la Compagnia Teatrale APS
“AMICI DEL TEATRO DI PIANIGA” - (VE)
I 39 SCALINI di Patrick Barlow
Thriller brillante in due atti con la regia di Marco Sartorello
Richard Hannay, un giovane uomo d'affari canadese da poco rientrato a Londra, per sconfiggere noia e malinconia, una sera si reca al London Palladium per assistere ad uno spettacolo di varietà. Qui incontra una donna affascinante, intrigante e misteriosa che gli chiede di trascorrere la notte nel suo appartamento. La mattina successiva, però, Hannay la ritrova uccisa con un grosso pugnale e ben presto realizza che la Polizia lo sospetta di essere l'autore di tale efferato omicidio: inizia così, per lui, una complicata, movimentata e rocambolesca lotta contro il tempo e le circostanze avverse per riuscire, nel contempo, ad evitare di venire arrestato, smascherare i veri assassini ed impedire che un pericolosissimo complotto contro l'Inghilterra venga portato a compimento da una oscura e spietata organizzazione criminale straniera denominata "I 39 Scalini".
Dedicato alle scritture di Roberto Calasso
Di e con: Marco Baliani
Regia: Maria Maglietta
Organizzazione e promozione: Ilenia Carrone
Una produzione: Casa degli Alfieri
Un uomo da solo seduto su una sedia parla attraverso un microfono ad archetto. Ha una camicia bianca con un collo alla coreana. L'uomo ha circa 70 anni ed ha i capelli rasati ed è un po' stempiato.
Quando l’orizzonte si vela e lo sguardo si fa opaco, è tempo di salpare. Uscire dalla gabbia dei giorni, aprirsi all’ignoto. Se il mare non è a portata di mano, ci sono pagine che diventano vele, come quelle di Calasso, pronte a condurre altrove. Lo spettacolo nasce dal desiderio di tessere miti emersi nel tempo, isole luminose a cui tornare per dissetarsi d’immaginazione. Le storie non si limitano al racconto: aprono sentieri, crocicchi, mappe da percorrere con lo stupore negli occhi. In quei percorsi si rifrange il presente, si accendono echi della memoria, si intrecciano voci d’altri artisti. La natura – scogli, boschi, grotte – custodisce ancora il respiro degli Dei, nascosti, ma vivi, anche nei labirinti urbani. Voci antiche che parlano ancora, a chi sa ascoltare. Questo viaggio è un invito a ritrovare quell’ascolto.
Fondamenta zero (BZ/I): “Resterò per sempre nella foto di uno sconosciuto”
Con Oscar Bettini, Claudia Manuelli, Paolo Tosin
Ideazione e Regia: Claudia Manuelli
Drammaturgia: Elisa Emilia Scatigno
È un progetto teatrale tra memoria e assenza, tra ciò che resta e ciò che se ne va, tra la nostra paura di scomparire e la voglia di lasciare un segno. Protagonisti sono gli oggetti, inizialmente chiusi dentro delle scatole, ognuna delle quali racconta una storia – soggetta a cambiamento di replica in replica. Sopra ogni scatola è indicato un nome, probabilmente la persona a cui erano appartenuti gli oggetti: ciò che è rimasto di lui o di lei dopo la sua morte.
Una serata straordinaria tra emozione, divertimento e creatività — da non perdere se desiderate vivere un’esperienza teatrale un po’ diversa dal solito!
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