La parola femminista
durata: 80'
LEA MELANDRI e VANESSA ROGHI IN DIALOGO
monologo di e con Vanessa Roghi
La parola “femminista” non conosce mezze misure: la ami o la odi, la dici o la bruci. E ancora dopo anni da quando è stata usata per la prima volta continua a evocare una grande varietà di significati, immagini e letture.
Un viaggio tra personale e collettivo attraverso la storia della parola “femminista”, voci di donne di ieri e di oggi che parlano di sessualità, famiglia, maternità, aborto, violenza, educazione.
Una storia a tratti drammatica a tratti esilarante che mette in scena qualcosa che tutte sanno ma troppo poco viene condiviso.
CORPI ERETICI -Teatro la Ribalta - Kunst der Vielfalt
EVERYDAY WOMEN'S DAY - Teatro Cristallo col sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, Consultori Kolbe e Aied e ITAS Mutua
Ein Gastspiel des Maxim Gorki Theaters, Berlin
Mutter Fatma und Sohn Dinçer bewegen sich noch einmal durch ihr gemeinsames Leben, ihr Deutschlandmärchen, das kein Märchen war. Zwei Generationen kämpfen sich auf der Suche nach Identität, Sprache und dem eigenen Platz durch unerbittliche Verhältnisse, mal miteinander, mal gegeneinander. Beide sind ungeheuer starke Menschen auf dem Weg zu unerreichbaren Heimaten. Es ist ein Erinnern in tiefer Zuneigung und wütender Abrechnung.
Dinçer Güçyeter, geboren 1979 in Nettetal, erhielt für sein Romandebüt „Unser Deutschlandmärchen“ 2023 den Preis der Leipziger Buchmesse. Er verwebt darin Motive seiner eigenen Lebensgeschichte und der seiner Mutter, die in den 1960er Jahren als Gastarbeiterin aus der Türkei nach Deutschland kam. Regisseur Hakan Savaş Mican erzählt diese ungewöhnlich offene und berührende Familiengeschichte als lustvolle musikalische Reise, in der jede Generation ihre eigene Musik hat. Es sind zwei Leben voller Sehnsüchte, geplatzter Träume, Wut und Liebe. Die Uraufführung von Hakan Savaş Mican überzeugte Publikum wie Presse. „Ein ebenso witziges wie hoch emotionalisierendes Bühnenereignis“, urteilte etwa Elena Philipp für nachtkritik.de.
Die Inszenierung wurde zum 62. Berliner Theatertreffen 2025 eingeladen.
Dopo Il giorno più bello e La prima volta, il Teatro Stabile di Bolzano torna nelle Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della Città e della provincia di Bolzano con nuovi ricordi, esperienze ed emozioni, ispirati ad una domanda molto semplice e allo stesso tempo molto efficace: Quanto ti è costato?
Ogni conquista comporta una rinuncia. Ogni direzione presa implica la perdita di altre possibilità. In questo senso la vita non è un accumulo, ma una sottrazione: diventiamo ciò che siamo anche attraverso ciò che perdiamo.
Le interviste della giornalista del quotidiano Alto Adige Maddalena Ansaloni e le illustrazioni della vignettista Valentina Stecchi trasformano le storie dei residenti delle RSA in un racconto teatrale portato in scena da Giacomo Anderle e Alessio Kogoj della Compagnia I Teatri Soffiati.
Accompagna lo spettacolo anche un video che narra il progetto
Lo spettacolo, presentato nelle residenze di Bolzano e provincia è aperto a ingresso gratuito alla cittadinanza.
di I Teatri Soffiati dalle storie di Maddalena Ansaloni
con Giacomo Anderle e Alessio Kogoj
video Alessio Kogoj
costumi e oggetti di scena Piccola Bottega de I Teatri Soffiati
disegni Valentina Stecchi
produzione Teatro Stabile di Bolzano
in collaborazione con il quotidiano Alto Adige
Il racconto è ispirato alle parole raccolte nelle interviste curate da Maddalena Ansaloni presso alcune Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della città di Bolzano
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