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Der schwarze Koffer - Veröffentlicht von ale inside

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Event-Informationen

Kriminalkomödie von Werner Schuster präsentiert von der Theatergruppe Oberbozen im Vereinshaus in Oberbozen.
Regie: Markus Soppelsa
Im Gepäck von Tante Flora, die für fünf (Oh Gott!) Wochen beim jungvermählten Ehepaar Gendarm Wusserl eintrifft, befindet sich ein banknotenschwerer Koffer. Sie weiß zwar nichts davon, Wusserl hält hingegen, kaum macht er den elektrisierenden Fund (natürlich!) die Tante gleich für den Bankräuber von Wien, von dem in seiner Dienststelle kürzlich die Rede war! Ran an den Speck? Hat sie Komplizen? Was, eine Tante verhaften?? Warum will sie auch so lange untertauchen! – da wird das Tauschobjekt, Tante Floras eigentlicher Koffer, gebracht... und das Verwechslungskarussell beginnt sich zu drehen... der (echte) Räuber taucht auf, eine zweite Tante wird ins Spiel gebracht (noch eine Paraderolle!)... heillose Verwirrung, sowie Eifersucht würzen das Geschehen... das in der Niederstreckung des diensthabenden Kriminalkomissars und Wusserlvorgesetzten Killing seinen vorläufigen Höhepunkt findet. Tja, und wo ist der schwarze Koffer? Der ist natürlich verschwunden! Mehr darf an dieser Stelle einfach nicht gesagt werden... „Der schwarze Koffer” ist ein beschwingtes Stück Theater, eine amüsante Kriminal-Verwechslungs-Gesellschafts-Komödie. Personen, Situationen, Komplikationen und deren Auflösungen sind irgendwie vertraut. Die Frische mit der sie dieser Text ausspielt wird Schauspielern und Zuschauern viel Vergnügen machen. Nicht gerechnet die Überraschungen, die schnellen Wendungen und die wie Zitate aufblitzenden Genremotive, die diese immer spannende Geschichte kräftig vorantreiben!

Kontakte :

Datum und Uhrzeit des Events :

Es gibt Termine vom 18 März 2016 bis 19 März 2016

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    La gatta sul tetto che scotta è un’opera scritta nel 1955 dal grande drammaturgo statunitense Tennessee Williams, che con questo testo vinse il suo secondo Premio Pulitzer. Racconta la storia dei Pollitt, una ricca famiglia del Sud degli Stati Uniti che vive una profonda crisi di fronte all’imminente morte del padre, Big Daddy. La famiglia si è riunita nell’immensa proprietà terriera del patriarca per festeggiare il suo compleanno. In questo contesto emergono l’avidità e la debolezza dei figli, Gooper e Brick, e in particolare la situazione di quest’ultimo e di sua moglie Margaret. I due vivono un matrimonio senza intimità. Maggie è profondamente innamorata, ma Brick è distante: è da tempo un alcolizzato e non la degna di considerazione. Durante un conflitto con Brick, Maggie dice di sentirsi come “una gatta su un tetto che scotta”, decisa a non cadere giù: ha, infatti, conquistato con fatica una posizione sociale. Leonardo Lidi rilegge questo testo mettendo in luce il filo rosso che parte da Anton Čechov, passa da Tennessee Williams e si conclude con alcuni film di Woody Allen. «La società raccontata tramite la famiglia e le proprie contraddizioni, le tantissime, le tonnellate di storie d’amore, le battute che tornano e che si rincorrono tra un autore e l’altro» scrive il regista residente del Teatro Stabile di Torino. «Torno a Williams perché credo che sia l’autore più utile a comprendere l’importanza dell’analisi della società attraverso la lente famigliare. Williams utilizza il ridicolo per raccontare la tradizionale famiglia americana del Sud, la sua incapacità di avanzare, ferma in un ricordo, pronta a distruggere pulsioni sessuali “nocive” e a nascondere tutta la polvere della società occidentale sotto il tappeto». di Tennessee Williams traduzione Monica Capuani regia Leonardo Lidi con Valentina Picello, Fausto Cabra, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Giuliana Vigogna, Giordano Agrusta, Riccardo Micheletti, Greta Petronillo, Nicolò Tomassini scene e luci Nicolas Bovey costumi Aurora Damanti suono Claudio Tortorici assistente regia Alba Maria Porto produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, TSV - Teatro Nazionale La gatta sul tetto che scotta viene presentato per gentile concessione de la University of the South, Sewanee, Tennesee. durata: 105 minuti Spettacolo con luci stroboscopiche
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