Fresco, affascinante e pieno di energia: il nuovo ensemble LJOS, fondato nel 2024, porta una ventata di entusiasmo nella scena musicale locale! Sotto la magistrale direzione di Edwin Cáceres-Peñuela si uniscono fantasia giovanile, serietà artistica e un affascinante spirito multilingue e aperto al mondo. Già i primi concerti hanno suscitato standing ovations e recensioni entusiaste.
A Dobbiaco l’orchestra arriva con due veri «colpi di fortuna»: da un lato Benjamin Schmid, un violinista dal profilo musicale inconfondibile, e dall’altro l’opera variopinta Big Bang, il più recente lavoro del compositore altoatesino Mathias Schmidhammer, che verrà presentato in prima assoluta all’interno di questa serie di concerti.
In collaborazione con la Direzione provinciale Scuola musicale tedesca e ladina e MUSIK MERAN
Violino: Benjamin Schmid
Direttore: Edwin Cáceres-Peñuela
Programma:
Giuseppe Verdi: Preludio a La Traviata
Nicolo Paganini: Concerto per violino n. 2 in Si bemolle maggiore, op. 7
Mathias Schmidhammer: Big Bang (Prima Assoluta)
Jean Sibelius: Dalla Karelia Suite, Op. 11, 1. Intermezzo, 3. Alla marcia
Jean Sibelius: Finlandia op. 26
Simone Graziano: piano
Francesco Ponticelli: bass
Marco Frattini: drums
Il concerto in anteprima del sorprendente trio EMEM presenta un collettivo fondato da Simone Graziano, Francesco Ponticelli e Marco Frattini. Il progetto nasce con l’idea di cercare un suono identitario caratterizzato dalla semplicità della forma, talvolta con brani che appaiono come canzoni che si potrebbero ascoltare alla radio, talvolta con ritmi reiterati propri della tradizione minimalista.
Aperto alla scrittura così come all’improvvisazione, il concerto si muove in una direzione fortemente emotiva, volta a coinvolgere lo spettatore nelle dinamiche musicali del trio.
Free music, minimalismo nordico, sequenze “dark” e originalità totale.
“Vado ogni domenica alle 12 dal barone von Suiten”, scrive Mozart nell’aprile 1782 al padre. Gottfried van Swieten dispone a Vienna di un ampio archivio musicale con opere di Händel e Bach. Mozart è solito prendere in prestito le stampe e i manoscritti, studia le tecniche di composizione e nel 1783 le applica con virtuosismo in una fuga. Cinque anni dopo combina gli “esercizi per le dita” con un nuovo Adagio introduttivo. Dal 1777 al 1790, le opere di Haydn sono incontrastate al vertice dei “Concerts Spirituels” parigini con 256 esecuzioni. Nel 1785 consegna all’orchestra del Concert de la Loge Olympique sei sinfonie “parigine”. Anche la Sinfonia n. 92 approda nel 1789 nella capitale francese prima di essere eseguita nel 1791 a Oxford in occasione del conferimento della laurea ad honorem a Haydn. “È tutto un trastullarsi, un punzecchiare, un civettare”, così il giornale “Allgemeine Musikalische Zeitung” commenta il secondo movimento dell’Ottava sinfonia di Beethoven, composta nel 1812 e, secondo il pianista Carl Czerny, “nettamente migliore” della più famosa “Settima”. Che il compositore si sia abbandonato a “innocenti gioie” o sia forse innamorato? Mentre rifinisce la sinfonia invia lettere d’amore a una destinataria anonima: “Già a letto le idee si spingono verso te, mia eterna amata, dapprima gioiose, poi di nuovo tristi, in attesa che il destino ci dia ascolto. Posso solo vivere con te o non vivere affatto.”
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