Un altro viaggio: Guatemala. Un paese in cerca di riscatto - Pubblicato da martin_inside

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Con Flaviano Bianchini e Federico Palmas. Cooperativa Le formiche - Die Ameisen. Sala Giuliani. Ingresso libero

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  • testo e regia Lorena La Rocca assistente alla regia Valentina Parisi ricerca drammaturgica Evi Unterthiner, Cornelia Dell’Eva musiche Monika Callegaro in scena Jordi Beltramo, Evi Unterthiner coreografie Doris Plankl video documentazione Marina Baldo un progetto Artemix For Health con il coordinamento di Cornelia Dell’Eva “(H)allo zenit” porta in scena le voci di famiglie che affrontano una grande sfida: vivere il presente, fare tesoro di ogni giorno per gustare la vita a luce piena. L’evento nasce come un’occasione speciale, i 10 anni di MOMO Associazione promotrice Cure palliative per bambini in Alto Adige, e vuole dare voce, attraverso il linguaggio dell’arte, del teatro e della testimonianza diretta, alle esperienze di vita, cura, forza e speranza dei bambini inseriti nella rete di cure palliative pediatriche e delle loro famiglie. L’intento è quello di offrire alla cittadinanza uno sguardo autentico, delicato e accessibile sul tema delle cure palliative pediatriche, favorendo sensibilizzazione e partecipazione e uno sguardo rinnovato sulla vita e sulla cura. Lo spettacolo prende forma da un progetto Artemix dedicato alla proposta d’ arte per la salute sviluppato insieme alle famiglie, attraverso “Visite d’arte a domicilio”. Durante questi incontri casalinghi, con artisti d’eccellenza, caratterizzati da momenti di stupore, leggerezza e condivisione, genitori, familiari e amici hanno raccontato vissuti, emozioni e riflessioni che sono stati raccolti e trasformati in materiale drammaturgico. Da questo lavoro corale nasce una rappresentazione teatrale intensa e coinvolgente, proposta nelle due lingue provinciali, che trae ispirazione dalle storie e dalle relazioni delle famiglie coinvolte per diventare un’esperienza artistica e umana condivisa con l’intera comunità. MORTALI - TEATRO CRISTALLO
  • Perché proprio il Campiello? Ci piace immensamente il Goldoni popolare ed il Goldoni reazionario-aristocratico, alla vigilia della sua partenza per Parigi. Il testo è straordinario e pieno d’amore per il popolo povero e senza carnevali in un giorno di carnevale, un testo di grande umanità e tenerezza. Volevamo inoltre dare spazio ai nostri attori giovani e lavorare sull’immedesimazione, quella faticosissima disciplina che differenzia l’interpretare dall’essere. Il Campiello come ben spiega Strehler parla di un rapporto sociale ed etnico consolidato da una parte e stranieri (nobili o semi nobili “foresti”) dall’altra, dove vinceranno i popolani respingendo l’intruso o meglio, gli intrusi, che possono vivere con loro solo per poco, il campiello è del popolo, appartiene alle loro famiglie senza padri, famiglie matriarcali dove le giovani non possono stare in strada, devono stare ai loro balconi. La strada è permessa per il gioco o per qualche colloquio intimo e solo se accompagnate. La strada è dei maschi e delle madri. Sono le regole del tempo e del campiello e non vi è possibilità di cambiamento, la rottura di tali regole farà infatti nascere la prima baruffa tra due famiglie e nasceranno gelosie. Compagnia Teatrale “SOGGETTI SMARRITI” a.p.s. – Treviso Commedia in due atti in dialetto veneziano Durata 90 minuti Adattamento e Regia di Mariarosa Maniscalco
  • Siamo nel 1645 ed a Creta, importantissima isola del dominio da mar veneziano, sta per avere luogo il più terribile assedio che la Serenissima abbia mai conosciuto. E mentre la quinta guerra turco-veneziana è alle porte, Pantalone de’ Bisognosi, mercante e colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale Venezia per dare in sposa la figlia Ortensia al ricco Don Alonso. Ma proprio a Venezia Don Alonso si imbatte in Scaramuccia, napoletano male in arnese, e nel suo servo Arlecchino, e ne nasce, per l’appunto, una scaramuccia che vede Don Alonso avere la peggio e perire. Scaramuccia fugge in direzione di Candia (così era allora chiamata l’isola di Creta), inseguito da Flavia, innamorata di Don Alonso e assetata di vendetta. A Candia la situazione precipita, levando un momento gli occhi verso oriente, si intravedono già le vele nere della flotta Ottomana dirigersi a gran velocità verso l’avamposto veneziano. In questo Mediterraneo che non è solo mare, ma un’anima liquida dove storie millenarie hanno intessuto un arazzo di lingue multiformi, prende vita una storia che parla d’amore, di gelosia, di lotte e di guerre. Una storia che, come nella migliore tradizione della commedia all’improvviso, mescola il serio e il faceto, il sacro e il profano, la verità e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le antiche maschere, le navi d’alto bordo e le solide mura dell’isola di Creta. Scaramuccia Di origine napoletana, evoluzione del capitano fanfarone e vanaglorioso, Scaramuccia è diventato poi, grazie alla sapienza dell’attore Tiberio Fiorilli, una sorta di simpatico furbacchione che preferì sostituire la spada con la chitarra. Ancora una volta un lavoro di ricerca nel mescolare materiale antico e ritmi moderni, dove l’approccio filologico si affianca all’artigianato e al lavoro d’insieme. Un grande omaggio alla Commedia dell’Arte, anche chiamata «Commedia d’intrecci», proprio per il gran mulinare di situazioni, di rovesciamenti e di fraintendimenti, di celamenti ed agnizioni. La Compagnia “STIVALACCIO TEATRO ” – Vicenza due atti soggetto originale e regia Marco Zoppello produzione Stivalaccio Teatro, TSV - Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano

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