«How wide is a smile?» pone una domanda volutamente aperta e imprecisa che non cerca risposte concrete, ma intende descrivere uno stato: lo spostamento della percezione di fronte a un sovraccarico visivo. Il sorriso non si presenta come un segno univoco, ma come una superficie instabile. Un’espressione che oscilla tra attrazione e disagio, sfuggendo a ogni interpretazione chiara.
L’artista sudtirolese Max Brenner, membro del collettivo viennese Brenner-Havelka-Plessl, presenta un intreccio di pittura e stampa serigrafica. Parte da frammenti d’immagini del mondo digitale che trasforma a mano, manipola e traspone in composizioni dense, ramificate e affollate. Sono complessi insiemi visivi in cui innumerevoli motivi si sovrappongono, si attraversano e si caricano a vicenda.
Queste immagini sono segnate da un eccesso di stimoli e informazioni legate a paure ed emergenze esistenziali che il digitale riversa nella nostra mente. Scene di violenza, crisi e incertezze appaiono frammentate, moltiplicate e in costante movimento. Nei lavori di Brenner, queste scene non vengono ordinate, ma condensate in stati visivi che sfuggono a qualsiasi gerarchia, mettendo in discussione il vedere stesso.
La mostra ruota attorno a una smorfia, che, se osservata da vicino, fa parte di uno stormo. La testa non è un elemento a sé stante, ma è composta da molti piccoli motivi che si espandono continuamente verso l’esterno. La maschera diventa quindi una superficie di proiezione della memoria collettiva dell’immagine. Singoli frammenti ricompaiono in altre opere, collegandole tra di loro.
A completare la mostra, la serie di rilievi lignei «Flowers», in cui Brenner affina ulteriormente i meccanismi di estetizzazione e commercializzazione. Modelli di armi atomiche appaiono come oggetti stilizzati e beni di consumo. Emerge così come perfino forme di violenza estrema possano tradursi in superfici visive e logiche economiche.
«How wide is a smile?» si interroga sull’ampliamento e sui confini: quanta raffigurazione può sostenere uno sguardo? E come cambia la nostra percezione quando paura, informazione e estetica si intrecciano?
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dedicato a una lingua diversa, così puoi scegliere dove sederti, conversare
liberamente e scoprire culture attraverso il dialogo.
PRESSO IL NOSTRO PARTNER-HOTEL GREIF
Con questo appuntamento inauguriamo una nuova serie di eventi concepiti come esperienze immersive nell’arte, pensate per invitare il pubblico a vivere l’Hotel Greif come luogo di incontro tra immagine, spazio e ospitalità.
Il 5 giugno alle ore 18.00, l’Hotel Greif renderà omaggio all’artista Robert Bosisio.
La serata si apre con la proiezione del documentario: “Innenraum – La pittura di Robert Bosisio”
diretto dal regista Santiago Torresagasti, vincitore della seconda edizione del “Premio Piero Siena”.
Prima della proiezione, gli ospiti verranno accolti con un calice di benvenuto per un brindisi inaugurale. Al termine della proiezione, la serata prosegue con una Cocktail Experience sulla terrazza del Grifoncino, all’Hotel Greif. Sarà possibile scegliere tra quattro cocktail ispirati all’atmosfera e alla sensibilità dell’opera di Robert Bosisio.
Ogni cocktail è pensato come un piccolo percorso sensoriale: non una traduzione formale dell’opera, ma un lavoro sulle sensazioni, come leggerezza, equilibrio, profondità e passaggi morbidi, per accompagnare lentamente lo sguardo, l’ascolto e la permanenza.
Ogni cocktail sarà servito con un finger food dedicato.
Prezzo: € 15,00 a cocktail, finger food incluso.
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