DUNJA JOCIC / Don’t talk to me in my sleep - Pubblicato da FondazioneHaydnStiftung

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Informazioni evento

Coreografia Dunja Jocic

Interpreti Luca Cacitti, Shy Partush

Musica Hugo Morales

Testo Barbara Markovic

Durata 60 min


Produzione Korzo Production, Bird Production

Nata a Belgrado, Dunja Jocic dopo un’eccellente carriera nella ginnastica ritmica (World Cup nel 1992), studia danza alla Rotterdam Dance Academy e successivamente avvia l’attività di performer in diverse compagnie tra cui Club Guy and Roni (Olanda), Ballet du Nord (Francia) ed Emio Greco/PC (Olanda). Nel 2007 crea il suo primo lavoro, No flowers, please, che ottiene il riconoscimento del Pubblico e il “Premio innovazione” al Festival of Choreographic Miniatures di Belgrado che le commissiona, insieme al Grand Theatre di Groningen, la successiva produzione a serata intera Not Me.

Don’t talk to me in my sleep (Non parlarmi nel sonno) è un lavoro esclusivamente maschile liberamente ispirato al rapporto tra Andy Warhol e la madre Julia Warhol in cui in una stanza buia e claustrofobica un uomo tra specchi e fiori di plastica vive lo scorrere del tempo bloccato dalla stretta relazione con “l’altro”. In quella stanza il tempo sembra essersi fermato nel rapporto schizofrenico tra i due. Mentre la ripetizione dei modelli quotidiani crea terreno fertile per irritazioni reciproche, i sogni di una vita indipendente emergono nella mente dell'uomo che si libra in scene di danza travolgenti guidato dal paesaggio sonoro elettronico di Hugo Morales.

Contatti :

Date e orari evento :

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    von Simon Stephens nach Anton Tschechows „Onkel Wanja“ Deutsch von Barbara Christ Aus dispositionellen Gründen wird aktuell an einer notwendigen Verschiebung der Produktion gearbeitet. Weitere Informationen folgen. Vanya verwaltet das Landgut seiner Familie nach dem Ableben seiner Schwester. Am liebsten lästert er mit seinem Freund Astrow über die langweilige Provinz. Doch plötzlich taucht sein Schwager Serebrjaków mit seiner neuen Frau Jeléna auf. Der will das Anwesen verkaufen. Vanya sieht sich in seiner Existenz bedroht und verliebt sich in Jeléna. Tschechows komödiantische und tragische Auseinandersetzung mit unserer Menschlichkeit – unseren Hoffnungen, Träumen und unserem Bedauern – steht in „Vanya“ im Mittelpunkt. Simon Stephens Überschreibung Tschechows klassischer Geschichte über Liebe, Kunst, Sex und versuchtem Mord als Monolog erforscht das Kaleidoskop menschlicher Emotionen und nutzt die Kraft der intimen Beziehung zwischen einem Schauspieler und dem Publikum, um tief in die menschliche Psyche einzutauchen. Tony Award®-Winner, berühmter britischer Theaterautor und Dozent Simon Stephens hat mit „Vanya“ Tschechows Meisterwerk „Onkel Wanja“ kompromisslos radikal modern adaptiert. Die extrem herausfordernde Rolle in diesem Kammerspiel wird für die Vereinigten Bühnen Bozen von Tobias Moretti verkörpert, einem der renommiertesten Protagonisten der deutschsprachigen Bühnen- und Filmlandschaft. mit Tobias Moretti Regie Anna Bergmann Bühne & Kostüme Lane Schäfer Sound Design Heiko Schnurpel

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