“Vado ogni domenica alle 12 dal barone von Suiten”, scrive Mozart nell’aprile 1782 al padre. Gottfried van Swieten dispone a Vienna di un ampio archivio musicale con opere di Händel e Bach. Mozart è solito prendere in prestito le stampe e i manoscritti, studia le tecniche di composizione e nel 1783 le applica con virtuosismo in una fuga. Cinque anni dopo combina gli “esercizi per le dita” con un nuovo Adagio introduttivo. Dal 1777 al 1790, le opere di Haydn sono incontrastate al vertice dei “Concerts Spirituels” parigini con 256 esecuzioni. Nel 1785 consegna all’orchestra del Concert de la Loge Olympique sei sinfonie “parigine”. Anche la Sinfonia n. 92 approda nel 1789 nella capitale francese prima di essere eseguita nel 1791 a Oxford in occasione del conferimento della laurea ad honorem a Haydn. “È tutto un trastullarsi, un punzecchiare, un civettare”, così il giornale “Allgemeine Musikalische Zeitung” commenta il secondo movimento dell’Ottava sinfonia di Beethoven, composta nel 1812 e, secondo il pianista Carl Czerny, “nettamente migliore” della più famosa “Settima”. Che il compositore si sia abbandonato a “innocenti gioie” o sia forse innamorato? Mentre rifinisce la sinfonia invia lettere d’amore a una destinataria anonima: “Già a letto le idee si spingono verso te, mia eterna amata, dapprima gioiose, poi di nuovo tristi, in attesa che il destino ci dia ascolto. Posso solo vivere con te o non vivere affatto.”
con Temporary Band
Un ensemble di eccellenze, guidato da una delle più autorevoli interpreti della musica cubana in Italia, dà vita a un omaggio raffinato alle atmosfere senza tempo rese celebri dal film di Wim Wenders.
Il progetto, curato dalla Temporary Band, ha un respiro internazionale e riunisce alcuni dei migliori musicisti cubani oggi attivi in Europa.
Lo spettacolo è interamente dedicato al Son Cubano e restituisce al pubblico tutto il calore, la nostalgia e la forza vitale della vecchia La Habana.
Un viaggio musicale nella “Perla dei Caraibi”, da Compay Segundo a Ibrahim Ferrer, passando per Rubén González, sulle tracce di un repertorio che ha fatto la storia della musica latinoamericana.
In scaletta, alcuni dei brani più iconici del genere:
Chan Chan – l’inconfondibile apertura dell’album e simbolo del progetto Buena Vista Social Club
Dos Gardenias – bolero senza tempo reso celebre dalla voce intensa di Ibrahim Ferrer
El Cuarto de Tula – energica descarga che unisce virtuosismo e improvvisazione
Candela – brano travolgente, specchio dell’anima festosa dell’Havana
El Carretero – guajira struggente che evoca la tradizione rurale cubana
Steven Bernstein: slide trumpet
Brogan Krauss: sax
Tony Scherr: bass
Kenny Wollesen: drums
Con l’ultimo lavoro discografico "The Hard Way" e la sua ricca tela di groove elettroacustici, Bernstein e i suoi fidati sodali dimostrano un impulso modernizzante ma anche una base altrettanto forte nelle radici del jazz e della canzone americana.
La loro immersione in una vasta gamma di musica contemporanea è coerente con l'esperienza camaleontica di Bernstein al fianco di Lou Reed, Levon Helm, Hal Willner, Sam Rivers, Bernie Worrell, Henry Butler, U2, Little Feat e una miriade di altre leggende. Funky, blues, con una dissonanza sbrindellata evocata dal tono gutturale del sassofono di Krauss e segnata dal caratteristico lamento del raro corno di Bernstein, Sexmob continua a tracciare nuovi percorsi nella musica creativa del 21° secolo.
Uno dei concerti imperdibili che al Carambolage diventa due volte più bello!
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