L'Orchestra Giovanile dello Stato Bavarese - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Serata di grande musica con: L'Orchestra Giovanile dello Stato Bavarese

Ormai sono diventati appuntamenti fissi le serate concertistiche dell’orchestra giovanile bavarese. Anche quest'anno, i giovani musicisti della „BLJO“, di età compresa tra i 13 e i 20 anni, saranno ospiti ad Appiano.

Le serate concertistiche sono precedute dalla cosiddetta "fase di lavoro" estiva, che l'orchestra bavarese trascorre anche quest'estate ad Appiano. Qui i giovani musicisti vengono preparati in modo specifico per le serate concertistiche da insegnanti esperti.

Le esibizioni dell'Orchestra Giovanile dello Stato Bavarese sono senza dubbio tra i momenti salienti delle serate di concerti classici. Nei suoi 40 anni di storia, la BLJO ha presentato i giganti della musica classica con grande successo in molte sale da concerto.

Tradizionalmente, le esibizioni della BLJO ad Appiano si articolano su due serate: Martedì 30 luglio, i docenti si esibiranno in musica da camera, seguiti dal concerto della grande orchestra venerdì 2 agosto. Entrambi i concerti si terranno alle 20.00 nella Sala Culturale di San Michele Appiano.
Un altro concerto, organizzato dalla Fondazione Musik Brixen, si terrà sabato 3 agosto alle 18:00 nel Duomo di Bressanone.

Il programma del concerto dell'orchestra comprende opere di Ottorino Respighi, Bohuslav Martinu, Richard Wagner e Richard Strauss. Il direttore d'orchestra è Nicolas Rauss.

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  • Franz Liszt Sonata in si minore S. 178 Frédéric Chopin Notturno op. 27 n. 2 Notturno op. 55 n. 1 Notturno op. 9 n. 3 Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 35 In collaborazione con Filarmonica di Rovereto
  • Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.
  • Alla fine del 1946 Richard Strauss traspone in musica la poesia “Al tramonto” di Joseph von Eichendorff. Nel 1948 legge le opere liriche di Hermann Hesse e, pochi mesi più tardi, l’ormai ottantaquattrenne ha già completato tre Lieder con le sue poesie. Dopo la sua morte nel settembre 1949, l’editore Ernst Roth riunisce le opere per orchestra sotto il titolo “Quattro ultimi Lieder” – un grandioso necrologo al Lied romantico in cui il compositore cita anche il suo poema sinfonico “Morte e trasfigurazione”, composto 60 anni prima. “Nulla di originale” oppure “il primo vero evento musicale del XX secolo”? La quarta sinfonia di Gustav Mahler, composta originariamente nel 1899 e 1900 come umoresca sinfonica, lascia il pubblico interdetto. L’opera rinuncia al pathos romantico, l’organico orchestrale è ridotto, a prima vista il programma non è riconoscibile. La stravagante marcia funebre (“Totentanz”) nel secondo movimento è seguita nel finale – vero e proprio fulcro dell’opera verso cui tutto converge – dal Lied “Der Himmel hängt voller Geigen”, tratto da “Des Knaben Wunderhorn”. “Balliamo e saltelliamo”, esultano gli angeli in paradiso sul sottofondo di una musica che, affievolendosi a mano a mano, pare opporsi a quel senso dell’umorismo naif e infantile. Così Mahler descrive il mondo “all’incontrario” da lui raffigurato: “È tutto sottosopra, non vi è più alcun rapporto di causalità! È come scorgere all’improvviso la parte nascosta della luna.”

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