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TEMPORARY LOVERS - PARASITE 2.0
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Exhibitions
Giovedì, 18 Apr 2019 10:00-13:00 | 15:00 - 19:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Sab 04 Mag 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Per la loro mostra personale presso ar/ge kunst, il collettivo di architetti Parasite 2.0, porteranno avanti la loro ricerca sull’idea di “habitat umano” attraverso un progetto che mette insieme i linguaggi dell’architettura, dell’arte e della pedagogia. La mostra sarà un formato sperimentale portato avanti in collaborazione con lo Studio Exhibit della Facoltà di Arte e Design della Libera Università di Bolzano, e aperto al pubblico. Per riflettere sulla crisi e la trasformazione dell’idea di collettività oggi, Parasite 2.0 partono dall’ immaginario comune secondo cui Internet è pensato come il “paesaggio contemporaneo” per eccellenza, un ambiente estremo in cui è necessario produrre i propri strumenti per comprenderlo e modificarlo secondo i propri bisogni. In questo senso, per analizzare questo rapporto tra tecnologia, ambiente e comunità, guardano alla definizione di T.A.Z. (Temporous Autonomous Zone) teorizzata dal filosofo anarchico Hakim Bey e all’impatto che questa ha avuto su varie esperienze di comunità temporanee legate a fenomeni musicali. Identificando la musica come strumento intorno a cui una certa socialità può emergere con i suoi simboli, riti e spazialità, Parasite 2.0 propongono per ar/ge kunst un’installazione ispirata a un ambiente ibrido tra un club/discoteca e una classe da attivare attraverso vari oggetti funzionali/ sculture. Un workshop / evento di 24 ore sarà pensato come esperimento pedagogico che porterà alla trasformazione dell’installazione stessa. Una serie di incontri diretti dagli artisti, dai curatori, dagli insegnanti e da alcuni ospiti renderanno l’installazione una “scuola temproanea” e prepareranno gli studenti a questo momento pubblico.

ar/ge kunst Via Museo 29, Bolzano, BZ
LOST & FOUND – Archeologia in Alto Adige prima del 1919
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Giovedì, 18 Apr 2019 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 17 Nov 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

L’archeologia in Alto Adige muove i suoi primi passi nel periodo che precede il 1919, quando l’odierno Alto Adige faceva ancora parte dell’Impero austro-ungarico. La mostra temporanea prende in esame interessanti reperti di questa fase iniziale, analizza i primi scavi e racconta l’istituzione dei primi musei, presentando i pionieri e i protagonisti di quest’epoca, studiosi e appassionati profani accomunati dall’entusiasmo per la storia locale e la tutela dei beni culturali. Molti reperti rinvenuti in questo periodo sono tuttavia finiti nel mercato antiquario e oggi si trovano sparsi in musei e collezioni private di tutto il mondo. Per questa mostra i curatori hanno rintracciato oggetti di particolare interesse, scoperti prima del 1919, e li presentano per la prima volta in Alto Adige, nella loro “antica patria”. Dopo la prima guerra mondiale, cento anni fa, venne stipulato il trattato di Saint-Germain, mediante il quale l’odierno Alto Adige fu annesso all’Italia. Questo profondo cambiamento politico ebbe ripercussioni anche sull’archeologia: cambiarono le competenze delle autorità preposte alla tutela dei beni culturali, i reperti dovettero essere restituiti, i musei si riorganizzarono. La mostra temporanea si occupa di questo periodo cruciale e ci restituisce un‘interessante fotografia della storia dell’archeologia dell’Alto Adige prima del 1919.

Museo Archeologico dell'Alto Adige Via Museo 43, Bolzano, BZ
Lois Anvidalfarei - Ita Est
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Giovedì, 18 Apr 2019 10:00-12:30 | 15:00 - 19:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Sab 18 Mag 2019

Le sculture di Lois Anvidalfarei se ne stanno semplicemente lì. I pesanti corpi umani occupano lo spazio, sono gettati nel mondo e in sua balia, in piedi o sdraiati, con gli arti tesi o in posizione rannicchiata, sospesi o imprigionati in impalcature di ferro, persino fatti a pezzi e appesi con corde come tagli di carne. Impossibile sottrarsi a loro, alla loro presenza fisica diretta, al loro linguaggio formale arcaico e al loro forte impatto scultoreo. Sembrano in qualche modo fatte proprio per questo luogo, il giardino dei frati cappuccini nel centro di Bolzano. La galleria Alessandro Casciaro rende omaggio a questo straordinario artista sudtirolese con una grande esposizione nello spazio pubblico e negli spazi della galleria.

Galleria Alesssandro Casciaro Via Cappuccini 26/A, Bolzano, BZ
La Divina Commedia - Paradiso
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Giovedì, 18 Apr 2019 10:00-12:30 | 15:30 - 19:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 28 Apr 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Il gruppo “Amici dell’Arte” completa un itinerario artistico iniziato nel 2011 con la realizzazione della mostra “… tra la perduta gente… - viaggio pittorico nell’Inferno di Dante”, affrontando le altre due cantiche: “Purgatorio” e “Paradiso”. Si tratta dunque di una mostra che raccoglie 102 opere, ciascuna dedicata ad ogni singolo canto, e sarà allestita presso la Galleria Civica di Bolzano in piazza Domenicani nei mesi di marzo e aprile 2019. Lo spazio espositivo della Galleria Civica, non permette una esposizione simultanea di tutte le opere, pertanto, si è stabilito di presentare le tre cantiche in periodi successivi e precisamente: - PARADISO - dal 13 al 28 aprile 2019 – 33 opere su tela diametro cm 70 La misura e la forma dei supporti è stata volutamente scelta per diversificare tra loro le cantiche e perché ha come comune denominatore il numero 7, simbolo della perfezione e della divinità. Il 7 segna il passaggio dal noto all’ignoto e ben si adatta al tema rappresentato. Questo evento viene realizzato in stretta collaborazione con la Soc. Dante Alighieri comitato di Bolzano che ha subito promosso tale progetto. Nel 2019, anno in cui ricorre il centenario di fondazione del Comitato di Bolzano della Società Dante Alighieri, festeggiato con diverse manifestazioni ed eventi, la lunga collaborazione fra "Dante" e "Amici dell'Arte" si arricchisce con tre conferenze della Prof.ssa Paola Mazzini sulle conoscenze matematiche e scientifiche di Dante e con una serata dantesca dell'ormai famoso Prof. Gregorio Vivaldelli durante questa grande mostra alla Galleria Civica di Bolzano, presso la quale si organizzeranno inoltre maratone di letture sulla Divina Commedia per/con la cittadinanza. La Dante ha pure indetto un concorso a premi per gli alunni e studenti delle scuole di Bolzano che vorranno rappresentare per iscritto o secondo altre forme artistiche le impressioni e le sensazioni suscitate dai quadri esposti.

Galleria Civica di Bolzano Piazza Domenicani 18, Bolzano, BZ
Cristo sull'asina
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Giovedì, 18 Apr 2019 10:00-17:00 |
L'evento si terrà oggi e ogni giorno fino a Gio 18 Apr 2019

La scultura tardogotica rappresenta Cristo benedicente che a cavallo di un’asina entra trionfalmente a Gerusalemme dove viene accolto dalla folla festante (Matteo 21,1–9). Risale al XVI secolo e proviene dalla parrocchia Tannheim (Tirolo del nord). La scultura è eposta nella chiesa di corte.

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile 2, Bressanone, BZ
Miti delle dittature.
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Giovedì, 18 Apr 2019 10:00-17:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 30 Giu 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

L’arte nel fascismo e nazionalsocialismo La mostra tematica tratterà delle strategie utilizzate dai regimi autoritari europei in ambito figurativo nel periodo compreso tra le due guerre. Con la fine della Prima guerra mondiale, la “catastrofe primigenia del XX secolo”, l’Europa non ritrovò più pace. Tendenze nazionalistiche surriscaldavano il clima. Catastrofi finanziarie favorirono la concentrazione di poteri autoritari nelle mani degli stati. L’Alto Adige si venne a trovare sulla linea di confine nell’incontro-scontro tra il sistema fascista italiano e quello nazionalsocialista tedesco. Sulla base di testi selezionati e significative iconografie si intende presentare lo sfondo politico e spiegare il concetto figurativo che all’epoca, non privo di aggressività, veniva divulgato a gran voce. Una mostra che con l’aiuto dell’arte figurativa racconta i primi decenni dell’annessione dell’Alto Adige al Regno d’Italia e descrive il progresso economico, l’autodeterminazione sociale e la corsa delle potenze antidemocratiche.

Castel Tirolo Via del Castello 24, Tirolo, BZ
La valigia delle Opzioni. La storia della famiglia Brugnoli
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Giovedì, 18 Apr 2019 10:00-17:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Ven 06 Dic 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Nel 2019 ricorre l’ottantesimo anniversario delle Opzioni. L’esposizione allestita al piano più alto del mastio, nella “Torre della memoria”, presenta la storia e il destino della famiglia di Josef Brugnoli, che nel 1940 partì da Bolzano alla volta di Innsbruck. I documenti giunti fino a noi raccontano minuziosamente le tappe dell’emigrazione e della naturalizzazione, il deposito temporaneo dei mobili, il cambio di cognome, l’assegnazione dell’alloggio in diverse località, annotazioni di carattere economico, malattie e decessi, le seconde nozze, la pensione e la formazione professionale dei cinque figli. I documenti, esposti in originale, permettono di ripercorrere la storia portando la loro attualità ai giorni nostri.

Castel Tirolo Via del Castello 24, Tirolo, BZ
Doing Deculturalization
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Giovedì, 18 Apr 2019 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 03 Nov 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Doing Deculturalization prende le mosse dagli scritti della storica e critica d’arte italiana Carla Lonzi (1931–1982). In particolare si concentra sul suo concetto di deculturizzazione, una pratica di decodificazione (culturale) della vita, del lavoro e del linguaggio come presupposto per una visione antinormativa e de-coloniale del gender e della migrazione. I processi di sottrazione ed estraneazione del Sé, collegati a questo concetto, sono messi in luce sia in riferimento al loro contesto storico femminista, che a possibili vie di attualizzazione. Il progetto si interroga quindi su quanto i processi di “deculturizzazione” liberino forme di autonomia e di resistenza, cioè siano in grado di sviluppare e incarnare una critica effettiva delle strutture colonizzatrici del potere. Sullo sfondo di questo interrogativo la mostra traccia uno scenario speculativo, una topografia delle associazioni tra i materiali archivistici dei movimenti femministi e posizioni artistiche storiche e attuali, con una particolare attenzione a quelle presenti all’interno dell’Archivio di Nuova Scrittura, Collezione Museion. A cura di Ilse Lafer, curatrice ospite a Museion 2019

Museion Piazza Piero Siena 1, Bolzano, BZ
Ludwig Hirschfeld-Mack: Spettacoli di luce colorata
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Giovedì, 18 Apr 2019 10:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 03 Nov 2019

A cento anni dalla fondazione di Bauhaus, scuola di architettura, arti e design della Germania (1919–2019), Museion presenta il Lichtspiel-Apparat di Ludwig Hirschfeld-Mack (1893–1965). L’opera, realizzata dall’artista nel 1923–1924, è tra le prime in assoluto a combinare luce elettrica e movimento con giochi luminosi al confine tra pittura, cinema, teatro e sculture di luce. In questo senso, l’apparato di Hirschfeld-Mack è all’origine delle opere di luce, che troveranno ampia diffusione nell’arte del XX secolo e che rappresentano un nucleo importante nella collezione del museo. Quella presentata a Museion è una replica autorizzata dell’apparecchio – l’originale è infatti andato perduto negli anni trenta. La mostra, realizzata in stretta collaborazione con il nipote dell’artista, è completata da un’ampia documentazione di fotografie, piani di costruzione, documenti d’archivio e filmati storici e recenti di spettacoli di luce realizzati con la macchina. Il Lichtspiel-Apparat di Hirschfeld-Mack ispirerà la nuova produzione di un/un’artista altoatesino/a nell’ambito di un concorso a inviti promosso dal Festival Transart, Südtiroler Künstlerbund e Museion. A cura di Andreas Hapkemeyer

Museion Piazza Piero Siena 1, Bolzano, BZ
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Giovedì, 18 Apr 2019 10:00-12:00 | 16:00 - 19:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 05 Mag 2019

DE CHIRICO JAKOB, DE LAFUENTE LEONARDO, DELAGO MARKUS, EGGER HANNES, GIACOMUZZI PIERANGELO, HOLZKNECHT ARNOLD, KOSTNER MARKO, LINDER ANDREAS, PIAZZA LEANDER, PICHLER FRANZ, PRUGGER GREGOR, RIZ MANUEL, RUSINA EGON, TAVELLA BARBARA, WELPONER SARA

Circolo artistico e culturale Piazza S. Antonio 102, Ortisei, BZ
MAURIZIO CORRADI
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Giovedì, 18 Apr 2019 10:00-12:00 | 16:00 - 18:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Sab 27 Apr 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Maurizio Corradi è nato a Trento nel 1948. Espone per la prima volta nel 1977 con dipinti in miniatura sul linguaggio dei fumetti. In quegli anni satira, grafica umoristica e Mail Art sono – parallelamente al lavoro pittorico – gli interessi prevalenti. E’ all’inizio degli anni Ottanta che il linguaggio e la comunicazione, temi nodali della sua ricerca artistica, dall’ambito pittorico si spostano all’arte multimediale e lo vedono partecipe in varie manifestazioni di video installazioni e performance. La pittura, mai abbandonata, ritorna prevalentemente nei secondi anni Ottanta con tema l’irrappresentabilità dell’arte: la frammentazione delle immagini è il modo espressivo più frequente. All’inizio degli anni Novanta ha lavorato a Madrid (Spagna), nel settore dell’illustrazione grafica e satirica. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero. Ha vinto premi per la realizzazione di opere d’arte. Ha collaborato con varie riviste occupandosi di poesia, fumetti e fantascienza. Uno sguardo particolare, un’illuminazione, un’intuizione. L’artista sa cogliere i fili sottili, talvolta invisibili, che legano le molteplici realtà tra loro. Aveva ragione Luigi Pirandello: le realtà sono migliaia, milioni, tante quante sono gli uomini su questa terra. Ma non a tutti è dato vederle. All’artista, come al poeta e al letterato, il compito di rendere visibile ciò che la frattura tra il mondo e gli dèi, nel corso degli ultimi secoli, ha nascosto. La modernità e la razionalità non hanno scacciato del tutto gli dèi e i santi, gli angeli e i demoni, li hanno resi semplicemente invisibili. A proposito della fuga degli dèi, Jung scrisse: gli dèi sono diventati malattie. Maurizio Corradi, concettuale allo stato puro – le sue opere nascono, crescono, si formano e si materializzano nella sua mente e da questa prendono l’imprimatur –, ha la grande capacità di vedere, di scrutare dentro il buio per carpire quegli infiniti fili che legano i mondi. Vede ciò che altri non vedono, ovvero collegamenti surreali e rapporti informali, connessioni futuristiche, legami filosofici e unioni letterarie. Da questi sguardi indiscreti, talvolta situazionisti, nascono le sue opere: piccoli mondi, microcosmi, micro universi. In questi frammenti di realtà, in queste gocce di scenografie di vita quotidiana, si possono trovare le declinazioni di situazioni viste dal loro lato ironico, critico, fantastico, immaginifico, graffiante … Come il calderone magico celtico, come il magma di un vulcano, dove tutto si mescola e si contamina e dal quale lui, l’artifex, trae un senso e dà voce al non senso. Nel corso degli anni l’artista ha costruito un vero e proprio dizionario materiale e grafico, tale da far invidia ai surrealisti storici creatori di cataloghi di oggetti impossibili: rielaboratore originale di tradizioni precedenti, attribuisce a questi oggetti-mondo un particolare significato simbolico che noi dobbiamo decifrare. Nascono così nuove realtà. Sono metafore, il suo è uno stare in mezzo alle cose, a una situazione che nella storia non ha alcun senso ma che lui riempie di significato dandole una dimensione reale e portando così la metafora stessa fino agli esiti più radicali. Borgesianamente, patafisicamente. In questo Maurizio Corradi è un costruttore di mondi, un fabbricante di universi nella migliore tradizione fantascientifica. L’uomo razionale deve abdicare al proprio sguardo, aprendo gli occhi su potenziali e possibili connessioni. L’artista opera all’interno di un perenne labirinto neurale, alla continua ricerca di un Minotauro che s’aggira ma non si mostra. Una rivoluzione visiva giocata tutta nella dimensione del concetto, tra oggetto rappresentato e livello semantico. E tutto per ricominciare da capo l’inventario della realtà per ricollocarla là dove noi non avremmo mai pensato. (Fiorenzo Degasperi)

Kunstforum Unterland Via Portici 26, Egna, BZ
Laura Lodi “Fiori –Blumen”
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Giovedì, 18 Apr 2019 10:30
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Mar 30 Apr 2019

Assaggi d’Arte al femminile dell’Associazione Club Arcimboldo con l’Artista Laura Lodi “Fiori –Blumen”! L’Artista ha una grande passione per l’acquerello ed i suoi soggetti sono spesso i fiori in ogni loro forma e colore. L'acquerello è semplice e complicato allo stesso tempo, una pittura che richiede precisione, immediatezza e capacità: non si possono fare errori perchè non sono rimediabili. Negli ultimi anni Laura Lodi ha frequentato dei corsi tenuti da vari insegnanti ed è riuscita ad avere dei risultati molto soddisfacenti. Infatti le trasparenze e la freschezza cromatica che è riuscita ad ottenere nei suoi quadri sono evidenti e trasmettono emozioni a coloro che li ammirano. La mostra rimarrà aperta fino al 30 aprile 2019.

Punto WE Piazza Parrocchia 21, Bolzano, BZ
Mostra temporanea - Ritratti. Gente di miniera
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Giovedì, 18 Apr 2019 10:30-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Dom 03 Nov 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato Domenica

Per secoli l’attività mineraria ha segnato il territorio e la gente delle Alpi centrali. Muovendo da una raccolta di fotografie, la mostra traccia dei ritratti e racconta alcune biografie della gente che lavorava nelle miniere di Predoi e Ridanna/Monteneve. Immagini, testi, registrazioni audio e vari oggetti personali ridanno forma e voce a impresari minerari, minatori, alle donne impiegate nella miniera e un volto all’industria mineraria altoatesina.

Museo Provinciale Miniere Cadipietra Via Klausberg 103, Valle Aurina, BZ
Rita No – Vulcano
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Giovedì, 18 Apr 2019 11:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Mar 30 Apr 2019

Sabato 6 aprile 2019 alle ore 11.00 presso il Caffè Alan in via Duca d’Aosta 72 “Assaggi d’Arte” dell’Associazione Club Arcimboldo con l’Artista bolzanina “Rita No – Vulcano ”. L’artista, che verrà presentata dalla Presidente Alda Picone, si esprime attraverso una tavolozza quasi tropicale, intensa e a tratti un po' aggressiva, in cui compaiono paesaggi che passano da una solarità estrema alle penombre di antri e anfratti cupi, invasi dai bagliori di colate laviche. Bagliori incandescenti lasciano il posto alla luminosità e alla gioia cromatica, tonalità e contrasti che evocano atmosfere e ambientazioni di una prorompente vitalità. Dipinti che diventano un insieme di segni, di macchie che creano ambientazioni astratte con qualche traccia figurativa. Energia e calore da un semplice intreccio di segni “ardenti” si compongono masse di varia forma e andamento, una non consueta positiva creatività. L’Artista sarà presente e l’esposizione sarà visitabile fino al 30 aprile 2019.

Caffè Alan via Duca d’Aosta 72, Bolzano, BZ
Guido Guidi - Photographic Visions of Modernist Architecture
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Giovedì, 18 Apr 2019 15:00-19:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Sab 04 Mag 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Guido Guidi (* 1941 a Cesena) è noto come pioniere della fotografia paesaggistica e architettonica italiana. Influenzato dal Neo-realismo e dall’Arte Concettuale, fin dagli anni Settanta il suo lavoro si concentra principalmente sulle zone marginali, sui paesaggi e l'architettura della periferia, luoghi che non sono al centro della nostra attenzione. Nelle sue fotografie raccoglie tracce del passato e del presente, le sue opere raccontano la mutevolezza della nostra realtà nel tempo, come la trasformazione di città e paesaggi attraverso l'intervento umano. In questo contesto ha sviluppato un linguaggio visivo che riflette il nostro processo di cognizione visiva attraverso il mezzo della fotografia, mettendo in discussione la mutevolezza e la sensibilità della nostra stessa percezione. Dal 1960 in poi, Guido Guidi produce numerose serie fotografiche in cui documenta l’architettura modernista brutalista. La galleria foto-forum riunisce in un’unica mostra la presentazione di tre serie fotografiche selezionate, ovvero fotografie tratte da "The Atlantic Wall" (2005), un ampio progetto di ricerca fotografica e storico-architettonica intorno a una delle ultime grandi linee di difesa del XX secolo, i bunker lungo la costa atlantica del nord Europa, costruita dalle forze di occupazione tedesche negli anni 1941-1944. La mostra presenta anche le fotografie dell’edificio industriale Usine Claude-et-Duval in Francia (2003), costruito dal maestro dell'architettura moderna Le Corbusier nel 1951, l'unico edificio industriale progettato da Le Corbusier. Infine, una selezione di fotografie tratte dal progetto "La Tomba Brion" (1997-2007), la tomba dell'industriale Giuseppe Brion, importante opera architettonica dell'architetto Carlo Scarpa, realizzata tra il 1970 e il 1978 nel cimitero di San Vito di Altivole (Treviso), che Guido Guidi ha fotografato per un periodo di 10 anni. Le serie fotografiche presentate sono testimonianza di una visione rigorosa e chiara, ma allo stesso tempo spensierata e altamente poetica dell'architettura moderna. Sono immagini della memoria che si concentrano sul tema del tempo che passa, in cui la luce, il cambiamento di colore e il corso delle ombre segnano la progressione del giorno e delle stagioni. Allo stesso tempo, l'oggetto raffigurato acquisisce una monumentalità e immortalità uniche. Le opere possono essere lette come esempi della profonda comprensione di Guido Guidi per quanto riguarda l’interazione tra architettura e paesaggio, tra passato e presente, tra fragile transitorietà e monumentale eternità.

foto-forum Via Weggenstein 3F, Bolzano, BZ
Solitudine e ira - Vie al museo 04
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Giovedì, 18 Apr 2019 15:00-18:00 |
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 12 Mag 2019

Il tema della quarta edizione del progetto “Vie al museo” è “Solitudine e ira”. Artisti locali e artisti dall’estero trattano questo argomento artistico, sociale e politico da diversi punti di vista. La mostra al Museo civico di Brunico verrà inaugurata il 16 aprile con una performance di Maria Craffonara, accompagnata da un coro di 8 voci femminili. Alla mostra partecipano gli artisti Leonard Alberti, Kathrin Böge, Jaša & Kuno Mayr, Matthias Lautner, Helmut Ortner, Ali Paloma, Tobias Tavella, Maximilian Weber e Andreas Zingerle. Ulteriori mostre ed eventi sul tema si terranno al Kunstraum Mitterhofer a San Candido, nell’ex Caserma della Guardia di Finanza di San Pietro/Valle Aurina e alla Galerie 90 a Rio di Pusteria.

Null
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Giovedì, 18 Apr 2019 17:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni settimana fino a Ven 19 Apr 2019 nei giorni di: Lunedi Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi

Sconosciuto ai greci, ai romani e alle civiltà classiche, lo zero è stato inventato nel 610 dall'Indiano Ayrabatta. Inizialmente raffigurato con un punto e in seguito con un cerchietto. Parlare di zero è parlare di inizio, di punto di partenza, di centro tonale da cui si emana l'architettura della vita. Da qui parte tutto, e senza questo luogo non potrebbe esserci tutto quello che conosciamo. Zero è il numero che precede 1 e gli altri interi positivi e segue i numeri negativi. Zero significa anche niente ma è un niente generativo dal quale nascono le regole del mondo. Zero è l'unico numero reale nè positivo nè negativo. I tre artisti Fedrizzi, Ghiotto e Sclaunich vogliono esplorare con i loro lavori visivi i diversi aspetti che caratterizzano lo zero e le sue sfacettature.

I luoghi dello spettacolo a Bolzano dal '700 ad oggi
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Giovedì, 18 Apr 2019 17:30
Giovedì 18 Apr 2019

Dal Settecento ad oggi lo spettatore bolzanino ha frequentato una variegata gamma di luoghi deputati alle arti sceniche. Ha assistito a spettacoli in teatri autentici ma anche, e soprattutto, si è accomodato in sale occasionali e d'emergenza disseminate nei quartieri della città, alcune confortevoli, altre scomode e poco attrezzate. In questo "pendolarismo" cittadino si è animato un circuito teatrale di sorprendente vitalità, che racconta anche le trasformazioni storiche di Bolzano. Dalla provvisorietà si è passati alla stabilità odierna, a beneficio di un pubblico appassionato che ha sempre riconosciuto allo spettacolo fondamentali funzioni aggregative, civili e culturali. La mostra ripercorre questi luoghi, anche poco noti, presentando alcune interessanti curiosità.

Teatro Comunale Bolzano Piazza Verdi 40, Bolzano, BZ
The Talking Machine - Le origini della registrazione sonora
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Giovedì, 18 Apr 2019 18:00
L'evento si terrà oggi, domani e ogni giorno fino a Dom 14 Lug 2019

“The Talking Machine – Origine della registrazione sonora” è uno spazio espositivo dedicato al fonografo, il primo mass-media inventato dall’uomo in grado di registrare e di riprodurre i suoni. Senza dubbio l'idea di conservare la voce umana all'interno di un apparecchio che poi la riproducesse fedelmente, fu uno dei più grandi desideri dell'uomo. La mostra di fonografi della “Collezione Gigliotti Francesco” esposta all’ interno del Museo Civico di Merano “Palais Mamming” composta da pezzi unici provenienti dal passato, segue un percorso storico e cronologico che accompagnerà il visitatore in un ideale viaggio, fin dai primi modelli storici brevettati dal famoso inventore americano Thomas Alva Edison: il “Tin Foil Phonograph” del 1878 ed il raro “Improved Phonograph mod. Class M “ del 1888. L’esposizione, che si rivela attraverso una immagine visiva e sonora, intende offrire un momento di riflessione e di approfondimento sulla storia di questo oggetto, frutto di incessante ricerca scientifica, tecnica ed estetica, che ha saputo modificare radicalmente il mondo della comunicazione umana ed a dare i natali al mercato discografico mondiale, tracciandone la via. La mostra è stata ideata e curata dalla collaborazione tra il Museo Civico "Palais Mamming" di Merano ed il collezionista/ricercatore indipendente Gigliotti Francesco responsabile del progetto “ArcheoPhonica Sound & Media Research” (Bolzano)

Merano Piazza Duomo 6, Merano, BZ
Santo Sepolcro tardogotico
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Venerdì, 19 Apr 2019 10:00-17:00 |
L'evento si terrà domani e ogni giorno fino a Dom 28 Apr 2019

La tradizione del Santo Sepolcro risale al tardo medioevo. Lo scopo di allestire il Santo Sepolcro nelle chiese era di avvicinare in modo suggestivo i fedeli alla passione di Cristo. Il Santo Sepolcro tardogotico (XVI sec.) proviene dalla chiesa S. Maddalena di Viumes. È esposto nella chiesa di corte.

Hofburg di Bressanone Piazza Palazzo Vescovile 2, Bressanone, BZ
Padri in movimento - Esposizione itinerante
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Sabato, 20 Apr 2019 08:00
ogni giorno fino a Ven 10 Mag 2019

Il fotografo Alfred Tschager ha fotografato i padri del 2017 nella loro vita familiare quotidiana. Uomini che rompono con i modelli tradizionali e si prendono cura dei propri figli, li accompagnano e scoprono il mondo con loro. I padri organizzano attivamente una mostra itinerante attraverso l‘Alto Adige. Grazie al sostegno dell‘Azienda Sanitaria, questa mostra si terrà in tutti gli ospedali.

Ospedale di Vipiteno Via Santa Margherita 24, Vipiteno, BZ
Antonella Zazzera. Opera omnia III.V.MMXIX
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Venerdì, 03 Mag 2019 10:00-12:00 | 15:30 - 19:30
ogni giorno fino a Ven 28 Giu 2019

Guarda al futuro la mostra di Antonella Zazzera e si propone come un concerto di opere a più voci, quale esito di una ricerca solida in costante evoluzione e di una pratica singolare del fare scultura. La sua attività, iniziata negli ultimi anni Novanta, guadagna da subito l'attenzione di curatori ed artisti come Enrico Castellani che, nel 2009, in occasione della sua prima personale alla galleria Antonella Cattani, le dedica uno scritto nel catalogo edito per la mostra. Al 1° Premio per la giovane Scultura Italiana, assegnatole già nel 2005 dall' Accademia Nazionale di San Luca di Roma, segue nel 2016 il Premio Arnaldo Pomodoro per la scultura, da cui la personale alla Fondazione di Milano. Il percorso dell'artista (Todi, 1976) è delineato dall' avvicendarsi delle mostre personali in Italia ed all'estero e dalle partecipazioni ad esposizioni significative, tra le quali citiamo le più recenti: Tissage Tressage Fondation Villa Datris pour la sculpture contemporaine (F), Kairos Castle The Art of the Moment Kasteel Van Gaasbeek, Gaasbeek (B). All'origine della modalità operativa e stilistica di Antonella Zazzera è la scelta di un liguaggio definito dall'impiego di un materiale che, per l'intrinseca natura, risponde alle sempre diverse sollecitazioni della luce, trasformando la sua superficie in un evento mai eguale: il rame. "Lavoro con un filo di rame che mai si intreccia ma che si sovrappone e si sedimenta seguendo i parametri determinati dal disegno progettuale, eseguito per ogni scultura" - spiega l'artista. Il procedimento del "passare il filo" si traduce quindi in una infinità di segni, punti e linee che definiscono gli andamenti morbidi e flessuosi di un lavoro dalle forme primarie, naturali. Il tempo del fare è componente essenziale del procedimento e misura del suo compiersi. Un titolo unico, seguito da una numerazione romana distingue i lavori e l'appartenenza del lavoro stesso ad un codice espressivo al quale si riferiscono anche le opere più recenti, ora in esposizione. L'insieme dei codici fino ad oggi elaborati dall'artista è l'opera omnia a cui si riferisce il titolo della personale che inaugura venerdì 3 maggio alla Galleria Antonella Cattani contemporary art. L'allestimento della mostra pone in dialogo le diciotto opere (2016-2019), dalla diversa tipologia, nel rispetto di quei valori armonici che intendono esprimere fino al riflettersi nello spazio che occupano. ll primo incontro è con l'Armonico CCCXXXVIII che, come una "via luminescente", taglia con i suoi 270 cm di altezza la parete principale estendendosi fino a toccare il suolo; la sua natura, propia della scultura ma anche dell' installazione, può ricordarci i feltri di Robert Morris ma senza quella fascinosa svogliatezza, sostituita invece da un carattere assertivo. A seguire le Carte/Scultura, disegni tridimensionali dalla struttura in filo di rame e cellulosa, che si evidenziano per la vivace gestualità segnica, organizzata come la scrittura di una partitura musicale. Non a caso l'Accademia della Filarmonica di Roma ha richiesto ed inserito le immagini di questi lavori nel propio progamma. Nelle opere denominate Quadri, l'artista riduce la forma ad un piano, rinunciando ad evoluzioni e curvature, trattando la superficie come una campitura pittorica. Un numero infinito di fili di rame , dai toni diversi, dal chiaro allo scuro, determinano dei campi di forze che si uniscono in un pattern irripetibile. I Naturalia, sculture in filo di alluminio dal carattere più scomposto, sembrano invece connettersi con lo spazio circostante attraverso quei filamenti liberati da una forma che si fà nido. A chiudere il percorso, accanto all'opera Trame che presenta un codice inedito, è la Ri-Trattica. Si tratta di un seducente " ritratto contemporaneo" che, attraverso la sua forma ovale, evoca, nel nostro vissuto, gli antichi ritratti fotografici. Elementi semplici, da sempre alla base della grande arte del passato, tornano ad essere protagonisti indiscussi del suo procedere armonico e del metodo di Antonella Zazzera, che prevede un’evidente centralità della luce, finalizzata alla definizione dello spazio e della forma, proprio là dove ritmo e segno determinano andamenti morbidi, riconducibili a forme naturali, a misura d’uomo.

antonella cattani contemporary art Via Catinaccio 1A, Bolzano, BZ
Un salto all’indietro
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Exhibitions
Sabato, 04 Mag 2019
ogni giorno fino a Gio 30 Mag 2019

Esposizione di 31 fotografie provenienti dai fondi dell’Archivio provinciale di Bolzano relative ad alcune delle principali tematiche legate allo sport e all’attività fisica. Quattro fotografie sono stereoscopiche, stampate in forma di anaglifo e caratterizzate da un effetto tridimensionale.

Centro culturale Trevi Via dei Cappuccini 28, Bolzano, BZ
Temporary lovers
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Exhibitions
Sabato, 04 Mag 2019 10:00-13:00 | 15:00 - 19:00
ogni 6 settimane fino a Sab 04 Mag 2019 nei giorni di: Martedi Mercoledi Giovedi Venerdi Sabato

Temporary lovers PARASITE 2.0 23.03 - 04.05.2019 A cura di Emanuele Guidi Gli architetti Parasite 2.0 (Milano/Bruxelles) portano avanti una ricerca che da anni esplora il territorio tra ambiente selvaggio (wilderness) e habitat umano, producendo un campo semantico dove convergono l’Internet come ecosistema contemporaneo, i deserti biblici e il lascito della modernità, fino alle Zone Temporanee Autonome teorizzate da Hakim Bey. Proprio a partire da queste ultime Parasite 2.0 si concentrano, per la mostra presso ar/ge kunst, sulle forme di raduno, tracciando una linea di continuità che connette l’eredità degli architetti radicali, le esperienze dei free party e della cultura Rave, fino ad arrivare al clubbing e ai grandi festival contemporanei che occupano e capitalizzano l’immaginario degli spazi desertici e remoti. Parasite 2.0 individuano in queste esperienze transitorie un punto di vista produttivo attraverso cui interrogarsi sull’idea stessa di comunità temporanea, sul suo potenziale sovversivo che nasce e si consuma all’interno di temporalità determinate e intorno allo sviluppo di precise tecnologie e strumenti. Un immaginario fisico e digitale in cui consapevolmente risuonano le idee di fuga e isolamento, alienazione e autonomia, tribù, primitivo e futuro, animalità e post-umano. Con Temporary Lovers, Parasite 2.0 disegnano quindi una proposta che si muove tra l’installazione, lo stage-design e l’esperimento pedagogico, che ripensa i segni, i ritmi e gli strumenti di queste comunità. Temporary Lovers opererà come “classe temporanea” attivata da una serie di eventi pubblici e un workshop di 24 ore con gli studenti dello Studio Exhibit della facoltà di Arti e Design della Libera Università di Bolzano, che porterà alla modifica dell’installazione stessa. Un invito a vivere lo spazio attraverso il tempo e l’affettività; una chiamata ad entrare e trasformare un ambiente ripensando le relazioni tra soggetti e oggetti così come le gerarchie tra progetto e modi di abitare. Biografia Parasite 2.0 (Stefano Colombo, Vedano al Lambro (MB),1989; Eugenio Cosentino, Luino (VA), 1989; Luca Marullo, Catania, 1989) è stato fondato nel 2010 e ha base a Bruxelles e Milano. Indagano lo stato dell’habitat umano attraverso un ibrido di architettura, design e arte. Tra le loro ricerche e progetti hanno collaborato con Kaaitheater (Bruxelles, 2018), MAMbo Museo d'Arte Moderna di Bologna (2018), Damien and The Love Guru (Bruxelles, 2018), Terraforma Festival (Milano, 2017 e 2018), OGR Officine Grandi Riparazioni (Torino,2018), domesti.city (New York, 2018), 501(c)3 Foundation (Los Angeles, 2017), Marres (Maastricht, 2017), XX Chilean Architecture Biennale (Valparaiso, 2017), La Biennale di Venezia (2018, 2014 e 2012), MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI (Roma, 2016), Shenzhen Architecture Biennale (2015). Hanno svolto attività didattica in numerosi istituti tra cui Design Academy Eindhoven, Faculté d'architecture de l'université libre de Bruxelles, Facultatea de Arhitectura si Urbanism Timisoara, Politecnico di Milano, NABA Nuova Accademia Belle Arti Milano e insegnano stabilmente presso MADE Program a Siracusa. Parasite 2.0 è rappresentato da Galleria Operativa Arte Contemporanea di Roma e da Galleria Corraini Arte Contemporanea di Mantova. PROGRAMMA PUBBLICO AR/GE KUNST SAVOIR-VIVRE: HOW TO MIX DRINKS 16.04.2019 ore 18 – 20 con Daniele Turrini (Downtown) e Parasite 2.0 a cura di Simone Mair LET ME LOVE YOU FOR 24H 17 – 18.04.2019 Workshop di 24h con Parasite 2.0 in collaborazione con Studio Exhibit della Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano. Con il gentile sostegno di: Libera Università di Bolzano, Facoltà di Design e Arti Pasticceria Hofer, Bolzano Provincia Autonoma di Bolzano, Ripartizione Cultura Fondazione Cassa di Risparmio Comune di Bolzano, Ripartizione Cultura

AR/GE KUNST VIA MUSEO 29, Bolzano, BZ
Fondazione Provincia

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