Je suisse (or not)
Un incontro ravvicinato, intimo e sorprendente: una performance per uno o due spettatori alla volta, dove il confine tra chi guarda e chi agisce si dissolve, lasciando spazio a un’esperienza personale e condivisa.
Tra le cofondatrici del collettivo Treppenwitz, Camilla Parini presenta negli spazi del Museion una performance originale e delicata, pensata per uno o due spettatori alla volta. L’esperienza inizia nel momento in cui si entra nello spazio: ad attendere il pubblico, un grande orso di peluche e un album di famiglia, elemento centrale della relazione, che diventa punto di contatto tra memoria e immaginazione, attivando un dialogo silenzioso e personale. Attraverso immagini e parole, ciascun partecipante è invitato a costruire il proprio percorso, seguendo un tempo interiore e una lettura soggettiva. La performance si sviluppa così come un incontro uno-a-uno, che interroga il significato di famiglia, appartenenza e memoria. Mescolando elementi autobiografici e finzione, Parini crea uno spazio sospeso tra reale e immaginato, in cui i ricordi vengono ricomposti e trasformati. Un’esperienza delicata e profonda, che invita a riflettere su ciò che ci definisce e sulle storie che scegliamo di raccontare.
État Sauvage
Un battito attraversa lo spazio e chiama i corpi al movimento: una performance tra danza e musica dal vivo, dove istinto, presenza e ritualità si fondono in un’esperienza sensoriale e coinvolgente.
Un ritmo profondo, come un tamburo ancestrale, dà origine a un organismo in trasformazione: tre interpreti entrano in risonanza, costruendo una danza in cui i confini tra umano e animale si fanno porosi. Ambientato nel Parco delle Semirurali di Bolzano, lo spettacolo prende forma come un rituale contemporaneo, capace di coinvolgere lo spettatore in modo diretto e immersivo. La creazione nasce dall’incontro tra Francesca Ziviani, Chloé Beillevaire e Olympia Boyle, e si sviluppa a partire da una ricerca sugli stati di trance e sulla relazione tra corpo, istinto e presenza. Il lavoro mira a liberare il movimento dalle sovrastrutture, per ritrovare una dimensione più essenziale e immediata. In scena, la musica dal vivo diventa pulsazione vitale: il suono della batteria attraversa i corpi e lo spazio, accompagnando la danza in un continuo passaggio tra controllo e abbandono. Il gesto non rappresenta, ma attiva, lasciando emergere una qualità sensoriale e condivisa. La performance invita a riscoprire la danza come spazio di relazione, dove il corpo si apre all’altro e al contesto. Un’esperienza che risveglia una memoria profonda, restituendo allo spettatore la percezione di un ritmo comune.
Rosas danst Rosas
Prima Italiana
Capolavoro che ha segnato la storia della danza, Rosas danst Rosas torna in scena in prima italiana a Bolzano Danza con una nuova generazione di interpreti, tra rigore formale, energia travolgente e forza espressiva.Creato nel 1983, Rosas danst Rosas di Anne Teresa De Keersmaeker è uno spettacolo iconico che ha consacrato l’artista sulla scena internazionale, diventando un punto di riferimento della danza postmoderna. Ripreso nel 2026 per la prima volta in Italia grazie a Bolzano Danza, torna con un cast completamente rinnovato, proseguendo una storia interpretativa che attraversa generazioni.
Nel solco del minimalismo esplorato da De Keersmaeker in Fase (1982), la coreografia si costruisce qui su movimenti essenziali e ripetitivi, dando vita a un complesso intreccio ritmico. Gesti quotidiani e azioni astratte si alternano e si sovrappongono, creando una tensione costante tra rigore formale ed espressività.
Le quattro interpreti danzano senza sosta, spinte da una struttura musicale incalzante firmata da Thierry De Mey e Peter Vermeersch. La ripetizione diventa resistenza, trasformando il movimento in un atto fisico e potente, spesso letto come un’affermazione di presenza e identità.
Nel tempo, lo spettacolo ha superato il palcoscenico: dalla versione cinematografica del 1997 alla piattaforma partecipativa Re:Rosas!, continua a vivere e a essere reinterpretato, coinvolgendo comunità di spettatori e danzatori in tutto il mondo.
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