La Linea Insubrica - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Artisti e artiste: Liliana Angulo Cortés, Sammy Baloji, Binta Diaw, Abdessamad El Montassir, Alessandra Ferrini, Ufuoma Essi, Kapwani Kiwanga, Francis Offman, Vashish Soobah, Betty Tchomanga, The School of Mutants
A cura di: Lucrezia Cippitelli, Simone Frangi

La Linea Insubrica è la mostra d’esordio di The Invention of Europe. A tricontinental narrative (2024-2027), programma curatoriale triennale in cui mostre e programmi pubblici riflettono criticamente sull’idea monolitica d’Europa

L'esposizione collettiva raduna un gruppo di artiste e artisti legati al continente africano (con una particolare attenzione a coloro che operano in Italia ed Austria), attorno all’immagine speculativa della “linea Insubrica”, geo-punto che attraversa la città di Merano e cucitura nella superficie terrestre emersa a seguito della collisione tra la placca tettonica europea e quella africana. La narrazione dell’identità e purezza europea è decostruita a partire da una realtà geologica: l’immagine orografica della linea che, visibile attualmente come una cicatrice, materializza la complessità della storia, iniziata, nel caso dell’incontro tra Africa ed Europa, 65 milioni di anni fa.

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Date e orari evento :

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  • L'evento si tiene dal 10 Set 2026 al 12 Set 2026
    praxis Nel contesto contemporaneo, la riflessione sull’educazione, sulla politica e sulla società rischia sempre più di rimanere confinata al livello dell’interpretazione. Dopo decenni di pensiero critico — dall’analisi del potere e dei suoi dispositivi alla decostruzione delle narrazioni dominanti — emerge una domanda urgente: come si traducono queste acquisizioni nella pratica? Dopo il percorso triennale di PEA — polis, pace, potere — l’edizione 2026 inaugura una nuova fase di ricerca. Il tema emerso dalla “residenza di pensiero” del 2025, sviluppata insieme a Peter Mayo, Rachele Borghi, Rahel Sereke, Lorenzo Bernini e Federico Faloppa, è praxis. La praxis — intesa non semplicemente come azione, ma come pratica situata, riflessiva e trasformativa — mette in discussione la separazione tra teoria e pratica, tra conoscenza e azione, tra organizzazione ed esperienza. Interroga i modi in cui i processi educativi, sociali e politici vengono messi in atto, incarnati e resi durevoli nel tempo. Se polis ha interrogato lo spazio del collettivo, pace le sue tensioni e le condizioni della convivenza, e potere le sue dinamiche e asimmetrie, praxis chiede: come prendono forma queste dimensioni nelle pratiche concrete? In che modo vengono organizzate, negoziate, riprodotte o trasformate all’interno delle istituzioni, delle comunità e della vita quotidiana? Dalla tesi di Karl Marx sulla necessità di trasformare il mondo, fino alla pedagogia della coscientizzazione di Paulo Freire, la praxis è stata intesa come un processo nel quale riflessione e azione sono inseparabili. Allo stesso tempo, le prospettive contemporanee — dagli approcci femministi e decoloniali alla pedagogia critica e alle pratiche fondate sulle comunità — insistono sul carattere situato, relazionale e plurale della praxis. Con docenti, ricercatori da università ed enti italiani e dell’area germanofona oltre che da paesi europei ed extraeuropei. Possibile la partecipazione anche per uditori, insegnanti, educatori ed interessati scrivendo a info@peaconference.org. Convegno internazionale a cura di Nazario Zambaldi e organizzato in collaborazione con CRATere “freedom” e Euphur Euregional Platform for Human Dignity and Human Rights, Università di Trento, Libera Università di Bolzano, Universität Innsbruck presso Accademia di Merano. Orari vari: https://www.peaconference.org/
  • Di e con Roberto Grossi. Moderazione di Roberto Antonini. Ingresso libero Utilizzando tutta la forza del racconto per immagini, viene affrontata la grande rimozione della nostra epoca: il cambiamento climatico causato dall’uomo. Una minaccia che facciamo di tutto per non vedere, che fatichiamo a comprendere, nonostante metta in discussione la nostra stessa sopravvivenza. Con una narrazione avvincente, che tiene insieme storia, scienza, politica ed esperienze personali, questo libro offre una visione unitaria del problema, svelando la profonda crisi democratica dietro al disastro ambientale.Roberto Grossi, architetto, illustratore, autore di fumetti, vive e lavora a Roma. Le sue opere sono apparse su diverse riviste e quotidiani, tra cui Blue, Animals, Carta, il Manifesto, Liberazione, Domani, Jacobin Italia, Galago. Nel 2013 è uscito il suo primo libro come autore unico, “3boschi”. Per Coconino Press-Fandango ha pubblicato i graphic novel “Il grande prato”, “Cassadritta” e l’albo “HIC” per la collana “Fumetti nei Musei”. Il suo ultimo libro, “La grande rimozione”, sempre edito da Coconino Press-Fandango, ha vinto il Premio Demetra 2025 per la letteratura ambientale nella sezione graphic novel e il Prix du livre engagé, categoria fumetto, al Festival du Livre di Mouans-Sartoux. È stato tradotto anche in Spagna, Francia, Germania e Brasile. Roberto Antonini, vicecaposervizio dell’Agenzia DIRE, responsabile della redazione Ambiente, collabora con Huffington Post Italia nonché giornalista parlamentare, segue i lavori di Camera e Senato con particolare attenzione ai temi legati ad ambiente, energia, trasporti, agroalimentare e infrastrutture.
  • L'evento si tiene dal 23 Mar 2026 al 02 Nov 2026
    Dimore nobiliari, graziosi vicoli e monumenti storici caratterizzano l’immagine del paese a Parcines. I testimoni del tempo lungo la Via Claudia Augusta, la storia di Peter Mitterhofer, l’inventore della macchina da scrivere, e una lunga serie di fatti e curiosità vi verranno svelati nel corso di questo interessante tour guidato. Durata: ca. 2 ore Iscrizione non necessaria!

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