TRANSART25 | 24HOURS - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

24HOURS è l’evento speciale con cui Festival TRANSART e Museion celebrano insieme due importanti traguardi: la 25ª edizione del festival e i 40 anni della Fondazione Museion. Dalle ore 14:00 del 13 settembre alle ore 14:00 del 14 settembre, per 24 ore consecutive, gli spazi del museo si trasformeranno in un palcoscenico aperto, fluido e vivo. Tra lə protagonistə Marino Formenti, Geumhyung Jeong, il collettivo Amigdala, e Xing con i live di Silvia Costa, Claudio Rocchetti e Margherita Morgantin, Beatrice Goldoni, Lemmo per Xong collection – dischi d’artista, e le opere di Ragnar Kjartansson e Sven Sachsalber in un continuum di performance, installazioni e dialogo. Il pubblico potrà attraversare il museo in ogni ora del giorno e della notte, vivendo un’esperienza immersiva tra arte, musica e relazioni. Tanti anche i momenti di ritrovo e di cura – collettiva e personale – a cui si potrà prendere parte: oltre allo skatepark allestito appositamente all’interno, sarà possibile farsi tagliare barba e capelli, farsi tatuare, usufruire di consulenze con psicologa sessuologa e partecipare a una lezione di yoga, per prendersi cura di sé in un contesto intimo e condiviso. Un evento unico per abitare il tempo, insieme.

Durata
24 ore

Il programma dettagliato sarà presto online

Tickets
Il biglietto d'ingresso è generosamente sponsorizzato da Ewo.

Con un barbiere (Otmane Karym), una consulente di Feng Shui
(Martina Pellegrini), un parrucchiere (Walli Stecher), una terapista del sesso
(Miriam Pobitzer), due tatuatori (Demooni
Tattoo, Zingertattoo) e un'insegnante di yoga (Antinea Pasinato)

Contatti :

Date e orari evento :

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  • L'evento si tiene dal 03 Ago 2026 al 25 Ago 2026
    von Ödön von Horváth Regie: Mona Kraushaar Bühne und Kostüme: Katrin Kersten Lichtgestaltung: Luca Bellemo mit: Linda Covi, Emil Lug, Sebastian von Malfèr, Christoph Griesser, Janine Wegener, Georg Kofler, Helmuth Mederle, Alexander Rainer, Mia Nicolussi, Anton Steiner zum Stück: „Und die Liebe höret nimmer auf“ lautet das Motto, das Ödön von Horvath seinem Stück voranstellt. Aber im Rausch des Volksfests, zwischen Achterbahn und Zuckerwatte, endet die Liebe von Kasimir und Karoline. Kasimir, der an diesem Tag seine Kündigung als Chauffeur erhalten hat, und Karoline, die ihren Traum vom besseren Leben träumt. Während das Fest um sie herum ausgelassener wird, treiben die beiden immer weiter auseinander. Im Milieu der Kleinbürger*innen sucht man mit fortschreitender Stunde Trost im Alkoholexzess und blickt in menschliche Abgründe. Menschen begegnen einander, benutzen einander und träumen im Taumel davon, die Grenzen ihres Seins zu verschieben. Wie durch ein Brennglas blickt Horváth auf diese zwischenmenschlichen Beziehungen, die von der ökonomischen Krise in Mitleidenschaft gezogen werden - ein Brandbeschleuniger für den Zerfall von Liebe, Glaube und Hoffnung. Tragikomisch und mit melancholischer Poesie erzählt der Autor von der Suche nach Glück in schwierigen Zeiten; von Liebe, Armut, Hoffnung und der Frage, ob man dem eigenen Schicksal entkommen kann.
  • Badke(remix) Tra festa e resistenza, un’esplosione di energia collettiva che attraversa la tradizione per reinventarla nel presente: un lavoro che intreccia radici e contemporaneità in un gesto vitale e politico. Creato originariamente per la compagnia les ballets C de la B per un gruppo di danzatori palestinesi, Badke ha conquistato il pubblico internazionale tra il 2013 e il 2016. Oggi rinasce come Badke(remix) sotto la guida artistica di Amir Sabra e Ata Khatab, in un processo di riappropriazione culturale e politica. Il titolo gioca con la parola “dabke”, danza popolare palestinese da cui tutto ha origine. A partire da questa tradizione, gli interpreti – provenienti da percorsi che spaziano dalla danza contemporanea all’hip hop, dalla capoeira al circo – costruiscono un linguaggio ibrido e in continua evoluzione. Non si tratta di recuperare un’autenticità perduta, ma di interrogare la tradizione: quanto può trasformarsi senza perdere la propria identità? Attraverso una forma festosa e travolgente, il lavoro lascia emergere in filigrana il contesto politico da cui nasce. La realtà contemporanea attraversa la scena senza essere mai esplicitamente raccontata, ma resta presente, come una tensione sotterranea. Tra energia collettiva e urgenza espressiva, il movimento diventa spazio di resistenza e affermazione, un gesto condiviso che tiene viva la speranza di immaginare e costruire un’alternativa possibile.
  • CULT OF MAGIC: KUSHIMARU (e le strane creature della foresta magica) Lettura di una fiaba per adulti e bambini con musica dal vivo di Luca Pasquino, con Marta Malvestiti + ANALOG TECHNO LIVE SET con Francesco Sacco e Luca Pasquino La sesta serata della Stagione Estiva Don Bosco vi aspetta al Parco delle Semirurali per un’esperienza unica con Cult of Magic e la fiaba KUSHIMARU (e le strane creature della foresta magica). Una ricerca sui sensi diventerà una esperienza immersiva transgenerazionale, attingendo ad una fiaba giapponese per scoprire vari aspetti della vita, passando dall’adolescenza all’essere adulti approfondendo quindi anche le varie problematiche ad essi connesse. Lo spettacolo vuole mettere in risalto su tutto il senso dell’udito. A fine lettura, per uscire dalla dimensione assorta, verrà proposta una sessione di musica tecno suonata dal vivo. La serata vedrà esibirsi al parco delle Semirurali Cult of Magic, un collettivo che opera nei settori della performance, della musica e della danza contemporanea, fondato a Milano nel 2017 dal compositore Francesco Sacco e dai coreografi e ballerini Samira Cogliandro e Giada Vailati. Insieme con i tre fondatori c'è Luca Pasquino, compositore, art director e product designer, che collabora con il collettivo. Il lavoro di Cult of Magic consiste nella creazione di pezzi di danza contemporanea, spettacoli e collaborazioni con studi di architettura e design, Musei o istituzioni, come la Triennale Milano, il Museo Novecento Firenze, il Palazzo Te Mantova e la Biennale di Venezia. In caso di pioggia: Istituto Pascoli - via Deledda 4, Bolzano

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