Badke(remix)
Tra festa e resistenza, un’esplosione di energia collettiva che attraversa la tradizione per reinventarla nel presente: un lavoro che intreccia radici e contemporaneità in un gesto vitale e politico. Creato originariamente per la compagnia les ballets C de la B per un gruppo di danzatori palestinesi, Badke ha conquistato il pubblico internazionale tra il 2013 e il 2016. Oggi rinasce come Badke(remix) sotto la guida artistica di Amir Sabra e Ata Khatab, in un processo di riappropriazione culturale e politica.
Il titolo gioca con la parola “dabke”, danza popolare palestinese da cui tutto ha origine. A partire da questa tradizione, gli interpreti – provenienti da percorsi che spaziano dalla danza contemporanea all’hip hop, dalla capoeira al circo – costruiscono un linguaggio ibrido e in continua evoluzione. Non si tratta di recuperare un’autenticità perduta, ma di interrogare la tradizione: quanto può trasformarsi senza perdere la propria identità?
Attraverso una forma festosa e travolgente, il lavoro lascia emergere in filigrana il contesto politico da cui nasce. La realtà contemporanea attraversa la scena senza essere mai esplicitamente raccontata, ma resta presente, come una tensione sotterranea.
Tra energia collettiva e urgenza espressiva, il movimento diventa spazio di resistenza e affermazione, un gesto condiviso che tiene viva la speranza di immaginare e costruire un’alternativa possibile.
Danses Vagabondes
Un assolo magnetico e potente: Louise Lecavalier trascina il pubblico in un viaggio fisico e visionario, dove la danza diventa energia pura, libertà e trasformazione. Uno schermo grigio diventa bianco. Lo spettacolo ha inizio. Una figura appare: il corpo è teso, attraversato da un’energia febbrile, in un rituale che è insieme invocazione e vertigine. Da qui si apre un viaggio nel movimento, nel tempo e nella memoria, dove il corpo si fa archivio vivo di emozioni, tracce e tensioni.
Icona della scena contemporanea, Louise Lecavalier attraversa il palco guidata da un desiderio profondo di libertà. Non segue regole, se non quelle che emergono dal suo stesso movimento. Questa tensione si traduce in un’energia luminosa, in continua trasformazione, capace di coinvolgere lo spettatore in modo diretto e quasi ipnotico. Si crea così uno spazio condiviso, in cui i percorsi interiori di chi guarda entrano in risonanza con quelli della performer.
Ispirato a Écrits Vagabonds di Carlo Rovelli, lo spettacolo intreccia frammenti del passato con nuove spinte creative. Ogni gesto nasce dall’incontro tra istinto e precisione, tra abbandono e controllo. La danza diventa ricerca, attraversamento, scoperta. Nel silenzio e nel suono, Lecavalier si muove come una forza viva, dando forma a storie che non chiedono di essere spiegate, ma semplicemente vissute.
nach Johann Nestroy, bearbeitet von Elke Hartmann
Zur Handlung
Johann Nepomuk Nestroys wortgewandte Posse ist auf lustvolle Weise, mit subversivem Witz vielschichtige Sozialkritik, die sich nicht einseitig gegen eine Klasse richtet. Vielmehr zeigt er eine Gesellschaft, in der Reiche wie Arme gleichermaßen unzufrieden sind – allerdings aus unterschiedlichen, doch miteinander verknüpften Gründen.
Der wohlhabende Herr von Lips verkörpert den Überdruss des Besitzenden: materiell abgesichert, leidet er an Sinnleere, Langeweile und emotionaler Abstumpfung, Depression. Reichtum erscheint nicht als Lösung, sondern als Ursache existenzieller Leere. Dem gegenüber stehen die ärmeren Figuren, die von ökonomischem Druck, Abhängigkeit und sozialer Unsicherheit geprägt sind. Ihre Not entspringt nicht dem Zuviel, sondern dem Zuwenig.
So entlarvt das Stück eine Gesellschaftsordnung, in der Reiche wie Arme gleichermaßen frustriert und unglücklich sind.
Regie: Elke Hartmann
Auf der Bühne: René Dalla Costa, Patrizia Pfeifer, Viktoria Obermarzoner, Roland Selva, Werner Hohenegger, Maria Theresia Fata, Cornelia Brugger, Josef Niederstätter
Bühnenbild: Sara Burchia
Kostüme: Andrea Kerner
Musik: Markus Mac Maya
Lichtdesign: Julian Marmsoler
Technik: Hannes Tammerle
Maske: Brigitte Novak, Catja Monteleoni
Regieassistenz: Theresa Prey
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