I disegni dei bambini di Terezin - Pubblicato da martin_inside

0
  • Piazza Domenicani, 18, Bolzano, BZ
×

Attenzione

Questo evento è terminato, rimani connesso per nuovi eventi

Informazioni evento

Disegni e poesie dei bambini di Terezin

La comunità ebraica di Theresienstadt si assicurò che tutti i bambini deportati potessero continuare il loro percorso educativo. Quotidianamente si tenevano lezioni ed attività sportive; inoltre la comunità riuscì a pubblicare una rivista illustrata, Vedem, che trattava di poesia, dialoghi e recensioni letterarie ed era completamente prodotta da ragazzi di un'età compresa tra i dodici ed i quindici anni.

L'insegnante d'arte Friedl Dicker-Brandeis creò una classe di disegno per bambini nel ghetto: il risultato di questa attività furono oltre quattromila disegni che Dicker-Brandeis nascose in due valigie prima di essere deportata ad Auschwitz. Questa collezione riuscì a scampare alle ispezioni naziste e venne riscoperta al termine del conflitto, dopo oltre dieci anni. Molti di questi disegni possono oggi essere ammirati al Museo ebraico di Praga dove la sezione archivio dell'Olocausto è responsabile dell'amministrazione della collezione di Terezín.

Contatti :

Date e orari evento :

L'evento si tiene dal 06 Feb 2026 al 10 Feb 2026

Potrebbe interessarti anche :

  • L'evento si tiene dal 10 Apr 2026 al 23 Mag 2026
    Klaus Rungger Ein neues Wort für Zeichnung Per Klaus Rungger il disegno è al centro della sua pratica artistica. Le sue opere nascono nel confronto diretto con un modello e generalmente non vengono rielaborate in seguito. In questo momento immediato l’artista cerca di cogliere espressione, forma, colore e linea, percependo la persona al di là di categorie come età o genere. Il disegno diventa così uno spazio tra precisione e libertà, tra osservazione e interpretazione. Le opere di Rungger aprono uno sguardo sensibile sulla percezione e sull’identità e invitano a soffermarsi su linee, dettagli e sfumature. Solo da vicino diventano visibili le sottili tracce del disegno, che rendono percepibile il processo diretto e immediato della loro creazione. Klaus Rungger, nato nel 1969, vive e lavora in Val Gardena. Dopo aver concluso la Scuola d’Arte di Ortisei e aver frequentato l’Istituto di Design Issam di Modena, ha proseguito l’attività di famiglia come maestro meccanico nel settore automobilistico. Il disegno e l’arte hanno sempre rappresentato una parte centrale della sua vita. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre in Italia e all’estero; nel 2018 ha ottenuto il primo premio al concorso artistico “Kunst unter den Sternen” a Rio di Pusteria e nel 2020 è stato finalista del Premio d’arte Artig a Kempten.
  • L'evento si tiene dal 25 Apr 2026 al 08 Nov 2026
    Museion ha il piacere di presentare la prima mostra personale istituzionale in Italia di Evelyn Taocheng Wang (n. 1981, Chengdu). Attraverso una pratica artistica che spazia fra diversi media – tra cui pittura, scrittura, installazione, performance e moda – l’artista, che vive e lavora a Rotterdam, ha sviluppato un linguaggio visivo unico, intriso di poesia, umorismo sottile e profondità critica. Intrecciando tradizioni provenienti dalla storia dell’arte, frammenti di memoria personale e forme artistiche di autofiction, Wang mette in discussione l’idea di autenticità e indaga i modi in cui la cultura viene rappresentata, performata e incarnata. Il repertorio pittorico di Wang attinge a quella che l’artista spiritosamente descrive come la sua “makeup palette di storia dell’arte”, che mescola riferimenti alla sua formazione iniziale in pittura a inchiostro e calligrafia cinesi con le scuole delle arti e delle letterature occidentali, che l’artista ha incontrato dopo essersi trasferita in Europa. Nei suoi lavori affronta temi quali la migrazione, l’assimilazione culturale, l’espressione di genere e l’appartenenza di classe, e li filtra attraverso la sua esperienza di vita, soffermandosi spesso sulla complessità della percezione di sé in rapporto alle narrative imposte dall’esterno. L’attenzione dell’artista per la natura fluida dell’identità e dell’ibridazione culturale trova particolare risonanza in Alto Adige, dove convergono lingue e tradizioni diverse. Per la mostra, Wang ha ideato una scenografia con numerosi nuovi dipinti su media diversi, ispirati a partire dalle sue opere precedenti e dalle impressioni di Bolzano raccolte durante una serie di visite alla città. Una delle sue fonti di ispirazione è stata Piazza delle Erbe, con le sue coloratissime esposizioni di frutta e verdura biologica fresca, che richiamano dei paesaggi in miniatura. Queste composizioni di diversi colori, consistenze e forme – caratteristica che l’artista ha ritrovato negli affreschi medievali di Castel Roncolo e nella Chiesa dei domenicani – trovano un’eco nella sua personale narrazione artistica. Infondendo nei suoi lavori rimandi alle specificità visive di Bolzano e alla sua percezione della cultura italiana, Wang si inserisce nel panorama con umorismo, sensibilità e sfumature poetiche. La capacità di mutare forma, di reimmaginarsi in paesaggi culturali e visivi differenti o nei panni di diverse figure storiche o fittizie, è sempre stata centrale nella pratica artistica di Wang. Questo è particolarmente chiaro nei cinque nuclei principali di opere su cui l’artista ha lavorato per questa mostra. Oltre all’introduzione di riferimenti site-specific nelle sue note imitazioni delle celebri tele a griglia di Agnes Martin, l’artista integra motivi regionali in pitture su seta e capi di abbigliamento del proprio guardaroba. Anche la fiaba dei fratelli Grimm “Il principe ranocchio” continua a essere una fonte di ispirazione per Wang: questa volta inserisce il personaggio ricorrente della Principessa Ranocchio in un paesaggio urbano che ricorda un dipinto di August Macke. Inoltre, amplia la sua serie di quadri basati sul motivo della finestra. Integrando questi dipinti in un’installazione architettonica che mette in equilibrio prospettive interne ed esterne, Wang trasforma il secondo piano del museo in uno “sweet landscape”. L’espressione apparentemente innocente suscitata da un paesaggio gradevole, come suggerisce il titolo della mostra, fornisce lo sfondo su cui gradualmente l’artista sviluppa una sua riflessione più profonda sull’idea di luogo. I suoi lavori sono ricchi di metafore e giochi linguistici e invitano spettatori e spettatrici a un’attenta esperienza di lettura, nella quale i diversi livelli di significato si svelano lentamente. Il titolo rispecchia anche l’indagine svolta dall’artista sui punti di intersezione e divergenza tra le idee occidentali e orientali di pittura paesaggistica. La tradizione letteraria cinese dello “scrivere il paesaggio”, utilizzando pennello calligrafico e inchiostro, è profondamente collegata ai principi taoisti di equilibrio e armonia. Piuttosto che mirare all’imitazione della natura, questa pratica affonda le radici in un approccio caratterizzato da autoriflessione, guarigione e forme di allontanamento dalle strutture del potere politico. A livello filosofico ed estetico, la mostra di Wang invita a compiere una riflessione sul rapporto tra primo piano e sfondo, tra visibile e invisibile, e a percepire i rimandi tra mondo esterno e stati interiori, tra paesaggi esterni e interni. È con questo spirito che l’artista spiega: “Penso alla mia mostra come a un grembo materno immaginario: uno spazio del divenire che mi permette di reagire alla storia di questo luogo”.
  • L'evento si tiene dal 15 Mag 2026 al 14 Giu 2026
    Museion presenta Mo num en ts (2025), un film dell’artista thailandese Som Supaparinya, sviluppato nell’ambito del programma Han Nefkens Foundation Southeast Asian Video Art Production Grant 2024. Da oltre vent’anni, lavorando all’intersezione tra ricerca storica e indagine sul campo, Supaparinya esplora i paesaggi del Sud-Est asiatico come luoghi plasmati da ideologie politiche, trasformazioni ecologiche e memorie collettive. In Mo num en ts, l’artista rivolge la propria attenzione all’impatto a lungo termine delle infrastrutture della Guerra Fredda nella regione del Mekong. Dighe, strade e reti elettriche emergono non solo come segni di modernizzazione, ma come strutture durature che continuano a modellare territori, comunità e ambienti. Presentata come installazione video monocanale, l’opera intreccia materiali di nuova produzione con filmati d’archivio provenienti dai media e dalla propaganda della Guerra Fredda. Attraverso un linguaggio visivo stratificato e frammentario, il film mette in relazione temporalità e prospettive molteplici, sottraendosi a una narrazione lineare per proporre una lettura della storia più complessa e aperta. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con istituzioni partner internazionali, tra cui il Jim Thompson Art Center (Bangkok), The Outpost (Hanoi), l’Hiroshima City Museum of Contemporary Art, la Kunsthal Charlottenborg (Copenaghen) e il Rockbund Art Museum (Shanghai). Dopo essere stato presentato in queste sedi, il lavoro entrerà a far parte della collezione Museion. Con Mo num en ts, Supaparinya considera il paesaggio come un archivio vivente, in cui decisioni politiche, processi ecologici ed esperienze umane rimangono iscritti nel tempo.

Inserisci i tuoi eventi sul primo e più amato calendario di eventi dell'Alto Adige!

HAI GIÀ UN ACCOUNT?

ACCEDI

NON HAI ANCORA UN ACCOUNT?

Non perderti i migliori eventi in Alto Adige!

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER SETTIMANALE

Vuoi vedere i tuoi eventi pubblicati sul nostro magazine?

RICEVI UN AVVISO AL MESE PER LA CHIUSURA REDAZIONALE

Vuoi promuovere i tuoi eventi o la tua attività? Siamo il tuo partner ideale e possiamo proporti soluzioni e pacchetti su misura per tutte le tue esigenze.

VAI ALLA SEZIONE PUBBLICITÀ

CONTATTACI DIRETTAMENTE

INSIDE EVENTS & CULTURE

Magazine mensile gratuito di cultura, eventi e manifestazioni in Alto Adige-Südtirol, Trentino e Tirolo.
Testata iscritta al registro stampe del Tribunale di Bolzano al n. 25/2002 del 09.12.2002 | Iscrizione al R.O.C. al n. 12.446.
Editore: InSide Società Cooperativa Sociale ETS | Via Louis Braille, 4 | 39100 Bolzano | 0471 052121 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..