In un paesino della provincia veronese, alle prime luci dell’alba di un giorno speciale, fervono i preparativi in casa Dal Bon: Marco, ufficiale degli Alpini di ritorno da una missione in Afghanistan, sta per sposarsi.
Ma non tutti sembrano felici quanto lui. Mamma Catia non riesce proprio a digerire l’idea della nuova parentela e sfoga il suo malumore con il marito Bruno, Tenente in pensione, anch’egli degli Alpini.
Tra abiti da stirare e tensioni familiari, l’arrivo del vulcanico parrucchiere Vanni e dell’incontenibile estetista Mery non fa che aumentare il caos. La chiesa è pronta, il ristorante attende 120 invitati. Tutto sembra filare liscio... finché un colpo alla porta non stravolge ogni piano. Una commedia brillante dove l’amore, i fraintendimenti e le sorprese bussano — letteralmente — alla porta.
Compagnia Teatrale Castelrotto (Verona)
di Gianni Clementi
regia di Alex Micheletto
commedia in dialetto veneto
Die Comedians und Musiker der Gruppe CABABOZ präsentieren eine Revue aus Witzen, Liedern und bissigem Sarkasmus. Mal Solo, mal gemeinsam, spontan oder präzise einstudiert.
Mit scharfem Humor und viel Spielfreude nehmen sie das Publikum mit auf eine unterhaltsame Reise durch die Absurditäten des Alltags. Nichts wird beschönigt, kein Thema wird ausgespart - aber durch befreiendes Lachen erträglich gemacht!
durata: 70'
Cosa accade quando ci specchiamo? Possiamo davvero distinguere tra ciò che vediamo e ciò che desideriamo vedere?
Ispirato al mito di Narciso, questo balletto ne rilegge la leggenda attraverso la figura della sorella gemella, evocata da Pausania, come chiave di un viaggio emozionale e psicologico tra identità, desiderio e memoria. Due anime interconnesse, unite da un legame profondo ma segnato dalla dissonanza: lei lo respinge, lui cerca la sua via. Nei riflessi dell’acqua e nei frammenti di memoria, emergono i loro sogni, le paure, l’eco di un amore idealizzato e irraggiungibile. La gemella si allontana, diventa evanescente, mentre Narciso — sospeso tra visione e realtà — giunge al superamento del legame e alla scoperta di sé. Un viaggio nell’interiorità umana, dove immagine, perdita e desiderio si intrecciano. Alla fine, lo specchio non riflette più l’altro, ma restituisce un sé trasformato. Un’ode visiva e musicale alla complessità dell’amore, alla ricerca dell’identità e alla forza della rinascita interiore.
danzatori Silvia Azzoni, Oleksandr Ryabko
pianoforte Michal Bihalk
coreografi Kristina Paulin, Marc Jubete, Thiago Bordin
In Scena - Danza - Teatro Cristallo in collaborazione con il Centro Servizi Culturali Santa Chiara
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