Il Macello racconta il rapporto tra uomo, carne animale e lavoro. È il frutto di un anno di indagine su un luogo e un’attività censurati alla nostra vista: il macello e l’attività di coloro che vi lavorano. È basato su interviste con ex-lavoratori dei mattatoi emiliani e su materiale ricavato dalla storia familiare del nonno dell’autore, rielaborato nella storia di Nani, il protagonista. La violenza dell’uomo sull’animale è il tabù che, messo alla luce, rivela il lato violento del capitalismo industriale. Raccontando le trasformazioni sul modo in cui concepiamo la nostra relazione con la carne, Il Macello racconta la nascita e il tramonto del capitalismo italiano, le sue promesse e i suoi inganni.
Il testo è stato segnalato dalla giuria del Premio Hystro- Scritture di Scena 2025 con la seguente motivazione «per la chiarezza degli intenti, con cui l’autore conduce la sua ricerca attraversando il tema del lavoro all’interno di un macello, luogo tabù di vita e di morte, rimosso dalla percezione quotidiana, accentuandone la potente simbologia. L’evoluzione del sistema dei valori legati alla cultura del rapporto uomo-animale trasfigura in un uso sapiente del dialetto emiliano, incarnato da personaggi solidi e credibili».
IL MACELLO - Lettura drammatica per Premio Hystrio
di Federico Mattioli
con Tindaro Granta, Maria Giulia Scarcella, Salvatore Cutrì e Gabriele Mattè
Testo segnalato al Premio Hystrio - Scritture di Scena 2025
in collaborazione con Hystrio Festival
Un importante uomo politico ha riunito nella sua villa amici e parenti per annunciare una decisione importantissima. Attraverso una ricostruzione per flashback vengono ricomposti , come in un mosaico i pezzi di vita accaduti nella villa nei giorni del week end. Un vero giallo che cattura l'attenzione dei commensali fino alla fine ... tanti i sospettati, ma chi sarà stato ad uccidere? Mettetevi alla prova!!! Trovate il colpevole!
Dopo Il giorno più bello e La prima volta, il Teatro Stabile di Bolzano torna nelle Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della Città e della provincia di Bolzano con nuovi ricordi, esperienze ed emozioni, ispirati ad una domanda molto semplice e allo stesso tempo molto efficace: Quanto ti è costato?
Ogni conquista comporta una rinuncia. Ogni direzione presa implica la perdita di altre possibilità. In questo senso la vita non è un accumulo, ma una sottrazione: diventiamo ciò che siamo anche attraverso ciò che perdiamo.
Le interviste della giornalista del quotidiano Alto Adige Maddalena Ansaloni e le illustrazioni della vignettista Valentina Stecchi trasformano le storie dei residenti delle RSA in un racconto teatrale portato in scena da Giacomo Anderle e Alessio Kogoj della Compagnia I Teatri Soffiati.
Accompagna lo spettacolo anche un video che narra il progetto
Lo spettacolo, presentato nelle residenze di Bolzano e provincia è aperto a ingresso gratuito alla cittadinanza.
di I Teatri Soffiati dalle storie di Maddalena Ansaloni
con Giacomo Anderle e Alessio Kogoj
video Alessio Kogoj
costumi e oggetti di scena Piccola Bottega de I Teatri Soffiati
disegni Valentina Stecchi
produzione Teatro Stabile di Bolzano
in collaborazione con il quotidiano Alto Adige
Il racconto è ispirato alle parole raccolte nelle interviste curate da Maddalena Ansaloni presso alcune Residenze sanitarie assistenziali (RSA) della città di Bolzano
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