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Performance: CIE. WILLI DORNER (A) - Veröffentlicht von ale inside

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Event-Informationen

Bodies in urban spaces
a moving trail for a group of dancers
Konzept und Choreografie Willi Dorner
Zum 30-jährigen Jubiläum des Festivals Tanz Bozen planen die beiden Veranstalter Stiftung Stadttheater und Südtiroler Kulturinstitut ein ganz besonderes Event mit der Cie. Willy Dorner, die mit der Performance Bodies in urban spaces die Bozner Altstadt in einen Tanz-Parcours verwandeln wird.
A moving trail for a group of dancers nennt der österreichische Choreograf Willy Dorner sein Projekt mit dem er seit 2007 durch Städte auf der ganzen Welt tourt. Tänzerinnen und Tänzer bilden an Plätzen und Gebäudefassaden, in Passagen, Straßen und Einkaufszentren, an öffentlichen und halböffentlichen Orten eine Kette von Körper-Skulpturen, klemmen sich in Türzargen, stapeln sich in Schächten und jede erdenkliche Öffnung. Ein Eingriff in das gewohnte Stadtbild, das Passanten, Einwohner und Zuschauer motivieren soll, ihr urbanes Umfeld auf neue Weise zu entdecken und über Bewegungsgewohnheiten nachzudenken. Die Tänzer werden in Auditions ausgewählt. Für die Performance im Stadtzentrum von Bozen werden 20 Personen gesucht, die mit der Cie. Willy Dorner in der ersten Festivalwoche (14.-18. Juli) arbeiten und am 19. Juli an zwei Performances teilnehmen.

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  • durata: 70’ Era il 1949, la guerra si era conclusa da pochi anni, e Renata Viganò l’aveva attraversata da partigiana, incontrando sul suo cammino la figura dell’Agnese, una lavandaia di mezz’età, rude e inconsapevole, trascinata suo malgrado a combattere una guerra che non sentiva appartenerle. Per una serie di eventi che partono dalla deportazione del marito da parte dei tedeschi, l’Agnese entra con sempre maggiore consapevolezza e forza nella grande Storia, prendendo parte attiva a quella Resistenza fatta di donne e uomini, a cui dobbiamo non soltanto la Liberazione del ’45, ma anche un lascito che va a comporre parte dell’identità storica di questo Paese. Lo sguardo di Agnese, che mette a fuoco con sempre maggiore precisione gli eventi rivelando senza sconti tutta l’insensatezza e la crudeltà della guerra, diventa il nostro sguardo e la sua presa di consapevolezza diventa la nostra. A Renata Viganò va inoltre il merito di essere stata tra le prime a rivalutare il ruolo femminile nella Resistenza italiana, un ruolo che per lungo tempo non è stato riconosciuto. Dietro il personaggio di Agnese si cela non solo la lavandaia di mezza età rimasta sola con la sua gatta ma -per ammissione della stessa Viganò- si ritrovano le vite di tante partigiane incontrate in quei mesi di lotta. L’Agnese costituisce la sintesi di un’esperienza che ci regala il punto di vista delle donne partigiane, mettendo in risalto il contributo femminile alla lotta al Nazifascismo. - dal romanzo di Renata Viganò - a cura di Cinzia Spanò - musiche originali di Federica Furlani - con Cinzia Spanò e Federica Furlani - costumi Elena Rossi - organizzazione Elisa Binda - produzione Effimera Teatro - con il sostegno di Audrey Anpi Rassegna In Scena 25/26 - Teatro Cristallo in collaborazione con Teatro Stabile di Bolzano
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