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Compagnie Buffpapier (CH/F): Le petit Cabaret Grotesque - Veröffentlicht von martin_inside

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Event-Informationen

Unter tosendem Applaus haben sie den 1. Jurypreis des 15. Europäischen Kleinkunstwettbewerbs „Niederstätter surPrize 2016“ gewonnen. Ihr Programm schließt an die Tradition der Revue an und zeigt Figuren, wie sie an Skurrilität kaum zu überbieten sind. Sie sind die Antwort auf das moderne Showbiz mit seiner Rastlosigkeit und seiner Schnelllebigkeit. Hier wird von Anfang an klar: Diesem Trio ist die Liebe zum Detail und Zueinander wichtiger als alle großen Gesten der Effekthascherei.

Durch die Kunst der Verwirrung entdeckt die Compagnie Buffpapier eine neue Art, um dem Unsagbaren Ausdruck zu verleihen. Eine neue skurrile Welt eröffnet sich dem Publikum, in welcher Nebensächlichkeiten plötzlich an Zauber und Witz gewinnen. Franziska Hoby, Manuel Gmür und Stéphane Fratini sind die Regisseure ihrer Stücke und die Erfinder des Bühnenbilds. Sie kreieren einfache aber starke Bilder voller Humor, oft absurd und surreal, aber immer poetisch.

“Was das Cabaret Grotesque auf die Bühne bringt, ist dermaßen verzerrt und gleichzeitig liebenswert menschlich, dass Staunen und Mitleid, Lachen und Erschrecken Hand in Hand gehen können.» (Tagblatt SG)

Kontakte :

Datum und Uhrzeit des Events :

Es gibt Termine vom 01 Dez. 2017 bis 02 Dez. 2017

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  • coreografia, spazio e luci Virgilio Sieni danza e coreografia Jari Boldrini, Sofia Galvan, Maurizio Giunti, Chiara Montalbani, Andrea Palumbo, Valentina Squarzoni, Luca Tomaselli, Andrea Zinnato musica Roberto Cecchetto costumi Marysol Maria Gabriel direzione tecnica Marco Cassini una produzione Centro di Produzione della Danza Cango/Firenze / Centro di Rilevante Interesse Nazionale in collaborazione con AMAT & Civitanova Danza, Visavì Festival / Artisti Associati Gorizia con il sostegno di MiC Ministero della Cultura, Regione Toscana, Comune di Firenze, Fondazione CR Firenze durata: 70' Per questo spettacolo si prende in prestito la prima Lezione americana sulla leggerezza di Italo Calvino “Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio”, 1988. Così racconta la leggerezza Virgilio Sieni: “La leggerezza si declina nei momenti inappropriabili della scoperta, dell’annuncio ascoltato, rimbalzando silenziosamente dai momenti silenziosi. Il comico che incontra il vuoto, i cominciamenti delle fughe, le risonanze dei gesti frastagliati quale diritto all’alleanza. Attraverso le intuizioni di Calvino la danza si forma per slanci formalizzati in richiami di passaggio, attraversamenti sfuggenti, imprendibili: come un dialetto, una lingua viva che si nutre di tutte le cose della vita per inventarsi, insemprarsi, impararsi. Una danza che assume le sembianze dell’eco, risuonando di gesto in gesto e inventandosi su trame amorose, amichevoli se non malinconiche e nostalgiche. Per questo ci riferiamo al dialetto del gesto che si alimenta di messaggi materiali e immateriali, raggi luminosi e sospiri, quegli impulsi che sono gli spiriti del corpo. Personaggi e figure che hanno la volatilità e la luce del sogno. Ogni ingresso è un cominciamento casuale dove appare, opaca e sfocata, l’immagine malinconica dell’arlecchino ad introdurre ogni volta l’arrivo di messaggeri, animali, angeli, corpi gnomici, barcollanti, imprendibili”. Rassegna In Scena-Danza - 26/27 - Teatro Cristallo in collaborazione col Centro Servizi Culturali Santa Chiara

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