CALM DOWN_BLAU - Susanne Burchia - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Susanne Burchia (1996) è un’artista visiva che attualmente risiede e lavora a Bolzano, Italia.
Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti e Pittura a Bologna.
Durante il suo percorso di studi, ha partecipato a una residenza per artisti contemporanei a Palermo. Dopo essersi laureata, ha lavorato come assistente di progetto presso il Museumsquartier Q21 nel quadro del programma Artist-in-Residence a Vienna, Austria. Durante questa esperienza ha acquisito preziose competenze nella curatela e nel lavoro nel campo dell’arte. Al suo ritorno in Italia, si è dedicata intensamente alle sue attività artistiche individuali, partecipando attivamente a varie mostre collettive e personali.
Nel suo lavoro, Burchia esplora diverse pratiche artistiche, tra cui pittura, fotografia e installazioni. Si ispira a temi come l’alienazione, la percezione e l’identità, esaminando come percepiamo il mondo che ci circonda. Il suo approccio all’arte è incentrato su tecniche sperimentali e concettuali.

CALM DOWN_BLAU
Oltre a una selezione delle sue serie precedenti, l’artista presenta anche i primi lavori del suo nuovo progetto: Calm Down_Blau.
Questo progetto si focalizza sul tema della giustizia sociale e globale, esplorando concetti come solidarietà e gestione delle crisi. In particolare, Burchia fa riferimento alla sua esperienza personale con la sindrome da affaticamento cronico, una malattia che può essere scatenata da diverse infezioni virali ed è considerata anche una conseguenza del Long Covid. In questo contesto, l’artista esplora il paradosso dell’isolamento e della visibilità.
Nel suo lavoro in corso, indaga su come possa raggiungere un pubblico emarginato, sia dalla sua prospettiva personale che nel contesto più ampio della marginalizzazione sociale di individui e comunità.
In questo progetto, l’attenzione non è principalmente focalizzata sulla definizione della malattia. Piuttosto, si tratta di incarnarne l’essenza attraverso diverse forme di rappresentazione. Il suo obiettivo è ottenere un effetto intenzionale sui visitatori, creando trasparenza e migliorando la connessione con sé stessi e gli altri attraverso la visualizzazione.
Il titolo CALM DOWN_BLAU è ispirato alla sua personale associazione con il colore blu in momenti difficili. Il solo pensiero a questo colore ha un effetto calmante sull’artista.

Contatti :

Date e orari evento :

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  • L'evento si tiene dal 17 Giu 2026 al 24 Gen 2026
    Con Fede, dubbio, forma, la mostra illumina le molte sfaccettature del religioso nell’arte contemporanea: la fragilità della verità, nuovi sguardi sull’iconografia cristiana, la tensione tra etica ed estetica, la mediatizzazione della fede e gli abissi esistenziali tra inizio e fine. Avvicinandosi al divino attraverso la creatività, le artiste e gli artisti pongono domande essenziali al nostro tempo: In che modo il sacro ci ispira ancora oggi? E cosa hanno ancora da dirsi arte e religione? Le opere esposte diventano chiavi per comprendere la complessità del presente e aprono nuovi spazi di pensiero, riflessione ed esperienza. Artiste e artisti partecipanti: Thomas Sterna, Alexander Wierer, Tom Marseiler, Anton Christian, Mirijam Heiler, Flavio Senoner, Hermann Nitsch, Hubert Kostner, Martina Stuflesser e Thaddäus Salcher
  • Inaugurazione: venerdì 05.06.2026 alle ore18:00, nella sala delle mostre del Circolo Culturale e Artistico di Ortisei Introduzione: Eva von Ingram Harpf I lavori esposti di Mirjiam Heiler e Arnold Holzknecht nascono da un approccio processuale basato sulla variazione, la ripetizione e minimi spostamenti. La loro pratica artistica si muove tra rigore costruttivo e suggestioni organiche ed è strettamente legata all’arte concreta e minimalista. Il punto di partenza è sempre un atto di riduzione formale, inteso non come impoverimento, ma come condensazione consapevole. Questo approccio richiede una visione rallentata e rende visibili complesse trame relazionali che derivano dalla riduzione, dall’ordine e dalla ripetizione, dalla struttura e dalla deviazione, nonché dal rapporto di tensione tra precisione e sfocatura. In particolare nell’opera di Mirijam Heiler (nata nel 1991 a Bressanone, vive e lavora a Bolzano) emerge un procedimento di disegno che ricorda le pratiche religiose: ritualizzato, concentrato, potenzialmente teorico e che si protrae all’infinito. Minime deviazioni e irregolarità aprono sottili fratture attraverso le quali il significato non viene fissato, ma rinegoziato continuamente. I segni che ne derivano formano una sorta di “scrittura asemantica”, un sistema di segni privo di funzione referenziale, che sfugge consapevolmente a qualsiasi lettura univoca. Le sue strutture funzionano come metafora di ritiro, appartenenza e temporanea sicurezza. Segnano un consapevole allontanamento dalla sovrabbondanza, dal rumore e dalla sovradeterminazione narrativa del presente. Nella ripetizione concentrata e nell’omissione consapevole si crea uno spazio per l’analisi del significato nel quotidiano. La qualità delle sue opere risiede nella loro leggibilità universale e nella loro apertura. Arnold Holzknecht (nato nel 1960 a Bressanone, vive e lavora a Ortisei) si colloca come artista la cui opera si sviluppa costantemente nel campo di tensione tra scultura, disegno e impostazione pittorica. Partendo da una formazione scultorea, il materiale – legno, favi, aghi di pino e altre sostanze organiche – costituisce il punto di partenza primario del suo lavoro. Le opere di Holzknecht si muovono tra rigore costruttivo e aspetto organico, tra impostazione controllata e un momento di apparente crescita. Strutture lineari, stratificazioni e ordini seriali generano ritmi visivi che mirano meno alla leggibilità iconica che ai processi percettivi. In questo senso, le sue opere non vanno intese primariamente come oggetti chiusi, ma come campi in cui la visione si dispiega nel tempo. La dicotomia spesso sottolineata tra ordine e gesto non viene dissolta da Holzknecht, ma mantenuta in modo produttivo. Controllo e apertura, costruzione e intuizione sono in un continuo scambio che si manifesta sia nell’elaborazione formale sia nella percezione da parte degli spettatori. Entrambe le posizioni artistiche sono accomunate dal tentativo di affrontare la complessità del presente con il silenzio – attraverso la riduzione, l’attenzione e una pratica che non rivendica l’apertura, ma la rende possibile.

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