Giornata internazionale dei musei 2023 - Pubblicato da martin_inside

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Informazioni evento

Nel 2023 la Giornata internazionale dei musei in Alto Adige si terrà domenica 21 maggio. Per l'occasione, 60 strutture museali offriranno un programma speciale a ingresso libero a tema della giornata, oppure una giornata delle porte aperte.

Programma della Giornata internazionale dei musei 2023:

Val Venosta
- Museo "Ora et labora" dell'Abbazia di Marienberg - ATTENZIONE! Programma il 20/05!
- VUSEUM - Museo della Val Venosta - ATTENZIONE! Programma anche il 19/05!
- archeoParc Val Senales
- Torre della chiesa Paul Flora
- Torre di Porta Sluderno

Merano e Burgraviato
- Chiesetta di San Procolo e Museo
- Museo delle macchine da scrivere Peter Mitterhofer
- Palais Mamming Museum
- Castello Principesco
- Museo delle donne
- Merano Arte
- Touriseum - ATTENZIONE! Ingresso a pagamento, presentazione del museo gratuita!
- Castel Tirolo - Museo storico-culturale della Provincia di Bolzano
- Museo agricolo di Castel Fontana
- MuseoPassiria Andreas Hofer
- MuseoAltaPassiria - Bunker Mooseum
- Museo della frutticoltura sudtirolese
- Gampen Bunker
- Centro di documentazione Culten
- Museo della Val d'Ultimo

Bolzano e dintorni
- Museo Archeologico dell'Alto Adige
- Museo di scienze naturali dell'Alto Adige
- Museion - Museo d'arte moderna e contemporanea
- Fondazione Antonio Dalle Nogare
- Museo Eccel Kreuzer
- Museo Mercantile
- Ciné Museum
- Archivio storico della città di Bolzano
- Fondazione Socin
- BZ '18-'45: Un percorso espositivo nel Monumento alla Vittoria
- Casa Semirurale
- Museo Civico
- Museo della scuola

Oltradige e Bassa Atesina
- Museo provinciale del vino
- Hoamet Tramin Museum
- Museo locale di Aldino
- Museo di cultura popolare

Renon, Val d'Ega, Valle Isarco e Gardena
- Museo dell'apicoltura maso Plattner
- Museo di Collepietra
- Museo locale di Gudon
- Museo dei costumi tradizionali
- Museo contadino maso Tschötscher
- Museo della scuola di Tagusa
- Miniera di Villandro
- Museo Civico di Chiusa
- Museum Gherdeina
- Museo mineralogico di Tiso
- Museo della Farmacia di Bressanone
- Museo diocesano Hofburg
- Abbazia dei Canonici Agostiniani di Novacella - ATTENZIONE! Programma il 19 e 20/05!

Alta Valle Isarco
- Forte di Fortezza
- Museo civico e Museo Multscher di Vipiteno - Anche tappa della 14ma "Alta Valle Isarco in bici"!
- Castel Wolfsthurn - Museo provinciale della caccia e della pesca
- Museo provinciale Miniere - sede di Ridanna

Val Badia e Val Pusteria
- Museum Ladin Ciastel de Tor
- Museum Ladin Ursus ladinicus
- ECK Museum of Art
- Museo provinciale degli usi e costumi
- LUMEN - Museo della fotografia di montagna
- Museo provinciale Miniere - sede di Cadipietra
- Museo provinciale Miniere - sede di Predoi con Centro climatico

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Contatti :

Date e orari evento :

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Anziché presentare un’opera finita, egli crea le condizioni affinché il significato emerga attraverso l’interazione, il caso e la presenza collettiva. Il pubblico non è quindi un osservatore passivo, ma una componente essenziale dell’opera stessa. Questo principio trova la sua espressione più compiuta negli ambienti di Vaccari: architetture spesso temporanee che trasformano gli spazi espositivi in luoghi di esperienza. Realizzati senza un intento progettuale o architettonico specifico, ma spesso costruiti con materiali di uso quotidiano o di recupero, questi lavori restano aperti all’imprevedibilità, privilegiando ciò che accade al loro interno rispetto alla loro struttura fisica. La mostra è suddivisa in nuclei tematici e si sviluppa attraverso una sequenza di ambienti e altre opere che esplorano aspetti chiave della pratica di Vaccari. Temi come le tracce lasciate dalle persone, l’inconscio collettivo e la formazione della memoria guidano sia la lettura delle opere sia il progetto espositivo, realizzato da Fosbury Architecture. Il percorso si apre con progetti incentrati sull’oscurità come modalità di avvicinamento all’inconscio e al mondo del sogno, invitando il pubblico a una “discesa” interiore, al tempo stesso metaforica e reale. In questo contesto attenuato, la percezione rallenta e le modalità abituali di visione lasciano spazio a un’esperienza più attenta e sensoriale. Ambienti come La Scultura Buia (1968), Esposizione in tempo reale n. 19, Codemondo (1980) ed Esposizione in tempo reale n. 20, Ambiente grigio multiuso, scatola per sondare lo spazio vicino e lontano (1987) creano situazioni in cui l’esperienza personale diventa parte di uno spazio condiviso. La mostra prosegue con ambienti che affrontano l’interesse di Vaccari per le tracce della presenza umana negli spazi pubblici urbani e per le dinamiche sociali delle comunità temporanee. Accanto al progetto iconico Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentato alla Biennale di Venezia del 1972, e al suo sviluppo Photomatic d’Italia (1972–75), ambizioso progetto realizzato attraverso cabine fotografiche installate in spazi pubblici in tutta Italia, la mostra presenta anche Esposizione in tempo reale n. 21, Bar Code – Code Bar (1993) e Mini cinema (2003). Queste opere esplorano l’interazione sociale, i comportamenti collettivi e i momenti di incontro spontaneo. Nel corso dell’esposizione, gli ambienti di Vaccari non sono presentati come ricostruzioni statiche, ma come situazioni riattivate, fedeli alle intenzioni originarie dell’artista e capaci di dialogare con il pubblico contemporaneo. La collezione di Museion comprende circa venti opere di Franco Vaccari, per la maggior parte provenienti dall’Archivio di Nuova Scrittura donato al museo nel 2020. Questo nucleo include alcuni dei primi lavori verbo-visivi che segnano gli esordi di Vaccari come poeta visivo e che già prefigurano il suo interesse costante per il linguaggio, le tracce e la presenza umana. L’inclusione di alcune di queste opere in mostra sottolinea la continuità tra la sua ricerca iniziale e il patrimonio stesso del museo. Franco Vaccari Franco Vaccari nasce a Modena il 18 giugno 1936 e riceve una formazione scientifica, laureandosi in fisica. Dopo aver avviato la sua carriera artistica come poeta visivo, nel 1969 realizza la prima Esposizione in tempo reale, introducendo il concetto che diventerà centrale nella sua pratica. La sua pratica si articola attraverso diversi approcci, ma è frequentemente interpretata nell’ambito del realismo concettuale. Tra le sue opere più celebri figura Esposizione in tempo reale n. 4, Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio, presentata in una sala personale all’interno del Padiglione Centrale della Biennale di Venezia nel 1972; Vaccari tornerà alla Biennale con sale personali anche nel 1980 e nel 1993. Accanto alla produzione artistica, Vaccari ha sviluppato un’importante attività teorica, pubblicando testi fondamentali come Duchamp e l’occultamento del lavoro (1978) e Fotografia e inconscio tecnologico (1979). Il suo lavoro è stato presentato a livello internazionale in mostre e istituzioni di primo piano, tra cui la Biennale di Gwangju in Corea del Sud, la Kunsthalle Basel, il Musée de l’Elysée di Losanna, Mostyn in Galles, la Fondazione Morra Greco di Napoli e la Triennale di Milano, tra le altre. Franco Vaccari è scomparso nel 2025.
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