habe bewurzelte Stecklinge Geografie meiner inneren Sprache - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Presentazione dell'antologia poetica
habe bewurzelte Stecklinge
Geografie meiner inneren Sprache

lettura:
Roberta Dapunt
Nadia Rungger

interverranno:
Raoul Eisele, editore
Lea Menges, editore*a

Qui potrebbe nascere una pianta madre, qualcosa potrebbe iniziare a sbocciare, un germoglio, una foglia verde intenso o anche qualcosa che cresce magnificamente in piena fioritura dalla terra, la sua stessa geografia interiore. L'antologia di poesie "habe bewurzelte Stecklinge" cerca di avvicinarsi a questo emergere e di dispiegare il linguaggio interiore in interazione con la fotografia. L'attenzione si concentra sulla diversità linguistica/multilinguismo della poesia e dell'immagine e sul loro potere di far emergere l'intimo, il cuore in movimento. Perché essa, la poesia, ci dà la speranza che la bellezza regni ancora, la diversità che rende la nostra vita più prospera e ci incoraggia a continuare a scrivere. Le autrici/gli autori qui riuniti scrivono lungo le linee del linguaggio, vicino alla propria voce, e rappresentano molte*i che dovrebbero essere ascoltati.
In totale, l'antologia riunisce 36 autrici/autori che ritraggono il loro processo di scrittura, il percorso verso il loro linguaggio interiore e forniscono approfondimenti sul loro lavoro attraverso ritratti della loro poetica scritta, tra cui Mariia Arson, Roberta Dapunt, Verena Gotthardt, Sonja Harter, Cornelia Hülmbauer, Clara Heinrich, Julia Knaß, Maë Schwinghammer, Asiyeh Panahi, Michèle Yves Pauty, Judith Nika Pfeifer, Rosa Pock, Nadia Rungger, Caca Savic, Verena Stauffer, Sualah Tei, Susanne Toth, Liesl Ujvary. Con una prefazione di Simone Scharbert.

Editori*e
Raoul Eisele, nato nel 1991, è un poeta e drammaturgo che vive a Vienna. Ha studiato letteratura tedesca e comparata, è co-editore della rivista process*in e co-fondatore della serie di letture Mondmeer & Marguérite. Tra le sue pubblicazioni più recenti: „immer wenn es ein wenig den Himmel entlang grollt, Maman“, Berlino: Schiler & Mücke, e la sua opera teatrale „I REALLY LIKED YOU PIGGYBOY“, prima mondiale al Theaterforum Schwechat (regia: Rachel Müller).
Lea Menges (they/them), *1997, ha studiato psicologia a Strasburgo, Vienna e Osnabrück. Vive e lavora a Vienna. Scrive poesie, saggi e brevi prose sull'identità queerfemminista, la corporeità e la psiche. Pubblicazioni in riviste e antologie, tra cui la più recente è Jahrbuch der Lyrik 2023. Partecipa a Open Poems 2023 e si fa trovare davanti e dietro la macchina fotografica.

Scrittrici
Roberta Dapunt, (*1970 a Badia, Italia). Pubblica per Giulio Einaudi (Torino), Folio Verlag (Bolzano-Vienna) e Il Ponte del Sale (Rovigo). Da diversi anni scrive per il mensile I luoghi dell'infinito. Sono state pubblicate diverse composizioni di poesie e due film su di lei e sul suo lavoro. Ha vinto il rinomato Premio Letterario Internazionale Viareggio Rèpaci 2018 per la Poesia.
Nadia Rungger, *1998, vive in Val Gardena. Il suo esordio „Das Blatt mit den Lösungen. Erzählungen und Gedichte” è stato pubblicato nel 2020 dalla casa editrice Verlag A. Weger. Diversi premi per la prosa e la poesia in lingua tedesca e ladina. Pubblicazioni in riviste letterarie, progetti interdisciplinari e mostre di poesia. Dopo aver studiato lingua e letteratura tedesca a Graz, studia linguistica a Bressanone.

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Inaugurazione: venerdì 05.06.2026 alle ore18:00, nella sala delle mostre del Circolo Culturale e Artistico di Ortisei Introduzione: Eva von Ingram Harpf I lavori esposti di Mirjiam Heiler e Arnold Holzknecht nascono da un approccio processuale basato sulla variazione, la ripetizione e minimi spostamenti. La loro pratica artistica si muove tra rigore costruttivo e suggestioni organiche ed è strettamente legata all’arte concreta e minimalista. Il punto di partenza è sempre un atto di riduzione formale, inteso non come impoverimento, ma come condensazione consapevole. Questo approccio richiede una visione rallentata e rende visibili complesse trame relazionali che derivano dalla riduzione, dall’ordine e dalla ripetizione, dalla struttura e dalla deviazione, nonché dal rapporto di tensione tra precisione e sfocatura. In particolare nell’opera di Mirijam Heiler (nata nel 1991 a Bressanone, vive e lavora a Bolzano) emerge un procedimento di disegno che ricorda le pratiche religiose: ritualizzato, concentrato, potenzialmente teorico e che si protrae all’infinito. Minime deviazioni e irregolarità aprono sottili fratture attraverso le quali il significato non viene fissato, ma rinegoziato continuamente. I segni che ne derivano formano una sorta di “scrittura asemantica”, un sistema di segni privo di funzione referenziale, che sfugge consapevolmente a qualsiasi lettura univoca. Le sue strutture funzionano come metafora di ritiro, appartenenza e temporanea sicurezza. Segnano un consapevole allontanamento dalla sovrabbondanza, dal rumore e dalla sovradeterminazione narrativa del presente. Nella ripetizione concentrata e nell’omissione consapevole si crea uno spazio per l’analisi del significato nel quotidiano. La qualità delle sue opere risiede nella loro leggibilità universale e nella loro apertura. Arnold Holzknecht (nato nel 1960 a Bressanone, vive e lavora a Ortisei) si colloca come artista la cui opera si sviluppa costantemente nel campo di tensione tra scultura, disegno e impostazione pittorica. Partendo da una formazione scultorea, il materiale – legno, favi, aghi di pino e altre sostanze organiche – costituisce il punto di partenza primario del suo lavoro. Le opere di Holzknecht si muovono tra rigore costruttivo e aspetto organico, tra impostazione controllata e un momento di apparente crescita. Strutture lineari, stratificazioni e ordini seriali generano ritmi visivi che mirano meno alla leggibilità iconica che ai processi percettivi. In questo senso, le sue opere non vanno intese primariamente come oggetti chiusi, ma come campi in cui la visione si dispiega nel tempo. La dicotomia spesso sottolineata tra ordine e gesto non viene dissolta da Holzknecht, ma mantenuta in modo produttivo. Controllo e apertura, costruzione e intuizione sono in un continuo scambio che si manifesta sia nell’elaborazione formale sia nella percezione da parte degli spettatori. Entrambe le posizioni artistiche sono accomunate dal tentativo di affrontare la complessità del presente con il silenzio – attraverso la riduzione, l’attenzione e una pratica che non rivendica l’apertura, ma la rende possibile.
  • L'evento si tiene dal 17 Giu 2026 al 24 Gen 2026
    Con Fede, dubbio, forma, la mostra illumina le molte sfaccettature del religioso nell’arte contemporanea: la fragilità della verità, nuovi sguardi sull’iconografia cristiana, la tensione tra etica ed estetica, la mediatizzazione della fede e gli abissi esistenziali tra inizio e fine. Avvicinandosi al divino attraverso la creatività, le artiste e gli artisti pongono domande essenziali al nostro tempo: In che modo il sacro ci ispira ancora oggi? E cosa hanno ancora da dirsi arte e religione? Le opere esposte diventano chiavi per comprendere la complessità del presente e aprono nuovi spazi di pensiero, riflessione ed esperienza. Artiste e artisti partecipanti: Thomas Sterna, Alexander Wierer, Tom Marseiler, Anton Christian, Mirijam Heiler, Flavio Senoner, Hermann Nitsch, Hubert Kostner, Martina Stuflesser e Thaddäus Salcher

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