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S...comunicando - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

incontro con Michele Mirabella, conduttore, regista e attore
modera Lucio Lucchin, Direttore SC di Dietetica e Nutrizione Clinica presso l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige e Presidente della Federazione Culturale “Gaetano Gambara” Upad

Durata: 200'

“Scomunicando”, nel 2019 alla sua prima edizione, mira ad essere un importante forum di comunicazione a livello nazionale e internazionale diffuso sul territorio provinciale. Si tratta di un’occasione, promossa da Upad in cordata con altri soggetti del mondo culturale, sportivo, sociale e sanitario, per coinvolgere il pubblico e farlo riflettere sull’importanza della comunicazione nella vita di ogni giorno e sullo stretto legame che intercorre tra essa e tutti gli ambiti della nostra vita: culturale, sociale, politico ecc. La comunicazione è essenziale. Può essere irruenta nelle sue tecniche, talvolta può mancare l’obiettivo oppure essere completamente assente. In una società come la nostra, sempre più complessa e in cui si è costantemente bombardati da informazioni di ogni tipo, risulta essenziale riflettere su questo mezzo e sulla necessità di utilizzarlo nel modo più corretto possibile. La prima edizione di “Scomunicando” si svolgerà il 15 e 16 novembre a Bolzano e avrà numerosi ospiti di rilievo, vantando soprattutto la presenza del personaggio televisivo, regista e attore Michele Mirabella..

S...comunicando - Upad - Teatro Cristallo

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Date e orari evento :

Venerdì 15 Nov 2019

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    Vivi, lavori o studi a Bolzano? Abbiamo bisogno del tuo aiuto! Su incarico del Comune di Bolzano, il Center for Advanced Studies di Eurac Research sta svolgendo il progetto di ricerca “MyBZ - Bolzano in movimento”. L’obiettivo del progetto è quello di scoprire di quali elementi è composta l’identità urbana di Bolzano, cosa la rende attrattiva e in quale direzione si deve sviluppare in futuro. Quali sono gli aspetti che rendono Bolzano unica per i residenti, i pendolari e i visitatori? I nostri eventi L’opinione della comunità è un fattore chiave in questo processo. Ti invitiamo quindi a partecipare ai nostri eventi aperti alla cittadinanza (World Cafés), durante i quali si discuteranno i seguenti temi: qualità della vita & del vivere insieme, tecnologia & digitalizzazione, mobilità, economia ed esperienze & tempo libero. Inoltre, ci saranno due laboratori creativi, dove potrai lavorare letteralmente con le tue mani alla visione di Bolzano. 10.01.2020 | World Café III Sala Guido Fronza, via Dalmazia 30/B, Edificio Cristallo, III piano 24.01.2020 | Laboratorio I Sala Polifunzionale del Centro Civico Oltrisarco-Aslago, piazza Angela Nikoletti 4 29.01.2020 | Laboratorio II Biblioteca Firmian, piazza Maria Montessori 8 Orario: dalle 17.30 fino alle 20 Puoi confermare la tua presenza agli eventi a questo link: https://opinio.eurac.edu/s?s=6497
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    «Marilù Eustachio (nata a Merano nel 1934, vive a Roma) ancora oggi associa la Val Venosta al sentimento di patria. Negli ultimi anni si è accostata a questa sua patria attraverso circa 70 opere: una scelta della serie „Heimat“ è stata presentata alla Kunst Meran/Merano Arte, dove, oltre a questo ciclo, è stata esposta una selezione di lavori degli ultimi vent'anni, offrendo così un’ampia prospettiva sulla vasta opera di Eustachio». Con queste parole la curatrice della mostra e direttrice artistica del Kunst Meran introduceva l’esposizione. Dopo aver seguito il lavoro di Marilú Eustachio per anni e dopo aver accompagnato la sua carriera artistica lungo tutto il periodo della mia gestione della Galleria Spatia a Bolzano, sono molto grato alla Kunst Meran e alla signora Rekade per aver onorato un’artista nata a Merano. È un meritato e dovuto omaggio alla sua città natale. Nel 2016, in occasione del suo imminente ottantesimo compleanno, il Museion ha presentato, all’interno della collezione di studi, una scelta dei suoi "Taccuini" curata da Andreas Hapkemeyer. Ora si completa il ciclo sulla Heimat grazie a una mostra fotografica nella galleria Fotoforum, con una selezione di fotografie tutte dedicate all'Alto Adige. Marilú Eustachio è una personalità molto speciale. Lei è di Roma, parla romano e pensa romano, si muove in una cerchia di amicizie romane e nel suo ambiente ma, questa la sua particolarità, si sente una tirolese-romana. Non solo perché è nata a Merano, ma anche perché ha trascorso gli anni della sua infanzia in Val Venosta (sua madre veniva da Malles Venosta) e fino a poco tempo fa tornava ogni anno per lunghi periodi in Alto Adige a Umes, vicino a Fiè allo Sciliar. Il suo entusiasmo per l'Alto Adige è stato così intenso da spingerla a convincere numerosi artisti e intellettuali romani a trascorrere le loro vacanze in Alto Adige, “la terra più bella”. Ecco perché il titolo della mostra „Heimat“ – e ora la serie di fotografie „Heimat 2“ – non ha nulla in sé di kitsch o ancor meno di patriottico: la patria per Eustachio è una questione di cuore, implica un legame intimo, è un vero e proprio sentimento. I paesaggi dell'Alto Adige hanno ispirato innumerevoli opere dell'artista, la quale ha senz’altro realizzato migliaia di disegni e di fotografie, tutti appartenenti alla raccolta di opere "Tirolo". Meno noti sono i suoi lavori fotografici, anche se lei, per molti anni, ha sempre viaggiato con il quaderno da disegno e con la macchina fotografica, catturando con quest’ultima impressioni, dettagli di case, paesaggi, cimiteri e persone. Molte delle sue fotografie sono nature morte, oggetti casuali disposti come nature morte. Vediamo montagne, alberi, fiori e paesaggi svilupparsi gradualmente da segni molteplici che si susseguono e si dissolvono l’uno nell’altro. Allo stesso modo in cui nei suoi disegni vengono a crearsi forme di grafica minimale, le sue fotografie mostrano la fisicità dell'oggetto e svelano le strutture del paesaggio nella sua visibile immaterialità. Eustachio avvolge i suoi paesaggi in un velo atmosferico, liberando così l'oggetto dalle proprietà di peso e di densità. La percezione di una condizione atmosferica e la resa dell'impressione soggettiva determinano i tratti stilistici del suo lavoro. Con il velo "atmosferico" – a volte più, a volte meno denso – di cui circonda i suoi paesaggi, l'artista persegue l’animazione del sujet, una trasfigurazione poetica. Scaturiscono così paesaggi di apparenze arcadiche. Riesce a fissare istanti in cui il casuale si condensa in una composizione equilibrata: romantica, simbolica, lirica, pittorica. (Arnold Tribus) «Le mie prime esperienze sensoriali-cognitive sono legate all'Alto Adige: i gorgoglii armonici dei corsi d'acqua, lo scrosciare impetuoso dei torrenti, i venti fra gli alberi, la pioggia sulle scandole, l'odore di concime nei giardini, il profumo dell’erba appena falciata, quello della resina e del legno», scrive l’artista di se stessa.
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