ASFALTART A SCENA - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

20° edizione del festival internazionale degli artisti di strada “Asfaltart“
Dal 12 al 14 giugno 2026, Merano si trasformerà in un palcoscenico per affascinanti artisti provenienti da tutto il mondo. Il Festival Internazionale degli Artisti di Strada porterà magia, musica, acrobazie e tanto intrattenimento in città, offrendo un'esperienza unica all'aria aperta.

L'evento inaugurale si terrà il 11 giugno a Scena, dove i visitatori potranno già assistere alle prime straordinarie esibizioni.

Artisti partecipanti:

Opus Furore - Fuoco, acciaio e cult!
Una perfetta padronanza del corpo, associata a humour e a un pizzico di autoironia è la ricetta di successo di questo duo tanto apprezzato.
Mike & Mike dimostrano sempre quanto siano sfaccettati e versatili i loro spettacoli.

Brunitus
Il diablo, un'invenzione millenaria di origine cinese, veniva usato per scacciare gli spiriti maligni. Brunitus lo recupera per generare un viaggio attraverso i sentimenti. I diabli girano, volano e si intrecciano come le storie. Gùshi significa storie in cinese ed è una fiaba circense, poetica e intensa. Uno spettacolo per tutti, dove le loro storie diventano emozioni condivise, il circo un linguaggio, i diabli un libro aperto.

Billy Kidd
Billy Kidd è una delle rare illusioniste di strada che oggigiorno si esibisce in tutto il mondo. Il suo stile di performance unico e la sua straordinaria abilità nella magia incanteranno tutto il pubblico. La vedrete trasformare la carta in denaro, far sgorgare acqua dal volto di un uomo, leggere i pensieri dalle carte da gioco ed esibirsi nel suo caratteristico numero comico di evasione.

Latin Duo
Dal mix di usi e costumi argentini e peruviani è nato uno spettacolo di circo e di musica dal vivo. La sua condizione principale? La complicità con il pubblico.
Questo duo funziona come un cocktail, giocoleria casuale con un pizzico di girl band intrisa di commedia piccante e condita con momenti inaspettati. Non c'è altro modo per descrivere questo incontro.

Contatti :

Il prossimo evento si terrà tra :

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Date e orari evento :

  • Gio 11 Giugno, 202620:00-23:00 |

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  • Markus Schönholzer (CH) Schweizer Preisträger Salzburger Stier 2026 Markus Schönholzer bringt das Leben auf den Punkt – klug, humorvoll und tief berührend. In seinem aktuellen Programm «Die Schönholzers» besingt er Mutterliebe, väterliche Erwartungen und die kleinen Tragikomödien des Alltags. Seine Lieder berühren, ohne sentimental zu sein, sie sind klug und voller Blödeleien, sind überspitzt und überdreht und doch so nah dran am Alltag, am Leben. Der in Amerika geborene und in der Schweiz aufgewachsene Musiker und Kabarettist schreibt Hits – für eigene Programme ebenso wie für Musicals («Die Schweizermacher», «Coco – das Transgender-Musical», «Gotthelf») und Künstler*innen wie Ursus & Nadeschkin, Judith Bach oder Anet Corti. Für den Salzburger Stier hat Markus Schönholzer vier seiner Mundartlieder ins Hochdeutsche übersetzt – damit auch jenseits des Röstigrabens alle mitsingen können. Weil seine Texte witzig, weise und wunderbar menschlich sind, wird Markus Schönholzer 2026 mit dem Salzburger Stier ausgezeichnet. Sonja Pikart (A) Österreichische Preisträgerin Salzburger Stier 2026 Die gebürtige Deutsche und Wahlwienerin Sonja Pikart ist vieles: Schauspielerin, Kabarettistin, Biologin im früheren Leben – und vor allem eine scharfsinnige Beobachterin menschlicher (und unmenschlicher) Eigenheiten. Nach einem Studium der Humanbiologie zieht sie nach Wien, studiert Schauspiel und entdeckt bald ihre Liebe zum Kabarett. Mit ihrem Debüt «Gluten Abend!» startet sie 2015 durch, gewinnt den Neulingsnagel und etabliert sich als vielseitige Bühnenkünstlerin mit Hirn, Herz und Haltung. In ihren Programmen verbindet Sonja Pikart klugen Witz mit philosophischer Tiefe. Ihr aktuelles Solo «Halb Mensch» – ausgezeichnet mit dem Österreichischen Kabarettpreis 2024 – führt das Publikum in eine Zukunft, in der KIs die Weltherrschaft übernommen haben. Dystopie trifft Disco, Science-Fiction trifft Selbstironie. Pikart stellt die grossen Fragen: Was macht uns menschlich? Sind wir ersetzbar – oder gerade in unserer Unvollkommenheit einzigartig? Dabei bleibt sie immer charmant, blitzgescheit und verdammt lustig. Bodo Wartke (D) Deutscher Preisträger Salzburger Stier 2026 Reimkultur mit Hirn, Herz und Humor. Besuchte Antigone Barbaras Rhabarberbar? Waren falsche Pferde in der Arche? Man weiß es nicht – aber im Kosmos von Bodo Wartke ist alles möglich. Der 1977 geborene Chansonnier, Pianist und Schauspieler verbindet virtuoses Klavierspiel mit messerscharfen Reimen, Sprachwitz und musikalischer Raffinesse. Seit fast 30 Jahren begeistert er mit seinen Programmen «in Reimkultur» – mal verspielt, mal politisch, immer charmant. Wartke dichtet, singt und spielt sich durch Liebeslieder, Alltagsgrotesken und antike Tragödien – seine modernen Bühnenfassungen von «König Ödipus» und «Antigone» sind längst Kult. Jüngst widmet er sich den Zungenbrechern: Über 50 davon hat er bereits veröffentlicht. Sein Reim-Feuerwerk „Barbaras Rhabarberbar“ ist längst zum Kulthit rund um den Erdball geworden und 2025 erschien sogar sein Buch voller verdrehter Wortakrobatik. Ein Künstler, der beweist: Sprachwitz kann sowohl Kopf als auch Herz zum Klingen bringen.
  • Si tratta di una creazione teatrale a partire da Il Paese dove non si muore mai di Italo Calvino, uno spettacolo delle Albe in collaborazione con il Teatro Caverna del Senegal. “Ti stavo aspettando: in questo posto potrai fare tutto quello che vuoi. Qui niente è proibito, tutto dura per sempre e ogni divertimento è garantito ogni giorno, ogni giorno, ogni giorno, perché questo è il Paese dove non si muore mai.” L'OPERA Si tratta di una creazione teatrale a partire da Il Paese dove non si muore mai di Italo Calvino, uno spettacolo nel solco del meticciato teatrale delle Albe, radice poetica della compagnia sin dalla fine degli anni '80 creato grazie alla collaborazione con il Teatro Caverna che tra il 2012 e il 2014 ha lavorato al fianco di Mandiaye N'Diaye per la creazione di Opera Lamb. Nella contaminazione afro-italiana, la storia si sviluppa attraverso la figura di una giovane "tubab" (termine senegalese per indicare "i bianchi") che rifiutandosi di accettare la morte decide di intraprendere un viaggio verso li paese che dà il titolo alla fiaba. Nel viaggio la giovane incontra insoliti saggi che tra momenti di ilarità ed altri di malinconica poesia, le propongono alternative di longevità. Questi saggi vengono da "un altro mondo", che è l'Africa, ma anche l'Altrove perché, come ogni fiaba che si rispetti, si svolge nel tempo del sogno, che è ponte tra mondo e storie. Perché la paura che ci accomuna tutti è una sola: quella che spesso non riusciamo neanche a nominare. Il Paese dove non si muore mai, debutta dopo l’ottima accoglienza del precedente spettacolo Thioro. Un cappuccetto rosso senegalese, 500 repliche in Italia, vincitore del premio Eolo awards 2019/miglior progetto produttivo. Una coproduzione Albe/Ravenna Teatro - Teatro Caverna - Ker Theatre Mandiaye N’Diaye realizzato grazie a una residenza artistica Olinda/TeatroLaCucina e con il sostegno di Bergamo Brescia 2023 Capitale Italiana della Cultura e dell’Istituto Italiano di Cultura di Dakar. CREDITI con Alice Cottifogli, Fallou Diop, Adama Gueye, Moussa N’Diaye voce registrata Laura Redaelli regia Alessandro Argnani, Damiano Grasselli aiuto regia Viviana Magoni musiche Christian Ravaglioli costumi Roberto Magnani intervento artistico su costume di scena Lucia Bubilda Nanni scenografie Antonio Barbadoro luci Luca Pagliano squadra tecnica Alessandro Pippo Bonoli, Gilberto Bonzi, Fabio Ceroni, Enrico Isola, Lorenzo Parisi, Filippo Ianiero, Paolo Baldini, Fagio coproduzione Albe/Ravenna Teatro - Teatro Caverna - Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye realizzato grazie a una residenza artistica Olinda/TeatroLaCucina con il sostegno di Bergamo Brescia 2023 Capitale Italiana della Cultura e dell’Istituto Italiano di Cultura di Dakar
  • L'evento si tiene dal 09 Mag 2026 al 15 Mag 2026
    In einem Wechsel aus Bewegung, Sprache und Stille entsteht eine dichte Atmosphäre, in der Nähe und Distanz, Kontrolle und Kontrollverlust spürbar werden. Inhaltlich knüpft das Stück, bei welchem sich das Publikum in der Mitte befindet, direkt an das Festivalthema „Topographie des Fühlens“ an. Gefühle werden dabei nicht als individuelle, innere Zustände verstanden, sondern als etwas, das im Zwischenraum entsteht – zwischen Körpern, Blicken, Bewegungen und sozialen Konstellationen.

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