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Liebesspiel - Veröffentlicht von ale inside

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Event-Informationen

Drama von Lars Norén
Regie: Irmgard Lübke
Mit Roman Blumenschein, Magdalena Helmig, Christoph Kail, Marion Reiser, Lukas Spisser
A und B haben einen siebenjährigen Sohn. Der Mann möchte ein Haus kaufen und noch ein Kind bekommen, doch die Frau interessiert sich nicht mehr dafür. C und D wünschen sich ein Kind, doch es klappt nicht. Nach drei Behandlungen überlegen sie, ein Kind zu adoptieren. B und C haben eine Affäre. Die Beziehungen scheitern, die Zeitebenen verschieben sich. E tritt auf, er hat sich von seiner Frau getrennt, nachdem das Mädchen, das sie adoptiert hatten, verstorben ist. B wird schließlich schwanger von C und trifft eine Entscheidung.
Lars Norén nähert sich in „Liebesspiel“ alltäglichen Geschichten, nimmt den Figuren ihre Namen und reduziert ihre Sprache aufs Wesentliche. Die Themen sind allgegenwärtig und vertraut: Beziehungen, Kinderwunsch, Unfruchtbarkeit, Trennung. Noréns Blick auf die Menschen und ihre Schicksale ist psychologisch präzise und nüchtern. „Wie in einer Seifenoper – aber ohne den Seifenschaum, ohne die grellen Töne falscher Intimität. Nackt, aller unsinnigen Ausreden beraubt“, so die Tageszeitung Dagens Nyheter.
Lars Norén *1944 in Stockholm, begann als Lyriker und Romancier, ehe er 1973 sein erstes Theaterstück schrieb. Seither gilt er als einer der bedeutendsten und meistgespielten Dramatiker Skandinaviens. Für seine Stücke erhielt er zahlreiche Auszeichnungen. Er war Intendant in Stockholm, künstlerischer Leiter in Göteborg und arbeitet seit 1993 auch als Regisseur.
Irmgard Lübke studierte Germanistik und Kunstgeschichte in Frankfurt/Main. Seit 1998 arbeitet sie als freischaffende Regisseurin an zahlreichen Theatern von Salzburg über Innsbruck, Oldenburg, Graz, Bamberg, Paderborn bis St. Pölten mit Inszenierungen von Stücken u.a. von Georg Büchner, Arthur Miller, Edward Albee, Simon Stephens, Max Frisch, Peter Turrini und Thomas Bernhard.

Kontakte :

Datum und Uhrzeit des Events :

Es gibt Termine vom 07 Apr. 2016 bis 09 Apr. 2016

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  • durata: 70’ Era il 1949, la guerra si era conclusa da pochi anni, e Renata Viganò l’aveva attraversata da partigiana, incontrando sul suo cammino la figura dell’Agnese, una lavandaia di mezz’età, rude e inconsapevole, trascinata suo malgrado a combattere una guerra che non sentiva appartenerle. Per una serie di eventi che partono dalla deportazione del marito da parte dei tedeschi, l’Agnese entra con sempre maggiore consapevolezza e forza nella grande Storia, prendendo parte attiva a quella Resistenza fatta di donne e uomini, a cui dobbiamo non soltanto la Liberazione del ’45, ma anche un lascito che va a comporre parte dell’identità storica di questo Paese. Lo sguardo di Agnese, che mette a fuoco con sempre maggiore precisione gli eventi rivelando senza sconti tutta l’insensatezza e la crudeltà della guerra, diventa il nostro sguardo e la sua presa di consapevolezza diventa la nostra. A Renata Viganò va inoltre il merito di essere stata tra le prime a rivalutare il ruolo femminile nella Resistenza italiana, un ruolo che per lungo tempo non è stato riconosciuto. Dietro il personaggio di Agnese si cela non solo la lavandaia di mezza età rimasta sola con la sua gatta ma -per ammissione della stessa Viganò- si ritrovano le vite di tante partigiane incontrate in quei mesi di lotta. L’Agnese costituisce la sintesi di un’esperienza che ci regala il punto di vista delle donne partigiane, mettendo in risalto il contributo femminile alla lotta al Nazifascismo. - dal romanzo di Renata Viganò - a cura di Cinzia Spanò - musiche originali di Federica Furlani - con Cinzia Spanò e Federica Furlani - costumi Elena Rossi - organizzazione Elisa Binda - produzione Effimera Teatro - con il sostegno di Audrey Anpi Rassegna In Scena 25/26 - Teatro Cristallo in collaborazione con Teatro Stabile di Bolzano
  • Es gibt Termine vom 22 Jan. 2026 bis 25 Jan. 2026
    La gatta sul tetto che scotta è un’opera scritta nel 1955 dal grande drammaturgo statunitense Tennessee Williams, che con questo testo vinse il suo secondo Premio Pulitzer. Racconta la storia dei Pollitt, una ricca famiglia del Sud degli Stati Uniti che vive una profonda crisi di fronte all’imminente morte del padre, Big Daddy. La famiglia si è riunita nell’immensa proprietà terriera del patriarca per festeggiare il suo compleanno. In questo contesto emergono l’avidità e la debolezza dei figli, Gooper e Brick, e in particolare la situazione di quest’ultimo e di sua moglie Margaret. I due vivono un matrimonio senza intimità. Maggie è profondamente innamorata, ma Brick è distante: è da tempo un alcolizzato e non la degna di considerazione. Durante un conflitto con Brick, Maggie dice di sentirsi come “una gatta su un tetto che scotta”, decisa a non cadere giù: ha, infatti, conquistato con fatica una posizione sociale. Leonardo Lidi rilegge questo testo mettendo in luce il filo rosso che parte da Anton Čechov, passa da Tennessee Williams e si conclude con alcuni film di Woody Allen. «La società raccontata tramite la famiglia e le proprie contraddizioni, le tantissime, le tonnellate di storie d’amore, le battute che tornano e che si rincorrono tra un autore e l’altro» scrive il regista residente del Teatro Stabile di Torino. «Torno a Williams perché credo che sia l’autore più utile a comprendere l’importanza dell’analisi della società attraverso la lente famigliare. Williams utilizza il ridicolo per raccontare la tradizionale famiglia americana del Sud, la sua incapacità di avanzare, ferma in un ricordo, pronta a distruggere pulsioni sessuali “nocive” e a nascondere tutta la polvere della società occidentale sotto il tappeto». di Tennessee Williams traduzione Monica Capuani regia Leonardo Lidi con Valentina Picello, Fausto Cabra, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Giuliana Vigogna, Giordano Agrusta, Riccardo Micheletti, Greta Petronillo, Nicolò Tomassini scene e luci Nicolas Bovey costumi Aurora Damanti suono Claudio Tortorici assistente regia Alba Maria Porto produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, TSV - Teatro Nazionale La gatta sul tetto che scotta viene presentato per gentile concessione de la University of the South, Sewanee, Tennesee. durata: 105 minuti Spettacolo con luci stroboscopiche
  • Comp. Teat. “Fon Teatro” – Sovramonte BL Commedia brillante in dialetto – atto unico di Danilo De Santis Regia di Silvano Zeni Cesare e Antonio sono due fratelli in discordia, che si ritrovano a distanza di anni al funerale della loro madre, giorno anche delle nozze di Cesare. Cesare è sempre stato il figlio prediletto, e per onorare l’ultimo desiderio della loro madre sceglie suo fratello Antonio come testimone di nozze. Diventa pertanto l’occasione per rivedersi, ma i due ricominciano subito a litigare. Cesare per diventare proprietario della casa della madre deve sposarsi…Architetta quindi il matrimonio con Chiara, la sua sposa. Ma poi arriva Antonio che, essendo il fratello, reclama la sua proprietà del 50% tra litigi, battibecchi e colpi di scena. Ingresso € 8,00 | Ridotto ragazzi € 6,00 Acquisto alle prevendite o on-line o alla cassa giorno spettacolo.

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