Mad Puppet (BZ): „44“ - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Manfred Schweigkofler: voice
Manni Kaufmann: keyboard
Christoph Senoner: guitar
Thomas Anton Pichler: bass
Michael Mock: drums

44 è il titolo dello spettacolo con cui i Mad Puppet sono in tour nel 2024. 44, perché la band ha suonato il suo primo concerto 44 anni fa - nel 1980 - e da allora ha pubblicato 44 composizioni originali in lingua inglese. Il tour è una sorta di raccolta dei migliori brani proposti in decenni di attività musicale, oltre ad alcuni pezzi che i cinque musicisti non suonavano da oltre 20 anni.

I Mad Puppet sono stati una delle prime band in Alto Adige a suonare Progressive Rock e a comporre brani originali. "Era insolito all'epoca, abbiamo fatto il nostro primo disco a 18 anni", si stupisce il chitarrista e co-fondatore Christoph Senoner. "Suona sempre allo stesso modo eppure sempre diverso", afferma Tom Pichler, ora mente musicale della band, bassista, che ha visto i Mad Puppet negli anni '80 come spettatore durante un concerto e ha poi deciso che voleva fare qualcosa del genere. Solo pochi mesi dopo era il nuovo bassista della band.

"Ma non vogliamo solo suonare una canzone dopo l'altra", spiega il cantante Fred Schweigkofler, "vogliamo trascinare il pubblico in un viaggio attraverso 50 anni di storia della musica; raccontare perché abbiamo suonato come abbiamo suonato, quali temi si affrontano nel ProgRock, come si arriva a comporre canzoni del genere; praticamente facciamo sì che il pubblico guardi oltre le nostre spalle." Immergersi nella storia sarà sicuramente interessante per il pubblico, soprattutto per i giovani fan del rock. Perché i Mad Puppet sono già oggi leggende viventi!

Contatti :

Date e orari evento :

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  • “Un’orchestra da camera suona una melodia. Piuttosto, descrive una melodia: ma solo come un’ombra può descrivere un oggetto e un’eco può descrivere un suono. L'idea è che la melodia stessa non sia esplicitamente presente, ma piuttosto suggerita, frammentata, o riflessa attraverso variazioni, ritorni e digressioni, con un centro mobile e forse inafferrabile” – così Luciano Berio descrive “Requies” del 1984, dedicato alla moglie deceduta un anno prima, la cantante e compositrice Cathy Berberian. Finalmente libero: nel 1790 muore il datore di lavoro di Haydn, il Principe Nicola I Esterházy. Quando il figlio lo esonera dall’incarico, Haydn, ormai libero professionista, concorda insieme a Johann Peter Salomon l’esecuzione di sei nuove sinfonie per i concerti che l’impresario offre in abbonamento a Londra. La Sinfonia n. 93 nasce nella primavera del 1791 e viene eseguita per la prima volta con grande successo nel febbraio 1792 all’inaugurazione dei “Salomon Concerts”. La serie di concerti termina tre mesi più tardi con la Sinfonia n. 97 di Haydn. Nel Fin de Siècle dell’Europa centrale, il mondo è ancora in ordine: l’austriaco Franz Schreker idea il suo “Intermezzo” attorno al 1900, all'età di 22 anni, partecipando a un concorso di composizione per un “piccolo brano orchestrale caratteristico per strumenti ad arco” e si aggiudica il primo premio – grazie alla conduzione delle parti e all’“armonia ad essa legata”.
  • Ludwig van Beethoven Quartetto n. 11 in fa min., op. 95 Anton Webern Langsamer Satz (1905) Franz Schubert Quaretto d'archi in la min., D 804, op. 29 (Rosamunde)
  • Jonah Parzen-Johnson: baritone sax Lau Nau: sound artist "A Few We Remember" è il debutto discografico del nuovo duo composto dalla compositrice finlandese Lau Nau, alias Laura Naukkarinen, e dal sassofonista baritono americano Jonah Parzen-Johnson. Alternano momenti di atmosfera nodosa, melodie sussurrate e innocenti armeggiamenti, mentre improvvisano su partiture narrative composte da Parzen-Johnson. Lui crea musica per sassofono baritono che sfida gli ascoltatori con trame e forme sperimentali, abbracciandoli con melodie calde e accessibili. Nativo di Chicago e residente da lungo tempo a Brooklyn NY, è in grado di trasformare le sue performance in un'esperienza profondamente intima, poiché si sforza di condividere chi è, come vede il nostro mondo e i momenti temporanei di comunità che possiamo abbracciare tutti insieme. Lei è capace di usare una tavolozza spesso composta da strumenti tradizionali, voce cantata, sintetizzatori modulari e field recording. Un concerto per chi ama i “silenzi” e le atmosfere rarefatte.

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