Vincenzo Merola - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Vincenzo Merola si innesta con il suo lavoro su una doppia tradizione, quella dell’arte concreta e delle sperimentazioni verbovisive. Linguaggi apparentemente molto diversi ma che condividono tra loro l’ambizione a utilizzare il piano bidimensionale del supporto come campo per investigazioni di natura rigorosa e concettuale che, però, riescano ad avere anche un aggancio di natura estetica. Ciò che però costituisce la peculiarità e la freschezza nella ricerca di Merola è la capacità di servirsi di questi esempi ormai storicizzati per deviarli ai suoi scopi. In questa maniera, all’interno di forme nate da una certa rigidità e chiusura, cominciano a fare capolino aspetti che riguardano la casualità, la comunicazione, la cronaca, il corpo e la propria quotidianità. Si possono così incontrare diagrammi che traspongono e analizzano drammatici fatti di cronaca, simbolismi geometrici che mappano il proprio orizzonte esistenziale giornaliero oppure quadri astratto-concreti formati applicando sistemi compositivi aleatori. È forse in questo che si inserisce l’eresia e la deviazione più sensibile nel lavoro dell’artista: realizzare opere compositivamente ineccepibili, riferimento a una storia molto attenta agli equilibri del dipinto, che per assurdo vengono portate a termine senza investimento intimo ed emozionale. In questo affidamento al caso c’è in realtà una profonda consapevolezza della relatività di tutte le cose, come anche della piccolezza dell’umano nei confronti della realtà nella sua interezza. Per Merola questa operatività è un modo per uscire da se stesso e vedere in maniera più spersonalizzata. Per l’osservatore è un invito a riconsiderare la propria posizione nel mondo, apprezzando anche equilibri cromatici che stimolano l’attenzione per la loro delicatezza e leggerezza.

Vincenzo Merola è nato nel 1979 a Campobasso, dove vive e lavora. Tra le più recenti mostre personali si segnalano: Un lancio di dadi (a cura di Angela Madesani, presso BI-BOx Art Space a Biella), Frequenze (a cura di Matteo Galbiati, presso Maurizio Caldirola Arte Contemporanea a Monza), Silent Borders (a cura di Lorenzo Canova e Piernicola Maria Di Iorio, presso il Centro di arte contemporanea dell’Università del Molise) e Diapason | Alighiero Boetti - Vincenzo Merola (a cura di Valerio Dehò, presso la Galleria Stefano Forni a Bologna); tra le collettive: Orthogonal Landscape (presso Manuel Zoia Gallery a Milano), Cantiere tempo (a cura di Matteo Galbiati, presso Villa Reale a Monza), Nuove opere della collezione tra acquisizioni e proposte (a cura di Bruno Corà e Tommaso Evangelista, presso il CAMUSAC a Cassino) e le partecipazioni a numerose fiere in Italia e all’estero (Arte Fiera - Bologna, ArtVerona, Art Karlsruhe, ART.FAIR - Cologne, Drawing Room - Madrid, Art Bodensee - Dornbirn).

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Date e orari evento :

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  • Venerdì 11 settembre, alle ore 18.30, la Biblioteca Culture del Mondo di Bolzano, in Via Macello 50, ospita la presentazione del libro "Siria, il giorno dopo – Le ferite e le speranze" (Add Editore, 2026), di Asmae Dachan, giornalista, fotografa, poeta e scrittrice italo-siriana. A dialogare con l'autrice sarà Elisa Piras, Senior Researcher presso il Center for Advanced Studies di Eurac Research. Con questo libro, Asmae Dachan compie un viaggio che da Ancona, sua città natale, la porta ad Aleppo, la città della sua famiglia, componendo un mosaico di luoghi e persone: da Jiza, dove undici anni fa fu torturato e ucciso il giovane Hamza al-Khatib, a Dar'a; da Darayya a Sednaya, definita "la macelleria umana di Assad"; da Damasco, dove la guerra sembra non essere mai arrivata, a Ghouta, Homs, Hama e Idlib, fino ad Aleppo, le sue radici. Incontri di dolore si mescolano a incontri di speranza, come quelli con due adolescenti che salvano libri e oggetti d'arte o un artigiano che riapre la sua bottega di biciclette, mentre le storie dei mafqudin — le persone scomparse o arrestate e allontanate forzatamente dalle proprie case — raccontano una ferita ancora aperta e la domanda che attraversa tutto il libro: come si scrive la parola fine a tutto questo? Asmae Dachan è tra le voci italiane più autorevoli sull’Asia sud-occidentale e sulla Siria nello specifico: dopo la laurea in Editoria, Informazione e Sistemi Documentari a Urbino e un master in Etnopsichiatria e Psicologia delle Migrazioni a Roma, lavora come freelance per testate come Avvenire, Vita, Panorama, L'Espresso, Valigia Blu e Altreconomia, ed è stata sul campo in Siria, Turchia, Giordania, Grecia e in altri paesi. Elisa Piras, che modera l'incontro, ha un dottorato in Politica, diritti umani e sostenibilità e ha insegnato e fatto ricerca all'Università di Bologna e alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, occupandosi in particolare di teorie del liberalismo contemporaneo e di politica internazionale. L'evento è realizzato grazie al contributo della Provincia Autonoma di Bolzano, in collaborazione con la Nuova Libreria Cappelli di Bolzano.
  • An event dedicated to books and shared reading Waag event in collaboration with Nati per Leggere Alto Adige Südtirol (Provincia autonoma di Bolzano Alto Adige) e LaAV – Letture ad Alto Voce / Piazza del Grano A cura di Sandra Passarello, bibliotecarie e volontarie del progetto Nati per Leggere Alto Adige Südtirol Big Open Books – La Piazza che legge è una mattinata dedicata ai libri, alla lettura condivisa e al piacere dell’ascolto, pensata per trasformare Piazza del Grano in un luogo aperto e partecipato, dove la lettura esce dagli spazi tradizionali e incontra la cittadinanza. Una piazza che, per una mattina, diventa una grande stanza di lettura a cielo aperto. L’evento nasce da un’idea di Greta Marcolongo e dalla collaborazione tra Casa della Pesa–Waaghaus, Ufficio Educazione permanente, biblioteche e audiovisivi (Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige), Biblioteca civica “C. Battisti”, Biblioteca Novacella, Biblioteca Oltrisarco (Comune di Bolzano ) e Biblioteca Terraferma, con il coinvolgimento di volontari e volontarie di Nati per Leggere Alto Adige-Südtirol e LAAV – Letture ad Alta Voce PROGRAMMA 10:00 – 10:30 | Ma cos’è un libro? Il libro come oggetto, come esperienza sensoriale e come strumento capace di mettere in moto curiosità e immaginazione: i libri saranno fisicamente presenti e mostrati al pubblico; libri per bambini e libri particolarmente interessanti per forma, materiali, immagini e caratteristiche tattili. L’obiettivo è partire dalla domanda “Che cos’è un libro?” per aprire uno spazio di curiosità e relazione. 10:30 – 11:30 | Bibliotombola Chiunque passi dalla piazza o si trovi sedut* ai tavoli potrà partecipare all’estrazione dei numeri. A ogni numero corrisponderà un brano da leggere, scelto attorno ai temi del libro, della lettura, delle parole e dell’esperienza del leggere. 11:30 – 12:00 | Promemoria per chi legge A partire dallo stimolo delle carte “A chi insegna” di Cristina Bellemo, edite da Settenove, verrà realizzata una selezione di brevi frasi e pensieri legati al valore della lettura, da distribuire ai partecipanti.
  • Rituale speciale per celebrare la fine della vendemmia Come ai tempi dei nonni, l'ultimo carico d'uva viene portato nel centro del villagio in una vasca da un vecchio carro decorato a festa. Il carro é decorato con una corona di vendemmia sulla quale ogni anno viene letto un detto sul vino.

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