Jonathan Monk. Shine Bright Like a Diamond - Pubblicato da ar/ge kunst

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Informazioni evento

A cura di Francesca Verga e Zasha Colah.

La mostra esplora diversi approcci e riflessioni intorno ai temi dell’appropriazione, del valore, tanto artistico quanto economico, attraverso una nuova produzione commissionata a Jonathan Monk (UK, 1969). Shine Bright Like a Diamond, presentata da Ar/Ge Kunst, segna una delle prime esposizioni personali dell’artista all’interno di un’istituzione italiana. In questa occasione, Monk intreccia omaggio, parodia e (ri)appropriazione, mettendosi in dialogo con l’opera di Chris Burden e con le dinamiche della cultura visiva contemporanea. Il progetto prende avvio da un’immagine divenuta virale: Kim Kardashian fotografata di fronte a Urban Light (2008), senza alcuna menzione all’autore Chris Burden. A partire da questo scatto, Monk sviluppa una riflessione sul destino dell’opera d’arte nel contesto attuale, dove essa si trasforma in pura superficie riflettente — icona silenziosa di una società dominata dall’immagine e dalla performance identitaria. In un tempo in cui il simulacro tende a sostituirsi alla realtà, l’artista indaga con sottile acume le tensioni tra autenticità e rappresentazione, tra originalità e riproduzione.

Jonathan Monk è nato a Leicester nel 1969 e vive e lavora a Berlino. Ha conseguito un BFA presso il Leicester Polytechnic (1988) e un MFA presso la Glasgow School of Art (1991). Attualmente espone Limited Company al Belvedere 21 di Vienna, Austria.
Tra le sue recenti mostre personali in istituzioni si ricordano: S L presso Mahler LeWitt Residency, Torre Bonomo, Spoleto, Italia (2024); Exhibit_Model Four al Kindl di Berlino, Germania (2019); The Sound Of Laughter Isn't Necessarily Funny presso The Gallery, De Montfort University, Leicester, Regno Unito (2017); Exhibit Model One al Kunsthaus Baselland, Muttenz, Svizzera (2016); Anything by the Smiths al CAN di Neuchâtel, Svizzera (2015); COLOURS SHAPES WORDS (pink, blue, square, circle) al CAC Málaga, Spagna (2013); Rew - Shay Hood Project Part II ad Artpace, San Antonio, Texas, USA (2009); Time Between Spaces al Palais de Tokyo e al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, Francia (2008). Prossimamente: Something To See Something To Hide / Nothing To See Nothing To Hide al Museum Landskrona, Svezia.

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