Classic & More - CINQUINO BRASS QUINTET - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Descrizione Itinerario: accesso a proprio rischio.
Si consigliano calzature adeguate, cuscino o coperta per sedersi e un’illuminazione per il ritorno.

In caso di pioggia: Pinzoner Keller

PROGRAMMA
Battle Suite: Galliarda - Tylman Susato
Concerto in fa maggiore per trombino e quintetto - Antonio Vivaldi
Hommage to the noble grape: Weinsuite - Goff Richard
Champagne
Hock
Chianti
Fundador an more Champagne
Jive for five - Paul Nagle
Tuba tiger Rag - Luther Henderson
Solo per Bassotuba
Puttin on the Ritz - Irving Berlin

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Alla fine del 1946 Richard Strauss traspone in musica la poesia “Al tramonto” di Joseph von Eichendorff. Nel 1948 legge le opere liriche di Hermann Hesse e, pochi mesi più tardi, l’ormai ottantaquattrenne ha già completato tre Lieder con le sue poesie. Dopo la sua morte nel settembre 1949, l’editore Ernst Roth riunisce le opere per orchestra sotto il titolo “Quattro ultimi Lieder” – un grandioso necrologo al Lied romantico in cui il compositore cita anche il suo poema sinfonico “Morte e trasfigurazione”, composto 60 anni prima. “Nulla di originale” oppure “il primo vero evento musicale del XX secolo”? La quarta sinfonia di Gustav Mahler, composta originariamente nel 1899 e 1900 come umoresca sinfonica, lascia il pubblico interdetto. L’opera rinuncia al pathos romantico, l’organico orchestrale è ridotto, a prima vista il programma non è riconoscibile. La stravagante marcia funebre (“Totentanz”) nel secondo movimento è seguita nel finale – vero e proprio fulcro dell’opera verso cui tutto converge – dal Lied “Der Himmel hängt voller Geigen”, tratto da “Des Knaben Wunderhorn”. “Balliamo e saltelliamo”, esultano gli angeli in paradiso sul sottofondo di una musica che, affievolendosi a mano a mano, pare opporsi a quel senso dell’umorismo naif e infantile. Così Mahler descrive il mondo “all’incontrario” da lui raffigurato: “È tutto sottosopra, non vi è più alcun rapporto di causalità! È come scorgere all’improvviso la parte nascosta della luna.”
  • Andrea Maffei: voice, accordion Marco Gardini: guitar Giorgio Mezzalira: guitar Davide Dalpiaz: keyboard Mirko Giocondo: bass Federico Groff: drums La Andrea Maffei Spritz Band nasce dall’incontro tra il cantautore Andrea Maffei e musicisti provenienti da esperienze diverse, dando vita a una proposta musicale che si è sviluppata lontano dalle mode e si ispira alla migliore tradizione della musica d’autore. Nel 2001 la band, senza abbandonare il proprio repertorio originale, ha dato vita al progetto “Il Suonatore Jones”, uno spettacolo dedicato alle canzoni di Fabrizio De André, che ha dato origine a una lunga stagione di concerti live. Da un’iniziale notorietà regionale, la AMSB si è fatta conoscere sempre più a livello nazionale, partecipando a rassegne musicali e ottenendo il consenso di critica e pubblico. In occasione del concerto al Carambolage verrà presentato il nuovo album, “Figli così”, l’ultima proposta del gruppo che conferma la loro cifra originale e intensa.
  • Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.

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