Claudia Corrent – All’ombra simile o a un sogno - Pubblicato da martin_inside

0
×

Attenzione

Questo evento è terminato, rimani connesso per nuovi eventi

Informazioni evento

A fuoco, fuori luce

L’alternarsi del giorno alla notte, l’aprirsi e il chiudersi delle palpebre. L’affiorare di dettagli altrimenti invisibili, la ricerca dell’ombra per gioire di un po’ di frescura nascondendosi al sole. L’instancabile dinamismo degli esseri viventi. La si consideri dal punto di vista che si preferisce, ma quell’onda elettromagnetica che corre velocissima nel vuoto rende continuamente manifesto il suo imprescindibile ruolo in avvicendamenti, variazioni, movimenti. La luce è ritmo. Possiamo riconoscerlo nelle dinamiche della natura e rilevarlo con taluni artifici, in particolare con la fotografia. Un andamento ben noto alla fotografa Claudia Corrent che con il progetto All’ombra simile o a un sogno si è cimentata nell’impresa di riuscire a rendere visibile quel ritmo lasciandosi ispirare da un passo dell’Odissea in cui Ulisse, sceso nell’Ade, incontra l’ombra della madre e prova per tre volte ad abbracciarla ma senza successo poiché lei è ormai eterea.

A interessare Corrent è tanto l’irregolarità di quella presenza quanto l’immediato rinvio alla dimensione onirica, tipicamente intangibile seppure intensa ma non necessariamente nitida; spesso, infatti, dei sogni si rimembrano frammenti lontani e sfocati, se non persino la completa assenza di qualsiasi dettaglio. Dunque, come porsi rispetto a quel ritmo? La risposta Corrent non la dà, ma lascia che si possa riconoscere una condizione decisiva che contraddistingue le sue fotografie: più siamo inclini a dire si tratti di ombre, più dovremo ammettere che comunque qualcosa lo stiamo vedendo. Ed ecco il punto che Corrent ci invita a considerare: va così poiché non possiamo discorrere solo del buio, bensì altrettanto della luce.

Vi è qualcosa di specifico che, per sua natura, una fotografia rende visibile: lo spazio circoscritto entro il quale è resa manifesta la traccia di un certo rapporto con la luce. Niente di così elementare. Se, infatti, prestiamo la dovuta attenzione riconosceremo che la stessa possibilità di apprezzare o criticare ciò che viene mostrato si basa necessariamente su quel rapporto, poiché la luce è imprescindibile tanto per mostrare quanto per vedere ciò che una fotografia ritrae o raffigura. La luce ne è all’origine e sarà poi nuovamente cruciale per i diversi modi di esercitare gli sguardi. Oltre a questo doppio ruolo la luce ne ha poi anche un altro, legato in profondità alla instabilità ontologica che caratterizza le immagini. Quest’ultima si deve a una condizione che conosciamo bene: le immagini sono di qualcosa ma anche per uno sguardo. In altri termini, nel momento in cui ci chiediamo che cosa sono le immagini ci ritroviamo a fare i conti con il loro ricorrente oscillare tra quelle che possiamo chiamare due ‘dimensioni’, una oggettiva (l’immagine è nel mondo) e una soggettiva (l’immagine è nella mente). Proprio in questo terzo ambito, nel quale la luce diviene il punto critico della ordinaria instabilità dell’immagine fotografica, si palesa la questione che Corrent sta affrontando da tempo, quella della sua essenza.

Che quello con la luce sia un rapporto di un certo tipo significa che essa è determinante per la differenziazione dei gradi di visibilità di ciò che una fotografia mostra. Un gruppo di persone sedute, forse ritratte in un interno; una casa in un bosco; un serpente; un pulcino appena uscito dall’uovo; una farfalla; il dettaglio in primissimo piano di un occhio. ‘Che cosa stiamo vedendo?’ Ecco, questa non è la domanda giusta: più corretto sarebbe invece chiedersi ‘Come lo stiamo vedendo?’ Ebbene, potremmo rispondere riconoscendo che ciascuna fotografia ci mostra quei soggetti in modo tale da farci continuamente scoprire la luce in quanto ritmo: nelle intermittenze delle presenze, negli intervalli tra tangibile e intangibile. Naturalmente, si dirà che davanti a noi non c’è nessun pulcino e neppure la casa o la farfalla. Corretto. Ma vi è la loro immagine, ossia il frutto del lavoro che Corrent ha svolto per renderla visibile pur costringendone la visibilità.

Queste sue immagini sono a fuoco ma, potremmo dire, ‘fuori luce’. È così che Corrent riesce a restituire la luce come ritmo. Ma, si noti, non si tratta di una mera soluzione tecnica. Un notevole investimento di luce determina che l’immagine sia sovraesposta, mentre un investimento minimo o nullo che essa sia sottoesposta. Piuttosto che ridurlo a frutto dell’espediente tecnico, Corrent riesce a convertire quel divario, tra ciò che vi è nel perimetro della fotografia e la luce che siamo pronti a dire non vi sia, rendendolo direttamente la imprescindibile condizione di possibilità per le sue opere.

Che cosa significa questo? Consideriamo tre sue fotografie, ossia quelle che in ordine ritraggono una finestra aperta, due donne in altalena, un dente tenuto da due dita. L’ordine non è casuale poiché ciascuna attesta che il grado di visibilità cambia in stretto rapporto alla possibilità di lavorare sul bilanciamento tra messa a fuoco (offrire qualcosa di visibile entro la cornice della fotografia) e differenziazione della riconoscibilità attraverso il fuori luce. Infatti, la finestra è visibile sulla base del contrasto tra la luce del cielo e il buio della stanza; più difficile distinguere le due donne che si confondono nella radura, complice anche il taglio verticale dell’immagine; a mala pena riusciamo a riconoscere il dente e le due dita. Per Corrent riuscire ad attuare il fuori luce significa modulare la presenza della luce per modellare la resa dell’immagine. Abbiamo bisogno di luce (esterna alla fotografia) per riconoscere, per esempio, quell’automobile che va in fiamme in un’altra delle sue fotografie. Al palesarsi della luce (interna alla fotografia) rileviamo il ritmo e ciò accade anche se passiamo da una immagine all’altra (la serie e i diversi modi di esporle sono certamente di aiuto). Ma se, da una parte, proprio la luce determina che qualcosa possa sempre sfuggire, dall’altra, fa sì che lo sguardo sia catturato per riuscire a scoprire in una immagine qualcosa nonostante Corrent lo mostri al limite della visibilità.

Contatti :

Date e orari evento :

Potrebbe interessarti anche :

  • L'evento si tiene dal 11 Feb 2026 al 25 Nov 2026
    11.02.26 – 25.11.26 Deutsch – English – Español – Français – Italiano Dove? Alla biblioteca don bosco di Laives. Quando? Due mercoledì al mese. Le date esatte sono le seguenti: 11 e 25 febbraio, 11 e 25 marzo, 15 e 29 aprile, 13 e 27 maggio, 10 e 24 giugno, 15 e 29 luglio, 12 e 26 agosto, 16 e 30 settembre, 14 e 28 ottobre, 11 e 25 novembre. L’orario è sempre lo stesso: dalle 20:30 alle 21:30. Come funziona? In biblioteca troverai una moderatrice o un moderatore per ogni tavolo, cioè per ogni lingua. In base alla lingua in cui vuoi esercitarti, scegli il tavolo, siediti e…inizia a chiacchierare! Parlerai con la moderatrice o il moderatore e con le altre persone come te sedute a quel tavolo. Se ti stanchi, puoi tranquillamente andare via o cambiare tavolo. In generale, è consigliato avere le conoscenze di base della lingua scelta per poter seguire la conversazione e partecipare attivamente. Quali lingue si parlano? Troverai tavoli per il francese, l’inglese, l’italiano, lo spagnolo e il tedesco. Se c’è qualche altra lingua che ti interessa particolarmente e che vorresti approfondire, puoi segnalarcelo agli incontri o scrivendoci una e-mail. Bisogna prenotarsi? È a pagamento? No, il Caffè delle lingue è gratuito e si può partecipare liberamente. Hai qualche domanda? Scrivici a info@laivescultura.it! Il Caffè delle lingue è un progetto del Comitato per l’Educazione permanete in lingua italiana del Comune di Laives, realizzato in collaborazione con la biblioteca don bosco di Laives. Con il sostegno del Comune di Laives e della Ripartizione Cultura Italiana della provincia Autonoma di Bolzano.
  • L'evento si tiene dal 16 Mag 2026 al 17 Mag 2026
    Am 16. und 17. Mai 2026 lädt der Südtiroler Theaterverband in die Messe Bozen zum großen Theaterfestival „Akt 75“ ein. Anlass ist das 75-jährige Bestehen des Verbandes, das mit einem bunten, generationsübergreifenden Fest der Theaterkunst gefeiert wird. Unter dem Motto „Viele Stimmen aller Generationen in einem Akt“ kommen Theatergruppen aus ganz Südtirol zusammen, um ihre Arbeit, ihre Kreativität und ihre Leidenschaft für das Theater zu präsentieren. Theater für alle Generationen Über 40 von insgesamt 216 Mitgliedsbühnen des STV zeigen am Festivalwochenende ihr Talent und präsentieren ein breites Spektrum an Theaterproduktionen – poetisch, lustig, spannend, skurril oder dramatisch. - Vier Bühnen laufen zeitversetzt: Während zwei Bühnen spielen, bauen die anderen auf oder ab. - Dauer der Aufführungen: 30–60 Minuten plus 15 Minuten für Aufbau und Abbau. - Formate: Ausschnitte aus Stücken, einzelne Akte oder „Best-Off“-Präsentationen. - Präsentiert wird Erwachsenentheater, Kinder- und Jugendtheater, Seniorentheater, Inklusives Theater und Puppentheater. - Ziel ist ein festliches Miteinander aller Generationen und Theaterformen und ein sichtbares Signal für die Lebendigkeit der Südtiroler Theaterlandschaft. Festakt & Musikprogramm Der Jubiläumsanlass wird auch musikalisch und feierlich begangen: - Samstag, 16. Mai, 20 - 21.30 Uhr: Festakt „75 Jahre STV“ mit Moderation von Christine Rabanser (Radio Tirol). Danach sorgt die Partyband „The Snoops“ für ausgelassene Stimmung von 22:00 bis 01:00 Uhr. - Sonntag: Auftritt der bekannten Folkgruppe Titlà aus dem Pustertal von 12:00 bis 14:00 Uhr. Kulinarik Für ein kulinarisches Erlebnis ist gesorgt: - Food-Trucks mit Südtiroler Schmankerln, Pizza, asiatischen Spezialitäten und BBQ-Klassikern. - Kuchentheke für süße Momente. - Am 16. Mai Mitternacht: klassischer 24-Uhr-Snack. Jubiläumsmuseum Zum 75-jährigen Bestehen kuratiert der STV ein Museum zur Geschichte des Südtiroler Theaters, das die Vielfalt, Kreativität und Tradition des Amateurtheaters erlebbar macht: - Lebendiger Erinnerungsraum mit Fotos, Plakaten, Programmen, Eintrittskarten, Requisiten und Kostümen. - Gestaltung durch Sieglinde Michaeler und Walter Granuzzo, die die Theatergeschichte stilvoll und zeitgemäß präsentieren. - Eine Filmdokumentation über 75 Jahre STV wird während des Festivals gezeigt und später auf Rai Südtirol ausgestrahlt. - Eine Festschrift beleuchtet die Geschichte des Verbandes und die Vielfalt der Theaterlandschaft. Rahmenprogramm für Kinder & Jugendliche Auch die jungen Besucher*innen kommen nicht zu kurz: - Schminken unter Leitung von Veronika Fliri. - Kostümwerkstatt - Leseecke - Kooperation mit Kinder- und Jugendtheatergruppen sorgt für spielerische, kreative Erfahrungen. - Zudem gibt es Aufführungen von Kinder- und Jugendgruppen an beiden Tagen. Preise & Tickets - Tagesticket: 15€ (Samstag ab 19.00 Uhr 10€) - Festivalticket für beide Tage: 20€ - Kinder bis 14 Jahren haben freien Eintritt - STV-Mitglieder: kostenloser Eintritt nach Anmeldung - Ticketverkauf vor Ort - Einlass Samstag: ab 09:00 Uhr bis 01:00 Uhr, Sonntag 09:00 Uhr bis 18:00 Uhr Das Festival richtet sich an alle Theaterinteressierten, von jung bis alt, von erfahrenen Spieler*innen bis zu neugierigen Besucher*innen. Die Botschaft von „Akt 75“ „Akt 75“ ist ein lebendiges Jubiläumsfestival, das die Theaterszene in Südtirol feiert und zugleich die Mitgliedsbühnen und ihr langjähriges Engagement würdigt. Es lädt Besucher*innen jeden Alters dazu ein, Theater zu sehen, zu hören und gemeinsam zu feiern. Mit vier Bühnen, einem Museum, kreativen Workshops, vielfältigem kulinarischem Angebot und einem abwechslungsreichen Musikprogramm wird das Festival zu einem unvergesslichen Erlebnis für alle Generationen. Das genaue Programm mit allen Spielzeiten und Aufführungen wird noch bekannt gegeben.
  • Welche Bücher der Saison sind besonders lesenswert? Sechs Antworten auf diese Frage gibt‘s bei „Vielseitig“. Dieses Mal haben Moderator Christoph Pichler und Monika Obrist von der Sprachstelle im Südtiroler Kulturinstitut Karin Dalla Torre als Gast zur Diskussionsrunde ins „Bücher-Foyer“ im Bozner Waltherhaus eingeladen. Bevor sie als Landeskonservatorin die Direktion des Landesdenkmalamtes übernahm, leitete sie die Dokumentationsstelle für neuere Südtiroler Literatur und war Ressortdirektorin für Denkmalpflege, Bildungsförderung, deutsche Kultur und Museen. Bücher sind stets eine ihrer Leidenschaften geblieben. Gemeinsam diskutieren Karin Dalla Torre, Christoph Pichler und Monika Obrist über drei neue Bücher und stellen zusätzlich jeweils ein weiteres Buch als persönlichen Lesetipp vor. Theo Hendrich, bekannt als Moderator und Sprecher bei Rai Südtirol, liest kurze Passagen aus jenen drei Büchern vor, über die vielleicht einstimmig lobend, vielleicht aber auch reichlich kontrovers diskutiert wird. Es diskutieren: Karin Dalla Torre, Landeskonservatorin, Germanistin Christoph Pichler, Moderator Monika Obrist, Sprachstelle im Südtiroler Kulturinstitut Es liest: Theo Hendrich Zeit: Donnerstag, 30. April 2026, 18 Uhr Ort: Bozen, Waltherhaus, Schlernstraße 1, Oberes Foyer Eintritt frei Eine Veranstaltung der Sprachstelle im Südtiroler Kulturinstitut

Inserisci i tuoi eventi sul primo e più amato calendario di eventi dell'Alto Adige!

HAI GIÀ UN ACCOUNT?

ACCEDI

NON HAI ANCORA UN ACCOUNT?

Non perderti i migliori eventi in Alto Adige!

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER SETTIMANALE

Vuoi vedere i tuoi eventi pubblicati sul nostro magazine?

RICEVI UN AVVISO AL MESE PER LA CHIUSURA REDAZIONALE

Vuoi promuovere i tuoi eventi o la tua attività? Siamo il tuo partner ideale e possiamo proporti soluzioni e pacchetti su misura per tutte le tue esigenze.

VAI ALLA SEZIONE PUBBLICITÀ

CONTATTACI DIRETTAMENTE

INSIDE EVENTS & CULTURE

Magazine mensile gratuito di cultura, eventi e manifestazioni in Alto Adige-Südtirol, Trentino e Tirolo.
Testata iscritta al registro stampe del Tribunale di Bolzano al n. 25/2002 del 09.12.2002 | Iscrizione al R.O.C. al n. 12.446.
Editore: InSide Società Cooperativa Sociale ETS | Via Louis Braille, 4 | 39100 Bolzano | 0471 052121 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..