Teatro la Ribalta
- in coproduzione con Residenze artistiche Teatro Cristallo, Residenza artistica Olinda - Teatro la Cucina, Festival “Da vicino nessuno è normale”, Scarti - centro di produzione teatrale
CORPI ERETICI
Teatro la Ribalta - Kunst der Vielfalt
Lu santo Jullare Francesco di Dario Fo è una fabulazione sulla vita del santo di Assisi che riprende gli stili e le forme del narrare del mitico Mistero Buffo nel teatralissimo linguaggio del grammelot. Lavorando su leggende popolari, testi canonici del Trecento e documenti emersi negli ultimi decenni, il Premio Nobel costruisce una narrazione potente, giocosa e certamente non agiografica del “Giullare di Dio”, come San Francesco amava definirsi.
Il racconto di Fo è – allo stesso tempo – spiritualità e mito, favola e satira, e disegna un Francesco uomo che si spoglia di ogni ricchezza per avvicinarsi ai diseredati, per predicare a uomini, lupi o uccelli un messaggio di fraternità e pace, per comporre e mettere in musica il suo Cantico delle Creature.
A dare voce a questo viaggio funambolico nell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi sarà Ugo Dighero, attore mattatore, già interprete per anni di Mistero Buffo su “benedizione” e spinta dello stesso Fo, perfetto istrione e giullare dell’oggi.
Il 2026, inoltre, è un anno speciale anche per ricordare Dario Fo: ricorrono i cento anni dalla nascita e i dieci anni dalla scomparsa. Impossibile non celebrarne lo straordinario percorso teatrale. Portare in scena oggi questa meravigliosa giullarata non può non tener conto che nel 2013 il compianto cardinal Bergoglio, divenuto Papa, scelse, emblematicamente, politicamente e per la prima volta nella storia, il nome di Francesco: il santo della pace e del sorriso, della custodia del creato, della Chiesa povera per i poveri.
Seguendo la lezione di Fo, lo spettacolo si muoverà così su due percorsi paralleli, ripercorrendo la realtà storica del viaggio di Francesco nel mondo cristiano e contemporaneamente raccontando la rivoluzione riformatrice che Papa Francesco ha cercato di attuare nella Chiesa del nostro tempo.
di Dario Fo
con Ugo Dighero
adattamento e regia di Giorgio Gallione
scene e costumi Lorenza Gioberti
disegno luci Aldo Mantovani
coproduzione Teatro Stabile di Genova, CMC/ Nidodiragno
con la collaborazione del Teatro della Juta
durata: 85 minuti
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