Hai voglia di essere un libro vivente? - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Cosa sono libri viventi?
Sono dei libri speciali, perché non sono fatti di carta, ma di carne e ossa. Sono persone che si mettono a disposizione dei lettori, pronti a raccontare qualcosa della loro storia.

Perché?
Per creare un’occasione di confronto, per far conoscere qualcosa della propria cultura e superare pregiudizi e stereotipi.

Chi può partecipare?
Chi è maggiorenne, sa comunicare in italiano o tedesco e ha voglia di raccontarsi.
In particolare cerchiamo persone che provengono da altri Paesi e altre culture, ma anche sudtirolesi di qualsiasi lingua che hanno alle spalle un’esperienza di incontro con altre lingue e culture o che vivono ogni giorno a contatto con esse.

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Il giorno 2 ottobre 2026 alle ore 18.00 il Centro Culturale Claudio Trevi di Bolzano ospita la mostra L'animale che dunque sono dell'artista ceca Jana Kasalová, a cura di Miroslava Hájek e prodotta da Spazio5 Contemporary Cluster nell’ambito degli eventi per il vent’anni di attività dell’associazione Studio Openspace / Spazio5 Contemporary Cluster. Inoltre il progetto è parte della Bolzano Art Weeks 2026. L'esposizione, aperta al pubblico dal 2 al 23 ottobre 2026, presenta una ricerca artistica sviluppata da Jana Kasalová a partire dal 2007 attraverso un articolato percorso di opere fotografiche e performative dedicate al tema dell'animalità e alla complessa relazione tra essere umano e animale. Il progetto nasce da una lunga indagine sul concetto stesso di "animale" e sulla trasformazione che questo termine ha assunto nel nostro immaginario culturale. Attraverso fotografia, performance e una ricerca sul corpo come luogo di metamorfosi e conoscenza, l'artista mette in discussione il confine apparentemente netto tra uomo e animale, interrogando il modo in cui l'essere umano ha costruito la propria identità distinguendosi dall'“altro”. La mostra si sviluppa attorno ad alcune domande fondamentali: che cos'è un animale? Cosa significa essere animale? Chi è davvero l'animale? Dove si colloca il limite tra umano e non umano? Nella ricerca di Jana Kasalová l'animale non rappresenta una presenza separata o subordinata, ma diventa un luogo di confronto, di conoscenza e di riconoscimento reciproco. L'animalità emerge come una dimensione profondamente intrecciata all'esistenza umana, capace di aprire nuove prospettive sul rapporto tra identità, natura e cultura. La mostra invita così a riflettere sulla responsabilità che l'essere umano ha nei confronti del mondo vivente, sul rapporto con la natura e sulla compassione verso ogni forma di vita, riconoscendo l'interdipendenza che lega tutti gli esseri. Questa prospettiva trova significative consonanze nel pensiero di Rudolf Steiner, che affermava: «Ogni essere dotato di intelligenza, buon senso e compassione prova una profonda gratitudine verso le forme di vita meno evolute, perché senza di esse non potrebbe esistere. Le piante non potrebbero esistere senza i minerali, gli animali non potrebbero esistere senza le piante e gli esseri umani non potrebbero esistere senza gli animali.» Una sensibilità analoga attraversa anche la tradizione cristiana orientale nelle parole di San Basilio Magno: «O Signore, accresci in noi la fratellanza con i nostri piccoli fratelli; concedi che essi possano vivere non per noi, ma per se stessi e per Te; facci capire che essi amano, come noi, la dolcezza della vita e ti servono nel loro posto meglio di quanto facciamo noi nel nostro.» Due riflessioni che, pur appartenendo a epoche e contesti differenti, richiamano una medesima idea di rispetto, gratitudine e responsabilità nei confronti del vivente. Il titolo dell'esposizione richiama la riflessione del filosofo Jacques Derrida, che mette in discussione il celebre principio cartesiano «Penso, dunque sono», proponendo una diversa possibilità di lettura: «L'animale che dunque sono». L'incontro con l'animale diventa così un momento di reciproco riconoscimento: l'animale ci guarda e, attraverso quello sguardo, siamo chiamati a interrogarci sulla nostra stessa condizione. La pratica artistica di Kasalová, attraversando il confine tra fotografia e performance, tra rappresentazione e trasformazione, crea uno spazio nel quale l'animale diventa una figura al tempo stesso simbolica e concreta: un dispositivo attraverso cui esplorare la fragilità, la memoria, il corpo e la relazione con ciò che abitualmente definiamo come "altro". Prodotta da Spazio5 Contemporary Cluster, la mostra si inserisce nel percorso di ricerca e promozione dell'arte contemporanea portato avanti dall'organizzazione, con particolare attenzione ai linguaggi interdisciplinari e ai progetti capaci di mettere in dialogo arte, filosofia, ecologia e società. Con L'animale che dunque sono, il Centro Culturale Claudio Trevi offre al pubblico un'occasione di incontro con una significativa ricerca artistica internazionale che invita a ripensare il posto dell'essere umano nel mondo vivente, superando le tradizionali gerarchie tra le specie e promuovendo una cultura della responsabilità, della cura e della convivenza con tutte le forme di vita. BIOGRAFIE Jana Kasalová (*1974, Turnov) ha studiato pittura alla Facoltà di Belle Arti di Brno e ha seguito studi post-laurea in arte presso l’Universidad Complutense di Madrid. Ha vissuto e lavorato a Londra, Parigi e New York; dal 2005 ha un atelier a Praga. Le sue opere sono presenti in numerose collezioni private e pubbliche in Europa e negli Stati Uniti. Si dedica principalmente al disegno e alla pittura, alla realizzazione di installazioni audiovisive, alla videoarte e alla fotografia. La sua creazione artistica trae ispirazione non solo dagli studi artistici ma anche dalla filosofia, dalla cosmologia e dalla spiritualità. Da tempo si occupa dell’interpretazione del paesaggio e della cartografia, del corpo e dell’impronta umana nel paesaggio, nonché del concetto di animale e della trasformazione in esso. Il suo tema principale è la scoperta come processo, la ricerca dell’orientamento umano nello spazio e nel tempo reali. Collabora con Miroslava Hájek dal 2008. www.kasalova.eu Miroslava Hájek (*1947, Brno) è una storica dell'arte e curatrice ceca che si focalizza sull'arte moderna e contemporanea. Vive in Italia dal 1969, dove ha fondato la galleria "UXA". Attraverso il suo lavoro in Italia, promuove l'arte contemporanea mondiale (Bruno Munari, Franco Vaccari, Gianni Colombo, Jean Tinguely, Joseph Beuys), ma soprattutto artisti cechi (Jiří Kolář, Milan Knížák, Václav Boštík, Dalibor Chatrný, Adriena Šimotová, Běla Kolářová). www.munariarchive.org
  • Performance di lettura e workshop di ricamo 🗓 05.09.2026 17:00-21:00 Piattaforme sull'Isarco, Via Trento Sabato 5 settembre, lungo la riva dell’Isarco di Via Trento, l’artista Sara Basta trasforma temporaneamente lo spazio pubblico del fiume in un luogo di ascolto e di cura con la performance Storie acquatiche della buonanotte, promossa da Lungomare. All'interno di un piccolo rifugio temporaneo costruito con materiali naturali raccolti lungo il fiume, il pubblico è invitato a sdraiarsi e ad ascoltare una selezione di racconti personali, miti e leggende locali, accomunati dal tema dell’acqua. A ogni partecipante è dedicata una storia della buonanotte che diventa un gesto di incontro e un momento per trasformare la percezione del tempo affidandosi all'ascolto e alla presenza. La performance sarà ripetuta ogni 30 minuti e potrà accogliere fino a tre partecipanti per volta. Nel tempo di attesa il pubblico è invitato a ricamare nell’ambito di un laboratorio da cui nascerà un Archivio delle parole acquatiche, una raccolta collettiva di memorie che restituisce la pluralità di relazioni che si possono creare attorno all’esperienza acquatica.
  • Cultura, musica e divertimento autunnale tra i castelli e le baite più belle di Appiano Domenica 18 ottobre la dodicesima edizione della giornata culturale itinerante “Castelmusika” rappresenta un’esperienza imperdibile attraverso l’autunno e le dimore e i castelli più belli di Appiano. Bande musicali e cori tradizionali ravvivano le mura storiche e i cortili pittoreschi. Le diverse associazioni di Appiano vizieranno i visitatori con piatti tipici autunnali, torte fatte in casa, vini scelti e tanto altro. Una domenica per tutta la famiglia all’insegna di musica, architettura, cultura e piacere!

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