TRANSART26 | Credere alle maschere - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Romeo Castellucci

Romeo Castellucci torna a Transart con Credere alle maschere, creazione presentata in prima assoluta a FOG – Performing Arts di Triennale Milano. Un’esperienza immersiva, priva di parola, che convoca un alfabeto di immagini, silenzi e maschere, chiamando in causa la responsabilità dello sguardo.

Una stanza vuota, asettica. All’ingresso, cinquanta maschere che generano la sospensione della propria identità e l’adesione a una comunità temporanea di volti senza nome. In questo anonimato condiviso, chi guarda è a sua volta guardato, in un silenzio carico di tensione. Al centro, una sedia isolata, evocazione muta di violenza e potere, concentra lo sguardo: è un oggetto che racchiude una lunga storia tra arte e morte. La finzione teatrale si incrina e, con essa, la rassicurante separazione tra scena e pubblico. Presentata alla Triennale Milano, Credere alle Maschere conferma la radicalità di Romeo Castellucci, figura centrale del teatro contemporaneo europeo. Un’esperienza che sottrae ogni rifugio, chiamando chi partecipa a confrontarsi con la responsabilità del proprio sguardo.

Consigliato a partire dai 14 anni di età.

Contatti :

Date e orari evento :

Note sugli orari :

La performance sarà presentata in quattro repliche, con inizio alle ore 18:00, 19:00, 20:00, 21:00.
4 Wiederholungen
18:00, 19:00, 20:00, 21:00

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  • L'evento si tiene dal 08 Gen 2027 al 23 Gen 2027
    von Rhea Leman Übersetzung aus dem Englischen von Henning Bochert Mit Sabine Ladurner, Max G. Fischnaller und Stefan Marcello Regie: Christina Khuen Bühne und Kostüme: Andrea Kerner Licht und Technik: Julian Geier Bühnenbau: Robert Reinstadler Wir treffen Hannah Arendt 1975, sechs Monate vor ihrem Tod, in einem Hotelzimmer in Kopenhagen. In wenigen Stunden soll ihr der dänische Sonning-Preis für ihre Beiträge zur europäischen Kultur verliehen werden. Doch bei der Vorbereitung ihrer Rede scheint die Zeit zu zerfallen. Ist es ihr eigenes Denken, das sie in die Vergangenheit führt – oder ist ihr bereits 1970 verstorbener Ehemann Heinrich Blücher von den Toten zurückgekehrt, um mit ihr zu philosophieren? Wir begleiten eine der scharfsinnigsten und provokantesten Denkerinnen des 20. Jahrhunderts auf eine Reise durch Erinnerungen: vom aufkommenden Faschismus in Deutschland über ihre Flucht und das Exil bis nach New York. Wir erleben Liebe, Staatenlosigkeit und Arendts Suche nach einer geistigen Heimat. Dann Jerusalem 1961: der Eichmann-Prozess und die Theorie von der „Banalität des Bösen“, die einen der größten Intellektuellen-Skandale ihrer Zeit auslöste. Mit ihrem bereits in Dänemark umjubelten, fiktiven Drama imaginiert Rhea Leman Arendts Gefühls- und Gedankenwelt und wagt dabei den Schritt ins Fantastisch-Absurde. Frei nach Arendts Prinzip des „Denkens ohne Geländer“ entsteht ein anregender und überraschender Theaterabend zwischen Biografie, Erinnerung und Gegenwart.

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