Stefano Bollani: Piano Solo - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Quando Stefano Bollani sale sul palco con il suo “Piano Solo” esiste una sola regola: rendere omaggio all’arte dell’improvvisazione grazie all’unione sempre nuova di tutte le note messe insieme in venti anni di Jam session. Ogni volta con un risultato diverso, eppur sempre incredibile.
Talento ineguagliabile del pianoforte, Bollani è un compositore e un interprete dalla tecnica inappuntabile, dalla sensibilità finissima e dalla verve incontenibile, caratteristiche che lo collocano nell’olimpo del jazz, ma che - nello stesso tempo - lo rendono capace di dialogare con le orchestre sinfoniche più rinomate nell’interpretazione del repertorio classico.
Il recital “Piano Solo” è un viaggio tra i tasti del pianoforte che si rinnova ogni sera. La musica di Bollani non conosce confini, sconfessa i generi musicali e si nutre di tutti quei momenti magici con artisti straordinari che il pianista ha incontrato sui palchi di tutto il mondo. Un one man show in cui tutto può accadere. Non esiste nessuna scaletta, nessun programma di sala a indicare il succedersi dei brani. Una sola cosa è sicura: il medley imprevedibile deciso dal pubblico in cui il suo virtuosismo si mescola alla sua proverbiale irriverenza.

Ingresso libero e gratuito
SENZA PRENOTAZIONE

Pianoforte Stefano Bollani
produzione Mauro Diazzi

Contatti :

Date e orari evento :

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  • Nel settembre 1872 Carl Ferdinand Pohl, il bibliotecario della Società viennese degli amici della musica, sottopone all’attenzione del suo direttore artistico Johannes Brahms sei “Feldparthien”: sono sei divertimenti per strumenti a fiato attribuiti a Haydn. Nell’estate 1873 Brahms scrive variazioni su un corale composto dai sei divertimenti, “allenandosi” così nella progressiva trasformazione ed evoluzione degli elementi costitutivi e dei motivi della sua musica nonché nell’arrangiamento orchestrale che più avanti caratterizzerà la sua opera sinfonica. Con il suo unico concerto per violino ultimato, nel 1806 Beethoven fa evolvere ulteriormente un genere che sino ad allora andava dal concerto dei maestri barocchi italiani fino a Mozart. L’opera a impianto sinfonico con un primo movimento lunghissimo sembra avvicinarsi più ai concerti per violino di Brahms, Tchaikovksy o Sibelius che non ai predecessori del XVIII secolo. Il 12 maggio 1926 viene eseguita per la prima volta la Prima sinfonia di Shostakovich – suo lavoro di diploma al Conservatorio di Leningrado – che verrà poi fatta conoscere a livello internazionale da Bruno Walter e Arturo Toscanini. Shostakovich si rivela da subito un mattacchione: nella partitura del diciannovenne, influenze di Stravinsky, Prokofiev, Mahler e Hindemith si fondono in un linguaggio tonale originale e puntiglioso, con acrobazie dettate dall’ironia e comicità che all’epoca si potevano ammirare al circo o nei film muti, ma non ancora nelle sale da concerto.
  • con Sergio Cammariere e con Giovanna Famulari, violoncello Daniele Tittarelli, sax soprano Durata: 90' Un artista. Un pianoforte. Una voce. Un viaggio nell'intimità della musica d’autore. Con l'inconfondibile eleganza e profondità che da sempre contraddistinguono il suo stile, Sergio Cammariere presenta uno straordinario progetto che arriva a coronamento della sua trentennale carriera. In questa formula essenziale e suggestiva, l’artista regala al pubblico un viaggio musicale che ripercorre i suoi classici indimenticabili attraverso nuove interpretazioni, così come i brani dal suo ultimo album “ la pioggia che non cade mai”: un lavoro ispirato che contiene tracce inedite nate, dal felice sodalizio tra il pianoforte del cantautore e la penna di Roberto Kunstler. Sergio Cammariere trasforma la scena in uno spazio intimo, dove la musica diventa linguaggio universale, capace di risuonare nell’anima di chiunque. Ogni nota racconta storie di vita, amore, emozioni e sogni, invitando chi ascolta a perdersi in una dimensione poetica che esplora la perfetta sintonia tra pianoforte e voce, e rivela l’essenza più autentica delle canzoni Non mancheranno alcuni brani strumentali tratti dai due dischi di piano solo arricchiti dal violoncello di Giovanna Famulari, raffinata strumentista dalla lunga carriera fatta di concerti internazionali e collaborazioni con grandi artisti come Tosca, Nicola Piovani e Moni Ovadia, e dal sax soprano di Daniele Tittarelli uno dei più importanti sassofonisti della scena italiana, che si esibisce al fianco di Cammariere da molti anni e che annovera nella sua carriera altri grandi nomi, tra cui Enrico Rava, Kenny Wheeler, Rita Marcotulli, Nicola Conte, Dave Douglas Rassegna Racconti di Musica - Associazione L'Obiettivo
  • Che cosa ci fa un compositore danese in un’aula del Conservatorio di Atene? Guarda fuori dalla finestra e compone una musica che – come il carro del sole guidato da Elio nella mitologia greca – “parte” in modo dinamico come crescendo orchestrale e si spegne al crepuscolo “mentre tramonta”. “Quiete e oscurità – poi il sole si alza con un gioioso inno di lode – percorre la sua strada dorata – tramonta quieto nel mare”, è quanto dichiara Carl Nielsen in merito al lavoro che presenta al pubblico concertistico nel 1903. Il compositore danese maestro dell’improvvisazione Niels Viggo Bentzon scrive musica sinfonica neoclassica e brani per pianoforte preparato e scordato, arrangia collages sonori sperimentali, organizza happening del movimento Fluxus, proclama la metamorfosi “forma del nostro tempo” e, con un’opera omnia comprendente 664 numeri d’opus, è tra i più produttivi compositori europei del XX secolo. Nel 1862, secondo alcune fonti perfino già nel 1855, Brahms si appunta le prime note della sua prima sinfonia, ma solo nel 1868 “trova” in Svizzera, nel richiamo di un corno alpino, la melodia che caratterizzerà il movimento finale. La prima nel 1876 è un trionfo, e Brahms è sempre più considerato il successore di Beethoven. Interrogato più avanti rispetto all’“insolita vicinanza” del tema in Do maggiore nel quarto movimento al famoso Inno alla Gioia nella Nona sinfonia, pare abbia risposto: “Assolutamente, e ancora più insolito è che qualsiasi asino se ne accorga subito”.

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