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Eventi

Tech IT Easy!
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Exhibitions
Venerdì, 10 Apr 2026 10:00-18:00 |
L'evento si tiene dal 28 Feb 2026 al 27 Set 2026

Vivere con lo smartphone Quante volte al giorno tocchi lo schermo del tuo smartphone? Lo porti ovunque, lo guardi continuamente, ti spaventi quando non lo trovi. È il tuo accesso personale a mondi infiniti: connette, informa, intrattiene, accompagna. Ma cosa succede quando lo usiamo così tanto? Cosa cambia nel nostro corpo, nella nostra mente, nelle nostre relazioni? Il nuovo progetto di MUSE Agorà è un invito all’esplorazione. Un percorso per osservare come lo smartphone trasforma il modo in cui viviamo, sentiamo e stiamo insieme, esplorando le conseguenze sul benessere individuale e collettivo. Le tecnologie digitali, in continua e sempre più rapida evoluzione, hanno generato opportunità ma allo stesso tempo nuove fragilità. L’esposizione propone uno spazio di confronto, aperto e non giudicante, per mettere in luce meccanismi, esperienze e possibilità di scelta consapevole sull’uso dei dispositivi e dei social network. Un progetto MUSE, realizzato con la consulenza scientifica di: - Alice Avallone – BUNS, Dati sensibili - Massimiano Bucchi – Dipartimento di sociologia e ricerca sociale, Università degli studi di Trento - Ornella Corazza – Addiction Science Lab, Dipartimento di psicologia e scienze cognitive, Università degli studi di Trento - Mauro Cristoforetti – EDI onlus, Educazione ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

MUSE - Museo delle Scienze Corso del Lavoro e della Scienza 3, Trento, TN
Lascia che tutto ti accada
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Exhibitions
Venerdì, 10 Apr 2026 10:00-12:00 | 15:00 - 18:30
L'evento si tiene dal 08 Mar 2026 al 03 Mag 2026

La Cooperativa Sociale GSH, in collaborazione con il Mart di Rovereto, presenta “Lascia che tutto ti accada”, una mostra dedicata al tema della disabilità attraverso lo sguardo dell’arte. Pittura, scultura e fotografia si intrecciano per raccontare il limite, la fragilità, la forza e il percorso di chi affronta ogni giorno ostacoli spesso invisibili. L’esposizione, curata da Giosuè Ceresato, trova spazio nelle sale storiche del Palazzo Assessorile di Cles. Un dialogo tra opere di artisti contemporanei e lavori provenienti dalle collezioni del Mart, che rende omaggio a chi ha trasformato la propria condizione in un racconto creativo, profondo e libero. Tomaso Marcolla espone l'opera dal titolo “Superman”. “La disabilità non va più vista come una semplice limitazione individuale ma come il risultato dell’interazione tra le caratteristiche della persona e gli ostacoli presenti nell’ambiente sociale, culturale e fisico. Può diventare una risorsa che promuove l’inclusione trasformando una condizione di svantaggio in un’occasione di crescita per la società”. Nel 2026, anno dei Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina, questo tema assume un significato particolare. Mentre gli atleti competono per superare limiti e record, a Cles l’attenzione si sposta su chi parte con uno svantaggio e trova comunque un modo per avanzare, per resistere, per esprimersi.

Palazzo Assessorile Piazza Municipio 21, Cles, TN
Feedback. Gli Ambienti di Franco Vaccari
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Exhibitions
Venerdì, 10 Apr 2026 10:00-22:00 |
L'evento si tiene dal 28 Mar 2026 al 13 Set 2026

Museion è lieto di presentare una grande mostra dedicata a Franco Vaccari (Modena, 1936–2025), una delle voci più innovative dell’arte del secondo dopoguerra e dell’arte concettuale in Italia. Riunendo opere fotografiche, video, libri d’artista e materiali d’archivio, la mostra propone per la prima volta un’estesa esplorazione degli ambienti come nucleo centrale della sua pratica artistica. Ideata in occasione di quello che sarebbe stato il novantesimo compleanno dell’artista, l’esposizione rappresenta la prima ampia presentazione istituzionale del suo lavoro in Italia dopo oltre un decennio e lo colloca all’interno di un più ampio discorso internazionale sulla partecipazione del pubblico, che mette in primo piano il ruolo attivo dei visitatori e delle visitatrici nella costruzione stessa dell’opera. Formatosi come fisico prima di dedicarsi all’arte alla fine degli anni Sessanta, Franco Vaccari ha sviluppato una pratica che ha costantemente messo in discussione l’idea dell’opera d’arte come oggetto statico. Piuttosto che produrre opere autonome e compiute, ha concepito i suoi progetti come esposizioni in tempo reale, in cui l’opera si sviluppa nel tempo ed è modellata dalla presenza e dalle azioni del pubblico. Questo approccio attraversa oltre cinquant’anni di produzione artistica, riunendo lavori realizzati con media diversi – dalla fotografia e dal cinema al suono, al video e ai primi progetti basati su internet. Per Vaccari, la tecnologia svolge un ruolo centrale nel modo in cui la realtà viene percepita, ricordata e condivisa. Nel saggio fondamentale Fotografia e inconscio tecnologico (1979), Vaccari ha descritto questo approccio artistico come un “occultamento dell’autore”. Anziché presentare un’opera finita, egli crea le condizioni affinché il significato emerga attraverso l’interazione, il caso e la presenza collettiva. Il pubblico non è quindi un osservatore passivo, ma una componente essenziale dell’opera stessa. Questo principio trova la sua espressione più compiuta negli ambienti di Vaccari: architetture spesso temporanee che trasformano gli spazi espositivi in luoghi di esperienza. Realizzati senza un intento progettuale o architettonico specifico, ma spesso costruiti con materiali di uso quotidiano o di recupero, questi lavori restano aperti all’imprevedibilità, privilegiando ciò che accade al loro interno rispetto alla loro struttura fisica. La mostra è suddivisa in nuclei tematici e si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti e altre opere che esplorano aspetti chiave della pratica di Vaccari. Temi come le tracce lasciate dalle persone, l’inconscio collettivo e la formazione della memoria guidano sia la lettura delle opere sia il progetto espositivo, realizzato da Fosbury Architecture. Il percorso si apre con progetti incentrati sull’oscurità come modalità di avvicinamento all’inconscio e al mondo del sogno, invitando il pubblico a una “discesa” interiore, al tempo stesso metaforica e reale. In questo contesto attenuato, la percezione rallenta e le modalità abituali di visione lasciano spazio a un’esperienza più attenta e sensoriale. Ambienti come La Scultura Buia (1968), Esposizione in tempo reale n. 19, Codemondo (1980) ed Esposizione in tempo reale n. 20, Ambiente grigio multiuso, scatola per sondare lo spazio vicino e lontano (1987) creano situazioni in cui l’esperienza personale diventa parte di uno spazio condiviso. La mostra prosegue con ambienti che affrontano l’interesse di Vaccari per le tracce della presenza umana negli spazi pubblici urbani e per le dinamiche sociali delle comunità temporanee. Accanto al progetto iconico Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentato alla Biennale di Venezia del 1972, e al suo sviluppo Photomatic d’Italia (1972–75), ambizioso progetto realizzato attraverso cabine fotografiche installate in spazi pubblici in tutta Italia, la mostra presenta anche Esposizione in tempo reale n. 21, Bar Code – Code Bar (1993) e Mini cinema (2003). Queste opere esplorano l’interazione sociale, i comportamenti collettivi e i momenti di incontro spontaneo. Nel corso dell’esposizione, gli ambienti di Vaccari non sono presentati come ricostruzioni statiche, ma come situazioni riattivate, fedeli alle intenzioni originarie dell’artista e capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. La collezione di Museion comprende circa venti opere di Franco Vaccari, per la maggior parte provenienti dall’Archivio di Nuova Scrittura donato al museo nel 2020. Questo nucleo include alcuni dei primi lavori verbo-visivi che segnano gli esordi di Vaccari come poeta visivo e che già prefigurano il suo interesse costante per il linguaggio, le tracce e la presenza umana. L’inclusione di alcune di queste opere in mostra sottolinea la continuità tra la sua ricerca iniziale e il patrimonio stesso del museo. Franco Vaccari Franco Vaccari nasce a Modena il 18 giugno 1936 e riceve una formazione scientifica, laureandosi in fisica. Dopo aver avviato la sua carriera artistica come poeta visivo, nel 1969 realizza la prima Esposizione in tempo reale, introducendo il concetto che diventerà centrale nella sua pratica. La sua pratica si articola attraverso diversi approcci, ma è frequentemente interpretata nell’ambito del realismo concettuale. Tra le sue opere più celebri figura Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentata in una sala personale all’interno del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia nel 1972; Vaccari tornerà alla Biennale con sale personali anche nel 1980 e nel 1993. Accanto alla produzione artistica, Vaccari ha sviluppato un’importante attività teorica, pubblicando testi fondamentali come Duchamp e l’occultamento del lavoro (1978) e Fotografia e inconscio tecnologico (1979). Il suo lavoro è stato presentato a livello internazionale in mostre e istituzioni di primo piano, tra cui la Biennale di Gwangju in Corea del Sud, la Kunsthalle Basel, il Musée de l’Elysée di Losanna, Mostyn in Galles, la Fondazione Morra Greco di Napoli e la Triennale di Milano, tra le altre. Franco Vaccari è scomparso nel 2025.

Museion Piazza Piero Siena, 1, Bolzano, BZ
Thomas Scalco - yeki bud yeki nabud
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Exhibitions
Venerdì, 10 Apr 2026 10:00-12:00 | 14:00 - 16:00
L'evento si tiene dal 31 Mar 2026 al 11 Apr 2026

A cura di Gabriele Salvaterra Thomas Scalco (Vicenza, 1987) col suo lavoro racconta storie senza raccontarle e, al contempo, all’interno dei suoi quadri, tratteggia luoghi che non esistono. Visibile e invisibile, presenza e assenza, pienezza e vuoto si rincorrono nelle sue composizioni, fatte di pennellate minute che cercano di dimenticare il progetto complessivo, muovendosi attraverso traiettorie e consistenze che poi, allo sguardo distante, possono apparire paradossali. Le sue narrazioni non hanno tema e le sue allegorie risultano troncate: lasciano la sensazione di un collegamento semantico, frustrando però la possibilità di percorrere una corrispondenza unilaterale. Per questo, la frase yeki bud yeki nabud della lingua persiana – il corrispettivo del nostro c’era una volta – fissa con precisione l’andamento sfocato della pratica dell’artista. La traduzione letterale – c’era qualcuno, non c’era qualcuno – evidenzia la compresenza di potenzialità inespresse nelle forme del quadro, di esistenze che non esistono, realizzabili unicamente nel mondo di finzione autentica della pittura, come in una fiaba. Presso gli spazi del Kunstforum Unterland di Egna (BZ), Thomas Scalco mette in scena questi racconti muti, che non hanno direzionalità, e nei quali ciascuno è chiamato a rinvenire storie dimenticate. Attraverso lavori pittorici recenti, collage di frammenti e costruzioni scultoree segnate da una profonda vocazione pittorica, l’autore si innesta nello spazio espositivo in maniera sperimentale, evitando l’idea di semplice esposizione di quadri realizzati precedentemente, facendo risuonare gli ambienti con le presenze artistiche che li abitano.

Kunstforum Bassa Atesina Via Portici, 26, Egna, BZ
SOLO IM ENSEMBLE 1 Klaus Rungger Ein neues Wort für Zeichnun
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Exhibitions
Venerdì, 10 Apr 2026 11:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 10 Apr 2026 al 23 Mag 2026

Klaus Rungger Ein neues Wort für Zeichnung Per Klaus Rungger il disegno è al centro della sua pratica artistica. Le sue opere nascono nel confronto diretto con un modello e generalmente non vengono rielaborate in seguito. In questo momento immediato l’artista cerca di cogliere espressione, forma, colore e linea, percependo la persona al di là di categorie come età o genere. Il disegno diventa così uno spazio tra precisione e libertà, tra osservazione e interpretazione. Le opere di Rungger aprono uno sguardo sensibile sulla percezione e sull’identità e invitano a soffermarsi su linee, dettagli e sfumature. Solo da vicino diventano visibili le sottili tracce del disegno, che rendono percepibile il processo diretto e immediato della loro creazione. Klaus Rungger, nato nel 1969, vive e lavora in Val Gardena. Dopo aver concluso la Scuola d’Arte di Ortisei e aver frequentato l’Istituto di Design Issam di Modena, ha proseguito l’attività di famiglia come maestro meccanico nel settore automobilistico. Il disegno e l’arte hanno sempre rappresentato una parte centrale della sua vita. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre in Italia e all’estero; nel 2018 ha ottenuto il primo premio al concorso artistico “Kunst unter den Sternen” a Rio di Pusteria e nel 2020 è stato finalista del Premio d’arte Artig a Kempten.

SKB Artes Via Weggenstein, 12A, Bolzano, BZ
SOLO IM ENSEMBLE 1 Urban Grünfelder  Kein schöner Land in di
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Exhibitions
Venerdì, 10 Apr 2026 11:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 10 Apr 2026 al 23 Mag 2026

Urban Grünfelder Kein schöner Land in dieser Zeit Il lavoro artistico di Urban Grünfelder ruota attorno a questioni fondamentali legate all’essere umano, all’identità e agli sviluppi della società. Partendo da eventi attuali, osservazioni della vita quotidiana e impressioni tratte dalla natura, nascono immagini che invitano a riflettere sulle esperienze individuali e collettive. Grünfelder lavora con pittura, scultura e disegno, unendo nelle sue opere la percezione personale con questioni sociali. Le sue opere offrono meno risposte e pongono piuttosto domande sul senso, sul significato e sull’orientamento in un mondo sempre più complesso. L’artista intende l’arte come uno specchio per l’osservatore: uno spazio in cui possono ritrovarsi pensieri, esperienze e prospettive personali. Le opere invitano a soffermarsi e a riflettere sul proprio ruolo all’interno delle dinamiche sociali. Urban Grünfelder, nato nel 1967 a Bressanone, ha completato la sua formazione presso la Scuola d’Arte di Ortisei e ha successivamente studiato all’Accademia di Belle Arti di Vienna. La sua attività artistica è caratterizzata da una solida formazione accademica e da un costante confronto con le questioni contemporanee.

SKB Artes Via Weggenstein, 12A, Bolzano, BZ
SOLO IM ENSEMBLE 1 Wolfgang Zingerle Phobos Over
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Exhibitions
Venerdì, 10 Apr 2026 11:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 10 Apr 2026 al 23 Mag 2026

La pratica artistica di Wolfgang Zingerle è caratterizzata da processi lunghi e sperimentali e da dispositivi di prova, la cui apertura e struttura metodologica ricordano la ricerca scientifica. Al centro del suo interesse si trova il “fluido”: stati della materia che, sotto l’influenza di forze esterne, vengono continuamente trasformati e acquisiscono stabilità solo nel corso della loro processualità. Zingerle rende visibili dinamiche descrivibili scientificamente e le traduce in una logica visiva autonoma, in cui controllo e caso, così come intenzione e le leggi intrinseche del materiale, si intrecciano. Sebbene la pittura costituisca il punto di partenza formale, essa viene coerentemente ampliata, mentre i concetti tradizionali di immagine vengono consapevolmente dissolti e messi in discussione. Le opere sviluppano una presenza sensoriale immediata e affrontano la percezione come un processo instabile e legato al tempo, segnando al contempo i limiti del rappresentabile. Possono essere lette come indagini sulla trasformazione, la materialità e le condizioni della visibilità, in cui esperienza estetica e questioni epistemologiche si intrecciano in modo inseparabile. Wolfgang Zingerle, nato a Brunico, ha studiato in Val Gardena, Vienna e Berlino e nel 2000 ha conseguito il diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua pratica artistica si distingue per una grande varietà di media – dalla pittura e arte del vetro fino a lavori scultorei, graffiti, land art e progetti in ambito sociale.

SKB Artes Via Weggenstein, 12A, Bolzano, BZ
Arcipelago Verticale
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Exhibitions
Venerdì, 10 Apr 2026 15:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 11 Mar 2026 al 02 Mag 2026

Fotografie, Illustrazioni e Progetti: Beatrice Citterio, Francesco Marinelli (Dolomiti Contemporanee), Jonathan Coen, Laboratorio OffTopic, Leonhard Angerer, Manuel Riz, Marco Gasparic (Broken Window Theory), Rob Hornstra, studentesse e studenti dei seminari di fotografia Bauer Anatomia e Dinamica di un Territorio in collaborazione con Dolomiti Contemporanee e TeSAF (UniPa), Teresa de Toni (Dolomiti Contemporanee), Till Aufschlanger (Broken Window Theory), Voci di Cortina. - Nella realtà climatica attuale, in cui l’innalzamento delle temperature colpisce le aree montane alpine il doppio rispetto alle pianure e la copertura nevosa è in continua diminuzione, i giochi olimpici invernali “più diffusi e sostenibili di sempre” stanno interessando un’area di circa 22.000 km², attraversando contesti ed ecosistemi profondamente diversi tra loro: da Milano a Cortina d’Ampezzo, da Bormio e Livigno alla Val di Fiemme, fino ad Anterselva e Verona, per un investimento pubblico di oltre 6 miliardi di euro. Ma cosa implica un evento di questa portata per i territori che lo ospitano? E soprattutto, è possibile parlare di sostenibilità sociale, economica e ambientale? Attraverso un’analisi visiva delle criticità del modello olimpico invernale e della sua legacy, Arcipelago Verticale ne mette in discussione pratiche e immaginari, evidenziandone la dipendenza strutturale dallo sfruttamento delle risorse locali, in particolare naturali e culturali. Ne emerge, primo tra tutti, un arcipelago idrico indispensabile alla sopravvivenza del modello economico, che si espande di anno in anno a monte dei versanti sciabili per consentirne l’innevamento, verticalizzando risorse e fondi pubblici su pochi nodi puntuali sparpagliati sulle Alpi e nelle Dolomiti, per le quali il ciclo insulare è iniziato milioni di anni fa. Il proliferare di queste infrastrutture produce una geografia frammentata, composta da superfici tecniche e aree di iper-sfruttamento tra loro connesse ma territorialmente discontinue. Sono isole i bacini artificiali – tre dei quali costruiti per i giochi olimpici invernali – come sono isole le centinaia di cantieri disseminati lungo l’arco alpino, a diverse altitudini: in corso, conclusi o in progettazione. Per alcuni, la data di consegna è fissata al 2032. L’arcipelago rappresenta infine anche la distanza politica tra i centri decisionali e la popolazione civile, resa insormontabile dall’urgenza del modello olimpico che ha impedito alle comunità locali di confrontarsi con chi ha preso decisioni cruciali sul proprio territorio. Questo ha vanificato sia l’opportunità di orientare investimenti consistenti verso strutture e modelli che notoriamente ne avrebbero avuto necessità, sia il sacrosanto diritto della popolazione di informarsi ed esprimersi sulle trasformazioni che la riguardano. Beatrice Citterio

Galleria Foto Forum Via Weggenstein 3F, Bolzano, BZ
Draghi e castelli
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Exhibitions
Venerdì, 10 Apr 2026 15:30-22:30 |
L'evento si tiene dal 09 Apr 2026 al 28 Apr 2026

Mostra della classe 3D del Liceo Artistico di Bolzano A cura di Arta Ngucaj Inaugurazione: giovedì 09/04/2026 – ore 18:00 Durata della mostra: dal 10 al 28/04/2026 Orari di apertura: lunedì – sabato ore 15:30 – 22:30 Entrata libera Nell’ambito del Festival della Fiaba 2026 C’era una volta… un drago!

Centro per la Cultura Merano Via Cavour, 1, Merano, BZ
Mostra
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Exhibitions
Venerdì, 10 Apr 2026 16:00 - 19:00
L'evento si tiene dal 21 Mar 2026 al 11 Apr 2026

Sala Espositiva | Via Pietralba 29, Laives Una mostra di Santiago Torresagasti A cura di Nicolò Faccenda “Il vento e la notte”, seconda mostra della stagione espositiva 2026 nel tema biennale “corpo, identità, cultura”, presenta il lavoro dell’artista e film-maker Santiago Torresagasti. Con opere video, traduzioni grafiche di frame e ricomposizioni installative, Torresagasti propone una ricerca che si contraddistingue per un raffinato intreccio tra attitudine concettuale, portato biografico e allusività poetica. Suddivisa in due sezioni, “Vento” e “Notte”, la mostra riflette sui concetti di spazio e tempo, di assenza e presenza, di pieno e vuoto, di linguaggio e percezione. La sezione “il Vento” si concentra sul tema della “presenza” e raccoglie opere video che declinano e ridefiniscono i concetti di tempo e spazio, percezione e decodifica linguistica. La sezione “la Notte” ha come perno concettuale e procedurale la traduzione grafica dell’unità di base del filmico: il fotogramma. “La Notte” avvia una riflessione sul concetto di “assenza”, a partire dalla rielaborazione di materiali visivi che ritraggono persone scomparse, “vermisst” o “desaparecidas”. Inaugurazione venerdì 20 marzo, ore 18:30. L’esposizione rimarrà aperta fino a sabato 11 aprile, dal martedì al sabato dalle ore 16:00 alle 19:00. Il venerdì e il sabato rimarrà aperta anche di mattina dalle ore 10:00 alle 12:00. Mostra e inaugurazione a ingresso libero.

Sala Espositiva Laives via Pietralba 29, Laives, BZ
La pietra in divenire – mostra collettiva
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Exhibitions
Venerdì, 10 Apr 2026 16:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 10 Apr 2026 al 04 Mag 2026

Da sempre la pietra affascina l'umanità; la sua lavorazione richiede pazienza, precisione e perseveranza. Ma una volta plasmati dalle mani di uno scultore, busti, statue e rilievi resistono al passare del tempo. Sebbene nuovi materiali e mezzi digitali abbiano arricchito il mondo dell'arte, la pietra rimane un mezzo centrale e versatile nell'arte contemporanea e nella scultura. Le pietre sono onnipresenti nel nostro contatto con il mondo esterno, ma spesso passano inosservate. Sono materie prime versatili e modellabili, integrate in modo discreto nell'uso umano. Essa può essere considerata un ponte di comunicazione tra l'ambiente e l'uomo. La pietra non è dunque solo sinonimo di durata e monumentalità, ma anche di tempo, cambiamento e storia del pianeta. Nell'arte contemporanea, la pietra acquista un ulteriore significato, diventando un testimone dell'Antropocene. La storia della scultura in pietra è un viaggio millenario che spazia dalle prime figure arcaiche e totemiche ai complessi capolavori architettonici e artistici. Ha rappresentato i simboli religiosi e funerari dell'antico Egitto e della Mesopotamia, nonché il culto delle divinità e dei sovrani nell'antica Grecia e a Roma. Dalle forme dinamiche e drammatiche di Michelangelo e Gian Lorenzo Bernini nel Rinascimento, questo sviluppo prosegue nelle molteplici forme espressive dell'arte figurativa contemporanea. Le grandi opere d'arte in pietra della storia dell'umanità hanno mantenuto inalterata la loro bellezza e forza nel corso dei secoli. La pietra è un materiale senza tempo che continua a imporsi e a essere saldamente radicato anche nell'arte contemporanea. Come mezzo artistico, non ha affatto esaurito la sua funzione. Anzi, è sinonimo di stabilità e richiede allo stesso tempo dedizione e confronto, qualità che si percepiscono immediatamente nelle opere. In passato, la pietra era associata principalmente alla scultura classica. Nell'arte contemporanea, invece, viene utilizzata in modo molto più libero, sperimentale e concettuale. L'ampliamento delle forme e dei contesti ha portato a nuove forme espressive, come le installazioni, la land art e le opere site-specific. Si utilizzano sempre più spesso pietre grezze e non lavorate, anziché superfici perfettamente levigate. Spesso viene combinata con altri materiali come metallo, vetro, neon, tessuti o video, ma anche con installazioni luminose o sonore. L'artista di land art Richard Long, per esempio, ha utilizzato pietre naturali per realizzare opere minimaliste e processuali in spazi paesaggistici. Spostandole, disponendole o collocandole in nuovi contesti, l'artista ha attribuito alle pietre nuovi livelli di significato, ad esempio nel campo di tensione tra intervento, cambiamento e trasformazione. Oggi, la pietra non è più solo sinonimo di durata e monumentalità, ma anche di autenticità, temporalità, identità culturale e questioni ecologiche e di sostenibilità. Artisti come Anish Kapoor o Giuseppe Penone esplorano questo materiale in dialogo con lo spazio, il corpo e la natura. Spesso, è la materialità stessa a diventare il tema centrale: il peso, la resistenza, la rottura e la solidità diventano il fulcro della riflessione artistica. Grazie a questa nuova percezione, le sculture contemporanee in pietra acquisiscono un'atemporalità particolare e sviluppano una presenza forte e immediata. Artisti partecipanti: Markus Gasser, Flavio Senoner, Bruno Vallazza, Otto Piazza, Arianna Moroder, Thaddäus Salcher e Michael Höllrigl Flavio Senoner presenta nella mostra un busto femminile fortemente astratto. Una forma voluminosa e arrotondata si condensa in un bordo sinuoso, conferendo alla scultura una presenza tranquilla e, al contempo, potente. L'opera, realizzata nel 1998, segna una transizione precoce nella sua produzione artistica, passando dalla rappresentazione figurativa all'astrazione. Arianna Moroder, invece, utilizza la pietra nella sua forma originale. Pietre provenienti da diversi siti di ritrovamento vengono assemblate in una collana, un rosario. La pesantezza e l'originalità del materiale utilizzato rafforzano il simbolismo complesso dell'opera, che oscilla tra preistoria, fede, appartenenza e tradizione. Le teste scolpite nella pietra dall'artista Markus Gasser emanano un'aura decisamente arcaica. Trasmettono allo spettatore sensazioni di nostalgia, devozione e raccoglimento interiore. In parte, sembra che le teste introverse crescano direttamente dalla forma originaria della pietra. Le sculture di Thaddäus Salcher si distinguono per un equilibrio speciale tra sensualità e silenziosa presenza spirituale. Le sue figure, fortemente ridotte, si avvicinano alla forma umana solo in modo accennato. La forma funge da veicolo di stati interiori: l'interesse di Salcher non è tanto l'aspetto esteriore, quanto piuttosto la condensazione di sensazioni ed emozioni che conferiscono alle figure un'aura tranquilla e contemplativa. L'artista Bruno Vallazza, nato nel 1928 e scomparso nel 2016, è presente in mostra con sculture che combinano ferro battuto e ciottoli. Le pietre mantengono la loro forma naturalmente arrotondata, ma vengono assemblate in nuove unità plastiche. In queste formazioni compatte e conglomerate prendono forma figure umane. A completamento della mostra, sono esposte due sculture in marmo nelle quali l'artista evoca figure umane con forme fortemente ridotte. Nelle sculture di Otto Piazza si ritrovano le concezioni formali delle culture arcaiche e antiche. Le sue figure voluminose e antropomorfe trasmettono forza, stabilità e un legame con la terra. Nella loro compatta plasticità, sembrano racchiudere in sé l'energia del paesaggio dolomitico, la cui imponenza e rocciosità si riflettono nel loro aspetto. Lo scultore e disegnatore Michael Höllrigl (1936-2024) ha dedicato tutta la sua carriera artistica al tema dell'uomo. Nelle sue sculture, riduce la figura umana a poche forme precise che descrivono i contorni del corpo piuttosto che definirli. L'unione di volumi geometrici crea composizioni plastiche concentrate in cui il corpo umano è presente come forma archetipica. In alcune opere, Höllrigl combina vari elementi per creare sculture in pietra che si ergono come totem.

Vijion Art Gallery Ortisei VIA DIGON 18, Ortisei, BZ
WEST SIDE HISTORY
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Venerdì, 10 Apr 2026 16:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 09 Apr 2026 al 31 Mag 2026

Il quartiere Europa-Novacella è oggi la zona più densamente popolata della città di Bolzano. Attraverso l'esposizione di cartoline della Collezione Gaetano Sessa conservata presso la Fondazione Castelli di Bolzano e di prestiti da archivi privati e associazioni locali, la mostra si propone di ripercorrere la storia del quartiere Europa-Novacella. Particolare interesse suscitano le immagini e le illustrazioni dei vecchi masi che un tempo caratterizzavano la conca di Bolzano, messe eccezionalmente a disposizione dei relativi proprietari per la mostra a Mariaheim. Parte dei numerosi masi e del vigneto di circa 8 ettari che circondavano lo storico complesso di Maria Heim furono sacrificati per la costruzione del Rione Littorio in epoca fascista e degli edifici del dopoguerra. L'inaugurazione della Fiera in via Roma e la costruzione del palaghiaccio, di edifici residenziali, scuole, cinema e altre strutture definirono infine l'attuale assetto urbanistico del quartiere. Un viaggio nella storia dalla fine dell'Ottocento ai giorni nostri che, attraverso le immagini, ci invita a riflettere.

Maria Heim Via Novacella 5, Bolzano, BZ
dai bisbigli agli strilli
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Mercoledì, 15 Apr 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 10 Mag 2025 al 30 Giu 2026

Osterie e Guerra dei contadini, 1525 Nel 1525, la guerra dei contadini sconvolse la Germania, la Svizzera e il Tirolo. La mostra dà voce e volto a quel periodo turbolento ma ricco di fascino mettendo in primo piano non il campo di battaglia bensì l’osteria in quanto crocevia di classi sociali e crogiolo di chiacchiere e opinioni.

Museo provinciale degli usi e costumi Via Duca Diet, 24, Brunico, BZ
Il cane, l'uomo e la caccia
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Venerdì, 17 Apr 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 17 Apr 2026 al 09 Nov 2026

Storia di un legame vincente I cani sono importanti compagni di caccia, amici fedeli e aiutanti versatili. Il loro istinto e le loro capacità ne fanno partner impareggiabili dell’essere umano. La mostra aiuta a comprendere questo complesso legame, che oltre alla caccia ha influenzato la cultura. Pone al centro il cane da caccia, il suo legame con l’uomo e i diversi ambiti in cui è impiegato.

CASA SCISCIORÉ
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Venerdì, 17 Apr 2026 11:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 17 Apr 2026 al 20 Giu 2026

Aree di Studio, Antoinette Bader, Roland Baldi, Othmar Barth, Patrizia Bertolini, Walter Blaas, Luca Boscardin, Das Ganze Leben, Debiasi Sandri, Marco Dessí, Dissegna, Diyr.dev/unibz, Draw Studio, Robert Engl, Elisabeth Frei, Karolina Gacke, Martino Gamper, Elisa Grezzani, Alexander Gufler, Beatrice Harb, Insalata-mista Studio, Kira Kessler, Katharina Theresa Mayr, Ignacio Merino, Sissa Micheli, Christian Mittendorfer, Neue Serie Handdruck, Niva Design, Elisabeth Oberrauch, Miriam Pardeller, Patternhouse.org, Plank, Reinhard Plank, Kuno Prey, Othmar Prenner, Anuschka Prossliner, Paula Prugger, Patrick Rampelotto, Alessio Ramundo, Andreas Rier, Ruralurban, Sagaría, Dunja Scannavini, Ursula Schnitzer, Barbara Schweitzer, Giorgio Seppi, Luis Seiwald, Benno Simma, Judith Sotriffer, Sabine Steinmair, Reinhold Stoll, Laurenz Stockner, Ursula Tavella, Harry Thaler, Tiefenbacher Lehmann, Veronika Thurin, Paul Thuile, Ariel Trettel, Ùtol Ceramica, Gabi Veit, Vetroricerca, Cristina Vignocchi, Lucas Zanotto, Christian Zanzotti, Katherina Zoeggeler, Zilla Nel nuovo spazio progettuale SKB LAB del Südtiroler Künstlerbund prende forma CASA SCISCIORÉ, un progetto espositivo e di ricerca a cura di Anna Quinz. Il progetto esplora il design alpino attraverso la lente del gioco, muovendosi tra tradizione e contemporaneità, materia e immaginazione. Riunisce lavori di designer e artisti del Trentino-Alto Adige che intrecciano radici artigianali, cultura dei materiali e visioni contemporanee. All’interno dello SKB LAB, CASA SCISCIORÉ si configura come uno spazio abitabile: arredi, lampade, tessili e oggetti entrano in dialogo creando un ambiente immersivo e stratificato. Oltre 60 designer e artisti danno forma a una “casa” installativa che invita a scoprire materiali, forme e narrazioni, e a ripensare l’abitare come uno spazio aperto, fluido e profondamente giocoso.

SKB LAB Via Weggenstein, 12A, Bolzano, BZ
Esther Stocker. Atlas
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Exhibitions
Sabato, 18 Apr 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 18 Apr 2026 al 08 Nov 2026

Esther Stocker presenta, nell’ultimo livello del mastio, accanto a diverse opere, un’installazione a grandezza naturale appositamente concepita per lo spazio espositivo, che riprende il tema della figura mitica di Atlante intento a sorreggere il globo terrestre.

Evelyn Taocheng Wang - Sweet Landscape
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Exhibitions
Sabato, 25 Apr 2026 10:00-22:00 |
L'evento si tiene dal 25 Apr 2026 al 08 Nov 2026

Museion ha il piacere di presentare la prima mostra personale istituzionale in Italia di Evelyn Taocheng Wang (n. 1981, Chengdu). Attraverso una pratica artistica che spazia fra diversi media – tra cui pittura, scrittura, installazione, performance e moda – l’artista, che vive e lavora a Rotterdam, ha sviluppato un linguaggio visivo unico, intriso di poesia, umorismo sottile e profondità critica. Intrecciando tradizioni provenienti dalla storia dell’arte, frammenti di memoria personale e forme artistiche di autofiction, Wang mette in discussione l’idea di autenticità e indaga i modi in cui la cultura viene rappresentata, performata e incarnata. Il repertorio pittorico di Wang attinge a quella che l’artista spiritosamente descrive come la sua “makeup palette di storia dell’arte”, che mescola riferimenti alla sua formazione iniziale in pittura a inchiostro e calligrafia cinesi con le scuole delle arti e delle letterature occidentali, che l’artista ha incontrato dopo essersi trasferita in Europa. Nei suoi lavori affronta temi quali la migrazione, l’assimilazione culturale, l’espressione di genere e l’appartenenza di classe, e li filtra attraverso la sua esperienza di vita, soffermandosi spesso sulla complessità della percezione di sé in rapporto alle narrative imposte dall’esterno. L’attenzione dell’artista per la natura fluida dell’identità e dell’ibridazione culturale trova particolare risonanza in Alto Adige, dove convergono lingue e tradizioni diverse. Per la mostra, Wang ha ideato una scenografia con numerosi nuovi dipinti su media diversi, ispirati a partire dalle sue opere precedenti e dalle impressioni di Bolzano raccolte durante una serie di visite alla città. Una delle sue fonti di ispirazione è stata Piazza delle Erbe, con le sue coloratissime esposizioni di frutta e verdura biologica fresca, che richiamano dei paesaggi in miniatura. Queste composizioni di diversi colori, consistenze e forme – caratteristica che l’artista ha ritrovato negli affreschi medievali di Castel Roncolo e nella Chiesa dei domenicani – trovano un’eco nella sua personale narrazione artistica. Infondendo nei suoi lavori rimandi alle specificità visive di Bolzano e alla sua percezione della cultura italiana, Wang si inserisce nel panorama con umorismo, sensibilità e sfumature poetiche. La capacità di mutare forma, di reimmaginarsi in paesaggi culturali e visivi differenti o nei panni di diverse figure storiche o fittizie, è sempre stata centrale nella pratica artistica di Wang. Questo è particolarmente chiaro nei cinque nuclei principali di opere su cui l’artista ha lavorato per questa mostra. Oltre all’introduzione di riferimenti site-specific nelle sue note imitazioni delle celebri tele a griglia di Agnes Martin, l’artista integra motivi regionali in pitture su seta e capi di abbigliamento del proprio guardaroba. Anche la fiaba dei fratelli Grimm “Il principe ranocchio” continua a essere una fonte di ispirazione per Wang: questa volta inserisce il personaggio ricorrente della Principessa Ranocchio in un paesaggio urbano che ricorda un dipinto di August Macke. Inoltre, amplia la sua serie di quadri basati sul motivo della finestra. Integrando questi dipinti in un’installazione architettonica che mette in equilibrio prospettive interne ed esterne, Wang trasforma il secondo piano del museo in uno “sweet landscape”. L’espressione apparentemente innocente suscitata da un paesaggio gradevole, come suggerisce il titolo della mostra, fornisce lo sfondo su cui gradualmente l’artista sviluppa una sua riflessione più profonda sull’idea di luogo. I suoi lavori sono ricchi di metafore e giochi linguistici e invitano spettatori e spettatrici a un’attenta esperienza di lettura, nella quale i diversi livelli di significato si svelano lentamente. Il titolo rispecchia anche l’indagine svolta dall’artista sui punti di intersezione e divergenza tra le idee occidentali e orientali di pittura paesaggistica. La tradizione letteraria cinese dello “scrivere il paesaggio”, utilizzando pennello calligrafico e inchiostro, è profondamente collegata ai principi taoisti di equilibrio e armonia. Piuttosto che mirare all’imitazione della natura, questa pratica affonda le radici in un approccio caratterizzato da autoriflessione, guarigione e forme di allontanamento dalle strutture del potere politico. A livello filosofico ed estetico, la mostra di Wang invita a compiere una riflessione sul rapporto tra primo piano e sfondo, tra visibile e invisibile, e a percepire i rimandi tra mondo esterno e stati interiori, tra paesaggi esterni e interni. È con questo spirito che l’artista spiega: “Penso alla mia mostra come a un grembo materno immaginario: uno spazio del divenire che mi permette di reagire alla storia di questo luogo”.

Museion Piazza Piero Siena, 1, Bolzano, BZ
PRIMAL FOCUS – Niklas Jäger
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Exhibitions
Sabato, 25 Apr 2026 16:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 25 Apr 2026 al 17 Mag 2026

Le opere di Niklas Jäger sembrano frammenti di ricordi passati – motivi arcaici trasportati nel presente. Presentano forme e segni essenziali, il cui significato sfugge volutamente a una definizione chiara. Il momento in cui Jäger prende la matita e incide linee sulla superficie richiama il gesto dell’uomo preistorico che impugna il proprio strumento per lasciare tracce di sé. L’unica differenza è che oggi questo gesto si compie in un mondo moderno, sempre più dominato da regole e divieti. Niklas Jäger è nato nel 1993 in Belgio ed è cresciuto in Francia. Dopo un lungo soggiorno in India e Nepal, si è dedicato alla scultura in legno. In un primo momento ha frequentato una scuola di intaglio in Francia, poi nel 2020 è arrivato in Val Gardena per seguire il corso di specializzazione in scultura lignea. Dopo i tre anni di formazione è rimasto nel paese di Ortisei, per affetto verso il territorio, stringendo numerosi contatti e trovando buoni amici.

Circolo Artistico e Culturale Piazza S. Antonio 102, Ortisei, BZ
LanaLive - Emozioni, il dietro le quinte
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Exhibitions
Sabato, 09 Mag 2026 15:00-19:00 |
L'evento si tiene dal 09 Mag 2026 al 17 Mag 2026

Nel “ventre culturale” di Lana, ovvero la casa "Raiffeisen" (ex Casa della Cultura) progettata da Willy Gutweniger e inaugurata nel 1973, nel bel mezzo di LanaLive, è tempo di mostre. Poco prima dell’inizio dei lavori di ristrutturazione, Hannes Egger e Annika Terwey curano qui un’esperienza espositiva olistica che intreccia arti visive, video, musica e performance. I visitatori hanno la possibilità di attraversare gli spazi del dietro le quinte, quei luoghi dove le maschere cadono e i sentimenti reali riaffiorano dopo essere stati celati e artefatti sul palco. In un percorso suggestivo e immersivo tra spogliatoi, bagni e magazzini, la mostra si snoda come attraverso le cavità intricate di un ventre. Tra paura, vergogna, gioia, disgusto e tristezza si sprigiona un multiforme alternarsi di emozioni. Le opere d’arte non diventano solo visibili, ma fisicamente e sensorialmente esperibili. Artisti internazionali e locali si dedicano nelle loro opere a stati emotivi e sociali: un video sull'affetto profondo per un cane defunto, l'odore di uomini paranoici, progetti partecipativi sulla vergogna e fotografie di protesta tra rabbia e speranza. Le installazioni rendono tangibili il disgusto e il dolore, mentre un’installazione giocosa celebra la gioia di vivere. Artisti*e: Laurin Böhm, Franziska Egger, Mariam Giunashvili, En Kitane, Amanda SRGE Lindsay, Sabrina Mandelli, Sofia Margesin, Mahsa Naraghipour, Hyunjin Park, Nadia Tamanini, Mona Lisa Tina, Sissel Tolaas, Cass Yao.

Raiffeisenhaus Via Andreas Hofer 9, Lana, BZ
Private Collections
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Exhibitions
Sabato, 23 Mag 2026 10:00-17:00 |
L'evento si tiene dal 23 Mag 2026 al 08 Nov 2026

La mostra offre uno sguardo sorprendente su numerose collezioni private altoatesine e presenta, attraverso una selezione di esempi significativi, opere di artiste e artisti locali e internazionali, che spaziano dalla prima Età moderna fino all’epoca contemporanea. Al centro dell’esposizione vi sono le collezioniste e i collezionisti stessi: la loro motivazione, il loro impegno nel sostegno alla cultura, il loro mecenatismo e il rapporto privilegiato, talvolta profondamente personale, con determinati artisti e artiste.

Harald Kastlunger. Intuizione - Composizione
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Exhibitions
Lunedì, 01 Giu 2026 10:00-18:30 |
L'evento si tiene dal 01 Giu 2026 al 28 Giu 2026

Dagli anni Sessanta, Harald Kastlunger (nato nel 1937 a Bressanone) elabora, attraverso il disegno, la pittura e la scultura, un linguaggio visivo autonomo tra astrazione e figurazione. La mostra presenta i principali nuclei artistici di sei decenni e offre una sintesi efficace di un’opera coerentemente sviluppata, in cui intuizione e rigore formale sono strettamente intrecciati.

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile, 2, Bressanone, BZ
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