C'ERAVAMO TROPPO AMATI
> Compagnia di Lizzana (TN)
> testo e regia Roberto Marafante
> musica Ariele Manfrini
> scenografia Roberto Marafante
> da un’idea di Riccardo Ricci realizzata da Maurizio Raffaelli
> costumi Max&Co. ABC abbigliamento
> mixer luci Marco Prezzi
> audio Cornelia Marafante
durata: 80'
Questa è una storia d’amore al contrario: un uomo e una donna dopo sei anni di matrimonio decidono di separarsi… Da questo momento una serie di gag irresistibili accompagnano i momenti classici del distacco: la separazione dei beni, il cambio di casa, l’annuncio ai parenti e agli amici, le reciproche nuove conquiste e via via, in un crescendo, si arriva ad un finale che è un colpo di scena inaspettato.
I due personaggi sono da soli sul palcoscenico, pochi e semplici elementi scenici li trasportano da un luogo ad un altro, altri personaggi entrano nel gioco, ma non li vediamo, solo attraverso il dialogo con i protagonisti diventano concreti: tutto è in un rincorrersi di scene comiche, spesso surreali, ma così vere come fossero tasselli di un puzzle che alla fine crea una sola immagine: “la storia di una vita”.
Buona domenica a teatro - UILT/FILODRAMMATICA DI LAIVES
Biglietti:
intero 10 €
Cristallo Card: 8 €
Under 26: 6 €
von Rhea Leman
Übersetzung aus dem Englischen von Henning Bochert
Mit Sabine Ladurner, Max G. Fischnaller und Stefan Marcello
Regie: Christina Khuen
Bühne und Kostüme: Andrea Kerner
Licht und Technik: Julian Geier
Bühnenbau: Robert Reinstadler
Wir treffen Hannah Arendt 1975, sechs Monate vor ihrem Tod, in einem Hotelzimmer in Kopenhagen. In wenigen Stunden soll ihr der dänische Sonning-Preis für ihre Beiträge zur europäischen Kultur verliehen werden. Doch bei der Vorbereitung ihrer Rede scheint die Zeit zu zerfallen. Ist es ihr eigenes Denken, das sie in die Vergangenheit führt – oder ist ihr bereits 1970 verstorbener Ehemann Heinrich Blücher von den Toten zurückgekehrt, um mit ihr zu philosophieren?
Wir begleiten eine der scharfsinnigsten und provokantesten Denkerinnen des 20. Jahrhunderts auf eine Reise durch Erinnerungen: vom aufkommenden Faschismus in Deutschland über ihre Flucht und das Exil bis nach New York. Wir erleben Liebe, Staatenlosigkeit und Arendts Suche nach einer geistigen Heimat. Dann Jerusalem 1961: der Eichmann-Prozess und die Theorie von der „Banalität des Bösen“, die einen der größten Intellektuellen-Skandale ihrer Zeit auslöste.
Mit ihrem bereits in Dänemark umjubelten, fiktiven Drama imaginiert Rhea Leman Arendts Gefühls- und Gedankenwelt und wagt dabei den Schritt ins Fantastisch-Absurde. Frei nach Arendts Prinzip des „Denkens ohne Geländer“ entsteht ein anregender und überraschender Theaterabend zwischen Biografie, Erinnerung und Gegenwart.
In una ridente parrocchia situata nelle campagne fiorentine a metà degli anni '50, sta per essere celebrato il matrimonio riparatore, tra due giovani innamorati: Renzo Villani e Lucia Fellini. Tutto sarebbe quasi semplice se non fosse che lo sposo è figlio della Signora Giovanna, democristiana e Presidentessa delle Sorelle del Tempio; la sposa invece è figlia di Olinto Fellini, il più fervente attivista del Partito Comunista del paese. II disaccordo la fa da padrone e la sempre presente Perpetua, non aiuta certo a mediare.
Ce la farà il buon Don Facondio ad unire nel sacro vincolo del matrimonio i due innamorati?
Sembrerebbe quasi di sì.
Ma l'arrivo di Ulderiga alla vigilia delle nozze dà l'idea che questo matrimonio, proprio, non s'abbia da fare.
Compagnia Teatrale L’ANTICA FRASCHETTA – Bucine - AR
commedia in dialetto toscano 3 atti di Tito Zenni
Regia di Claudio Fuccini
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