TO BE A MAN – Erich Hörtnagl - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Alle ore 20:00 Discussione in occasione del vernissage con presentazione del libro TO BE A MAN del fotografo e regista svedese-austriaco Erich Hörtnagl.
Alois Schöpf (epilogo) si confronta con Peter Demetz e l'artista fotografico Erich Hörtnagl su cosa possa significare essere un uomo oggi.
Moderazione: Peter Demetz

Erich Hörtnagl - to be a man

nato nel 1950 a Innsbruck, in Austria, si è formato all'Università di Arti Applicate di Vienna e al Centro Sperimenatle di Cinematografia di Roma, vive in Svezia e in Tirolo e lavora come regista teatrale e cinematografico e come produttore cinematografico in tutta Europa. Ha partecipato a numerosi festival internazionali con i suoi lavori cinematografici, che comprendono sia lungometraggi che documentari per il cinema e la televisione, e ha ricevuto numerosi premi.

Allo stesso tempo, Erich Hörtnagl lavora anche come fotografo, artista grafico e scultore. Le sue opere su sono state esposte in mostre e fiere d'arte internazionali. È membro del Grafiska Sällskapet e del CFF (Centrum för Fotografi) in Svezia e della German Society for Photography a Colonia e, insieme alla moglie Ewa Jönsson Hörtnagl, è stato incaricato di progettare spazi pubblici. Con le sue opere è presente in diversi musei europei e americani, gallerie d'arte e istituzioni pubbliche e regionali.
Erich Hörtnagl ha anche diretto l'evento della Giornata nazionale austriaca all'Expo mondiale del 2000 ad Hannover ed è l'iniziatore e uno dei padri fondatori del fondo cinematografico tirolese Cine Tirol.
Nel 2019, Raetia Edition ha pubblicato il libro Sehnsucht Meer / La nostalgia del mare, in traduzione italiana e tedesca, con le foto di Erich e i testi di Alois Schöpf sulla nostalgia della felicità sulla costa adriatica. 2023, DCV, Berlino, ha pubblicato il libro fotografico to be a man in tedesco e inglese con le foto di Erich sul ruolo degli uomini nella società di oggi.

to be a man è una mostra e un libro fotografico.
"Le fotografie sono osservazioni di uomini di diverse culture e percorsi di vita, una rappresentazione delle possibili sfaccettature di ciò che può significare essere un uomo e un essere umano oggi. Ma è anche un invito all'interattività e alla discussione sui cliché della mascolinità, sui ruoli di genere e sugli stereotipi di genere. Le immagini in bianco e nero, con le loro aree grigie e le sfumature tra il bianco e il nero, ci invitano a riflettere sul ruolo degli uomini e sulle forme in cui un tempo potevamo vivere la nostra mascolinità. Una meta-narrazione visiva ci attira in una trappola da cui possiamo fuggire solo in avanti: attraverso l'autoriflessione e la messa in discussione dei nostri pregiudizi e delle nostre norme." (Erich Hörtnagl)

“Un graffito alla fermata dell'autobus di fronte alla scuola di Steinach recita:”Se i ragazzi continuano così, sposerò la mia migliore amica".
Questa frase descrive bene la situazione degli uomini e delle donne nella società di oggi". (Erich Hörtnagl)

“Con le mie immagini voglio stimolare un dialogo pubblico, anche per mettere in discussione i nostri pregiudizi e le nostre norme in relazione ai ruoli di genere tradizionali”.
(Erich Hörtnagl)

"La convivenza è fondamentale, non la battaglia dei sessi. Se vogliamo progredire nella nostra società, dobbiamo concentrarci sul vivere insieme “(Erich Hörtnagl)

”Come “vecchio uomo bianco”, mi permetto di dare uno sguardo ironico al mondo degli uomini. Siamo stati messi da parte. La mia generazione non è riuscita a stare al passo con la lotta delle donne per l'uguaglianza". (Erich Hörtnagl)

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Inaugurazione: venerdì 05.06.2026 alle ore18:00, nella sala delle mostre del Circolo Culturale e Artistico di Ortisei Introduzione: Eva von Ingram Harpf I lavori esposti di Mirjiam Heiler e Arnold Holzknecht nascono da un approccio processuale basato sulla variazione, la ripetizione e minimi spostamenti. La loro pratica artistica si muove tra rigore costruttivo e suggestioni organiche ed è strettamente legata all’arte concreta e minimalista. Il punto di partenza è sempre un atto di riduzione formale, inteso non come impoverimento, ma come condensazione consapevole. Questo approccio richiede una visione rallentata e rende visibili complesse trame relazionali che derivano dalla riduzione, dall’ordine e dalla ripetizione, dalla struttura e dalla deviazione, nonché dal rapporto di tensione tra precisione e sfocatura. In particolare nell’opera di Mirijam Heiler (nata nel 1991 a Bressanone, vive e lavora a Bolzano) emerge un procedimento di disegno che ricorda le pratiche religiose: ritualizzato, concentrato, potenzialmente teorico e che si protrae all’infinito. Minime deviazioni e irregolarità aprono sottili fratture attraverso le quali il significato non viene fissato, ma rinegoziato continuamente. I segni che ne derivano formano una sorta di “scrittura asemantica”, un sistema di segni privo di funzione referenziale, che sfugge consapevolmente a qualsiasi lettura univoca. Le sue strutture funzionano come metafora di ritiro, appartenenza e temporanea sicurezza. Segnano un consapevole allontanamento dalla sovrabbondanza, dal rumore e dalla sovradeterminazione narrativa del presente. Nella ripetizione concentrata e nell’omissione consapevole si crea uno spazio per l’analisi del significato nel quotidiano. La qualità delle sue opere risiede nella loro leggibilità universale e nella loro apertura. Arnold Holzknecht (nato nel 1960 a Bressanone, vive e lavora a Ortisei) si colloca come artista la cui opera si sviluppa costantemente nel campo di tensione tra scultura, disegno e impostazione pittorica. Partendo da una formazione scultorea, il materiale – legno, favi, aghi di pino e altre sostanze organiche – costituisce il punto di partenza primario del suo lavoro. Le opere di Holzknecht si muovono tra rigore costruttivo e aspetto organico, tra impostazione controllata e un momento di apparente crescita. Strutture lineari, stratificazioni e ordini seriali generano ritmi visivi che mirano meno alla leggibilità iconica che ai processi percettivi. In questo senso, le sue opere non vanno intese primariamente come oggetti chiusi, ma come campi in cui la visione si dispiega nel tempo. La dicotomia spesso sottolineata tra ordine e gesto non viene dissolta da Holzknecht, ma mantenuta in modo produttivo. Controllo e apertura, costruzione e intuizione sono in un continuo scambio che si manifesta sia nell’elaborazione formale sia nella percezione da parte degli spettatori. Entrambe le posizioni artistiche sono accomunate dal tentativo di affrontare la complessità del presente con il silenzio – attraverso la riduzione, l’attenzione e una pratica che non rivendica l’apertura, ma la rende possibile.
  • L'evento si tiene dal 17 Giu 2026 al 24 Gen 2026
    Con Fede, dubbio, forma, la mostra illumina le molte sfaccettature del religioso nell’arte contemporanea: la fragilità della verità, nuovi sguardi sull’iconografia cristiana, la tensione tra etica ed estetica, la mediatizzazione della fede e gli abissi esistenziali tra inizio e fine. Avvicinandosi al divino attraverso la creatività, le artiste e gli artisti pongono domande essenziali al nostro tempo: In che modo il sacro ci ispira ancora oggi? E cosa hanno ancora da dirsi arte e religione? Le opere esposte diventano chiavi per comprendere la complessità del presente e aprono nuovi spazi di pensiero, riflessione ed esperienza. Artiste e artisti partecipanti: Thomas Sterna, Alexander Wierer, Tom Marseiler, Anton Christian, Mirijam Heiler, Flavio Senoner, Hermann Nitsch, Hubert Kostner, Martina Stuflesser e Thaddäus Salcher

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